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Woody: “E’ stato un privilegio lavorare con Benigni”

Woody Allen «Il mio film romano evocherà Nerone: qualcuno suona mentre la città brucia»

«Se ho un rimpianto? Non essermi fermato a Parigi quand’ ero giovane». Al telefono da New York, Woody Allen sospira ancora ripensando a quella sua prima volta nella capitale francese, sfondo incantevole al suo debutto nel cinema, attore e sceneggiatore di Ciao Pussycat .
[...] Tornando a (parlare di) Roma, qualcosa che non le è piaciuto? «Il sole. Troppo forte. Per me che amo le mezze tinte, quelle giuste erano solo all’ alba e al tramonto». Questo suo film romano è a episodi, ispirato a Boccaccio, con attori italiani e americani «Boccaccio, ma in versione jazz… Quattro storie, una dentro l’ altra. Buffe, un po’ surreali. Amori che si intrecciano, coppie che si scambiano… Nel cast ci sono anch’ io. Torno a recitare dopo sei anni, l’ ultima volta fu con Scoop . Qui sono un americano che arriva a Roma con sua moglie per conoscere la famiglia del giovane che la loro figlia vuole sposare. Poi c’ è Alec Baldwin, architetto della California, turista per caso. Poi una coppia di sposini, Alessandro Tiberi e Alessandra Mastronardi, arrivati nella capitale in luna di miele. Infine Benigni. Che è Leopoldo, un uomo qualunque trasformato in star da uno show tv». Nel cast anche Penelope Cruz, Jesse Eisenberg, Judy Davis, e sul fronte italiano Flavio Parenti, Antonio Albanese, Riccardo Scamarcio. Persino un tenore, Fabio Armiliato … «Molto bravo. Canterà una canzone in un momento speciale. Sono rimasto sorpreso dalla bravura dei vostri attori. Tutti hanno saputo trovare il giusto tono per la parte. Quanto a Benigni è stato un privilegio lavorare con lui. E’ fantastico, più di quanto immaginassi. Come i grandi comici, da Chaplin a Keaton, ha un lato tragico che lo rende interessante e complesso. Roberto è il vero erede dei giullari, sa unire cultura alta e bassa, è intelligente e buffo. Proprio quello che volevo». Perché ha cambiato il titolo «Bop Decameron»? E cosa significa il nuovo, «Nero Fiddled»? «Con grande sorpresa ho scoperto che nessuno conosceva il Decameron. Quando lo nominavo mi guardavano con gli occhi sbarrati, non solo negli Stati Uniti ma anche in Italia. Nero Fiddled evoca Nerone che suona la cetra. C’ è sempre qualcuno che se la spassa mentre la città brucia». Sembra un riferimento alla crisi attuale… «Non so ne usciremo indenni. Di certo so che siamo legati tutti a doppio filo. Anche da noi si avverte il pericolo. Obama è un grande presidente, un uomo colto e civile. Cerca di fare quel che può. Ma ci sarebbe bisogno di una svolta radicale: dobbiamo cambiare mentalità, capire che è venuto il tempo di pensare a una diversa distribuzione dei beni». Giuseppina Manin

Roberto Benigni ricorda Enrico Berlinguer

Roberto Benigni ed Eugenio Scalfari per ricordare Enrico Berlinguer insieme alla figlia dello statista scomparso 27 anni fa. La mostra fotografica, allestita nella scuola media Giovanni Verga della capitale, ripercorre la vita, le scelte e le idee di una delle figure chiave della storia politica del nostro paese

Nelle stesse ore in cui Silvio Berlusconi esce di scena, succede che al Quarticciolo, periferia di Roma, dove la vita è difficile e i ristoranti non sono mai pieni, arriva Roberto Benigni, il piede ingessato, due stampelle per camminare. Da star al Parlamento di Bruxelles, mercoledì scorso, a ospite a sorpresa della Giovanni Verga, scuola di borgata. «Mi hanno detto che c’è una mostra su Fanfani…». In realtà, appese alle pareti di aule un po’ sgarrupate, ci sono le foto più belle di Enrico Berlinguer, immagini private e pubbliche, raccolte e organizzate da Alberto Menichelli, autista e amico del segretario del Pci, animatore dell’Associazione culturale «La Farandola». Immagini per ricordare ma anche, come spiega Roberto Mastrantonio, presidente del Municipio VII, per trovare le ragioni di una ripartenza etica. Clima lieve, con una banda musicale di bambini, famiglie con i cani, ragazzini, pensionati. E’ quasi buio, l’attesa è lunga. Dovrebbero arrivare Benigni ed Eugenio Scalfari, in un solo giorno, tutti e due al Quarticciolo, in mezzo a quelle case alte con i panni stesi alle finestre. «Possibile proprio qui da noi?». Abituati a non esistere, a non contare, nel falso mondo dei vincenti. E invece Benigni si materializza zoppicante, scortato da Lucio Presta, suo manager. Per la gioia di questo pubblico, la butta in politica, come a Bruxelles: «Perché sono ridotto così? Perché mi è venuta addosso una persona che ha deciso di fare un passo indietro ». Ridono. Silvio, Silvio… Si sente già orfano: «E adesso come faremo senza?». Davanti all’ingresso della scuola, il saluto con Scalfari. Poi subito dentro, insieme, a guardare quelle immagini in bianco e nero, «dall’infanzia alle scelta politica»: Berlinguer bambino, vestito da Arlecchino, con il fratello Giovanni, nel 1928, Berlinguer a Stintino in vacanza, Berlinguer con Pajetta e Amendola, con Pertini e Cossiga… «Ci deve essere anche una foto con De Mita», dice Scalfari. E Benigni: «Eugenio, guarda che questi qui sono tutti comunisti, di sicuro l’hanno tolta». Bianca Berlinguer e Ugo Sposetti fanno da padroni di casa. La foto con Ciriaco c’è, e c’è anche quella più famosa di tutte: 1982, il segretario del Pci è in braccio all’attore: «Decisi di sollevarlo all’improvviso. Pensai: “Se non ora quando”». Non c’è copione, non è una cerimonia. Scalfari, da «liberale di sinistra», saluta «i compagni e le compagne» riuniti nel ricordo di Berlinguer. «Io non ho mai preso in braccio Enrico. Ma l’ho fatto idealmente». L’intervista del 1981 sulla questione morale sembra scritta ieri. Appoggiarsi ad un passato sano per ricostruire. La periferia sembra cercare questo. Benigni lo declina a modo suo: «Enrico, ti mando un applauso con tutte e due le stampelle. Sei stato un grande uomo. Sei riuscito a creare l’armonia che è molto più della felicità ».

Benigni visita la mostra dedicata a Enrico Berlinguer

ROMA – L’immagine leggendaria di Enrico Berlinguer in braccio a Roberto Benigni la racconta Alberto Menichelli, 82 anni, lo storico autista del segretario del Pci, per ben tre lustri, dal ’69 fino al terribile epilogo, il comizio di Padova dell’84.
«Eravamo a un incontro di giovani del partito, sul palco Benigni, il quale a un certo punto invita Berlinguer, e dopo un po’ lo solleva da terra e lo prende in braccio; scoppiamo subito a ridere per quella cosa completamente improvvisata». La foto è una delle 360 immagini della mostra «Enrico Berlinguer», in corso all’associazione culturale La Farandola, in via P. R. Pirotta, 95, visitabile fino al prossimo 27 novembre.

ARRIVA BENIGNI – La cosa curiosa, e immaginiamo divertente, è che, giovedì 10 novembre, a far visita ad Enrico, raccontato tra momenti di vita famigliare e politica, arriva proprio Roberto Benigni, intorno alle 17,30. In compagnia di Eugenio Scalfari, testimone di quell’intervista, «La Questione morale», una sorta di testamento di Berlinguer. Benigni che farà, cosa si inventerà? «Da lui c’è da aspettarsi di tutto», dice Menichelli, che ricorda quanto simpatia nutrisse lo stesso Berlinguer per il comico toscano; ricambiata, è chiaro, compreso il film “Berlinguer, ti voglio bene!. E qui, Menichelli, sfata una vecchia leggenda sul politico: «Non è vero che fosse troppo serio, anzi rideva e si commuoveva spesso; solo che poi, si sa, le cose vengono raccontate in un’altra maniera: per esempio, Berlinguer non era mica un fumatore incallito».

VIDEO: Roberto Benigni al Premio Mario Luzi

Benigni & La Bibbia Giorno e Notte

La lettura-fiume della Bibbia sulla Rai al via con il Papa e Roberto Benigni

Roberto Benigni @ La Bibbia Giorno e Notte

ROMA – Con i primi versetti della Genesi, Benedetto XVI ha dato il via alla staffetta di La Bibbia giorno e notte, la più lunga diretta televisiva mai realizzata dalla Rai per la lettura integrale di Antico e Nuovo Testamento, che la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma ospiterà fino alle 13.25 di sabato 11 ottobre. Una maratona da 139 ore (la prima e l’ultima ora in diretta su RaiUno, la versione integrale RaiEdu2 sul satellite) che è stata aperta dal Papa e verrà conclusa dal segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone.

Il testo (73 libri per un totale di 1.141 brani e 800 mila parole) impegnerà 1.250 tra lettori e gruppi di lettori per un totale di oltre 2000 persone da più di 50 Paesi del mondo. Persone di ogni ceto e fede religiosa, uomini e donne dagli 11 anni in su. E moltissimi volti conosciuti. Nella serata d’apertura, subito dopo il Pontefice hanno preso la parola Hilarion Alfeev, rappresentante del Patriarca ortodosso Alessio II e, fra gli altri, si sono alternati Roberto Benigni, Giulio Andreotti, l’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede Mordecai Lewy.

Molto apprezzato, fra i primi lettori, Roberto Benigni. Che dopo la lettura ha detto ai giornalisti di aver provato “una forte emozione” anche perché, ha precisato con la consueta ironia, “è un libro che si legge in presenza dell’autore“. L’attore ha letto con trasporto la storia di Caino e Abele, quasi interpretando teatralmente i versetti biblici. Arrivato poco prima nell’antica basilica romana dove si conservano le reliquie della croce di Cristo, Benigni è stato accolto festosamente dal pubblico che seguiva su uno schermo all’aperto l’inizio della maratona biblica. E dopo i circa sette minuti della sua lettura, è andato via.

* “Che dire di fronte a un autore così elevato?”. Sono le uniche parole che Roberto Benigni, lo sguardo rivolto al cielo mentre prende posto in auto, ha concesso ai giornalisti dopo aver preso parte alla lettura in diretta della Bibbia nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Tanti sorrisi e ampi gesti di saluto dall’interno della vettura ma per il resto Benigni non ha concesso altro. Il regista e attore toscano è stato il quarto a leggere dalla Bibbia, dopo Papa Benedetto XVI, il vescovo Ilarion e la moderatora delle Chiese valdesi in Italia, Maria Bonafede. A Benigni sono toccati i capitoli 4 e 5 del Libro della Genesi, due capitoli pieni di nomi e di numeri, e Benigni ha come sempre catturato l’attenzione del pubblico dentro e all’esterno della Basilica, pur in occasione di un evento così particolare. E lui è riuscito a bilanciare tono ed enfasi con la solennità del testo sacro.

Benigni takes part at Bible-reading marathon

LOS ANGELES TIMES – Pope Benedict XVI began by reading: “In the beginning God created the heavens and the Earth.” And millions of viewers watching him on Italian television saw that it was good.

The pontiff was launching a marathon reading of the Bible, from Genesis to Apocalypse, which began on Sunday night.

For seven days and six nights, 1300 readers would carry the message, among them former Italian presidents, incumbent cabinet ministers, football stars, foreign diplomats, cardinals, intellectuals, actors, opera singers and everyday citizens.

The Vatican had invited people of many faiths and ethnic groups to participate in the event at the Basilica of the Holy Cross in Jerusalem. They included an Algerian writer and five other Muslims, the Israeli ambassador to the Vatican, a survivor of the Auschwitz concentration camp, and 14 other Jewish readers.

Organisers at the Vatican said they wanted to make it clear “the Bible belongs to everyone, without any discrimination or cultural or ideological barrier”.
 

The first segment ended with Roberto Benigni, the manic, frizzy-haired actor-director who won two Oscars for “Life is Beautiful” and is Italy’s most beloved comic. Departing from the previously solemn tone of the evening, Benigni gave a cheerful, spirited performance that drew the first applause of the night. Andrea Bocelli, a noted tenor, sang between readings.

The marathon will end Saturday with Cardinal Tarcisio Bertone, the secretary of State of the Vatican, reading the 22nd chapter of the Book of Revelation.

Benigni e il Papa: La Bibbia in diretta Tv

Leggeranno il testo integrale con altre 1500 persone in una maratona Rai

*Questa sera dalle 19 sarà possibile seguire la diretta anche sul sito http://www.labibbiagiornoenotte.rai.it/

- La lettura di R. Benigni avverrà in un orario compreso tra le 19.30 e le 20.00  

La Bibbia giorno e notte

(Articolo di Paolo Toccafondi – Il Tirreno)
Sarà un evento mondiale e al centro del mondo ci sarà Roberto Benigni. Il 5 ottobre a Roma l’attore leggerà la Bibbia insieme a Papa Benedetto XVI e a due autorevoli rappresentanti della Chiesa ortodossa e delle Chiese protestanti, dando così il via alla più lunga maratona della storia della televisione italiana: la lettura integrale non stop dell’Antico e del Nuovo Testamento per sette giorni e sei notti affidata alla voce di 1.500 persone, 139 ore di diretta televisiva, visibile anche su Internet e sui telefonini (l’accordo con alcuni gestori di telefonia mobile è in dirittura d’arrivo in queste ore). Si chiama “La Bibbia giorno e notte” l’iniziativa lanciata da Rai Vaticano che si annuncia come un grande avvenimento religioso e mediatico, a partire proprio dalla prima ora di lettura-spettacolo che Rai 1 trasmetterà in Eurovisione. Tutto comincerà domenica 5 ottobre alle 19 nel Palazzo Apostolico in S. Pietro, da dove Papa Ratzinger in diretta tv darà il via alla lettura con il potente inizio della Genesi, la parola divina che dà origine al mondo: “In principio Dio creò il cielo e la terra”. Solo lettura, senza commenti.
 
Poi passerà il testimone al vescovo ortodosso Hilarion Aleyev, rappresentante della chiesa russa in Europa, cui seguirà Maria Bonafede, Moderatrice della Tavola Valdese in rappresentanza delle Chiese della Riforma. A questo incontro delle religioni che si riconoscono nella Bibbia, la Comunità ebraica sarà rappresentata da un messaggio inviato dal Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che non sarà presente di persona. Una scelta che intende prendere le distanza dal modo in cui è stata organizzata l’iniziativa. Questa prima parte di letture sarà interrotta da un intermezzo musicale affidato, quasi certamente, alla voce di Andrea Bocelli. La lettura della Genesi riprenderà con una famiglia, in nome di tutti i fedeli, e infine sarà Roberto Benigni a chiudere questa prima ora di maratona per la diretta di Rai 1. A quel punto si spegneranno i riflettori potenti di Rai 1, ma il fiume della lettura proseguirà il suo corso ininterrotto fino alle 13 dell’11 ottobre. Il cuore della maratona diventerà per tutti e sette i giorni la Basilica di S. Croce in Gerusalemme, ai piedi dell’Esquilino e la diretta si sposterà su Rai Educational e Rai International, su internet, sui telefonini, su Tele Pace, Sat 2000 e sulle radio del circuito InBlu.

Nella Basilica si alterneranno circa 1.500 lettori. Ed è questa staffetta di massa l’aspetto più affascinante dell’appuntamento, come spiega Giuseppe De Carli, giornalista responsabile della struttura Rai-Vaticano, e coordinatore dell’impresa: «I 73 libri dell’Antico e del Nuovo Testamento sono stati divisi in 1.300 brani della durata di 4-8 minuti. Bastava un clic sul sito che illustrava l’iniziativa per candidarsi a fare un tratto di strada. Ci hanno scritto 150.000 persone per candidarsi alla lettura, una risposta eccezionale. I brani sono stati assegnati, i lettori saranno circa 1.500, tenuto conto che i brani più lunghi saranno letti da una coppia o da una famiglia. Ogni lettore avrà anche un “testimone” che lo accompagnerà, pronto a sostituirlo in caso di defezione. In tutto abbiamo coinvolto circa tremila persone». In gran parte gente comune, ma almeno il 10% dei dei lettori saranno personaggi noti, provenienti dal mondo dello spettacolo e della cultura, campioni dello sport e olimpionici.  […]

Nelle 139 ore non si ascolteranno solo le parole del tasto sacro, ma ci sarà spazio anche per la “Bibbia musicata”; ogni ora e mezzo di lettura, verrà eseguito dal vivo un brano musicale. Risuoneranno tamburi e arpe birmane, gospel e ritmi latinoamericani, tutte musiche ispirate dalla Bibbia, alcune composte apposta per l’occasione.

Nobel per la Pace per Ingrid Betancourt

Invitiamo tutti coloro che leggeranno questo post ad aderire all’appello per il Nobel per la pace per Ingrid Betancourt (iniziativa sostenuta anche da L’Unità e dal sito http://www.coningridbetancourt.org/ ).

   Per aderire all’appello: 

   nobelperingrid@unita.it

   Raccolta di firme

Ingrid Betancourt arriva a Roma - foto Ansa
Ingrid Betancourt è arrivata ieri a Roma per una visita di 3 giorni in Italia.
Ieri sera Ingrid Betancourt è stata ospite per una cena informale a casa di Walter Veltroni. L’ex sindaco di Roma, che tanto ha fatto negli anni della lunga prigionia, ha voluto ospitarla a cena.
Ospite a casa del leader del Pd, la Betancourt ha ricevuto anche una lunga e affettuosa telefonata dal Premio Oscar Roberto Benigni.  Ingrid Betancourt è fan dell’ attore-regista toscano dai tempi del film La Vita è Bella, pellicola di cui ha discusso con i compagni di prigionia durante la lunga detenzione nella foresta colombiana.

Mercoledì 3 settembre a Firenze nel Salone dei Cinquecento avrà luogo la solenne cerimonia in cui saranno conferiti a Ingrid Betancourt la cittadinanza onoraria e il Giglio d’Oro di Firenze. Alla cerimonia sono stati invitati, oltre alle autorita’ e ai rappresentanti diplomatici di Colombia e Francia, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come Vincenzo Cerami, Pamela Villoresi, Lorenzo Cherubini, Francesco Guccini, che hanno aderito all’appello per candidare Ingrid Betancourt al premio Nobel per la pace.

Touro University: Laurea Honoris Causa a Roberto Benigni

”Un uomo considerato patrimonio nazionale italiano, un maestro cantastorie con un’arte senza confini.”

Laurea Touro University

Con questa motivazione Bernard Lander, fondatore della Touro University, primo ateneo ebraico in Italia, ha consegnato giovedì 22 maggio a Roma la Laurea Honoris Causa in ‘Arti della comunicazione’ all’attore e regista Roberto Benigni; premiata anche il Nobel Rita Levi Montalcini, che pero’ non ha potuto partecipare alla serata di presentazione del nuovo ateneo ebraico italo-americano.

Video consegna Laurea Honoris Causa - Touro University Rome

Roberto Benigni legge alcuni brani de Il Cantico dei Cantici nella traduzione di Scialom Bahbout

• Il servizio del Tg5, 23 maggio 2008:

Servizio del Tg5 - Laurea Touro University a Benigni

“Levi Montalcini e Benigni primi laureati della Touro University” - Articolo de Il Messaggero, 23 maggio 2008

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