Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    September 8th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Diecimila al teatro per la chiusura del tour italiano del comico toscano. Protagonisti sul palco i versi dedicati a Ugolino. Applausi per una stoccata al premier

    VERONA - Una standing ovation di undicimila per il Dante di Benigni. Domenica sera all’Arena il comico toscano ha voluto regalare al pubblico di Verona l’ultimo spettacolo della mondiale tournée di Tutto Dante. L’artista si prenderà una pausa per il 2010 per la realizzazione del suo nuovo film e ha voluto chiudere alla grande il tour, in Arena, nella città dove Dante ha scritto il suo Paradiso. L’entrata, saltellante e festosa come sempre, sulle note della sigla di Nicola Piovani, ha dato il la alla prima parte dello show, esilarante, dedicata alla rilettura satirica delle notizie d’attualità.

    Le prime battute sono in dialetto veronese, poi il primo bersaglio è il sindaco Tosi (in prima fila) con cui Benigni dice di essere andato più volte a fare «massaggi speciali», prima che chiudessero l’esercizio… «è vero, è leghista, ma nessuno è perfetto», scherza il comico. Poi le frecciatine sono tutte per Silvio Berlusconi, che mirava a diventare papa, secondo l’acuta ironia del «toscanaccio», prendendo il nome di «papa Papi I». E ancora. «Ha venduto Kakà… ma ha comprato Feltri». Quasi un’ora da sganasciarsi dalla risate (Benigni ricorda più volta l’amore incondizionato per la città di Verona) e poi il cambio di luci indica che l’atmosfera si fa seria, e inizia l’esegesi dantesca. Protagonista il XXXIII canto dell’Inferno, quello dedicato ai traditori, quello ricordato in tutto il mondo per il Conte Ugolino. La spiegazione, verso per verso, terzina per terzina, ipnotizza il pubblico. La recitazione a memoria dell’intero canto, lo commuove. Sul saluto finale di Benigni tutto il pubblico dell’Arena si alza in piedi e applaude per una standing ovation di cinque minuti. Un commovente arrivederci a presto al comico toscano. L’Arena lo aspetta già.

    Francesco Verni (Corriere del Veneto, 07 settembre 2009)

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    September 4th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

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    July 27th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Tra sberleffi e commozione la grandezza del «giullare»

    Taormina (24 luglio 2009). Zompetta, ammicca, saltella. Commuove e si commuove. E se innanzitutto sbeffeggia e ti fa fare un pieno di buonumore, poi ti rende palpabile l’intangibile e ti apre alla Bellezza e all’Infinito. Altro che one man show, con TuttoDante Roberto Benigni è di più: è giullare, prima che clown, capace con lo sberleffo di spalancare gli abissi della riflessione; e poi cantore struggente e appassionato che innalza al sublime del Sommo poeta.
    Ma, appunto, innanzitutto Benigni è Benigni, un diavolaccio che sulla scena del Teatro antico di Taormina, l’altro ieri sera, si è presentato accompagnato da una marcetta perfetta per quel suo «passo d’oca» che strappa risate a dispetto dei nazisti; un monellaccio che subito saluta quelli seduti in alto sulle gradinate chiedendo loro «come si sta a Castelmola?», per poi passare ai «milionari delle prime file», alla «voglia di essere un cagnolino per potervi leccare tutti» e ad una battuta alla Johnny Stecchino «chi cauro ca’ fa». E gli oltre quattromila presenti (a proposito, nella sezione Teatro di Taormina Arte era da una decina di anni che non si registrava il tutto esaurito) sono immediatamente rapiti.
    E il bello, per cominciare, è il diavolaccio che graffia. Che affonda stoccate lavorando di sciabola ma con la levità del fiorettista, sicché per quanto pesanti, le stoccate, mai le avverti come offensive. La raffica di battute - satira pura e quindi mai greve, semmai talvolta esasperata come si addice a un giullare - è tutta per Berlusconi anche perché - spiega ad un certo punto - «ho pure provato a prendermela con la sinistra, ma un paio di anni fa mentre durante un mio spettacolo avevo cominciato a farlo, mi dissero che era appena caduto il governo Prodi….».
    E allora, allora subito sotto con il premier - «che non è mai venuto a sentirmi, al contrario di Andreotti, che mi diede ansia visto che è l’unico contemporaneo di Dante…»
    Benigni incamera applausi con soavità, la stessa con cui passa al Sommo poeta, mentre suda e la mano corre continuamente al fazzoletto in tasca. Lui non recita Dante, ci fa l’amore; rapito dalla bellezza di quella poesia, quei versi li decanta come un innamorato la sua donna, come Alighieri - quasi verrebbe di dire - decanta Beatrice. E la serata si fa Divina.
    Tutto solo sul palco scevro di coreografia, Benigni, oltre alla sua smilza figura, ha per compagno solo un leggio, ma su quel leggio un tesoro: il testo del V canto dell’Inferno, il girone dei lussuriosi, quello con «Amor, ch’a nullo amato amar perdona» e della pietà di Dante per Paolo e Francesca. Serve altro? No, eppure il premio Oscar de La vita è bella ce ne mette, ed è un valore aggiunto: ci mette per cominciare la divulgazione, leggendo singolarmente ciascuna terzina del V canto e spiegandone di ognuna il significato in considerazione anche del contesto storico e del cristianesimo che permeava quei tempi; e poi ci mette, dopo che a tutti è tutto chiaro, la recitazione senza lettura, a memoria, dell’intero canto. Ma soprattutto ci mette un’intensità, una passione, un coinvolgimento così struggente che non possono descriversi. Basti dire che commuove e si commuove, letteralmente: con la voce, nel finale, che gli si fa roca e poi si spezza, mentre scorre anche qualche lacrima.
    E di fronte a lui, al monellaccio che incanta, quattro minuti di applausi non bastano ad alleggerire l’emozione. Che poi sciama per via Teatro Greco e quindi lungo il corso. E che infine approda a casa, assieme alla benedizione per aver rinunciato, almeno l’altro ieri sera, alla tv.
    (di Giuseppe Anastasio - giornale.la sicilia.it)
    [Per visualizzare il PDF dell'articolo clicca qui]

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    July 2nd, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

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    July 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    MADRID, 30 de Junio - TuttoDante en los Jardines de Sabatini
    (Credit photo: Flickr Marr)

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    June 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    TuttoDante al Teatro Gran Rex di Buenos Aires, mercoledì 17 giugno 2009

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    Pubblichiamo il resoconto di Lucas Esandi, nostro collaboratore dall’Argentina, grande appassionato di Dante e Benigni, che ha assistito allo spettacolo di TuttoDante a Buenos Aires mercoledì 17 giugno 2009 [Leggi il primo articolo che ha scritto Lucas per noi].

    Suona la musica e aspettiamo con ansia Roberto, suona finchè finalmente appare sul palcoscenico e il Gran Rex esplode di applausi e di emozione per vedere lui per la prima volta, lui che ci fa tanto bene col suo ottimismo che contagia perfino al peggiore dei pessimisti. Ed è gioia essere lì. Ci si sente nell’aria. Tutti sorridono e nell’atmosfera c’è qualcosa di speciale, siamo tutti felici e così inizia lo spettacolo.

    La prima ora è stata di umorismo e la seconda sul V dell’Inferno. E poi, ci ha elogiato all’Argentina nei confronti del nostro calcio, della nostra mitologia e sopratutto di Borges. Ha spiegato che è il suo dantista preferito –anche uno dei suoi scrittori preferiti-, e poi, alcune cose che dice sulla Commedia sono cose dette da Borges in un libro chiamato Nueve ensayos dantescos (Nove saggi danteschi) e poi nel testo “La divina comedia” in Siete noches (Sette notti). Anche se dalla maniera in cui lo fa Roberto, Borges non l’avrebbe fatto mai, il suo stile era un altro.

    E poi, non si referisce solo a lui. Io, non so se questo va detto, ma lo voglio dire: è da notare le citazioni che fa delle Sacre Scritture, le conosce bene e le ha lette tutte. Nella nostra serata ne ha fatte tante: quella in cui Gesù guarisce la suocera di Pietro per mangiare e per spiegarci che Gesù voleva bene al suo corpo, e sempre ci teneva al cibo e anche al vino, perché dice di non aver trovato passaggio in cui il Signore beva acqua, è sempre vino; la moltiplicazione dei pani e dei pesci; l’episodio in cui una donna tocca il mantello di Gesù e pensa che basterà così perché lo ama e c’è una forza che esce da Gesù, e tutto per spiegare il verso memorabile:
    Amor ch’a nullo amato amar perdona

    È una idea nota per noi, Benigni spesso dice: «Nessun amore è sprecato» L’amore ci torna indietro in ugual misura; l’annuciazione alla Vergine Maria, e vorrei sottolineare, con un umore inaudito, perché ci diceva che siamo qui per il sì di una donna, e che perfino Dio ha lasciato Maria decidere per il nostro libero arbitrio, e che aveva tanta paura che mandò un suo amico, l’arcangelo Gabriele verso Maria… “scusa Maria, c’è un mio amico che ti vuole bene…” E al momento in cui diceva questo tutti ridevano. Splendido! Raccontava il momento dell’annunciazione con un umorismo, ripeto, inaudito e gioioso che ci rendeva a tutti felici per ricordare quel momento importantissimo nella storia dell’Umanità; e poi l’episodio della lotta di Giacobbe con Dio, per dirci quant’è difficile la vita a volte, e come ci dobbiamo sforzare come lui per sfiorare il divino, per trascendere alle stelle –ad astra per aspera, dirà un motivo latino-, per affrontare il mistero della vita.
    E non solo conosce bene le Sacre Scritture, sennò anche altri testi di Sant’Agostino, di Santo Tommaso d’Aquino, ecc. Sa la storia della Chiesa Cattolica molto bene.
    Poi ha detto i doni della cultura italiana al mondo e il valore dei pensatori del sud italiano.

    Oltre all’umorismo della prima ora, nella seconda si è permesso di dire alcune cose con umorismo anche se raccontava Dante. Ebbene, l’umorismo è sempre in tutti i suoi spettacoli. Benigni, il tuo nome è umorismo.
    Personalmente sono contento perché nel programma che consegnavano nel Teatro c’era la lettera di Roberto a Dante con la traduzione che io ho fatto in spagnolo.
    Non mi hanno chiesto di usarla, ma sta bene così.
    Ho contribuito umilmente dall’anonimato a Tutto Dante. A spandere il vento della felicità che ci voleva soffiare Roberto, come aveva detto nei giorni prima.
    E vi posso assicurare che ha soffiato perché il vento soffia ove egli vuole. Nel suo nome ci siamo riuniti.
    C’è stata quella Bellezza accecante. Dante c’è stato in Argentina. E noi siamo stati lui nel sentire la bellezza del verso nel nostro orecchio. Ne saremo grati sempre.

    Un abbraccio forte,

    Lucas Esandi
    Il Blog di Lucas: “Mientras Tanto”
    Facebook di Lucas Esandi

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    June 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Admirable mezcla entre lo sacro y lo profano

    Domingo 21 de junio de 2009 | Publicado en LA NACION

    TuttoDante, espectáculo unipersonal creado, interpretado y dirigido por Roberto Benigni. En el Gran Rex.
    Nuestra opinión: excelente

    Conocemos de sobra al Roberto Benigni que aparece en el enorme escenario del Gran Rex con movimientos de clown y esa sonrisa exuberante que contagia hilaridad sin necesidad de decir palabra. Una multitud lo ovaciona y festeja por anticipado la catarata de chistes, bromas y observaciones filosas que está por llegar.

    Casi dos horas después, otro aplauso estruendoso despide al Benigni que casi no conocíamos. El que acaba de recitar, completo, el quinto canto del Infierno de La Divina Comedia con unción, entrega y admirable compromiso, y se despide ahora casi extenuado, circunspecto, con el rostro serio, dejando la sensación de haber entregado algo muy profundo e intenso.

    La fidelidad de Benigni hacia la letra y el espíritu de Dante Alighieri es tan intensa como la osadía de recrearlo con tanto vuelo. Estamos frente al más fervoroso devoto en el siglo XXI de un autor medieval y de su obra magna, a la que recurre como antídoto y consuelo en estos tiempos tan vacíos de espiritualidad.

    Por todo eso, el debut de Benigni en Buenos Aires tuvo ribetes excepcionales. Sabemos que es un artista múltiple y que pocos pueden, como él, sostener desde su magra contextura (que se va agigantando con los minutos) casi dos horas de soledad sobre un escenario inmenso, apenas acompañado por un atril y un austero juego de luces. Pero la sustancia del espectáculo sobre Dante que cerró en Buenos Aires una fecunda travesía por todo el mundo, dejó al descubierto que al Benigni conocido habrá que agregarle un nuevo atributo: su enorme condición teatral.

    Con el torbellino verbal de un Enrique Pinti encerrado en un cuerpo similar al de Woody Allen, Benigni dispara al comienzo mil y un comentarios ácidos y desopilantes sobre la Italia de Berlusconi, en la tradición de los mejores shows de stand up . Sazona con algunas expresiones en español un espectáculo que seguramente sólo disfrutarán y entenderán a pleno quienes conocen bien la lengua italiana -no en vano identificada como la lengua del Dante-, pero aun quienes no están familiarizados con ese idioma perciben el modo sutil, casi imperceptible y genuinamente teatral con el que Benigni pasa del monólogo cómico a una verdadera clase magistral sobre la Divina Comedia .

    Aquí, el artista se convierte casi en un erudito. Con admirable espíritu didáctico recorre casi toda la historia de Italia, sus aportes a la cultura y a la civilización occidental, y nos contagia desde el conocimiento profundo de la época, de las lecturas de los clásicos y del idioma italiano su devoción hacia Alighieri. Los versos, traducidos al español con subtítulos durante la explicación, cobrarán vuelo al final, cuando Benigni recite completo ese quinto canto. En él conviven maravillosamente lo profano y lo sacro.

    Marcelo Stiletano

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    June 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    Ora gli è preso questa storia con queste donne. Chi gliela dà tutta questa energia? Sua moglie Veronica ha scritto al giornale, ‘curatelo sta male, state attenti’: a me sembra stia troppo bene, a 73 anni va con cinque donne al giorno…“. Berlusconi e le donne è stato il tema della prima parte dello spettacolo TuttoDante con il quale Roberto Benigni ha chiuso al Gran Rex di Buenos Aires la tappa americana della sua tournée. “E poi c’è questa ragazzina di 18 anni, una storia incredibile, l’hanno fotografato alla festa del compleanno quando compiva 18 anni, ma lui la conosceva da prima. Tutti hanno chiesto: ‘ma perchè è andato alla festa del compleanno fotografato con lei sorridente’? Io so perchè: perchè lui è proprio arrapato. Come si dice arrapato in spagnolo?“. E ancora: “Ora è uscita un’altra storia di una ragazza di Bari. Tutti i giorni ci sono tre-quattro donne che dicono di aver fatto l’amore con Berlusconi. Ci si chiede, ma come mai parlano? È lui che le fa parlare, ci tiene a far sapere“.

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    June 3rd, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    [More articles, videos, interviews and photos will be online very soon...]

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    June 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

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    June 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    (NY Daily News) - Isabella Rossellini, Elvis Costello, Jim Jarmusch, Steve Buscemi, Aidan Quinn and Lizzie Bracco came to see Roberto Benigni rhapsodize about Dante’s “Divine Comedy” at the Hammerstein Ballroom on Saturday. Jim Jarmusch, who cast the Oscar-winner in “Down By Law,” “Coffee and Cigarettes” and “Night on Earth,” told us, “Americans mostly know him as a clown, but he’s incredibly erudite about art and literature.” Benigni himself was modest about his mastery of The Supreme Poet. “It is as if Jim Carrey would come to Rome talking about Walt Whitman,” Benigni told the packed house. The “Life is Beautiful” director spent almost as much time feasting on Italian Prime Minister Silvio Berlusconi’s “jailbait affair” with 18-year-old model Noemi Letizia. “This underage pussy, it’s very dangerous,” said Benigni. “We picture Berlusconi at the 18th birthday party of the barely legal girl, just waiting in the wings for her to blow out her birthday candles…counting down the candles until finally, ‘Eighteen!!!’ You remember with Monica Lewinsky, President Clinton was asked, ‘Did you have sex with that woman?’ He said, ‘I did not have sex with that woman!’ In Italy, it is the opposite. Berlusconi says, “I had sex with that woman” and everybody says, ‘You did not!’ He says, ‘Yes, I did!’ He’s 73 years old. I never voted for him but now I think I will. It is a good image for Italians, no?

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    May 31st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    If you attended TuttoDante show in New York, write and send your comments/reviews/photos to www.unbenignidanobel.it .
    Send a message to
    info@unbenignidanobel.it - we’ll publish your articles in our website.

    Here are some photos from yesterday night: Roberto Benigni performing on the stage of Hammerstein Ballroom, Manhattan Center, and after the show meeting friends and journalists (in the last two pictures
    you can see Jim Jarmusch behind Roberto Benigni) :

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    May 31st, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante, Video

    NEW YORK (31 maggio) - «C’era un’atmosfera… sembrava di essere a Frosinone. Potevo essere in un posto italiano qualsiasi». Stremato dopo due ore di spettacolo in inglese alla Hammerstein Ballroom del Manhattan center di New York, Roberto Benigni si ferma a salutare gli amici - c’è ovviamente il regista statunitense Jim Jarmusch, con cui nell’84 l’attore italiano ha fatto Daunbailò - e scambia qualche battuta con i giornalisti (guarda il video).

    Il comico è commosso per l’accoglienza avuta negli Stati Uniti. «Vedere una cosa così mi ha dato una soddisfazione - dice -. E’ una cosa straordinaria, ci si sente sempre a casa».

    E’ stato Silvio Berlusconi comunque e non Dante a dominare tutta la prima parte dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante - dice Benigni -. Bastava nominarlo e la sala veniva già dalla e risate. E’ una cosa eccezionale. Già a Berlus.. una risata».

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    May 31st, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    di Jacopo Orsini, Il Messaggero
    NEW YORK (31 maggio) - «Vi avverto: parlerò in inglese per un’ora e mezzo». Dopo il successo del tour italiano, Roberto Benigni sbarca negli Stati Uniti per leggere Dante agli americani. Il comico italiano racconta del V canto dell’Inferno, quello dei lussuriosi, «dove enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento». Ma è quando parla di Silvio Berlusconi che gli applausi arrivano più scroscianti, come ammette anche l’attore alla fine dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante, bastava nominarlo e veniva giù la sala dalle risate».

    Benigni, dopo aver letto la Divina commedia nelle piazze italiane, è partito con un tour mondiale che lo ha portato prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove ha debuttato martedì con uno spettacolo a San Francisco. Sabato sera il comico italiano è arrivato alla Hammerstein ballroom del Manhattan center di New York. La sala era strapiena. Ad ascoltarlo c’erano circa 2mila persone, la maggior parte italiane. E forse è anche per questo che dopo aver spiegato per quasi un’ora e mezzo il V canto in inglese maccheronico, aiutato dai sovratitoli, quando finalmente Benigni annuncia «ora passiamo all’italiano», nella sala si sente un sospiro di sollievo.

    Ma la prima parte dello spettacolo newyorkese è tutta sul premier: «In questo momento ha qualche problema», sghignazza Benigni. Dopo aver salutato il pubblico con affetto - «è la prima volta che vengo a New York, il mio cuore pulsa, sono pieno di gioia, vi amo molto e vorrei saltare su di voi nudo e fare l’amore, un’orgia con voi», ha esordito - Benigni si scatena sul presidente del Consiglio e sui suoi rapporti con Noemi Letizia, strappando risate e applausi. «Silvio attento, è pericoloso, è molto illegale, è una passera minorenne, non farlo», dice Benigni, che poi aggiunge: «Berlusconi è andato a questo compleanno e quando hanno spento le candeline ha fatto il conto alla rovescia: tre, due uno: vai ora è legale».

    Davanti alla platea americana, il comico spiega la differenza fra l’ex presidente Bill Clinton, che doveva negare di aver avuto rapporti sessuali sesso con Monica Lewisky, e Berlusconi che a 73 anni invece si vanta di fare sesso ma nessuno gli crede. E dell’ammirazione che riscuote in Italia chi ha successo con le donne. «Lo confesso: non ho mai votato per Berlusconi, ma ora potrei votarlo. Berlusconi I love you very much».

    «Ma chi gli dà quest’energia - continua il comico -. Al G20 di Londra Berlusconi era così eccitato che ha strizzato le palle a Obama. Con Berlusconi tutto è possibile, è unico, è straordinario». E la sinistra? Per Benigni è un problema. «Mi dicono: “Eh con Berlusconi è facile: perché non prendi in giro la sinistra?” Ma appena comincio a preparare qualcosa su di loro cadono subito». Quando perde il filo, o fa finta di perderlo, Benigni nomina Berlusconi, la sala ride e lo spettacolo riparte: «Mi sono detto: non posso fare uno spettacolo in inglese, ma poi ho pensato: se Berlusconi è primo ministro tutto è possibile. Yes we can».

    Dopo il presidente del Consiglio è il momento di Dante. «Vedete come è collegato alla nostra epoca: sesso, passione», spiega Benigni, che fa partire una esilarante tirata su intercettazioni, vallettopoli e soprattutto Vittorio Emanuele di Savoia e le sue volgarità. «Il sesso governa il mondo», dice ancora l’attore, prima di concentrarsi su «questo incredibile capolavoro, il più splendido capolavoro della letteratura» che è la Divina commedia. «Siamo nel Medioevo - racconta Benigni agli americani -. Credetemi Firenze era come New York ora. Firenze ha inventato la finanza e le banche. Anche bancarotta viene dall’Italia».

    Il comico parla di Paolo e Francesca, della pietà, dell’amore che per Dante «è qualcosa di spaventoso, un sentimento terribile e potente». Passa per un attimo all’italiano per leggere quello che definisce «uno dei versi più splendidi» mai scritti: «Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona» e spiega: «Non c’è amore sprecato, quello che amate veramente non vi verrà mai rubato». Racconta di come si rivela l’amore, «se non amiamo è come se non vivessimo», e invita gli spettatori a immaginare il silenzio dell’Inferno e il pianto di Paolo. Ma è quando Benigni passa alla lingua inventata da Dante che arriva un forte applauso. E’ il momento più intenso di quasi due ore di spettacolo. «Dobbiamo ringraziare, non capire questa scandalosa bellezza». Poi inizia a recitare a memoria il V canto dell’Inferno. Finalmente in italiano.

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    di Stefano Vaccara, America Oggi | 17-05-2009 |

    Tenetevi forte, sta arrivando Roberto Benigni a New York. L’America non scorderà facilmente la premiazione di Benigni nella notte degli Oscar del ‘98, con “La vita è bella”. Ora l’attore-regista ritorna negli Stati Uniti con il suo spettacolo “Tutto Dante”. La prima tappa dello show sarà a San Francisco, il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
    Benigni reciterà in inglese e in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la storia d’amore di Paolo e Francesca. Riuscirà Benigni a comunicare la poesia di Dante all’America?

    Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo, dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano. Le tappe negli Usa sono state organizzate da Massimo Gallotta Promotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
    Abbiamo l’appuntamento telefonico con Benigni per l’intervista giovedì. Lui è in Svizzera, a Basilea, tra poche ore inizia lo spettacolo. Ci risponde al telefono con il suo inconfondibile forte accento toscano, la lingua di Dante: “Stefanooo, come stai? America, arrivo”.
    I premurosi manager ci avevano intimato soltanto quindici minuti per l’intervista, ma Roberto ci rassicura subito: “Ma quali quindici minuti, non ti preoccupare Stefano, noi si parla di Dante a New York, e lo vuoi fare in quindici minuti?”.

    Roberto, Dante cosa avrebbe pensato dell’America?
    «Ma Dante ha scoperto l’America prima di Colombo, ha situato la montagna nel Purgatorio… ad un certo punto, le cartine geografiche Dante le ha portate nel Purgatorio, quando Ulisse remando remando etc etc… insomma Dante l’ha scoperta prima lui l’America… »

    In un film che hai recitato con Massimo Troisi, trasportati indietro nel tempo, cercavate di fermare Colombo dal partire dalla Spagna affinché non scoprisse l’America…
    «Eh che c’era quell’americano che m’aveva sposato la mia sorella e me l’aveva rovinata, allora… »

    Ma a Dante, l’America con Obama presidente gli sarebbe piaciuta o no?
    «Oggi con Obama è tutta una felicità. Portare Dante in America è come portare Obama in Italia. Io la prossima volta voglio portare Obama in Italia, per le sue poesie, lui è come un libro scritto, fisicamente, proprio come è fatto, lui è già un verso di una poesia. È bellissimo, ci ha rimesso tutti in buona carreggiata con l’America, che con Bush stavamo andando tutti storti. Lo ripeto sempre: l’elezione di Obama è una Divina Commedia!»

    Dante ci ha anche insegnato quanto sono importanti le donne per gli uomini. Che cosa avrebbe pensato Dante di Michelle Obama: senza di lei ci sarebbe stato presidente Barack Obama?
    «Sarei costretto a dire un luogo comune, che dietro ogni grande uomo c’é una gran donna. Ma qui non c’é nessuno che sta dietro, sono alla pari, ecco accanto ad un grande uomo c’é una grande donna e viceversa. Guarda che per Dante Alighieri è partito tutto dagli occhi di una donna, da Beatrice. Lui ha scritto l’opera più straordinaria di tutti i tempi per rivedere gli occhi di una donna. Tutta la sua conoscenza è a Beatrice, tutta la sua cultura è lì, quando ha visto per la prima volta quella donna, ha visto nei suoi occhi: tu sei eterno. E lui ha promesso, per questi occhi io scriverò una cosa che non è mai stata scritta prima da nessuno. E l’ha mantenuta la promessa, pensa un po’ che bellezza. Quindi senza gli occhi delle donne, nessun poeta potrebbe mai scrivere niente di eterno. Sono loro che ci fanno fare le grandi cose. Quindi per Obama e Michelle è la stessa cosa. Quando si vede quel bel sorriso di Michelle, e si vede quella felicità di fare un cammino insieme ad una persona che si ama, si sente come se i fatti del mondo non sono la fine della questione, forse c’é qualcosa di più, che non sappiamo, di insondabile, e questa è una bella speranza… »

    La recita di Dante l’hai iniziata nel 2002, subito dopo il terrore dell’11 settembre. Oggi abbiamo la grande paura della crisi economica. Conoscere meglio l’opera di Dante può aiutarci in tempi come questi?
    «Guarda leggere Dante aiuta sia in tempi di crisi che in un momento di grande felicità. Perché Dante non è solamente un aiuto, ci lascia nella bocca il sapore della felicità. Alla fine il messaggio della Divina Commedia è proprio che è bella. Quindi parla a tutti noi, Dante ci fa vedere come siamo fatti e ci dice: scegliti, tra questo e quello, e non ci nasconde le nostre cose più basse, per questo è il più grande poeta di tutti i tempi. Perché per la prima volta dice che siamo proprio noi i padroni della nostra vita e della nostra morte, del nostro destino. Prima di Dante, da Omero in poi tutti gli uomini venivano affidati agli dei, al destino, al fato. Dante no, dice siete voi, siamo noi che ce lo facciamo, siamo noi i padroni del nostro destino. E allora in questo momento straordinario, di grande crisi, dovuta all’avidità, che è una delle tre belve di Dante, la lupa è l’avidità, ecco quelle cose che la Bibbia ce le ha dette in maniera mistica, Dante ce le ha dette in maniera popolare. Ce le fa sentire con mano, è un libro che si può abbracciare, è come un amico che ci conosce, la Divina commedia non la leggiamo noi, è lei che legge noi! Quando io leggevo Dante, mi dicevo: ma questo mi conosce più profondamente di qualsiasi altra persona. Mi vien voglia di chiamarlo, di farmi dare il numero di telefono, pronto Dante, sei libero domani, prendiamoci un caffé insieme. L’insegnamento della Divina Commedia è una domanda che a rispondere ci si potrebbe stare ore e ore, ma quello che ci fa sentire ad ognuno di noi, è unico, e anche se la nostra vita non sembra eccezionale a nessuno, Dante ci dice che siamo gli eroi di un dramma epico irripetibile, che non avverrà mai più. Abbiamo una volta sola l’occasione di vivere, e questa cosa non ci fa mai sentire superflui, mai totalmente vinti, ci narra proprio il miracolo dell’esistenza. E alla fine, quando arriviamo in Paradiso e ci voltiamo indietro, l’Inferno è vuoto. Ci ha portati tutti con sé. È un poema così grande che dopo averlo letto non si guardano più le persone con distrazione, ci si guarda tutti come un mistero, come se siamo depositari di un destino immenso. È questa la cosa straordinaria».

    Roberto, stai portando il tuo spettacolo dantesco in giro per il mondo e i temi toccati nell’arte dell’Alighieri sono universali, come l’amore appunto. Ma ecco arrivare l’ostacolo della lingua. Insomma recitare all’estero non è come nelle piazze italiane. Negli Stati Uniti avrai tanti americani di origine italiana che sono disposti a seguirti nella lingua del poeta fiorentino. Ma con il pubblico americano che ti ha conosciuto e apprezzato soprattutto al momento dell’Oscar de “La vita è bella” e che ora vorrebbe vederti recitare Dante, come farai per farti comprendere?
    «Prima di tutto lo spettacolo è in inglese ‘bettered with Italian’, cioè quando non trovo la frase in inglese io la ‘swiccio’. Insomma è l’inglese mio. Poi io non sono un professore, né un critico, né un teorico, insomma un intellettuale. Sono un uomo di spettacolo, e quindi con la Divina Commedia io faccio prima di tutto uno spettacolo. E poi è proprio il Quinto canto, quello appunto del sesso, della lussuria, delle passioni e dell’amore, e tutto quello che ci racconta quanto ha che fare, soprattutto oggi, il sesso con il potere… Nella prima parte dello spettacolo io parlerò di fatti moderni naturalmente, con Dante poeta universale. In più quando io farò il Quinto canto in originale, quella lingua di Dante che in italiano il 70% è rimasto quasi uguale, ecco lì è come sentir la musica, è proprio una sinfonia. Dante ci ha messo tutti i ritmi: c’è il classico, il jazz, il rock, è come sentire Beethoven e Duke Ellington, Bach e Jimmy Hendrix, una cosa spettacolare. Se ti viene bene, è una cosa che si rimane stupefatti, una sinfonia e Dante si capisce senza bisogno di capirne la lingua. Ecco quando siamo difronte ad un ecstasi, non si deve spiegare più, perché l’analisi la riduce. Ma nella prima parte parlo di attualità, di Obama e Michelle, di Berlusconi e… »

    E infatti ho più di una domanda su Berlusconi. Ma restando un attimo sul tema della lingua, tu in America sei riuscito a farti capire in passato. Ancora prima dell’Oscar per “La vita è bella”, gli americani cultori del cinema ti conoscevano per la tua interpretazione, recitata in inglese, nel film “Daunbailò” (1986).
    «Eh sì, fu il mio primo impatto con gli Stati Uniti grazie a Jim Jarmusch, un grandissimo regista con cui sono rimasto molto amico».

    Stiamo arrivando all’orgomento sulla bocca di tutti, sesso e tradimenti, ma prima volevo il tuo parere su quello che, almeno da New York, ci ha fatto molta impressione, mi riferisco alle ultime dichiarazioni di Berlusconi riguardo alla questione immigrati. Siamo d’accordo che sui cosidetti “respingimenti”, ogni Stato abbia il diritto di controllare i propri confini, ma quando il capo del governo italiano, parlando della questione, ha detto: “Sono contrario all’Italia multietnica”, ecco secondo te cosa intendeva dire Berlusconi?
    «Guarda Stefano, ha colpito e tanto anche a me, quindi non solo a New York. Non credo che ci siano tanti significati per spiegare quelle parole, quello che dice Berlusconi di solito è piatto, ha solo un significato. Quindi quello che ha detto è quello che abbiamo capito, che non gli piace un’Italia multietnica. Cioè si rivolge a quella parte di noi italiani che c’è sempre e che non abbiamo il coraggio di far vedere e che ogni tanto viene fuori. E magari fosse solo quella…»

    Passiamo alle vicende ‘piccanti’ che hanno fatto il giro di tutti i giornali del mondo. Secondo te Veronica Lario, che per tanti anni aveva più o meno comodamente sopportato un marito dall’istinto, come dire… non mi viene quella espressione toscana molto chiara, mannaggia mi sfugge…
    «Allupato, si dice allupato.»

    Già, allupato. Allora Veronica ha deciso di divorziare dal Silvio “allupato” per la storia delle veline candidate alle Europee o per la vicenda del “papi” frequentatore della minorenne Moeni? Secondo te qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del matrimonio tra Silvio e Veronica?
    «Ma quale goccia, qui si tratta di una cascata del Niagara! Veronica lo aveva già bastonato una volta sui giornali, altro che goccia. Però si sa, mentre gli americani a queste cose darebbero molto peso, agli italiani importa poco, e quindi finora non succede nulla.»

    Anche la Chiesa si è arrabbiata con Berlusconi.
    «Già la Chiesa un pochino, ma che dobbiamo dire, poi Veronica ha detto la frase ‘è uno che non sta bene’, e allora che dobbiamo fa? Mi viene da ridere perché non c’è niente da aggiungere. Per costruirci una pagina di spettacolo basta ripetere quello che dice, non bisogna cambiare niente»

    In Sicilia c’è un detto volgare ma dai significati profondi: “Megghiu cumannari ca’ futtiri”. Meglio il potere che fare all’amore. Berlusconi quel proverbio non lo conosce?
    «Secondo me lui ha cambiato quel proverbio siciliano: per lui comandare è come fottere!»

    Non ce la faccio più e scoppio a ridere, ma non posso altrimenti rischio di coprire la registrazione. Benigni sventaglia frasi come una mitagliatrice…

    Andreotti il proverbio originale siciliano forse lo conosceva…
    «Accidenti se non lo conosceva, Andreotti sì che lo conosce bene il potere. E poi quello lì aveva un altro stile accidenti».

    Berlusconi dai nemici, ma anche da qualche suo amico, viene paragonato a Mussolini. Anche il Duce era molto “allupato”…
    «Ma Mussolini non ha mai fatto ministro la Petacci, questa è la differenza! Però a questo punto voglio ribadire che Berlusconi non è come Mussolini e non siamo certo ai quei tempi. Insomma in Italia la libertà c’é e io non permetterò a nessuno all’estero di dire il contrario. Come dicono gli americani ,”It’s my country!”. A parlar di Berlusconi dopo ci penso io…».

    Nel magazine di America Oggi l’estate scorsa pubblicammo una lunga intervista che ti fece la professoressa del Leham College-Cuny, Grace Russo Bullaro, l’esperta americana del tuo cinema…
    «Bella quella intervista.».
    (I lettori possono trovarla sul sito internet, www.oggi7.info, in archivio, il numero del 13 luglio 2008). Ecco, in quella intervista avevate approfondito Dante ma a un certo punto la professoressa americana fece una domanda maliziosa, ti chiese dove, secondo te, Dante avrebbe potuto mettere Berlusconi. Tu dicesti che Dante avrebbe solo riso di lui, non lo avrebbe certo messo all’inferno… Dopo le ultime notizie, hai per caso cambiato idea?
    «Per come fa le sue leggi Berlusconi, Dante gli avrebbe fatto un girone ad personam, solo per lui. Oppure si potrebbe fare una innovazione che Dante non fa con nessuno, provarlo un po’ dappertutto».

    Dopo il successo di questo tuo spettacolo sulla Divina Commedia di Dante, ne farai un film?
    «Mi piacerebbe farne una commedia, ci sto pensando proprio dalla fine di questa tourné. Me lo hanno chiesto anche gli americani, ma sai quante volte, di fare un film sulla Divina Commedia, sull’Inferno, su Paolo e Francesca, sulla vita di Dante, anche le televisioni… Ma come si fa? Quanto tempo ci vorrebbe, costerebbe l’ira di Dio, solo gli effetti speciali, e in più si perde la bellezza della poesia. Quella ha trovato la sua forma finale, quel mistero della poesia, ecco come renderla con lo schermo? Però certe immagini, ecco certe immagini che crea Dante sono cinematografiche, ha inventato il montaggio Dante con la Divina commedia. Non ce lo dimentichiamo. Il montaggio anche alternato, è proprio l’invenzione del cinema Dante. Sarebbe in questo quasi una sceneggiatura già scritta. Mi piacerebbe mettermi a ragionare seriamente qualche volta, però ci vorrebbe tanto di quel tempo e poi la scelta di quale canto fare o se fare la sua vita… eppure sarebbe un viaggio straordinario. Ma quasi quasi, sì varrebbe proprio la pena di pensarci, ti ringrazio per avermi ancora rinfocolato l’idea».

    Roberto, in America ti stiamo aspettando con uno spettacolo che promette non solo satira e grandi risate, ma anche cultura, grande cultura.
    «Io saluto tutti gli italiani in America, questo che vi porto è il regalo che Dante ha fatto, la perla più luminosa. Era dovuto che io mi muovessi dall’Italia per andare a portare questa perla in giro. Come italiano ho tanto orgoglio da far vedere, guardate che ci abbiamo, guardate che abbiamo fatto, e non è stata fatta solo per noi italiani ma per tutto il mondo. Dante è universale. Per tutti e per sempre».

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    Fri, May 29 (CBC Radio) - Roberto Benigni. The oscar-winning actor, writer, comedian and director talks to Jian Ghomeshi about his latest project - the great poet, Dante.

    Benigni is making his first trip to Canada, performing June 2-3 at the St. Denis Theatre in Montreal, June 7 at Casino Rama in Orillia, Ont., and June 10 in Quebec City.

    LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni on Q - CBC Radio (Canada)

    Part 1

    Part 2

    «Fave Benigni moment/quote today (w/ apologies to Mark Twain): “I’d go to Heaven for the climate, but I want to go to Hell for the company.”»(Jihan Gomeshi’s Tweet after his interview with Benigni)


    When Italian actor-director Roberto Benigni got up on stage to accept his best actor Oscar for Life is Beautiful in 1998, he quoted lines of love from Dante.

    That tribute to his wife was part of a lifelong relationship the exuberant actor has had with Italy’s greatest classical poet. Benigni is coming to Canada next week with a one-man show about Dante Alighieri, a fellow Tuscan and the man who wrote the Divine Comedy.

    Benigni has been touring Europe for three years with his show, TuttoDante (All Dante) and will make stops in Montreal, Orillia, Ont., and Quebec City. His American premiere in San Francisco took place Thursday night.

    “It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetry,” Benigni said of his debut.

    Benigni, speaking to CBC’s cultural affairs show Q on Friday, mocked his own Italian-accented English but said the language of Dante is “universal.”

    “I’ve been told, ‘You’re crazy, your English is [in]comprehensible, but Dante invented a new language and I am going to invent a new language too,” he said.

    Benigni said his mother introduced him to the 14th-century poet, famous for conducting readers on a tour of hell, purgatory and heaven in Inferno, Purgatorio and Paradiso. His mother urged Roberto to read Dante to improve his memory, but for the would-be actor, it was a flight of imagination.

    “When I was a little boy, I was reading Dante and I was saying to myself ‘Bravo, Dante, Bravo.’ It’s so beautiful, the music, the sound, the meaning. I felt like calling him by phone, like a friend,” he said.

    Dante’s poetry continues to move Benigni with its passion and tribute to love, he said.

    “When you read Dante, you do believe. The exquisite truth is to believe in something that maybe you know is a fiction, but you believe in it willingly. We need a conversion … not a personal religious conversion … but a conversion of our imagination.

    “We need to take notice of incomprehensible things, of the mystery of life and death — this is very healthy,” he said.
    3 years of sold-out shows

    Benigni’s show, which has sold out over the last three years in Europe, mixes the contemporary with his comic take on the world.

    “The first part [is] about Berlusconi and Obama and what happens in the world. In the second part we talk about the first circle of hell, which is about [lust] — the lechers, about sex, about passion, about love. It’s very beautiful,” he said.

    TuttoDante is performed in French or English and Italian, complete with a recitation from The Inferno in medieval Italian, which he believes is nonetheless accessible to all audiences.

    “Dante Alighieri is a universal poet, and great creators they are writing for everybody always. Every single verse is very moving, and the beauty — if we don’t understand, we just stay listening to the sound and it’s like hearing music,” Benigni said.

    Benigni is a national hero in Italy, having made some of that country’s most popular movies, including Johnny Stecchino (Johnny Toothpick) and Il piccolo diavolo (Little Devil).

    He is also know by fans of ’80s and ’90s American art house cinema for his colourful acting turns in films by American director Jim Jarmusch, such as Night on Earth, Coffee and Cigarettes and Down by Law. That was his first work in English.

    He has not made a movie while touring with TuttoDante, but said he plans to work on a new script this fall.

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    May 29th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Here are two videos of the end of TuttoDante show in San Francisco (May 26, 2009):

    It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetryBenigni said of his American premiere in San Francisco.



    Review: Roberto Benigni’s ‘TuttoDante’ - Robert Hurwitt, Chronicle Theater Critic

    He didn’t leap through the audience, but Roberto Benigni hit the Davies Symphony Hall stage Tuesday with the same unbridled exuberance with which he’d received his “Life Is Beautiful” Oscar 10 years ago. The sold-out house cheered as he ran Olympic laps, bounced off the wall and greeted the house with, “Buona sera! I hope everybody speaks English.

    Then he got a bit carried away. “This is a flabbergasting moment,” Benigni continued. “I feel like to undress myself and to jump on you.

    An extra dose of ebullience would be understandable, even if it’s just Benigni’s standard operating mode. Tuesday marked his North American stage debut performing his solo “TuttoDante,” a runaway hit in Italy. A celebration and appreciation of his fellow Tuscan and the “Divine Comedy,” “Dante” moves on from its one-night stand here to New York (Saturday), followed by two nights in Montreal and two more gigs before closing June 12 in Chicago.

    It isn’t actually all Dante, the title notwithstanding, but it is mostly in English, albeit fractured. It’s also very funny, oddly didactic, idiosyncratic, overlong (two hours and 10 minutes, without intermission), somewhat wearying and unexpectedly sublime.

    Benigni opens the show in stand-up mode, riffing about his poor command of English (”I don’t understand myself what I am saying“), Prime Minister Silvio Berlusconi, American bathrooms, Florentine sewage, God’s errors (”He put dawn too early in the morning“) and the show itself (”like Jim Carrey in Rome doing a show about Walt Whitman - in Italian“). [...]

    [...Read the full article on the San Francisco Chronicle website]

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