Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    September 8th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

    Guarda il video di 15 minuti:
    Roberto Benigni all’Arena di Verona - Attualità e Berlusconi

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    September 8th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Diecimila al teatro per la chiusura del tour italiano del comico toscano. Protagonisti sul palco i versi dedicati a Ugolino. Applausi per una stoccata al premier

    VERONA - Una standing ovation di undicimila per il Dante di Benigni. Domenica sera all’Arena il comico toscano ha voluto regalare al pubblico di Verona l’ultimo spettacolo della mondiale tournée di Tutto Dante. L’artista si prenderà una pausa per il 2010 per la realizzazione del suo nuovo film e ha voluto chiudere alla grande il tour, in Arena, nella città dove Dante ha scritto il suo Paradiso. L’entrata, saltellante e festosa come sempre, sulle note della sigla di Nicola Piovani, ha dato il la alla prima parte dello show, esilarante, dedicata alla rilettura satirica delle notizie d’attualità.

    Le prime battute sono in dialetto veronese, poi il primo bersaglio è il sindaco Tosi (in prima fila) con cui Benigni dice di essere andato più volte a fare «massaggi speciali», prima che chiudessero l’esercizio… «è vero, è leghista, ma nessuno è perfetto», scherza il comico. Poi le frecciatine sono tutte per Silvio Berlusconi, che mirava a diventare papa, secondo l’acuta ironia del «toscanaccio», prendendo il nome di «papa Papi I». E ancora. «Ha venduto Kakà… ma ha comprato Feltri». Quasi un’ora da sganasciarsi dalla risate (Benigni ricorda più volta l’amore incondizionato per la città di Verona) e poi il cambio di luci indica che l’atmosfera si fa seria, e inizia l’esegesi dantesca. Protagonista il XXXIII canto dell’Inferno, quello dedicato ai traditori, quello ricordato in tutto il mondo per il Conte Ugolino. La spiegazione, verso per verso, terzina per terzina, ipnotizza il pubblico. La recitazione a memoria dell’intero canto, lo commuove. Sul saluto finale di Benigni tutto il pubblico dell’Arena si alza in piedi e applaude per una standing ovation di cinque minuti. Un commovente arrivederci a presto al comico toscano. L’Arena lo aspetta già.

    Francesco Verni (Corriere del Veneto, 07 settembre 2009)

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    September 7th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    L’EVENTO. OLTRE 10MILA SPETTATORI IERI SERA ALL’ARENA DI VERONA PER LA CONCLUSIONE DEL TOUR MONDIALE «TUTTODANTE»

    (Alessandra Galetto, L’Arena) - Quasi due spettacoli, giocato sulla più spericolata e trascinante vis comica e satirica il primo, sulla bellezza della poesia come forza creatrice il secondo. E, comune denominatore, la passione.
    Si è sviluppato lungo questi due filoni, un’apertura dedicata all’attualità politica impietosamente ritratta e quindi una trascinante lettura del penultimo canto dell’Inferno, il «Tutto Dante. Inferno XXXIII» di Roberto Benigni, tornato ieri sera a Verona in un’Arena affollata da oltre 10mila fan, a distanza di tre anni dalla sua ultima apparizione quando, in due serate consecutive, aveva catturato il pubblico con l’ultimo canto del «Paradiso» e con il V dell’«Inferno», con i versi dedicati a Paolo e Francesca. E anche ieri sera il mattatore toscano ha stregato il suo pubblico, cominciando a conquistarlo con un’apparizione «in dialetto».
    «Buonasera, butei e butele…bruti slandroni, voria strucarve tuti….», ha esordito Benigni, prima di salutare il sindaco Tosi con signora e il vescovo Zenti, seduti in prima fila. E proprio alle vicende veronesi il comico ha riservato qualche frecciata, a partire dal centro benessere a luci rosse di recente scoperto in Zai, prima di dedicarsi alla scena nazionale.
    E qui sono fioccate bordate per tutti: da Bossi a Calderoli, a Franceschini, al suo prediletto Silvio, che con i gossip estivi ha fornito all’ironia di Benigni un materiale inesauribile.
    «Berlusconi ora si è incattivito, è un periodo che querela, denuncia, è cattivo: si vede proprio che l’astinenza gli fa male». E ancora: «Ha venduto Kakà e comprato Feltri: che, sulle punizioni, è decisamente più terribile». «Berlusconi giura sui suoi figli e ha davanti le prova del fatto che sta mentendo. Ma allora di chi sono i figli di Berlusconi?». «Dice che dorme come un bambino. Infatti in questi giorni si sveglia ogni tre ore e piange». «Veronica, beata te che puoi divorziare!». «Abbiamo avuto Cesare il dittatore, Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore e ora Silvio il tromb…».
    Benigni salta, ride, scherza, mima, è un folletto che, come una molla, tiene il palcoscenico, narrandoci il film grottesco e irreale della nostra scena politica attuale.
    Ma poi arriva Dante: che - sembra volerci dire il «toscanaccio» - non è solo meraviglia e incanto di parole che inventano insieme una musica e un significato proprio in virtù della forza dei significanti, ma anche lente attraverso la quale poter meglio comprendere il nostro presente. Il canto del conte Ugolino, nell’appassionata lettura di Benigni, diventa il canto dell’inesorabilità del dolore umano e dell’abisso della colpa: seguire la sua spiegazione, così anti-accademica, così intrisa di umore personale, di partecipata commozione, è un viaggio straordinario nella grandezza della parola, quando questa è insieme «pensiero e amore», per usare le parole di Benigni stesso.
    Dopo due ore senza sosta, Benigni ringrazia Verona per l’affetto verso di lui, ma anche perchè proprio qui dante ha scritto una parte di quel «fantastico viaggio».

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    September 5th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    (Donatello Bellomo - L’Arena.it) - Non è facile parlare con un tipo che ha dieci lauree honoris causa e tre Oscar sul caminetto. Anche perché non se la tira, sotto sotto è sempre il Mario Cioni nato a Manciano la Misericordia, nella terra tosca che con la creta della mattezza ha saputo fare miracoli, dalla Cupola di Santa Maria del Fiore al «dare» i natali a Dante. Glielo premettiamo, a Roberto Benigni, che domenica prossima, 6 settembre, all’Arena di Verona, quasi giocherà in casa con il suo «TuttoDante.Inferno XXXIII», visto che il Ghibellin Fuggiasco proprio in riva all’Adige ha scritto un bel po’ dell’Inferno e il Paradiso della sua «Commedia».

    L’emozione del ritorno?
    Fortissima. Sto preparando come non mai il 33° Canto dell’Inferno, un “canto” dell’anima per quel luogo più volte straordinario, visto che anche Cacciaguida vanta sangue scaligero.
    Dovessi cercare un aggettivo, direi che l’attesa è “scintillante”. C’è qualcosa di diverso, sotto quel cielo. Sogno un appuntamento annuale, con Verona.

    Partiamo dall’ultima parola del Canto: “stelle”.
    Siamo nell’Inferno profondo, quello in cui si scontano ma senza remissione i peccati più gravi, dove Dante sonda la nostra natura più buia. Una volta, leggendolo, ho avuto la certezza che Dante mi guardasse dentro… sono stato tentato di telefonargli. No, è semplicemente immenso. Ogni volta mi svuota, mi spacca, mi sbalordisce coglierne l’attualità davanti a quest’odio tra fazioni senza rimozioni né componimento, questa ferocia verbale e non solo. Torno un attimo indietro: Verona. Leggendo “I due gentiluomini di Verona” e “Romeo e Giulietta” di Shakespeare mi sono ritrovato non in una selva oscura ma nella certezza di conoscerla, come se mille volte l’avessi girata a piedi, come se avessi ascoltato la gente parlare.

    Non è difficile, signor Benigni. La più grande storia d’amore proprio quella tra Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi, è ambientata “dentro queste mura”. Un legame inscindibile che neppure le fazioni dell’epoca, neanche la morte, riescono a spezzare.
    Certo. Invece, nel V Canto, Paolo e Francesca vivono per l’eternità la condanna del peccato, amanti in vita e in morte, avvinghiati l’una all’altro. L’ultimo Canto dell’Inferno è quello dell’incomunicabilità e dell’odio. Il conte Ugolino non sa parlare ai suoi figli; sa che l’odio che li ha condannati è ricaduto sopra di loro per causa sua. “La bocca sollevò dal fiero pasto…”. Cos’altro può eguagliare questo incipit? Nulla. Non è passato remoto, è l’oggi. E c’è ancora chi parla di Medioevo.No, tutto collima, con la puntualità di un cronometro. È il male che, a caduta, avvolge e uccide l’anima.

    La musica, sul pentagramma, è anche la battuta “silenziosa”.
    Infatti. Dopo l’ultima parola, ogni volta che ne ho proposto la lettura, scende un silenzio perfetto, tangibile, materiale, celestiale, divino. È il verbo del pensiero assoluto che innesca in me un fremito incontrollabile, forse anche pieno di spavento perché sono conscio sempre, di trovarmi, insieme al mio pubblico, al cospetto della bellezza. Dicevo del pensiero: non un pensiero debole, al contrario, un pensiero forte, difficile, quello dell’incanto e del mistero, dell’incognita totale. La parola non trova parole che la descrivano se non questa, “indicibile”, perché non la si può dire.

    Cosa avrebbero detto Luigi e Isolina, i suoi genitori, se qualcuno avesse descritto loro il figlio più piccolo, Roberto, che declama Dante?
    Di loro, che non ci sono più, trattengo i ricordi, grandi, senza tempo o quotidiani e piccoli. Anche Dante, certo, endecasillabi che uscivano così, dalle loro labbra, come se fosse naturale inserire il sommo poeta nella vita semplice di quei due grandi cuori.

    Isolina, sua madre. Pare che non abbia creduto che suo figlio Roberto abbia assistito con Papa Giovanni Paolo II alla proiezione de «La vita è bella».
    No che non ci ha creduto. Almeno il Papa…

    Pare che dopo questo spettacolo Lei voglia “chiudere” per un po’ con il Sommo Poeta.
    Vero. Mi ha accompagnato in giro per il mondo, nella sua universalità. Anche nei Paesi Arabi il miracolo della sua potenza si ricrea. Ma non è facile ed è molto faticoso. Vorrei tornare al cinema, ad una “commedia”, anch’io, in cui trasfondere la gioia che Dante mi ha donato. Non un film sull’Alighieri, non ci penso proprio. Ho il desiderio di rimettermi dietro la macchina da presa ma nessuna idea sul soggetto. Prima o poi mi verrà, basta aspettare.

    Dieci anni fa il trionfo all’Academy con «La vita è bella». Tre Oscar: miglior film straniero, miglior attore protagonista, migliore colonna sonora. Ci vuole coraggio a fare un film sull’Olocausto…
    L’Olocausto è stato l’industria del male, il capolavoro di Satana. Ho pensato ai bambini, a come potessero capire cos’è successo pochi decenni fa in Europa senza uscirne sconvolti. Mille volte mi è stato chiesto di girare un sequel de «La vita à bella” ma ho sempre rifiutato. È un capitolo chiuso.

    Cosa ha pensato quando l’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella la propose come senatore a vita?
    Mastella, quello che ha fatto cadere il governo Prodi? Ma dove l’hanno spedito? E chi se lo ricorda? Beh, che l’idea fosse venuta proprio a Mastella è strano. Ma questo è un paese strano.

    Insomma, non se lo prenderebbe in braccio, Mastella, come invece aveva fatto con l’allora segretario del PCI Enrico Berlinguer.
    Primo: Mastella è grande e grosso e non ce la farei mai. Secondo, Berlinguer era magro magro e simpatico, nonostante fosse un leader estremamente serio.E’ stato un gesto istintivo, quella foto ha fatto il giro del mondo.

    E ora chi prenderebbe in braccio dei leader del PD?
    Neanche Fassino è magro abbastanza. Magari a Verona prenderò in braccio il sindaco Tosi.

    Visto che la proposta della nomina a senatore a vita non l’ha sorpresa più di tanto, quando ha saputo che l’asteroide 21662 ora si chiama «21662 Benigni»?
    Una cosa spettacolare. Gira e non la vede nessuno ma c’è…

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    September 4th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

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    September 4th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    (EL PAIS, Miguel Mora) - Clamoroso éxito el jueves por la noche de Roberto Benigni (La vida es bella, El pequeño diablo, Johnny Palillo…) en la fiesta nacional del Partido Democrático (PD) de Génova. Ante 4.000 rendidos espectadores, el irreverente cómico toscano repasa de la A a la Z los escándalos de Papi, y no ahorra críticas al propio PD.

    “Ha hecho bien denunciando a La Repubblica, a L’Unità, dicen cosas verdaderas, ojalá fueran falsas, pero no, son verdaderas”, comienza diciendo. “¿Silvio pero por qué no me has invitado a las orgías? Todos desnudos, y pasan cosas extraordinarias, hay gente vestida de Papá Noel, hay quien hace el amor con una muñeca inflable, otros con las ovejas… Incluso Emilio Fede ha sido visto haciendo el amor con una oveja inflable”.

    Otra: “Silvio, yo no me ocupo de tus cosas privadas, de la crisis, de la Constitución, de la ética. Esos son hechos privados. Yo hablo de las cosas públicas, de las putas, de las chicas, de las escorts. En fin, Silvio, hay bastantes parados, ¿por qué no les regalas algunas escorts también a ellos…”.

    Begnini mezcla el bajo nivel de la actualidad italiana con la elevación de la poesía de Dante, el Quinto del Infierno, el de Paolo y Francesca, que habla de los lujuriosos. “Igual que tenemos a Fabio Massimo el temporizador, o a Alejandro Magno El Conquistador, ¡él quiere pasar a la historia como Silvio El Follador! Así que os lo digo yo: ¡bajo cuerda él ha pagado a las prostitutas para que hablaran! Quiere que todos conozcan su potencia sexual, tiene 73 años”.

    Y más: “De hecho, habéis visto la última querella… Se ha enfadado porque han escrito que tiene problemas de erección. Pero para demostrar que dice la verdad, tendrá que mostrarlo delante del juez, y os aseguro, yo que tengo los mismos problemas: delante del juez es dificilísimo tener una erección”.

    No faltan referencias a la noche de Patrizia D’Addario: “Hay grabaciones con fotografías, pero él lo niega, dice que no, que lo puede jurar sobre sus hijos. Pero, si jura en falso sobre la cabeza de sus hijos, hace falta preguntarse: ¿de quién son sus hijos?”.

    “Las preguntas de La Repubblica, dice, las habría respondido si hubiesen sido: ‘¿Cómo estás?’ ‘Bien’ ‘¿Qué haces mañana?’… Así, sí habría respondido”.

    Benigni recuerda las versiones contradictorias sobre la fiesta de cumpleaños de Noemi. “Primero dijo que el padre de Noemi era el chófer de Craxi; luego, que era el cocinero de Berlinguer. Oh, la satiriasis es la enfermedad más bonita que existe, ojalá me pasase a mí. Al principio él quería contar que tiene toda esa potencia sexual. Clinton lo negaba, él lo quiere contar. Luego a las escorts les convierte en concejalas, en parlamentarias europeas, no digo ya en ministras. Vete con las escorts, al final las pagamos nosotros. ¿Y por qué no las pagas tú, con todo el dinero que tienes?”.

    Luego satiriza sobre la libertad de prensa: “Ha vendido Kakà y ha fichado a Vittorio Feltri, que para las faltas (punizioni) es mucho mejor. Boffo ha tenido la solidaridad del Papa; Feltri la del Papi. Boffo ha dimitido vestido de humildad, Feltri no se ha ido”.

    Al final, llega la hora del PD: “Veltroni es rapidísimo, dura tres minutos, ducha incluida”. “Hemos batido un récord del mundo, hemos perdido cuatro millones de votos, ahora debemos ponernos el objetivo de no bajar del 2%”

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    August 2nd, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Giovedì 30 luglio con il Corriere del Veneto – Corriere di Verona è uscito uno speciale di otto pagine dedicato a TuttoDante con un’intervista esclusiva a Roberto Benigni che, a ruota libera, racconta lo spettacolo areniano, l’amore per la Divina Commedia, e scherza con la sua inconfondibile verve sulla classe politica italiana con tanto di invito in Arena per Berlusconi.

    Nelle otto pagine dello speciale am­pio spazio è dedicato al rapporto di Be­nigni e Dante e al lungo percorso che ha portato l’esegesi dantesca dell’atto­re di Vergaio dalle aule magne univer­sitarie alla tournée mondiale.

    Un grazie alla redazione de Il Corriere del Veneto per aver pubblicato, nell’inserto di 8 pagine dedicato a Roberto Benigni, un articolo dal titolo “Un Nobel per Benigni“, citando il sito www.unbenignidanobel.it.
    Festeggiamo così anche i 2 anni del sito che è stato creato il 31 luglio 2007!

    Clicca qui per visualizzare il PDF della pag. 12 del Corriere di Verona di giovedì 30 luglio 2009.

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    July 2nd, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

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    July 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    MADRID, 30 de Junio - TuttoDante en los Jardines de Sabatini
    (Credit photo: Flickr Marr)

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    June 30th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    MADRID, 29 Jun. - El más conspicuo iconoclasta de la escena italiana, Roberto Benigni, escaló en 1999 por las butacas para recoger sus Óscar por La vida es bella. Con ello creció su fama, pero ha sido su “cruzada” con Dante y su Divina Comedia por los teatros de todo el mundo la que le ha convertido en una especie de “héroe nacional”.

    Benigni debía llegar ayer a Madrid para presentar Tutto Dante, el monólogo que ya han visto más de un millón de italianos en directo y otros 10 por televisión, pero canceló el encuentro con la prensa por “problemas con su vuelo”.

    A pesar de ello, hoy abrirá los Veranos de la Villa en los Jardines de Sabatini, según ha asegurado la Concejalía de las Artes del Ayuntamiento.

    El teatro romano de Petras, (Grecia) fue hace tres años el escenario elegido por Benigni para recitar uno de los cantos del Infierno de La Divina Comedia, escrita por el florentino Dante Aligheri (1265-1321).

    El éxito que logró le animó a construir un monólogo que llamó Tutto Dante. Benigni decidió enrolarse en una gira por Italia, Europa, Estados Unidos, Canadá y Argentina.

    Dante Alighieri es, sostiene, un “gigante” y su “Divina Comedia”, la “más bella de todas las obras escritas jamás”, la del “eterno presente”, pero antes de que comience a explicar con una rara pedagogía por qué, por ejemplo, el escritor elige en decasílabos para su canto 33, no puede evitar “repasar” las noticias que protagoniza “casi cada dos horas” Berlusconi.

    Así, sus shows no tienen otra otra música que su voz -no tienen subtitulación pues nunca sabe qué dirá- ni otra escenografía que su propia persona brincando y gesticulando.

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    June 29th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    ENTREVISTA: ROBERTO BENIGNI Cómico

    JOSEBA ELOLA - Madrid - EL PAÍS - 29/06/2009

    La abuela de Benigni caminaba por las calles de Misericordia, el pueblo de la Toscana en que nació el cómico italiano hace 57 años, con una pistola en un bolsillo y la Divina comedia en el otro. De modo que Dante Alighieri, Il sumo poeta, y su obra magna estuvieron presentes en la vida del cineasta y cómico italiano desde su más tierna infancia. Roberto Benigni se presenta el martes (y durante tres noches) en Madrid con el espectáculo, TuttoDante. Un monólogo en el que el director y protagonista del filme La vida es bella, bufón genial, heredero de la tradición de Dario Fo, recita versos del V Canto del Infierno de la Divina Comedia -subtitulados- y los aliña con chistes (en italiano) sobre temas de actualidad.

    “¡Estoy muy contento de hablar con el periódico que ha publicado las fotos de mi primer ministro. ¡Já! ¡Les voy a mandar a ustedes mis fotos privadas también!”, exclama, eufórico, entre risas, para dar comienzo a esta entrevista telefónica. “Conozco a todas las chicas de Villa Certosa, estuve allí con Silvio Berlusconi. ¡Menos mal que no han seguido publicando fotos, hubieran acabado saliendo las mías!”. Por momentos parece que el histrión fuera capaz de desafiar las leyes de la física para aparecerse entre las rendijas del auricular telefónico.

    Pregunta. La verdad es que Berlusconi es un buen personaje para una película, ¿no?

    Respuesta. ¡Oh, Dios, es perfecto! Es el más grande, es el mayor clown. Yo he tenido que ponerme a recitar la Divina comedia porque no puedo competir con él, es el más grande, ¡el más grande! Con Berlusconi tengo mucha suerte: basta con repetir lo que dice para tener un espectáculo redondo.

    P. Usted lleva años recitando a Dante, pero, ¿recuerda la primera vez que leyó sus versos?

    R. ¡Claro! Era pequeño, tenía unos 12 años. Mi madre me decía: “Tienes que aprenderte los versos de Dante de memoria”. ¡Para mí, Dante era Dios! Mi abuelo y mi abuela conocían sus versos, los recitaban en casa. Mi abuela era una mujer revolucionaria, andaba por la calle con una pistola en un bolsillo y la Divina comedia en el otro.

    P. ¿Una pistola?

    R. Eran tiempos peligrosos, estaba sola, mi abuelo estaba en la guerra. Fue una mujer legendaria en la familia. Dante es el poeta. Y la Divina comedia, una enciclopedia. Al principio no entendía nada, y tenía que repetir los versos en voz alta, como si fueran música. La Divina comedia es música clásica y moderna, una mezcla de Beethoven y Jimi Hendrix… [crescendo a lo Benigni]. ¡Como los Bee Gees y Bach, juntos! ¡Como Puccini y Duke Ellington!

    P. Poco después de rodar con Fellini La voce della luna, en 1989, dijo usted: “La improvisación es una ciencia exacta, como las matemáticas” ¿Improvisa en este espectáculo? ¿Cuál es el axioma de esa ciencia exacta?

    R. Necesito por lo menos un mes para preparar una buena improvisación. No se puede improvisar, si improvisas puedes volar alto, pero puedes estrellarte; hay que preparar las improvisaciones, ése es el oxímoron, la contradicción… En el escenario dejo siempre puertas abiertas, y cualquier cosa que ocurra en ese momento o que haya ocurrido el día anterior me vale. ¡Cómo voy a dejar fuera a Berlusconi, da noticias cada dos horas!

    P. La inocencia define en gran medida la esencia de los personajes que interpreta, desde el Guido de La vida es bella al poeta de El tigre y la nieve, o incluso el italiano de Bajo el peso de la ley, de Jim Jarmush. ¿Consigue usted mantener una cierta inocencia?

    R. No sé si logro mantener mi inocencia. Yo creo en los milagros, la vida es un milagro, y mantengo el estupor, el estupor es el principio del arte. Cuando eres inocente puedes decir lo que quieras, como un niño, puedes volar.


    Benigni intervistato da El Pais: “Il vero clown in Italia è Berlusconi, basta ripetere quello che dice lui e come comico si ottiene un grandissimo successo”

    Contentissimo di essere intervistato dal giornale spagnolo che ha pubblicato le famose fotografie di Berlusconi e dei suoi ospiti a Villa Certosa, Roberto Benigni lo definisce «il più grande clown che ci sia». Il grande comico toscano si diverte a rispondere alle domande, scherzando sul fatto che ci sono anche foto sue a villa Certosa. «Io mi sono messo a recitare la Divina Commedia -dice a El Pais- perchè sulla scena comica c’era già Berlusconi e io non potevo mettermi a competere con uno così bravo. Sono molto fortunato che ci sia lui in Italia. Basta ripetere quello che dice lui e come comico si ottiene un grandissimo successo».

    «Conosco tutte le ragazze di villa Certosa - scherza poi Benigni - , ero lì insieme a Berlusconi. E meno male che non hanno continuato a pubblicare le fotografie, altrimenti sarebbero uscite pure le mie!». Il comico loda quindi il quotidiano spagnolo, il primo a far uscire le foto di Antonello Zappadu: «Sono molto contento di parlare con il quotidiano che ha pubblicato gli scatti del mio primo ministro. Vi voglio mandare anche io le mie foto private!».

    Al giornale spagnolo Benigni racconta anche più seriamente del suo impegno a recitare e commentare tutta la Divina Commedia. «Lo credo che la so a memoria, mio nonna e mio nonno -racconta- recitavano continuamente Dante in casa». Alla domanda se è vero che una volta aveva definito l’improvvisazione sulla scena una scienza esatta, Benigni ha risposto che gli ci vuole un mese per preparare una improvvisazione perfetta.

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    June 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    TuttoDante al Teatro Gran Rex di Buenos Aires, mercoledì 17 giugno 2009

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    CULTURA: L’OSS. ROMANO, BENIGNI HA COLTO LO SPIRITO DI DANTE E LA PRESENZA DI CRISTO

    (ASCA) - Citta’ del Vaticano, 24 giu - Anche l’Osservatore Romano plaude alle ‘lecturae Dantis’ di Roberto Benigni. Lo fa recensendo nell’edizione odierna ”Il mio Dante”, pubblicato nel 2008 da Einaudi. ”L’ampio successo di critica e di pubblico registrato dalle letture dantesche realizzate dal comico toscano - scrive Marco Tibaldi -, come direbbe Paul Ricoeur ‘danno a pensare”’.
    Per il quotidiano della Santa Sede, con Dante, come con il film ‘La vita e’ bella’, ”il principale merito di Benigni e’ di esser riuscito a divulgare a una quantita’ enorme di persone temi e messaggi impegnativi e ardui da trattare”.

    ”Una delle ragioni di tanto successo - prosegue la recensione - e’ nello stile comunicativo adottato, che si riallaccia, con le opportune personalizzazioni, al filone antico dei giullari, dei norren della tradizione nordica”. E a questo proposito, Tibaldi sottolinea come ”la forza e le ambiguita’ del fenomeno tutto umano del ridere si trovano esemplarmente all’inizio stesso dell’esperienza della fede, come la storia di Abramo e Sara ci ricorda”. ”Cio’ che e’ decisivo - prosegue - e’ allora, per cosi’ dire, la qualita’ del riso che viene suscitata dal comico. Ci puo’ essere, infatti, un riso irriverente e sarcastico, un riso di sfiducia e incredulita’, ma anche un riso che nasce dalla gioia e, cosa ancora piu’ tremenda e sublime, un riso che nasce dalla o nella sofferenza. Benigni sa muoversi con maestria all’interno di questa vasta gamma dei significati del ridere, ma colpisce nel segno quando riesce nell’ultima e piu’ impegnativa impresa: parlare con il sorriso della sofferenza. Cosi’ e’ stato per La vita e’ bella e cosi’ e’ stato anche per Dante”.

    Per Tibaldi, cio’ che Benigni e’ riuscito a fare, con l’enorme successo di critica e di pubblico delle lezioni dantesche, ”e’ l’aver reso presente lo spirito” della Divina commedia, in cui si trova ”praticamente tutto”, ovvero ”tutto cio’ che serve realmente: un cammino di redenzione per uscire dalla morte e incontrare la vita vera”. Facendosi ascoltare su ”temi impegnativi quanto decisivi come la redenzione, il peccato, la vita eterna”, Benigni ha saputo mostrare ”come la bellezza di Dio, il fascino della vita eterna, la possibilita’ dell’incontro definitivo con il Creatore della vita, covino anche nel cuore del disincantato uomo dei nostri tempi”. Tutto cio’, grazie alla sua capacita’ di ”parlare con il sorriso della sofferenza”.

    Ma il recensore dell’Osservatore Romano non si ferma qui, e aggiunge che ”il successo della proposta di Benigni risiede in ultimo anche da una certa inflessione cristologica del suo raccontare”. ”L’attore - spiega - ha ben presente il sostrato biblico della Commedia, come piu’ volte ricorda nel suo saggio… Ma la vera intonazione cristologica viene, ancora una volta, da quel sorriso con cui Benigni, sulla scia di Dante, ci sa raccontare tutto questo, quel sorriso che paradossalmente molti artisti antichi e contemporanei hanno posto proprio sulle labbra del Gesu’ morente in croce, piccolo ma sconvolgente segnale dell’imminente risurrezione”.


    Mercoledi 24 Giugno 2009 - L’OSSERVATORE ROMANO: BENIGNI E LA “NOSTALGIA DELL’ETERNO”
    “Ci sono delle persone che dicono che tutto è brutto senza possibilità di riscatto, e a me non piacciono per niente; ce ne sono delle altre che dicono che tutto è brutto, ma riescono lo stesso a farci vedere la bellezza in mezzo a tanto buio. Sono le mie preferite, e Dante è tra queste, perché nonostante il malessere che lo angosciava amava la vita”. Roberto Benigni descrive così Dante, nel libro “Il mio Dante”, recensito da Marco Tibaldi sull’Osservatore Romano. Scrive Benigni: “La Divina Commedia è un pianeta sconosciuto dove troviamo cose che riguardano noi. E bisogna che andiamo a vedere nel nostro passato, proprio come fa Dante, che rientra nella sua vita”. Per Tibaldi, ciò che Benigni è riuscito a fare, con l’enorme successo di critica e di pubblico delle lezioni dantesche, “è l’aver reso presente lo spirito” della Divina commedia, in cui si trova “praticamente tutto”, ovvero tutto ciò che serve realmente: “un cammino di redenzione per uscire dalla morte e incontrare la vita vera”. Facendosi ascoltare su “temi impegnativi quanto decisivi come la redenzione, il peccato, la vita eterna”, Benigni ha saputo mostrare “come la bellezza di Dio, il fascino della vita eterna, la possibilità dell’incontro definitivo con il Creatore della vita, covino anche nel cuore del disincantato uomo dei nostri tempi”. Tutto ciò, grazie alla sua capacità di “parlare con il sorriso della sofferenza”.

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    Pubblichiamo il resoconto di Lucas Esandi, nostro collaboratore dall’Argentina, grande appassionato di Dante e Benigni, che ha assistito allo spettacolo di TuttoDante a Buenos Aires mercoledì 17 giugno 2009 [Leggi il primo articolo che ha scritto Lucas per noi].

    Suona la musica e aspettiamo con ansia Roberto, suona finchè finalmente appare sul palcoscenico e il Gran Rex esplode di applausi e di emozione per vedere lui per la prima volta, lui che ci fa tanto bene col suo ottimismo che contagia perfino al peggiore dei pessimisti. Ed è gioia essere lì. Ci si sente nell’aria. Tutti sorridono e nell’atmosfera c’è qualcosa di speciale, siamo tutti felici e così inizia lo spettacolo.

    La prima ora è stata di umorismo e la seconda sul V dell’Inferno. E poi, ci ha elogiato all’Argentina nei confronti del nostro calcio, della nostra mitologia e sopratutto di Borges. Ha spiegato che è il suo dantista preferito –anche uno dei suoi scrittori preferiti-, e poi, alcune cose che dice sulla Commedia sono cose dette da Borges in un libro chiamato Nueve ensayos dantescos (Nove saggi danteschi) e poi nel testo “La divina comedia” in Siete noches (Sette notti). Anche se dalla maniera in cui lo fa Roberto, Borges non l’avrebbe fatto mai, il suo stile era un altro.

    E poi, non si referisce solo a lui. Io, non so se questo va detto, ma lo voglio dire: è da notare le citazioni che fa delle Sacre Scritture, le conosce bene e le ha lette tutte. Nella nostra serata ne ha fatte tante: quella in cui Gesù guarisce la suocera di Pietro per mangiare e per spiegarci che Gesù voleva bene al suo corpo, e sempre ci teneva al cibo e anche al vino, perché dice di non aver trovato passaggio in cui il Signore beva acqua, è sempre vino; la moltiplicazione dei pani e dei pesci; l’episodio in cui una donna tocca il mantello di Gesù e pensa che basterà così perché lo ama e c’è una forza che esce da Gesù, e tutto per spiegare il verso memorabile:
    Amor ch’a nullo amato amar perdona

    È una idea nota per noi, Benigni spesso dice: «Nessun amore è sprecato» L’amore ci torna indietro in ugual misura; l’annuciazione alla Vergine Maria, e vorrei sottolineare, con un umore inaudito, perché ci diceva che siamo qui per il sì di una donna, e che perfino Dio ha lasciato Maria decidere per il nostro libero arbitrio, e che aveva tanta paura che mandò un suo amico, l’arcangelo Gabriele verso Maria… “scusa Maria, c’è un mio amico che ti vuole bene…” E al momento in cui diceva questo tutti ridevano. Splendido! Raccontava il momento dell’annunciazione con un umorismo, ripeto, inaudito e gioioso che ci rendeva a tutti felici per ricordare quel momento importantissimo nella storia dell’Umanità; e poi l’episodio della lotta di Giacobbe con Dio, per dirci quant’è difficile la vita a volte, e come ci dobbiamo sforzare come lui per sfiorare il divino, per trascendere alle stelle –ad astra per aspera, dirà un motivo latino-, per affrontare il mistero della vita.
    E non solo conosce bene le Sacre Scritture, sennò anche altri testi di Sant’Agostino, di Santo Tommaso d’Aquino, ecc. Sa la storia della Chiesa Cattolica molto bene.
    Poi ha detto i doni della cultura italiana al mondo e il valore dei pensatori del sud italiano.

    Oltre all’umorismo della prima ora, nella seconda si è permesso di dire alcune cose con umorismo anche se raccontava Dante. Ebbene, l’umorismo è sempre in tutti i suoi spettacoli. Benigni, il tuo nome è umorismo.
    Personalmente sono contento perché nel programma che consegnavano nel Teatro c’era la lettera di Roberto a Dante con la traduzione che io ho fatto in spagnolo.
    Non mi hanno chiesto di usarla, ma sta bene così.
    Ho contribuito umilmente dall’anonimato a Tutto Dante. A spandere il vento della felicità che ci voleva soffiare Roberto, come aveva detto nei giorni prima.
    E vi posso assicurare che ha soffiato perché il vento soffia ove egli vuole. Nel suo nome ci siamo riuniti.
    C’è stata quella Bellezza accecante. Dante c’è stato in Argentina. E noi siamo stati lui nel sentire la bellezza del verso nel nostro orecchio. Ne saremo grati sempre.

    Un abbraccio forte,

    Lucas Esandi
    Il Blog di Lucas: “Mientras Tanto”
    Facebook di Lucas Esandi

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    June 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Admirable mezcla entre lo sacro y lo profano

    Domingo 21 de junio de 2009 | Publicado en LA NACION

    TuttoDante, espectáculo unipersonal creado, interpretado y dirigido por Roberto Benigni. En el Gran Rex.
    Nuestra opinión: excelente

    Conocemos de sobra al Roberto Benigni que aparece en el enorme escenario del Gran Rex con movimientos de clown y esa sonrisa exuberante que contagia hilaridad sin necesidad de decir palabra. Una multitud lo ovaciona y festeja por anticipado la catarata de chistes, bromas y observaciones filosas que está por llegar.

    Casi dos horas después, otro aplauso estruendoso despide al Benigni que casi no conocíamos. El que acaba de recitar, completo, el quinto canto del Infierno de La Divina Comedia con unción, entrega y admirable compromiso, y se despide ahora casi extenuado, circunspecto, con el rostro serio, dejando la sensación de haber entregado algo muy profundo e intenso.

    La fidelidad de Benigni hacia la letra y el espíritu de Dante Alighieri es tan intensa como la osadía de recrearlo con tanto vuelo. Estamos frente al más fervoroso devoto en el siglo XXI de un autor medieval y de su obra magna, a la que recurre como antídoto y consuelo en estos tiempos tan vacíos de espiritualidad.

    Por todo eso, el debut de Benigni en Buenos Aires tuvo ribetes excepcionales. Sabemos que es un artista múltiple y que pocos pueden, como él, sostener desde su magra contextura (que se va agigantando con los minutos) casi dos horas de soledad sobre un escenario inmenso, apenas acompañado por un atril y un austero juego de luces. Pero la sustancia del espectáculo sobre Dante que cerró en Buenos Aires una fecunda travesía por todo el mundo, dejó al descubierto que al Benigni conocido habrá que agregarle un nuevo atributo: su enorme condición teatral.

    Con el torbellino verbal de un Enrique Pinti encerrado en un cuerpo similar al de Woody Allen, Benigni dispara al comienzo mil y un comentarios ácidos y desopilantes sobre la Italia de Berlusconi, en la tradición de los mejores shows de stand up . Sazona con algunas expresiones en español un espectáculo que seguramente sólo disfrutarán y entenderán a pleno quienes conocen bien la lengua italiana -no en vano identificada como la lengua del Dante-, pero aun quienes no están familiarizados con ese idioma perciben el modo sutil, casi imperceptible y genuinamente teatral con el que Benigni pasa del monólogo cómico a una verdadera clase magistral sobre la Divina Comedia .

    Aquí, el artista se convierte casi en un erudito. Con admirable espíritu didáctico recorre casi toda la historia de Italia, sus aportes a la cultura y a la civilización occidental, y nos contagia desde el conocimiento profundo de la época, de las lecturas de los clásicos y del idioma italiano su devoción hacia Alighieri. Los versos, traducidos al español con subtítulos durante la explicación, cobrarán vuelo al final, cuando Benigni recite completo ese quinto canto. En él conviven maravillosamente lo profano y lo sacro.

    Marcelo Stiletano

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    June 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    Ora gli è preso questa storia con queste donne. Chi gliela dà tutta questa energia? Sua moglie Veronica ha scritto al giornale, ‘curatelo sta male, state attenti’: a me sembra stia troppo bene, a 73 anni va con cinque donne al giorno…“. Berlusconi e le donne è stato il tema della prima parte dello spettacolo TuttoDante con il quale Roberto Benigni ha chiuso al Gran Rex di Buenos Aires la tappa americana della sua tournée. “E poi c’è questa ragazzina di 18 anni, una storia incredibile, l’hanno fotografato alla festa del compleanno quando compiva 18 anni, ma lui la conosceva da prima. Tutti hanno chiesto: ‘ma perchè è andato alla festa del compleanno fotografato con lei sorridente’? Io so perchè: perchè lui è proprio arrapato. Come si dice arrapato in spagnolo?“. E ancora: “Ora è uscita un’altra storia di una ragazza di Bari. Tutti i giorni ci sono tre-quattro donne che dicono di aver fatto l’amore con Berlusconi. Ci si chiede, ma come mai parlano? È lui che le fa parlare, ci tiene a far sapere“.

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    June 19th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    BENIGNI EN ARGENTINA, SHOW SOBRE DANTE

    BUENOS AIRES, 18 (ANSA) - Roberto Benigni dio en Buenos Aires el único espectáculo en América Latina de su gira internacional centrada en la “Divina Comedia” de Dante.
    El actor, director y cómico toscano entró al escenario del teatro Gran Rex de la capital argentina el miércoles por la noche pegando saltitos, aclamado por el público, en gran parte italianos o ítalo-argentinos, visto que Benigni no habla castellano, pese a que de a ratos incluyó algunas frases en ese idioma.
    Antes de pasar al tema central del espectáculo, cuyo título es “TuttoDante”, el creador de “La vita e’ bella” pasó a explicar algunas estrofas claves de la “Divina Comedia”, ayudado por un sistema de traducción al español proyectada sobre una pantalla a sus espaldas.
    Como hace ya desde años, el gran intérprete italiano describió, sin dejar de lado del todo la comicidad, la actualidad de la “Divina Comedia”, con explicaciones complejas pero comprensibles (aunque ame decir “yo no soy un profesor”) sobre la poesía y los grandes temas del “mondo dantesco”: la mujer, el amor, Dios, el cuerpo humano, el alma.

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    June 17th, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni

    El actor italiano de la “La vida es bella” fue homenajeado en la Legislatura porteña en un acto celebrado en el Salón Dorado. La iniciativa perteneció a la Diputada Luciana Blasco (PRO).

    En un acto realizado hoy por la tarde en el Salón Dorado del Palacio legislativo, el reconocido actor italiano, Roberto Benigni fue distinguido como “Huésped de Honor” de la Ciudad de Buenos Aires.

    Del evento participaron el Vicepresidente Primero de la Legislatura, Diego Santilli y los legisladores/as Oscar Moscariello, Luciana Blasco, Marta Varela, Roberto Destéfano, Patricio Di Stéfano (PRO), Facundo Di Filippo (Coalición Cívica), Inés Urdapilleta (FPV) y Gabriela Alegre (Diálogo por Buenos Aires).

    Santilli recordó “el mensaje que logró plasmar en su película La vida es bella. Una obra en la que en medio del horror más absoluto, un padre logra darle a su hijo ilusiones, esperanza y un legado imborrable, contra todo y a pesar de todo”. Asimismo, resaltó “la importancia que tiene para la gran comunidad italiana que habita este país la elección de Benigni para representar al Dante en su idioma original“. Por su parte, Blasco, autora de la iniciativa, le deseó al actor la “mejor de las suertes en la obra que viene a presentar”.

    El embajador de Italia en la Argentina, Stéfano Ronca, sostuvo que Benigni “no es sólo un gran actor y un grande de la comedia sino, ante todo, un hombre de la cultura” y destacó que “no es casual que haya elegido terminar aquí su gira ya que viven en este país 650 mil italianos”. Además, subrayó que “tanta gente ha intentado comprender en el colegio al Dante y no ha podido, ahora podrá hacerlo con la presentación de su obra”.

    El famoso actor hoy agasajado se manifestó simpático y alegre como se lo ha visto en sus escenas de comedia y se dirigió a los presentes que colmaban el Salón Dorado diciendo que “si este era el enorme recibimiento que le daban cuando acababa de llegar a la ciudad, cómo sería el reconocimiento que tendría luego de una semana de estar en ella”. Luego contó que “Borges es su ´dantista´ preferido y que admira a Bioy Casares como referentes de la grandeza creativa en la literatura”.

    Benigni recibió de manos de Santilli y de Blasco, la medalla de oro y el diploma correspondiente. En la sesión ordinaria del jueves 28 de mayo el pleno de la Legislatura reconoció al artista aprobando la Declaración Nº 163.

    El reconocimiento se funda en el marco de lo establecido en el artículo 4° de la ley Nº 578 por el que la distinción de “Huésped de Honor de la Ciudad de Buenos Aires” puede ser otorgada a visitantes extranjeros que se hayan destacado en la Cultura, las Ciencias, la Política, el Deporte, o hayan prestado relevantes servicios a la humanidad, haciéndose acreedores al reconocimiento general. Tiene vigencia durante el lapso en el cual el homenajeado permanezca en la Ciudad y es concedida mediante decreto del Jefe de Gobierno o Declaración de la Legislatura.

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    June 16th, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni

    (ANSA) - BUENOS AIRES, 16 GIU - I vantaggi dell’immigrazione sono qualcosa di «ineluttabile. È inevitabile il fatto che ci si arricchisca toccandosi, stando insieme, accettando tutto ciò che arriva, sono doni del cielo»: lo ha detto Roberto Benigni, al termine di una cerimonia in cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Buenos Aires.
    «Pensa che roba se l’Argentina avesse detto ‘nò all’ immigrazione…», ha commentato Benigni rispondendo a un cronista che gli ha chiesto un raffronto sull’accoglienza degli stranieri in Italia e quanto è avvenuto anni fa in Argentina, dove lo stesso comico toscano ha più volte sottolineato l’importanza avuta dall’immigrazione italiana. «Se il nostro imperialismo politico è stato un pò ridicolo, il nostro imperialismo culturale è una delle cose più grandi di tutti i tempi», ha aggiunto Benigni, che domani presenterà a Buenos Aires ‘TuttoDantè, nell’ultima tappa della sua tournee internazionale. In Argentina vivono «650 mila italiani», ha ricordato, rilevando che «quello italiano è un popolo che amo strenuamente. Conosce la fatica, la morte, le miserie e la ricchezza dei doni che ha elargito in silenzio, senza dire niente a nessuno». «Sono partito italiano, e da Buenos Aires tornerò argentino», ha concluso Benigni tra gli applausi del pubblico presente alla cerimonia organizzata presso la sede dell’ assemblea legislativa della capitale.


    BENIGNI DESTACO EL VALOR DE LA INMIGRACION

    BUENOS AIRES, 16 (ANSA) - El actor italiano Roberto Benigni destacó hoy el valor “innegable” de la inmigración para la cultura de un país y la posición histórica de Argentina en relación con ella, al acoger a cientos de miles de sus compatriotas en el período entre guerras.
    Benigni habló en el salón dorado del palacio de la Legislatura porteña, donde fue declarado ciudadano ilustre de la Ciudad de Buenos Aires.
    “Es inevitable el hecho de enriquecerse mutuamente, estar juntos, y aceptar todo aquello que arriba. Son dones del cielo”, declaró el actor y director del filme “La vida es bella”, ganadora del Oscar a mejor película extranjera en 1998.
    El cómico toscano fue invitado a reflexionar sobre la inmigración, frente a la cual en Italia el gobierno del primer ministro Silvio Berlusconi adoptó medidas restrictivas, con un paquete de seguridad que incluye la tipificación como delito la inmigración sin papeles.

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    June 15th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    (ANSA) - L’attore italiano Roberto Benigni, è arrivato ieri a Buenos Aires, dove presenterà il suo spettacolo “Tutto Dante” nella cornice di una tour nelle diverse capitali e ha affermato che “Dante è un divertimento, io non sono professore.”

    “Non parlo spagnolo perché sono emozionato”, ha dichiarato Benigni davanti ai cronisti argentini arrivando nell’aeroporto, proveniente dagli Stati Uniti.

    “Dante è un gran divertimento, una grande allegria, il regalo più bello che gli italiani diedero all’umanità”, ha commentato l’attore, che domani sarà proclamato “Cittadino illustre” di Buenos Aires dal sindaco della città, Mauricio Macri.

    A Buenos Aires Benigni presenterà il prossimo mercoledì lo spettacolo totalmente in italiano, senza traduzione in spagnolo.


    ROBERTO BENIGNI, “DANTE ES DIVERSION”

    BUENOS AIRES, 15 (ANSA) - El actor italiano Roberto Benigni, llegado hace algunas horas a Buenos Aires, donde presentará su espectáculo “TuttoDante” en el marco de una gira por diversas capitales, aseguró que “Dante es una diversión, yo no soy profesor”.
    “No hablo español porque estoy emocionado”, agregó Benigni ante los cronistas argentinos al desembarcar en el aeropuerto, procedente de Estados Unidos.
    “Dante es una gran diversión, una gran alegría, el regalo más bello que los italianos dieron a la humanidad”, comentó el actor, que mañana será nombrado “Ciudadano ilustre” de Buenos Aires por el alcalde de la ciudad, Mauricio Macri.
    En Buenos Aires Benigni presentará el próximo miércoles el espectáculo totalmente en italiano, sin traducción al español.

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    El actor y director italiano llega a Buenos Aires con una versión escénica de “La Divina Comedia” que posicionó, en pleno siglo XXI, al poema de Dante en las listas de best-sellers italianas. En una charla exclusiva con Ñ, Benigni sostiene que el genial autor toscano escribió toda su obra en un “eterno presente”.

    Por: Guido Carelli Lynch - El Clarin

    Audio (Parte 2) :

    Cuando un todavía adoles­cente Roberto Remigio Benigni se hizo por prime­ra vez con un ejemplar grueso e interminable de la Divina Come­dia sintió que no era él quien leía a Dante. Sintió, en cambio, que era el mismísimo poeta florenti­no quien lo interpelaba y abría las páginas de la vida del todavía ver­de y germinal humorista italiano. Sentía todo eso a pesar de que en­tendiera poco o nada de esos mil versos eternos, porque “el sonido era bello” y sonaba como una can­ción, como una imposible. “Tiene todos los estilos, tiene jazz, tango, se parece a Beethoven y a Jimmi Hendrix”, cuenta ahora Benigni mientras relata o inventa su pri­mer contacto con la obra capital de la literatura italiana. Lo dice ahora y por teléfono, de corrido, sin pau­sas y aguantando la respiración, al igual que todos sus personajes, esos que lo consagraron en los es­tudios de Cinecittá o esos otros de fama mundial, en su Auschwitz ficticio o conduciendo un taxi por las interminables calles romanas que Jim Jarmush hizo suyas. Ha­bla más rápido que el nacional Enrique Pinti, como en todas sus apariciones públicas, arriba de un escenario, en cualquier conferen­cia o en todas sus entrevistas, sólo que ahora monologa por teléfono y desde Nueva York después de des­lumbrar a la audiencia estadouni­dense en la última escala de la gira del espectáculo Tutto Dante , que en pocos días desembarcará en el país para cerrar en el Gran Rex porteño. “Me enamoré al instante de leerla. Fue como encontrar un viejo amor, un viejo amigo. Sentía que me conocía profundamente y quería llamarlo. ¿Alguien tiene el número de teléfono de este tal Dante?, decía. Quería tomar un café, un té, comer una pizza con él y hablar de la vida, de la muerte y de las mujeres. Simplemente me enamoré: era tan bello que aplau­día yo solo los tercetos: ¡Bravo, bra­vo Dante!”, escupe en menos de 30 segundos y antes de agradecer que alguien por fin hable italiano después de tanto inglés. Antes de decir, claro también, para los me­dios de todo el mundo, pero en es­pecial para los de Estados Unidos que luego de sus funciones en San Francisco y Manhattan se sentía en casa, como en cualquier otro lugar de Italia.

    La demagogia, sin embargo, es un pecado perdonable en el mundo del espectáculo y por eso no cabe juzgarlo o endiosarlo por más que también declare su de­seo de llegar cuanto antes a Bue­nos Aires. Y aunque aclare que para “demostrar el amor, basta un segundo”, ya empieza a guiñar­le un ojo a la audiencia local que pagará entre 60 y 250 pesos para escucharlo hablar de los amoríos de Paolo y Francesca en el V canto del Infierno, o los menos santos y más terrales de Silvio Berlusconi en su país con Letizia Noemí, la jo­ven napolitana que llama “papi” al premiere y que toda Italia comen­ta desde hace semanas. Al tiempo que –advierte– tal vez recoja en Buenos Aires buenas ideas para su próxima película, una comedia bastante más terrenal.

    En 1977, un lector de lectores como Jorge Luis Borges, recordó o inventó, al pasar y también frente a otro teatro colmado, –el Coliseo porteño– que había leído La Divi­na Comedia en la vieja biblioteca Miguel Cané, como si fuera cual­quier otro libro, mucho menos famoso que el de Dante. Treinta y dos años después, Benigni insis­te con una idea parecida. “Si uno quiere leer la Comedia debe leerla solo, gozando su belleza, porque es el mejor libro de todos los tiem­pos”, subraya.

    Y la verborragia sigue mien­tras el tiempo debiera empezar a agotarse, porque siempre hay un representante o apoderado que recuerda los minutos exactos que debe durar una entrevista con “una estrella” y Benigni no es la excepción. Sin embargo, a pesar de que ya descargó una batería larga de respuestas hilarantes e improvisadas, con su sello, la en­trevista acaba de empezar, porque en una conversación con Benigni, al menos en ésta, no hay lugar pa­ra silencios.”El Infierno es el canto más bello de todos, el más popular, pero a pesar de que el Purgatorio y el Paraíso son un poco más difí­ciles, también son mis preferidos. Preguntarme cuál quiero más es como preguntar qué es lo que más te gusta de una mujer. ¡Te gustan los ojos, las piernas, la mirada, la boca! Es difícil decirlo. El Infierno es la boca de una mujer, porque es sensual. El Paraíso son los ojos, la luz; y El Purgatorio es todo el res­to, es el cuerpo de la Comedia”, explica rápido antes de cerrar esta y cualquiera de sus sentencias con un universal “hai capito?” .

    Así es Benigni, tómelo o déje­lo. Pero fuera de las pasiones que despierta el actor que supo hacer buenas migas con casi todos sus compatriotas e iconos del neorrea­lismo italiano, están los números…y están de su parte. En Italia, Tutto Dante llevó un promedio de más de 8 mil espectadores por presen­tación. Del norte al sur de la bo­ta y también afuera, en Londres, Francia, Estados Unidos y próxi­mamente, descuéntelo, también en la Argentina. Supo además ha­cerse un lugar en el prime time de la televisión italiana y hacer que el tal Dante midiera bien.

    Entre las voces críticas que se alzaron contra Benigni se escuchó la del escritor Vittorio Sermonti, uno de los divulgadores más auto­rizados y relevantes de la Comedia que, entre 1987 y 1992, adaptó la obra de Dante a un popular ciclo de radio. El envío estaba curado ni más ni menos que por Gianfranco Contini y Cesare Segre, dos de los críticos y filólogos más importan­tes de la obra de Dante. “Benigni no le hace ningún favor a Dante”, disparó Sermonti hace dos años. El éxito, sin embargo, cierra cual­quier herida.

    -¿Qué tan duras fueron las críticas de los puristas de la Comedia?

    -En Italia mi interpretación se volvió tan popular que no faltó quien dijera que la hacía muy superficial, muy ligera. Pero lo importante no es eso, sino trans­mitir el amor por este gran poeta, la poesía es la vida, porque la Co­media es un libro vivo, que habla con vos. Y a pesar de que hubo al­guno que torció la nariz por mi in­terpretación, todos los demás y el pueblo estaban felices por hacerla popular. En Italia y en Europa en los teatros había un promedio de 8 mil espectadores, como si fue­ra un concierto de rock. Como si tocara la (Laura) Pausini, Bruce Springsteen. Me pedían los cantos como a ellos las canciones. Y yo no me lo esperaba, ¿eh?

    -Y ahora que lo invita a algunas de las universidades más presti­giosas del mundo, ¿no se siente una voz más autorizada?

    -Yo no enseño la Comedia. No soy un intelectual ni un crítico: soy un hombre de espectáculo. Sí fui a Princeton porque me invitaron, porque hablo de Dante y Dante se puede tomar como quieras, como uno desee. Lo bello es que después de ver el espectáculo a alguno le den ganas de leer la Comedia. En Italia pasó así….¡y vendieron tan­tos ejemplares!

    -El canto que más repitió en su espectáculo es el V del Infierno, el de Paolo y Francesca. ¿Por qué?

    -Es que el canto V habla de todo, del amor, del sexo, de la lujuria y de la pasión. Es donde están los lujuriosos, los muertos por amor, fijate cómo tiene que ver con no­sotros, con nuestros tiempos. Por­que el sexo gobierna el mundo. También Dante es atraído por las pasiones. La de Paolo y Francesca es una de las historias de amor más bellas. ¡Es bello, bello, bello!

    Repite Benigni el adjetivo que para él mejor le cabe a Dante, el mismo que acompañará su necro­lógica, cuando el mundo recuerde su consagración global con La vida es bella , película que le valió tres premios Oscar y una nunca com­probada pero sugerente denuncia de plagio. Si Benigni robó la idea que le acercó en forma de guión Radu Mihaileanu antes de rodar El tren de la vida , nunca habrá certezas. En cambio, Benigni no duda en otorgarle todo el crédito de esta segunda oleada de reco­nocimientos a su trayectoria al autor del Convivio . “El éxito na­turalmente es de Dante. Luego yo le agregué mi popularidad. Pensé que perdería público y sin embar­go, tengo más seguidores ahora. Tenía ese temor, pero me gustaba tanto que sentí tenía que hacerla igual. Es como cuando uno quiere dividir un regalo con amigos, así de simple.

    -Le concedo que no es profe­sor, pero al menos sí es tosca­no como Dante. ¿Qué opina de la negativa eterna de Ravenna para devolver sus restos a Flo­rencia?

    Hicieron y hacen bien. Los flo­rentinos no lo quisieron antes y ahora es demasiado tarde. Lo mandaron al exilio, pero paradóji­camente si no hubiera sido así, tal vez nunca hubiera escrito La Divina Comedia , porque Dante tuvo que sufrir y conocer el sufrimien­to humano para poder escribirla. Y por eso no hay otro libro que vaya tan adentro del sufrimiento humano y del gran amor como este. Creo que el exilio fue una de las cosas que hizo nacer doloro­samente la flor de la poesía más grande de todos los tiempos.

    -A otros contemporáneos de Dante, como Petrarca, también les gustaba sufrir…

    -Sí, es cierto. A Petrarca también le gustaba sufrir, pero su poesía era lírica. De hecho, cuando habla de Dante lo hace despectivamen­te, lo juzga de demasiado popular. Las mujeres de Petrarca como Laura, son elegíacas, espirituales, no son mujeres verdaderas. Las mujeres de Dante son carnales, podés hacer el amor con ellas. Laura es como si fuera la madre de Petrarca, en cambio Beatrice quiere hacer el amor con Dante, y si Dante la llegara a encontrar lo harían tres o cuatro veces…

    -Y justamente la encuentra en el Paraíso, demasiada santidad para el amor carnal…

    -Es que por eso está justamente ahí, es el extásis. El Paraíso es co­mo hacer el amor, y Dante hace el amor con ella desde el primer canto.

    No sólo de versos y tercetos habla Benigni. También le dedica un rato largo –el primero– de su es­pectáculo a la tragicomedia diaria de las noticias internacionales. Allí Obama y Berlusconi ocupan los roles protagónicos de Dante y Virgilio. “Hablar de actualidad y de La Divina Comedia es lo mis­mo. Porque un gran poeta habla en eterno presente, está hablando de nosotros ahora. Dante no es un poeta del medioevo, está mucho más adelante, tanto, que todavía no podemos alcanzarlo. Es mucho más moderno que todos nosotros, por eso debemos recordarlo, por eso y porque el pueblo que olvida su propio pasado se prepara para la desesperación. Aunque haya co­sas memorables en Italia todavía hoy, La Divina Comedia es irrepe­tible, hai capito ?”, insiste.

    -Y si Dante retrata también a los italianos, ¿qué ADN hay en ustedes para que denuesten y reelijan personalidades como Berlusconi?

    -¡Dante dice tanto sobre el pue­blo italiano! Se enoja con todas las ciudades. Pero él también te­nía que lidiar con los Berlusconi de su época…¡ Mamma mia , había tantos Berlusconi en el Medioevo! Estamos divirtiéndonos tanto con él que me gustaría que viniera una vez a ver un espectáculo. Ber­lusconi se relaciona de tal manera con la Comedia que todos los días tengo que agregar un chiste, pero es muy fácil hacer reír con Berlus­coni, basta con repetir exactamen­te lo que él dice…

    -¿Qué es lo que más lo conmue­ve de Dante?

    Su humanidad, que sea un poeta único en el mundo y a la vez un hombre verdadero, que ama a las mujeres, que se enoja, que detesta a los imbéciles, porque le daría un abrazo a un leproso, pero nunca la mano a un imbécil. Se enoja –no porque los hombres son malva­dos–, sino porque no ven la belle­za que tienen delante. Se pregunta por qué no vemos la extraordina­riedad de la vida. Y entonces nos conduce con él a las estrellas, eno­jándose, con palabras de furia y de rabia, porque nos quiere.

    ¿Y después de las estrellas?

    Nos conduce al camino de nues­tra vida. Dante no nos dice ‘deben morir’, dice: ‘Deben vivir’. Dice: ‘Las mujeres son una tentación, pero son la salvación’. Es un poeta que cambió todo y los poetas son como los científicos, hacen verda­deras invenciones.

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    En su primera visita a la Argentina, presentará el miércoles, en el Gran Rex, un unipersonal dedicado a Dante Alighieri

    Por Marcelo Stiletano De la Redacción de LA NACION

    No hay diferencias a la vista (y al oído) entre el Roberto Benigni que hace una década festejaba en Hollywood saltando sobre las butacas y las cabezas de los invitados el Oscar otorgado a La vida es bella y el que atiende a LA NACION desde Montreal. Allí cumplió otra etapa de la vuelta al mundo que viene realizando en los últimos años con su espectáculo unipersonal dedicado a Dante Alighieri, Tutto Dante , cuya función despedida (íntegramente hablada en italiano) tendrá lugar precisamente aquí, en Buenos Aires: el primer encuentro entre el público argentino y Benigni será el próximo miércoles, a las 20.30, en el teatro Gran Rex.

    “¡Estaba mal, pero ahora estoy bien, porque Buenos Aires hace bien a la salud!”, dice Benigni, y la voz que suena italianísima, límpida, desbordante, efusiva y desprejuiciada del otro lado de la línea resulta inconfundible. La misma que abre en su país un abanico de risas, festejos y polémicas desde La vida es bella y su versión cinematográfica de Pinocho hasta una reciente intervención en el último Festival de San Remo fustigando -como es su costumbre- al primer ministro Silvio Berlusconi.

    Como en su personalidad no hay diferencias entre actor y personaje -ambas facetas se manifiestan al mismo tiempo-, Benigni no tiene problemas en explicar que la actualidad italiana puede explicarse también a través de un espectáculo dedicado a alguien que vivió hace 700 años.

    “Es algo facilísimo -explica el actor de El t igre y la nieve, que en octubre cumplirá 57 años, con el mismo tono enfático e irónico que traslada a los escenarios-. Yo hablo de Dante no como un profesor, sino como un artista. Y sobre el escenario recito el Quinto Canto de la Divina Comedia , el que habla de los lujuriosos, del sexo, del erotismo. Piense un poquito en Berlusconi en medio de todas esas mujeres, en cómo sigue esta historia, y entenderá lo moderno, lo actual que resulta Dante. Por eso, la primera parte de mi espectáculo prácticamente se llama «Tutto Berlusconi».”

    Video: Benigni: ´Llevaré a los argentinos el viento de la felicidad´

    -Usted dijo hace poco que Italia está viviendo hoy un momento de gran resurrección artística.

    -¡Y eso que también tenemos a Berlusconi! Todo esto me hace reír mucho, porque a esta altura yo veo a Berlusconi casi como un colega. ¡Tiene más éxito que yo cuando se hace el cómico! Ya está en todas las colecciones de los clásicos del humorismo. Por naturaleza, los comediantes tenemos el deber de jugar y hacer bromas con quienes ocupan el poder. Y la verdad es que Berlusconi facilita las cosas. Mis colegas me envidian cuando viajo al exterior. Salgo para algún lado y me dicen: “¡Bendito seas, Roberto, porque tienes a Berlusconi!”.

    -Más allá de la actualidad, ¿está preparando algo especial para esta primera presentación en Buenos Aires?

    -¡Estoy con una felicidad enorme! ¡Me late el corazón cada vez más fuerte! Mi idea es llegar un par de días antes, así veo, me informo, tomo contacto con la gente. ¡Me muero de ganas por llegar a Buenos Aires! Quiero tocarla, olerla, sentirla. Seguramente hablaré de todo lo que me pase por la cabeza desde que llegue. Mi espectáculo jamás es igual. Cambia de función en función. Por eso, cuando salgo de gira, jamás puedo poner subtítulos. Lo hago en italiano, en francés, en inglés, y nunca es el mismo.

    -¿Y quién es Dante para usted?

    -Sobre todo, es un amigo, alguien que nos conoce muy bien. Una gloria; uno de los tantos regalos que los italianos le hemos dado al mundo. Es el poeta más grande de todos los tiempos; la perla más luminosa de la cultura italiana. Y no lo digo sólo yo. Jorge Luis Borges dijo que Dante era el más grande. Y Borges no es italiano, es argentino.

    -¿Cómo explica la vigencia de una figura de la Edad Media como Dante?

    -Porque los grandes poetas están siempre un paso adelante. Y lo tenemos aquí, al lado nuestro. Cuando lo leía, me venían unas ganas locas de llamarlo por teléfono y decirle que no era yo quien lo leía, sino que era él quien me leía a mí y me conocía profundamente. El mejor regalo que nos hizo Dante fue dedicar toda su vida a decirnos que somos lo más bello que tiene el universo, que en los ojos de las mujeres está escrito que somos eternos. Nos hizo crecer, nos convenció de que somos libres. Y también nos hizo reír.

    -Entonces, se puede hacer un espectáculo divertido con Dante.

    -Dante recurrió a la palabra “comedia” como título para su gran obra. Tenía muy en claro que debía pertenecer al género popular y, de hecho, hay algunos cantos que nos hacen morir de risa, incluso en el Infierno. Escribió la obra poética más grande de todos los tiempos, y él mismo permitía que se jugara con ella.

    -¿Dónde nació esta especie de obsesión suya por Dante?

    -¡No es una obsesión! ¡Es un placer! En la escuela no sabía quién era. Pero después empecé a leerlo en voz alta. Me gustaba la música, el sonido de ese idioma maravilloso que es el italiano. Desde ese momento, no me dejó nunca y yo tampoco lo dejé a él. Y empecé a hacer espectáculos con estos textos increíbles pensando que iba a perder público en el camino. En cambio, ¡el público empezó a crecer! Un promedio de 5000, 6000 espectadores por show. Y llegué a hacer Tutto Dante ante 30.000 personas. Como si fuera un concierto de rock. ¡Dante es como Bruce Springsteen!

    -¿Y cómo espera ser recibido aquí, en Buenos Aires?

    -¡Rodeado por todos los argentinos! Y a lo mejor te llamo también a vos para que me des una mano allá arriba, en el escenario. ¡Buenos Aires ya es para mí un lugar fantástico, fabuloso! Todos me preguntan en Italia cuándo voy para allá. ¡Ah, la Argentina! Para mí, ya está a la altura de la Divina Comedia . Ya es un mito.

    -En definitiva, lo que usted se propone es acercar desde la alegría la obra de algunos clásicos al público actual.

    -Yo no hago algo literario: yo soy un hombre del espectáculo. Lo que quiero es contar una buena historia. Y Dante es un personaje muy apropiado para armar un espectáculo alrededor de él, porque nos permite ver y tocar todo lo que ha hecho. Les prometo a los argentinos una velada llena de alegría y también de belleza, porque cuando nos proponemos ser bellos, nos convertimos en poetas. Será algo emocionante, porque es la primera vez que estaré en Buenos Aires, el lugar donde hay más italianos en el mundo. ¡Más que en Italia!

    Tutto Dante termina su viaje por todo el mundo en Buenos Aires. ¿Y después, qué?

    -Vuelvo al cine con una comedia, que, por cierto, no será nada divina. La estoy preparando. Y a lo mejor estando en Buenos Aires se me ocurre alguna buena idea.

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    June 13th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

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    June 3rd, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    [More articles, videos, interviews and photos will be online very soon...]

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    June 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

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    June 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    (NY Daily News) - Isabella Rossellini, Elvis Costello, Jim Jarmusch, Steve Buscemi, Aidan Quinn and Lizzie Bracco came to see Roberto Benigni rhapsodize about Dante’s “Divine Comedy” at the Hammerstein Ballroom on Saturday. Jim Jarmusch, who cast the Oscar-winner in “Down By Law,” “Coffee and Cigarettes” and “Night on Earth,” told us, “Americans mostly know him as a clown, but he’s incredibly erudite about art and literature.” Benigni himself was modest about his mastery of The Supreme Poet. “It is as if Jim Carrey would come to Rome talking about Walt Whitman,” Benigni told the packed house. The “Life is Beautiful” director spent almost as much time feasting on Italian Prime Minister Silvio Berlusconi’s “jailbait affair” with 18-year-old model Noemi Letizia. “This underage pussy, it’s very dangerous,” said Benigni. “We picture Berlusconi at the 18th birthday party of the barely legal girl, just waiting in the wings for her to blow out her birthday candles…counting down the candles until finally, ‘Eighteen!!!’ You remember with Monica Lewinsky, President Clinton was asked, ‘Did you have sex with that woman?’ He said, ‘I did not have sex with that woman!’ In Italy, it is the opposite. Berlusconi says, “I had sex with that woman” and everybody says, ‘You did not!’ He says, ‘Yes, I did!’ He’s 73 years old. I never voted for him but now I think I will. It is a good image for Italians, no?

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    May 31st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    If you attended TuttoDante show in New York, write and send your comments/reviews/photos to www.unbenignidanobel.it .
    Send a message to
    info@unbenignidanobel.it - we’ll publish your articles in our website.

    Here are some photos from yesterday night: Roberto Benigni performing on the stage of Hammerstein Ballroom, Manhattan Center, and after the show meeting friends and journalists (in the last two pictures
    you can see Jim Jarmusch behind Roberto Benigni) :

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    May 31st, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante, Video

    NEW YORK (31 maggio) - «C’era un’atmosfera… sembrava di essere a Frosinone. Potevo essere in un posto italiano qualsiasi». Stremato dopo due ore di spettacolo in inglese alla Hammerstein Ballroom del Manhattan center di New York, Roberto Benigni si ferma a salutare gli amici - c’è ovviamente il regista statunitense Jim Jarmusch, con cui nell’84 l’attore italiano ha fatto Daunbailò - e scambia qualche battuta con i giornalisti (guarda il video).

    Il comico è commosso per l’accoglienza avuta negli Stati Uniti. «Vedere una cosa così mi ha dato una soddisfazione - dice -. E’ una cosa straordinaria, ci si sente sempre a casa».

    E’ stato Silvio Berlusconi comunque e non Dante a dominare tutta la prima parte dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante - dice Benigni -. Bastava nominarlo e la sala veniva già dalla e risate. E’ una cosa eccezionale. Già a Berlus.. una risata».

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    May 31st, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    di Jacopo Orsini, Il Messaggero
    NEW YORK (31 maggio) - «Vi avverto: parlerò in inglese per un’ora e mezzo». Dopo il successo del tour italiano, Roberto Benigni sbarca negli Stati Uniti per leggere Dante agli americani. Il comico italiano racconta del V canto dell’Inferno, quello dei lussuriosi, «dove enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento». Ma è quando parla di Silvio Berlusconi che gli applausi arrivano più scroscianti, come ammette anche l’attore alla fine dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante, bastava nominarlo e veniva giù la sala dalle risate».

    Benigni, dopo aver letto la Divina commedia nelle piazze italiane, è partito con un tour mondiale che lo ha portato prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove ha debuttato martedì con uno spettacolo a San Francisco. Sabato sera il comico italiano è arrivato alla Hammerstein ballroom del Manhattan center di New York. La sala era strapiena. Ad ascoltarlo c’erano circa 2mila persone, la maggior parte italiane. E forse è anche per questo che dopo aver spiegato per quasi un’ora e mezzo il V canto in inglese maccheronico, aiutato dai sovratitoli, quando finalmente Benigni annuncia «ora passiamo all’italiano», nella sala si sente un sospiro di sollievo.

    Ma la prima parte dello spettacolo newyorkese è tutta sul premier: «In questo momento ha qualche problema», sghignazza Benigni. Dopo aver salutato il pubblico con affetto - «è la prima volta che vengo a New York, il mio cuore pulsa, sono pieno di gioia, vi amo molto e vorrei saltare su di voi nudo e fare l’amore, un’orgia con voi», ha esordito - Benigni si scatena sul presidente del Consiglio e sui suoi rapporti con Noemi Letizia, strappando risate e applausi. «Silvio attento, è pericoloso, è molto illegale, è una passera minorenne, non farlo», dice Benigni, che poi aggiunge: «Berlusconi è andato a questo compleanno e quando hanno spento le candeline ha fatto il conto alla rovescia: tre, due uno: vai ora è legale».

    Davanti alla platea americana, il comico spiega la differenza fra l’ex presidente Bill Clinton, che doveva negare di aver avuto rapporti sessuali sesso con Monica Lewisky, e Berlusconi che a 73 anni invece si vanta di fare sesso ma nessuno gli crede. E dell’ammirazione che riscuote in Italia chi ha successo con le donne. «Lo confesso: non ho mai votato per Berlusconi, ma ora potrei votarlo. Berlusconi I love you very much».

    «Ma chi gli dà quest’energia - continua il comico -. Al G20 di Londra Berlusconi era così eccitato che ha strizzato le palle a Obama. Con Berlusconi tutto è possibile, è unico, è straordinario». E la sinistra? Per Benigni è un problema. «Mi dicono: “Eh con Berlusconi è facile: perché non prendi in giro la sinistra?” Ma appena comincio a preparare qualcosa su di loro cadono subito». Quando perde il filo, o fa finta di perderlo, Benigni nomina Berlusconi, la sala ride e lo spettacolo riparte: «Mi sono detto: non posso fare uno spettacolo in inglese, ma poi ho pensato: se Berlusconi è primo ministro tutto è possibile. Yes we can».

    Dopo il presidente del Consiglio è il momento di Dante. «Vedete come è collegato alla nostra epoca: sesso, passione», spiega Benigni, che fa partire una esilarante tirata su intercettazioni, vallettopoli e soprattutto Vittorio Emanuele di Savoia e le sue volgarità. «Il sesso governa il mondo», dice ancora l’attore, prima di concentrarsi su «questo incredibile capolavoro, il più splendido capolavoro della letteratura» che è la Divina commedia. «Siamo nel Medioevo - racconta Benigni agli americani -. Credetemi Firenze era come New York ora. Firenze ha inventato la finanza e le banche. Anche bancarotta viene dall’Italia».

    Il comico parla di Paolo e Francesca, della pietà, dell’amore che per Dante «è qualcosa di spaventoso, un sentimento terribile e potente». Passa per un attimo all’italiano per leggere quello che definisce «uno dei versi più splendidi» mai scritti: «Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona» e spiega: «Non c’è amore sprecato, quello che amate veramente non vi verrà mai rubato». Racconta di come si rivela l’amore, «se non amiamo è come se non vivessimo», e invita gli spettatori a immaginare il silenzio dell’Inferno e il pianto di Paolo. Ma è quando Benigni passa alla lingua inventata da Dante che arriva un forte applauso. E’ il momento più intenso di quasi due ore di spettacolo. «Dobbiamo ringraziare, non capire questa scandalosa bellezza». Poi inizia a recitare a memoria il V canto dell’Inferno. Finalmente in italiano.

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    di Stefano Vaccara, America Oggi | 17-05-2009 |

    Tenetevi forte, sta arrivando Roberto Benigni a New York. L’America non scorderà facilmente la premiazione di Benigni nella notte degli Oscar del ‘98, con “La vita è bella”. Ora l’attore-regista ritorna negli Stati Uniti con il suo spettacolo “Tutto Dante”. La prima tappa dello show sarà a San Francisco, il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
    Benigni reciterà in inglese e in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la storia d’amore di Paolo e Francesca. Riuscirà Benigni a comunicare la poesia di Dante all’America?

    Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo, dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano. Le tappe negli Usa sono state organizzate da Massimo Gallotta Promotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
    Abbiamo l’appuntamento telefonico con Benigni per l’intervista giovedì. Lui è in Svizzera, a Basilea, tra poche ore inizia lo spettacolo. Ci risponde al telefono con il suo inconfondibile forte accento toscano, la lingua di Dante: “Stefanooo, come stai? America, arrivo”.
    I premurosi manager ci avevano intimato soltanto quindici minuti per l’intervista, ma Roberto ci rassicura subito: “Ma quali quindici minuti, non ti preoccupare Stefano, noi si parla di Dante a New York, e lo vuoi fare in quindici minuti?”.

    Roberto, Dante cosa avrebbe pensato dell’America?
    «Ma Dante ha scoperto l’America prima di Colombo, ha situato la montagna nel Purgatorio… ad un certo punto, le cartine geografiche Dante le ha portate nel Purgatorio, quando Ulisse remando remando etc etc… insomma Dante l’ha scoperta prima lui l’America… »

    In un film che hai recitato con Massimo Troisi, trasportati indietro nel tempo, cercavate di fermare Colombo dal partire dalla Spagna affinché non scoprisse l’America…
    «Eh che c’era quell’americano che m’aveva sposato la mia sorella e me l’aveva rovinata, allora… »

    Ma a Dante, l’America con Obama presidente gli sarebbe piaciuta o no?
    «Oggi con Obama è tutta una felicità. Portare Dante in America è come portare Obama in Italia. Io la prossima volta voglio portare Obama in Italia, per le sue poesie, lui è come un libro scritto, fisicamente, proprio come è fatto, lui è già un verso di una poesia. È bellissimo, ci ha rimesso tutti in buona carreggiata con l’America, che con Bush stavamo andando tutti storti. Lo ripeto sempre: l’elezione di Obama è una Divina Commedia!»

    Dante ci ha anche insegnato quanto sono importanti le donne per gli uomini. Che cosa avrebbe pensato Dante di Michelle Obama: senza di lei ci sarebbe stato presidente Barack Obama?
    «Sarei costretto a dire un luogo comune, che dietro ogni grande uomo c’é una gran donna. Ma qui non c’é nessuno che sta dietro, sono alla pari, ecco accanto ad un grande uomo c’é una grande donna e viceversa. Guarda che per Dante Alighieri è partito tutto dagli occhi di una donna, da Beatrice. Lui ha scritto l’opera più straordinaria di tutti i tempi per rivedere gli occhi di una donna. Tutta la sua conoscenza è a Beatrice, tutta la sua cultura è lì, quando ha visto per la prima volta quella donna, ha visto nei suoi occhi: tu sei eterno. E lui ha promesso, per questi occhi io scriverò una cosa che non è mai stata scritta prima da nessuno. E l’ha mantenuta la promessa, pensa un po’ che bellezza. Quindi senza gli occhi delle donne, nessun poeta potrebbe mai scrivere niente di eterno. Sono loro che ci fanno fare le grandi cose. Quindi per Obama e Michelle è la stessa cosa. Quando si vede quel bel sorriso di Michelle, e si vede quella felicità di fare un cammino insieme ad una persona che si ama, si sente come se i fatti del mondo non sono la fine della questione, forse c’é qualcosa di più, che non sappiamo, di insondabile, e questa è una bella speranza… »

    La recita di Dante l’hai iniziata nel 2002, subito dopo il terrore dell’11 settembre. Oggi abbiamo la grande paura della crisi economica. Conoscere meglio l’opera di Dante può aiutarci in tempi come questi?
    «Guarda leggere Dante aiuta sia in tempi di crisi che in un momento di grande felicità. Perché Dante non è solamente un aiuto, ci lascia nella bocca il sapore della felicità. Alla fine il messaggio della Divina Commedia è proprio che è bella. Quindi parla a tutti noi, Dante ci fa vedere come siamo fatti e ci dice: scegliti, tra questo e quello, e non ci nasconde le nostre cose più basse, per questo è il più grande poeta di tutti i tempi. Perché per la prima volta dice che siamo proprio noi i padroni della nostra vita e della nostra morte, del nostro destino. Prima di Dante, da Omero in poi tutti gli uomini venivano affidati agli dei, al destino, al fato. Dante no, dice siete voi, siamo noi che ce lo facciamo, siamo noi i padroni del nostro destino. E allora in questo momento straordinario, di grande crisi, dovuta all’avidità, che è una delle tre belve di Dante, la lupa è l’avidità, ecco quelle cose che la Bibbia ce le ha dette in maniera mistica, Dante ce le ha dette in maniera popolare. Ce le fa sentire con mano, è un libro che si può abbracciare, è come un amico che ci conosce, la Divina commedia non la leggiamo noi, è lei che legge noi! Quando io leggevo Dante, mi dicevo: ma questo mi conosce più profondamente di qualsiasi altra persona. Mi vien voglia di chiamarlo, di farmi dare il numero di telefono, pronto Dante, sei libero domani, prendiamoci un caffé insieme. L’insegnamento della Divina Commedia è una domanda che a rispondere ci si potrebbe stare ore e ore, ma quello che ci fa sentire ad ognuno di noi, è unico, e anche se la nostra vita non sembra eccezionale a nessuno, Dante ci dice che siamo gli eroi di un dramma epico irripetibile, che non avverrà mai più. Abbiamo una volta sola l’occasione di vivere, e questa cosa non ci fa mai sentire superflui, mai totalmente vinti, ci narra proprio il miracolo dell’esistenza. E alla fine, quando arriviamo in Paradiso e ci voltiamo indietro, l’Inferno è vuoto. Ci ha portati tutti con sé. È un poema così grande che dopo averlo letto non si guardano più le persone con distrazione, ci si guarda tutti come un mistero, come se siamo depositari di un destino immenso. È questa la cosa straordinaria».

    Roberto, stai portando il tuo spettacolo dantesco in giro per il mondo e i temi toccati nell’arte dell’Alighieri sono universali, come l’amore appunto. Ma ecco arrivare l’ostacolo della lingua. Insomma recitare all’estero non è come nelle piazze italiane. Negli Stati Uniti avrai tanti americani di origine italiana che sono disposti a seguirti nella lingua del poeta fiorentino. Ma con il pubblico americano che ti ha conosciuto e apprezzato soprattutto al momento dell’Oscar de “La vita è bella” e che ora vorrebbe vederti recitare Dante, come farai per farti comprendere?
    «Prima di tutto lo spettacolo è in inglese ‘bettered with Italian’, cioè quando non trovo la frase in inglese io la ‘swiccio’. Insomma è l’inglese mio. Poi io non sono un professore, né un critico, né un teorico, insomma un intellettuale. Sono un uomo di spettacolo, e quindi con la Divina Commedia io faccio prima di tutto uno spettacolo. E poi è proprio il Quinto canto, quello appunto del sesso, della lussuria, delle passioni e dell’amore, e tutto quello che ci racconta quanto ha che fare, soprattutto oggi, il sesso con il potere… Nella prima parte dello spettacolo io parlerò di fatti moderni naturalmente, con Dante poeta universale. In più quando io farò il Quinto canto in originale, quella lingua di Dante che in italiano il 70% è rimasto quasi uguale, ecco lì è come sentir la musica, è proprio una sinfonia. Dante ci ha messo tutti i ritmi: c’è il classico, il jazz, il rock, è come sentire Beethoven e Duke Ellington, Bach e Jimmy Hendrix, una cosa spettacolare. Se ti viene bene, è una cosa che si rimane stupefatti, una sinfonia e Dante si capisce senza bisogno di capirne la lingua. Ecco quando siamo difronte ad un ecstasi, non si deve spiegare più, perché l’analisi la riduce. Ma nella prima parte parlo di attualità, di Obama e Michelle, di Berlusconi e… »

    E infatti ho più di una domanda su Berlusconi. Ma restando un attimo sul tema della lingua, tu in America sei riuscito a farti capire in passato. Ancora prima dell’Oscar per “La vita è bella”, gli americani cultori del cinema ti conoscevano per la tua interpretazione, recitata in inglese, nel film “Daunbailò” (1986).
    «Eh sì, fu il mio primo impatto con gli Stati Uniti grazie a Jim Jarmusch, un grandissimo regista con cui sono rimasto molto amico».

    Stiamo arrivando all’orgomento sulla bocca di tutti, sesso e tradimenti, ma prima volevo il tuo parere su quello che, almeno da New York, ci ha fatto molta impressione, mi riferisco alle ultime dichiarazioni di Berlusconi riguardo alla questione immigrati. Siamo d’accordo che sui cosidetti “respingimenti”, ogni Stato abbia il diritto di controllare i propri confini, ma quando il capo del governo italiano, parlando della questione, ha detto: “Sono contrario all’Italia multietnica”, ecco secondo te cosa intendeva dire Berlusconi?
    «Guarda Stefano, ha colpito e tanto anche a me, quindi non solo a New York. Non credo che ci siano tanti significati per spiegare quelle parole, quello che dice Berlusconi di solito è piatto, ha solo un significato. Quindi quello che ha detto è quello che abbiamo capito, che non gli piace un’Italia multietnica. Cioè si rivolge a quella parte di noi italiani che c’è sempre e che non abbiamo il coraggio di far vedere e che ogni tanto viene fuori. E magari fosse solo quella…»

    Passiamo alle vicende ‘piccanti’ che hanno fatto il giro di tutti i giornali del mondo. Secondo te Veronica Lario, che per tanti anni aveva più o meno comodamente sopportato un marito dall’istinto, come dire… non mi viene quella espressione toscana molto chiara, mannaggia mi sfugge…
    «Allupato, si dice allupato.»

    Già, allupato. Allora Veronica ha deciso di divorziare dal Silvio “allupato” per la storia delle veline candidate alle Europee o per la vicenda del “papi” frequentatore della minorenne Moeni? Secondo te qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del matrimonio tra Silvio e Veronica?
    «Ma quale goccia, qui si tratta di una cascata del Niagara! Veronica lo aveva già bastonato una volta sui giornali, altro che goccia. Però si sa, mentre gli americani a queste cose darebbero molto peso, agli italiani importa poco, e quindi finora non succede nulla.»

    Anche la Chiesa si è arrabbiata con Berlusconi.
    «Già la Chiesa un pochino, ma che dobbiamo dire, poi Veronica ha detto la frase ‘è uno che non sta bene’, e allora che dobbiamo fa? Mi viene da ridere perché non c’è niente da aggiungere. Per costruirci una pagina di spettacolo basta ripetere quello che dice, non bisogna cambiare niente»

    In Sicilia c’è un detto volgare ma dai significati profondi: “Megghiu cumannari ca’ futtiri”. Meglio il potere che fare all’amore. Berlusconi quel proverbio non lo conosce?
    «Secondo me lui ha cambiato quel proverbio siciliano: per lui comandare è come fottere!»

    Non ce la faccio più e scoppio a ridere, ma non posso altrimenti rischio di coprire la registrazione. Benigni sventaglia frasi come una mitagliatrice…

    Andreotti il proverbio originale siciliano forse lo conosceva…
    «Accidenti se non lo conosceva, Andreotti sì che lo conosce bene il potere. E poi quello lì aveva un altro stile accidenti».

    Berlusconi dai nemici, ma anche da qualche suo amico, viene paragonato a Mussolini. Anche il Duce era molto “allupato”…
    «Ma Mussolini non ha mai fatto ministro la Petacci, questa è la differenza! Però a questo punto voglio ribadire che Berlusconi non è come Mussolini e non siamo certo ai quei tempi. Insomma in Italia la libertà c’é e io non permetterò a nessuno all’estero di dire il contrario. Come dicono gli americani ,”It’s my country!”. A parlar di Berlusconi dopo ci penso io…».

    Nel magazine di America Oggi l’estate scorsa pubblicammo una lunga intervista che ti fece la professoressa del Leham College-Cuny, Grace Russo Bullaro, l’esperta americana del tuo cinema…
    «Bella quella intervista.».
    (I lettori possono trovarla sul sito internet, www.oggi7.info, in archivio, il numero del 13 luglio 2008). Ecco, in quella intervista avevate approfondito Dante ma a un certo punto la professoressa americana fece una domanda maliziosa, ti chiese dove, secondo te, Dante avrebbe potuto mettere Berlusconi. Tu dicesti che Dante avrebbe solo riso di lui, non lo avrebbe certo messo all’inferno… Dopo le ultime notizie, hai per caso cambiato idea?
    «Per come fa le sue leggi Berlusconi, Dante gli avrebbe fatto un girone ad personam, solo per lui. Oppure si potrebbe fare una innovazione che Dante non fa con nessuno, provarlo un po’ dappertutto».

    Dopo il successo di questo tuo spettacolo sulla Divina Commedia di Dante, ne farai un film?
    «Mi piacerebbe farne una commedia, ci sto pensando proprio dalla fine di questa tourné. Me lo hanno chiesto anche gli americani, ma sai quante volte, di fare un film sulla Divina Commedia, sull’Inferno, su Paolo e Francesca, sulla vita di Dante, anche le televisioni… Ma come si fa? Quanto tempo ci vorrebbe, costerebbe l’ira di Dio, solo gli effetti speciali, e in più si perde la bellezza della poesia. Quella ha trovato la sua forma finale, quel mistero della poesia, ecco come renderla con lo schermo? Però certe immagini, ecco certe immagini che crea Dante sono cinematografiche, ha inventato il montaggio Dante con la Divina commedia. Non ce lo dimentichiamo. Il montaggio anche alternato, è proprio l’invenzione del cinema Dante. Sarebbe in questo quasi una sceneggiatura già scritta. Mi piacerebbe mettermi a ragionare seriamente qualche volta, però ci vorrebbe tanto di quel tempo e poi la scelta di quale canto fare o se fare la sua vita… eppure sarebbe un viaggio straordinario. Ma quasi quasi, sì varrebbe proprio la pena di pensarci, ti ringrazio per avermi ancora rinfocolato l’idea».

    Roberto, in America ti stiamo aspettando con uno spettacolo che promette non solo satira e grandi risate, ma anche cultura, grande cultura.
    «Io saluto tutti gli italiani in America, questo che vi porto è il regalo che Dante ha fatto, la perla più luminosa. Era dovuto che io mi muovessi dall’Italia per andare a portare questa perla in giro. Come italiano ho tanto orgoglio da far vedere, guardate che ci abbiamo, guardate che abbiamo fatto, e non è stata fatta solo per noi italiani ma per tutto il mondo. Dante è universale. Per tutti e per sempre».

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    Fri, May 29 (CBC Radio) - Roberto Benigni. The oscar-winning actor, writer, comedian and director talks to Jian Ghomeshi about his latest project - the great poet, Dante.

    Benigni is making his first trip to Canada, performing June 2-3 at the St. Denis Theatre in Montreal, June 7 at Casino Rama in Orillia, Ont., and June 10 in Quebec City.

    LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni on Q - CBC Radio (Canada)

    Part 1

    Part 2

    «Fave Benigni moment/quote today (w/ apologies to Mark Twain): “I’d go to Heaven for the climate, but I want to go to Hell for the company.”»(Jihan Gomeshi’s Tweet after his interview with Benigni)


    When Italian actor-director Roberto Benigni got up on stage to accept his best actor Oscar for Life is Beautiful in 1998, he quoted lines of love from Dante.

    That tribute to his wife was part of a lifelong relationship the exuberant actor has had with Italy’s greatest classical poet. Benigni is coming to Canada next week with a one-man show about Dante Alighieri, a fellow Tuscan and the man who wrote the Divine Comedy.

    Benigni has been touring Europe for three years with his show, TuttoDante (All Dante) and will make stops in Montreal, Orillia, Ont., and Quebec City. His American premiere in San Francisco took place Thursday night.

    “It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetry,” Benigni said of his debut.

    Benigni, speaking to CBC’s cultural affairs show Q on Friday, mocked his own Italian-accented English but said the language of Dante is “universal.”

    “I’ve been told, ‘You’re crazy, your English is [in]comprehensible, but Dante invented a new language and I am going to invent a new language too,” he said.

    Benigni said his mother introduced him to the 14th-century poet, famous for conducting readers on a tour of hell, purgatory and heaven in Inferno, Purgatorio and Paradiso. His mother urged Roberto to read Dante to improve his memory, but for the would-be actor, it was a flight of imagination.

    “When I was a little boy, I was reading Dante and I was saying to myself ‘Bravo, Dante, Bravo.’ It’s so beautiful, the music, the sound, the meaning. I felt like calling him by phone, like a friend,” he said.

    Dante’s poetry continues to move Benigni with its passion and tribute to love, he said.

    “When you read Dante, you do believe. The exquisite truth is to believe in something that maybe you know is a fiction, but you believe in it willingly. We need a conversion … not a personal religious conversion … but a conversion of our imagination.

    “We need to take notice of incomprehensible things, of the mystery of life and death — this is very healthy,” he said.
    3 years of sold-out shows

    Benigni’s show, which has sold out over the last three years in Europe, mixes the contemporary with his comic take on the world.

    “The first part [is] about Berlusconi and Obama and what happens in the world. In the second part we talk about the first circle of hell, which is about [lust] — the lechers, about sex, about passion, about love. It’s very beautiful,” he said.

    TuttoDante is performed in French or English and Italian, complete with a recitation from The Inferno in medieval Italian, which he believes is nonetheless accessible to all audiences.

    “Dante Alighieri is a universal poet, and great creators they are writing for everybody always. Every single verse is very moving, and the beauty — if we don’t understand, we just stay listening to the sound and it’s like hearing music,” Benigni said.

    Benigni is a national hero in Italy, having made some of that country’s most popular movies, including Johnny Stecchino (Johnny Toothpick) and Il piccolo diavolo (Little Devil).

    He is also know by fans of ’80s and ’90s American art house cinema for his colourful acting turns in films by American director Jim Jarmusch, such as Night on Earth, Coffee and Cigarettes and Down by Law. That was his first work in English.

    He has not made a movie while touring with TuttoDante, but said he plans to work on a new script this fall.

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    May 29th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Here are two videos of the end of TuttoDante show in San Francisco (May 26, 2009):

    It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetryBenigni said of his American premiere in San Francisco.



    Review: Roberto Benigni’s ‘TuttoDante’ - Robert Hurwitt, Chronicle Theater Critic

    He didn’t leap through the audience, but Roberto Benigni hit the Davies Symphony Hall stage Tuesday with the same unbridled exuberance with which he’d received his “Life Is Beautiful” Oscar 10 years ago. The sold-out house cheered as he ran Olympic laps, bounced off the wall and greeted the house with, “Buona sera! I hope everybody speaks English.

    Then he got a bit carried away. “This is a flabbergasting moment,” Benigni continued. “I feel like to undress myself and to jump on you.

    An extra dose of ebullience would be understandable, even if it’s just Benigni’s standard operating mode. Tuesday marked his North American stage debut performing his solo “TuttoDante,” a runaway hit in Italy. A celebration and appreciation of his fellow Tuscan and the “Divine Comedy,” “Dante” moves on from its one-night stand here to New York (Saturday), followed by two nights in Montreal and two more gigs before closing June 12 in Chicago.

    It isn’t actually all Dante, the title notwithstanding, but it is mostly in English, albeit fractured. It’s also very funny, oddly didactic, idiosyncratic, overlong (two hours and 10 minutes, without intermission), somewhat wearying and unexpectedly sublime.

    Benigni opens the show in stand-up mode, riffing about his poor command of English (”I don’t understand myself what I am saying“), Prime Minister Silvio Berlusconi, American bathrooms, Florentine sewage, God’s errors (”He put dawn too early in the morning“) and the show itself (”like Jim Carrey in Rome doing a show about Walt Whitman - in Italian“). [...]

    [...Read the full article on the San Francisco Chronicle website]

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    May 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Benigni conquista San Francisco con il suo Dante

    di Silvia Bizio, Repubblica — 28 maggio 2009

    SAN FRANCISCO - Dante, Berlusconi, Vittorio Emanuele: un Roberto Benigni in grandissima forma non ha risparmiato lodi e stoccate nel debutto della sua tournée americana “Tutto Dante” a San Francisco, dove è stato accolto come una rockstar. Era la sua unica apparizione sulla costa ovest e in molti non sono riusciti a entrare all’ auditorio Davies Symphony Hall. Benigni ha fatto lo show nel suo inglese maccheronico avvalendosi della traduzione elettronica quando ha recitato il V Canto dell’ Inferno. Per due ore e mezzo ha tenuto banco passando da Berlusconi agli scandali italiani, dall’ amore che gli sprizza da tutti i pori (sono “scombussolated”) alla sua giovinezza studiando Dante. «Benigni a San Francisco che fa Dante Alighieri in inglese è come Jim Carrey a Roma che recita Walt Whitman in italiano», esclama. Poi approda al caso Noemi: «In genere quando uno vuole uscire con una ragazza la porta a cena fuori: lui le offre il ministero della Difesa!». Poi tocca a Vittorio Emanuele: «Che figura mi fa fare! my king, il mio re! Vuole le ragazze, ma che costino poco».

    Al termine dello spettacolo Benigni la star ha fatto una breve apparizione al party in suo onore: «Ho la febbre, sono esausto, so che il mio inglese va molto migliorato, ma non volevo fare lo spettacolo solo per gli italiani. Confesso però che non mi aspettavo una folla del genere, mi sono davvero emozionato».

    A bundle of energy and a blessing to the ears, Roberto Benigni read Dante’s Divine Comedy Inferno in San Francisco’s Davies Symphony Hall on May 26, 2009.
    Roberto’s performance is impeccable and soothing to the soul. A gracious reminder of Dante’s poetry’s eternal beauty and Benigni’s gripping storytelling.
    Thank you Roberto, for all you do!
    Enza Sebastiani ‘09
    www.enzasebastiani.com

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    May 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    (L’Espresso - Oltreconfine di Federica Bianchi) - Roberto Benigni è un concentrato di italianità buona che non smette di caricare e eccitare le folle. Lo show di ieri sera a San Francisco e’ andato esaurito. Tanti, tantissimi gli italiani in platea ma anche una buona manciata di americani “puri” che ne ammirano l’arte e il coraggio. E si perche’ ce ne vuole di coraggio per tenere banco in un inglese maccheronico per oltre due ore spiegando prima i retroscena della politica berlusconiana e poi il sesto canto dell’Inferno. Chiaramente non tutto cio’ che ha detto e’ stato perfettamente compreso, e forse un buon manager americano potrebbe indirizzarlo meglio verso le battute che funzionano e quelle che fanno flop da queste parti, ma in generale la sua performance e’ stata grandiosa.
    E ha ricordato al mondo che gli italiani non sono tutti copie o controfigure di Berlusconi. Prossima tappa: sabato a New York! Roberto, sei tutti noi!


    A great comment posted on our Facebook Group “TuttoDante di Roberto Benigni:

    Frank Ruffa (Silicon Valley, CA) wrote:
    I was lucky enough to have seen Benigni in San Francisco last night at the Davies Symphony Hall. The final, extended standing ovation spoke volumes about the profound emotions he elicited from the spectators. I only wish we could see all of his performances on TV or … DVD. Men and women who don’t know Dante’s work are lacking the equivalent of the missing link between savagery and humanity - Benigni was born to enrich us by, as he puts it, extending our minds and souls beyond the mundane confines of our materialistic lives.
    BRAVO, Roberto! You’re not only an Italian National Treasure; you should be honored by the United Nations as a World Heritage ‘Reawakener of the Soul”.
    Grazie!!!!!!!!

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    May 27th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Il comico toscano è stato accolto alla Davies Symphony Hall da un pubblico entusiasta.
    Come sempre ha vinto il mix di umorismo e sensibilità:
    “Quando ha parlato di Paolo e Francesca era trasfigurato” ha detto uno spettatore

    (Quotidiano.net) - San Francisco, 27 maggio 2009 - Pioggia di applausi per Roberto Benigni e il suo ‘TuttoDante’ sbarcato negli States. E’ cominciato dalla California il tour americano che porterà il comico in giro per un mese.

    A premiare Benigni la solita formula di spontaneità e divertimento: l’attore è salito correndo sul palcoscenico del Davies Symphony Hall per restarci oltre due ore e incantare i tanti spettatori che riempivano l’arena. Il poubblico al suo arrivo è scattato in piedi per il primo di una lunga serie di applausi che hanno accompagnato lo show.

    Benigni ha aperto lo spettacolo con un fuoco di artificio di battute comiche, prendendo in particolare di mira le disavventure coniugali del premier Silvio Berlusconi, prima di passare alla recitazione (in italiano) del quinto canto dell’ Inferno.

    Nel suo inglese approssimativo ma efficace Benigni aveva aperto lo spettacolo dicendo al pubblico di San Francisco: “Non sono un intellettuale. Sono uno showman che fa spettacolo e commedia. Il mio inglese non è un granchè ma ci pensa Dante a fare tutto il resto”.

    Dopo aver spiegato al pubblico, in inglese, la sua analisi del Quinto Canto dell’Inferno, Benigni “si e’ come trasfigurato’”, ha osservato uno spettatore, quando ha cominciato a recitare in italiano i versi del canto di Paolo e Francesca, mentre il pubblico lo ascoltava nel più completo silenzio. Alla fine della recitazione il pubblico di San Francisco è esploso in un lunghissimo applauso ed ha chiamato più volte Benigni alla ribalta.

    La tournée americana di Benigni prevede spettacoli a New York (30 maggio), Montreal (3 e 4 giugno), Toronto (7 giugno), Quebec City (10 giugno) e Chicago (12 giugno).

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    May 26th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    “If you’re going to San Francisco Be sure to wear some flowers in your hair”……

    If you’re going to see Roberto Benigni in San Francisco, be sure to write and send your comments/reviews/photos to www.unbenignidanobel.it .

    [Send a message to info@unbenignidanobel.it - we'll publish your articles in our website.]

    Roberto Benigni is making his American stage debut at the Davies Symphony Hall on May 26 in San Francisco with his one-man show TuttoDante.

    Roberto Benigni in TuttoDante

    Where: Davies Symphony Hall, 201 Van Ness Ave., San Francisco


    *The first live comments from Twitter
    during and after the show:

    - Benigni wonders why no the bidet in his hotel? Troppo Forte!

    - Pope productized purgatory to increase revenue! Benigni is hilarious!

    - it was una cosa incredibile! The last part was an elocution like rendition of Canto 5.
    Dante’s poetry an infinite labyrinth of words that express infinite emotions of man.

    - Intoxicated by Dante Alighieri’s poetry Roberto Benigni’s comedy and theatrical rendition of Canto V; forza l’amore.

    - roberto benigni was hilarious in tutto dante. guys in nyc try to get a ticket , he’s coming there next.

    - Went to see Roberto Benigni perform (and discuss) Canto V of Dante’s Inferno. Fantastic.

    - Saw Roberto Benigni in TuttoDante at Davies Symphony Hall last night. Part stand-up act, part in-depth lecture and all inspiring. Genius!

    - Still laughing at the incredible show (’TuttoDante’ w/Roberto Benigni) I saw last night- he is an amazing talent.

    - The only thing that I didn’t like was that the sow had to finish! Thanks Roberto Benigni!!!!! (Giovanna)


    Tom Waits attended TuttoDante show in San Francisco, he was seen in the audience of Davies Symphony Hall.
    In a recent interview, Roberto Benigni answered to a question about “Down by Law“: “[...] For me it was a dream, this is such a wonderful memory, such a wonderful souvenir. And what it is very rare, I met also Tom Waits and John Lurie, the musician and the singer, and we are still very close friends.“.


    After the long weekend a little culture was in order. We went along to the Davies Symphony Hall to be entertained by the famous Italian comic Roberto Benigni.
    After a very light-hearted and engagingly funny introduction and warm up. He led us all through a very deep and thought-provoking journey by walking us through the 3rd circle of hell in Dante’s Inferno. He finished off the evening with an inspired and heartfelt recitation from Dante.
    [Credit: The Spotted Zebra]


    …..Did you like TuttoDante show? Join our Facebook group “TuttoDante di Roberto Benigni (the group now has more than 1300 members).

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    May 25th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    (KGO Newstalk AM 810) - KGO’s Scott Lettieri brings us this report about TuttoDante, a one-man show by the world-renowned Roberto Benigni. Coming to San Francisco’s Davies Symphony Hall in May, the show is “About love! About sex! About passions!” exclaims Roberto.
    Here is Scott’s interview with the extremely vivacious director and actor.

    LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni:

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    (ANSA) - WASHINGTON, 23 MAG - Roberto Benigni torna in tournee in America con TuttoDante che prendera’ il via il 26 maggio con il debutto a San Francisco. Il quotidiano New York Times racconta oggi ”l’altra faccia” dell’artista, quella dello studioso letterario: ”Benigni e’ noto agli americani come il comico scatenato che ha vinto tre Oscar nel 1999 con il film ‘La Vita e’ Bella’ ma il suo interesse di studioso per Dante e La Divina Commedia, e’ ancora praticamente sconosciuto agli americani”.

    Benigni’s U.S. tour will kick off in San Francisco’s Davies Symphony Hall on Tuesday. “Dante” plays in New York’s Manhattan Center’s Hammerstein Ballroom on May 30, Boston’s Berklee Performing Center on June 6 and Chicago’s Harris Theater on June 12.


    *Here’s a recap of the news for the past week:

    - INTERVIEW: “Roberto Benigni Will Send You Straight To Hell” - Vanity Fair

    - “HELL’S KITCHEN” - The New Yorker

    - RADIO INTERVIEW: KGO AM 810 Newstalk Radio, San Francisco

    - “TuttoDante with Roberto Benigni” - San Francisco Chronicle

    - Roberto Benigni Interview - A.V. Club

    - “Roberto Benigni porta Dante in America” - Reuters Italia

    - “Italian showman Benigni brings Dante to America” - Reuters

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    By BEN SISARIO
    Published: May 22, 2009 - The New York Times

    Roberto Benigni leapt up with a riff on the 26th Canto of Dante’s “Inferno,” in which fraudulent advisers are engulfed by flames that scorch them. “It’s like landing in Los Angeles or Manhattan, full of little lights like a skyscraper,” he exclaimed in his frenetically choppy English. “Dante describes the lights like fireflies, like a farmer who sees billions of fireflies. And every single firefly is hiding a fraud — people like Madoff. Very cunning, very shrewd. These people are hiding inside the flame because they are hiding in life. The Florentines, you know, they invented finances.”

    The delivery is familiar: Mr. Benigni, of course, is the endearingly manic Italian comedian whose Holocaust tragicomedy, “Life Is Beautiful,” won three Oscars in 1999. But for Americans, at least, the subject of Mr. Benigni’s latest project is almost incongruously new. Next week he will begin a short North American tour of “TuttoDante,” a monologue about Dante’s “Divine Comedy” that mixes literary insights with off-the-cuff political jokes. In Italy, where he has been doing the show regularly for three years, it has drawn more than a million people.

    “We need to have the nerve to understand why a man with a big nose 700 years ago had the heroic shamelessness to write,” Mr. Benigni, 56, said in an interview the other day at a Manhattan hotel. “Really this is the most daring, bold poetry ever. In 2,000 years of Christian poetry they never surpassed this. They never produced such a scandal of beauty. Never, never, nobody.”

    Mr. Benigni’s love of poetry has never been a secret. In “Down by Law,” the 1986 Jim Jarmusch film that introduced Mr. Benigni to American audiences, he cites Walt Whitman and “Bob Frost.” Collecting his Oscar when “Life Is Beautiful” won best foreign film in 1999, he quoted Dante and Blake (after climbing over the seats and blurting, “I want to kiss everybody!”).

    “This face that he puts forward as a sort of clown is only a very small percentage of Roberto’s personality,” said Mr. Jarmusch, who also cast Mr. Benigni in “Night on Earth,” from 1991, and in a segment in the 2003 compilation film “Coffee and Cigarettes,” and who remains a close friend.

    “TuttoDante” (“Everything About Dante”) introduces Americans to the savant-intellectual side of Mr. Benigni. In each performance he recites a canto in Italian from memory, with detailed explications of poetics and history in English.

    For this tour, which begins in San Francisco on Tuesday and comes to the Hammerstein Ballroom in New York next Saturday, Mr. Benigni will perform Canto V from “Inferno,” with the story of Paolo and Francesca, the adulterers who spend eternity tossed by gales of lust.

    “He’s a natural scholar,” said Robert Hollander, the Princeton professor. “He calls, and we just talk about Dante. He calls from Rome and says, ‘Bob, what do you think about this passage?’ ” Mr. Benigni wrote a preface for an edition of “Inferno” translated by Mr. Hollander and his wife, Jean, in which he asks whether Dante has been receiving royalty checks in Purgatory.

    Mr. Benigni says he sees himself primarily as an entertainer, not a teacher. That means a lot of political jokes, often about his old nemesis, Silvio Berlusconi, the Italian prime minister. Mr. Benigni mocked him relentlessly during Mr. Berlusconi’s first term of office in the 1990s, and he clearly relishes the chance to banish Mr. Berlusconi to Dante’s depths.

    “You know, Berlusconi, he passed a lot of laws just for him, just for one man,” he said. “So maybe his punishment could be to build for him a circle in hell, but very personal, just for him: ‘Eh, this is just for you, Mr. Berlusconi!’ ”

    “TuttoDante” could also be seen as a kind of purgatory for Mr. Benigni, or perhaps a way out of one. Since “Life Is Beautiful,” which grossed $229 million around the world, his movie career has stumbled. There was no shortage of offers from Hollywood, but Mr. Benigni said that most roles were Italian stereotypes like the pizza man or the Mafioso. He was even urged to make a “Life Is Beautiful” sequel.

    “Never in my life will I do this,” Mr. Benigni said, shaking his head.

    So he continued making movies in Italy, but with mixed results. “Pinocchio,” in 2002, was a moderate hit in Italy but did poorly elsewhere. Mr. Benigni’s decision to cast himself — then 50 years old — as the puppet boy struck many critics as perverse. “The Tiger and the Snow,” from 2005, which Mr. Benigni also directed, did even worse at the box office.

    “Maybe sometimes I have been wrong with some movies,” he said. “Anyway, I try to do my best. I was sincere. I was honest. But I am sure this path that I took is the right path.”

    After “The Tiger and the Snow” he began to devote himself to the Dante readings. And although he said he is eager to return to filmmaking (“I would like to make not a divine comedy but a comedy”), Dante is his foreseeable future: requests for the show, he said, keep pouring in, from Korea and Japan, from South America, from towns in Italy he has not been to yet.

    “Only comedians can talk about death, life, God and Virgin Mary,” he said. “If was a tragic actor, I couldn’t allow myself. But with this accent I can do it. I can talk with death in person because I am a clown. Yes. And I am proud to be a clown — very much.”

    A version of this article appeared in print on May 23, 2009, on page C1 of the New York edition.

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    Roberto Benigni Is Set to Make His North American Stage Debut With the Critically Acclaimed One-Man Show — TuttoDante — in San Francisco May 26, Continuing on to New York, Montreal, Boston, Toronto, Quebec City and Chicago

    LOS ANGELES, CA - Two-time Academy Award-winner (1999) for Best Actor and Best Foreign Film and nominee for Best Director and Best Writer, for “Life is Beautiful” ROBERTO BENIGNI is making his US stage debut at the Davies Symphony Hall on May 26 in San Francisco with his one-man show “TuttoDante.” Roberto’s unique creation is a fascinating journey that extends from current and daily events to the Divine Comedy. From moments of pure humor to moments of breathtaking poetry — in particular Canto V° from “The Inferno,” Dante’s medieval, cosmos-bestriding epic of sin, salvation and eternity.

    Benigni has been perfecting his one-man show in his native Italy for the past 3 years, where more than one million passionate fans cheered in delight. Now, after spectacular appearances to sold out theatres in Paris and London, Benigni performs his show in English, peppered with Italian and for the finale, he will recite the Fifth Canto in its original medieval Italian.

    The Canto V° describes the tragic love story between Paolo and Francesca, condemned for the sin of lust to pass eternity on the first of the descending rings of hell.

    “TuttoDante” has received rave reviews all across Italy, as well as in England for his recent London performance.

    “Benigni has long been a national hero in Italy,” notes the UK’s “Telegraph.” “Climbing over the seats to collect his two Oscar for the 1999 tragicomedy “La Vita è Bella (Life is Beautiful)” was only the most conspicuous of his acts of iconoclasm. Since the 1970s he has been adored as a satirist of Italy’s politicians. But, over the past three years, he has added to his hero status through his touring show dedicated to Italy’s medieval literary giant, Dante Alighieri, author of the Divine Comedy… By the time he reached the final section — a recitation of the poem itself… He recited the words so animatedly, but with such reverence for the 11 syllable lines, that it was like listening to great music. Millions of Italians have so far risen to their feet to cheer at the end of this show; this evening was no exception.”

    “By the time it came to the Divine Comedy’s Fifth Canto… There was pin-drop silence as Benigni switched from passionate… to controlled, near operatic delivery. Even for fans with minimal grasp of Italian the beauty of the poetry was apparent.” “Evening Standard”

    Of the Italian show, critics declared:

    “Benigni has been able to enchant… the audience, leaving it in ecstasy, speechless, perhaps, surprised by such emotion.” “La Repubblica”

    “Climbing through the ages, he miraculously combines yesterday with today, current events with poetry, anger with laughter.” “Corriere della Sera”

    “A small miracle, considering the amount of people Benigni has brought to the Divine Comedy.” “Variety” (US edition)

    And, judging from the sold-out box offices for every stage on the tour, from the long applause and standing ovations that conclude each evening, “a small miracle” may have actually occurred, as Roberto Benigni says, “The poetry is not only in who writes, but especially in the ear of whom listens.”

    “TuttoDante” starring Roberto Benigni is a majestic life-affirming evening performed in English, peppered with Italian, while the finale of the Fifth Canto will be in Italian.

    DATE…………CITY/STATE………….VENUE
    Tues. May 26 - San Francisco, CA Davies Symphony Hall
    Sat. May 30 - New York, NY Manhattan Center-Hammerstein Ballroom
    Tues./Wed. June 3 & 4 - Montreal, Quebec, Canada St. Denise Theatre
    Sat. June 6 - Boston, MA Berklee Performance Center
    Sun. June 7 - Toronto, Ontario, Canada Casino Rama
    Wed. June 10 - Quebec City, Canada Gran Theatre de Quebec
    Fri. June 12 - Chicago, IL Harris Theatre

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    May 14th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    Gross in der Regie – gross auf der Bühne Roberto Benigni, 56, bringt seine Erfolgsshow «Tutto Dante» nach Basel. Der italienische Oscar-Preisträger ver­zaubert mit Witz, Ironie und viel Poesie.

    [Click here for the English translation by Google]
    Schweizer Illustrierte - Text Kati Moser

    Signor Benigni, am 14. Mai sieht man Sie endlich auch bei uns. Haben Sie etwa auch ein Bankkonto in der Schweiz?
    Das verrate ich Ihnen doch nicht! Ich war aber schon mehrmals in der Schweiz und würde gerne mal durchs Land touren.

    Ach ja? Wieso gerade durch die Schweiz?
    La Svizzera è un grande paese, ein grosses Land, das am wenigsten seinem Klischee entspricht.

    Klischee? Welches Klischee?
    Man sagt, es sei ein kaltes Land und die Einwohner seien distanziert. Das stimmt gar nicht. Ihr seid warmherzig und habt uns vieles geschenkt, darunter auch die Schweizergarde! Wir Italiener haben dieses Bild der Schweizer, die den Papst und unsere Seele beschützen (lacht). Die Seelen dieser Welt. Und der Papst wählte die Schweizer damals aus, weil sie stark waren und frei. Zudem wollt ihr keine Kriege führen, weil ihr dem Krieg für immer abgeschworen habt.

    Sie sind ein richtiger Vatikan-Kenner. Würden Sie einen Film über den Papst drehen?
    (Überlegt lange.) Weiss nicht. Auf einen neuen Film hätte ich schon Lust. Doch im Moment fehlt mir die zündende Idee.

    Haben Sie als Oscar-Preisträger überhaupt noch Wünsche?
    Eigentlich bin ich ein Mann ohne Wünsche. «Die Welt ist voll der Tränen, der in Erfüllung gegangenen Wünsche», sagte einst Mutter Teresa. Da ich in «Tutto Dante» aus der «Göttlichen Komödie» von Dante rezitiere – dem Buch der Wünsche schlechthin –, kann ich es mir aber nicht leisten, keine Wünsche zu haben! Also verrate ich einen: Ich würde gerne eine Farbe ent­decken, die ich noch nie gesehen habe.

    Dann werden Sie jetzt zum Maler?
    Keine Angst! Vom grossen italienischen Dichter Dante kann ich mich nicht losreissen. Ihm bleibe ich treu. Er offenbart uns die menschliche Seele, das wahre Leben. Sein zeitloses Werk vermittelt uns den Geschmack des Glücks, «the flavour of happiness»!
    10. Mai 2009


    *Are you going to see TuttoDante in Basel? After seeing the show, write and send your personal review/comments to: info@unbenignidanobel.it …We’ll publish your articles in this blog.

    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a: info@unbenignidanobel.it …Pubblicheremo tutto sul sito.


    Un commento su TuttoDante a Basilea inviato da un nostro lettore:

    Ciao a tutti
    Ho visitato il 14 Maggio a Basilea una tappa del Tour di Benigni.
    Benigni non si puo descrivere; lui la da solo sul palco, con il leggio, un fazzoletto in tasca e basta, fa sprigonare energie che invadono tutta la platea !!!
    Moltissimi pensieri mi sono rimasti impressi nella mente…
    Benigni oltre che esser da Nobel, dovrebbe essre fatto Papa !!!
    Un Saluto
    Salvatore

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    May 13th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo alcuni commenti che ci avete inviato a info@unbenignidanobel.it sugli spettacoli di TuttoDante ad Atene del 5 e 6 maggio 2009.

    *Chrysa Mayioglou :
    I had the happiness to see Roberto Benigni, live in Athens on 6th of May. As a big fan of him i could not have missed it and i was really amazed. I cannot speak italian but i understood the meaning of every single word he said. Benigni has a special gift to speak by his (wonderful) heart. He is so energetic and funny but so dramatic at the same time. That is why i think he is the best comedian of our times and he is also my favourite actor and director.
    His show was full of love, deep emotions, the magic of Dantee and amazing perfomance. Noone would be the best for this show. It was a river full of emotions. The best of poetry with the magical performance.
    And Benigni… That is enough. I am so moved by him, every time i see him that i think i live in some other world. The wonderful world he always create when acting.

    *Giuseppe Marseglia :
    Ciao Benigni, ti volevo ringraziare per la grande serata che ci hai fatto passare ad Atene, ci hai fatto sognare. GRAZIE!!!!!!!

    *Lefteris Vrettakos :
    Ho tanto atteso per vedere lo spettacolo di Benigni che finalmente ha raggiunto la Grecia.
    Naturalmente è stata una esperienza straordinaria, con un Benigni come sempre spettacolare ed un’analisi del quinto canto dell’Inferno di Dante semplicemente unica.
    Seguire i versi di una tale opera senza l’approfondimento che offre Benigni (su date, personaggi, con parabole, con analisi del mondo contemporaneo di Dante, etc.) è forse diffilice. Roberto riesce a trasportarti al fianco di Dante e vivere con lui questo viaggio straordinario.
    Per la prima parte dello spetacolo che è una tipica commedia “Benigniana” (povero Berlusconi) senza fiato e senza sosta, non si può dire niente di non già scritto.
    Benigni ha offerto agli spettatori Ateniesi due giornate indimenticabili.
    La seconda giornata (7/05/09) che ho seguito io, resterà sempre impressa nel mio cuore, anche se, il sentimento che mi e’ prevalso dopo, è che è durata poco e volevo sentire una decina di canti in più ;-) ….Ringrazio Benigni per l’indimenticabile serata e per avermi fatto amare quest’opera di letteratura, che 2 anni fa mi sembrava pesante e inavvicinabile.

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