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Video: Benigni canta l’inno nazionale
Lo show di Roberto Benigni si conclude con un colpo di scena. L’attore canta, a cappella, l’inno nazionale. Standing ovation dell’Ariston
Video: battute a raffica sul Rubygate
Benigni: ”Anche la Cinquetti era minorenne”
La parte più politica e d’attualità dello show del comico all’Ariston
Questa sera Roberto Benigni ospite a Sanremo!

Roberto Benigni salirà sul palco del Teatro Ariston nella serata dedicata ai 150 dell’Unità d’Italia alle 22.00-22.30.
Stasera all’Ariston arriva Roberto Benigni che secondo Gianni Morandi è «un premio Nobel» (un lapsus strepitoso davanti ai giornalisti) «che ci onora in tutto il mondo».
L’attore e regista ripercorrerà la genesi e il significato del “Canto degli Italiani” meglio conosciuto come “Inno di Mameli” o “Fratelli d’Italia”.
Proporrà l’esegesi (che in filologia è appunto l’interpretazione critica di testi finalizzata alla comprensione del significato) della canzone adottata dagli italiani come inno nazionale, che ha una storia ed un testo che potrebbero offrire più di uno spunto per agganciare l’attualità.
Come al solito Roberto Benigni non farà prove in teatro.
Arriverà a teatro poco prima della sua esibizione per andarsene subito dopo. Una toccata e fuga attesa con trepidazione da milioni di italiani.
Sanremo: Roberto Benigni per la serata dei 150 anni
Roma, 15 feb. (Adnkronos) – “Nella serata di giovedi’ Roberto Benigni ci sarà. Abbiamo ricevuto questa mattina molto presto un regalo bellissimo: Roberto verrà sul palco dell’Ariston e fara’ una cosa molto particolare, raccontera’ l’esegesi dell’Inno di Mameli, del Canto degli Italiani”.
Roberto Benigni giovedì sera sarà all’Ariston, al Festival di Sanremo, nella serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia. L’annuncio è venuto da Gianni Morandi in avvio del ‘question time’ sanremese, in onda su Raiuno.
L’attore e regista toscano “farà una cosa molto particolare: racconterà – ha spiegato Morandi – l’esegesi del canto degli italiani, dell’Inno di Mameli. E’ un gesto di grandissima generosità da parte di Roberto, sono sicuro che ci ha pensato molto ed ha voluto essere generoso in questo: lo ringrazio a nome mio e di tutti gli italiani”. Anche il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, ha parlato di grande notizia e regalo da parte di Benigni, “avevamo questa speranza, l’abbiamo inseguito e siamo felici che ci abbia detto di sì. Era il nostro sogno aver Il Premio Oscar nella serata più solenne del Festival, in cui si celebrano i 150 anni dell’Unità”.
Sanremo, Bonolis: “Un enorme grazie a Roberto Benigni”
(Affaritaliani) Un “grande grazie a Roberto Benigni, a Mina e prima di tutto al pubblico che ci ha seguito e che spero ci seguirà ancora”. Così Paolo Bonolis durante il ‘question time’ in sala stampa all’Ariston commentando i risultati degli ascolti televisivi di ieri, prima serata del Festival di Sanremo 2009.
Un “gran colpo d’ala” di Roberto Benigni. In questo modo, Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, ha definito il momento in cui il regista e attore toscano ha recitato Oscar Wilde toccando il delicato tema dell’omosessualità e contribuendo così dal palco dell’Ariston a fare chiarezza sul tema. “Roberto ha portato su alti livelli la sua esibizione – ha aggiunto il direttore della rete ammiraglia Rai – ed è servito a fare luce e chiarezza su un argomento dal vasto riflesso sociale”. Del Noce ha aggiunto: “Ho trascorso una notte insonne, ore d’ansia e non proprio tranquille, fino al mattino. Poi finalmente sono arrivati i dati degli ascolti, dati più che confortanti e ben al di là di quanto avremmo sottoscritto alla vigilia”. con 14 milioni 173mila telespettatori e share del 47,10 per cento, in sensibile aumento in termini assoluti e percentuali rispetto allo scorso anno, e con un picco d’ascolto di 16 milioni 162mila telespettatori e il 60,62 per cento di share quando sul palco dell’Ariston c’era Roberto Benigni.
Il servizio de “La Vita in diretta” : Roberto Benigni un vulcano a Sanremo
Ascolti Tv: Benigni fa volare Sanremo. Oltre 15 milioni davanti alla tv, share del 55,54%

(Tratto da TvBlog.it)
Milano, 18 febbraio 2009 – Risultato straordinario per la prima puntata del 59° Festival di Sanremo che ottiene nella media tra le due parti 10.413.000 telespettatori. La prima parte, che includeva anche il lungo monologo di Roberto Benigni, ha registrato il 47,11% e 14.173.000 telespettatori mentre la seconda, terminata all’1:20, 6.654.000 e il 49,51%.

Sanremo: ascolti, con Benigni il picco
(ANSA) – SANREMO, 18 FEB – Oltre 15 milioni per l’attesa e applauditissima performance di Roberto Benigni, ieri all’esordio del Festival di Sanremo.
Una media share del 55,54 per cento e, in valori assoluti, una media di 15 milioni 361mila telespettatori.
Il picco assoluto di spettatori e’ stato raggiunto alle 22.59: con uno share al 60,62 per cento, in 16.162.000 hanno seguito l’attore mentre finiva di leggere la lettera di Oscar Wilde.
Berlusconacci, i gay: e Benigni dà la scossa
Show politico: «Silvio fai come Mina, sparisci». Il requiem alla sinistra e l’emozione Oscar Wilde
SANREMO — «Voglio essere allegro e non parlare di cose serie. Berlusconi…». Si capisce subito che il leitmotiv del monologo di Benigni nella prima serata del Festival sarà il premier. Il comico toscano si impossessa del palco dell’Ariston alle 22.30 e non lo lascia per mezz’ora: il bersaglio è (quasi) uno solo. «Alle elezioni in Sardegna ha vinto Berlusconacci, un sardo che non conoscevo. Ma a Berlusconi non interessa la Sardegna. Vuole la Corsica, Ajaccio, è lì che ha tutti i suoi parenti», chiaro riferimento a Napoleone. «Sta facendo ricerche sull’albero genealogico, dice di essere più alto di Napoleone, ma secondo la questura è più basso. Lui sistema un po’ tutti, il figlio del suo commercialista, amici e parenti, anche il suo idraulico, Tubacci».
È inarrestabile: «Silvio Berlusconi: non lo volevo dire, non lo voglio neanche nominare, ma mi esce da sé… È un piacere essere all’Ariston, un teatro che appena lo vedi ti vien voglia di entrarci dentro come Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». Una battuta su Veltroni. «Più battuto di così povero Walter. Ho già lo slogan per te, rialzati Walter, abbiamo perso la Sardegna, ma rimane Stromboli, Capraia, l’Isola di Montecristo. C’è la maggioranza nelle Eolie da conquistare». Benigni è al vetriolo ma strepitoso su Mina: «Manda solo filmati come Bin Laden, è diventata un mito… Silvio mi è venuta un’idea, te lo dico da amico, per diventare anche più grande di un mito come Mina tu devi sparire, sembrerebbe una cosa brutta ma è una cosa bella. Non ti devi fare vedere più. Non devi andare in Svizzera ma molto più lontano, in India o in Nuova Zelanda. Ci vai con Apicella e poi magari ci mandi qualche canzone». Cita Leopardi ma il bersaglio è ancora Silvio: «Sempre caro mi fu quest’ermo colle». Parla degli autobus su cui c’era la scritta: «Dio non c’è, godetevi la vita», il suo consiglio è «Berlusconi non c’è, godetevi la vita». E ancora: «Ti cercano a Chi l’ha visto?, bello e piacente a meno che tu non abbia cambiato la Costituzione». Punzecchia il centrosinistra: «Non posso iniziare a fare una battuta che a metà cade il governo Prodi». Ma ritorna a Berlusconi: sul lodo per salvare le più alte cariche dello Stato: «Non è una legge ad personam, ma una legge ad quattrum personam. Son passi avanti, se poi magari passa a ventim e poi le fa per tuttimus… Ma non voglio parlare più di Berlusconi».
E allora tocca alla Zanicchi: «Mi ha colpito molto la sua canzone, dice “ti voglio senza amore però non finire presto”. Ma Iva, sono rimasto scioccato, è come dire “trombami, ma dura parecchio”. Ci vorrebbe per lei un gladiatore, Silvio… Mi è rimasta solo Orietta Berti. Spero di non vederla in mezzo alle conigliette di Playboy». Ma le battute sono per il premier che vuole diventare presidente della Repubblica: «I have a dream come dice sempre Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». Benigni dice di amare Napoli: «Mi piacerebbe essere tanto “napoletano”, come dice Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». La chiusura del suo show è «sulle polemiche sugli omosessuali»: «Nella storia sono stati torturati perché amavano un’altra persona. Di peccati non c’è che la stupidità» e chiude, emozionando il pubblico, recitando Oscar Wilde nella struggente lettera dal carcere al ragazzo che amava. Ad aprire la serata alle 21.10 era stato il video di Mina, l’«ectoplasma» secondo Patty Pravo, per non aver avuto il «coraggio» di presentarsi in carne e ossa all’Ariston. Nostra Signora della canzone ha intonato il «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini. E per la verità anche nel video (un excursus sulla storia della canzone partendo dai canti gregoriani fino a oggi) non s’è fatta vedere molto, tranne qualche immagine (capelli raccolti e occhialoni scuri) in studio di registrazione. Poi la gara e gli ospiti. Ritmo serrato, una canzone dopo l’altra senza battute con gli artisti e un Bonolis in forma che cita Pavese, Calvino e ne sa anche di storia: «Sono 300 i giurati, neanche alle Termopili». Oggi l’attesa è tutta sugli ascolti. «Vita o morte»: parola di Del Noce.
Renato Franco (Il Corriere della Sera)
18 febbraio 2009
Benigni: Silvio fai come Mina
Il comico a Berlusconi: vuoi diventare un mito? Sparisci. Poi un’appassionata difesa dei gay “colpevoli d’amore”
ALESSANDRA COMAZZI (La Stampa)
SANREMO. E’ un diluvio di battute, satira politica, fisicità e impegno civile a favore degli omosessuali «che sono nel piano di Dio», compresa lettera di Oscar Wilde, la mezz’ora abbondante che Roberto Benigni ha trascorso ieri al Festival di Sanremo. Nessun accenno alla polemica dei diritti comprati e ceduti. Paolo Bonolis è un convitato di pietra silente, al lato del palco lungo il quale il folletto salta «ho una felicità fisica che mi sballotta e non la controllo». Una felicità fisica che lo porta a parlare di Berlusconi, a lungo, fingendo di non volerne parlare. «Quando arrivi qui, davanti all’Ariston, ti vien voglia di entrare e di essere protagonista, come dice Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». E questo diventerà un tormentone. «D’altronde, se non faccio battute su di lui, su chi le faccio, sul povero Veltroni? Rialzati Walter, che vuoi che sia la Sardegna, c’è la Capraia, Montecristo, Stromboli, le Eolie. A Berlusconi non interessa la Sardegna, gli interessa la Corsica, Ajaccio, c’ha tutti i suoi parenti, non proprio tutti ma Bonaparte sì. Ma parlavamo di Sanremo. Mina ormai manda solo filmati come Bin Laden, è sparita, e così è diventata un mito. Silvio, m’è venuta un’idea: diventa un mito come Mina, devi sparire, non ti devi far vedere più, più lontano vai, più mito sei, magari con Apicella, ogni tanto ci mandi una canzone, te la canto io». E poi il ricordo del governo Prodi: «C’era ancora quella cosa, come si chiama? La sinistra», Mastella che s’è immolato perché chi veniva dopo non potesse che fare bella figura, «Alfano, veniamo al lodo». E poi la Zanicchi, e la sua canzone sul sesso: «Ti voglio senza amore. Come dire: tròmbami, e dura parecchio. Come se Modugno avesse cantato “Trombare oh oh”, e Puccini “All’alba tromberò”. Iva è nel pdl, no? Solo uno con lei ce la può fare: uno bravo, un gladiatore, Silvio. Iva, ci sono rimasto male. Mi resta solo Orietta Berti: non vorrei che mi arrivassi con le ragazze di Playboy, due coniglietti sulle tette e uno sulla patonza».
“Ma parliamo dell’inno… anzi no, una parola sola: Ruby Rubacuori.. l’ho detto. Oh, se non ti piace -dice come parlando col premier- cambia canale, vai sul due, anzi no che c’è Santoro. Meglio stasera se vai al letto. Ma questa Ruby per vedere se era la nipote di Mubarak, bastava andare all’anagrafe e vedere se Mubarak di cognome fa Rubacuori. Ma ci voleva tanto? Ci sono due persone in Italia che telefonano continuamente.. una è qui”, dice guardando in platea il direttore generale della Rai Mauro Masi. “Ma pensate alla bolletta.. L’unita’ d’Italia è sacra, pensate a dividere l’Italia in tre. Tre costituzioni, tre Berlusconi, tre Benigni, tre Sanremi.. no, non si puo’”.
















