Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    September 14th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni

    “La scuola è bella” - 14 settembre 2009, ore 10:50, Radio 3 Rai

    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni.

    Prima campanella per gli studenti italiani.
    A Radio3 scienza sale in cattedra il piccolo diavolo. A tu per tu con il matematico impertinente, ecco la sua lezione d’autore tra lettere e scienza.
    Da Dante alla fisica moderna, una dichiarazione d’amore per la cultura.
    Per dire con noi:
    Galileo ti voglio bene!


    - E’ online l’audio dell’intervista:
    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni

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    October 28th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

    Meno tempo ai talk show per leggere Benigni su Dante e le poesie di Garcìa Lorca

    (Di Stefano Paolo, Il Corriere della Sera, 28 ottobre 2008)

    Nella tensione di questi giorni, il Piccolo Fratello fa una modesta proposta: che Il mio Dante di Roberto Benigni (appena uscito da Einaudi Stile Libero con prefazione di Umberto Eco) venga distribuito nelle scuole come un volantino pacifico, un regalo rilassante, un sospiro di sollievo, un sorso di freschezza. È un libretto piacevole e insieme istruttivo come dovrebbe essere la scuola migliore. Dovrebbero leggerlo studenti e professori, ovvio. C’ è il piacere vertiginoso del testo poetico, il gusto della parola, con la leggerezza (e anche la pesantezza) che la poesia comporta. Un «folle volo» dentro la coscienza della scuola e della letteratura. Leggendo il canto di Ulisse, Benigni salta a piè pari dalla «orazion piccola» al Paradiso in forma di rosa e da lì a un testo di Giorgio Caproni (che non è un sonetto, però, come vorrebbe Benigni: ah, gli editor di una volta!), e da Caproni al Moby Dick. Il mio Dante dice dell’ invenzione poetica meglio di tante barbose lezioni. Per esempio, quando segnala che non è vero che il Conte Ugolino divorò i suoi figli. E postilla: «Lo abbiamo creduto per secoli, ma non era così. Dunque non è il vero che fa il bello, ma è il bello che fa il vero». Se ne potrebbe discutere per ore, citare teorici della letteratura, ma Benigni la butta là tra il lusco e il brusco, e fa bene. Come a dire: ognuno poi, se ne ha voglia, ci rifletta a casa sua. E ancora, pensate un po’ : si parla di enjambement, metrica, di accenti di quarta e di seconda, ma senza farlo pesare. Per questo, Il mio Dante sarebbe utile persino al ministro dell’ Istruzione Gelmini, che con gli accenti (piani e sdruccioli) a quanto pare ha qualche problema. E dovrebbe leggerlo, Il mio Dante, anche l’ ex ministro Di Pietro che domenica in televisione ha detto: «Voi state a vedere lo stuzzicadenti nell’ occhio e non vedete la trave». Che roba è? L’ uso della metafora non è un’ opinione, caro Di Pietro, tanto meno per un politico. Lo stuzzicadenti al posto della pagliuzza avrebbe potuto mettercelo un comico per il gusto (discutibile) di far ridere, ma in bocca a un ex ministro è solo un obbrobrio. Se una sera, una sola, Gelmini e Di Pietro dovessero decidere mai di rinunciare a una comparsata in tv, provino ad aprire Benigni. Si rilassino un pò (ci rilasseremo anche noi) e troveranno, nelle loro case, materia di riflessione: lasciamo perdere gli artifici sdrucciolevoli delle metafore e delle allegorie, ma una parola al posto giusto, una doppia corretta, una pronuncia come Dio comanda. Insomma, potrebbero imparare moltissimo dal comico Benigni. E se decidessero mai di rinunciare a un’ altra delle 365 comparsate tv all’ anno, riducendole così a 363 (ci rilasseremo anche noi), impieghino la seconda serata libera a sfogliare un altro libriccino uscito da Einaudi in questi giorni. In Poeta a New York, le poesie «americane» di García Lorca, troverebbero qualche verso memorabile su Wall Street dopo il crollo del ‘ 29: «Ormai le ortiche faranno tremare cortili e terrazzi. / Ormai la Borsa sarà una piramide di muschio». E magari verrà loro il salutare sospetto che se tutto va bene (o male) prima o poi le ortiche e i muschi possano invadere anche i 365 talk show a cui hanno partecipato in questo memorabile 2008. Un giorno potrebbe essere vero (e forse anche abbastanza bello).
     
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