Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    di Stefano Vaccara, America Oggi | 17-05-2009 |

    Tenetevi forte, sta arrivando Roberto Benigni a New York. L’America non scorderà facilmente la premiazione di Benigni nella notte degli Oscar del ‘98, con “La vita è bella”. Ora l’attore-regista ritorna negli Stati Uniti con il suo spettacolo “Tutto Dante”. La prima tappa dello show sarà a San Francisco, il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
    Benigni reciterà in inglese e in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la storia d’amore di Paolo e Francesca. Riuscirà Benigni a comunicare la poesia di Dante all’America?

    Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo, dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano. Le tappe negli Usa sono state organizzate da Massimo Gallotta Promotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
    Abbiamo l’appuntamento telefonico con Benigni per l’intervista giovedì. Lui è in Svizzera, a Basilea, tra poche ore inizia lo spettacolo. Ci risponde al telefono con il suo inconfondibile forte accento toscano, la lingua di Dante: “Stefanooo, come stai? America, arrivo”.
    I premurosi manager ci avevano intimato soltanto quindici minuti per l’intervista, ma Roberto ci rassicura subito: “Ma quali quindici minuti, non ti preoccupare Stefano, noi si parla di Dante a New York, e lo vuoi fare in quindici minuti?”.

    Roberto, Dante cosa avrebbe pensato dell’America?
    «Ma Dante ha scoperto l’America prima di Colombo, ha situato la montagna nel Purgatorio… ad un certo punto, le cartine geografiche Dante le ha portate nel Purgatorio, quando Ulisse remando remando etc etc… insomma Dante l’ha scoperta prima lui l’America… »

    In un film che hai recitato con Massimo Troisi, trasportati indietro nel tempo, cercavate di fermare Colombo dal partire dalla Spagna affinché non scoprisse l’America…
    «Eh che c’era quell’americano che m’aveva sposato la mia sorella e me l’aveva rovinata, allora… »

    Ma a Dante, l’America con Obama presidente gli sarebbe piaciuta o no?
    «Oggi con Obama è tutta una felicità. Portare Dante in America è come portare Obama in Italia. Io la prossima volta voglio portare Obama in Italia, per le sue poesie, lui è come un libro scritto, fisicamente, proprio come è fatto, lui è già un verso di una poesia. È bellissimo, ci ha rimesso tutti in buona carreggiata con l’America, che con Bush stavamo andando tutti storti. Lo ripeto sempre: l’elezione di Obama è una Divina Commedia!»

    Dante ci ha anche insegnato quanto sono importanti le donne per gli uomini. Che cosa avrebbe pensato Dante di Michelle Obama: senza di lei ci sarebbe stato presidente Barack Obama?
    «Sarei costretto a dire un luogo comune, che dietro ogni grande uomo c’é una gran donna. Ma qui non c’é nessuno che sta dietro, sono alla pari, ecco accanto ad un grande uomo c’é una grande donna e viceversa. Guarda che per Dante Alighieri è partito tutto dagli occhi di una donna, da Beatrice. Lui ha scritto l’opera più straordinaria di tutti i tempi per rivedere gli occhi di una donna. Tutta la sua conoscenza è a Beatrice, tutta la sua cultura è lì, quando ha visto per la prima volta quella donna, ha visto nei suoi occhi: tu sei eterno. E lui ha promesso, per questi occhi io scriverò una cosa che non è mai stata scritta prima da nessuno. E l’ha mantenuta la promessa, pensa un po’ che bellezza. Quindi senza gli occhi delle donne, nessun poeta potrebbe mai scrivere niente di eterno. Sono loro che ci fanno fare le grandi cose. Quindi per Obama e Michelle è la stessa cosa. Quando si vede quel bel sorriso di Michelle, e si vede quella felicità di fare un cammino insieme ad una persona che si ama, si sente come se i fatti del mondo non sono la fine della questione, forse c’é qualcosa di più, che non sappiamo, di insondabile, e questa è una bella speranza… »

    La recita di Dante l’hai iniziata nel 2002, subito dopo il terrore dell’11 settembre. Oggi abbiamo la grande paura della crisi economica. Conoscere meglio l’opera di Dante può aiutarci in tempi come questi?
    «Guarda leggere Dante aiuta sia in tempi di crisi che in un momento di grande felicità. Perché Dante non è solamente un aiuto, ci lascia nella bocca il sapore della felicità. Alla fine il messaggio della Divina Commedia è proprio che è bella. Quindi parla a tutti noi, Dante ci fa vedere come siamo fatti e ci dice: scegliti, tra questo e quello, e non ci nasconde le nostre cose più basse, per questo è il più grande poeta di tutti i tempi. Perché per la prima volta dice che siamo proprio noi i padroni della nostra vita e della nostra morte, del nostro destino. Prima di Dante, da Omero in poi tutti gli uomini venivano affidati agli dei, al destino, al fato. Dante no, dice siete voi, siamo noi che ce lo facciamo, siamo noi i padroni del nostro destino. E allora in questo momento straordinario, di grande crisi, dovuta all’avidità, che è una delle tre belve di Dante, la lupa è l’avidità, ecco quelle cose che la Bibbia ce le ha dette in maniera mistica, Dante ce le ha dette in maniera popolare. Ce le fa sentire con mano, è un libro che si può abbracciare, è come un amico che ci conosce, la Divina commedia non la leggiamo noi, è lei che legge noi! Quando io leggevo Dante, mi dicevo: ma questo mi conosce più profondamente di qualsiasi altra persona. Mi vien voglia di chiamarlo, di farmi dare il numero di telefono, pronto Dante, sei libero domani, prendiamoci un caffé insieme. L’insegnamento della Divina Commedia è una domanda che a rispondere ci si potrebbe stare ore e ore, ma quello che ci fa sentire ad ognuno di noi, è unico, e anche se la nostra vita non sembra eccezionale a nessuno, Dante ci dice che siamo gli eroi di un dramma epico irripetibile, che non avverrà mai più. Abbiamo una volta sola l’occasione di vivere, e questa cosa non ci fa mai sentire superflui, mai totalmente vinti, ci narra proprio il miracolo dell’esistenza. E alla fine, quando arriviamo in Paradiso e ci voltiamo indietro, l’Inferno è vuoto. Ci ha portati tutti con sé. È un poema così grande che dopo averlo letto non si guardano più le persone con distrazione, ci si guarda tutti come un mistero, come se siamo depositari di un destino immenso. È questa la cosa straordinaria».

    Roberto, stai portando il tuo spettacolo dantesco in giro per il mondo e i temi toccati nell’arte dell’Alighieri sono universali, come l’amore appunto. Ma ecco arrivare l’ostacolo della lingua. Insomma recitare all’estero non è come nelle piazze italiane. Negli Stati Uniti avrai tanti americani di origine italiana che sono disposti a seguirti nella lingua del poeta fiorentino. Ma con il pubblico americano che ti ha conosciuto e apprezzato soprattutto al momento dell’Oscar de “La vita è bella” e che ora vorrebbe vederti recitare Dante, come farai per farti comprendere?
    «Prima di tutto lo spettacolo è in inglese ‘bettered with Italian’, cioè quando non trovo la frase in inglese io la ‘swiccio’. Insomma è l’inglese mio. Poi io non sono un professore, né un critico, né un teorico, insomma un intellettuale. Sono un uomo di spettacolo, e quindi con la Divina Commedia io faccio prima di tutto uno spettacolo. E poi è proprio il Quinto canto, quello appunto del sesso, della lussuria, delle passioni e dell’amore, e tutto quello che ci racconta quanto ha che fare, soprattutto oggi, il sesso con il potere… Nella prima parte dello spettacolo io parlerò di fatti moderni naturalmente, con Dante poeta universale. In più quando io farò il Quinto canto in originale, quella lingua di Dante che in italiano il 70% è rimasto quasi uguale, ecco lì è come sentir la musica, è proprio una sinfonia. Dante ci ha messo tutti i ritmi: c’è il classico, il jazz, il rock, è come sentire Beethoven e Duke Ellington, Bach e Jimmy Hendrix, una cosa spettacolare. Se ti viene bene, è una cosa che si rimane stupefatti, una sinfonia e Dante si capisce senza bisogno di capirne la lingua. Ecco quando siamo difronte ad un ecstasi, non si deve spiegare più, perché l’analisi la riduce. Ma nella prima parte parlo di attualità, di Obama e Michelle, di Berlusconi e… »

    E infatti ho più di una domanda su Berlusconi. Ma restando un attimo sul tema della lingua, tu in America sei riuscito a farti capire in passato. Ancora prima dell’Oscar per “La vita è bella”, gli americani cultori del cinema ti conoscevano per la tua interpretazione, recitata in inglese, nel film “Daunbailò” (1986).
    «Eh sì, fu il mio primo impatto con gli Stati Uniti grazie a Jim Jarmusch, un grandissimo regista con cui sono rimasto molto amico».

    Stiamo arrivando all’orgomento sulla bocca di tutti, sesso e tradimenti, ma prima volevo il tuo parere su quello che, almeno da New York, ci ha fatto molta impressione, mi riferisco alle ultime dichiarazioni di Berlusconi riguardo alla questione immigrati. Siamo d’accordo che sui cosidetti “respingimenti”, ogni Stato abbia il diritto di controllare i propri confini, ma quando il capo del governo italiano, parlando della questione, ha detto: “Sono contrario all’Italia multietnica”, ecco secondo te cosa intendeva dire Berlusconi?
    «Guarda Stefano, ha colpito e tanto anche a me, quindi non solo a New York. Non credo che ci siano tanti significati per spiegare quelle parole, quello che dice Berlusconi di solito è piatto, ha solo un significato. Quindi quello che ha detto è quello che abbiamo capito, che non gli piace un’Italia multietnica. Cioè si rivolge a quella parte di noi italiani che c’è sempre e che non abbiamo il coraggio di far vedere e che ogni tanto viene fuori. E magari fosse solo quella…»

    Passiamo alle vicende ‘piccanti’ che hanno fatto il giro di tutti i giornali del mondo. Secondo te Veronica Lario, che per tanti anni aveva più o meno comodamente sopportato un marito dall’istinto, come dire… non mi viene quella espressione toscana molto chiara, mannaggia mi sfugge…
    «Allupato, si dice allupato.»

    Già, allupato. Allora Veronica ha deciso di divorziare dal Silvio “allupato” per la storia delle veline candidate alle Europee o per la vicenda del “papi” frequentatore della minorenne Moeni? Secondo te qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del matrimonio tra Silvio e Veronica?
    «Ma quale goccia, qui si tratta di una cascata del Niagara! Veronica lo aveva già bastonato una volta sui giornali, altro che goccia. Però si sa, mentre gli americani a queste cose darebbero molto peso, agli italiani importa poco, e quindi finora non succede nulla.»

    Anche la Chiesa si è arrabbiata con Berlusconi.
    «Già la Chiesa un pochino, ma che dobbiamo dire, poi Veronica ha detto la frase ‘è uno che non sta bene’, e allora che dobbiamo fa? Mi viene da ridere perché non c’è niente da aggiungere. Per costruirci una pagina di spettacolo basta ripetere quello che dice, non bisogna cambiare niente»

    In Sicilia c’è un detto volgare ma dai significati profondi: “Megghiu cumannari ca’ futtiri”. Meglio il potere che fare all’amore. Berlusconi quel proverbio non lo conosce?
    «Secondo me lui ha cambiato quel proverbio siciliano: per lui comandare è come fottere!»

    Non ce la faccio più e scoppio a ridere, ma non posso altrimenti rischio di coprire la registrazione. Benigni sventaglia frasi come una mitagliatrice…

    Andreotti il proverbio originale siciliano forse lo conosceva…
    «Accidenti se non lo conosceva, Andreotti sì che lo conosce bene il potere. E poi quello lì aveva un altro stile accidenti».

    Berlusconi dai nemici, ma anche da qualche suo amico, viene paragonato a Mussolini. Anche il Duce era molto “allupato”…
    «Ma Mussolini non ha mai fatto ministro la Petacci, questa è la differenza! Però a questo punto voglio ribadire che Berlusconi non è come Mussolini e non siamo certo ai quei tempi. Insomma in Italia la libertà c’é e io non permetterò a nessuno all’estero di dire il contrario. Come dicono gli americani ,”It’s my country!”. A parlar di Berlusconi dopo ci penso io…».

    Nel magazine di America Oggi l’estate scorsa pubblicammo una lunga intervista che ti fece la professoressa del Leham College-Cuny, Grace Russo Bullaro, l’esperta americana del tuo cinema…
    «Bella quella intervista.».
    (I lettori possono trovarla sul sito internet, www.oggi7.info, in archivio, il numero del 13 luglio 2008). Ecco, in quella intervista avevate approfondito Dante ma a un certo punto la professoressa americana fece una domanda maliziosa, ti chiese dove, secondo te, Dante avrebbe potuto mettere Berlusconi. Tu dicesti che Dante avrebbe solo riso di lui, non lo avrebbe certo messo all’inferno… Dopo le ultime notizie, hai per caso cambiato idea?
    «Per come fa le sue leggi Berlusconi, Dante gli avrebbe fatto un girone ad personam, solo per lui. Oppure si potrebbe fare una innovazione che Dante non fa con nessuno, provarlo un po’ dappertutto».

    Dopo il successo di questo tuo spettacolo sulla Divina Commedia di Dante, ne farai un film?
    «Mi piacerebbe farne una commedia, ci sto pensando proprio dalla fine di questa tourné. Me lo hanno chiesto anche gli americani, ma sai quante volte, di fare un film sulla Divina Commedia, sull’Inferno, su Paolo e Francesca, sulla vita di Dante, anche le televisioni… Ma come si fa? Quanto tempo ci vorrebbe, costerebbe l’ira di Dio, solo gli effetti speciali, e in più si perde la bellezza della poesia. Quella ha trovato la sua forma finale, quel mistero della poesia, ecco come renderla con lo schermo? Però certe immagini, ecco certe immagini che crea Dante sono cinematografiche, ha inventato il montaggio Dante con la Divina commedia. Non ce lo dimentichiamo. Il montaggio anche alternato, è proprio l’invenzione del cinema Dante. Sarebbe in questo quasi una sceneggiatura già scritta. Mi piacerebbe mettermi a ragionare seriamente qualche volta, però ci vorrebbe tanto di quel tempo e poi la scelta di quale canto fare o se fare la sua vita… eppure sarebbe un viaggio straordinario. Ma quasi quasi, sì varrebbe proprio la pena di pensarci, ti ringrazio per avermi ancora rinfocolato l’idea».

    Roberto, in America ti stiamo aspettando con uno spettacolo che promette non solo satira e grandi risate, ma anche cultura, grande cultura.
    «Io saluto tutti gli italiani in America, questo che vi porto è il regalo che Dante ha fatto, la perla più luminosa. Era dovuto che io mi muovessi dall’Italia per andare a portare questa perla in giro. Come italiano ho tanto orgoglio da far vedere, guardate che ci abbiamo, guardate che abbiamo fatto, e non è stata fatta solo per noi italiani ma per tutto il mondo. Dante è universale. Per tutti e per sempre».

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    May 14th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    Gross in der Regie – gross auf der Bühne Roberto Benigni, 56, bringt seine Erfolgsshow «Tutto Dante» nach Basel. Der italienische Oscar-Preisträger ver­zaubert mit Witz, Ironie und viel Poesie.

    [Click here for the English translation by Google]
    Schweizer Illustrierte - Text Kati Moser

    Signor Benigni, am 14. Mai sieht man Sie endlich auch bei uns. Haben Sie etwa auch ein Bankkonto in der Schweiz?
    Das verrate ich Ihnen doch nicht! Ich war aber schon mehrmals in der Schweiz und würde gerne mal durchs Land touren.

    Ach ja? Wieso gerade durch die Schweiz?
    La Svizzera è un grande paese, ein grosses Land, das am wenigsten seinem Klischee entspricht.

    Klischee? Welches Klischee?
    Man sagt, es sei ein kaltes Land und die Einwohner seien distanziert. Das stimmt gar nicht. Ihr seid warmherzig und habt uns vieles geschenkt, darunter auch die Schweizergarde! Wir Italiener haben dieses Bild der Schweizer, die den Papst und unsere Seele beschützen (lacht). Die Seelen dieser Welt. Und der Papst wählte die Schweizer damals aus, weil sie stark waren und frei. Zudem wollt ihr keine Kriege führen, weil ihr dem Krieg für immer abgeschworen habt.

    Sie sind ein richtiger Vatikan-Kenner. Würden Sie einen Film über den Papst drehen?
    (Überlegt lange.) Weiss nicht. Auf einen neuen Film hätte ich schon Lust. Doch im Moment fehlt mir die zündende Idee.

    Haben Sie als Oscar-Preisträger überhaupt noch Wünsche?
    Eigentlich bin ich ein Mann ohne Wünsche. «Die Welt ist voll der Tränen, der in Erfüllung gegangenen Wünsche», sagte einst Mutter Teresa. Da ich in «Tutto Dante» aus der «Göttlichen Komödie» von Dante rezitiere – dem Buch der Wünsche schlechthin –, kann ich es mir aber nicht leisten, keine Wünsche zu haben! Also verrate ich einen: Ich würde gerne eine Farbe ent­decken, die ich noch nie gesehen habe.

    Dann werden Sie jetzt zum Maler?
    Keine Angst! Vom grossen italienischen Dichter Dante kann ich mich nicht losreissen. Ihm bleibe ich treu. Er offenbart uns die menschliche Seele, das wahre Leben. Sein zeitloses Werk vermittelt uns den Geschmack des Glücks, «the flavour of happiness»!
    10. Mai 2009


    *Are you going to see TuttoDante in Basel? After seeing the show, write and send your personal review/comments to: info@unbenignidanobel.it …We’ll publish your articles in this blog.

    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a: info@unbenignidanobel.it …Pubblicheremo tutto sul sito.


    Un commento su TuttoDante a Basilea inviato da un nostro lettore:

    Ciao a tutti
    Ho visitato il 14 Maggio a Basilea una tappa del Tour di Benigni.
    Benigni non si puo descrivere; lui la da solo sul palco, con il leggio, un fazzoletto in tasca e basta, fa sprigonare energie che invadono tutta la platea !!!
    Moltissimi pensieri mi sono rimasti impressi nella mente…
    Benigni oltre che esser da Nobel, dovrebbe essre fatto Papa !!!
    Un Saluto
    Salvatore

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    April 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Rencontre avec l’acteur Roberto Benigni, qui sera samedi à l’Arena de Genève 17 avril 2009, 19:30 L’artiste s’attaque à un monument de la littérature avec le spectacle “TuttoDante”. Le talent et la drôlerie de Benigni réinventent ce monument littéraire italien. La critique et le public saluent un grand moment de théâtre.

    Le «19:30» de vendredi dernier restera dans les annales de la TSR grâce à la rencontre du comique Roberto Benigni venu jouer «Tutto Dante» à l’Arena, et de son intervieweur, Darius Rochebin, dont le professionnalisme et le sang-froid ont été mis à rude épreuve.

    Entrée en matière du comédien italien : «Je suis fasciné de vous! (…) C’est ma première fois avec vous à la télé suisse! Mais laissez-moi vous embrasser…»

    Tout pouvait donc arriver pendant le JT mais le présentateur a réussi l’exploit de canaliser Benigni, enfin presque ! Le comédien et réalisateur a fini par prendre le pouvoir et présenté lui même la fin du journal en enlevant sa veste et son pull légué au journaliste pour sa “bravitude”.

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    April 17th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Tribune de Genève - MAUD CARLUS | 07.04.2009 |

    SPECTACLE | Le comédien et réalisateur italien se produit à l’Arena (Genève) le 18 avril pour son spectacle «TuttoDante».

    Il vous a fait rire. Il vous a fait pleurer, avouez-le. Et puis bizarrement vous vous êtes mis à jeter des sorts avec les doigts, vous avez apostrophé toutes les femmes qui passaient avec un «Buongiorno principessa!» tout ça alors que vous vous débattiez avec une furieuse envie d’apprendre l’italien… Pas de doute, vous avez aimé La vie est belle. Douze ans après, le plus célèbre des trublions italiens, égal à lui-même, revient en fanfare avec TuttoDante, un one-man-show qui lui ressemble. 

    Exubérant, volubile et burlesque, Roberto Benigni l’est sur scène comme à la ville. Il en fait des tonnes et on adore ça. Parler avec lui, c’est comme rencontrer Laurel, Hardy et Charlot réunis. Et pour cause. Le clown en lui est né il y a bien longtemps.

    En novembre 1966, le jeune Roberto a 14 ans et étudie «dans une école pour devenir prêtre», à Florence. C’est à ce moment-là que de terribles inondations ravagent le cœur de la Toscane, le tirant au passage hors de son séminaire. «L’inondation m’a sauvé des eaux», plaisante-t-il.

    Le rire, «étincelle divine»

    Les inscriptions à l’école étant terminées, Roberto Benigni se fait engager dans un cirque, comme assistant du magicien. Là, tel Rabelais, il découvre toute la puissance de ce qui sera fondateur de son œuvre: le rire. «C’est une étincelle divine. Faire rire quelqu’un, c’est la plus belle émotion de ma vie. Depuis ce temps, j’ai envie de répéter cette émotion, encore et encore.»

    En 1972, il monte sur scène pour la première fois en interprétant L’inno del corpo sciolto, chanson paillarde qui fera rire l’Italie entière. Il ne quittera alors plus les planches, jusqu’à sa rencontre avec Giuseppe Bertolucci en 1975, qui le projettera devant la caméra dans Berlinguer ti voglio bene (1977).

    Il travaille par la suite avec des grands tels Costa Gavras (Clair de femme en 1979) ou encore Marco Ferreri (Pipicacadodo, en 1980), avant de se lancer dans la réalisation. En 1983 sort son premier film Tu mi Turbi, en quatre épisodes, bien reçu par le public et la critique.

    Benigni s’impose très vite dans le registre comique, mais n’hésite pas à aborder des sujets sérieux, comme dans Johnny Stecchino, sorti en 1991, dans lequel il s’attaque à la mafia.

    Vient ensuite la consécration internationale avec La vie est belle, en 1997, dans lequel il réussit la prouesse de traiter un sujet aussi délicat que l’Holocauste, avec une tendresse et un humour incroyables.

    La mort derrière le clown

    «Je me suis toujours souvenu des membres du cirque, qui, même épuisés, ne cessaient jamais de sourire. Ils ne laissaient rien paraître de leur fatigue. J’ai pris conscience que derrière chaque clown, il y a la mort», explique le réalisateur.

    La mort, il la chahute encore dans Le tigre et la neige (2005), en incarnant un poète amoureux qui va jusqu’en Irak pour retrouver sa bien-aimée, faisant fi de la guerre qui sévit.

    Mais Roberto ne s’arrête pas là et s’aventure sur la route du one-man-show avec TuttoDante , inspiré de la Divine Comédie de Dante Alighieri. Né sous le soleil grec en juin 2006, le spectacle mêle instants d’actualité, souvenirs cocasses et poésie. «Je pense que les gens ont besoin qu’on leur parle de choses belles et profondes, et Dante s’y prête très bien. C’est pour moi l’écrivain le plus moderne», raconte l’Italien. Et de conclure, «c’est un honneur pour moi de venir à Genève: je n’y ai jamais joué avant»!

    Tutto Dante», de et avec Roberto Benigni, le 18 avril à 20h30, à l’Arena (Genève). Billets dans les réseaux Fnac et TicketCorner.

    Bio express:
    Roberto Benigni
    27 octobre 1952: naissance à Castiglion Fiorentino, en Toscane.
    1983: réalise son premier film, «Tu mi Turbi».
    1997: «La Vita è bella».Le film remportera trois Oscars et le Grand Prix du jury du Festival de Cannes en 1998.
    2002: «Pinocchio».
    2006: début de la tournée de son spectacle «TuttoDante».
    22 février 2008: reçoit un César d’honneur pour l’ensemble de sa carrière.

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    December 15th, 2008SilviaPittRoberto Benigni

    Pubblichiamo un estratto audio dalla trasmissione “Cercando Amleto” di Rete Due, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, con un breve commento sullo spettacolo TuttoDante di Roberto Benigni a Lugano di domenica 7 dicembre 2008.

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    December 12th, 2008SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Servizio di un Tg svizzero su TuttoDante a Lugano, 7 dicembre 2008:

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    December 10th, 2008SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    ***Le nuove date di TuttoDante di Roberto Benigni previste a Ginevra e Lione sono state purtroppo annullate per indisposizione dell’attore, costretto a letto dall’influenza.

    Les spectacles de Genève et Lyon ont été malheureusement annulés parce que Benigni est atteind de fièvre.

    News da Eldorado.fr :
    Mercredi 10 décembre, 15h30, nous apprenons que ROBERTO BENIGNI est grippé, et alité. La représentation prévue ce soir à Genève et celle prévue demain à Lyon sont donc malheureusement annulées.
    Les détenteurs de billets pour Lyon peuvent d’ores et déjà se faire rembourser auprès de leur point de vente habituel.
    Aucune date de report n’est envisagée.

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    December 9th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, TuttoDante

    Cari amici,
    Siamo tornate dalla Svizzera, dove abbiamo assistito alle prime due date europee del nuovo Tour mondiale 2008/2009 di TuttoDante di Roberto Benigni, in qualità di “tifoseria ufficiale”.
    Avevamo portato con noi un nuovo striscione (il quarto dall’inizio del tour italiano nel 2006) : “DALLE ALPI ALLE ANDE ROBERTO SEI GRANDE …E ORA IL NOBEL”.


    (nella foto da sinistra: Loredana, Silvia, Mariangela e il nuovo striscione a Zurigo)

    La prima tappa del nuovo tour è stata a Zurigo sabato 6 dicembre: abbiamo posizionato lo striscione nel lato destro della sala del Kongresshaus, attirando l’attenzione del pubblico e di Roberto che ci ha salutato più volte dal palco con allegria. Il giorno seguente, domenica 7 dicembre, ci siamo spostate a Lugano per la seconda data di TuttoDante: il pubblico ticinese è stato molto caloroso nonostande il freddo “infernale” che si respirava all’interno della pista del ghiaccio!

    Ringraziamo tutto lo staff di TuttoDante, e, in particolare, un grazie di cuore a Roberto Benigni per aver accolto con grande entusiasmo il nuovo striscione, e per i fantastici momenti passati insieme lunedì 8 dicembre a Lugano… Grazie caro Roberto, ormai ci sentiamo veramente “parte integrante” del tour…Ti auguriamo un buon proseguimento con il viaggio Dantesco in Europa e nel mondo..!

    Alla prossima… e l’avventura continua!

    Le fedelissime,
    Silvia, Mariangela, Loredana
    -www.unbenignidanobel.it-

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    December 8th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante

    LUGANO, Ticino News - Roberto Benigni, famoso attore e regista toscano, ha fatto tappa ieri sera a Lugano. Nel suo tour europeo “TuttoDante” cominciato a Zurigo sabato sera, Benigni ha letto il V canto della Divina Commedia davanti a un numeroso pubblico stimato attorno alle 5-6000 presenze circa.

    Con magistrale capacità espressiva e intrerpetativa, l’attore toscano ha riproposto uno dei canti più famosi della somma opera del grande vate, il V canto, quello di Paolo e Francesca, i due amanti che Dante incontra nell’inferno, poiché colpevoli di adulterio.

    Benigni non ha mancato di ironizzare, con il suo stile inconfondibile, su personaggi della politica ticinese.
    “Voi siete un popolo straordinario! Avete avuto grandi architetti, come Le Corbusier, e soldati di ventura talmente valorosi che il Papa li ha scelti come guardie personali. E adesso c’avete gente come Mario Botta e il Nano Bignasca!”

    E sì, alla Resega di Lugano, seconda tappa dopo Zurigo del tour europeo TuttoDante, Roberto Benigni ha citato anche il Nano. Del sindaco Giorgio Giudici ha parlato dopo aver scherzato sui “dinosauri” della politica italiana. “Noi abbiamo Giulio Andreotti – ha detto -. Io non credevo esistesse davvero. Pensavo fosse come Pegaso, un personaggio di fantasia. Poi me lo sono visto di fronte. Ma Andreotti c’era già ai tempi di Dante. Anzi, quando Dante ha composto la Divina Commedia lui era già nel Consiglio degli anziani di Firenze. Però so che anche voi avete un sindaco piuttosto longevo…”
    Avrà sorriso la municipale Giovanna Masoni, seduta in prima fila…

    A Silvio Berlusconi, Benigni ha consigliato di venire a stare a Lugano come Mina, così è sicuro che diventa un mito. Il segreto è non farsi più vedere in giro, ha detto. Una volta all’anno sforna una bella canzone con Apicella e il gioco è fatto…

    Terminato lo show “politico”, Benigni ha iniziato la sua esegesi della Divina, Inferno, Quinto canto, quello dei lussuriosi, e di coloro che sono morti per amore, il canto di Paolo e Francesca, gli amanti uccisi dal fratello di lui e marito di lei che li sorprende mentre fanno l’amore.

    Nella Divina Commedia i due adulteri si trovano nel secondo cerchio, condannati a volare senza tregua in una bufera di vento (l’alito di Lucifero) insieme agli altri lussuriosi che non hanno resistito alle loro passioni. E per loro il poeta prova pietà, una pietà che attirerà su Dante gli strali della Chiesa.

    “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”, ha recitato Benigni, narrando la storia di Francesca, innamoratasi del cognato Paolo mentre leggevano insieme la storia adultera di Lancillotto e Ginevra: “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”.

    Alla fine, per Benigni, una meritatissima standing ovation.

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    December 6th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante

    Dopo aver riempito le piazze, gli stadi e i palasport di tutta Italia, con oltre 130 repliche dal giugno 2006 e un’affluenza di pubblico attorno al milione di spettatori, il Tour TuttoDante di Roberto Benigni parte alla conquista del mondo: tra poche ore inizierà il Tour Europeo 2008/2009.

    Il nuovo progetto di Benigni riparte proprio dai versi della Commedia, stavolta portati e celebrati in giro per l’Europa e per il mondo, con una novità: l’attore ha curato personalmente la traduzione in lingua francese delle Cantiche dantesche, ma solo per la parte esegetica. I versi verranno letti in italiano naturalmente, con la sensibilità e l’interpretazione ormai nota di un Benigni insuperabile nella lettura dei versi immortali di Dante. A lui il merito di aver sdoganato una cultura cosiddetta “alta”, e di averla resa accessibile a tutti.

    Questa sera, sabato 6 dicembre, ci sarà la prima tappa a Zurigo, domenica 7 dicembre a Lugano, per poi proseguire con il debutto dello spettacolo in versione francese a Ginevra (10 dicembre) e Lione (11 dicembre).
    A marzo e aprile 2009 sarà la volta delle grandi capitali europee da Parigi a Bruxelles; successivamente il tour si sposterà oltre oceano, Stati Uniti e Canada, fino alla performance conclusiva prevista a Buenos Aires nel mese di giugno 2009.

    I nostri migliori auguri a Roberto per la nuova grande avventura “internazionale”.
    Un grande in bocca al lupo per il tour, siamo sicuri che riuscirà a diffondere il suo amore e la passione per Dante in tutto il mondo.
    Grazie caro Roberto, perchè in momenti come questi, quando a volte si arriva a provare vergogna per la triste situazione politica e sociale che stiamo vivendo in Italia, ci sono persone come te che rendono onore all’estero alla grandezza e alla bellezza del nostro paese e della nostra cultura. Ci sentiamo tutti orgogliosi di essere Italiani grazie a te.

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    Riportiamo un’intervista in tedesco rilasciata da Roberto Benigni il 4 dicembre 2008, due giorni prima dello spettacolo di Zurigo del 6 dicembre 2008, tappa iniziale del nuovo tour mondiale di TuttoDante. [Per leggere la versione tradotta da Google Translate in italiano cliccate qui]

    «Dantes Poesie – das ist eine wirkliche Ekstase»
    Von Susanne Kübler. Aktualisiert am 04.12.2008

    Am Samstag kommt der italienische Schauspieler, Regisseur und Komiker Roberto Benigni mit seinem Programm «TuttoDante» nach Zürich.

    Roberto Benigni – das ist ein Vulkan in Dauer-Eruption, wobei er je nachdem Pointen, Faxen, Euphorie oder auch Weisheiten ausspuckt. Benigni kletterte über die Stuhlreihen zur Bühne, als er für seinen wirklich ergreifenden Film «La vita è bella» einen Oscar bekam. Er küsste den TV-Showmaster Pippo Baudo ebenso stürmisch wie Enzo Biagi, den Grandseigneur des italienischen Journalismus. In seinen Einmannvorstellungen redet er ohne Punkt und Komma, und Silvio Berlusconi kommt nicht gut weg dabei. Auch in seinen Filmen gibt er oft den zappeligen Dauerquassler, was nervig sein kann oder auch hinreissend (etwa in Jim Jarmuschs Film «Down by law», der ihn international bekannt machte). Seit 2006 ist Benigni nun schon als ebenso exaltierter wie ehrlicher Anhänger von Dante und seiner «Divina Commedia» unterwegs, mit der Show «TuttoDante», die er jetzt auch ausserhalb Italiens zeigt.

    Wie würde man ein Telefoninterview mit so einem überstehen?, fragt sich die Journalistin und sitzt ein bisschen bange vor dem Apparat. Dann ruft die Managerin an, gibt noch einmal die Regeln durch: Zehn Minuten, keine Fragen zur Politik. Und dann kommt Benigni.

    Ciao Susanne! Wie gesagt: Wir reden eine Stunde, und nur über Politik!

    Bestens.

    Wie gehts? Das ist das erste Interview für meine Welttournee! Mit einer Zürcher Journalistin! Ich bin ganz aufgeregt!

    Natürlich. Was bringen Sie denn nach Zürich, das Paradies oder die Hölle?
    Zürich ist ja eine paradiesische Stadt, da muss ich natürlich die Hölle mitbringen, einen der schönsten Momente aus dem «Inferno»: Die Geschichte der grossen Liebenden Paolo und Francesca. Das ist ja eine wunderbare Geschichte, eine der internationalsten in der ganzen «Divina Commedia», von geradezu skandalöser Schönheit, und…

    Seit wann pflegen Sie eigentlich Ihre Leidenschaft für Dante?
    Für mich ist Dante ein Teil der Natur, von jeher. Ich lebe mit ihm, seit ich klein bin, in der Toscana geht das gar nicht anders, da zitieren Grosseltern, Tanten und Schwäger immer irgendwelche Verse, ganz verdreht manchmal. Dante hat uns als Kinder in den Himmel und in die Hölle geschickt, er war ein Beispiel für uns mit seiner Wissbegierde, ein Freund, der uns Geschichten erzählte… Ich verdanke ihm sehr viel.

    Mehr als dem anderen grossen Toscaner, Boccaccio?
    Ja, auf jeden Fall. Boccaccio lernt man schätzen, wenn man grösser wird – er ist ja doch etwas freizügiger, darum haben sie uns den ein kleines bisschen versteckter gehalten als Dante.

    Dante ist ja…
    … so geheimnisvoll, so universell, so populär! Es gibt keine Ecke in der Welt, in der Dante nicht gefragt wäre. Arabische Staaten haben uns angefragt, nach Japan und Taiwan hätten wir gehen sollen, das können wir leider nicht, sonst wäre diese Tournee ja endlos. Diese Poesie – wenn man sie fühlt, dann zerreisst es einem das Herz, dann hört man auf zu denken, dann spielen Urteile, Ideale, Ideologien keine Rollen mehr, es ist eine wirkliche Ekstase.

    Was halten Sie denn vom Sündenregister, das dem «Inferno» die Struktur gibt? Da wird ja zum Beispiel ein Mord als weniger schlimm einstuft als ein Betrug.
    Das ist eben eine evangelische Wahrheit, ein Gesetz, eine Ordnung, die vom ganzen Wissen der Epoche geprägt ist. Das Schöne an Dante ist doch, dass er alles zusammenfasst, was seine Epoche ausmachte. Es gibt heute keinen einzigen Dichter, von dem wir sagen könnten: Der repräsentiert uns komplett. Aber im Mittelalter gab es eben Dante, und der repräsentierte seine Zeit, wie eine gothische Kathedrale, bei der aussen die Teufel und Monster dargestellt sind, und wenn man hineingeht, dann gibt es da diese wunderbaren Rosetten, durch die man das Licht des Paradieses sieht. Er hat alle Stile verwendet, die es zu seiner Zeit gab – wenn man sämtliche Bilder der Uffizien zusammenmischt, dann bekommt man eine blasse Vorstellung von Dantes Poesie. Und er hat von allem gesprochen, was uns betrifft, von unseren Tugenden, Lastern, Leidenschaften, Gefühlen…

    Aber wie hält es denn Dante mit dieser evangelischen Ordnung?

    Er ist ja oft nicht einverstanden mit Gott. Warum wird Francesca, die so sehr geliebt hat, mit der Hölle bestraft? So ist eben das Gesetz, und Dante fällt ja bei dieser Geschichte ohnmächtig um, wie tot, das geschieht danach im ganzen «Inferno» nicht mehr. Es ist, wie wenn er nicht einverstanden wäre, aber er kann das Gesetz nicht ändern.

    Warum ist Dante bis heute aktuell geblieben?

    Seine Grösse besteht gerade in den Details, etwa in der exakten Beschreibung von Gefühlen, die ja ganz einfache Gefühle sind. Wenn er von Angst schreibt, dann ist es die Angst, die wir haben beim Erzählen von Schauergeschichten vor dem Kamin. Er schreibt über himmlische Befehle nicht anders als wenn er schildert, wie ein Schneider seine Nadel einfädelt.

    Womit wir wieder beim totalen Abbild einer Epoche wären.
    Natürlich, Dante hat die Enzyklopädie erfunden, 500 Jahre vor den Enzyklopädisten, und nicht nach Alphabet geordnet, sondern in Versen. Er hat ja alles besprochen, die Klassizität, die Astronomie, die Geografie, die Geschichte, die Philosophie, die Anatomie…

    …und die Politik. Wir dürfen ja gemäss Abmachung nicht über Politik reden – aber über Dante reden, ohne die Politik zu erwähnen, ist doch ein bisschen schwierig, oder nicht?
    Es gibt heute keine engagierten Autoren mehr, wie er einer war. Die Politik war sein Ruin, aber er hatte eine majestätische Vorstellung davon. Für uns heute wäre das vielleicht ein bisschen lächerlich, aber damals war es innovativ, revolutionär. Dante hätte eher einen Aussätzigen geküsst, als einem Idioten die Hand gegeben.

    Die Strafen, die die Sünder in der «Divina Commedia» erleiden, haben ja immer direkt mit ihren Sünden zu tun. Welche Strafe hätte sich Dante denn für die heutigen Idioten ausgedacht?
    Oh, mamma mia, diese Entsprechung, diese «legge del contrappasso», nach der die Strafe entweder dem Vergehen entspricht oder genau das Gegenteil darstellt, das macht mir fast am meisten Spass in diesem Werk. Die Entsprechungen sind ja manchmal ganz einfach zu verstehen, manchmal auch unglaublich raffiniert, wenn er etwa die Lüsternen in einem ewigen Sturm fliegen lässt. Aber jetzt sagt meine Managerin, ich dürfe nur noch eine Frage beantworten.

    Eben, was wäre mit den heutigen Idioten?
    Ja, was könnte man mit denen machen? Es ist ja eine fast kindliche Frage, jeder denkt sich mal, «wenn ich könnte, dann würde ich den dort- oder dahin schicken», aber eigentlich kommen einem da nur Pointen in den Sinn. Dantes Strafen dagegen sind keine Pointen, da ist eine philosophische Struktur dahinter, die man nur bewundern kann.

    Danke fürs Gespräch.
    Bitte. Und rufen Sie mich doch heute Abend noch einmal an, dann können wir weiterreden, dann ist meine Managerin nicht mehr da!

    Erstellt: 04.12.2008, 20:01 Uhr

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    November 23rd, 2008SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Roberto Benigni in TuttoDante

    di Rita Sala - Il Messaggero
    ROMA (22 novembre) - E Dante Alighieri parlerà nella lingua di Sarkozy. Suo tramite, neanche a dirlo, Roberto Benigni. L’artista toscano, dopo aver curato personalmente la traduzione in francese dell’esegesi delle Cantiche, si esibirà dai primi di dicembre in giro per l’Europa, e poi nel mondo, a partire dalla Svizzera e dalla Francia (ecco perché nell’idioma di Molière la prima versione “staniera” della spiega).

    Zurigo (6 dicembre) e Lugano (7 dicembre) sono le tappe iniziali del grand tour, piazze elvetiche dove lo spettacolo dantesco è previsto in italiano. A Ginevra (il 10) e a Lione (l’11) avremo invece l’esordio dell’Alighieri in versione francese. I canti, è ovvio, Benigni li leggerà sempre in italiano; la traduzione, come detto, riguarda solo la parte esegetica.

    Roberto Benigni in TuttoDante

    E usando la Commedia, Roberto porta avanti l’idea che dignità e speranza, in tempi di mortificazione sociale e di pessimismo coatto, non sono del tutto atrofizzate. Dante indipendentemente dall’interpretazione che ne offre il menestrello diventa nelle sue mani un antidoto alla svirilizzazione collettiva, al disamore, alla flebilità dei sentimenti. I versi “detti”, divulgati oralmente, sono in questo senso un propellente eccezionale, buono in casa e ottimo da esportare.

    Non a caso nell’uso antico era proprio la voce degli aedi improvvisati o girovaghi, innamorati dell’opera dell’Alighieri, a diffondere le cantiche. Efficacia tutta popolare. E dato che è ormai impossibile prescindere dalla tv, ben venga Dante chiosato da un premio Oscar che le canta chiare al Potere e usa la poesia per ricreare, ammonire, incitare. Il richiamo è quasi istituzionale. E’ un elogio dei nostri bei fiumi, delle nostre donne, del pensiero e dell’arte, in sintesi dell’humus da cui nacque il Rinascimento e, ancora prima, la Roma del Diritto, delle strade, degli acquedotti.

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    October 3rd, 2008SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Editoriale di AffarItaliani.it - 2 ottobre 2008 

    Roma, 2 ott. (Adnkronos) - Dopo aver conquistato il pubblico di tutta Italia prima nei teatri e poi in tv, TuttoDante di Roberto Benigni partirà alla conquista delle platee internazionali. La prima tappa - ha annunciato oggi il manager di Benigni, Lucio Presta - dovrebbe essere Zurigo e l’ultima Buenos Aires, a maggio. In mezzo molte città europee, da Parigi a Madrid, a Bruxelles, e il Nord America, da New York a Miami, a Detroit.

    Tutto Dante, lo spettacolo di Roberto Benigni che nelle scorse stagioni ha girato con successo i più prestigiosi teatri italiani, adesso scavalca i confini nazionali. Le letture della Divina Commedia fatte dal “toscanaccio” più irriverente e famoso d’Italia andranno in tournée all’estero e gireranno tutto il mondo.
    Si inizia a con la prima tappa in Svizzera, a Zurigo, per poi proseguire nelle principali capitali europee tra cui Parigi. Poi Benigni ed il suo staff attraverseranno l’oceano per andare a New York, a Detroit ed in altre città americane. A maggio 2009 la conclusione del tour in Argentina. Insomma, per tutta la prossima stagione Roberto Benigni sarà impegnato a far conoscere il Sommo Poeta in giro per il mondo. La lettura della Divina Commedia integrale sarà realizzata in italiano, ma i commenti verranno esposti in inglese, lingua parlata molto bene dal regista vincitore dell’Oscar con La vita è bella. Il tour sarà analogo a quello che ha interessato i teatri italiani ed è approdato anche in televisione. La scorsa stagione, infatti Raiuno ha dedicato a Tutto Dante due prima serate in concomitanza con l’inizio e con la conclusione della tournée. Le letture intermedie dell’Inferno, Purgatorio e Paradiso sono invece andate in onda il giovedì in seconda serata sempre su Raiuno. Si sa già che le comunità italiane all’estero hanno accolto con entusiasmo il progetto, visto che Benigni è molto conosciuto anche oltre confini. Per questo prestigioso impegno che lo terrà lontano dall’Italia per circa un anno, Benigni sarà anche lontano dalla tv e dal set cinematografico.

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