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Sanremo: Roberto Benigni entra a cavallo

L’ingresso all’Ariston di Roberto Benigni: cavallo bianco e tricolore. E’ l’inizio dello show più atteso della terza serata del Festival

Sanremo, 17 feb. (Adnkronos) – Il ‘ciclone’ Roberto Benigni arriva a cavallo e si congeda cantando ‘a cappella’ l’Inno di Mameli; si muove tra storia e attualità, e non rinuncia affatto alla satira politica, un po’ come ci aveva abituato con le sue lecture dantis. L’attore toscano premio Oscar entra in scena alle 22.25 e tiene banco per oltre 40 minuti. E soprattutto si applica sulla storia e il significato del Canto degli Italiani, meglio conosciuto come l’Inno di Mameli o Fratelli d’Italia.

Robertaccio sorprende tutti con un ingresso a cavallo, alla garibaldina. L’attore entra all’Ariston dal fondo della platea su un cavallo bianco, imbracciando una bandiera tricolore. “Buonasera a tutti e di nuovo viva l’Italia”. E subito agguanta l’attualita’: “Avevo dei dubbi ad entrare a cavallo perche’ in questo momento ai cavalieri non gli va tanto bene…”.

Poi assicura: “Parlerò assolutamente solo dell’Inno di Mameli”. Ma neanche per idea mantiene le promesse: “Dov’e’ la vittoria sembra scritto per il Pd”. Poi prosegue a ritmo pirotecnico: “L’Italia c’ha 150 anni è una bambina, una minorenne. Non ce la faccio -confessa- lo so che gliel’ho promesso di non dire queste cose ma non ce la faccio”. Così via giù sul sexygate berlusconiano: “D’altronde e’ nato tutto a Sanremo. La Cinquetti che cantava ‘Non ho l’eta’ e si spacciava per la nipote di Claudio Villa”.
“Ma parliamo dell’inno… anzi no, una parola sola: Ruby Rubacuori.. l’ho detto. Oh, se non ti piace -dice come parlando col premier- cambia canale, vai sul due, anzi no che c’è Santoro. Meglio stasera se vai al letto. Ma questa Ruby per vedere se era la nipote di Mubarak, bastava andare all’anagrafe e vedere se Mubarak di cognome fa Rubacuori. Ma ci voleva tanto? Ci sono due persone in Italia che telefonano continuamente.. una è qui”, dice guardando in platea il direttore generale della Rai Mauro Masi. “Ma pensate alla bolletta.. L’unita’ d’Italia è sacra, pensate a dividere l’Italia in tre. Tre costituzioni, tre Berlusconi, tre Benigni, tre Sanremi.. no, non si puo’”.
Benigni accenna ai grandi patrioti ma subito il discorso torna all’attualità: “Silvio Pellico ha scritto ‘Le mie prigioni’, un libro bellissimo. Prima di trovare un altro Silvio che scriva un libro così ce ne vuole… L’eroe dei due mondi era Garibaldi non Marchionne. Ha spostato la capitale da Torino a Detroit. Verdi aveva gia’ previsto con ‘Va’ pensiero’ la fuga dei cervelli”.
Poi inizia davvero la sue esegesi dell’Inno di Mameli, punteggiata comunque da battute sull’attualità: “L’italia s’è desta. Svegliamoci. Svegliatevi”. “Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma, che’ schiava di Roma, Iddio la creo’. Umberto -dice Benigni rivolto idealmente a Bossi- schiava di Roma non è l’Italia, è la vittoria. Umberto, hai capito? Che c’è lì pure tuo figlio Renzo?”. Benigni prosegue con la sua analisi storico-filologica dell’Inno: “Stringiamci a coorte/Siam pronti alla morte/L’Italia chiamo’”, declama e poi sottolinea: “Coorte non e’ la corte, e’ la decima parte della legione romana, 600 fanti. Come dire l’unione fa la forza. Come dice Morandi: stiamo uniti”.
Finale nel segno dell’emozione. Iniziata nel modo più dissacrante la performance del premio Oscar si conclude dopo quasi un’ora di monologo con l’attore che canta a cappella l’Inno di Mameli commuovendosi lui stesso sul finale e facendo commuovere gran parte della platea dell’Ariston che si alza in piedi per tributargli una standing ovation.
“Mi sono immaginato un giovane che componeva questi versi, da solo, magari la sera tornando a casa. Non sono un cantante, ma mi gioco tutto”. Il pubblico apprezza lo sforzo e applaude alla favola raccontata dall’attore toscanaccio, una favola che si chiude con una morale: “E quando vi sembra che la felicità si sia scordata di voi, voi non scordatevi della felicità”.

Questa sera Roberto Benigni ospite a Sanremo!

Roberto Benigni salirà sul palco del Teatro Ariston nella serata dedicata ai 150 dell’Unità d’Italia alle 22.00-22.30.

Stasera all’Ariston arriva Roberto Benigni che secondo Gianni Morandi è «un premio Nobel» (un lapsus strepitoso davanti ai giornalisti) «che ci onora in tutto il mondo».

L’attore e regista ripercorrerà la genesi e il significato del “Canto degli Italiani” meglio conosciuto come “Inno di Mameli” o “Fratelli d’Italia”.
Proporrà l’esegesi (che in filologia è appunto l’interpretazione critica di testi finalizzata alla comprensione del significato) della canzone adottata dagli italiani come inno nazionale, che ha una storia ed un testo che potrebbero offrire più di uno spunto per agganciare l’attualità.

Come al solito Roberto Benigni non farà prove in teatro.
Arriverà a teatro poco prima della sua esibizione per andarsene subito dopo. Una toccata e fuga attesa con trepidazione da milioni di italiani.

Sanremo: Roberto Benigni per la serata dei 150 anni

Roma, 15 feb. (Adnkronos) – “Nella serata di giovedi’ Roberto Benigni ci sarà. Abbiamo ricevuto questa mattina molto presto un regalo bellissimo: Roberto verrà sul palco dell’Ariston e fara’ una cosa molto particolare, raccontera’ l’esegesi dell’Inno di Mameli, del Canto degli Italiani”.

Roberto Benigni giovedì sera sarà all’Ariston, al Festival di Sanremo, nella serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia. L’annuncio è venuto da Gianni Morandi in avvio del ‘question time’ sanremese, in onda su Raiuno.
L’attore e regista toscano “farà una cosa molto particolare: racconterà – ha spiegato Morandi – l’esegesi del canto degli italiani, dell’Inno di Mameli. E’ un gesto di grandissima generosità da parte di Roberto, sono sicuro che ci ha pensato molto ed ha voluto essere generoso in questo: lo ringrazio a nome mio e di tutti gli italiani”. Anche il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, ha parlato di grande notizia e regalo da parte di Benigni, “avevamo questa speranza, l’abbiamo inseguito e siamo felici che ci abbia detto di sì. Era il nostro sogno aver Il Premio Oscar nella serata più solenne del Festival, in cui si celebrano i 150 anni dell’Unità”.

“¿Silvio, por qué no me invitas a las orgías?” – El cómico Roberto Benigni triunfa en Génova con sus sátiras y bromas sobre ‘Il Cavaliere’

(EL PAIS, Miguel Mora) – Clamoroso éxito el jueves por la noche de Roberto Benigni (La vida es bella, El pequeño diablo, Johnny Palillo…) en la fiesta nacional del Partido Democrático (PD) de Génova. Ante 4.000 rendidos espectadores, el irreverente cómico toscano repasa de la A a la Z los escándalos de Papi, y no ahorra críticas al propio PD.

“Ha hecho bien denunciando a La Repubblica, a L’Unità, dicen cosas verdaderas, ojalá fueran falsas, pero no, son verdaderas”, comienza diciendo. “¿Silvio pero por qué no me has invitado a las orgías? Todos desnudos, y pasan cosas extraordinarias, hay gente vestida de Papá Noel, hay quien hace el amor con una muñeca inflable, otros con las ovejas… Incluso Emilio Fede ha sido visto haciendo el amor con una oveja inflable”.

Otra: “Silvio, yo no me ocupo de tus cosas privadas, de la crisis, de la Constitución, de la ética. Esos son hechos privados. Yo hablo de las cosas públicas, de las putas, de las chicas, de las escorts. En fin, Silvio, hay bastantes parados, ¿por qué no les regalas algunas escorts también a ellos…”.

Begnini mezcla el bajo nivel de la actualidad italiana con la elevación de la poesía de Dante, el Quinto del Infierno, el de Paolo y Francesca, que habla de los lujuriosos. “Igual que tenemos a Fabio Massimo el temporizador, o a Alejandro Magno El Conquistador, ¡él quiere pasar a la historia como Silvio El Follador! Así que os lo digo yo: ¡bajo cuerda él ha pagado a las prostitutas para que hablaran! Quiere que todos conozcan su potencia sexual, tiene 73 años”.

Y más: “De hecho, habéis visto la última querella… Se ha enfadado porque han escrito que tiene problemas de erección. Pero para demostrar que dice la verdad, tendrá que mostrarlo delante del juez, y os aseguro, yo que tengo los mismos problemas: delante del juez es dificilísimo tener una erección”.

No faltan referencias a la noche de Patrizia D’Addario: “Hay grabaciones con fotografías, pero él lo niega, dice que no, que lo puede jurar sobre sus hijos. Pero, si jura en falso sobre la cabeza de sus hijos, hace falta preguntarse: ¿de quién son sus hijos?”.

“Las preguntas de La Repubblica, dice, las habría respondido si hubiesen sido: ‘¿Cómo estás?’ ‘Bien’ ‘¿Qué haces mañana?’… Así, sí habría respondido”.

Benigni recuerda las versiones contradictorias sobre la fiesta de cumpleaños de Noemi. “Primero dijo que el padre de Noemi era el chófer de Craxi; luego, que era el cocinero de Berlinguer. Oh, la satiriasis es la enfermedad más bonita que existe, ojalá me pasase a mí. Al principio él quería contar que tiene toda esa potencia sexual. Clinton lo negaba, él lo quiere contar. Luego a las escorts les convierte en concejalas, en parlamentarias europeas, no digo ya en ministras. Vete con las escorts, al final las pagamos nosotros. ¿Y por qué no las pagas tú, con todo el dinero que tienes?”.

Luego satiriza sobre la libertad de prensa: “Ha vendido Kakà y ha fichado a Vittorio Feltri, que para las faltas (punizioni) es mucho mejor. Boffo ha tenido la solidaridad del Papa; Feltri la del Papi. Boffo ha dimitido vestido de humildad, Feltri no se ha ido”.

Al final, llega la hora del PD: “Veltroni es rapidísimo, dura tres minutos, ducha incluida”. “Hemos batido un récord del mundo, hemos perdido cuatro millones de votos, ahora debemos ponernos el objetivo de no bajar del 2%”

Nobel per la Pace per Ingrid Betancourt

Invitiamo tutti coloro che leggeranno questo post ad aderire all’appello per il Nobel per la pace per Ingrid Betancourt (iniziativa sostenuta anche da L’Unità e dal sito http://www.coningridbetancourt.org/ ).

   Per aderire all’appello: 

   nobelperingrid@unita.it

   Raccolta di firme

Ingrid Betancourt arriva a Roma - foto Ansa
Ingrid Betancourt è arrivata ieri a Roma per una visita di 3 giorni in Italia.
Ieri sera Ingrid Betancourt è stata ospite per una cena informale a casa di Walter Veltroni. L’ex sindaco di Roma, che tanto ha fatto negli anni della lunga prigionia, ha voluto ospitarla a cena.
Ospite a casa del leader del Pd, la Betancourt ha ricevuto anche una lunga e affettuosa telefonata dal Premio Oscar Roberto Benigni.  Ingrid Betancourt è fan dell’ attore-regista toscano dai tempi del film La Vita è Bella, pellicola di cui ha discusso con i compagni di prigionia durante la lunga detenzione nella foresta colombiana.

Mercoledì 3 settembre a Firenze nel Salone dei Cinquecento avrà luogo la solenne cerimonia in cui saranno conferiti a Ingrid Betancourt la cittadinanza onoraria e il Giglio d’Oro di Firenze. Alla cerimonia sono stati invitati, oltre alle autorita’ e ai rappresentanti diplomatici di Colombia e Francia, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come Vincenzo Cerami, Pamela Villoresi, Lorenzo Cherubini, Francesco Guccini, che hanno aderito all’appello per candidare Ingrid Betancourt al premio Nobel per la pace.

“Le Promesse di Dante” di Roberto Benigni

 

 

Articolo tratto dalla prima pagina de L’Unità del 26 agosto 2008

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