Un Benigni da Nobel
Everything about Roberto Benigni-
July 27th, 2009Roberto Benigni, TuttoDanteTra sberleffi e commozione la grandezza del «giullare»

Taormina (24 luglio 2009). Zompetta, ammicca, saltella. Commuove e si commuove. E se innanzitutto sbeffeggia e ti fa fare un pieno di buonumore, poi ti rende palpabile l’intangibile e ti apre alla Bellezza e all’Infinito. Altro che one man show, con TuttoDante Roberto Benigni è di più: è giullare, prima che clown, capace con lo sberleffo di spalancare gli abissi della riflessione; e poi cantore struggente e appassionato che innalza al sublime del Sommo poeta.
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Ma, appunto, innanzitutto Benigni è Benigni, un diavolaccio che sulla scena del Teatro antico di Taormina, l’altro ieri sera, si è presentato accompagnato da una marcetta perfetta per quel suo «passo d’oca» che strappa risate a dispetto dei nazisti; un monellaccio che subito saluta quelli seduti in alto sulle gradinate chiedendo loro «come si sta a Castelmola?», per poi passare ai «milionari delle prime file», alla «voglia di essere un cagnolino per potervi leccare tutti» e ad una battuta alla Johnny Stecchino «chi cauro ca’ fa». E gli oltre quattromila presenti (a proposito, nella sezione Teatro di Taormina Arte era da una decina di anni che non si registrava il tutto esaurito) sono immediatamente rapiti.
E il bello, per cominciare, è il diavolaccio che graffia. Che affonda stoccate lavorando di sciabola ma con la levità del fiorettista, sicché per quanto pesanti, le stoccate, mai le avverti come offensive. La raffica di battute - satira pura e quindi mai greve, semmai talvolta esasperata come si addice a un giullare - è tutta per Berlusconi anche perché - spiega ad un certo punto - «ho pure provato a prendermela con la sinistra, ma un paio di anni fa mentre durante un mio spettacolo avevo cominciato a farlo, mi dissero che era appena caduto il governo Prodi….».
E allora, allora subito sotto con il premier - «che non è mai venuto a sentirmi, al contrario di Andreotti, che mi diede ansia visto che è l’unico contemporaneo di Dante…»
Benigni incamera applausi con soavità, la stessa con cui passa al Sommo poeta, mentre suda e la mano corre continuamente al fazzoletto in tasca. Lui non recita Dante, ci fa l’amore; rapito dalla bellezza di quella poesia, quei versi li decanta come un innamorato la sua donna, come Alighieri - quasi verrebbe di dire - decanta Beatrice. E la serata si fa Divina.
Tutto solo sul palco scevro di coreografia, Benigni, oltre alla sua smilza figura, ha per compagno solo un leggio, ma su quel leggio un tesoro: il testo del V canto dell’Inferno, il girone dei lussuriosi, quello con «Amor, ch’a nullo amato amar perdona» e della pietà di Dante per Paolo e Francesca. Serve altro? No, eppure il premio Oscar de La vita è bella ce ne mette, ed è un valore aggiunto: ci mette per cominciare la divulgazione, leggendo singolarmente ciascuna terzina del V canto e spiegandone di ognuna il significato in considerazione anche del contesto storico e del cristianesimo che permeava quei tempi; e poi ci mette, dopo che a tutti è tutto chiaro, la recitazione senza lettura, a memoria, dell’intero canto. Ma soprattutto ci mette un’intensità, una passione, un coinvolgimento così struggente che non possono descriversi. Basti dire che commuove e si commuove, letteralmente: con la voce, nel finale, che gli si fa roca e poi si spezza, mentre scorre anche qualche lacrima.
E di fronte a lui, al monellaccio che incanta, quattro minuti di applausi non bastano ad alleggerire l’emozione. Che poi sciama per via Teatro Greco e quindi lungo il corso. E che infine approda a casa, assieme alla benedizione per aver rinunciato, almeno l’altro ieri sera, alla tv.
(di Giuseppe Anastasio - giornale.la sicilia.it)
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July 26th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante, VideoTags: Berlusconi, Dante Alighieri, Divina Commedia, Noemi, Roberto Benigni, Sicilia, Taormina, Teatro Greco, Tour, Tutto Dante, TuttoDante, Video -
July 25th, 2009Roberto Benigni, TuttoDanteMeraviglioso spettacolo del premio Oscar che ieri ha incantato le migliaia di spettatori accorsi al Teatro Greco.
E’ stato un successo. Benigni, come al solito, è stato semplicemente meraviglioso. Un uomo solo con un leggio ed un microfono ha tenuto con il fiato sospeso le migliaia di persone che hanno gremito il Teatro Antico di Taormina in ogni posto nonostante l’incredibile cappa di caldo che sovrastava Taormina. In perfetto orario comincia lo spettacolo e non appena il comico toscano mette piede sul palco una vera e propria ovazione lo investe perchè si percepisce subito la straordinaria forza che quest’uomo riesce ad emanare. Ma prima di entrare nel vivo dello spettacolo il comico si lascia andare a qualche frase in siciliano e a qualche freddura improvvisata. Poi arrivano inevitabilmente i riferimenti alla politica ed a Berlusconi in particolare; l’occasione è ghiotta, si parla dei lussuriosi nel canto che sta andando a leggere e le cronache di questi giorni sono intrise dello scandalo di Berlusconi e delle sue escort di lusso. E Benigni come al solito si sbizzarrisce irridendo il nostro Presidente del Consiglio bacchettandolo, prendendolo in giro ma sempre con garbo ed intelligenza, con quell’umorismo da toscanaccio in lui innato. Un vero e proprio spettacolo di cabaret anticipa la lettura del quinto canto dell’inferno che il comico legge terzina per terzina sviscerando da esse i significati piu reconditi e profondi incantando l’intero teatro in cui vige un silenzio surreale. La gente partecipa quasi meravigliata di quanti concetti sono racchiusi in quella che Benigni definisce “la più grande e rivoluzionaria opera di tutti i tempi, insuperabile”.
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Si parla di Amore nel quinto canto, quell’amore che ha portato alla morte Paolo e Francesca, i due nobili contemporanei di Dante protagonisti del quinto canto. Benigni sembra vivere personalmente i dolori di questa coppia che, come in vita hanno peccato perchè travolti dalle passioni, nell’inferno sono condannati ad essere continuamente trasportati da un vento che li sbatte continuamente sulle pareti del girone. Dante ha pietà per queste anime tanto che per la commozione sviene alla fine del canto. Benigni si sofferma molto su questo concetto dantesco della pietà estremamente rivoluzionario per il tempo tanto da essere criticato dai suoi contemporanei. E Benigni su questo concetto apre un discorso che spazia dalla religione alla politica passando per la poesia. Definisce Cristo “colui che ha dato agli ultimi la dignità dei primi” rivoluzionando il pensiero del mondo. E’ un fiume in piena Benigni, si percepisce che crede in quello che sta dicendo perchè lo vive da profondo credente in Dio. Per più di un’ora legge e spiega le terzine dantesche arricchendo enormemente chi lo ascolta in un discorso che a volte può apparire confusionario ma sempre interessantissimo. Il canto finisce e lui lo recita tutto nuovamente, a memoria. Nella mente di chi ascolta tutto quello che lui ha detto prende forma, si materializza lasciando veramente una traccia indelebile. Forse molti dei presenti si aspettavano uno spettacolo di cabaret, un modo per fare quattro risate ed invece Benigni, attraverso dei versi scritti più di settecento anni fa, fa una lezione di vita che lascia, inevitabilmente, il segno.
Diego Indaimo (tempostretto.it) -
July 25th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante(25/07/2009) - Roberto Benigni torna a Taormina e lo fa incantando il pubblico leggendo il Quinto canto della Divina Commedia di Dante Alighieri nello spettacolo “Tutto Dante”, inserito nel cartellone di Taormina Arte. Lo fa in una serata in cui gli spettatori che lo guardano dalla platea del Teatro Antico della città taorminese, sembrano essersi catapultati in uno dei gironi dell’inferno grazie alle luci della scenografia ed all’afa che ieri ha soffocato la cittadina messinese. Ci mancava solo l’Etna in eruzione ed il gioco era fatto.
Benigni, forse uno degli ultimi mattatori italiani rimasti in vita, ha esordito in siciliano ed ha esaltato le virtù e la nobiltà di pensiero che questo popolo isolano porta con se’.
Poi, non poteva mancare la digressione sul presidente del Consiglio Sivio Berlusconi. Le ultime vicende del nostro Primo Ministro, legate più alla cronaca rosa che a quella politica, hanno acceso la serata ed il comico toscano è andato a ruota libera senza lasciare nulla all’immaginazione.
Questa volta, però, Berlusconi, è “servito” a Benigni come trapolino verso la lettura del Quinto Canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il girone dei lussuoriosi. E così ecco che Berlusconi viene accostato a Semiramide, la regina degli Assiri, che viveva ossessionata dal sesso, tanto che lo avrebbe legalizzato ed infine sarebbe stata uccisa per la sua bramosia.
Benigni, aiutato da un leggìo, recita piccoli passi della Commedia e poi li spiega. Passo dopo passo. Proprio questo Canto è emblematico, in quanto sarebbe il preferito da Dante, un uomo totalmente immerso nell’amore per Beatrice e che prova pietà per i due amanti, Paolo e Francesca.“Dante - afferma Benigni - ha scritto la Bibbia della letteratura mondiale. E’ un testo sempre attuale, perchè per la prima volta ha utilizzato personaggi vicini alla sua epoca, ma con vizi e virtù che sono presenti ancora oggi nell’uomo e soprattutto ci dimostra quanto siamo noi uomini padroni del nostro destino poichè Dio ci ha lasciato il libero arbitrio”.
Ma il momento più alto della performance di Benigni, si tocca quando recita per intero tutto il Quinto Canto. Il pubblico del Teatro Antico di Taormina, si ammutolisce e Benigni si trasforma nel pifferaio magico che, invece di utilizzare il flauto, usa la voce. Voce che si spezza dall’emozione quando parla di Paolo e Francesca.
Terminata la lettura, la platea esplode in un applauso durato oltre 10 minuti, consegnando così alla storia questa serata.
Orazio Bonfiglio (Omniapress.net)
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May 26th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante“If you’re going to San Francisco Be sure to wear some flowers in your hair”……
If you’re going to see Roberto Benigni in San Francisco, be sure to write and send your comments/reviews/photos to www.unbenignidanobel.it . [Send a message to info@unbenignidanobel.it - we'll publish your articles in our website.]
Roberto Benigni is making his American stage debut at the Davies Symphony Hall on May 26 in San Francisco with his one-man show TuttoDante.
Roberto Benigni in TuttoDante
Where: Davies Symphony Hall, 201 Van Ness Ave., San Francisco
*The first live comments from Twitter during and after the show:- Benigni wonders why no the bidet in his hotel? Troppo Forte!
- Pope productized purgatory to increase revenue! Benigni is hilarious!
- it was una cosa incredibile! The last part was an elocution like rendition of Canto 5.
Dante’s poetry an infinite labyrinth of words that express infinite emotions of man.- Intoxicated by Dante Alighieri’s poetry Roberto Benigni’s comedy and theatrical rendition of Canto V; forza l’amore.
- roberto benigni was hilarious in tutto dante. guys in nyc try to get a ticket , he’s coming there next.
- Went to see Roberto Benigni perform (and discuss) Canto V of Dante’s Inferno. Fantastic.
- Saw Roberto Benigni in TuttoDante at Davies Symphony Hall last night. Part stand-up act, part in-depth lecture and all inspiring. Genius!
- Still laughing at the incredible show (’TuttoDante’ w/Roberto Benigni) I saw last night- he is an amazing talent.
- The only thing that I didn’t like was that the sow had to finish! Thanks Roberto Benigni!!!!! (Giovanna)
Tom Waits attended TuttoDante show in San Francisco, he was seen in the audience of Davies Symphony Hall.
In a recent interview, Roberto Benigni answered to a question about “Down by Law“: “[...] For me it was a dream, this is such a wonderful memory, such a wonderful souvenir. And what it is very rare, I met also Tom Waits and John Lurie, the musician and the singer, and we are still very close friends.“.
After the long weekend a little culture was in order. We went along to the Davies Symphony Hall to be entertained by the famous Italian comic Roberto Benigni.
After a very light-hearted and engagingly funny introduction and warm up. He led us all through a very deep and thought-provoking journey by walking us through the 3rd circle of hell in Dante’s Inferno. He finished off the evening with an inspired and heartfelt recitation from Dante.
[Credit: The Spotted Zebra]
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May 12th, 2009Roberto Benigni, TuttoDanteDopo gli Oscar vinti nel 1997 con La vita è bella, Roberto Benigni torna da protagonista negli Stati Uniti con Tutto Dante. La prima tappa dello show sarà San Francisco il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
(Ansa) - Benigni si esibirà in inglese con alcune battute in italiano e per il finale reciterà in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la tragica storia d’amore di Paolo e Francesca. Tutto Dante ha debuttato nel 2006 in Grecia, dove Benigni ha letto e spiegato il XXVI Canto dell’Inferno su Ulisse ed è stato subito un enorme successo.In Italia il tour è partito da Firenze ed in 3 anni ha fatto il giro delle principali città affascinando milioni di spettatori se si considera che molte tappe sono state mandate in onda da Rai Uno ed è stato realizzato anche un Dvd. Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo e dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano.
Gli spettacoli negli Stati Uniti saranno intervallati da esibizioni in Canada, a Toronto, Montreal e Quebec City, poi Benigni porterà il “Tutto dante” il 17 giugno a Buenos Aires in Argentina. Le tappe a New York, Boston e Chicago sono state organizzate da Massimo Gallotta Pormotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
Date spettacoli TuttoDante in America
TuttoDante: Spettacoli negli Stati Uniti
San Francisco - 26 maggio 2009 - Louise M. Davies Symphony Hall
New York - 30 maggio 2009 - Manhattan Center
Boston - 6 giugno 2009 - Berklee Performance Center
Chicago - 12 giugno 2009 - Harris Theater
TuttoDante: Spettacoli in Canada
Toronto - 7 giugno 2009 - Casino Rama
Montreal - 3 - 4 giugno 2009 - St. Denise Theatre
Quebec City - 10 giugno 2009 - Grand Théâtre de Québec
TuttoDante: Spettacoli in Argentina
Buenos Aires - 17 giugno 2009 - Teatro Gran Rex
Per maggiori informazioni sulle date mondiali di Tutto Dante di Roberto Benigni visitate il sito www.tuttodante.it.
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April 7th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante, VideoJetzt ist Roberto Benigni zum ersten Mal in einer deutschen Talksendung zu Gast und spricht bei “Beckmann” über Humor und dessen Grenzen, seine Passion für deutsche Kultur sowie über sein neues Bühnenprogramm “TuttoDante”.
Roberto Benigni, ospite del talk-show Tedesco “Beckmann”, parla di umorismo e comicità, della sua passione per la cultura tedesca, e del suo nuovo show “TuttoDante”.

Ieri in tarda serata Roberto Benigni è stato ospite di Beckmann, famoso talk-show Tedesco, per presentare il suo Tour TuttoDante in Germania, da sempre terra accogliente per tanti connazionali e con un forte legame diretto con l’Italia.
In Germania la prima tappa di TuttoDante sarà Monaco Di Baviera giovedì 16 aprile presso il Gasteig, Philharmonie in Rosenheimerstr 5. Lo spettacolo è in cartellone anche il 20 aprile a Colonia, il 21 a Francoforte, il 23 a Baden Baden, il 24 a Duisburg, il 26 a Stoccarda.

Roberto Benigni ha inondato con il suo entusiasmo lo studio televisivo dell’emittente tedesca Ard. Il conduttore televisivo Beckmann ha sollecitato Benigni anche sul premier italiano Silvio Berlusconi: «Ho promesso di non parlare più di lui in Italia. Certo ora siamo in Germania, quindi si può - ha ironizzato - Io amo l’Italia…l’Italia ama Berlusconi… Che dire, ha dato molto materiale ai noi comici».
Inoltre Roberto Benigni si è prestato a declamare una famosa poesia scritta da Heinrich Heine, “Die Lorelei“. Benigni sorridendo ha citato Balzac: “Si può scherzare su tutto ma non sulla poesia“, e poi ha letto il testo in tedesco, senza fare riferimento alle regole di pronuncia.
Il dantista più celebre d’Italia si è prestato alla prova di recitazione in lingua straniera davanti a Marcel Rein-Ranicki, severissimo critico letterario, sorpreso di fronte agli abbracci e alle pacche cordiali del comico italiano.E’ possibile vedere il video della puntata di Beckmann cliccando sull’immagine qui sotto:

Alla fine della puntata Reinhold Beckmann ha chiesto a Roberto Benigni di pronunciare alcune parole sul terremoto che ha colpito l’Abruzzo :
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«Ne ho parlato questa mattina ed è terribile, è una vera tragedia.
Mi viene in mente una bella frase di Goethe che dice “L’incendio di una fattoria è una tragedia, la rovina di uno stato soltanto una frase”. Quando siamo colpiti nei nostri affetti più piccoli, nelle nostre piccole cose, la tragedia è ancora più grande. Ti ringrazio di avermi fatto questa domanda, per manifestare agli Italiani la mia vicinanza.
Voglio dedicare tutto il Tour che faccio in Germania, che è pieno di Italiani, alle persone che hanno subito perdite nel terremoto, sia nelle case che negli affetti più cari.
L’Italia è un popolo che sa reagire, e, quando c’è qualcuno che è insieme a te, si può affrontare il mondo, qualsiasi tragedia, se non ti senti solo, se c’è qualcuno che ti ama, si può portare il peso del mondo sulle spalle..»
Roberto Benigni, 6 aprile 2009. -
April 4th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteOn BBC Radio 3 (Tuesday, March 31st) Roberto Benigni talked about his one-man theatre show about Dante’s Divine Comedy which has been filling stadiums in Italy and is now coming to London (Drury Lane Theatre) as part of a worldwide tour.
Bidisha (BBC Radio 3) talks to Oscar-winning Italian actor Roberto Benigni - best known for his comic film set during the Holocaust, Life Is Beautiful - about his obsession with Dante and his one-man show TuttoDante. Benigni is often remembered outside Italy for his behaviour at the 1998 Academy Awards when accepting the Best Foreign Language Film Oscar for Life Is Beautiful - he climbed on the backs of the seats for his procession to the stage and applauded the audience.Benigni is regarded in Italy as an excellent improvisatory poet and he can recite Dante’s Divine Comedy from memory. His one-man theatre show inspired by the Divine Comedy and mixed with observations on current affairs and his own past experiences has been a huge success in Italy. TuttoDante (Everything about Dante) was seen on television by more than ten million people. Bidisha asks whether something so Italian can make the transfer to Britain.
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April 3rd, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteBenigni sbarca a Londra nel teatro di Lloyd Webber con il tour mondiale di “Tutto Dante”
“Voglio portare il mio abbraccio agli italiani all’estero. Ma il mio messaggio è universale”Roberto Benigni sceglie Italians of London per presentare in esclusiva la tappa londinese del tour mondiale “Tutto Dante”, spettacolo in cui l’attore e regista interpreta la Divina Commedia – canto quinto dell’Inferno, accompagnato da uno sguardo satirico sull’attualità. Una performance nei teatri internazionali più prestigiosi, prima di dedicarsi di nuovo al cinema per le riprese del film che lo vedrà impegnato a partire dal prossimo Luglio.
di Alessandra Bonomolo, Italians of London - Londra, Venerdi’ 20 Marzo
Sguardo vivace e un saluto caloroso. Roberto Benigni ci tiene a conoscere chi gli sta davanti. Fissarne il nome, scoprirne qualche dettaglio.
È così che ci accoglie l’acclamato regista-attore premio Oscar quando andiamo ad incontrarlo. Un solo accenno al suo spettacolo ed è subito un fiume in piena di parole tanto semplici che riescono ad incantare.“Le persone del pubblico alla fine si commuovono. Non perché sia Dante a commuovere, ma perché si va toccare, dentro di noi, una parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba.” E prosegue. “L’anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando tu mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima gli viene data tutta spazzatura, continuamente.”
Un one-man show intimo e corale. È nata così l’idea di portare Dante in giro per le piazze del mondo, nella voce e nei gesti di Benigni. Con l’obiettivo di offrire “una cosa fresca, un frutto dal profumo straordinario.”
Il calore del pubblico è immediato, ovunque. “Riesci a sentire che la gente te ne è grata, come se ti dicesse – Ecco, finalmente tu hai accarezzato quella parte là.”Siamo a Londra; Benigni ha appena scompigliato la compassata Sarah Montague nel Today Programme di BBC Radio 4. È una tiepida giornata primaverile, senza sconti al flusso di notizie che alimenta apprensione per la crisi economica.
“Londra è la Firenze all’epoca di Dante. La vera city del mondo, dove albergavano avidità, lussuria, superbia. La parola finanza è stata coniata dai fiorentini proprio a quel tempo, insieme al fiorino. Pensa, il Financial Times ha le sue origini in Italia! Anche la parola banca deriva dal toscano, quando i finanzieri prestavano denaro al Re d’Inghilterra, per poi spesso pentirsi in letto di morte per gli interessi da usura praticati. Ecco, a parte questo… è rimasto tutto uguale.”Quindi la Divina Commedia sarebbe ancora attuale, oggi, in una metropoli come Londra.
“E certo!” Benigni sbotta. “Dante ha parlato proprio di questo: più moderno di così si muore!” Quindi spiega. “Le tre fiere di cui si parla nella Divina Commedia - la lonza, il leone, la lupa- non sono altro che gli idoli moderni: sesso, successo e soldi, le solite belve di sempre.” Si tratta, aggiunge, di simboli dalla portata universale, che incidono non soltanto sulla libertà individuale, bensì collettiva. Poi il discorso perde i toni allegorici e si fa concreto. “Questa che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi orribile, che è nata dal male e dalla stupidità. Speriamo che questo Inferno ci sia di monito.” Passaggio necessario, forse. Benigni cita il sommo poeta - “che io perdei la speranza dell’altezza”- quando parla delle conseguenze economiche e morali dei nostri comportamenti.
Il comico toscano, dunque, fa rivivere Dante ai tempi del credit crunch, mentre invita con la sua proverbiale esuberanza “a riscoprire quel che vi è di divino dentro ognuno di noi. Per non ritrovarsi, alla fine, proprio come se non si avesse vissuto.”
L’immagine che la nostra memoria mette a fuoco è quella delle anime disfatte che percorrono il London Bridge, così come Eliot le ha ritratte nella sua Terra desolata.
Oggi il grillo parlante sembra abbia preso a prestito il volto di Pinocchio.
Italians of London è la più grande Associazione di italiani di nuova emigrazione in Inghilterra. Giovani, in larga parte, che hanno lasciato il proprio paese per scelta o spesso per necessità, delusi dallo sconfortante contesto sociale che li costringe ad essere dei “cervelli in fuga”.
Come vede la situazione italiana attuale, specie con riferimento alle nuove generazioni?
Il tono si fa cupo. “Conosco bene la situazione dei giovani in Italia, perché io vengo da là.” Poi la serietà dell’argomento cede subito il passo all’irrefrenabile ironia. “Io non fuggo perché non sono un cervello, giusto per quello…”
Buffo, per un candidato al premio Nobel. Se non fosse per quella risata tanto aperta e sincera che quasi vien voglia di crederci.
“Pensa se ci fosse stata questa fuga dei cervelli nel Rinascimento e avessero lasciato andare all’estero persone come Michelangelo, Leonardo, Galileo, Dante. Il solo pensiero fa impressione. Cosa sarebbe accaduto? Tutte le arti e tutti i poteri moderni sono imitazioni delle arti e dei poteri italiani, del nostro Rinascimento. Qualsiasi impero è un’imitazione del nostro, almeno in Occidente. Che lo si voglia dire o meno, è così.” Poi Benigni si ricorda che, tutto sommato, siamo nella terra di Shakespeare. “Non per essere nazionalista - voglio troppo bene all’Italia per esserlo - ma quella voglia, quel desiderio…. di dire beh, son contento di esser nato lì ce l’ho tanto forte, ecco, forte forte.”
Roberto Benigni non riuscirebbe mai a risultare melenso o scontato. Quando parla dell’Italia arde di passione e si commuove come un bambino. Il tutto mentre pronuncia un’unica frase. Non gli servono telecamere né riflettori per essere ciò che è. Indossa il solito pullover a V con cui lo si vede sempre in foto e una sciarpa come unico vezzo d’artista.
“Il tour è nato per portare gli spettacoli agli italiani all’estero. Vengo per loro.” E riesce persino a non cadere negli stereotipi dicendolo. “C’è dell’allegria in fondo ai loro occhi. Un desiderio vispo, affatto languido, che gli fa dire - Io tornerò - proprio come nelle canzonette.” La sinergia con il pubblico, durante gli spettacoli, è “un abbraccio amorosissimo”, nella lingua benignana. Un “senso di bellezza” che pervade i teatri, quasi l’alchimia sprigionasse una “sensualità erotica”. Come è già accaduto a Parigi, a Bruxelles, in Grecia, in Svizzera. Ma non solo con i connazionali. “Lo spettacolo poi si espande, perché quel che Dante dice è talmente universale che nella mente di ognuno risuona qualcosa di immenso. E per di più mostra la grandezza del nostro Paese.”
Il pensiero torna di nuovo all’Italia di oggi. “Ora è proprio tutta coperta, ma queste ceneri nascondono un fuoco possente.”Cosa intende dire?
“Sta per succedere qualcosa. Sì. Accadrà un piccolo Rinascimento.”
Un messaggio che suona come una profezia, tanto è accorato. “Bisogna aspettare la fine, no? Come è sempre accaduto. Da noi non è morto nulla, è tutto vivo. Io sto in Italia, lo sento. Non sto in un posto dove ci sono i cadaveri.”Il 5 aprile Tutto Dante sbarca a Londra, prima di fare rotta verso l’America. Il tour si è rivelato un successo senza precedenti, che ha superato ogni aspettativa per uno show di poesia unita a satira che ha riempito gli stadi della penisola e fatto il tutto esaurito a Parigi e nelle principali tappe europee. Benigni porterà in scena il V Canto dell’Inferno, il canto più amato della Commedia - quello della lussuria - che celebra l’amore di Paolo e Francesca. Il palcoscenico è quello del Royal Drury Lane, il più antico e affascinante teatro di Londra, di proprietà del celebre compositore Andrew Lloyd Webber, nel cuore del West End.
Un’operazione di divulgazione letteraria?
“No, assolutamente. Gli studenti hanno i professori; “Tutto Dante” è invece uno show, nel vero senso della parola. Perché Dante è spettacolare e perché spero di fare spettacolo io.” E continua. “Non è nemmeno un fatto politico. Il messaggio è racchiuso nell’abbraccio che rivolgo principalmente agli italiani che vivono all’estero.”Anticipazioni?
“Beh, vengo in Inghilterra… dovremo parlare un po’ di quello che accade qua, iniziando da Gordon Brown. Poi Obama e… Berlusconi. Parlerò delle notizie del giorno prima.”Tutto Dante è uno show dove i versi di Dante si mescolano all’attualità in maniera del tutto inedita, in un viaggio sorprendente fra satira e poesia, alta letteratura e politica -sbeffeggiata alla maniera di Benigni. Il tutto proposto con la leggerezza di chi è capace di far ammutolire e ridere intere platee, quasi a creare un sortilegio. Benigni promette agli spettatori di Londra divertimento e riflessione insieme.
“Perché è come Dante e la Divina Commedia. C’ è l’Inferno e il Paradiso. Un momento per divertirsi e uno per commuoversi. Se non ci si diverte, non ci si può commuovere.” In fondo questa è la sua lezione.Alessandra Bonomolo
Copyright Italians of London 2009
Questa intervista e’ stata pubblicata da Repubblica nell’edizione di Sabato 21 Marzo.
La fotografia di Benigni con Alessandra Bonomolo e’ courtesy of Giuseppe Mascia
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April 1st, 2009Roberto Benigni, TuttoDanteL’ultimo dvd in uscita oggi contiene uno spettacolo indimenticabile, “Il Quinto dell’Inferno“, andato in onda in diretta su Rai Uno dagli studi di Papigno giovedì 29 novembre 2007.
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L’estro recitativo di Roberto Benigni si esalta in una sinfonia teatrale di satira e umorismo, dando vita a un intrattenimento intelligente e divertentissimo.
Finisce in grande con il Tutto Dante show, la collana dedicata alla lettura della Divina Commedia di Roberto Benigni. Da oggi, mercoledì primo aprile, sarà infatti in edicola con Repubblica o L’Espresso (a 9,90 euro in più rispetto al prezzo del giornale) l’ultimo dvd di “Roberto Benigni. Tutto Dante” con la registrazione dello spettacolo che, dopo aver fatto il giro d’Italia in centotrenta date (più di un milione di spettatori), sta ora affascinando il pubblico delle grandi città europee, da Parigi a Londra, per poi arrivare negli Stati Uniti e in Argentina.
La forza dello show sta nel riuscire a mescolare alto e basso, risate e poesia, politica spicciola e grandi temi etici. Da solo sul palcoscenico, Benigni non perde un colpo e scatena risate e applausi, come quando ironizza sui continui interventi antigay di Rocco Buttiglione nel salotto di Porta a Porta o quando racconta di un centrosinistra senza bussola. C’è poi la dichiarazione d’amore per l’Italia «il primo luogo al mondo» dice Benigni «dove è nata prima la cultura e poi la nazione». E per il «suo» Dante: «Dopo aver letto la Divina Commedia» dice «non si guardano più le persone con distrazione, ma come depositari di un destino immenso».
(Marco Romani, Il Venerdì di Repubblica) -
March 12th, 2009Roberto Benigni, TuttoDanteChristophe BERTI, lesoir.be - jeudi 12 mars 2009, 08:19
Expliquer, puis déclamer – en vieux florentin – des passages de « La Divine Comédie » de Dante Alighieri et faire salle comble partout en Europe: il faut s’appeler Roberto Benigni pour relever un tel défi.
[Foto di Roberto Benigni a Bruxelles tratte dal blog Il Furlanar]Mercredi, le comédien et réalisateur italien – qui se définit lui-même avant tout comme un « comique » – était à Bruxelles, au Palais des Beaux-Arts, pour l’étape belge de son spectacle qui a scotché devant la télé des millions d’Italiens. On connaît Benigni et on n’a pas été déçu: commentaires sur l’actualité, passages exaltés pour expliquer les finesses de l’œuvre de Dante, remerciements au public – «Je ne veux pas oublier de parler des milliers d’Italiens qui ont immigré en Belgique pour y travailler très durement» – on a eu droit à du «Benigni pur jus».
«J’aime bien la Belgique, elle a donné de grandes œuvres au monde. Et j’ai eu l’honneur, moi, d’être fait docteur honoris causa à la KUL. C’était sympa, mais chez vous, on fait des discours dans toutes les langues, ça a duré une journée entière…» En fait, la vraie surprise du spectacle, c’est qu’il a parlé… en français de part en part. Enfin le français de Benigni, évidemment, avec des mots à lui («insursautable» pour «insurmontable», etc.) mais très peu en italien et sans les surtitres annoncés. «La Divine Comédie, c’est la poésie la plus importante de la littérature. Enfin, c’est un livre italien et je suis italien: il y a peut-être conflit d’intérêt. Mais bon, je ne suis pas le seul Italien à être concerné par le conflit d’intérêt. Une chose est sûre: la Divine Comédie est un cadeau de Dieu fait à l’humanité.»Pendant un peu moins de deux heures, l’auteur de « La Vie est belle » décrypte le Chant V de l’Enfer, passage concernant la rencontre de Dante avec Paolo et Francesca dans le deuxième cercle de l’enfer. Et transmettra à un public conquis son amour sans limite pour une œuvre qui le berce depuis son enfance. Et surtout, après avoir expliqué le poème avec des métaphores surprenantes et déroutantes, le comique se fait grave, la scène devient rouge, le silence est absolu et, Benigni récite, comme un bon élève, le Chant dont il parle depuis le début, respectant l’accent toscan et la musique de l’œuvre. Standing ovation garantie.
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March 11th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante
Ce spectacle «one man show» basé sur la Divine Comédie de Dante Alighieri met en scène Roberto Benigni pendant environ une heure et demi avec un mélange d’instants d’actualité et de souvenirs de racontés de manière ironique, pour ensuite entreprendre un voyage plein de poésie et de passion dans le monde de la Divine Comédie.
Le spectacle a débuté en juin 2006 dans le splendide théâtre Romain de Patrasso en Grèce où, devant un public extasié, Benigni a déclamé et expliqué le chant d’Ulysse, le XXVI Chant de l’enfer.
En Juillet 2006, le spectacle a fait une halte pour 13 soirs sur la magnifique Piazza de Santa Croce à Florence où, à côté de la statue de Dante et face à la basilique, a été montée la scène sur laquelle chaque soir Benigni récitait un chant différent.La place avait été aménagée avec des chaises et des tribunes pour une capacité totale de 4.200 places qui, était pleine tous les soirs, et a vu la présence d’un public hétérogène qui manifestait son enthousiasme.
Les 13 spectacles ont été enregistrés et retransmis sur la RAI UNO de décembre 2007 à Mars 2008 avec un si bonne part d’audience, qu’une version DVD a été mise en vente et a évidemment battu tous les records de vente pour un spectacle théâtral.Après la parenthèse fiorentine, le spectacle TuttoDante est devenu itinérant et a été représenté sur les places et dans les stades italiens pour un total de 130 spectacles avec un afflux de public estimé autour du million de spectateurs, dont 120.000 à Rome. A ceux-ci il doivent être ajoutés plus de 10 millions de téléspectateurs qui ont vu le spectacle télévisé « le V° de l’Enfer » diffusé sur la RAI le 29 novembre 2007, avec des rediffusions sur RAI International les jours suivants.
TuttoDante est un événement unique dans l’histoire du spectacle, un fascinant voyage qui passe de l’actualité à la Divine Comédie, d’instants purement comiques à des instants de grande poésie.
ROBERTO BENIGNI dans TUTTO DANTE
Production : Melampo Cinematografica
Organisation générale : Lucio Presta
Production exécutive : Arcobaleno Tre
Promoteur local : AJA ConcertsInformazioni:
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Data: mercoledì 11 marzo 2009
Orari: Ore 20.00
Luogo: Palais des Beaux-Arts / Salle Henry Le Bœuf , 23 Rue Ravenstein
1000 Bruxelles -
March 10th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDantePar Séba Ministru - Télémoustique

Bonjour Roberto, vous allez bien?
Roberto Benigni. - Oh, quelle beauté d’enfin entendre parler italien! (L’interview se déroule en italien - NDLR.)Dites-moi, Roberto, pourquoi Dante?
Tu me demandes “Pourquoi Dante?”. Mais parce que, Roberto, voyons! Même si personne n’a lu La Divine Comédie, Dante a écrit une ouvre qui a tout changé. De temps en temps, c’est bien de le rappeler. Dante nous a montré la voie pour devenir immortels… Mais bien sûr, Sébastien, sur scène quand je parle de Dieu, je dois le faire en italien parce que avec mon accent français, ça ne va pas. Mais quand je parle de choses de moindre niveau comme Berlusconi, alors je parle en français.Mais quand vous parlez français, votre accent italien est très joli…
Merci beaucoup, Sébastien, et la prochaine fois que je viendrai en Belgique, je ferai le spectacle en “belgicien”.Mais ça n’existe pas.
Bien sûr que si, ça existe, le “belgicien”! C’est du “bruxellesse” avec un très fort accent.Qu’est-ce que vous connaissez de la Belgique?
Pas grand-chose. Je suis venu plusieurs fois, mais je connais peu. Mais quand même, à l’Université de Louvain (la KUL - NDLR), ils m’ont donné le titre de docteur honoris causa. Tu aurais dû voir! La cérémonie dans l’église gothique: magnifique! Mais c’est bien parce que ça nous ramène à La Divine Comédie qui parle aussi du Brabant et de la Belgique…Vous nous promettez de nous faire rire parce que Dante… ça fait peur!
Mais le premier qui voulait qu’on en rigole, c’est Dante lui-même, sinon il n’aurait pas appelé ça “comédie”.Juste!
Vous verrez, sur scène, c’est une vraie farce, vous aurez l’impression de voir Louis de Funès au milieu des diables. C’est une chose très belle, on parle de Dieu, de la Vierge. Ça fait du bien de parler de sujets incompréhensibles, du mystère de la vie et de la mort à l’époque des quiz télé. Dante voulait que ce soit mystérieux et populaire.Comment ça va se passer quand vous vous retrouverez devant Dieu?
J’espère m’en sortir avec une petite baffe.Il y a onze ans, lorsque vous avez reçu l’oscar pour La vita è bella, vous avez baisé les pieds de Martin Scorsese devant des millions de téléspectateurs. Qu’est-ce que ça fait de baiser les pieds de Scorsese?
Ah! C’était une émotion si belle qu’il me semblait que je devais l’exprimer avec mon corps. Je me suis jeté à terre pour prouver que j’étais vivant!Et quel goût ont les pieds de Martin Scorsese?
(Rire.) Un goût de cuir… et je crois qu’il chausse du 42.Vous n’êtes pas toujours aussi agité quand même?
J’aime l’exubérance, j’aime exprimer mes sentiments.Mais vous n’êtes pas tout le temps comme ça avec votre famille?
Dans la vie privée, je n’ai pas toujours cette énergie, sinon je mourrais. C’est comme Zidane, je ne pense pas qu’il joue au foot toute la journée, il doit aussi se reposer, ce pauvre garçon. Moi aussi, de temps en temps, je me repose.Vous êtes calme quand vous dormez?
Pas seulement. Pour avoir ces montées d’exubérance, il faut savoir s’économiser aussi.Pour vous, quelle est la chose la plus triste au monde?
L’indifférence. Quand nous sommes indifférents aux tragédies, quand il n’y a pas de compassion pour les grandes souffrances du monde. Etre indifférent, c’est comme n’être pas né. Nous avons l’occasion de ne vivre qu’une fois, donc participons.Et la chose la plus belle?
Le fait que nous soyons en vie. C’est un miracle et je crois aux miracles.Merci, Roberto…
Merci à vous…Le 11 mars. Palais des Beaux-Arts de Bruxelles. 02/507.82.00.
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March 7th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante‘L’Inferno’ alla conquista dell’Europa e più tardi traghetterà in America. L’attore e regista toscano non risparmia le battute sul premier e sulla sinistra. E alla fine standing ovation

Parigi, 7 marzo 2009 (QN)- Debutto trionfale a Parigi per Roberto Benigni e il suo ‘Tutto Dante’. L’attore e regista toscano ha inaugurato proprio dalla capitale francese il tour che porterà l’Inferno del grande poeta italiano in giro per l’Europa e quindi in America.
Il Grand Rex ha reso omaggio a Benigni con una prolungata standing ovation alla fine dello show che ha entusiasmato i circa 3.000 presenti che hanno costretto la direzione del teatro ad aggiungere posti all’ultimo minuto. Tra il pubblico anche l’attrice Carole Bouquet, l’architetto Renzo Piano, l’attrice Jane Birkin e molti italiani. La maggior parte dei presenti, però, era composta da fan francesi che ricordano ancora la sua indimenticabile esibizione sul palco del Festival di Cannes.
’’Bonsoir messieurs et dames’’, inizia ‘Robertò’, che esordisce annunciando che ‘’è la prima volta che sono in scena all’estero, così da vivo’’. Passano appena 5 minuti ed è già Berlusconi: “Credevo ridessero soltanto in Italia appena lo nomino, invece all’estero è peggio”. Si continua in crescendo: “In Sardegna ha stravinto, ma francesi state attenti, a lui interessa la Corsica, è come Napoleone”.
Il francese non è certo perfetto ed è condito con una specie di gramelot, ma tutti lo capiscono e applaudono: ‘’Vorrei scherzare anche sulla sinistra, ma appena comincio a scrivere uno spettacolo sull’opposizione, loro si sono già dimessi’’. Immancabile il riferimento alle recenti battute sulla Sorbona: ‘’Dante vi studiò, ma gli studiosi hanno dei dubbi. Io invece ho dei dubbi che ci abbia studiato Berlusconi”.
Poi spazio a Dante e alla lingua italiana, con sottotitoli francesi che scorrono sul fondo della scena ma non riescono a seguire il torrente di aneddoti, citazioni e battute di un Benigni irrefrenabile. Finisce con la lettura del V canto dell’Inferno, il protagonista è visibilmente emozionato e commosso, il pubblico applaude a scena aperta.
Dopo Parigi lo spettacolo toccherà Bruxelles, Londra, molte città della Germania e della Svizzera, poi Lubiana, per concludersi nel mese di giugno con tre date negli Stati Uniti e una chiusura a Buenos Aires.
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March 7th, 2009Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDanteTutto esaurito e applausi alla prima francese di “TuttoDante”
Prossime tappe: Belgio e Germania, prima del salto negli Usa
PARIGI - Benigni ha sopreso ancora. A coloro, la maggioranza, italiani, che aspettavano un tuttobenigni a ruota libera, ha invece porto un “TuttoDante”, una vera serata sulla Divina Commedia e sul suo divino autore. Poco Berlusconi, poca situazione politica italiana, molta poesia.E alla prima, ieri sera al Gran Rex (una delle più belle sale parigine, già teatro, oggi il cinema più grande d’Europa, quasi tremila posti), davanti a un pubblico molto attento - nelle prime file un piccolo “parterre de rois” con Renzo Piano, Giuseppe Bertolucci, Jane Birkin, Carole Bouquet, la moglie Nicoletta Braschi con mamma, tra gli altri - si è scaraventato sul palco accompagnato da una musica circense, poi è uscito di scena, è rientrato, ha detto che voleva abbracciare tutti uno a uno, e ha iniziato a parlare di poesia che avvicina a Dio.
“Perché Dio? Sono andato troppo in alto. E allora scendiamo in basso: Berlusconi” ed è venuto giù il teatro. Soprattutto perché i sottotitoli (annunciati) non c’erano e il suo francese è davvero esilarante: “Quando dico Berlusconi in Italia tutti ridono. E allora mi sono detto, vado all’estero e chissà se ridono. Non sono più in Italia, ho voglia di dire quello che mi pare, tanto poi posso dire che c’è stato un malinteso, che sono stato frainteso”. Si rivolge alla Madonna: “Maria aiutami tu. Come? Neanche tu capisci il mio francese?”. Cerca di spiegare la situazione politica italiana. “In Sardegna ci sono state le elezioni e ha vinto lui. Ma in realtà è interessato alla Corsica. È convinto che lì siano le sue radici come Napoleone, che pare avesse un figlio che si chiamava Piernapoleone”. Ma nel Quinto Canto dell’Inferno Dante è nel girone dei lussuriosi. “L’amore, la lussuria. Berlusconi è stato fotografato in Sardegna con cinque donne sulle ginocchia, Viagra ortopedico”. E ancora: “Berlusconi ha vinto due volte: la prima ha detto che a sinistra erano tutti gay; la seconda ha tolto il bollo dell’auto e quello del motorino e la tassa sulla prima casa e ha vinto un’altra volta”.
I francesi ridono, come chi pensi l’abbia sparata grossa. Benigni racconta delle intercettazioni telefoniche con la celebre storia delle attricette da sistemare. E inizia una tirata piena di “gros mots” che in Italia sono espressioni correnti, qui molto meno. Ma il pubblico ride. Non parla del presidente francese e di sua moglie italiana. Se la prende piuttosto con il nostro re (che ha una nuora francese) “che un giorno è atterrato e ha chiesto una prostituta a buon mercato. Va bene la prostituta, ma ci pensate che avremmo un re che la vuole a buon mercato”.
Da questo momento in poi l’attualità finisce e inizia Dante. Benigni parla del Medioevo e del Rinascimento italiano, racconta di Firenze che al tempo di Dante era una città corrotta e perduta, cita Gerard de Nerval “che ha provato a rifare la Vita Nova”, Stendhal “che voleva essere italiano e che ha inventato la celebre sindrome”, Voltaire “che detestava Dante che ne ha parlato talmente male che lo ha reso celebre in tutta Europa”. Quando ha letto il Quinto Canto, il frastuono, il berciare, le risate, si sono mutati in silenzio. Infranto da caldissimi applausi finali. Il tour mondiale continuerà per tutto il 2009 dall’Europa agli Usa per finire in Argentina.
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(di LAURA PUTTI, La Repubblica) -
February 27th, 2009Roberto Benigni, VideoLa sera di mercoledì 25 febbraio Roberto Benigni è stato ospite del famoso show televisivo “Le Grand Journal“. Intervistato da Michel Denisot ha presentato lo spettacolo TuttoDante che si appresta a debuttare in Francia, il 6 e 7 marzo a Parigi. Alla fine dell’intervista è stato mandato in onda un video-saluto di Gérard Depardieu dedicato a Roberto.

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December 31st, 2008Roberto Benigni
Lo Staff di UnBenignidaNobel.it vi augura un 2009 sereno e ricco di felicità.
“..Il peccato più grave è non desiderare di essere felici, non cercare di essere felici. Io ricordo una poesia di Jorge Luis Borges. Diceva: ho commesso il peccato più grave, non sono stato felice. Mi ha molto colpito questa frase. Abbiamo il dovere di cercare di essere felici e il dono degli artisti è entusiasmare alla vita… Ricordo una bella frase di Proust che diceva ‘Gli artisti devono regalare tutto, l’arte è un dono’..”
Roberto Benigni.Il 2008 per Roberto Benigni è stato un anno principalmente “Dantesco”, tra Lauree Honoris Causa e continui successi per TuttoDante, con alcune interessanti parentesi, tra cui il ricevimento del César alla carriera, la lettura della Bibbia in diretta su Rai Uno, il concerto di Pierino e il Lupo con Claudio Abbado e l’Orchestra Mozart.
Va inoltre ricordata la scelta di Roberto Benigni di continuare il tour TuttoDante in una versione “mondiale”, che ha debuttato in Svizzera il 6/7 dicembre 2008, e proseguirà in giro per il mondo durante il 2009.Di seguito trovate un riepilogo di tutti gli eventi e momenti più significativi del 2008 per Roberto Benigni, con gli articoli ordinati per data:
13 febbraio 2008: Con “L’Ultimo dell’Inferno” si conclude con grande successo il ciclo di puntate di TuttoDante trasmesse da Rai Uno da fine novembre 2007 a febbraio 2008
22 febbraio 2008: La Francia premia Roberto Benigni con un “César alla carriera”
18 marzo 2008: Lettera a Dante di Roberto Benigni presentata nel primo Dvd di TuttoDante
29 marzo 2008: Premio Oscar Tv per TuttoDante “Evento televisivo dell’anno”
22 aprile 2008: Laurea Honoris Causa in Letteratura conferita a Roberto Benigni dalla University of Malta e Serata Dantesca insieme a Robert Hollander
22 maggio 2008: Laurea Honoris Causa in “Arti della comunicazione” conferita a Roberto Benigni dalla Touro University, primo ateneo ebraico in Italia
23 giugno 2008: TuttoDante a Prato della Valle, Padova
13 luglio 2008: Intervista di Grace Russo Bullaro “Benigni poeta e la vita è più bella”
17 settembre 2008: Esce la notizia ufficiale di un nuovo Tour all’estero per Roberto Benigni
5 ottobre 2008: Lettura della Bibbia in diretta su Rai Uno
17 ottobre 2008: Uscita del libro “Il Mio Dante” di Roberto Benigni per Einaudi Stile Libero
25 ottobre 2008: Concerto di “Pierino e il Lupo” a Bologna, voce recitante di Roberto Benigni e Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado
6 dicembre 2008: Inizia da Zurigo il Tour Europeo 2008/2009 di TuttoDante
7 dicembre 2008: Seconda tappa del Tour Europeo di TuttoDante a Lugano
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December 27th, 2008Roberto Benigni, TuttoDanteEl productor Ovidio Garcia traerá en exclusiva al actor y director de cine italiano Roberto Benigni presentando, en el marco de su Gira Internacional, su prestigioso y reconocido espectáculo “TuttoDante”.
El 17 de Junio de 2009, a las 20:30 hs., el artista se presentara en una única función en el Teatro Gran Rex (Buenos Aires); presentando su espectáculo “TuttoDante” que versa sobre la divina comedia; completando de esta manera su exitosa gira internacional en países como Estados, Brasil, Canadá y Francia; entre otros.
Las entradas estarán en Venta en el Teatro Gran Rex, Av. Corrientes 857,
o bien a traves de Ticketek 5237-7200: http://www.ticketek.com.ar——————————————————————————————-
Vi confermiamo che il 17 giugno 2009 il tour TuttoDante di Roberto Benigni farà tappa al Teatro Gran Rex di Buenos Aires (come riporta questo articolo uscito in Argentina).
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December 26th, 2008Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDantedi Wlodek Goldkorn - 24 dicembre 2008, L’espresso
Gli intercettati e i corrotti. Gli ignavi e i bigotti. Il grande comico toscano racconta i gironi danteschi dell’Italia di oggi. Parla della volgarità e della speranza. E spiega perché Silvio Berlusconi ci fa ridere
Faccio una premessa, anzi un preambolo, bella la parola preambolo, c’ha un bel suono. Sono anni che non faccio un’intervista a ‘L’espresso’, e siccome sono emozionato, propongo di rovesciare le parti. Intervisto io ‘L’espresso’, e chissà cosa mi raconterebbe ‘L’espresso’…
Le raconterebbe l’Italia di oggi, signor Benigni, come fa ogni settimana. Torniamo quindi all’ordine stabilito. Il pretesto per questa intervista è ‘Tutto Dante’, una serie di dvd tratti dallo spettacolo con cui ha riempito le piazze d’Italia. E allora provi a immaginarsi: Dante risorge oggi.
“Dante non risorge perché anche nella tomba è vivissimo. Anzi, per alcuni è già troppo vivo anche da morto”.E lei lo porta in giro per il mondo.
“Infatti torno dall’estero. Ho fatto uno spettacolo al Palazzo del ghiaccio di Lugano. Tutti con peliccia, sciarpa, berretto. E io con un vestitino estivo. Sembrava l’immagine del lago di Cocito dell’Inferno dantesco. Assomigliavo a uno di quei personaggi della ‘Commedia’ che hanno commesso peccati tremendi: superbia o tradimento, e che per la pena di contrapasso stanno immersi nel ghiaccio, con il viso rivolto in su. E come per la pena di contrapasso, mi sono ammalato. Mi ha impressionato, non solo a Lugano, anche in altre città, l’entusiasmo degli italiani all’estero. Partivo dicendo: ‘In Italia ho un vantaggio: appena dico il nome di Berlusconi, tutti ridono’. Ma già a metà del nome, ecco che a Lugano o in Germania partiva un fragoroso applauso e una risata”.È una maschera della commedia dell’arte, Silvio Berlusconi?
“Di più. Non è una maschera, è la maschera. È spettacolare. Esonda, come si usa ora dire del Tevere. È piovuto troppo Berlusconi nel mondo, e ora sta esondando. Basta dire: ‘Berl’, e scoppia una incontenibile risata. Io, poveretto dico: ‘Perché Dio’, e niente. Dico invece ‘Berlusconi’, ed ecco che va giù la sala. Perché Berlusconi promette. È un nome che promette di divertirci. Con lui tutto finisce in una gran risata. Ho visto che all’estero ridono di più che in Italia. Le cose che arrivano indirettamente sono più belle. Berlusconi gioca di rinterzo”.Parliamo della sua comicità. Lei non porta maschera. Si presenta con la sua nuda faccia. In ‘La vita è bella’, il film che le è valso l’Oscar, lei è Benigni, non un ebreo. E il lager non è Auschwitz…
“Per ogni comico lo stile è il suo corpo, e il modo con cui si muove, il suo sguardo. Per esempio, questa scemenza che ho appena detto, se mi si potesse vedere, sarebbe un po’ più bella”.L’Italia piace al mondo?
“Così come il nostro imperialismo militare del Ventennio è stato il più goffo e ridicolo del mondo, il nostro imperialismo culturale è stato il più lucente di tutti i tempi, e ancora brilla. Nel mondo occidentale tutto ciò che è moderno è stato inventato dagli italiani. Dai bottoni all’architettura, dal bacio alla finanza, dai pantaloni alla musica. Gli ordini angelici e il purgatorio: tutta roba italiana”.Lei ama sottolineare le sue radici…
“Contadine. I miei genitori erano parte della terra, la amavano e la lavoravano. Erano due zolle. E io ne vado orgoglioso”.I ricchi considerano i poveri volgari.
“È questa una considerazione volgare. Cristo ha dato un nome ai poveri: il suo”.È in grado di definire la volgarità?
“Volgarità è andare a toccare e stuzzicare le nostre parti più basse per ottenere un facile consenso, un immediato guadagno, un’indebita popolarità. A volte si cede. Basta un momento di debolezza. Chissà se anch’io non ci sono caduto qualche volta”.La tv è volgare?
“A volte le cose sono così plateali che spero che si arrivi all’assuefazione”.Naturalmente non fa i nomi…
“Farli sarebbe volgare davvero”.E allora torniamo al sublime. Dante parla di corpi, di escrementi, di sangue. Oggi è possibile farlo con altrettanta eleganza?
“Dante sente odori, umori, inciampa nei corpi. Usa parole come merda o puttana, perché è convinto che tutto è degno di essere salvato. La poesia può essere fatta con qualsiasi parola. La poesia è corpo, ritmo, finzione, passione. Ogni parola nella ‘Commedia’ corrisponde a un’emozione. Ed è una lezione di libertà”.Perché?
“Quando siamo in preda alle passioni, siamo liberi, perché nessuno ci può controllare. Dante muore nel primo cerchio perché altrimenti sarebbe rimasto lì, tra i lussoriosi, i due avvinghiati per l’eternità. L’inferno si ferma davanti alle passioni, omaggia l’amore terrestre”.Cosa è successo allora alla lingua italiana? A sentire le intercettazioni ci sono poche passioni e molta volgarità. Nel suo spettacolo c’è un pezzo molto applaudito…
“‘Aho, Qui ce ne sono due che vonno fare la televisione, ma non sanno fare un cazzo. Che je fammo fa’? Ma so’ bone? Ammazza: una sorca, una fregna. Allora io mi scopo la sorca tu ti scopi la fregna. Je fammo fare un reality, Un due tre sorca, l’Isola della fregna’. Questo dialogo è un capolavoro, un vero girone infernale degli intercettati. Neanche Dante saprebbe scrivere un dialogo così”.Berlusconi in quale girone lo metterebbe?
“Un girone ad personam. Fatto con una legge solo per lui. Confesso, tempo fa volevo fare uno spettacolo in cui Dante mi avrebbe guidato all’inferno. A pensarci bene, a Berlusconi potrei fargli fare il giro di tutti quanti: dei lussuriosi, dei barattieri, dei simoniaci, dei bugiardoni, dei bischeroni. Sta bene dappertutto. È un protagonista”.Perché non ha fatto quello spettacolo?
“Perché sarebbe cabaret. Preferisco la ‘Commedia’”.Nel girone degli ignavi chi metterebbe?
“Quel girone sarebbe pieno. L’ignavia è il più grave dei peccati. Gli ignavi sono rifiutati perfino dal demonio. Satana non li vuole perché i dannati, gli assassini direbbero ‘io sono meglio di loro’. Quando vediamo gli orrori alla tv, il vero orrore è la nostra indolenza”.Molti politici italiani peccano di ignavia. Anche quelli di sinistra.
“Certo. Ignavi sono anche coloro che salgono sul carro del vincitore, quelli che aspettano di agire per vedere come vanno le cose. Essere ignavi vuole dire vivere senza Dio, perché una volta scelta la strada dell’ignavia, il Dio che è dentro ciascuno di noi non ci guarderà mai più negli occhi. La pena del contrapasso per gli ignavi non a caso è seguire nudi un vessillo stracciato ed essere pungolati dalla mosche. Perché nella vita, loro non sono stati pungolati da niente. Non hanno vissuto”.Lei spesso dissacra il potere.
“Una volta era facile. Oggi s’è dissacrato da solo. Un comico serio deve proteggere i cittadini da chi li governa. È il suo lavoro”.E quando prese Enrico Berlinguer in braccio?
“Volevo sentire il suo corpo. L’ho visto fragile. Volevo far vedere la sua leggerezza in una maniera fisica. Eravamo abituati che il segretario del Partito comunista fosse un padre. Io l’ho voluto ricondurre alla condizione di un bambino”.Oggi i capi dei partiti come sono?
“È cambiato tutto. Si è persa una parte, ma si è guadagnato da un’altra. Le nuove generazioni sono meglio. I giovani sono più belli, più colti, più sensibili”.In giro si sente nostalgia di Berlinguer.
“Quando pensiamo al passato, cancelliamo le parti brutte e teniamo in mente solo quelle belle. Ma è un errore. Bisogna guardare in avanti. Dobbiamo vedere il bello di fronte a noi. Altrimenti che vita sarebbe?”.Walter Veltroni è meglio di Berlinguer?
“Berlinguer andava bene. Adesso c’è Veltroni e va bene Veltroni. Non si può mica rifare Berlinguer. E come se io volessi rifare Chaplin”.Perché in Italia spesso i comici fanno i politici e i politici i comici?
“Qui entriamo nella distinzione tra comicità e satira. La satira è mirata. È ad personam. Io preferisco la comicità che parla a tutti e prende di mira tutti”.Lei soffre per lo stato della libertà in Italia?
“Possiamo dire tutto. Io posso dire che Berlusconi fa schifo. Poi magari mi mettono in galera e chiudono ‘L’espresso’. Però l’abbiamo detto. Ma io non l’ho detto. È ‘L’espresso’ che lo ha scritto. Sono stato frainteso”.Visto che siamo liberi. Cosa le viene in mente quando sente la parola Brunetta?
“Mi fa schiantare dal ridere. Quando lo vedo in tv, mi viene la voglia di entrarci dentro e mettermi accanto. È una maschera, per come esprime i concetti, non per l’aspetto fisico. È un testo teatrale”.Mariastella Gelmini?
“È impegnata in una lotta impari. Le facce dei ragazzi sono sacre. Non si può non stare coi ragazzi. Diceva Mark Twain: ‘Non ho mai permesso alla scuola di interferire con la mia istruzione’”.Giulio Tremonti?
“Un’immagine, nitida. Non uno da mandare all’inferno”.Lei dice che Dante scrive perché Dio esista e non perché Dio esiste. Il poeta crea il mondo?
“Sì. E la ‘Commedia’ è il poema dell’incredibile, è audace e moderna. C’è dentro il bipolarismo, il trasformismo. Ah, che bella pena sarebbe quella dei trasformisti, Dante cambierebbe in continuazione quel che appare loro davanti. E quanto sarebbe pieno il girone dei corruttori. Ma niente nomi. Dante l’hanno mandato in esilio perché odiava i trasformisti e gli stolti. Poteva dare un bacio a un lebbroso, non avrebbe mai stretto la mano a un imbecille”.Ci sarebbe il girone dei bigotti?
“Sì. Di coloro che prostituiscono il sacro”.A chi stringerebe Dante la mano a Montecitorio?
“Il parlamento racchiude il 10 per cento del peggio, l’80 per cento di mediocrità. E il 10 per cento del meglio. A quel 10 per cento stringerebbe la mano”.Ultima domanda. Lei va in giro con la ‘Commedia’ in tutta l’Europa, in America, nei Paesi arabi. Perché Dante è così universale?
“Perché si è occupato di quella cosa di cui non si occupa più nessuno: la vita, il mistero, il perché siamo qua. I fatti del mondo non sono la fine della questione. Oggi è tutto desacralizzato, ma appena entro nell’aldilà si sente una nostalgia, una rimembranza profonda, di un paradiso terrestre. Noi viviamo la notte di Giacobbe perenne. Lottiamo con Dio, e come Giacobbe ne usciamo feriti, toccati. Non si può sfuggire alla ‘Commedia’ come non si può sfuggire alla propria coscienza. È come chinarsi sull’abisso. E quando guardi l’abisso l’abisso guarda te”.
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*Benigni ‘casts’ Berlusconi in Dante’s Inferno : …”Last year Dante Alighieri scholars were impressed by his unorthodox approach to the masterpiece, praising the Tuscan comic’s grasp of the symbolism and references in the chosen sections of the Divine Comedy, which is the most lauded work of Italian literature.” -
December 18th, 2008Roberto Benigni, TuttoDante, VideoVi presentiamo il nostro video dal titolo “TuttoDante Nel Cuore“, dove abbiamo raccolto ricordi, foto, filmati, emozioni dagli spettacoli di TuttoDante, il tour di Roberto Benigni che sta andando avanti dall’estate 2006 e si appresta ad intraprendere un viaggio Dantesco in giro per il mondo.
“A parte il numero incredibile di persone, il ricordo più bello che ho di queste serate dantesche è la voglia di ognuna di queste persone di sentire delle cose belle… La promessa di una voce che avesse parlato loro di qualcosa che avevano sempre desiderato.” Roberto Benigni.
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December 15th, 2008Roberto BenigniPubblichiamo un estratto audio dalla trasmissione “Cercando Amleto” di Rete Due, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, con un breve commento sullo spettacolo TuttoDante di Roberto Benigni a Lugano di domenica 7 dicembre 2008.
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December 12th, 2008Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDante(Intervista di Isabella La Rocca, pubblicata su La Pagina, 26 novembre 2008)
In occasione dell’evento previsto per il 6 dicembre a Zurigo, ci siamo fatti raccontare dal grande Roberto Benigni cosa lo ha spinto ad intraprendere un viaggio dentro una delle opere italiane più famose al mondo, la Divina Commedia. Cominciamo la nostra intervista ringraziandolo per la sua grande disponibilità e per l’impegno profuso nella diffusione e nella valorizzazione della cultura italiana, in Italia come all’estero…“Sono io a ringraziare voi per aver pensato a me, ma chi l’avrebbe mai detto, mi riempite di gioia immensa, guardate, è proprio una bella cosa questa qui…” esordisce, vulcanico come sempre, con il suo scoppiettante intercalare arricchito dal tipico e spontaneo accento e dal tono piacevolmente allegro e canzonatorio che caratterizzerà l’intera chiacchierata…tranne che in un unico momento durante il quale anche il grande attore cede al pensiero della grandezza e della bellezza della poesia che tanto sta contribuendo a far riscoprire…
Parliamo un po’ di questo grandioso spettacolo “TuttoDante”. Hai fatto ridiventare attuale il sommo poeta, facendolo riscoprire e amare a tanti, giovani e non… Non è cosa da poco. Perché proprio Dante? Da dove è nata l’idea delle letture dantesche?
Mi fai una domanda che mi riempie il cuore di bellezza. Perché proprio Dante? Ma perché è il più grande di tutti, viene naturale, pensi alla poesia ed ecco, nella tua mente compare lui, Dante… Non può non esser il primo a cui pensare; io poi ho a che fare con lui da quando ero piccolino: i miei genitori, i miei cugini, i miei cognati, i miei nonni…tutti mi dicevano qualcosa di Dante, anche certe cose strampalate o certi versi buttati lì…insomma tutti a parlarmi di questa bella lingua che ha volato per settecento anni pur di venire a posarsi sulle nostre labbra e far sentire a tutti la sua bellezza. Così Dante è stato come un amico, l’ho sentito sempre vicino…ecco diciamo pure che siam cresciuti insieme io e lui, via! E poi, i grandi scrittori non scrivono mai solo per il loro tempo, scrivono per tutti e per sempre, e Dante è, a pieno titolo, uno di questi, perbacco se lo è!E’ questo quindi a renderlo attuale ancora oggi?
Ma certo che sì, che storie! Io oggi, qui, dico e confermo che Dante è attuale, come se dicessi che è attuale l’olio di oliva o l’acqua e chissà quante altre cose ancora…e ti dirò di più…io sono sempre stato convinto che addirrittura Dante fosse attuale ancora prima di nascere, chi lo sa! Certo è un mio pensiero, sia ben chiaro questo, eh…
Vedi ci sono tre storie che noi non dimenticheremo mai: quella di quell’uomo che gira nel Mediterraneo alla ricerca dell’isola amata; quella dell’uomo che si è fatto crocifiggere dicendo che era figlio di Dio e quella di quell’uomo che è andato nell’aldilà per vedere i nostri peccati. Sono queste le tre storie più belle del mondo, sicchè Dante è grande come Omero, come la storia del Vangelo, come la Bibbia; certo, ad onor del vero, questa ha avuto un po’ più di successo, ammettiamolo pure, suvvia, ma solo perché l’autore del libro era anche l’autore dei lettori, quindi era avvantaggiato perché, diciamocelo, conosceva già i loro gusti, sicchè è andato sul sicuro…capito no?
In TuttoDante che c’è anche un profondo sentimento religioso…
Sicuramente. Bisogna stare bene attenti però…Dante era un poeta cristiano certo, ma non era mica un prete, questo sia ben chiaro a tutti! Lui era un uomo, un uomo che come tutti gli altri amava, soffriva, e mamma mia quanto… ecco questo bisogna averlo presente; era contro la Chiesa, quella della sua epoca almeno! Solo pensare che ha messo tanti di quei papi all’inferno la dice lunga…!
Certo, per leggere la Divina Commedia bisogna conoscere un po’ di storia del Cristianesimo, ma bastano appena una, due o tre cosette al massimo! Comunque sia chiaro: la Divina Commedia si può leggere anche senza credere in Dio, perché quello che ha di bello è che, leggendola, non siamo noi ad andare verso Dio, ma è proprio Dio che viene verso di noi, cammina verso di noi. Alla fine, quando all’ultimo verso del Paradiso ci voltiamo indietro, l’inferno è vuoto, perché Dante ci porta tutti con sé: lui ci dice proprio che per noi ha disegnato una via immensa. Ecco, Dante è un poeta cristiano ma non cattolico, non è un prete, è un uomo vero, con tutte le passioni, i sentimenti, quelli più bassi e quelli più alti. Per questo gli vogliamo bene, perchè ci rappresenta così come siamo, non mente. Ha dedicato la vita alla sua opera, s’è tuffato in fondo al mare e ne è uscito con la perla più lucente che c’era per darcela in regalo: “Questa è per voi” ha detto e poi se n’è andato. Cosa c’è di più commovente?In TuttoDante si possono distinguere due parti: una prima un po’ irriverente, che pesca dalle cronache attuali, e una seconda “più alta”, la poesia, che si fondono, dissolvendosi quasi l’una nell’altra in un’armonia perfetta. Qual è il collante per due generi così diversi… oltre alla tua bravura, ovviamente?
Dici davvero? Ma questa è una cosa che mi dà davvero una grande gioia, immensa proprio… come dice Pinocchio te ne sarò grato finchè campo perché se è così anche per una persona sola… ecco sono la persona più felice del mondo, è come raggiungere quasi la perfezione…
Ma ad esser sincero, te lo devo proprio confessare, il merito tutto mio non è, anche qui qualcosa di suo Dante ce l’ha messa, sicchè si potrebbe dire che il collante è proprio la struttura della Divina Commedia: quando si leggono alcuni canti, come quello dei diavoli, ad esempio, già quello è proprio avanspettacolo, è la parte più divertente, più farsesca, per andare poi, via via, a finire agli ordini angelici, alla rosa celeste… pensa che percorso, che crescendo di bellezza, insomma.
Dante ci ha influenzato e ha influenzato la narrativa, perché la cosa più bella della Divina Commedia è proprio la storia, il fatto che sia una storia da raccontare ed il bello, per me, è proprio questo: quando sono lì, davanti al pubblico, provare l’emozione del racconto, far sentire come siamo fatti dentro e quello che Dante ci ha tirato fuori, dei sentimenti che non conoscevamo nemmeno, l’anima direi, quella degli uomini, delle donne, le nostre passioni…si riesce proprio a mettersi a nudo, come quando si provano ardentemente degli impulsi, delle passioni che non si riesce a controllare…
E’ proprio un regalo straordinario quello che lui ci ha fatto con questo libro e la gioia di portarlo in giro per me è proprio come una…una… (si ferma, sembra che cerchi la parola giusta…ricomincia…) è una…(altra pausa) insomma finisco qua, è una, ecco, basta! ‘E’ una’ e ci metto il punto! (il tono allegro e incalzante di Benigni, che prendendoci qualche piccola libertà e licenza dal perfetto costrutto di frasi e forme, stiamo cercando di riportare il più fedelmente possibile, lascia il posto ad un uno che sa di ammirazione vera, quasi commozione, ed è proprio questo che ci da il la per la domanda successiva…)
Quella tua commozione, sul palcoscenico, durante le letture, specialmente in certi passi…non fa sempre parte dello spettacolo vero?…spesso ti commuovi ancora sul serio, confessalo…
Ma come si fa a non farlo, come, vorrei proprio saperlo io, davvero! Quando si è lì e si entra dentro quella grande, immensa storia… E’ vero che l’attore dovrebbe controllare gli impulsi, ma quando c’è la poesia diventa tutto così misterioso, la si sente che è lì, che arriva e ti si strazia il cuore, ti esaspera, e allora senti quasi il bisogno di proteggerti…cerco di pensare a qualcos’altro ma è proprio difficile, perché la poesia esaspera…quanto esaspera, mamma mia…Ci sono momenti, situazioni od episodi che ti commuovono più di altri?
Sì, ce ne sono due in particolare. Alcune volte succede che quando leggo certi canti, magari alcuni tra i più difficili (o, meglio, alcuni tra quelli che sembrano più difficili perché poi, in realtà, sono tutti cristallini) alla fine degli spettacoli, come nei concerti rock, mi chiedono di farli ancora o di farne altri…ma capita anche che mi incontrino per strada e che, urlando, mi chiedano: “Ah Robertooo, ma quand`è che lo fai quel canto lì…” proprio come quando si chiedono a Springsteen le sue canzoni più famose; questo mi commuove anche se poi, più che altro, è divertente ed è bello perché Dante, alla fine, nasce proprio come poeta popolare.
L’altra cosa che mi commuove davvero tanto è quando alcune volte, alla fine della lettura di un canto, succede una cosa strana: invece di applaudire, rimangono tutti in silenzio, come turbati da qualcosa che li ha toccati in un luogo fin dove nessuno ha mai osato o dove nessuno ha ancora fatto dei passi; finisce il canto e inizia il silenzio, ma un silenzio carico, denso, dentro il quale c’è un sentimento che non saprei esprimere a parole; come se ci fosse bisogno, dopo tanta bellezza, di alcuni momenti per tornare, pian piano, tutti sulla terra, insieme; quella è una cosa davvero straordinaria.
Al di là di tutto, di Dante, della poesia, del modo di raccontarla e di sentirla, c’è un messaggio che Benigni, leggendo Dante, vorrebbe mandare a chi lo ascolta?
Beh guarda, tu lo sai, con i messaggi io mi vergogno, non saprei cosa dire, tu lo sai bene, mi imbarazzo…No che non lo so, e secondo me, un messaggio per tutti Benigni ce l’ha, eccome…
Beh ecco, a limite una riflessione, dai: dovremmo riflettere sul fatto che quello che abbiamo intorno è così bello, immenso e complesso; la cosa più semplice che posso dire è che alla fine, però, la Divina Commedia è bella, la poesia è bella ed è meglio leggerla che non leggerla. E anche se una sola persona, alla fine dei miei spettacoli, si mette lì e prende il libro tra le mani, lo tocca e lo guarda… già questo è un messaggio straordinario, se messaggio si può chiamare.
Dopo Dante…ci diamo appuntamento al cinema?
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E perché no, volentieri…! Scherzi a parte, devo prima finire questo tour… sempre che non se ne organizzi qualcun altro, magari su un “pianetuncolo vicino”! Tutto sommato non sarebbe poi tanto male, anzi no, sarebbe davvero bello perché, devo proprio dirlo, questo tour, è un po’ …come si usa dire, anche se un po’ mi imbarazzano tutti sti paroloni… insomma… è un tour quasi mondiale, ecco l’ho detto!
Riscuote un entusiasmo talmente forte che bisogna per forza completare il viaggio, in fin dei conti Dante è andato per noi nell’aldilà, posso io non andare in Svizzera o in Sud America? Via, è naturale che si debba fare, no? Sono contento di aver seguito le parole di Lucio (Lucio Presta, organizzatore del tour, ndr) che mi ha in maniera affettuosa, però forte, convinto a fare questo atto di generosità per tutti, che poi è principalmente un atto di generosità anche verso di me perchè son convinto che avremo tutti un risultato di grande bellezza. Ma il merito, anche qui, non è solo mio, quindi ringraziamolo ancora il nostro caro amico Dante… -
December 10th, 2008Roberto Benigni, TuttoDante***Le nuove date di TuttoDante di Roberto Benigni previste a Ginevra e Lione sono state purtroppo annullate per indisposizione dell’attore, costretto a letto dall’influenza.
Les spectacles de Genève et Lyon ont été malheureusement annulés parce que Benigni est atteind de fièvre.
News da Eldorado.fr :
Tags: billets, Dante Alighieri, Divina Commedia, France, Francia, Genève, Lione, Lyon, Roberto Benigni, show, Svizzera, Tour, Tour mondiale, TuttoDante
Mercredi 10 décembre, 15h30, nous apprenons que ROBERTO BENIGNI est grippé, et alité. La représentation prévue ce soir à Genève et celle prévue demain à Lyon sont donc malheureusement annulées.
Les détenteurs de billets pour Lyon peuvent d’ores et déjà se faire rembourser auprès de leur point de vente habituel.
Aucune date de report n’est envisagée.
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December 9th, 2008Dante, Divina Commedia, TuttoDante
Cari amici,
Siamo tornate dalla Svizzera, dove abbiamo assistito alle prime due date europee del nuovo Tour mondiale 2008/2009 di TuttoDante di Roberto Benigni, in qualità di “tifoseria ufficiale”.
Avevamo portato con noi un nuovo striscione (il quarto dall’inizio del tour italiano nel 2006) : “DALLE ALPI ALLE ANDE ROBERTO SEI GRANDE …E ORA IL NOBEL”.
(nella foto da sinistra: Loredana, Silvia, Mariangela e il nuovo striscione a Zurigo)La prima tappa del nuovo tour è stata a Zurigo sabato 6 dicembre: abbiamo posizionato lo striscione nel lato destro della sala del Kongresshaus, attirando l’attenzione del pubblico e di Roberto che ci ha salutato più volte dal palco con allegria. Il giorno seguente, domenica 7 dicembre, ci siamo spostate a Lugano per la seconda data di TuttoDante: il pubblico ticinese è stato molto caloroso nonostande il freddo “infernale” che si respirava all’interno della pista del ghiaccio!
Ringraziamo tutto lo staff di TuttoDante, e, in particolare, un grazie di cuore a Roberto Benigni per aver accolto con grande entusiasmo il nuovo striscione, e per i fantastici momenti passati insieme lunedì 8 dicembre a Lugano… Grazie caro Roberto, ormai ci sentiamo veramente “parte integrante” del tour…Ti auguriamo un buon proseguimento con il viaggio Dantesco in Europa e nel mondo..!

Alla prossima… e l’avventura continua!
Le fedelissime,
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Silvia, Mariangela, Loredana
-www.unbenignidanobel.it- -
December 9th, 2008Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteRiportiamo il testo di un’intervista in francese sul nuovo Tour mondiale di TuttoDante, rilasciata da Roberto Benigni il 6 dicembre 2008 - lo spettacolo sarà rappresentato prossimamente in Francia.
INTERVIEW | Le réalisateur et comédien italien monte sur scène pour lire La divine comédie.

CORINNE JAQUIÉRY | 06.12.2008
L’exaltation, voire même l’extase perpétuelle, Roberto Benigni connaît bien. Lui qui s’est précipité aux pieds de Martin Scorsese, président du jury, quand il a reçu le grand prix du Festival de Cannes pour son film La vie est belle. Lui qui a sauté sur les sièges lors de la très conventionnelle cérémonie des Oscars, à l’annonce de sa consécration comme meilleur acteur. Lui qui parle avec tout son corps et avec une voix de stentor, même au téléphone. Lui qui vous tutoie spontanément sans vous connaître, cet homme au comportement irrésistiblement burlesque est aussi un grand artiste, qui a voulu se mettre au service d’un énorme poète.
– Vous présentez Tutto Dante pour la première fois dans un pays francophone, qu’en attendez-vous ?
– J’ai envie de montrer la beauté de la langue de Dante. Je fais le pari de dire les exégèses en français et j’invente un nouveau langage, comme lui (rires). Naturellement, les grands canti de sa Divine comédie sont en italien, pour faire entendre leur musique. Ces 33 chants sont une vraie symphonie ! Pour parler de sa descente aux enfers, puis de son accession au Paradis, cet immense poète a su créer une langue pleine de rimes et de rythmes audacieux. Lire et connaître Dante n’est pas indispensable, mais c’est comme la mer: c’est mieux de l’avoir vue que de ne pas l’avoir vue (rires).
– En Italie, les plus grands spécialistes de Dante s’accordent pour affirmer que vous êtes celui qui transmet le mieux l’essence de son œuvre. Qu’en pensez-vous ?
– Je suis tout petit quand je dis Dante. Je me sens comme une chandelle par rapport au soleil. J’essaie d’exprimer son œuvre de tout mon être. On ne peut lier cette extase à trop d’analyse. Ce que j’aimerais surtout, c’est transmettre la joie que j’ai à le lire. Sur scène, ma chair et tous mes organes sont en tumulte pour lui…
– La scène est donc un lieu privilégié pour Dante et Benigni ?
– C’est chaque fois une nouvelle naissance pour moi, mais pas pour l’œuvre, qui est intemporelle. Dante est plus moderne que bien des contemporains. En France, il y a une tradition poétique issue de son œuvre. Si on prend Baudelaire, pour parler du plus grand, ou Gérard de Nerval ou Verlaine et même Stendhal, ils sont tous dantesques! Il y a eu des détracteurs, comme Voltaire, mais la France est un des pays où la poésie de Dante a le plus d’écho.
– Pour vous, Dante Alighieri serait-il, comme sa comédie, divin ?
– Oui, car il nous donne le souffle de vie. Au Moyen Age, avant lui, on disait: rappelle-toi que tu dois mourir. Dante, lui, a dit au peuple: rappelle-toi que tu dois vivre! Comme un chercheur, il a découvert des sentiments et a su trouver les mots qui leur correspondaient pour nous les expliquer. Il a fait découvrir le monde, mais a aussi su redevenir enfant, innocent.
– Un peu comme vous… Y a-t-il de la fraternité entre Roberto et Dante ?
– C’est plutôt un ami de longue date. Je lui parle, je lui demande des choses et je trouve mes réponses dans la Divine comédie. Décrite par Dante, la vie s’écoule de manière sensuelle et charnelle. Avec Pétrarque ou d’autres poètes, on tombe amoureux. Avec Dante on fait l’amour vraiment. Profondément.
– Comment interprétez-vous son œuvre ?
– Je lis le plus simplement possible. Pour tous ces chants, il a mis des didascalies (ndlr: les indications données aux acteurs) sur une manière de lire très épurée. Beaucoup d’acteurs se mettent devant Dante, mais il faut se mettre derrière lui.
– Est-il possible pour Roberto Benigni de se mettre derrière ?
– Je sais que j’ai une forte personnalité, mais ma plus belle mission est de donner la parole à Dante. Entre ces chants, je parle aussi de moi, des temps modernes, de la politique. De l’enfer que nous vivons actuellement et que nous pouvons parfaitement reconnaître dans l’enfer de Dante.
– Etes-vous transformé par la lecture de l’œuvre de Dante ?
– Après avoir lu la Divine comédie, on ne regarde plus les hommes d’un œil distrait. On sait qu’ils sont dépositaires d’un immense destin. Ce qui compte aussi, c’est le plaisir pur. Le rythme, la musique, la diction, les sons. Il y a un mystère dans cette poésie, qui est comme la définition de la couleur rouge ou l’odeur du café. Nous ne savons pas comment c’est fait, mais nous savons que c’est bon.
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December 8th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante
LUGANO, Ticino News - Roberto Benigni, famoso attore e regista toscano, ha fatto tappa ieri sera a Lugano. Nel suo tour europeo “TuttoDante” cominciato a Zurigo sabato sera, Benigni ha letto il V canto della Divina Commedia davanti a un numeroso pubblico stimato attorno alle 5-6000 presenze circa.
Con magistrale capacità espressiva e intrerpetativa, l’attore toscano ha riproposto uno dei canti più famosi della somma opera del grande vate, il V canto, quello di Paolo e Francesca, i due amanti che Dante incontra nell’inferno, poiché colpevoli di adulterio.
Benigni non ha mancato di ironizzare, con il suo stile inconfondibile, su personaggi della politica ticinese.
“Voi siete un popolo straordinario! Avete avuto grandi architetti, come Le Corbusier, e soldati di ventura talmente valorosi che il Papa li ha scelti come guardie personali. E adesso c’avete gente come Mario Botta e il Nano Bignasca!”E sì, alla Resega di Lugano, seconda tappa dopo Zurigo del tour europeo TuttoDante, Roberto Benigni ha citato anche il Nano. Del sindaco Giorgio Giudici ha parlato dopo aver scherzato sui “dinosauri” della politica italiana. “Noi abbiamo Giulio Andreotti – ha detto -. Io non credevo esistesse davvero. Pensavo fosse come Pegaso, un personaggio di fantasia. Poi me lo sono visto di fronte. Ma Andreotti c’era già ai tempi di Dante. Anzi, quando Dante ha composto la Divina Commedia lui era già nel Consiglio degli anziani di Firenze. Però so che anche voi avete un sindaco piuttosto longevo…”
Avrà sorriso la municipale Giovanna Masoni, seduta in prima fila…
A Silvio Berlusconi, Benigni ha consigliato di venire a stare a Lugano come Mina, così è sicuro che diventa un mito. Il segreto è non farsi più vedere in giro, ha detto. Una volta all’anno sforna una bella canzone con Apicella e il gioco è fatto…
Terminato lo show “politico”, Benigni ha iniziato la sua esegesi della Divina, Inferno, Quinto canto, quello dei lussuriosi, e di coloro che sono morti per amore, il canto di Paolo e Francesca, gli amanti uccisi dal fratello di lui e marito di lei che li sorprende mentre fanno l’amore.
Nella Divina Commedia i due adulteri si trovano nel secondo cerchio, condannati a volare senza tregua in una bufera di vento (l’alito di Lucifero) insieme agli altri lussuriosi che non hanno resistito alle loro passioni. E per loro il poeta prova pietà, una pietà che attirerà su Dante gli strali della Chiesa.
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”, ha recitato Benigni, narrando la storia di Francesca, innamoratasi del cognato Paolo mentre leggevano insieme la storia adultera di Lancillotto e Ginevra: “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”.
Alla fine, per Benigni, una meritatissima standing ovation.
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December 6th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante
Dopo aver riempito le piazze, gli stadi e i palasport di tutta Italia, con oltre 130 repliche dal giugno 2006 e un’affluenza di pubblico attorno al milione di spettatori, il Tour TuttoDante di Roberto Benigni parte alla conquista del mondo: tra poche ore inizierà il Tour Europeo 2008/2009.
Il nuovo progetto di Benigni riparte proprio dai versi della Commedia, stavolta portati e celebrati in giro per l’Europa e per il mondo, con una novità: l’attore ha curato personalmente la traduzione in lingua francese delle Cantiche dantesche, ma solo per la parte esegetica. I versi verranno letti in italiano naturalmente, con la sensibilità e l’interpretazione ormai nota di un Benigni insuperabile nella lettura dei versi immortali di Dante. A lui il merito di aver sdoganato una cultura cosiddetta “alta”, e di averla resa accessibile a tutti.
Questa sera, sabato 6 dicembre, ci sarà la prima tappa a Zurigo, domenica 7 dicembre a Lugano, per poi proseguire con il debutto dello spettacolo in versione francese a Ginevra (10 dicembre) e Lione (11 dicembre).
A marzo e aprile 2009 sarà la volta delle grandi capitali europee da Parigi a Bruxelles; successivamente il tour si sposterà oltre oceano, Stati Uniti e Canada, fino alla performance conclusiva prevista a Buenos Aires nel mese di giugno 2009.I nostri migliori auguri a Roberto per la nuova grande avventura “internazionale”.
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Un grande in bocca al lupo per il tour, siamo sicuri che riuscirà a diffondere il suo amore e la passione per Dante in tutto il mondo.
Grazie caro Roberto, perchè in momenti come questi, quando a volte si arriva a provare vergogna per la triste situazione politica e sociale che stiamo vivendo in Italia, ci sono persone come te che rendono onore all’estero alla grandezza e alla bellezza del nostro paese e della nostra cultura. Ci sentiamo tutti orgogliosi di essere Italiani grazie a te. -
December 5th, 2008Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteRiportiamo un’intervista in tedesco rilasciata da Roberto Benigni il 4 dicembre 2008, due giorni prima dello spettacolo di Zurigo del 6 dicembre 2008, tappa iniziale del nuovo tour mondiale di TuttoDante. [Per leggere la versione tradotta da Google Translate in italiano cliccate qui]
«Dantes Poesie – das ist eine wirkliche Ekstase»
Von Susanne Kübler. Aktualisiert am 04.12.2008

Am Samstag kommt der italienische Schauspieler, Regisseur und Komiker Roberto Benigni mit seinem Programm «TuttoDante» nach Zürich.Roberto Benigni – das ist ein Vulkan in Dauer-Eruption, wobei er je nachdem Pointen, Faxen, Euphorie oder auch Weisheiten ausspuckt. Benigni kletterte über die Stuhlreihen zur Bühne, als er für seinen wirklich ergreifenden Film «La vita è bella» einen Oscar bekam. Er küsste den TV-Showmaster Pippo Baudo ebenso stürmisch wie Enzo Biagi, den Grandseigneur des italienischen Journalismus. In seinen Einmannvorstellungen redet er ohne Punkt und Komma, und Silvio Berlusconi kommt nicht gut weg dabei. Auch in seinen Filmen gibt er oft den zappeligen Dauerquassler, was nervig sein kann oder auch hinreissend (etwa in Jim Jarmuschs Film «Down by law», der ihn international bekannt machte). Seit 2006 ist Benigni nun schon als ebenso exaltierter wie ehrlicher Anhänger von Dante und seiner «Divina Commedia» unterwegs, mit der Show «TuttoDante», die er jetzt auch ausserhalb Italiens zeigt.
Wie würde man ein Telefoninterview mit so einem überstehen?, fragt sich die Journalistin und sitzt ein bisschen bange vor dem Apparat. Dann ruft die Managerin an, gibt noch einmal die Regeln durch: Zehn Minuten, keine Fragen zur Politik. Und dann kommt Benigni.
Ciao Susanne! Wie gesagt: Wir reden eine Stunde, und nur über Politik!
Bestens.Wie gehts? Das ist das erste Interview für meine Welttournee! Mit einer Zürcher Journalistin! Ich bin ganz aufgeregt!
Natürlich. Was bringen Sie denn nach Zürich, das Paradies oder die Hölle?
Zürich ist ja eine paradiesische Stadt, da muss ich natürlich die Hölle mitbringen, einen der schönsten Momente aus dem «Inferno»: Die Geschichte der grossen Liebenden Paolo und Francesca. Das ist ja eine wunderbare Geschichte, eine der internationalsten in der ganzen «Divina Commedia», von geradezu skandalöser Schönheit, und…Seit wann pflegen Sie eigentlich Ihre Leidenschaft für Dante?
Für mich ist Dante ein Teil der Natur, von jeher. Ich lebe mit ihm, seit ich klein bin, in der Toscana geht das gar nicht anders, da zitieren Grosseltern, Tanten und Schwäger immer irgendwelche Verse, ganz verdreht manchmal. Dante hat uns als Kinder in den Himmel und in die Hölle geschickt, er war ein Beispiel für uns mit seiner Wissbegierde, ein Freund, der uns Geschichten erzählte… Ich verdanke ihm sehr viel.Mehr als dem anderen grossen Toscaner, Boccaccio?
Ja, auf jeden Fall. Boccaccio lernt man schätzen, wenn man grösser wird – er ist ja doch etwas freizügiger, darum haben sie uns den ein kleines bisschen versteckter gehalten als Dante.Dante ist ja…
… so geheimnisvoll, so universell, so populär! Es gibt keine Ecke in der Welt, in der Dante nicht gefragt wäre. Arabische Staaten haben uns angefragt, nach Japan und Taiwan hätten wir gehen sollen, das können wir leider nicht, sonst wäre diese Tournee ja endlos. Diese Poesie – wenn man sie fühlt, dann zerreisst es einem das Herz, dann hört man auf zu denken, dann spielen Urteile, Ideale, Ideologien keine Rollen mehr, es ist eine wirkliche Ekstase.Was halten Sie denn vom Sündenregister, das dem «Inferno» die Struktur gibt? Da wird ja zum Beispiel ein Mord als weniger schlimm einstuft als ein Betrug.
Das ist eben eine evangelische Wahrheit, ein Gesetz, eine Ordnung, die vom ganzen Wissen der Epoche geprägt ist. Das Schöne an Dante ist doch, dass er alles zusammenfasst, was seine Epoche ausmachte. Es gibt heute keinen einzigen Dichter, von dem wir sagen könnten: Der repräsentiert uns komplett. Aber im Mittelalter gab es eben Dante, und der repräsentierte seine Zeit, wie eine gothische Kathedrale, bei der aussen die Teufel und Monster dargestellt sind, und wenn man hineingeht, dann gibt es da diese wunderbaren Rosetten, durch die man das Licht des Paradieses sieht. Er hat alle Stile verwendet, die es zu seiner Zeit gab – wenn man sämtliche Bilder der Uffizien zusammenmischt, dann bekommt man eine blasse Vorstellung von Dantes Poesie. Und er hat von allem gesprochen, was uns betrifft, von unseren Tugenden, Lastern, Leidenschaften, Gefühlen…
Aber wie hält es denn Dante mit dieser evangelischen Ordnung?
Er ist ja oft nicht einverstanden mit Gott. Warum wird Francesca, die so sehr geliebt hat, mit der Hölle bestraft? So ist eben das Gesetz, und Dante fällt ja bei dieser Geschichte ohnmächtig um, wie tot, das geschieht danach im ganzen «Inferno» nicht mehr. Es ist, wie wenn er nicht einverstanden wäre, aber er kann das Gesetz nicht ändern.
Warum ist Dante bis heute aktuell geblieben?
Seine Grösse besteht gerade in den Details, etwa in der exakten Beschreibung von Gefühlen, die ja ganz einfache Gefühle sind. Wenn er von Angst schreibt, dann ist es die Angst, die wir haben beim Erzählen von Schauergeschichten vor dem Kamin. Er schreibt über himmlische Befehle nicht anders als wenn er schildert, wie ein Schneider seine Nadel einfädelt.Womit wir wieder beim totalen Abbild einer Epoche wären.
Natürlich, Dante hat die Enzyklopädie erfunden, 500 Jahre vor den Enzyklopädisten, und nicht nach Alphabet geordnet, sondern in Versen. Er hat ja alles besprochen, die Klassizität, die Astronomie, die Geografie, die Geschichte, die Philosophie, die Anatomie……und die Politik. Wir dürfen ja gemäss Abmachung nicht über Politik reden – aber über Dante reden, ohne die Politik zu erwähnen, ist doch ein bisschen schwierig, oder nicht?
Es gibt heute keine engagierten Autoren mehr, wie er einer war. Die Politik war sein Ruin, aber er hatte eine majestätische Vorstellung davon. Für uns heute wäre das vielleicht ein bisschen lächerlich, aber damals war es innovativ, revolutionär. Dante hätte eher einen Aussätzigen geküsst, als einem Idioten die Hand gegeben.Die Strafen, die die Sünder in der «Divina Commedia» erleiden, haben ja immer direkt mit ihren Sünden zu tun. Welche Strafe hätte sich Dante denn für die heutigen Idioten ausgedacht?
Oh, mamma mia, diese Entsprechung, diese «legge del contrappasso», nach der die Strafe entweder dem Vergehen entspricht oder genau das Gegenteil darstellt, das macht mir fast am meisten Spass in diesem Werk. Die Entsprechungen sind ja manchmal ganz einfach zu verstehen, manchmal auch unglaublich raffiniert, wenn er etwa die Lüsternen in einem ewigen Sturm fliegen lässt. Aber jetzt sagt meine Managerin, ich dürfe nur noch eine Frage beantworten.Eben, was wäre mit den heutigen Idioten?
Ja, was könnte man mit denen machen? Es ist ja eine fast kindliche Frage, jeder denkt sich mal, «wenn ich könnte, dann würde ich den dort- oder dahin schicken», aber eigentlich kommen einem da nur Pointen in den Sinn. Dantes Strafen dagegen sind keine Pointen, da ist eine philosophische Struktur dahinter, die man nur bewundern kann.Danke fürs Gespräch.
Bitte. Und rufen Sie mich doch heute Abend noch einmal an, dann können wir weiterreden, dann ist meine Managerin nicht mehr da!Erstellt: 04.12.2008, 20:01 Uhr
Tags: Dante Alighieri, Divina Commedia, Europe, interview, intervista, poesia, Roberto Benigni, show, Svizzera, Tour, Tour mondiale, TuttoDante, Zürich, Zurigo -
November 23rd, 2008Roberto Benigni, TuttoDantedi Rita Sala - Il Messaggero
ROMA (22 novembre) - E Dante Alighieri parlerà nella lingua di Sarkozy. Suo tramite, neanche a dirlo, Roberto Benigni. L’artista toscano, dopo aver curato personalmente la traduzione in francese dell’esegesi delle Cantiche, si esibirà dai primi di dicembre in giro per l’Europa, e poi nel mondo, a partire dalla Svizzera e dalla Francia (ecco perché nell’idioma di Molière la prima versione “staniera” della spiega).Zurigo (6 dicembre) e Lugano (7 dicembre) sono le tappe iniziali del grand tour, piazze elvetiche dove lo spettacolo dantesco è previsto in italiano. A Ginevra (il 10) e a Lione (l’11) avremo invece l’esordio dell’Alighieri in versione francese. I canti, è ovvio, Benigni li leggerà sempre in italiano; la traduzione, come detto, riguarda solo la parte esegetica.
E usando la Commedia, Roberto porta avanti l’idea che dignità e speranza, in tempi di mortificazione sociale e di pessimismo coatto, non sono del tutto atrofizzate. Dante indipendentemente dall’interpretazione che ne offre il menestrello diventa nelle sue mani un antidoto alla svirilizzazione collettiva, al disamore, alla flebilità dei sentimenti. I versi “detti”, divulgati oralmente, sono in questo senso un propellente eccezionale, buono in casa e ottimo da esportare.
Non a caso nell’uso antico era proprio la voce degli aedi improvvisati o girovaghi, innamorati dell’opera dell’Alighieri, a diffondere le cantiche. Efficacia tutta popolare. E dato che è ormai impossibile prescindere dalla tv, ben venga Dante chiosato da un premio Oscar che le canta chiare al Potere e usa la poesia per ricreare, ammonire, incitare. Il richiamo è quasi istituzionale. E’ un elogio dei nostri bei fiumi, delle nostre donne, del pensiero e dell’arte, in sintesi dell’humus da cui nacque il Rinascimento e, ancora prima, la Roma del Diritto, delle strade, degli acquedotti.
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October 3rd, 2008Roberto Benigni, TuttoDanteRoma, 2 ott. (Adnkronos) - Dopo aver conquistato il pubblico di tutta Italia prima nei teatri e poi in tv, TuttoDante di Roberto Benigni partirà alla conquista delle platee internazionali. La prima tappa - ha annunciato oggi il manager di Benigni, Lucio Presta - dovrebbe essere Zurigo e l’ultima Buenos Aires, a maggio. In mezzo molte città europee, da Parigi a Madrid, a Bruxelles, e il Nord America, da New York a Miami, a Detroit.
Tutto Dante, lo spettacolo di Roberto Benigni che nelle scorse stagioni ha girato con successo i più prestigiosi teatri italiani, adesso scavalca i confini nazionali. Le letture della Divina Commedia fatte dal “toscanaccio” più irriverente e famoso d’Italia andranno in tournée all’estero e gireranno tutto il mondo.
Tags: America, Argentina, Dante Alighieri, Divina Commedia, Estero, Parigi, Roberto Benigni, Svizzera, Tour, TuttoDante, World
Si inizia a con la prima tappa in Svizzera, a Zurigo, per poi proseguire nelle principali capitali europee tra cui Parigi. Poi Benigni ed il suo staff attraverseranno l’oceano per andare a New York, a Detroit ed in altre città americane. A maggio 2009 la conclusione del tour in Argentina. Insomma, per tutta la prossima stagione Roberto Benigni sarà impegnato a far conoscere il Sommo Poeta in giro per il mondo. La lettura della Divina Commedia integrale sarà realizzata in italiano, ma i commenti verranno esposti in inglese, lingua parlata molto bene dal regista vincitore dell’Oscar con La vita è bella. Il tour sarà analogo a quello che ha interessato i teatri italiani ed è approdato anche in televisione. La scorsa stagione, infatti Raiuno ha dedicato a Tutto Dante due prima serate in concomitanza con l’inizio e con la conclusione della tournée. Le letture intermedie dell’Inferno, Purgatorio e Paradiso sono invece andate in onda il giovedì in seconda serata sempre su Raiuno. Si sa già che le comunità italiane all’estero hanno accolto con entusiasmo il progetto, visto che Benigni è molto conosciuto anche oltre confini. Per questo prestigioso impegno che lo terrà lontano dall’Italia per circa un anno, Benigni sarà anche lontano dalla tv e dal set cinematografico. -
September 17th, 2008Roberto Benigni, TuttoDanteNoi di www.unbenignidanobel.it l’avevamo già scritto esattamente un anno fa, alla fine del tour italiano di TuttoDante, augurandoci di ripartire tutti insieme per un futuro tour all’estero. Nel corso del 2007 c’erano state, infatti, moltissime richieste da Francia, Spagna, Svizzera (e persino da Broadway!), per uno show sul modello di TuttoDante, e Roberto Benigni, nel marzo 2007, aveva risposto così: “E’ vero, mi vogliono all’estero con una certa insistenza, e io penso proprio di andarci. Lo show resterà in italiano, d’altronde ho già provato a portarlo in Grecia e in Belgio, ed è piaciuto un sacco“.
Adesso vi possiamo annunciare ufficialmente che lo spettacolo TuttoDante si appresta a varcare i confini nazionali per intraprendere un viaggio che porterà Roberto Benigni e Dante in giro per l’Europa, gli Stati Uniti, il Canada e l’America del Sud.

Roberto Benigni is going to start a World Tour with his live show TuttoDante (Everything About Dante), probably starting in December 2008 in Europe. We’ll let you know more news when all the official dates & details will be released.
On July 2008, Roberto Benigni talked about his plans for the future in an interview with Prof. Grace Russo Bullaro:
“Well, I’m taking my Dante readings on tour in England, France, Spain, Germany, Argentina, Canada and the United States. I’m really pleased by this and I can tell you that this is the first time that I make this news public.”
Articles written in English about the Italian tour of TuttoDante:
*Divine Intervention: Benigni books Dante in Italian tour (Variety, May 2007)
*Hell Is Beautiful? Benigni’s Fired Up Over Dante’s ‘Inferno’ (The Washington Post, June 2007)
Interview in Spanish by Valentina Valentini & Andrea Farri:
* “Roberto Benigni: “Dante es el modelo inalcanzable” (Clarìn.com)
*Curiosità: in una recente intervista (giugno 2008), Chris Martin dei Coldplay ha dichiarato: “Che cosa sta facendo Roberto Benigni?”. Legge Dante nelle piazze italiane. “Dovrebbe venire anche in Inghilterra. La vita è bella è il mio film preferito. Tanta luce e tanto buio, insieme. Proprio come nella vita”.
Lo spettacolo TuttoDante ha debuttato nel giugno 2006 nello splendido teatro Romano di Patrasso in Grecia dove davanti ad un pubblico estasiato Benigni ha declamato e spiegato il canto di Ulisse, il XXVI Canto dell’inferno.
A luglio 2006 lo spettacolo ha fatto tappa per 13 sere nella magnifica piazza di Santa Croce a Firenze dove, di fianco alla statua di Dante e di fronte alla basilica, è stato montato il palco su cui ogni sera Benigni recitava un canto diverso.
La piazza era stata allestita con sedie e tribune per una capienza totale di 4.200 posti i quali, sono andati esauriti tutte le sere, ed ha visto la presenza di un pubblico eterogeneo con manifestazioni di entusiasmo e tifo da stadio.
Tutti i 13 spettacoli sono stati video registrati e trasmessi da Rai uno nel periodo dicembre 2007/marzo 2008 con un indice di ascolto altissimo. Degli stessi spettacoli sono stati poi prodotti e messi in commercio la versione in Dvd che ha battuto tutti i record di vendita per uno spettacolo teatrale.
Dopo la parentesi fiorentina lo spettacolo TuttoDante è diventato itinerante ed è stato rappresentato nelle piazze, nei palasport e negli stadi italiani per un totale di 130 repliche con un’affluenza di pubblico attorno al milione di spettatori, dei quali ben 120.000 a Roma. A questi vanno aggiunti gli oltre 10 milioni di telespettatori che hanno visto lo spettacolo televisivo “Il V° dell’Inferno” trasmesso da Rai uno il 29 novembre 2007 con replica su Rai International nei giorni successivi.
TuttoDante è un evento unico nella storia dello spettacolo, un affascinante viaggio che spazia dall’attualità alla Divina Commedia, da momenti di pura comicità a momenti di grande poesia.

Questi sono alcuni dei commenti riportati dalla stampa e dai media:
- “Un tripudio gigantesco”.
- “Benigni ha saputo incantare…spettatori estasiati, ammutoliti, forse stupiti dall’emozione”.
- “Scavalcando il tempo, congiunge miracolosamente lo ieri all’oggi, l’attualità alla poesia, la rabbia alla risata”.
- “Lo spettacolo è singolarmente emozionante…la satira e lo sberleffo sono travolgenti…ma inavvertitamente si sospende per digradare verso il mondo dantesco, prendendo il pubblico per mano e per il cuore per portarlo nelle parole del divin Poeta”.
- “Roberto Benigni commenta Dante come un alto teologo”.
- “Dante nell’interpretazione di Benigni diventa un fiume in piena”.
- “Le letture popolari di Benigni sono state uno dei rari autentici eventi culturali di questi anni”.
- “Un piccolo miracolo vista l’incredibile quantità di pubblico che Benigni è riuscito ad avvicinare alla Divina Commedia”.
- E, a giudicare dal tutto esaurito che c’è stato in ogni tappa del tour, dai lunghi applausi e dalle standing ovations che chiudono ogni serata, “un piccolo miracolo” accade davvero, perché “la poesia non sta solo in chi scrive ma soprattutto nell’orecchio di chi ascolta”.
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L’affetto, la simpatia e l’entusiasmo dimostrato dal pubblico nei confronti di questo spettacolo ha fatto dire a Benigni: E’ stato un lavoro meraviglioso, questa esperienza la conserverò come uno dei ricordi più dolci, popolari ed emozionanti della mia vita. -
September 5th, 2008Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto BenigniPubblichiamo alcuni estratti della bellissima intervista - apparsa su Oggi7 il 13 luglio 2008 - rilasciata da Roberto Benigni a Grace Russo Bullaro (autrice, tra l’altro, di un libro con uno studio approfondito del cinema di Roberto Benigni: “Beyond Life is Beautiful. Comedy and Tragedy on the Cinema of Roberto Benigni” ).
Prof. Grace Russo Bullaro* con Roberto Benigni
* Associate Professor
Director of Graduate Program in English
City University of New York-Lehman CollegeNonostante La Vita è Bella (1997) riuscì a vincere due Oscar, all’epoca il film di Roberto Benigni creò un vortice di critiche sia positive che negative. Nel tentativo di capire l’intensità di queste critiche, decisi d’approfondirne lo studio e quindi pubblicai “The Protection of Innocence: Fable, Fairy Tale or Just Excuses?”, un articolo su Post Script, stimata rivista sul cinema. Non ancora convinta d’aver esaurito con questo saggio quello che c’era da dire sull’opera di Roberto Benigni, decisi di curare un volume di saggi sul suo cinema. Questo libro, Beyond Life is Beautiful, Comedy and Tragedy in the Cinema of Roberto Benigni, uscì nel 2005. Da galantuomo qual è, Benigni mi ringraziò con entusiasmo per la copia che gli avevo inviato e in seguito ci scambiammo gli auguri natalizi.
La sua carriera dopo La vita e bella è la dimostrazione della veridicità di una vecchia superstizione che vuole che l’Oscar porti sfortuna a chi lo vince. Infatti, i successivi Pinocchio e La tigre e la neve riscossero uno scarsissimo successo sia in Italia che all’estero. Ma ecco che nel 2002 Benigni si riprende in modo spettacolare con la lettura in tv della Divina Commedia che andò in onda in Italia durante il periodo natalizio e il cui successo rese l’immortale opera di Dante Alighieri, il best-seller di quell’anno! Un successo che sfociò anche in strepitose rappresentazioni in numerosissime piazze d’Italia, che tutt’oggi vanno avanti. Benigni ridivenne così il beniamino degli italiani, l’idolo e l’orgoglio d’un paese intero.
Avendo seguito queste sue vicissitudini con grande interesse, decisi che la mia curiosità andasse ulteriormente soddisfatta. Chiesi, quindi, a Benigni di concedermi un’intervista.
Quello che leggerete è il frutto di alcuni nostri incontri avuti recentemente a Roma, in cui abbiamo parlato non solo delle rappresentazioni dantesche, ma anche di tantissimi altri argomenti che riguardano aspetti della cultura, politica e attualità italiana, nonché di vicende d’interesse globale e della politica americana. La mia convinzione che la complessità del personaggio Benigni, pubblico e privato, sia stato finora incompresa è stata avvalorata. La sua profonda conoscenza di Dante, per esempio, può reggere il confronto con quella di qualunque esperto di letteratura dantesca.In America si dice che l’Oscar porti sfortuna all’artista che lo vince, tu ci credi a questa maledizione?
«Ma come, cominciamo con una domanda sulla superstizione? Come dice Umberto Eco, la superstizione porta male! Vincere l’Oscar porta… l’Oscar. Se lo si vince quando c’è un sentimento dietro, non porta sfortuna. I sentimenti ammazzano tutte le superstizioni e tutte le malattie - come quando ci si bacia, la passione ammazza tutti i virus. Non ci si può ammalare. E quell’Oscar è stato preso con tale amore, ho sentito proprio un abbraccio. Come dice William Blake, “l’esuberanza è bellezza” e io ho sentito la bellezza dell’esuberanza. A me ha portato delle cose belle. Forse dal punto di vista del pubblico è l’apice della carriera, ma bisogna considerare che nella nostra vita personale ci sono momenti più densi, molto più possenti dell’Oscar».Dopo l’Oscar il mondo era ai tuoi piedi, tu come hai fatto le tue scelte dopo La vita è bella e la tua vittoria a Hollywood?
«Eh sì, avere un’acclamazione simile è difficile perché non è che si cambia, o che sia cambiato io. Sono stati gli altri a cambiare. Quando mi incontravano per strada non era più “Benigni!” ma era “Maestro!” Io non potevo più fare lo scherzoso. Volevo prendere lezioni di pianoforte per esempio, e mi chiamavano maestro! Forse in America sarebbe stata un’altra cosa, ma quando uno di un altro paese vince l’Oscar, beh, ha molta più risonanza e quindi la mia vita è cambiata. Ma cambia la mia vita anche quando incontro qualcuno per strada, si cambia per le minime cose, figuriamoci per questo. Che si cambia nella vita è la cosa più bella, sana, misteriosa. Ne La vita è bella ho anche fatto un padre per la prima volta, non l’avevo mai fatto prima e quindi anche se non avessi vinto l’Oscar, questo film già sarebbe stato uno spartiacque in un certo senso».
[...] Parlaci un po’ della tua passione per Dante e La Divina commedia.
«Il mio amore per Dante, questo è un argomento che richiederebbe o un mare di parole o bisognerebbe risolverlo in pochissime parole. Cioè in 800 anni ha avuto più manifestazioni di amore Dante che pochi altri. Quindi io sono uno dei tanti che va a unire il suo granello di sabbia alle magnifiche dune sensuali della poesia dantesca. La mia passione è anche un omaggio per rendere grazie a uno che ci ha regalato una cosa così straordinaria, che ci ha fatto sentire per la prima volta protagonisti. Anche se le nostre notti e i nostri giorni non appaiono eccezionali a nessuno, lui ha detto “tu sei il protagonista di una storia irrepetibile” a ognuno di noi. Non ce l’aveva detto mai nessuno prima di Dante. E poi si è occupato di questo strano dono che tutti abbiamo in sorte, che è la vita, di cui nessuno oggi si occupa più, nemmeno la chiesa. Ci ha fatto sentire che i fatti che accadono nel mondo non sono la fine della questione, ma l’ha fatto in maniera laica; Dante non è mai “pretesco”. Anzi, lo fa in maniera opposta».E a livello estetico?
«Beh, al livello estetico, il divertimento che procura La divina commedia è inesauribile. È come se Dio avesse detto: “Siete stati talmente buoni che vi regalo questo libro”. E quindi il mio amore per Dante è nato anche perché ho avuto la fortuna di nascere in un paese dove è molto popolare, lo vedevo, per così dire, in ogni faccia e in ogni parente che incontravo per strada. Anzi si può dire anche che il nome di Dante è sinonimo di poesia ed è il simbolo dell’ italianità».E da dove è nata l’idea di fare le letture dantesche?
«È nata così, casualmente, perché io leggevo La divina commedia così, per divertimento. Sapevo alcune terzine a memoria. Poi nei periodi fra un film e l’altro ho voluto imparare alcuni canti interi a memoria, così anche solo per il suono, come uno impara una canzone. Eppoi io facevo il cantore di ottava, sai? Improvvisatore di poesia, quando ero piccolo. Mio padre mi aveva mandato sul palco, allora per esercitarmi io imparavo, come quasi tutti gli altri, l’Ariosto (perché ha scritto in ottava). La terzina non si adattava al canto improvvisato perché non finisce mai. Ma l’ottava è la più difficile. Come dice Borges, l’ottava fa impazzire. Quando uno impara a fare l’ottava può fare tutto. Allora con Dante avevo già una dimestichezza e la lectura dantis ha una tradizione centenaria».
È proprio questo che vorrei sapere, come ti prepari per ogni lettura?
«Quando si impara a memoria si impara come uno spartito. Mi preparo con la consapevolezza che non è possibile mettersi davanti a Dante, allora lascio lui davanti a me. Perché non si può stare davanti a una tale opera, solo i grandi istrioni sublimi come Carmelo Bene se lo potrebbero permettere. Lui provoca in noi il mito del divino, del divo. E lui se lo può permettere. Sai, il passaggio dal ridicolo al sublime è sottile. Infatti Carmelo Bene è a un passo dal ridicolo, ma è sublime. Lui solo lo può fare questo. Lui dice, “Io sono meglio di Dante, lo miglioro”».Spiegaci ancora un po’ gli elementi che distinguono le letture di Carmelo Bene.
«Dunque, le letture di Carmelo Bene si pongono protagoniste rispetto a che cosa legge e lui fa l’attore, quello proprio dal greco, Dioniso, è divino- è un dio che dice “Io miglioro quello che vi sto leggendo, lo interpreto.” In verità per leggere Dante non c’è da interpretare, c’è solo da comprendere, capire profondamente quello che ha detto, perché se dentro si capisce quello che ha detto, allora si trasmette. Quello che faccio io è un lavoro estetico semplicissimo, capire, cioè, dove stanno gli accenti-questo è importantissimo. Poi far sentire che è un componimento che si chiama canto e non capitolo, quindi bisogna sentire la musica, il ritmo è la dizione. Facendo uno studio semplice e approfondito, si capisce come Dante vuole che la si legga, ma non perché lui non ci dia la possibilità di uscire da quel reticolato. Dà anche la possibilità di uscirne. Però dà le indicazioni come un maestro di orchestra. E quindi leggendolo si ha una gioia immensa quando si sente che si fa capire al pubblico quello che si dice senza essere pedanti e facendo sentire la sinfonia dantesca, perché ogni Canto è un’opera diversa».Sì, va bene, ma tu non ti fermi al livello estetico e poetico, ti addentri anche nella politica, nella metafisica e nella filosofia che si trovano nell’opera di Dante.
«No, no, prima nell’esegesi è importante far capire la poesia, ma per il resto è semplicemente una spiegazione, io leggo tutti i testi che sono ritenuti più attendibili, quelli che sento più vicini a me e alla verità- e che del resto mi piacciono da morire. Ma c’è da tener presente che Dante non si rivolge mai a Dio ne La Divina commedia, non dice mai “Dio dammi la forza.” Invece si rivolge alle muse, ad Apollo, al Parnaso, e dunque lui risponde solo alla poesia, per cui la lettura di Dante, per essere coerente, va fatta in senso poetico. Quello che io faccio, ed è una gioia quando ci riesco, è di far capire il verso e di far sentire il ritmo, la dizione, la scansione che in Dante sono perfette, ma perfette!»E io direi che, grazie alla tua lettura, hai ispirato il pubblico a rivalutare questa grande opera che, tristemente, oggi viene considerata “un mattone.” Tu infatti l’hai resa un “best seller.”
«Sì, infatti, è come se avessero scoperto un mondo di una bellezza, di una grandezza…».
È fatto risaputo che Dante fu un poeta dissacrante, uno che s’interessava appassionatamente alla vita socio-politica della sua beneamata Firenze, uno che si prese la rivincita sui suoi nemici mandandoli all’Inferno. Ma si potrebbe dire che tu sei il Dante del ventunesimo secolo?
«Ohh! (grande risata) Povero Dante, si rivolta nella tomba! Ma Dante non fa satira, fa poesia sempre. Perché a me sinceramente la satira non piace».Ma come, tu non fai satira?
«Può sembrare che abbia fatto satira, invece non è così. Non sono un grande amante della satira perché è supponente, chi la fa sembra che giudichi, che ne sappia più degli altri e che se ne prenda scherno. Ho sempre cercato di fare la satira unita invece… (pausa) al corpo. La mia satira è un’altra cosa, è plasmata dalla teatralità del corpo. La mia satira è nei movimenti, negli aspetti che rende puro, cioè è come una cosa infantile. Io posso andare a toccare i genitali del presentatore, o spogliarmi, o prendere in braccio la Carrà e simulare un amplesso, che simboleggiava l’amplesso cosmico, un amplesso con l’Italia- insomma quello che faccio sempre. L’unione alla suggestione dell’infantile spacca proprio la satira».Ma l’intenzione della tua satira non era, ed è, di criticare la società?
«Sì! Però era plasmata, ripeto, da questa cosa infantile che rendeva puro ciò che dicevo. Io ho fatto degli spettacoli dove dicevo delle cose fortissime, ma era come se le dicesse un bambino. Io poi sono d’accordo con Calvino quando dice che s’inchina alla satira quando è universale, quando scaglia i suoi dardi sulla tragedia dell’umanità. Ma quando va a prendere di mira una persona in particolare non è più satira. Io per esempio, non ho mai fatto una vera satira su Berlusconi. Ne fanno gli altri, eccome! E mi fa molto divertire. Io ho fatto uno spettacolo tutto su Berlusconi, ma l’ho preso come un simbolo della tragedia universale. Per questo c’era pure l’arca di Noé, c’era il diluvio universale, c’era la Bibbia. Ma mai farei della satira sulla sua persona privata».Secondo te, quale funzione svolge il comico nella società?
«Beh, forse ha la funzione la più possente e difficile, perché a differenza della tragedia, la comicità ci mette in contatto con noi stessi, mettendoci allo specchio la parte più misera e bassa, quindi quella che vorremo nascondere. A differenza della tragedia, il comico è più tragico perché mentre il tragico parla della parte più nobile dell’umanità, il comico parla delle nostre miserie. Per questo Dante è grandissimo. Gli crediamo quando ci dice che noi siamo divini perché ci ha detto prima che eravamo la feccia della creazione. E dopo ci dice che siamo le stelle, che siamo Dio. Se avesse fatto solo la tragedia avremo dei dubbi. Allo stesso modo il comico parla della nostra parte più umana, più debole, quella che ci ricorda che siamo ridicoli. E questa è la cosa più sana al mondo».Come è avvenuta la trasformazione di Dante dal poeta del popolino che si esprimeva in volgare al punto di riferimento della cultura intellettuale italiana?
«Ma perché Dante ha inventato tutto! E poi il popolo l’ha preso da sé. Quando la Commedia venne copiata, nei primi tempi, quando non esisteva nemmeno la stampa e le copie si dovevano fare a mano, beh, a quei tempi già si sapevano i versi a memoria e già giravano copie apocrife. E poi Dante è il primo intellettuale nel senso moderno della storia. Inoltre Dante ha inventato dei concetti e dei sentimenti che non erano catalogati. Per esempio, ha inventato la sinestesia, cioè dare una qualità sonora alla luce. Quando uno dice, “sono turbato,” non si rende conto che è stato Dante a cristallizzare questo concetto. I poeti come Dante sono un’estensione della nostra anima, ci permettono di andare più in là. L’anima nostra è piccolina e loro la fanno volare in alto. Dante ha inventato proprio tantissimi sentimenti che prima non c’erano. E poi, si è posto il problema del linguaggio in maniera moderna, ed ha avuto il coraggio di parlare di politica-e in un modo impegnato come intellettuale!»In un blog ho letto che sei “il manifesto per la cultura e la grandezza dell’Italia nel mondo” e che tu ci ricordi delle nostre radici. Tu che pensi di questo sentimento?
«Ma io non l’ho mai letto questo blog! Comunque io sono orgoglioso di essere italiano. Abbiamo inventato tantissime cose, abbiamo alfabetizzato la musica e inventato praticamente tutti gli strumenti musicali. La poesia moderna, l’hanno inventata Dante, Boccaccio e Petrarca. Persino Shakespeare non fa che rimuginare quei quattro concetti che hanno inventato questi italiani. Nella politica e nel diritto i Romani hanno inventato l’era moderna. Il Rinascimento italiano è ineguagliabile come grandezza. Questi sono dei regali enormi che abbiamo fatto all’umanità. Però bisogna stare attenti a non dire quelle sciocchezze che ci fanno poi sembrare nazionalisti, e credimi, non c’è niente che mi fa più paura del nazionalismo. È la cosa più brutta, più orrenda. Sì, le differenze sono una ricchezza ma quando ci sono le distinzioni in altre maniere sono un orrore. Per esempio bisogna ammettere che come noi italiani abbiamo inventato il linguaggio dell’arte, della musica e dell’architettura, oggi sono gli americani che stanno inventando il linguaggio del computer e del commercio globale. Questo è bello perché anche la lingua si ricrea, ridiventa viva in questo modo».Benissimo, ma ora ritorniamo alle tue letture dantesche. Il critico Paolo Della Sala ti ha accusato d’aver frainteso la concezione dantesca d’amore e d’averla ridotta al sesso. Dice pure, “È pericoloso traviare i giovani con letture abborracciate…” Tu come gli rispondi?
«Non l’ho letto questo critico, però ci sono stati altri che hanno scritto cose simili. Io qualche volta mi prendo delle libertà di spettacolo nel raccontare aneddoti sulla vita di Dante, ma nella lettura mai. Posso dire però che non ho mai fatto preponderare il sesso. Forse ha frainteso una frase che ho detto? Magari ha estrapolato una frase? Ma nel concetto generale quando io parlo di Dante, o di Paolo e Francesca, mi guardo bene dal suggerire il sesso. Racconto che Dante era una persona che amava molto le donne e degli aneddoti e storielle che si conoscono di lui. Avrò detto delle cose popolari quando ridivento il “Benigni popolare.” Questo viene permesso proprio perché uno si mette il costume e la maschera del giullare popolare e deve chiamare la gente a vedere lo spettacolo, per così dire. Ma poi quando lo spettacolo comincia, si può scherzare su tutto ma non sulla poesia, come diceva Balzac. Quando Dante scrive “la bocca mi baciò tutto tremante” a che cosa pensava? Un verso come questo non si trova in Petrarca, mai. È un verso dove c’è una fortissima sensualità e tenerezza. Dante era un poeta molto sensuale».Ma allora ora che tu ci hai ripensato, vuoi dire che infatti il sesso c’è nella Divina commedia!
«Ma certo. Ma l’opera non avrebbe resistito! Anche nella Bibbia c’è il sesso. Un’opera, per resistere ai millenni, deve essere piena di religiosità e di erotismo. Ti assicuro che non c’è sessuofobia né nella Bibbia né nella Divina commedia».E poi leggiamo su un articolo scritto da Ariana Luciani che il grande dantista, Vittorio Sermonti, ti ha accusato d’aver ridotto il capolavoro dantesco a una sola idea: l’amore-per cui il tuo spettatore non può più apprezzare la vera grandezza di Dante. È giusta questa critica?
«No, non è giusta. Ma guarda che Vittorio Sermonti è la prima persona alla quale mi sono rivolto per avere suggerimenti danteschi fatti da un bravissimo critico come lui, ed è pure un grande dantista. Beh, forse dipende appunto dal momento in cui mi si prende. Non c’è niente di più facile che trasmettere al pubblico il sentimento dell’amore. Si può dire che così come L’Iliade ci fa sentire che tutta la nostra vita è una battaglia, e l’Odissea tutta la vita è un viaggio, e il libro di Giobbe che la vita è un enigma, allora Dante ci fa sentire che tutta la vita è un problema d’amore. Ma in tutti questi libri se si prende solo una frase fuori il contesto, possiamo cambiarne il senso. Nella Bibbia magari si può leggere: “Dio non esiste.” Poi si volta pagina e si legge: “dice lo stolto.” È vero che non si può parlare de La Divina commedia a prescindere dell’amore perché Dante conosceva a memoria le sacre scritture e il Vangelo è il libro dell’amore in senso assoluto. Dante parla dell’amore profondissimamente e quando io parlo d’amore non lo faccio in maniera gaglioffesca. Questo no, perché sarebbe come andare a toccare le parti basse, una cosa che mi mette in imbarazzo solo a pensarlo».E allora, come si spiega questa critica abbastanza forte di Sermonti?
«Se Sermonti ha detto questo, forse lo ha detto cercando di capire il grande successo popolare che hanno ottenuto le mie letture. Gli spettatori in televisione, circa quindici milioni, una media di otto mila persone in ogni piazza d’Italia (con addirittura a Siena 50.000), le cassette che ora si vendono e che sono prime in classifica come se fossero un cartone animato. E allora Sermonti avrà voluto dare una giustificazione a questa popolarità. E l’amore funziona sempre. Magari questo è il suo modo di dire, “Dante non è così.” Ed è vero perché Dante ognuno lo vede a maniera sua e vuole dire, “Dante è anche così.” Ha ragione Sermonti, ma non si può fare uno spettacolo su Dante parlando in generale. Se ne prendono alcuni aspetti e si approfondiscono. Perché se no, sarebbe come voler parlare dell’universo. Dante è come l’universo nella sua infinità. L’importante è di far capire la grandezza di Dante e l’amore che io porto alla sua opera».Infatti si potrebbe dire che sei stato la musa che ha ispirato l’amore per Dante nel popolo italiano dei nostri tempi.
«Hai detto una cosa bellissima e ti ringrazio. Se fossi riuscito a fare questo, non si potrebbe fare di più. Quello che ho notato, ed è quello che mi piace di più, e che sono riuscito a trasmettere al pubblico che io lo amo davvero. E di conseguenza moltissimi sono andati a ricomprare la Commedia e si sono messi a rileggerla da soli, che è infatti la maniera di farlo».E poi arriviamo alla critica che ti ha fatto Franco Zeffirelli che ha dichiarato che Dante è una cosa seria e bisogna lasciarlo alle persone serie; e che povero Dante resterebbe inorridito a sentirti declamare i suoi versi con l’accento di Prato. Ha aggiunto che “è una bestemmia, sa di montanari dell’Appennino e non di Firenze.” Vuoi commentare?
«Ah, questo è divertente! Molto chic questa critica (con risata ilare). Très chic, très chic. Quando c’è una moltitudine è chiaro che ci sarà una varietà di giudizi. Comunque questa è stata la più divertente delle critiche. E i motti di spirito sono sacri, quindi la metto tra le dichiarazioni positive».
Allora, Berlusconi è ritornato al potere in Italia. Ne sei rimasto sorpreso?
«No! Ma che sorpreso? Diceva Montanelli che bisogna vaccinarsi contro Berlusconi, provarlo un po’ alla volta. Dunque è stata una soddisfazione vederlo ritornare al potere. Paradossalmente è molto difficile fare satira su Berlusconi perché è troppo buffo e ridicolo lui stesso. Allora basta semplicemente ripetere le cose che dice e che fa certe volte. Non c’è bisogno di fare lavoro inutile. I comici hanno bisogno di una rigidità; più rigido è il potere, più facile è satirizzarlo. Invece in lui è tutto sfilacciato. In più il materiale è già in se stesso debordante. Quando si mette in bandana, per esempio. Per un comico può sembrare facile e invece non lo è, in questo caso. È un soggetto che non si adatta bene, che è lui stesso a fare lui stesso. Moretti a un certo punto ha deciso di farci un film quasi tragico, Il Caimano, un film che ha avuto molto successo. E secondo me Moretti aveva preso una bella strada, facendolo in chiave tragica. Veramente, è l’unico modo di vederlo. È tragico e fa morire dal ridere. Ed è una tragedia anche questa. Ma gli italiani lo votano. E io amo gli italiani. E quindi penso che a me sfugga qualcosa e vorrei capire più a fondo».Eppure io riconosco molto del carattere americano in Berlusconi.
«E si forse, c’è anche quello, ma è molto italiano. Accidenti se è italiano Berlusconi! Mamma mia!»Forse si potrebbe dire che Berlusconi unisce in sé alcune delle peggiori caratteristiche di tutti e due i popoli.
«Hai ragione, è imprendibile Berlusconi, a tutti i livelli ma anche dal punto di vista tragico. E poi c’è da dire che c’ha questa energia debordante, questa forza, la maniera di fare, è un guerriero, insomma. Non c’è niente di epico in lui, gli manca l’epica. Avrei voluto anch’io fare un film su Berlusconi perché è un personaggio che attrae, però non ho mai capito che tipo di film si potrebbe fare su di lui. Quando faccio uno spettacolo e inizio, la risata più grande risulta solo a dire il suo nome. Ma è impressionante. Io dico “Buona sera. Allora Berlusconi!” Solo questo dico, e c’è una risata sgangherata-e un applauso! Come se avessi detto una delle battute più forti dello spettacolo. Nessuno ha quella forza! È come se io promettessi delle cose che si esauriscono tutte lì. Invece non c’è niente, c’è solo il nome. È una risata strana, forse anche un desiderio di catarsi. Ti giuro, che è così alla televisione, in teatro, con diecimila, ventimila spettatori. È un fatto enorme perché dopo d’aver detto il suo nome io passo ad altro, non continuo».
In quale girone pensi che Dante l’avrebbe messo?
«Ma no, anche Dante si sarebbe fatto una risata. È troppo buffo per metterlo all’Inferno. Ho pure un affetto per lui, si fa per dire».
Continuerai a sfotterlo?
«Per forza! Non mi piace la satira, ma sfottere Berlusconi sì, è irresistibile, irresistibile».
[...]E l’economia italiana come va? Tutti si lamentano.
«E sì, si lamentano, ma quando mai non si sono lamentati? Io vorrei vedere la famosa redistribuzione del reddito. Mi piacerebbe essere il Papa e fare un bel discorso. Mi hanno chiesto anche di entrare in politica tante volte, ma sento che proprio non ne sono attratto. Veltroni mi aveva chiesto una cosa bellissima e anche molto originale, di fare a giugno, nel giorno in cui Mussolini aveva fatto la dichiarazione di guerra, un discorso dallo stesso balcone di Palazzo Venezia, dove facevo la dichiarazione di pace».Insomma, cosa pensi dell’Italia d’oggi, una nazione pluriculturale in un mondo globalizzato?
«Dell’Italia di oggi penso molto bene. Sento che c’è uno spirito molto positivo e vitale anche se spesso può sembrare l’opposto. E poi credo che è un popolo che ha dimostrato in tutta la sua storia dei momenti estremi, paurose cadute con altrettante riprese. Ci sono stati anche momenti un po’ gaglioffi. È un popolo che ha conosciuto la fame, la disperazione, sa cos’è il dolore, quindi è un popolo sul quale si può sempre contare. E anche se ci sono poi delle nubi o dei colori un po’ più densi e cupi, il cuore centrale degli italiani batte sempre forte. Stanno morendo dei momenti storici. E ne stanno nascendo di nuovi. È un segno buono quando si parla male del nostro paese. Invece la situazione diventa tragica quando non si parla più dei momenti difficili, ciò vuol dire che non c’è più speranza».E se parliamo di razzismo?
«E sì, questo è un tasto terribile. Sì, è vero che ci sono sempre più interventi razzisti ma questo fa parte di quella forza giovanile con cui in qualche maniera si devono fare i conti. Certo che è facile riaprire quelle cose piene di vermi che pensavamo di avere distrutto. Rimetterli in vita, come fanno i politici, per guadagnare qualcosa o per averne un vantaggio personale, è una grande volgarità, è il grande orrore che attraversa l’umanità di tutti i tempi. C’è sempre stata».Cioè, secondo te, l’Italia non è cambiata?
«No, non è cambiata. Se è cambiata è perché sta andando avanti. Le nuove generazioni sono meglio delle vecchie».Allora cosa pensi di quelli che ritengono che le ondate d’immigrati stanno mettendo la cultura italiana in pericolo d’essere diluita? Magari persino d’essere distrutta?
«Ma quelli sono dei grandi sciocchi! Sono persone che si mettono in pericolo, perché prima di tutto non ricordano la propria storia. Tutti noi siamo stati in terra di nessuno, non accolti, e quindi dobbiamo la vita a persone che ci hanno guardato con benevolenza. E non dobbiamo mai averne paura, il razzismo è un sentimento arcaico che viene dalla razza, dalla tribù, dalla preoccupazione di mantenere le proprie radici. Ma le radici non le può distruggere nessuno. Le radici si accrescono, si nutrono di tutto. E poi, niente può fermare quello che una volta si chiamava con quella brutta parola, “il progresso.” In ognuno delle facce di queste persone che vengono qua si vede proprio la vita, la grandezza, la misericordia, la possibilità di esprimere dei sentimenti verso di loro, ma non in maniera razzista, in maniera umana. Ma io mille volte scelgo loro, ogni volta che vedo le facce di queste persone. E non si capisce perché certe cose poi avvengano. Certo, il discorso politico può essere diverso e lo lascio ad altri che lo possono fare meglio di me. Per me quando vedo gli extra-comunitari in Italia è una gioia. È una cosa impressionante di bellezza questa ricchezza che abbiamo».E secondo te, quali sono i problemi più pressanti dell’America?
«Beh, questa è una bellissima domanda! Quello che sento che sia il più preoccupante è proprio quello della sua immagine, che è cambiata profondamente. E questa è una cosa che non era mai accaduta da quando ero piccolino. S’era qualche volta un po’ intaccata, ma s’era subito recuperata. Adesso sento che s’è spezzata in qualche maniera e ci vorrebbe qualche cosa veramente di straordinario per farci riprendere quella meravigliosa sensazione che avevamo prima: che anche quando le eravamo contro, l’amavamo profondamente. “L’America”, esisteva dentro di noi come una bella presenza, qualsiasi cosa facesse, ed anche solo la parola, evocava un sogno. Non alludo al famoso “sogno americano”, che è un semplice luogo comune, era una cosa più profonda e essenziale. La parola stessa evocava il mito. E oggi fa male il fatto che non ci sia più questa immagine dell’America».
Stai seguendo la campagna elettorale che si sta svolgendo in America? Cosa pensi dei candidati?
«Beh, io devo dire di non conoscere personalmente Obama, però ho avuto la fortuna di conoscere Hillary Clinton anni fa. C’è stato un momento, nel 2001 o nel 2002, quando fui invitato a un convegno dal Presidente del Consiglio D’Alema a cui parteciparono anche Jospin, Blair, Schroeder e Bill Clinton con Hillary. Fu molto bella la serata perche c’era un tavolo dove c’erano tutti i presidenti, e un’altro dove c’erano le mogli dei presidenti- e insieme alle mogli c’ero pure io. E io dovevo divertire le mogli. Figuriamoci! Fui invitato perché avevo da poco vinto l’Oscar e ci andai perché c’era il Presidente Clinton che mi voleva conoscere. Dunque accanto a me c’era Hillary Clinton. Parlammo anche di Dante, mi ricordo che lei conosceva La Divina commedia profondamente, mi ha saputo citare persino delle terzine. Quindi mi sembra una donna molto preparata e con grande personalità, una donna che potrebbe guidare un paese straordinario come l’America».E di Obama che ne dici?
«Mah, ha una fortissima potenza temporalesca Obama. È uno che c’ha una poesia, dei versi che gli si muovono in faccia. Si sente che qualcosa l’ha toccato. Non si sa se è troppo debole o troppo forte, insomma un uomo imprendibile. Comunque queste sono due persone che amo molto e che mi stanno facendo ritornare la parola America dalle profondità in cui si era inabissata. Dunque è un momento molto importante».E di McCain?
«Veramente McCain non l’ho nemmeno seguito perché mi sembra cha faccia parte del passato, di qualcosa che non va più. Comunque non voglio credere che vinca lui questa elezione. Agli americani importa quello che il mondo pensa di loro».
Quali progetti artistici hai per il futuro?
«Adesso mi piacerebbe chiudere con Dante nei tre regni e all’estero, perché le richieste all’estero sono più pressanti che in Italia, e se lo farò, come ti avevo già accennato, in America andrò solo a Los Angeles e New York, e poi il Canada. Poi abbiamo scelto anche Inghilterra, Argentina, Francia, Spagna e Germania.
Mi hanno chiesto di farlo persino la Siria e l’Egitto, il Giappone. Insomma, il giro durerà quattro mesi. È la prima volta che ne parlo di questi progetti e mi emoziona pure».Che bello, ma allora grazie della confidenza!
«Ma dopo di questo avrei voglia di fare un film comico, divertente, magari alla Johnny Stecchino. Comunque non ti so dire di che tipo. Però te l’ho detto».(Intervista pubblicata su Oggi7 il 13 luglio 2008)
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August 27th, 2008Dante, Divina Commedia, Libri, Roberto Benigni
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Dettagli del libro
Titolo: Il mio Dante.Autore: Roberto Benigni
Editore: Einaudi
Data di Pubblicazione: 17 ottobre 2008
Collana: Einaudi. Stile libero.
ISBN: 8806195034
Pagine: 145II nostro più amato e popolare attore comico legge e commenta il più grande poeta della letteratura Italiana. Uno dei pochi casi in cui cultura popolare e cultura alta possono trovare un punto di incontro per avvicinare il nostro massimo poeta ai lettori comuni e più giovani.
Benigni parla con la precisione dello studioso e con l’entusiasmo allegro di un cantastorie: parla di sibilanti sorde e sonore, di partiture toniche, di assonanze, di figure retoriche e di accenti. Ma anche della Bellezza e dell’Amore, di Politica e di Religione, di Dio e del Peccato.
Introduzione di Umberto Eco.
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July 6th, 2008Roberto Benigni, TuttoDantePubblichiamo l’articolo de Il Mattino di Padova con la cronaca delle prove generali di TuttoDante a Padova, che hanno avuto luogo nel tardo pomeriggio di domenica 22 giugno 2008, giorno precedente allo show del 23 giugno 2008.
Benigni è arrivato. Stasera lo show in Prato della Valle
PADOVA. Roberto Benigni è arrivato ieri pomeriggio e alle 17.40 si è presentato in Prato della Valle, dove oggi, alle 21, recita la “Divina Commedia”. Sebbene il sole fosse ancora alto e facesse ancora molto caldo, l’attore e regista toscano ha voluto salire sul palco e provare l’impianto acustico: «Uno, due, tre: prova, prova»; «tap-po, tap-po»; «zan-za-ra». […]
Le prove divertono da tappo a zanzara per un ristretto pubblico di turisti
*Di Claudio Baccarin - Il Mattino di Padova
La vita è proprio bella. Alle cinque del pomeriggio di una domenica d’inizio estate, in un Prato della Valle assolato al punto da sembrare l’anticamera… dell’inferno, può capitare perfino di ascoltare una voce che, incredibilmente, ricorda quella di un premio Oscar. Allucinazione dovuta al caldo o riproposizione di un dvd, a beneficio di pochi turisti, alla vigilia
della performance padovana dell’attore toscano? No, no, la voce che si sente è proprio la sua. Quella di Roberto Remigio Benigni da Castiglion Fiorentino, classe 1952. Alle 17.42 un’ammiraglia nera, targata Roma, scortata da un altro paio di veicoli, imbocca a velocità moderata l’unico lato nella lunga teoria di transenne che proteggono il palcoscenico, allestito nel lobo di Santa Giustina.
Il lettore-interprete-commentatore della Divina Commedia scende agilmente dal sedile posteriore stringendo, nella mano sinistra, una provvidenziale bottiglietta d’acqua minerale. Completo grigio, camicia nera, in piena forma, Benigni saluta con calore l’assistente che lo sta attendendo, insieme ad uno sparuto gruppo di collaboratori e di manovali. Pochi passi e il regista è sul palco, a godersi lo splendido panorama dell’Isola Memmia. Benigni può così immaginare la folla che stasera, a partire dalle ore 21, lo ascolterà recitare un canto del Paradiso. Gli astanti, nell’afoso pomeriggio, sono sì e no una dozzina. Inizia il test del microfono: «Sì, sì, sì, prova». «La cosa bella oggi è la freschezza» scherza l’attore, che nella sua performance dovrà misurarsi anche con il gran caldo. D’altra parte, attorno al palcoscenico, si vedono decine di bottigliette di acqua minerale.
La verifica continua: «Uno, due, tre: prova, prova». «A-B-C» scandisce l’interprete di Pinocchio e de La tigre e la neve. «Tap-po, tap-po» sillaba ancora Benigni, che forse ha sete. Altra parola chiave per testare l’acustica: «zan-za-ra, zan-za-ra». E c’è da sperare che anche i coleotteri stasera restino incantati ascoltando i versi del Sommo Poeta. «Grazie, arrivederci». La prova è finita, Benigni è soddisfatto e saluta l’accaldato uditorio. Qualcuno, nel frattempo, ha puntato il telefonino verso il palco per catturare l’immagine esclusiva. Il regista sparisce e s’infila nell’auto per raggiungere al più presto l’albergo e una bella stanza con l’aria condizionata. Strada facendo racconta che è tornato volentieri a Padova. La sua memoria di ferro gli fa ricordare che nella città di Sant’Antonio c’era già stato quasi trent’anni fa, nel 1980, al Palasport San Lazzaro, per la presentazione de Il Pap’occhio, il film diretto da Renzo Arbore che venne all’epoca sequestrato “per vilipendio alla religione cattolica e alla persona di Sua Santità il Papa”. Tornando al TuttoDante di stasera, va ricordato che lo spettacolo gratuito era stato originariamente previsto per venerdì 13 giugno, solennità di Sant’Antonio, e poi spostato a ieri sera. Successivamente la recita di un canto del Paradiso è stata rinviata a stasera per la concomitanza con la partita Spagna-Italia.
Avviato il 26 luglio 2006, in piazza Santa Croce a Firenze, il tour delle letture dantesche è proseguito l’anno passato da un capo all’altro della penisola (con tappa il 10 luglio 2007 a Villa Pisani di Stra).Stasera, come detto, Benigni, nominato Cavaliere di Gran Croce dal presidente Ciampi, fa tappa a Padova. Quale sarà il canto prescelto? Di sicuro saranno in tanti a rendere omaggio alla sua bravura. Proprio la divulgazione dantesca gli ha consentito di figurare tra i candidati al Nobel per la letteratura. In attesa di questo nuovo riconoscimento (dopo varie Lauree Honoris Causa) Benigni vanta già un asteroide (21662) intitolato a suo nome.
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*Il Mattino di Padova aveva indetto un “gioco”: Chi mettereste all’Inferno-Purgatorio-Paradiso? La nostra risposta è stata pubblicata sul giornale a margine dell’articolo sulle prove generali di TuttoDante:
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June 25th, 2008Roberto Benigni, TuttoDanteNoi e il nuovo striscione in prima fila in Prato della Valle a pochi minuti dall’inizio dello show di Roberto Benigni (foto pubblicata su Il Mattino di Padova il 24 giugno 2008).

Da sinistra: Marco Zanovello, Silvia Pittoni, Emily RicciardiPer leggere l’articolo completo de Il Mattino cliccate qui.
Lo striscione nella foto pubblicata da Il Gazzettino:
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June 25th, 2008Roberto Benigni, TuttoDanteLo staff di UnBenignidanobel.it era presente a Padova allo spettacolo di Roberto Benigni di lunedì 23 giugno 2008 (abbiamo avuto la fortuna di assistere anche alle prove di domenica 22 giugno 2008!)…
A breve saranno pubblicati tutti gli aggiornamenti sul sito…
Intanto cliccando qui potete vedere in esclusiva la Photogallery (in fase di aggiornamento) con tutte le foto di TuttoDante a Padova (scattate dalla prima fila sotto al palco!).
Se avete foto/video o qualsiasi materiale sullo show di Padova scrivete a unbenignidanobel@yahoo.it
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June 24th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante(Il Mattino di Padova, 24 giugno 2008)
Oltre cinquantamila persone davanti a un uomo solo, vestito di nero con una camicia bianca, un fazzoletto in mano per asciugarsi di tanto in tanto il sudore. Quaranta minuti a ruota libera su Padova, Zanonato e soprattutto tantissimo Berlusconi, tanto per non cambiare; quindi, il canto trentatreesimo del Paradiso di Dante fino alla fine.
Si fa vedere alle 21.18 Roberto Benigni, saltella come il suo Pinocchio, balla e saluta, prova a parlare al microfono ma non funziona, pochi secondi e il microfono va, mentre il pubblico applaude ancora: «Pensavo fosse una standing ovation, ma qui non ci sono neanche le sedie! Sindaco Zanonato, le sedie!», urla. E poi ci dà dentro con il dialetto veneto: «Ciao veci, come steo? Ghe voria na bea piova! Ciao Guizza, Cadoneghe, Abano! L’anno scorso son venuto a Padova e ho parlato male dell’opposizione, ora per par condicio parlerò male del governo».E infatti da Berlusconi a Bondi a Calderoli a La Russa è tutta una battuta (non sempre felici). Eccone qualcuna: «Silvio Berlusconi appena fa una legge capiamo subito che problemi ha. Per fortuna è tornato: mi ero inventato Dante perchè non avevo più battute»; «Abbiamo perso agli Europei con la Spagna. Loro avevano in tribuna il re Juan Carlos, noi Ignazio La Russa: si può vincere guardando quello?»; «Veltroni ha detto: ha vinto la Spagna? Sono contento, è una mia amica, canta bene»; «Bondi ha detto: non guarderò più Zorro»; «Quando guardo la partita, piuttosto che gridare Forza Italia grido Avanti Penisola».
Racconta dell’accoglienza ricevuta a Padova: «E magnate sta poenta e osei, mi fanno, e bevite sto spriss, e trovate na bea gnoca e va in leto!». Si sbaglia accennando al fatto che il Santo è alle sue spalle, e invece alle sue spalle c’è Santa Giustina. Poi apre un gustoso siparietto sul Sessantotto, il Sessantotto alla Casa del Popolo del suo paese toscano dove c’erano le Simca e le Prinz («vederle vicine era come incontrare oggi Calderoli e Bondi insieme), e dove c’era l’abitudine a bere il Vov (liquore all’uovo) per far capire che si era appena fatto del sesso.
Prima di passare a Dante, immagina una statua in Prato anche per Zanonato in bici e spara a zero su Albertino Mussato, letterato padovano «che ha scritto una tragedia che è una brutta scemenza e pensate che fecero a Padova una festa per incoronarlo sommo poeta e Dante niente. Dante che a Padova ha scritto il Paradiso!». Cita Galileo («un uomo che ha inventato la scienza: era a Padova») e saluta l’università (i tanti universitari gli rispondono con enfasi); cita Giotto che faceva i disegni belli e aveva i figli brutti («perché i disegni li faceva di giorno, i figli di notte»). Infine la lettura del Paradiso: il canto trentatreesimo che non aveva mai recitato prima.
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June 24th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante«A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ‘l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.»Queste le ultime parole che risuonano nell’aria, in un silenzio assoluto e quasi irreale. Poco dopo lunghi minuti di standing ovation, cinquantamila applausi che si fondono insieme ad intessere il giusto tributo per una magistrale lettura del capolavoro dantesco. E’ l’epilogo di una calda ma emozionante serata di cultura letteraria, con la splendida cornice di Prato della Valle a Padova a fare da sfondo alla declamazione degli immortali versi del più grande poeta di sempre, quel Dante Alighieri e la sua Comedìa: divina per denominazione ma anche per bellezza, esaltata dall’estasiato entusiasmo con cui ce la racconta Roberto Benigni.

Uno striscione in prima fila lo incalza con un “Grazie Maestro!”, e il comico toscano maestro lo è davvero per come si insinua agile e curioso nelle pieghe più imponderabili del XXXIII del Paradiso: l’ultimo canto dell’opera dantesca, gli estremi versi che tentano di tratteggiare l’insondabile mistero divino, le musicali rime che penetrano nell’anima aiutate dall’accorta guida di Benigni che riesce dove tanti insegnanti (veri) hanno fallito. Non è facile ottenere l’attenzione di migliaia di giovani per la spiegazione della visione dantesca di Dio, ma Benigni lo fa con uno stile vivo e appassionato che inebria lo spettatore e attira allo stesso tempo sia gli ammiratori storici del poeta fiorentino sia chi, magari per approcchi scolastici poco coinvolgenti, non si può definire un cultore della prima ora.
Giovani e anziani, bambini e famiglie, a decine di migliaia: impressionante vedere come non necessariamente uniti dalla fede (anzi!) fossero ugualmente catturati dai versi spiegati con “amore” e con una passione contagiosa che è propria solo di chi veramente ha saputo immedesimarsi nella logica sovrumana del testo poetico. Accomunati prima da una sensibile emozione nell’ascoltare di Dante e Beatrice, di San Bernardo e della Madonna, e infine della visione di Dio, cinquantamila bocche si sono rese silenziose tutto d’un tratto per assaporare una dopo l’altra le dolci terzine conclusive del Paradiso e della Divina Commedia tutta.
Grazie Roberto!(Articolo tratto da http://kobayashi.netsons.org/blog/ )
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March 29th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante
Roberto Benigni scrive a Dante. Una lettera di ringraziamento e per avvertirlo che gli stanno arrivando i soldi dei diritti d’autore, frutto della trionfale tournèe in giro per l’Italia. E stia attento a non farseli fregare da qualche mariuolo lassù in Purgatorio. La “Lettera a Dante” è l’inedito mini-show che Benigni offre ai suoi fans nel “Tutto Dante” uscito in questi giorni in dvd. Una produzione Melampo srl, distribuita dalla General Video del pratese Marco Duradoni.
Un’opera monumentale nel suo genere, visto che da qui al 20 giugno usciranno cinque cofanetti per un totale di quattordici dvd, degno epilogo di una tournèe che ha raccolto quasi un milione di spettatori in tutta Italia tra l’estate 2006 e il settembre 2007 e che ha raccolto successi clamorosi anche nelle tredici trasmissioni televisive (la prima serata fu seguita da quasi 11 milioni di spettatori).
Ma per l’edizione in dvd Benigni voleva dare qualcosa in più, oltre ai tredici canti dell’Inferno letti e commentati, all’ultimo canto della Divina Commedia (”L’Ultimo del Paradiso”) e a una sintesi di due ore dello spettacolo teatrale portato in giro a fianco delle letture dantesche. Così è nata questa “Lettera a Dante”, un filmato di una decina di minuti girato con la telecamera fissa che inquadra Benigni seduto a un tavolino di casa, tra una pianta e una lampada, con dei libri e un blocco di appunti davanti a sé.
Buona parte della lettera è occupata da un lungo e bellissimo elenco dei motivi della grandezza di Dante e della Commedia. Benigni li ha tratti dall’introduzione al Paradiso di Robert e Jean Hollander, due studiosi danteschi che tra pochi giorni saranno a Malta, dove Roberto Benigni riceverà una Laurea Honoris Causa. Robert Hollander è autore di una recente traduzione in inglese della Divina Commedia. E’ a lui («Ciao Bob…») che Benigni si rivolge per telefono all’inizio del video per avere l’indirizzo preciso di Dante: «All’attenzione del signor Durante Alighieri, detto Dante, Santa Montagna del Purgatorio, Prima cornice, Superbi».Sull’edizione in dvd di “Tutto Dante” c’è anche l’interesse del Ministero della Pubblica istruzione che vorrebbe utilizzare questo strumento per promuovere Dante e la letteratura nelle scuole.
Intanto Benigni, oltre a pensare al nuovo film, sta valutando come riprendere la tournèe fuori dai confini italiani, per rispondere ai tanti inviti ricevuti in questi mesi da varie parti del mondo, compresa un’affascinante ipotesi Broadway.
E l’avventura dantesca potrebbe non essere finita qui. Duradoni, patron della General Video, non esclude e anzi si augura che Benigni possa proseguire la sua esplorazione della Divina Commedia con altri canti. Magari solo in dvd.Paolo Toccafondi, il Tirreno (29 marzo 2008)
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December 31st, 2007Roberto Benigni, TuttoDante, VideoSiamo giunti alla fine del 2007, un anno che per noi ha significato molto…
Il 2007, come direbbe Roberto, è stato un anno SPETTACOLARE!
Per questo abbiamo creato un video di “fine anno”, in onore di Roberto e del tour italiano di TuttoDante… Ci è sembrato il modo migliore per celebrare un anno intenso e ricco di emozioni…
Buon anno a tutti! Che il 2008 possa portarvi tanta gioia e serenità… Vi auguriamo di realizzare tutti i vostri sogni!
Silvia, Mariangela, Loredana
Tags: Dante Alighieri, Divina Commedia,

























