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L’Oss. Romano plaude alle Lecturae Dantis di Roberto Benigni

CULTURA: L’OSS. ROMANO, BENIGNI HA COLTO LO SPIRITO DI DANTE E LA PRESENZA DI CRISTO

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 24 giu – Anche l’Osservatore Romano plaude alle ‘lecturae Dantis’ di Roberto Benigni. Lo fa recensendo nell’edizione odierna ”Il mio Dante”, pubblicato nel 2008 da Einaudi. ”L’ampio successo di critica e di pubblico registrato dalle letture dantesche realizzate dal comico toscano – scrive Marco Tibaldi -, come direbbe Paul Ricoeur ‘danno a pensare”’.
Per il quotidiano della Santa Sede, con Dante, come con il film ‘La vita e’ bella’, ”il principale merito di Benigni e’ di esser riuscito a divulgare a una quantita’ enorme di persone temi e messaggi impegnativi e ardui da trattare”.

”Una delle ragioni di tanto successo – prosegue la recensione – e’ nello stile comunicativo adottato, che si riallaccia, con le opportune personalizzazioni, al filone antico dei giullari, dei norren della tradizione nordica”. E a questo proposito, Tibaldi sottolinea come ”la forza e le ambiguita’ del fenomeno tutto umano del ridere si trovano esemplarmente all’inizio stesso dell’esperienza della fede, come la storia di Abramo e Sara ci ricorda”. ”Cio’ che e’ decisivo – prosegue – e’ allora, per cosi’ dire, la qualita’ del riso che viene suscitata dal comico. Ci puo’ essere, infatti, un riso irriverente e sarcastico, un riso di sfiducia e incredulita’, ma anche un riso che nasce dalla gioia e, cosa ancora piu’ tremenda e sublime, un riso che nasce dalla o nella sofferenza. Benigni sa muoversi con maestria all’interno di questa vasta gamma dei significati del ridere, ma colpisce nel segno quando riesce nell’ultima e piu’ impegnativa impresa: parlare con il sorriso della sofferenza. Cosi’ e’ stato per La vita e’ bella e cosi’ e’ stato anche per Dante”.

Per Tibaldi, cio’ che Benigni e’ riuscito a fare, con l’enorme successo di critica e di pubblico delle lezioni dantesche, ”e’ l’aver reso presente lo spirito” della Divina commedia, in cui si trova ”praticamente tutto”, ovvero ”tutto cio’ che serve realmente: un cammino di redenzione per uscire dalla morte e incontrare la vita vera”. Facendosi ascoltare su ”temi impegnativi quanto decisivi come la redenzione, il peccato, la vita eterna”, Benigni ha saputo mostrare ”come la bellezza di Dio, il fascino della vita eterna, la possibilita’ dell’incontro definitivo con il Creatore della vita, covino anche nel cuore del disincantato uomo dei nostri tempi”. Tutto cio’, grazie alla sua capacita’ di ”parlare con il sorriso della sofferenza”.

Ma il recensore dell’Osservatore Romano non si ferma qui, e aggiunge che ”il successo della proposta di Benigni risiede in ultimo anche da una certa inflessione cristologica del suo raccontare”. ”L’attore – spiega – ha ben presente il sostrato biblico della Commedia, come piu’ volte ricorda nel suo saggio… Ma la vera intonazione cristologica viene, ancora una volta, da quel sorriso con cui Benigni, sulla scia di Dante, ci sa raccontare tutto questo, quel sorriso che paradossalmente molti artisti antichi e contemporanei hanno posto proprio sulle labbra del Gesu’ morente in croce, piccolo ma sconvolgente segnale dell’imminente risurrezione”.


Mercoledi 24 Giugno 2009 – L’OSSERVATORE ROMANO: BENIGNI E LA “NOSTALGIA DELL’ETERNO”
“Ci sono delle persone che dicono che tutto è brutto senza possibilità di riscatto, e a me non piacciono per niente; ce ne sono delle altre che dicono che tutto è brutto, ma riescono lo stesso a farci vedere la bellezza in mezzo a tanto buio. Sono le mie preferite, e Dante è tra queste, perché nonostante il malessere che lo angosciava amava la vita”. Roberto Benigni descrive così Dante, nel libro “Il mio Dante”, recensito da Marco Tibaldi sull’Osservatore Romano. Scrive Benigni: “La Divina Commedia è un pianeta sconosciuto dove troviamo cose che riguardano noi. E bisogna che andiamo a vedere nel nostro passato, proprio come fa Dante, che rientra nella sua vita”. Per Tibaldi, ciò che Benigni è riuscito a fare, con l’enorme successo di critica e di pubblico delle lezioni dantesche, “è l’aver reso presente lo spirito” della Divina commedia, in cui si trova “praticamente tutto”, ovvero tutto ciò che serve realmente: “un cammino di redenzione per uscire dalla morte e incontrare la vita vera”. Facendosi ascoltare su “temi impegnativi quanto decisivi come la redenzione, il peccato, la vita eterna”, Benigni ha saputo mostrare “come la bellezza di Dio, il fascino della vita eterna, la possibilità dell’incontro definitivo con il Creatore della vita, covino anche nel cuore del disincantato uomo dei nostri tempi”. Tutto ciò, grazie alla sua capacità di “parlare con il sorriso della sofferenza”.

Gran finale per TuttoDante su Rai Uno

Roma, 9 feb. (Adnkronos) – Roberto Benigni torna lunedi’ e mercoledi’ su Rai Uno con un doppio appuntamento a conclusione del ciclo delle letture dei canti della Divina Commedia: lunedì alle 23, infatti, recita il XXVI canto dell’Inferno e mercoledì e’ in prima serata con il XXXIII canto dell’Inferno. “Il Quinto dell’Inferno”, lo scorso 29 novembre in prima serata su Rai Uno è stato tra i programmi più visti nel 2007 dietro solo allo sport, al messaggio del Presidente della Repubblica e al festival di Sanremo.

Benigni, con le letture dantesche, ogni giovedì in seconda serata, ha registrato una media di 2.233 milioni di telespettatori, conquistato oltre 10 milioni di telespettatori e quasi il 36% di share. Le due trasmissioni di lunedi’ e mercoledi’ prossimo sono le registrazioni dello spettacolo “TuttoDante“, prodotto da Lucio Presta, realizzate a Firenze in piazza Santa Croce nell’estate 2006. Dopo aver accompagnato il telespettatore, da novembre fino ad oggi, nella “selva oscura”, davanti alla Porta dell’Inferno, nel limbo, nel girone dei lussuriosi, dopo aver fatto conoscere Paolo e Francesca, Ciacco, Farinata degli Uberti, Roberto Benigni scende nel più profondo dell’Inferno per raccontare con la forza delle “parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli” la storia del “fiero peccator”, il conte Ugolino.

Molti hanno commentato le ‘letture dantesche’ di Benigni. “Le letture popolari di Benigni sono state uno dei rari autentici eventi culturali di questi anni. Con centinaia di migliaia di persone, molti giovani, che non ascoltavano Dante dalla scuola dell’obbligo…” e’ stato scritto. E ancora: “Dante, nell’interpretazione di Benigni, diventa un fiume in piena…”.

Un rinnovato interesse verso il poeta fiorentino che trova riscontro nell’aumento, dall’inizio del tour “TuttoDante” fino alle trasmissioni televisive, delle vendite della Divina Commedia. “Un piccolo miracolo” sintetizza con un’efficace espressione Variety, riferendosi all’incredibile quantità di pubblico che Benigni è riuscito ad avvicinare alla Divina Commedia. 

Plausi ed elogi non solo dalla stampa ma anche dal mondo intellettuale.   “Lo spettacolo è singolarmente emozionante…si sospende per digradare verso il mondo dantesco, prendendo il pubblico per mano e per il cuore per portarlo nelle parole del divin Poeta” scrive Moni Ovadia.

Fino all’encomio da parte del cardinale segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone: “Roberto Benigni commenta Dante in tv come un alto teologo”.   Quasi una pubblica “beatificazione” che il premio Nobel per la letteratura Dario Fo ha particolarmente apprezzato : “Grazie a Roberto hanno santificato anche Dante…mi fa piacere, era ora…le sue letture sono chiare, pulite, meditate, adatte al grande pubblico”.

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