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Lo show-regalo di Benigni: “Rendo a Prato la minima parte di ciò che mi ha dato”
Benigni show: mi candido a vescovo
di Alessandro Pattume – Il Tirreno – 24 ottobre 2009
PRATO. Roberto Benigni trasforma tutto in sentimento. E quando torna a Prato, a casa, il suo trasformatore lavora come impazzito. Se poi mezza città lo aspetta per ringraziarlo, perché donando l’incasso del suo “TuttoDante” pratese del 2007 è stato restaurato un reparto di reumatologia all’avanguardia, allora ci sono tutti gli ingredienti per assistere a uno show diverso dal solito. È una festa. Benigni scherza e abbraccia tutti, ma la parte del benefattore addosso, proprio non se la sente. «Io tagliare il nastro? – protesta – semmai do la benedizione». Ma poi lo fa sdrammatizzando, con gli occhi che gli brillano di felicità perché in questo caso, forse, non è l’artista Benigni quanto invece la persona Roberto ad essere acclamato. E il suo non è un gesto che può passare inosservato, specialmente a Prato, la sua città. «Io sono imbarazzato però – spiega – La beneficenza è come l’umiltà, quando la si dichiara sparisce». È seduto, quasi rannicchiato in mezzo alle istituzioni, davanti alle televisioni, ai fotografi, al personale e ai pazienti dell’ospedale. Ogni imprevisto, quasi fosse una liberazione, sembra buono per scatenare la sua vis comica. Dalla finestra aperta, a un certo punto, un clochard urla: «Benigni, si ricorda di me?», «Come no!» risponde il premio Oscar pratese «siamo in conferenza proprio per questo». È un continuo crescendo, come se la somma di riconoscimenti lo spingesse a donarsi completamente, e quello che Roberto Benigni sa donare, è solo gioia. All’arrivo del vescovo di Prato Gastone Simoni esplode: «Non ci posso credere!» urla, saltando sulla scrivania e inchinandosi a mani giunte di fronte al prelato, che prima lo accarezza e lo abbraccia. Il vescovo riporta poi l’ordine, benedice il nuovo reparto e lascia la parola a Benigni: «Io la parola non la vorrei, basta il gesto» protesta, ma poi parla, parla eccome. E sono scintille. «Sono imbarazzato perché questa è la mia prima inaugurazione di un reparto di reumatologia, mica come Fiorello, che ne ha fatte già quattro o cinque» dice. «Io vorrei solo contribuire con una mano senza che la destra sappia cosa fa la sinistra, come dice uno che è l’uomo più perseguitato, anzi, il secondo uomo più perseguitato nella storia dell’umanità – aggiunge senza pronunciare mai il nome del premier – e il sindaco Cenni avrà da fare parecchio con tutti questi extracomunitari: i cinesi soffrono di reumatismi e al contrario di lui, che se li è andati a curare a San Pietroburgo, loro andranno accolti e curati, perché qualsiasi essere vivente deve sentirsi parte dell’umanità». Gli argini ormai sono rotti, Benigni dilaga e lo fa a modo suo, alternando leggerezza e profondità. «Perché dove c’è dolore – aggiunge – quello è un luogo sacro. E la cosa più importante è scoprire che il dolore può essere trasformato in gioia». Applausi, ma non ha ancora finito. «E vi dico pure che tra qualche anno quel berrettino sarà mio» grida indicando il copricapo del vescovo Simoni, che glielo porge. Ed eccolo di nuovo sulla scrivania per l’ultimo regalo alla città. Col copricapo viola in testa e le braccia allargate, il folletto di Vergaio diventa gigantesco. I flash si fanno serrati, tutti lo aspettano. «Alle prossime elezioni ecclesiastiche – annuncia – vorrei concorrere alla carica di vescovo». Dietro di lui, il vescovo di Prato ride a crepapelle. Roberto Benigni sa trasformare tutto in gioia.
Video: Roberto Benigni recita il V Canto dell’Inferno a Buenos Aires
TuttoDante al Teatro Gran Rex di Buenos Aires, mercoledì 17 giugno 2009
Video: TuttoDante en Buenos Aires
BENIGNI EN ARGENTINA, SHOW SOBRE DANTE
BUENOS AIRES, 18 (ANSA) – Roberto Benigni dio en Buenos Aires el único espectáculo en América Latina de su gira internacional centrada en la “Divina Comedia” de Dante.
El actor, director y cómico toscano entró al escenario del teatro Gran Rex de la capital argentina el miércoles por la noche pegando saltitos, aclamado por el público, en gran parte italianos o ítalo-argentinos, visto que Benigni no habla castellano, pese a que de a ratos incluyó algunas frases en ese idioma.
Antes de pasar al tema central del espectáculo, cuyo título es “TuttoDante”, el creador de “La vita e’ bella” pasó a explicar algunas estrofas claves de la “Divina Comedia”, ayudado por un sistema de traducción al español proyectada sobre una pantalla a sus espaldas.
Como hace ya desde años, el gran intérprete italiano describió, sin dejar de lado del todo la comicidad, la actualidad de la “Divina Comedia”, con explicaciones complejas pero comprensibles (aunque ame decir “yo no soy un profesor”) sobre la poesía y los grandes temas del “mondo dantesco”: la mujer, el amor, Dios, el cuerpo humano, el alma.
Con Benigni l’America scopre Dante
(NY Daily News) – Isabella Rossellini, Elvis Costello, Jim Jarmusch, Steve Buscemi, Aidan Quinn and Lizzie Bracco came to see Roberto Benigni rhapsodize about Dante’s “Divine Comedy” at the Hammerstein Ballroom on Saturday. Jim Jarmusch, who cast the Oscar-winner in “Down By Law,” “Coffee and Cigarettes” and “Night on Earth,” told us, “Americans mostly know him as a clown, but he’s incredibly erudite about art and literature.” Benigni himself was modest about his mastery of The Supreme Poet. “It is as if Jim Carrey would come to Rome talking about Walt Whitman,” Benigni told the packed house. The “Life is Beautiful” director spent almost as much time feasting on Italian Prime Minister Silvio Berlusconi’s “jailbait affair” with 18-year-old model Noemi Letizia. “This underage pussy, it’s very dangerous,” said Benigni. “We picture Berlusconi at the 18th birthday party of the barely legal girl, just waiting in the wings for her to blow out her birthday candles…counting down the candles until finally, ‘Eighteen!!!’ You remember with Monica Lewinsky, President Clinton was asked, ‘Did you have sex with that woman?’ He said, ‘I did not have sex with that woman!’ In Italy, it is the opposite. Berlusconi says, “I had sex with that woman” and everybody says, ‘You did not!’ He says, ‘Yes, I did!’ He’s 73 years old. I never voted for him but now I think I will. It is a good image for Italians, no?”
Video: Benigni a New York dopo lo show
NEW YORK (31 maggio) – «C’era un’atmosfera… sembrava di essere a Frosinone. Potevo essere in un posto italiano qualsiasi». Stremato dopo due ore di spettacolo in inglese alla Hammerstein Ballroom del Manhattan center di New York, Roberto Benigni si ferma a salutare gli amici – c’è ovviamente il regista statunitense Jim Jarmusch, con cui nell’84 l’attore italiano ha fatto Daunbailò – e scambia qualche battuta con i giornalisti (guarda il video).
Il comico è commosso per l’accoglienza avuta negli Stati Uniti. «Vedere una cosa così mi ha dato una soddisfazione – dice -. E’ una cosa straordinaria, ci si sente sempre a casa».
E’ stato Silvio Berlusconi comunque e non Dante a dominare tutta la prima parte dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante - dice Benigni -. Bastava nominarlo e la sala veniva già dalla e risate. E’ una cosa eccezionale. Già a Berlus.. una risata».
Video: Roberto Benigni on the stage of “Davies Symphony Hall”, San Francisco
Here are two videos of the end of TuttoDante show in San Francisco (May 26, 2009):
“It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetry” Benigni said of his American premiere in San Francisco.
Review: Roberto Benigni’s ‘TuttoDante’ – Robert Hurwitt, Chronicle Theater Critic
He didn’t leap through the audience, but Roberto Benigni hit the Davies Symphony Hall stage Tuesday with the same unbridled exuberance with which he’d received his “Life Is Beautiful” Oscar 10 years ago. The sold-out house cheered as he ran Olympic laps, bounced off the wall and greeted the house with, “Buona sera! I hope everybody speaks English.”
Then he got a bit carried away. “This is a flabbergasting moment,” Benigni continued. “I feel like to undress myself and to jump on you.”
An extra dose of ebullience would be understandable, even if it’s just Benigni’s standard operating mode. Tuesday marked his North American stage debut performing his solo “TuttoDante,” a runaway hit in Italy. A celebration and appreciation of his fellow Tuscan and the “Divine Comedy,” “Dante” moves on from its one-night stand here to New York (Saturday), followed by two nights in Montreal and two more gigs before closing June 12 in Chicago.
It isn’t actually all Dante, the title notwithstanding, but it is mostly in English, albeit fractured. It’s also very funny, oddly didactic, idiosyncratic, overlong (two hours and 10 minutes, without intermission), somewhat wearying and unexpectedly sublime.
Benigni opens the show in stand-up mode, riffing about his poor command of English (“I don’t understand myself what I am saying“), Prime Minister Silvio Berlusconi, American bathrooms, Florentine sewage, God’s errors (“He put dawn too early in the morning“) and the show itself (“like Jim Carrey in Rome doing a show about Walt Whitman – in Italian“). [...]
[...Read the full article on the San Francisco Chronicle website]



















