Tag: "Tour mondiale"

TuttoDante è in scena a Francoforte

Terza tappa in terra Tedesca per il World Tour di Roberto Benigni.
Questa sera alle 20.00 TuttoDante sarà rappresentato all’Alte Oper di Frankfurt.
*Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

Roberto Benigni in TuttoDante a Colonia

Ringraziamo Frida Calvino per averci inviato questa recensione sullo spettacolo TuttoDante a Colonia di lunedì 20 febbraio 2009.

In una piacevole sarata a Colonia, mentre l’imponenza del Duomo fa capolino tra cavi, tralicci e strutture moderne di questa cittá in continuo movimento, ti capita anche di assistere ad un momento di assoluta poesia.
Di partecipare ad un raro evento con la sensazione di essere trasportato al di fuori di una realtá frenetica per ritrovarti in un mondo dove le parole hanno valore, dove il tuo cuore ancora palpita per il racconto di sentimenti che sembrano ormai sfuocati, dove riflettere ha ancora il suo spazio.

Ieri sera Roberto Benigni e Dante ci hanno regalato questo. Netta in me era l’impressione di vederli entrambi camminare sottobraccio, lungo il fiume Reno, intenti a scambiarsi opinioni, a raccontarsi piccoli episodi di vita. Perché quando si ascolta Dante attraverso Roberto, si intuisce lo straordinario legame che li unisce, che va al di lá del tempo e dei costumi.

E Roberto ieri sera non solo ci ha emozionato con il V Canto dell’Inferno ma ci ha fatto riflettere sulle nostre origini e da dove veniamo. Ha saltellato con le parole e la sua gestualitá dalla musica, alla pittura, dalla letteratura alla storia. Con tanto rispetto e delicatezza ha affrontato tutto ció di cui il mio Paese é stato la culla.
Questa é la lezione più importante che abbiamo avuto ieri: una lezione che mi ha resa più orgogliosa dell’Italia.

Grazie Roberto!


Frida Calvino


* Alcune foto di Roberto Benigni sul palco del Musical Dome di Colonia:
(© Photo Joerg Carstensen – Corbis)

Roberto Benigni: “Köln ist auch Italien”

Von Gesa Mayr, 21.04.09, 10:12h – Kölner Stadt-Anzeiger

Große Emotionen und Poesie von der Wiege der Kultur: Roberto Benigni war am Montagabend im Kölner Musicaldome. Zum Leidwesen seiner Zuschauer hieß sein Programm nicht “Tutto Italia”, sondern “Tutto Dante”.

Innenstadt – Auf einer Terrasse in der Abendsonne drängen sich elegante Gestalten, nippen an ihrem Prosecco und ziehen an ihren Zigaretten. Frauen in schwarzen Cocktailkleidern reden in schnellem Italienisch auf einander ein, während Männer im lässigen Abendlook sich Begrüßungen zurufen. Doch diese Szenerie spielt sich nicht etwa vor dem Opernhaus einer mittelgroßen italienischen Stadt ab, sondern in Köln vor dem Musicaldome. Anlass: Der italienische Komiker, Schauspieler und Regisseur Roberto Benigni präsentiert seine Erfolgsshow „Tutto Dante“.

Willkommen, willkommen, in Colonia, der nördlichsten Stadt Italiens.“ Roberto Benigni stolpert und springt in Don Camillo und Peppone-Manier auf die Bühne. Auf Deutsch begrüßt er das Publikum: „Fabelhaft hier zu sein, meine Freunde, wunderschön, alles klar.“ Das größtenteils italienische Publikum gluckst vor Freude. Doch dann ist genug deutsch geredet worden und Benigni beginnt seine Show – auf schnellem Italienisch. Eine Untertitel-Anzeige ist nirgendwo zu sehen.

Von Silvio Berlusconi, amtierendem Regierungsoberhaupt und Besitzer von so ziemlich allem in Italien, will er heute Abend nicht reden. Tut er dann natürlich doch. Dass dieser Viagra einwerfe, um mit den vielen Frauen mithalten zu können. Dass dieser im Parlament nicht mehr an seinem angestammten, rechten Platz zu finden sei. Und dass Italiens großer Schuldenberg wächst, während Signore Berlusconi zu den reichsten Männern Italiens gehört.

Doch sein Programm heute Abend heißt „Tutto Dante“, zu deutsch „Alles Dante“. Angelehnt an Dante Alighieries „Göttliche Komödie“ will Benigni das Meisterwerk des italienischen Poeten kommentieren. Keine leichte Kost also für den Entertainment-liebenden Zuschauer. Benigni geht beherzt an die Sache ran. Geduldig erklärt er dem Publikum Dante’s Welt aus Hölle, Bußkreisen, Paradies und Läuterungsbereichen. Man merkt, die Geschichte ist ihm wichtig. Mal verweilt er im zweiten Höllenkreis bei den Wollüstigen, mal macht er sich über Minotaurus lustig.

„Alles Dante“ – der Name ist tatsächlich Programm. Das scheint auch dem Publikum langsam klar zu werden, nachdem Benigni nach nur 20 Minuten Berlusconi-Läuterung zur Besprechung der „Commedia“ übergegangen ist.
Zum Schluss demonstriert Benigni, warum er wahrhaftig ein großer Rhetoriker und Schauspieler ist: Er zitiert den Originaltext mit einem solchen Gefühl, dass das Publikum vor Ehrfurcht den Atem anhält.
In Italien feierte Benignis Show Riesenerfolge, mit dem laut Programmheft nur der heißgeliebte Fußball („Calcio“) mithalten konnte. Über eine Million Zuschauer verfolgten die ausverkauften Spektakel live und noch mal zehn Millionen sahen die TV-Aufzeichnung auf RAI Uno. An diese Erfolge kann die Kölner Show wohl nicht anknüpfen. Doch die Italiener sind ja loyal. Zum Schluss gibt es Standing Ovations und einige Frauen wischen sich die Augen.

TuttoDante al Musical Dome di Colonia

Prosegue il tour Tedesco di TuttoDante. Questa sera Roberto Benigni sarà in scena al Musical Dome di Colonia (nella foto qui accanto si può notare il Musical Dome alla destra del Duomo di Colonia).
Roberto Benigni präsentiert seine Erfolgsshow „TuttoDante“. Inspiriert von Dante Alighieris „Göttlicher Komödie“ unternimmt Roberto Benigni in seiner „One Man Show“ eine 90 minütige Reise voller Poesie und Leidenschaft, gepaart mit einer guten Portion Ironie.

*Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

Sensazioni toscane da Monaco di Baviera

Pubblichiamo con piacere una bella riflessione che ci ha inviato M.Cristina Picciolini sullo spettacolo TuttoDante a Monaco di Baviera (16 aprile 2009).

“Benigni l’alchimista”.

Quando si parla di arte si parla di Storia, e quando si parla di storia in genere s’intende lo studio dei fatti. E cosi per essere aggiornati in maniera divertente e nello stesso momento in maniera “profonda” su come procede la storia della nostra cara Italia, eravamo tutti presenti, tedeschi compresi, il 16 Aprile alla sala della Philarmonia di Monaco per ascoltare il comico toscano Roberto Benigni, il quale non solo ci ha lasciato sorridere ma ci ha sorprendentemente illuminato, con uno sguardo all’indietro, concetti, valori e la contemporaneaità del passato, catapultandoci con un pizzico di saggezza in più, nel futuro.

Un impatto scenico che in maniera sopraffina ci ha lasciato immaginare per un momento, un Benigni “alchimista” nel silenzio delle quinte, trasformato in un laboratorio di ampolle, bilancino, spatole e tante pietre dai cromatismi incredibili, che se ne stava intento a macinare polveri finissime per la creazione del suo affresco, che ci avrebbe presentato in una lingua universale.
Un affesco che nel giro di 90 minuti si é creato, pezzetto per pezzetto davanti ai nostri occhi che qualche volta facevano fatica a seguirlo, per la velocità di espressioni miste di piacere, di dolore, di amore, e di presentazione di fatti reali agli occhi di tutti, ma sfuggenti allo spirito, spesso sopraffatto da materia calcarea.

Nelle sue parole quasi nessuna metafora ! Egli è stato chiaro e limpido proprio come Giotto lo fú, nel “pittare” con il pennello più sopraffino, il “Giudizio universale”.
Un espressivitá incredibile dove Benigni mescola e combina argomenti e fatti con la stessa astuzia e attenzione che usa l’artista per non “sporcare” i colori durante le mescolanze.
Un opera che più si scopriva e più emanava una luce fresca e schietta, tipicamente toscana.
Un Benigni di un dinamismo, che è sinonimo di libertá, di uomo libero e di libero pensatore, che avanza pensieri come l’onda del mare che viene spinta da un vento interiore fatto di passione e di sentimenti, che gli permettono di saltare gli ostacoli, per arrivare al podio più alto.

Un viaggio perfetto, di un uccello compatto, che sfida le leggi della fisica di un deltaplano, desideroso di trascinarci tutti quanti nella comprensione della lettura più ardua della letteratura italiana, la Divina Commedia.

Attraverso un tripudio di forme multicolori che compongono la celebrazione della grande tela umana dell’amore e della morte, Benigni recita il V canto dell’inferno di Dante mostrandoci il vero significato dell’amore che chiede pietá, illuminando per un attimo, il trionfo del bene sul male e della luce sulle tenebre.
L’incontro del poeta con Paolo e Francesca “morti per amore” ce li lascia incarnare in un rito-gioco che odora solo di commozione e di spontaneitá di bambini…

Una contaminazione, che con un sorriso ottimista è diventata dialogo, ardore, e ci ha toccato l’anima, incitandoci a lasciarsi trascinare da quell’energia speciale di cui siamo fatti, e alla quale dobbiamo chiedere qualche volta, solo un po’ di Silenzio, per lasciar ripiegare la mente su se stessa.

Come quella lezione speciale del professore di liceo, che abbiamo tutti desiderato, egli ci ha inviato segnali che non possono essere ignorati, piuttosto una suggestione a cui vale la pena di cedere, per vedere dove ci porterá !

Grazie Roberto, per averci mostrato il tuo affresco !

M.Cristina Picciolini
www.picciolini.de

Due commenti su Roberto Benigni a Ginevra

Pubblichiamo un commento sullo spettacolo di TuttoDante a Ginevra di sabato 18 aprile 2009 apparso su “Italians” di Beppe Severgnini (Il Corriere della Sera):

Caro Beppe,
mia moglie ed io siamo andati a vedere Benigni all’Arena di Ginevra, dove il comico ha tenuto il suo spettacolo “Tutto Dante” (di cui Michele Donolato ci ha riferito da Londra su “Italians”). Analogamente alla performance britannica, nonostante la locandina indicasse uno spettacolo “in italiano”, il comico ha recitato parzialmente in lingua francese ed il momento di maggior sorpresa è forse stato quando dalle gradinate uno spazientito spettatore ha interrotto chiedendo “più francese” mentre Benigni, effettivamente, stava parlando solo in italiano da alcuni minuti. Ma il comico ha saputo con esperienza trasformare la provocazione in un gesto d’affetto verso il pubblico, evitando un pericoloso effetto “stadio” tra italofoni e francofoni e continuando con sapienza ed ironia nella recitazione bilingue. Promosso con lode: uno spettacolo in italiano sarebbe un ghetto per italiani all’estero, ed uno unicamente in francese perderebbe in potenza espressiva e comicità. Ma ciò che vogliamo portare in cuore di questo spettacolo non è questa cronaca spicciola, o la schietta comicità, ma la superba abilità nel divulgare nel mondo la ricchezza culturale italiana e di proporre in modo affascinante e veritiero il contributo del cristianesimo e del medioevo nell’insuperabile poema dantesco. Come ha detto giustamente Benigni, Dante è così attuale che ci sta davanti, non dietro.

Cesare Zavalloni


(Roberto Benigni all’Arena di Genève, 18 aprile 2009 – Foto di Polly Mannall)

Benigni renvoie les cuistres à leur médiocrité.
Par Antoine Duplan – L’Hebdo

C’est le bouffon qui est entré en scène. Berlusconi, la Lega, le roi d’Italie en prennent pour leur grade au gré d’improvisations étourdissantes. Le public s’esclaffe, mais, déjà, le satiriste s’efface. Roberto Benigni se rapproche du lutrin où repose un extrait de La divine comédie et se livre à une magistrale explication de texte. Il fait revivre Didon et Enée, Sémiramis de Babylone, Lancelot et Guenièvre ainsi que d’autres damnés de l’amour… Pour finir, transfiguré, il récite le Canto V de l’Enfer. Sa voix est grave, ses mains volent comme celles d’un chef d’orchestre, dessinant des nuées d’étourneaux et soulignant la structure des tercets. Le dernier vers tombe, «comme tombe un cadavre». Transporté, le public se lève. Immense ovation. Le comédien a l’élégance de ne pas ajouter un mot pour laisser résonner le verbe de Dante.

Rencontre avec l’acteur Roberto Benigni au Journal de la Télévision Suisse

Rencontre avec l’acteur Roberto Benigni, qui sera samedi à l’Arena de Genève 17 avril 2009, 19:30 L’artiste s’attaque à un monument de la littérature avec le spectacle “TuttoDante”. Le talent et la drôlerie de Benigni réinventent ce monument littéraire italien. La critique et le public saluent un grand moment de théâtre.

Le «19:30» de vendredi dernier restera dans les annales de la TSR grâce à la rencontre du comique Roberto Benigni venu jouer «Tutto Dante» à l’Arena, et de son intervieweur, Darius Rochebin, dont le professionnalisme et le sang-froid ont été mis à rude épreuve.

Entrée en matière du comédien italien : «Je suis fasciné de vous! (…) C’est ma première fois avec vous à la télé suisse! Mais laissez-moi vous embrasser…»

Tout pouvait donc arriver pendant le JT mais le présentateur a réussi l’exploit de canaliser Benigni, enfin presque ! Le comédien et réalisateur a fini par prendre le pouvoir et présenté lui même la fin du journal en enlevant sa veste et son pull légué au journaliste pour sa “bravitude”.

Le piccolo diavolo chante Dante

Par Antoine Duplan – L’Hebdo

En récitant La divine comédie assortie de quelques commentaires sur l’actualité, le bouffon sublime remet la poésie au centre de la vie publique italienne. Rencontre avec un humaniste exubérant, bientôt en représentation à Genève.

La maman de Roberto Benigni ne savait pas lire. Mais elle respectait les grandes œuvres de la littérature italienne. Elle invoquait Pinocchio et La divine comédie pour ramener son diablotin de fils sur le droit chemin. Elle criait: «Attention Robertino! Si tu dis des mensonges, Dante t’emmènera en enfer. Et tu auras un grand nez comme Pinocchio.» Sommé de lire La divine comédie et, qui plus est, d’écrire quelque chose d’aussi bien que Dante, le garnement s’exécutait. Bien sûr, en allant se coucher, il avait un peu peur parce que les visions du poète sont impressionnantes. «Mais quand je me réveillais, j’étais très content d’être au monde, parce que Dante m’avait pris la main, conduit avec lui jusqu’au ciel. Parce qu’il m’avait dit que j’étais d’essence divine…»
Roberto Benigni n’a jamais abjuré les enseignements de la mamma. En 2002, il porte Pinocchio à l’écran. A la télévision et sur scène, il commence aussi à faire des lectures de La divine comédie, qu’il entrelarde d’improvisations hilarantes et de commentaires politiques cinglants.

L’amour du beau. La rencontre du piccolo diavolo et du sommo poeta a un impact énorme dans une Italie que le berlusconisme dessèche moralement, intellectuellement et spirituellement. Humaniste exubérant, Benigni catalyse les retrouvailles entre un peuple et son texte fondateur, ramène la poésie au milieu de la piazza.
Modeste, il buffo se contente de dire qu’il a mis sa «popularité au service de Dante». Les ventes de La divine comédie explosent. Les performances du comédien ont l’ampleur de concerts rock, 5000, 10 000 personnes dans un stade, qui hurlent «Roberto! Canto V! Canto XXXIII!» La police a même arrêté un voleur de voiture, livre à la main, en train de vérifier dans le premier cantique à quelle sauce les voleurs étaient mangés en enfer…
Portée par Benigni, l’œuvre sublime se diffuse dans toutes les couches de la société italienne, en dépit de son indéniable complexité: l’italien du XIVe siècle est abstrus, les références historiques, symboliques, théologiques viennent à manquer. «Mais il est très bon pour la santé de parler de choses incompréhensibles, rugit le comédien. Je remercie Dante d’avoir écrit quelque chose de difficile. Merci! Nous vivons dans un monde où tout est tellement frivole. Quelle est la capitale de la France? Paris! Oh, très bien, bravo! 20 000 euros pour vous! Alors, quand on rencontre quelque chose comme La divine comédie, on dit “merci beaucoup”.» Le succès de l’entreprise Tutto Dante déborde de l’Italie. Benigni exporte la parole du Poète en France, en Allemagne. En Espagne, en Russie, aux Etats-Unis… Dans les pays non italophones, il s’appuie sur des sous-titres, recourt à ce français traviatant ou à ce toscanglais qu’il maîtrise parfaitement. Il réserve toutefois l’italien pour évoquer le sacré, car cet accent «serait un peu blasphématoire pour parler de Dieu et de la Vierge Marie. En revanche, il s’accorde très bien avec des sujets plus vils, comme Berlusconi», rigole-t-il.

L’amour en enfer. Des trois chants qui composent La divine comédie, l’Enfer a toujours été le plus populaire. «Comme disait Mark Twain, je choisis le Paradis pour le climat; mais l’Enfer pour la compagnie… C’est plus intéressant. L’Enfer, qui pénètre très profondément dans la conscience humaine, est le plus célèbre des trois cantiques. Mais quand tu vois le Paradis… Mamma mia! Dante t’emmène voir Dieu. Il te dit que tu es Dieu, que nous sommes les dépositaires d’un destin immense! Après avoir lu La divine comédie, il n’est plus possible de regarder les hommes d’un œil distrait! Nous sommes un mystère! Un miracle!»
A Genève, Roberto Benigni va se concentrer sur le Chant V, qui parle de l’amour et de la luxure. Guidé par Virgile, Dante s’avance dans le premier cercle de l’Enfer. Il s’y confronte à la toute-puissance et à la terreur de l’amour. Il s’entretient avec deux «âmes haletantes» charriées par le vent mauvais: Francesca de Rimini et Paolo Malatesta, qui ont succombé aux feux de la passion et ont été transpercés d’un coup d’épée par le mari jaloux. «Nulle douleur n’est pire que de garder du temps heureux mémoire dans le malheur», explique la réprouvée au Poète qui se pâme de pitié.

L’amour des femmes. La modernité de Dante émerveille Benigni. Théologien et philosophe, activement engagé dans la vie publique, le poète florentin a tout inventé. La laïcité, puisqu’il voulait séparer l’Eglise et l’Etat. L’encyclopédie quelques siècles avant Montesquieu. La langue italienne. «Il a inventé la poésie et les instruments aussi. Il est comme un charpentier qui n’invente pas seulement la scie, mais aussi le bois!» Il a apporté la culture au peuple, il lui a proposé «la beauté et la béatitude éternelle. Dante ne dit pas comme au Moyen Age “Rappelle-toi que tu dois mourir”, mais plutôt “Rappelle-toi que tu dois vivre”…».

«Après, Dante, l’éros a changé dans le monde. Il a eu le courage inouï de mettre Béatrice, une femme réelle, la femme qu’il aime, à la droite de Dieu, à la droite de la Vierge Marie. Et c’est encore Béatrice qui le guide à travers les sphères célestes… Mais c’est une idée inconcevable!»
Les digues de l’enthousiasme cèdent. Dans ce petit salon d’un hôtel parisien, Benigni entre en transe: «Le premier nom cité dans La divine comédie est celui d’une femme, Sémiramis, reine de Babylone et grande luxurieuse. Toujours dans le Canto V, le premier monologue échoit à une femme. Tandis que Paolo reste muet, Francesca dit des choses sur l’amour d’une beauté irraggiungibile… Si, inaccessible! Hors d’atteinte! Et le dernier canto de l’œuvre, le 33e du Paradis, est dédié à la femme par excellence, la Vierge Marie! A une époque où les femmes étaient considérées comme des sorcières à brûler ou, dans le meilleur des cas, comme le repos du guerrier, Dante affirme que les femmes sont la Rose du Très-Haut, le sommet de la création! C’est un poème féministe!»

L’amour du prochain. Aujourd’hui encore, La divine comédie fait résonner à l’intérieur des athées matérialistes que nous sommes «une nostalgie, comme cette lutte éternelle de Jacob et de la divinité dans la Bible». Benigni s’exalte, le verbe dantesque l’illumine. Le bouffon sublime qui nous a fait rire aux larmes dans Le petit Diable, Il Mostro ou La vie est belle s’est mué en prédicateur de la transcendance poétique. Sa première arme, le rire, tue la peur. Et la poésie? «La poésie nous console. Elle promet moins que la philosophie, mais respecte davantage ses engagements.»
La divine comédie se termine sur l’idée que l’amour meut le monde. «L’amore che move il sole et l’altre stelle… C’est le dernier vers! Mais qu’est-ce qu’il a fait, Dante? Peut-on imaginer cadeau plus beau? Et fallait-il qu’il aime les hommes pour nous juger dignes de ce présent! Quand je récite La divine comédie, c’est un gaspillage de beauté. Toute cette beauté qui t’arrive dessus, comme une cascade, comme une pluie de beauté… La beauté nous sauvera! La poésie, elle est comme la mer. On peut vivre sans l’avoir jamais vue, mais c’est dommage. La poésie, de toute façon, elle est dans l’air. Nous avons La divine comédie en nous, pour l’éternité…»

Arena de Genève. Sa 18, 20 h.

“Roberto Benigni, le rire dans la peau”

Tribune de Genève – MAUD CARLUS | 07.04.2009 |

SPECTACLE | Le comédien et réalisateur italien se produit à l’Arena (Genève) le 18 avril pour son spectacle «TuttoDante».

Il vous a fait rire. Il vous a fait pleurer, avouez-le. Et puis bizarrement vous vous êtes mis à jeter des sorts avec les doigts, vous avez apostrophé toutes les femmes qui passaient avec un «Buongiorno principessa!» tout ça alors que vous vous débattiez avec une furieuse envie d’apprendre l’italien… Pas de doute, vous avez aimé La vie est belle. Douze ans après, le plus célèbre des trublions italiens, égal à lui-même, revient en fanfare avec TuttoDante, un one-man-show qui lui ressemble. 

Exubérant, volubile et burlesque, Roberto Benigni l’est sur scène comme à la ville. Il en fait des tonnes et on adore ça. Parler avec lui, c’est comme rencontrer Laurel, Hardy et Charlot réunis. Et pour cause. Le clown en lui est né il y a bien longtemps.

En novembre 1966, le jeune Roberto a 14 ans et étudie «dans une école pour devenir prêtre», à Florence. C’est à ce moment-là que de terribles inondations ravagent le cœur de la Toscane, le tirant au passage hors de son séminaire. «L’inondation m’a sauvé des eaux», plaisante-t-il.

Le rire, «étincelle divine»

Les inscriptions à l’école étant terminées, Roberto Benigni se fait engager dans un cirque, comme assistant du magicien. Là, tel Rabelais, il découvre toute la puissance de ce qui sera fondateur de son œuvre: le rire. «C’est une étincelle divine. Faire rire quelqu’un, c’est la plus belle émotion de ma vie. Depuis ce temps, j’ai envie de répéter cette émotion, encore et encore.»

En 1972, il monte sur scène pour la première fois en interprétant L’inno del corpo sciolto, chanson paillarde qui fera rire l’Italie entière. Il ne quittera alors plus les planches, jusqu’à sa rencontre avec Giuseppe Bertolucci en 1975, qui le projettera devant la caméra dans Berlinguer ti voglio bene (1977).

Il travaille par la suite avec des grands tels Costa Gavras (Clair de femme en 1979) ou encore Marco Ferreri (Pipicacadodo, en 1980), avant de se lancer dans la réalisation. En 1983 sort son premier film Tu mi Turbi, en quatre épisodes, bien reçu par le public et la critique.

Benigni s’impose très vite dans le registre comique, mais n’hésite pas à aborder des sujets sérieux, comme dans Johnny Stecchino, sorti en 1991, dans lequel il s’attaque à la mafia.

Vient ensuite la consécration internationale avec La vie est belle, en 1997, dans lequel il réussit la prouesse de traiter un sujet aussi délicat que l’Holocauste, avec une tendresse et un humour incroyables.

La mort derrière le clown

«Je me suis toujours souvenu des membres du cirque, qui, même épuisés, ne cessaient jamais de sourire. Ils ne laissaient rien paraître de leur fatigue. J’ai pris conscience que derrière chaque clown, il y a la mort», explique le réalisateur.

La mort, il la chahute encore dans Le tigre et la neige (2005), en incarnant un poète amoureux qui va jusqu’en Irak pour retrouver sa bien-aimée, faisant fi de la guerre qui sévit.

Mais Roberto ne s’arrête pas là et s’aventure sur la route du one-man-show avec TuttoDante , inspiré de la Divine Comédie de Dante Alighieri. Né sous le soleil grec en juin 2006, le spectacle mêle instants d’actualité, souvenirs cocasses et poésie. «Je pense que les gens ont besoin qu’on leur parle de choses belles et profondes, et Dante s’y prête très bien. C’est pour moi l’écrivain le plus moderne», raconte l’Italien. Et de conclure, «c’est un honneur pour moi de venir à Genève: je n’y ai jamais joué avant»!

Tutto Dante», de et avec Roberto Benigni, le 18 avril à 20h30, à l’Arena (Genève). Billets dans les réseaux Fnac et TicketCorner.

Bio express:
Roberto Benigni
27 octobre 1952: naissance à Castiglion Fiorentino, en Toscane.
1983: réalise son premier film, «Tu mi Turbi».
1997: «La Vita è bella».Le film remportera trois Oscars et le Grand Prix du jury du Festival de Cannes en 1998.
2002: «Pinocchio».
2006: début de la tournée de son spectacle «TuttoDante».
22 février 2008: reçoit un César d’honneur pour l’ensemble de sa carrière.

Stasera TuttoDante a Monaco di Baviera

Questa sera TuttoDante di Roberto Benigni sarà in scena, per la prima volta in Germania, al Philarmonie Gasteig di Monaco di Baviera.
*Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

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