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Lettera a Dante di Roberto Benigni

Vi presentiamo alcuni estratti della lettera che Roberto Benigni ha scritto a Dante.
La Lettera a Dante è stata presentata per la prima volta il 27 ottobre 2007 a Roma nell’ambito della cerimonia per il conferimento del Premio Le Cattedrali Letterarie Europee, e costituisce la prefazione a “The Divine Comedy”, edizioni Valdonega, di Robert e Jean Hollander. Inoltre è presentata in un video inedito di 15 minuti allegato al primo cofanetto dei Dvd di TuttoDante.

“Caro Dante,

prima di tutto spero che tu stia bene, che il macigno non ti pesi troppo e ti auguro di sentire il Gloria in excelsis Deo il più presto possibile. E anche ti voglio ringraziare perché con la tua Divina Commedia mi hai fatto innamorare della poesia, che è la cosa più bella del mondo. Mi hai fatto sentire il bene e il male, mi hai fatto andare a letto impaurito, mi hai fatto venire da piangere, mi hai portato con te dappertutto, sull’Oceano Atlantico, in Lunigiana, a Gerusalemme, a Monterriggioni. Mi hai fatto morire dal ridere, anche se hai scritto in una lingua difficilissima, misteriosa e incomprensibile, che per capirla, pensa, me la sono dovuta far spiegare dai miei nonni analfabeti.

Sei entrato nella mia vita di corsa, Dante, con un’allegria e una potenza strepitose, come quando ho conosciuto le albicocche. Ecco, per me Dante, tu fai parte della natura, come le albicocche, il sole, l’erba. E quando mi chiedono se sei moderno, è come se mi chiedessero se è moderna l’erba. Dopo un po’ che ti leggevo ho fatto un salto sulla sedia per davvero. Mi sono accorto che non ero io che leggevo te, eri tu che leggevi me come nessun altro mi aveva mai letto, con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra.

Mi hai fatto provare quella sensazione tremenda che come me nel mondo ci sono solo io e che però ero uguale a te. E che io e te eravamo uguali a tutti. Ogni cosa che avevo sempre sentito fin da quando ero nato, tu gli hai dato una forma memorabile. Quanto t’ho voluto bene, Dante.
 Entravo nel tuo libro come si entra in farmacia: leggevo due o tre terzine a voce alta e ammazzavo tutti i virus…

Però ora Dante ti scrivo per motivi tecnico-amministrativi e soprattutto finanziari. E per un dubbio. Ora, non so se in Purgatorio ti sono arrivate notizie. Io sto facendo una tournée in Italia e all’estero prodotta dalla mia società Melampo srl, lo spettacolo si chiama proprio “Tutto Dante”, pensa un po’ (più chiaro di così…). E ogni mattina il mio amministratore, il signor Mario Fucci, che è una persona molto onesta, discendente di un’antichissima famiglia pistoiese, persone onestissime, va all’ufficio della Siae per versarti i diritti che ti spettano, circa il 30% dell’incasso. Ora il dubbio è questo: ma questi soldi, Dante, ti arrivano o no? Te lo dico perché è una bella somma. Ti informo che a tutt’oggi lo spettacolo ha fatto quasi 800.000 spettatori solo in Italia. Ti dovrebbero essere già arrivati, secondo i calcoli di Mario Fucci, 4.725.302 euro, liquidi. Sarai il più ricco del Purgatorio. E solo per questo spettacolo. Tra l’altro, se ti sono arrivati, guarda dietro la moneta da due euro: avrai una sorpresa… Come chi è… Ma non ti sei riconosciuto? Sei te! Sei stato anche sulle 10.000 lire… Tra l’altro, anche per questo: ma te li pagano i diritti, ti mandano le royalties? (…)

….Dicono che la “Divina Commedia” sia l’opera più ardita dell’ingegno umano, che il suo insegnamento è così profondo che può essere disceso nel pensiero umano solo per rivelazione, e che per la prima volta, nella storia del mondo, ci hai fatto esplorare la remota regione dell’Eterno, “fisicamente, corporalmente” …
Con la Divina Commedia ci hai fatto capire…:

che Dio ha bisogno degli uomini;
che ogni volta che l’uomo fa del male, Dio trattiene il respiro;
che non c’è male che non possa essere consolato;
che ognuno di noi è qui per completare e complicare l’affresco;
che la poesia è canto e racconto;
che le donne sono l’apice della creazione, la rugiada dell’altissimo;
che ti sei occupato di questo strano dono che abbiamo avuto in sorte: la vita;
che, dopo averti letto, non si guardano più le persone con distrazione ma come scrigni di un mistero, depositari di un destino immenso;
che l’arte si deve interessare alla vita;
che la vita è molto di più di quanto possiamo capire, per questo resiste;
che nessuno è troppo strano per essere capito;
che ognuno di noi è unico, e fa la differenza;
che si può parlare degli altri quando parliamo di noi;
che cosa ci rende felici;
che cosa amiamo e odiamo davvero;
che noi tutti siamo qui per il sì di una donna;
che siamo in crisi del duro desiderio di durare;
che ci hai reso possibile vivere in un mondo più grande;
che ci hai reso il mondo meno estraneo e nemico;
che ogni persona è l’eroe della propria storia, anche se i suoi giorni o le sue notti non appaiono eccezionali a nessuno;
che i fatti del mondo non sono la fine della questione;
che in poesia si usa lo stesso amore e lo stesso numero di parole per descrivere gli ordini angelici e il gesto di un sarto che con poca luce introduce il filo nella cruna di un ago;
che si può dare del tu all’ignoto;
che il paradiso è colmo dell’accecante bellezza del verbo essere;
che la vita è destino e viaggio, conoscenza e amore;
che qualcuno non distoglie mai lo sguardo da noi, perchè ci ama;
che la bellezza nasce terribilmente;
che l’arte è un dono…….”

Roberto Benigni

Lecturae Dantis di Roberto Benigni tradotte in Persiano

«In Dante c’è l’avanspettacolo, proprio come Totò e Peppino, e insieme c’è l’altezza più sublime. E’ un’opera semplice e complicata, come la musica di Bach. Perché nessuno conosce così profondamente l’animo umano come Dante, che è sceso in profondità per dirci come siamo fatti. E’ per questo che la Commedia la capiscono tutti e piace tanto. Non per nulla la Lectura Dantis me l’hanno chiesta in Oriente». Così Roberto Benigni commentava l’universalità della Divina Commedia. Le Lecturae Dantis di Benigni sono ora più universali che mai.

Kaveh, un ragazzo che vive in Iran, ha aperto un blog dove ha tradotto, e continua a tradurre, le Lecturae Dantis di Roberto Benigni (trasmesse dalla Rai) in Lingua Persiana (parlata da più di 75 milioni di persone!). Si tratta di una straordinaria opera di divulgazione culturale per il popolo Iraniano, che ancora una volta ci fa capire l’importanza e il valore internazionale delle Lecturae Dantis di Roberto Benigni.

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Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

عشق که قادر است معشوق را به دوست داشتن وادارد
باعث شد چنان لذتی ازو ببرم که هنوز هم
در بند خود، اسیرم داشته و هرگز رهایم نخواهد ساخت

Stasera su Rai Uno: il Settimo dell’Inferno

Questa sera alle 23 su Rai Uno andrà in onda il Settimo Canto dell’Inferno

Riporto una simpatica presentazione scritta da Simone Terreni, de L’Etrusco:

Vi volevo ricordare che stasera alle 23 c’è il settimo dell’Inferno. Si c’è Benigni alle 23 su Rai Uno. Lo so che è tardi come ora, ma stasera alle 23 c’è Benigni che recita Dante. Magari stasera avete anche da fare ma vi volevo rammentare che stasera alle 23 c’è Benigni che recita Dante. Il settimo. Certo non è famoso come il primo o come il quinto ma stasera Benigni alle 23 su Rai Uno recita Dante. Magari avete una riunione di condominio, un appuntamento galante o una importantissima cena, ma stasera c’è Benigni su Rai Uno che recita Dante. Prima fa la parafrasi (lo spiega) e poi lo recita. Alle 23. Su Rai Uno. Non capita tutti i giorni di sentirlo e magari voi dovete vedere qualche altro programma, in chiaro o sul satellite, ma stasera c’è Benigni che recita Dante su Rai Uno. Alle 23. Non per farmi gli affari vostri ma se proprio non potete registratelo. Bisogna durare fatica nella vita e con Dante si dura fatica. Molta. Ma se c’è uno come Roberto Benigni che lo spiega cosa volete di più? E guarda caso stasera su Rai Uno c’è Benigni che recita il settimo dell’Inferno. Perché se non lo sapete stasera c’è Dante recitato da Roberto Benigni. Su Rai Uno. Non avete visto gli altri canti? Non sopportate la poesia? Quella stronza della vostra professoressa del Liceo vi ha fatto odiare Dante a suon di cattivi voti? Non importa. Stasera Dante lo recita Benigni, alle 23 su Rai Uno. Se avete un impegno disdicetelo o rimandatelo. È importante. E non so se ve l’ho già detto ma stasera su Rai Uno c’è Benigni che recita il settimo dell’Inferno. Fossi in voi non me lo perderei. Devo ripetervelo ancora? Benigni- Dante- settimo- inferno- ore 23- Rai Uno.

UN 2007 SPETTACOLARE… Grazie Roberto!

Siamo giunti alla fine del 2007, un anno che per noi ha significato molto…

Il 2007, come direbbe Roberto, è stato un anno SPETTACOLARE!

Per questo abbiamo creato un video di “fine anno”, in onore di Roberto e del tour italiano di TuttoDante… Ci è sembrato il modo migliore per celebrare un anno intenso e ricco di emozioni…

Buon anno a tutti! Che il 2008 possa portarvi tanta gioia e serenità… Vi auguriamo di realizzare tutti i vostri sogni!

Silvia, Mariangela, Loredana

3000 amici su myspace!

Raggiunto e superato il traguardo dei 3000 amici su Myspace!!! Grazie a tutti coloro che continuano a sostenere la nostra iniziativa!

www.myspace.com/unbenignidanobel

 

- Ecco alcuni dei commenti più belli che avete lasciato sulla nostra pagina di Myspace:

  • Samuele Salvi, 6 dic 2007 20.48

    Cosa ne penso della vostra idea?Bè, penso semplicemente che siete dei GRANDI, continuiamo a seguire il grande Roberto, grande attore, grande persona. Grandi perchè avete formato questo movimento, grandi davvero…

 

  • Cristina, 3 dic 2007 9.58

    La vostra iniziata l’appoggio in toto : dopo l’Oscar ora il Nobel! Me lo auguro perchè da studentessa universitaria, dopo non aver amato Dante causa professoressa delle superiori, grazie al genio di Benigni sto rileggendo quest’opera e vedendola in un’ottica diversa e sicuramente piu’ affascinante!
    Grazie Roberto!

 

  • Corimè 2 dic 2007 0.28

    Grazie di cuore a l’uomo che ha la capacità di farci ridere e commuovere con la sua straordinaria naturalezza e immensa passione.. e che ci fa sentire tremendamente italiani con un trasporto e un desiderio d’altri tempi.. è l’unico.. è imparagonabile a nessun altro..

 

  • Gianpaolo, 29 nov 2007 23.37

    Scosso, emozionato, avvolto e travolto dalla bellezza delle sue parole… dal suo saper raccontare con tutta l’anima e anche oltre l’anima, l’indescrivibile bellezza della Divina Commedia… ascoltare Roberto è ogni volta uscire arricchiti da un manto di energia impalpabile, sconfinata, travolgente… Felice di condividere questa immensa gioia con chi lo ama. Grazie Roberto

    …oggi più di ieri, val la pena chiedere il premio Nobel a Roberto Benigni per la sua straordinaria e universale capacità di trasmettere con tale innata passione e trasporto, l’inarrivabile altezza di un’Opera immensa…

Dario Fo: Grazie a Roberto hanno santificato anche Dante

Dario Fo

REPUBBLICA 9 DICEMBRE 2007 - «Lo ha santificato. Mi fa piacere. Era ora». Plaude, Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, al pubblico apprezzamento fatto dal cardinale Bertone per le letture dantesche di Roberto Benigni. Dario Fo, Benigni dagli ostracismi degli anni passati all’ attuale “beatificazione” vaticana. Che ne pensa? «Fa piacere che qualche volta da alti esponenti della Chiesa arrivano simili riconoscimenti. Ora è toccato a Benigni, se lo merita, perché con Dante, e non solo, sta facendo veramente un buon lavoro. Ma non è solo questo il motivo per cui apprezzo questo giudizio». Ce lo può anticipare? «Certo. Storicamente Dante non è stato mai trattato bene dalla Chiesa, specialmente per le sue critiche al potere ecclesiale. Basti pensare che anche un artista come Raffaello ebbe non poche difficoltà quando nella Disputa sul Sacramento, il grande affresco che dipinse in Vaticano, osò inserire anche Dante, mettendolo per di più vicino a un frate scomodo come Savonarola. Fa piacere che almeno queste cose sono archiviate e che il cardinale segretario di Stato ora elogia sia Dante che Benigni». Ha visto il programma televisivo di Benigni? «La seconda puntata, quella del Paradiso purtroppo no. Ma le precedenti letture sì. Mi sono piaciute. Sono letture chiare, pulite, meditate, adatte al grande pubblico».

Tv: su Rai Uno un Natale nel segno di Dante-Benigni

Roma, 5 dic (Velino) – A giudicare dall’audience c’era tanta voglia di Roberto Benigni su Rai Uno. Oltre dieci milioni d’italiani hanno sognato con lui durante la lettura del quinto dell’Inferno giovedì scorso, e altri sei milioni e mezzo hanno visto ieri il film “La tigre e la neve”. Una voglia che il direttore di Rai Uno, Fabrizio Del Noce, spera di poter cavalcare per tutto il periodo natalizio. Domani, infatti, parte il ciclo TuttoDante: tredici puntate in seconda serata – sempre sull’ammiraglia – dedicate ad altrettanti canti della Divina commedia; e Alighieri – in palinsesto anche il 25 dicembre – sarà ancora Benigni fino al 14 febbraio. Le tredici puntate – si parte dal XXXIII canto del Paradiso – saranno le registrazioni dello spettacolo TuttoDante realizzate a Firenze in Piazza Santa Croce nell’estate del 2006. Ognuna durerà circa 85 minuti e gli spot saranno banditi. Aveva dunque ragione il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, quando a Cannes annuncio: “Benigni sarà uno dei punti di eccellenza del nostro palinsesto autunnale”. E si capisce anche perché per fargli spazio anche Bruno Vespa, storico anchorman di Porta a Porta, non abbia battuto ciglio. “Ho ceduto volentieri alcune seconde serate – ha spiegato -, tanto di cappello a uno come Benigni”. 

Ma prevedere cotanto successo di audience (e di critica) non era poi così arduo. Benigni e la tv hanno da sempre un rapporto preferenziale. Oltre al record d’ascolti toccato il 23 dicembre 2002 con la lettura del Paradiso di Dante, che incollò su RaiUno quasi 13 milioni di telespettatori, non si contano le fortunate ospitate del comico toscano. Il 10 maggio 2001 a Il fatto di Enzo Biagi lo guardarono 7 milioni 260 mila telespettatori (30,59 per cento di share); il 9 marzo 2002 al Festival di Sanremo condotto da Pippo Baudo, la presenza di Benigni fece volare lo share al 73,34 per cento, con 19 milioni 218 mila telespettatori. Record di ascolto, poi, a Domenica In di Baudo (8 milioni 138 mila telespettatori e il 40,69 per cento di share) il 13 novembre 2006, e a Il senso della vita di Paolo Bonolis (3 milioni 206 mila telespettatori e il 22,52 per cento di share) il 21 febbraio 2006. I suoi film, poi, oltre che al cinema funzionano anche sul piccolo schermo: il 22 ottobre 2001 la prima tv dell’Oscar “La vita è bella” raccolse 16 milioni 18 mila telespettatori e il 53,67 per cento di share. A dicembre 2002 il film replicò il successo: quasi 10 milioni di telespettatori e il 33,78 per cento di share.  

GRAZIE ROBERTO!

 

Caro Roberto,

giovedì sera abbiamo assistito a un piccolo MIRACOLO in diretta da Papigno…  E’ stata una serata DIVINA. L’emozione di viverla in studio è stata fortissima, il più bel regalo che potessimo ricevere!

Un semplice GRAZIE…. GRAZIE DI CUORE…. GRAZIE DI TUTTOGRAZIE DI ESISTERE!

Ti vogliamo bene!
Silvia Pittoni e lo staff di unbenignidanobel.it

….E ORA CI VUOLE IL NOBEL!!!

E ROBERTO BENIGNI, IL MIO NOBEL PERSONALE CI HA REGALATO UNA STRAORDINARIA SERA IN TIVU

 di Cesare Lanza
 

Da un affezionato lettore, che si firma con un nome de plume (ma qual è il nome vero, si può sapere?), ricevo: “La Divina Commedia? Mi garba come si dice in Toscana. E poi essendo toscano d’ adozione, che te lo dico a fare? Da pochi minuti è finito l’ atteso spettacolo di Roberto Benigni con il V Canto dell’ Inferno, quello su Paolo e Francesca. Da brividi. Non ci sono parole. Divertimento, leggerezza, cultura, riflessione; in una sola parola: emozioni. Roberto è riuscito a trasmetterci con una interpretazione e un trasporto unico, inimitabile, la poesia che è racchiusa nel testo dantesco. Un miscuglio di sentimenti. La bellezza della vita. Il mistero della vita. La vita come scoperta di se stessi. E l’ amore. Cosa saremmo se non ci fosse l’ amore? La Divina Commedia avrà pure qualche secolo sulle spalle ma i suoi (incantevoli)versi sono sempre attuali e lo saranno per sempre. La metafora della vita vista come un viaggio per raggiungere la propria anima passando tra sofferenze di ogni tipo, perché purtroppo ci sono anche quelle. Ognuno di noi è ciò che sceglie di essere. Il libero arbitrio come direbbe Sant’ Agostino. Questo è uno degli insegnamenti, una delle lezioni che si possono trarre dallo scritto di Alighieri. La divulgazione che sta facendo Benigni leggendo e raccontando la Divina Commedia non è solo un fatto culturale. E’ una cultura che si fa riflessione, che certo non risolverà i mille problemi di un’ esistenza, ma che forse ci farà comprendere meglio ed abbracciare in modo più sereno e consapevole la vita che è una ed unica, anche se qualcuno non sarà d’ accordo. E’ questo il messaggio che ho colto da uno spettacolo coinvolgente. Quindi non solo divertimento. Ho apprezzato. Bravo Roberto! Vogliamo il bis! Aspettiamo le prossime 13 puntate in seconda serata. Mister NO, mettendoti nei panni dello spettatore/telespettatore, un commento sullo spettacolo. Cosa ne pensi? Cosa ci può trasmettere? Ciao. jerry.meguire@katamail.com ” Rispondo: ho assistito sei volte alla performance grandiosa di Benigni, cinque volte nella sua tournee fortunata e poi ieri sera in tivu, per il quinto canto dell’Inferno. E ogni volta rido e piango: rido nello show che anticipa la lettura di Dante e immancabilmente piango quando Roberto racconta, descrive e legge i versi di Dante sull’amore più famoso d’ogni tempo, tra Paolo e Francesca. “…la bocca mi baciò tutto tremante…” Chi ha amato, e tutti abbiamo amato e siamo stati amati, non può non commuoversi: c’è Benigni sulla scena, ma la sua grandezza è, divulgando, di portarci con lui, identificarci con lui, con le sue emozioni e la sua passione. Chi mi segue, sa che da tempo Benigni è il mio Nobel personale. Ho scritto, suscitando qualche replica polemica e molto consenso, che Benigni merita il grande premio svedese. E non avrò pace fino a quando non lo conquisterà, il Premio Nobel: nella letteratura, per la formidabile operazione culturale che sta facendo, avvicinando mezzo mondo alla comprensione di Dante e all’ammirazione per il più grande poeta d’ogni epoca; o per la pace – per il suo costante messaggio di amore e per la sua straordinaria, laica, capacità di sdrammatizzare, ironizzare sulle miserie e sul non senso di ogni fazione e di ogni eccesso, la vocazione bonaria a capire il male, le asprezze e il dolore del mondo. Cosa dire di più? Vi consiglio di leggere Curzio Maltese, su “La Repubblica” di oggi: una recensione da condividere, parola per parola.

BENIGNI RECORD DI SHARE CON 10.070.000 SPETTATORI

Pieno di ascolti ieri sera per Benigni con il suo “Il V dell’Inferno”: 10.070.000 spettatori ed il 35,68%
 di share.
Numeri che superano sia il diretto concorrente “Il Capo dei Capi” 7.995.000 spettatori ed uno share pari al 28,59%, sia Celentano con “La situazione di mia sorella non è buona” che ha totalizzato 9.209.000 spettatori e il 32,29% di share.

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