Un Benigni da Nobel
Everything about Roberto Benigni-
July 25th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante
(Tirrenosat.it) - L’afa estiva e la scenografia hanno trasformato ieri sera il Teatro Antico di Taormina in un emiciclo dell’Inferno. Quale miglior location per lo spettacolo di Roberto Benigni intitolato “TuttoDante” e che ha segnato il ritorno del comico nella cittadina messinese, dopo tantissimi anni. Frizzante e brillante come sempre, l’artista toscano ha aperto la sua serata in dialetto siciliano interagendo con il pubblico presente. Quasi obbligato, ed atteso, il suo passaggio sul presidente del consiglio Silvio Berlusconi e sulle sue ultime vicende che esulano dalla politica e si legano agli affari personali ed intimi. Affondi spesso pesanti, ma che detti da una colonna portante del nostro made in Italy, non diventano mai volgari. Ma questa volta, Berlusconi, è servito da trait – d’union per introdurre il Quinto Canto dell’Inferno quello dei lussuriosi e di Paolo e Francesca. Proprio il premier Berlusconi viene paragonato a Semiramide, la regina degli Assiri. Colei che legalizzò la sua voglia sfrenata di sesso, sebbene in quell’epoca fosse bandita. E’ incredibile come Benigni, legge il passato e lo riadatta al presente con una facilità estrema, ma questo, proprio secondo Benigni è il vero elisir di lunga vita della Divina Commedia di Dante Alighieri: parlare di vizi e virtù dell’uomo che rimangono sempre gli stessi. In mezzo a tutto ciò, esalta le virtù italiche, ma soprattutto siciliane: “La Scuola Siciliana – dice Benigni rivolto alla platea – ha aperto la mente di Sante che ha innovato la storia della letteratura mondiale”. Infatti quasi paragona la Divina Commedia alla Bibbia per coloro i quali si sono misurati con l’arte della scrittura. Ma poi il pubblico che spesso interrompe con applausi e risa, le similitudini che Benigni fa tra la Commedia di Dante e la nostra attualità, si ammutolisce quando l’artista toscano introduce Francesca con la sua celeberrima terzina “Amor c’ha nulla amato amar perdona”. Dopo la spiegazione in loco, Benigni conclude la sua performance leggendo per intero il Quinto Canto dell’Inferno. Quasi 10 minuti di applausi ininterrotti lo hanno accompagnato verso i camerini e lui bacia e ringrazia il pubblico siciliano lanciando un messaggio a futura memoria: “I padroni del nostro destino siamo solo noi, esseri umani”.
Tags: Berlusconi, Roberto Benigni, Scuola Siciliana, Semiramide, Sicilia, Taormina, Tutto Dante, TuttoDante






















