Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    January 20th, 2010SilviaPittRoberto Benigni

    Mercoledì 20 gennaio alle 21 debutta su RaiDue “Il Più Grande (Italiano di tutti i tempi)“, erede del format 100 Greatest Britons della Bbc. Quattro puntate, con la produzione di Bibi Ballandi e Giovanni Benincasa come capoprogetto, in diretta dallo Studio 3 di Cinecittà, individueranno il nostro connazionale più famoso e più amato di tutti i tempi. Per “più grande” si intende il più amato, il più importante, il più ammirato, insomma colui o colei che più degli altri incarna l’ideale di “Grande Italiano”.

    Tra i 50 candidati c’è anche Roberto Benigni.

    [...articolo in aggiornamento]

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    September 14th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni

    “La scuola è bella” - 14 settembre 2009, ore 10:50, Radio 3 Rai

    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni.

    Prima campanella per gli studenti italiani.
    A Radio3 scienza sale in cattedra il piccolo diavolo. A tu per tu con il matematico impertinente, ecco la sua lezione d’autore tra lettere e scienza.
    Da Dante alla fisica moderna, una dichiarazione d’amore per la cultura.
    Per dire con noi:
    Galileo ti voglio bene!


    - E’ online l’audio dell’intervista:
    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni

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    April 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    L’ultimo dvd in uscita oggi contiene uno spettacolo indimenticabile, “Il Quinto dell’Inferno“, andato in onda in diretta su Rai Uno dagli studi di Papigno giovedì 29 novembre 2007.
    L’estro recitativo di Roberto Benigni si esalta in una sinfonia teatrale di satira e umorismo, dando vita a un intrattenimento intelligente e divertentissimo.

    Finisce in grande con il Tutto Dante show, la collana dedicata alla lettura della Divina Commedia di Roberto Benigni. Da oggi, mercoledì primo aprile, sarà infatti in edicola con Repubblica o L’Espresso (a 9,90 euro in più rispetto al prezzo del giornale) l’ultimo dvd di “Roberto Benigni. Tutto Dante” con la registrazione dello spettacolo che, dopo aver fatto il giro d’Italia in centotrenta date (più di un milione di spettatori), sta ora affascinando il pubblico delle grandi città europee, da Parigi a Londra, per poi arrivare negli Stati Uniti e in Argentina.
    La forza dello show sta nel riuscire a mescolare alto e basso, risate e poesia, politica spicciola e grandi temi etici. Da solo sul palcoscenico, Benigni non perde un colpo e scatena risate e applausi, come quando ironizza sui continui interventi antigay di Rocco Buttiglione nel salotto di Porta a Porta o quando racconta di un centrosinistra senza bussola. C’è poi la dichiarazione d’amore per l’Italia «il primo luogo al mondo» dice Benigni «dove è nata prima la cultura e poi la nazione». E per il «suo» Dante: «Dopo aver letto la Divina Commedia» dice «non si guardano più le persone con distrazione, ma come depositari di un destino immenso».
    (Marco Romani, Il Venerdì di Repubblica)

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    February 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    (AfterEllen.com) For those who live outside Italy and haven’t heard of San Remo it is a huge music festival held each year in, you’ve guessed it, San Remo on the Italian Riviera. It is a massive event aired live on Italy’s conservative RAI 1 tv and radio channels. Roberto Benigni, the multi award winning Italian director/actor/writer, took to the stage tasked with providing a comic interlude. In his usual inimitable style - passionate, eloquent, intelligent - Benigni made several jokes (including advising Berlusconi that the only way he can become truly legendary is to disappear, never to be seen again) before becoming more serious. He spoke of homosexuality as something to be considered normal. He spoke of the disgraceful, shameful treatment of homosexuals, of the discrimination that is particularly present in Italy today. Gay rights are virtually non-existent in Italy partly due to the Vatican’s continual preaching of homosexuality as a sin. Benigni’s response to this: “Homosexuality is not a sin, stupidity is” - a comment which was met with a standing ovation from much of the audience. He continued by saying that fundamentally anyone who descriminates against homosexuality is descriminating against love. If someone is in love, what does it matter if the beloved is of the same or opposite sex? He finished by reciting a letter from Oscar Wilde’s De Profundis, written by Wilde while he was incarcerated and dedicated to his young lover. The strength and profundity of the love between two people is all that matters. For those of you who speak Italian, Benigni’s speech can be found here: http://www.musiczone.it/festival-concerti/roberto-benigni-sanremo-video.html

    Italy lags far behind its European neighbours, but it seems that homosexuality and bisexuality are not the taboo subjects they once were. A recent daytime tv talk show introduced the topic of married women falling for other women, but in true Italian style the programme ended with panellists deciding that these are “temporary infatuations” and that women will always put their men and family first. Italy still has a long way to go, but it looks like change may be in the air…

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    February 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Sanremo

    (Affaritaliani) Un “grande grazie a Roberto Benigni, a Mina e prima di tutto al pubblico che ci ha seguito e che spero ci seguirà ancora”. Così Paolo Bonolis durante il ‘question time’ in sala stampa all’Ariston commentando i risultati degli ascolti televisivi di ieri, prima serata del Festival di Sanremo 2009.

    Un “gran colpo d’ala” di Roberto Benigni. In questo modo, Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, ha definito il momento in cui il regista e attore toscano ha recitato Oscar Wilde toccando il delicato tema dell’omosessualità e contribuendo così dal palco dell’Ariston a fare chiarezza sul tema. “Roberto ha portato su alti livelli la sua esibizione - ha aggiunto il direttore della rete ammiraglia Rai - ed è servito a fare luce e chiarezza su un argomento dal vasto riflesso sociale”. Del Noce ha aggiunto: “Ho trascorso una notte insonne, ore d’ansia e non proprio tranquille, fino al mattino. Poi finalmente sono arrivati i dati degli ascolti, dati più che confortanti e ben al di là di quanto avremmo sottoscritto alla vigilia”. con 14 milioni 173mila telespettatori e share del 47,10 per cento, in sensibile aumento in termini assoluti e percentuali rispetto allo scorso anno, e con un picco d’ascolto di 16 milioni 162mila telespettatori e il 60,62 per cento di share quando sul palco dell’Ariston c’era Roberto Benigni.

    Il servizio de “La Vita in diretta” : Roberto Benigni un vulcano a Sanremo

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    February 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    (Tratto da TvBlog.it)
    Milano, 18 febbraio 2009 - Risultato straordinario per la prima puntata del 59° Festival di Sanremo che ottiene nella media tra le due parti 10.413.000 telespettatori. La prima parte, che includeva anche il lungo monologo di Roberto Benigni, ha registrato il 47,11% e 14.173.000 telespettatori mentre la seconda, terminata all’1:20, 6.654.000 e il 49,51%.

    Sanremo: ascolti, con Benigni il picco
    (ANSA) - SANREMO, 18 FEB - Oltre 15 milioni per l’attesa e applauditissima performance di Roberto Benigni, ieri all’esordio del Festival di Sanremo.
    Una media share del 55,54 per cento e, in valori assoluti, una media di 15 milioni 361mila telespettatori.
    Il picco assoluto di spettatori e’ stato raggiunto alle 22.59: con uno share al 60,62 per cento, in 16.162.000 hanno seguito l’attore mentre finiva di leggere la lettera di Oscar Wilde.

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    February 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

    (Tratto da Queerblog.it) Alla fine l’attore toscano ha dedicato l’ultima parte del suo monologo a sfatare i luoghi comuni sull’omosessualità, spiegando che “l’unico peccato è la stupidità” e che gli omosessuali hanno l’unico torto di amare, amare una persona del loro stesso sesso, esattamente come amano gli eterosessuali. E ha concluso il suo intervento recitando una lettera che Oscar Wilde inviò dal carcere al suo innamorato Alfred Douglas.

    «È una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c’è solo la sutpidità. Per rendere l’idea dell’assurdità e ridicolaggine, ricordo che gli omosessuali sono stati seviziati e morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona. Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell’altro sesso, e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona, lasciate stare il sesso. È incredibile che si parli ancora degli omosessuali così, con questa incredibile rozzezza. Sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno. Nella storia dell’umanità ci hanno fatto doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore».

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    February 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Sanremo

    Show politico: «Silvio fai come Mina, sparisci». Il requiem alla sinistra e l’emozione Oscar Wilde

    SANREMO — «Voglio essere allegro e non parlare di cose serie. Berlusconi…». Si capisce subito che il leitmotiv del monologo di Benigni nella prima serata del Festival sarà il premier. Il comico toscano si impossessa del palco dell’Ariston alle 22.30 e non lo lascia per mezz’ora: il bersaglio è (quasi) uno solo. «Alle elezioni in Sardegna ha vinto Berlusconacci, un sardo che non conoscevo. Ma a Berlusconi non interessa la Sardegna. Vuole la Corsica, Ajaccio, è lì che ha tutti i suoi parenti», chiaro riferimento a Napoleone. «Sta facendo ricerche sull’albero genealogico, dice di essere più alto di Napoleone, ma secondo la questura è più basso. Lui sistema un po’ tutti, il figlio del suo commercialista, amici e parenti, anche il suo idraulico, Tubacci».

    È inarrestabile: «Silvio Berlusconi: non lo volevo dire, non lo voglio neanche nominare, ma mi esce da sé… È un piacere essere all’Ariston, un teatro che appena lo vedi ti vien voglia di entrarci dentro come Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». Una battuta su Veltroni. «Più battuto di così povero Walter. Ho già lo slogan per te, rialzati Walter, abbiamo perso la Sardegna, ma rimane Stromboli, Capraia, l’Isola di Montecristo. C’è la maggioranza nelle Eolie da conquistare». Benigni è al vetriolo ma strepitoso su Mina: «Manda solo filmati come Bin Laden, è diventata un mito… Silvio mi è venuta un’idea, te lo dico da amico, per diventare anche più grande di un mito come Mina tu devi sparire, sembrerebbe una cosa brutta ma è una cosa bella. Non ti devi fare vedere più. Non devi andare in Svizzera ma molto più lontano, in India o in Nuova Zelanda. Ci vai con Apicella e poi magari ci mandi qualche canzone». Cita Leopardi ma il bersaglio è ancora Silvio: «Sempre caro mi fu quest’ermo colle». Parla degli autobus su cui c’era la scritta: «Dio non c’è, godetevi la vita», il suo consiglio è «Berlusconi non c’è, godetevi la vita». E ancora: «Ti cercano a Chi l’ha visto?, bello e piacente a meno che tu non abbia cambiato la Costituzione». Punzecchia il centrosinistra: «Non posso iniziare a fare una battuta che a metà cade il governo Prodi». Ma ritorna a Berlusconi: sul lodo per salvare le più alte cariche dello Stato: «Non è una legge ad personam, ma una legge ad quattrum personam. Son passi avanti, se poi magari passa a ventim e poi le fa per tuttimus… Ma non voglio parlare più di Berlusconi».

    E allora tocca alla Zanicchi: «Mi ha colpito molto la sua canzone, dice “ti voglio senza amore però non finire presto”. Ma Iva, sono rimasto scioccato, è come dire “trombami, ma dura parecchio”. Ci vorrebbe per lei un gladiatore, Silvio… Mi è rimasta solo Orietta Berti. Spero di non vederla in mezzo alle conigliette di Playboy». Ma le battute sono per il premier che vuole diventare presidente della Repubblica: «I have a dream come dice sempre Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». Benigni dice di amare Napoli: «Mi piacerebbe essere tanto “napoletano”, come dice Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». La chiusura del suo show è «sulle polemiche sugli omosessuali»: «Nella storia sono stati torturati perché amavano un’altra persona. Di peccati non c’è che la stupidità» e chiude, emozionando il pubblico, recitando Oscar Wilde nella struggente lettera dal carcere al ragazzo che amava. Ad aprire la serata alle 21.10 era stato il video di Mina, l’«ectoplasma» secondo Patty Pravo, per non aver avuto il «coraggio» di presentarsi in carne e ossa all’Ariston. Nostra Signora della canzone ha intonato il «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini. E per la verità anche nel video (un excursus sulla storia della canzone partendo dai canti gregoriani fino a oggi) non s’è fatta vedere molto, tranne qualche immagine (capelli raccolti e occhialoni scuri) in studio di registrazione. Poi la gara e gli ospiti. Ritmo serrato, una canzone dopo l’altra senza battute con gli artisti e un Bonolis in forma che cita Pavese, Calvino e ne sa anche di storia: «Sono 300 i giurati, neanche alle Termopili». Oggi l’attesa è tutta sugli ascolti. «Vita o morte»: parola di Del Noce.

    Renato Franco (Il Corriere della Sera)
    18 febbraio 2009

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    February 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Sanremo

    Lungo monologo dell’attore, al centro Veltroni e Berlusconi
    Poi un tributo agli omosessuali, “perseguitati perché amavano”

    “Mina ormai manda solo video, come Bin Laden
    Silvio, fai come lei: se vuoi diventare un mito, sparisci!”

    La Repubblica, dal nostro inviato ALESSANDRA VITALI

    SANREMO - “Ho detto Berlusconi? Non lo volevo dire, ma è una cosa che m’esce da sé”. E comunque, “è meglio nominarlo, qualche volta: a una persona che non lo ha nominato mai, non è che gli è andata troppo bene…”. Non poteva, Roberto Benigni, ignorare l’attualità politica nel suo intervento al Festival. Ed eccolo, seppure senza infierire, invocare Walter Veltroni, che in campagna elettorale definì Berlusconi sempre come “il leader dello schieramento avversario”. Accolto da un’ovazione, Benigni ha fatto il suo ingresso sul palco dell’Ariston per un intervento preceduto dalle polemiche legate all’accordo che la Rai avrebbe stipulato per ottenere la sua partecipazione al Festival. Non ha risparmiato Veltroni e Berlusconi, ma neanche Mina e Iva Zanicchi. Per concludere con un lungo tributo all’omosessualità, e la lettura di una lettera di Oscar Wilde.

    “Rialzati, Walter”. Il segretario del Pd è il bersaglio, anche se “non faccio battute su di lui, perché è battuto abbastanza”. “Tirati su, Walter - gli dice Benigni dal palco - ti trovo lo slogan per la prossima campagna elettorale: rialzati, Walter (”Rialzati Italia” era lo slogan del Pdl, ndr), che vuoi che sia la Sardegna, c’è Montecristo, c’è Capraia, ci sono le Eolie…”.

    Mina come Bin Laden. Un lungo monologo, il presidente del Consiglio l’obiettivo primario ma anche colpi di genio, come quello riservato a Mina, “che ormai manda solo filmati come Bin Laden”. E però “è un mito”, e allora potrebbe essere d’esempio a Berlusconi, al quale “non interessa la Sardegna ma la Corsica, Ajaccio”, patria di Napoleone. “Berlusconi - dice l’attore rivolgendosi idealmente al premier - ti propongo di diventare un mito come Mina, come Greta Garbo: devi sparire, devi andare lontano. Più lontano vai e più mito sei, magari con Apicella scrivi una canzone e ogni tanto la mandi, come Mina”.

    Alfano e la legge “per tuttibus”. “Dicono che faccio sempre battute sul centrodestra - continua Benigni - il problema è che volevo fare una battuta sul governo Prodi, non ho fatto in tempo perché è caduto prima. Volevo farla su Veltroni e si è dimesso. Pensavo al governo Prodi, tempi leggendari, in cui esisteva quella cosa che chiedi quando cerchi una strada, come si dice, la terza a… sinistra. C’era pure Mastella ministro della Giustizia, che ha lavorato perché così chi veniva dopo di lui poteva sapere di non poter far peggio”. “Ora - dice l’attore - c’è Angelino Alfano, che ha fatto il lodo: prima accusavano Berlusconi di fare solo leggi ad personam. Ora le ha fatte per quattro personam, magari un giorno le farà per tuttibus…”.

    La Zanicchi, Berlusconi, il sesso. Scherzando sul testo della canzone di Iva Zanicchi (che parla di sesso senza amore e invita l’uomo a non “durare” poco), Benigni ha rivolto al premier l’invito a uscire con la cantante ed europarlamentare, immaginando Berlusconi e la Zanicchi in macchina con i sedili ribaltati. E citando il Nessun Dorma che ha aperto la serata, ha intonato: “All’alba tromberò!”.

    “Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio”. Si ride a lungo, poi Benigni cambia registro. E dice la sua sulle polemiche sugli omosessuali: “E’ una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c’è solo la sutpidità”. “Per rendere l’idea dell’assurdità e ridicolaggine” di certi atteggiamenti, Benigni ricorda che gli omosessuali “sono stati seviziati e sono morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona”. “Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell’altro sesso - spiega - e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona, lasciate stare il sesso. E’ un’assurdità”.

    “Gli omosessuali sono persone che si amano”. L’attore giudica “assurdo” che si parli di omosessualità “con tanta rozzezza”, “sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno”. Nella storia dell’umanità, continua, “ci hanno fatto dei doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore”. Poi Benigni ricorda Oscar Wilde, “messo ai lavori forzati per la sua omosessualità. In prigione ha scritto una lettera alla persona per la quale era stato condannato”. La lettera, Benigni la legge tutta. Poi lascia il teatro, ed è standing ovation.
    (17 febbraio 2009)

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    February 17th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Sanremo

    Caro Roberto,
    Grazie per averci regalato una delle più belle esibizioni della storia del piccolo schermo.
    Ci sentiamo tutti Orgogliosi di essere Italiani grazie a te.

    Con affetto,
    Lo Staff di www.unbenignidanobel.it

    Cliccate qui per le FOTO di Roberto Benigni sul palco del Teatro Ariston.

    Cliccate qui per leggere il testo della lettera di Oscar Wilde letta da Roberto Benigni nel finale della sua esibizione a Sanremo.

    A breve online il VIDEO dell’evento…

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    January 9th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Lo staff di UnBenignidaNobel.it vi invita a partecipare ai TvBlog Awards 2009, votando per “TuttoDante” nella categoria “Miglior programma culturale.
    Giunti alla loro terza edizione, i TvBlog Awards sono l’unico premio televisivo italiano il cui esito è deciso esclusivamente dal pubblico televisivo che naviga in internet.
    La fase preliminare delle votazioni si concluderà martedì 20 gennaio, e solo i finalisti accederanno alla fase successiva che terminerà il 7 febbraio.

    Per noi sarebbe molto importante riuscire a far vincere TuttoDante, ma abbiamo assoluto bisogno della vostra collaborazione: per questo vi chiediamo di partecipare e inviare il link per votare a tutti i vostri amici (fate copia e incolla di questo messaggio e inviatelo anche per email ai vostri contatti): www.tvblog.it/static/tvblog-awards-2009-2

    Facciamo vedere quanto abbiamo apprezzato le puntate televisive di TuttoDante: consideriamolo un omaggio a Roberto, impegnamoci per portare tanti voti a TuttoDante.
    Basta un semplice click! Contiamo su di voi! ;-)

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    January 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    Nel primo articolo dell’anno, vi presentiamo un video in cui Roberto Benigni recita in inglese un sonetto di William Shakespeare, “Sonnet 29“, in occasione del conferimento della Laurea honoris causa in Psicologia dall’Università Vita-Salute San Raffaele, nel 2003:

    ——————————————————————————————————————-

    Il 2009 sarà l’anno dei 10 anni dalla storica notte degli Oscar per “La vita è bella“:
    (21 marzo 1999 - 21 marzo 2009), Roberto Benigni ricevette 3 statuette su 7 nomination, come Miglior Attore, Miglior Colonna Sonora e Miglior film straniero.
    Festeggeremo questa grande ricorrenza con una serie di articoli dedicati. ;-)

    ——————————————————————————————————————-
    Oggi la Rai inizia alla grande il Nuovo Anno con la messa in onda de “La tigre e la neve” in prima serata alle 21.10 su Rai Uno.
    “Benigni per il Primo dell’anno.. Benigni per tutto l’anno”! :-D

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    December 28th, 2008SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Il servizio del Tg1 del 28 dicembre 2008, edizione delle 13.30:

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    December 26th, 2008SilviaPittClaudio Abbado, Roberto Benigni, Video

    La favola di Sergej Prokofiev, Pierino e il Lupo, reinterpretata dal geniaccio toscano Roberto Benigni vince la serata del 25 dicembre registrando 3.886.000 telespettatori, 18% di share (Dati Auditel tratti da TvBlog).

    Raro momento di grande televisione su Raiuno la sera di Natale. Si è potuto assistere ad uno spumeggiante Roberto Benigni, in formissima, saltellare a destra e a sinistra, tra l’orchestra e le prime file della platea, a suon di musica, prima che introducesse la favola musicale di “Pierino e il Lupo”. E dopo aver omaggiato poeticamente l’uomo, l’unico in natura in grado di produrre quella magia che è la musica, ha presentato i vari personaggi della favola e gli strumenti musicali che li interpretano, concludendo con chi bada a tutti i musicisti: il maestro Abbado. E tra giochi di parole e metafore, Benigni ha dato il meglio di sé, nell’introduzione allo spettacolo.
    Un sopraffino evento nel quale il premio Oscar ha prestato non solo la sua voce, ma la sua superba ironia ed il suo eccelso intelletto, per concedersi come voce narrante della favola di Prokof’ev.
    E come le cose belle, questa delizia artistica è forse durata troppo poco, volata via troppo presto. Lo spettatore sicuramente non avrà distolto lo sguardo dalle peripezie di Benigni e l’orecchio dalle note fiabesche eseguite magistralmente dall’Orchestra di Mozart. Lieto del regalo ricevuto dall’azienda verso la quale paga il canone, si sarà domandato: “Devo ogni volta attendere Natale per guardare qualcosa di interessante in tv?”.
    Francesco Favia - http://cronachefrancescofavia.blogspot.com/

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    December 25th, 2008SilviaPittClaudio Abbado, Roberto Benigni

    Appuntamento imperdibile in tv: la Rai, come è avvenuto l’anno scorso per una serata di TuttoDante, ha scelto di fare un grande regalo di Natale a tutti gli Italiani programmando un evento con Roberto Benigni per la sera del 25 dicembre.

    Oggi in prima serata su Rai Uno, alle 21.10, sarà trasmesso “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev, il grande concerto che si è tenuto al PalaDozza di Bologna il 25 ottobre 2008 di fronte a una platea di oltre 4mila persone: Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado e voce narrante di Roberto Benigni.

    Si tratta della seconda collaborazione fra i due artisti: la prima, sempre con “Pierino e il lupo”, risale al 1990 a Ferrara. I compensi della serata di Bologna sono stati devoluti in beneficenza, quello di Abbado è andato al Vidas, quello di Benigni al progetto di musicoterapia Tamino.

    °Dall’articolo del Corriere della Sera:
    PER SOGNARE. Benigni recita Abbado dirige. Roberto Benigni e Claudio Abbado si sono incontrati grazie a «Pierino e il Lupo» nel 1990, a Ferrara. Da allora è nata un’ amicizia e i due continuano a proporre questa favola di Sergej Prokof’ ev. Lo hanno fatto anche al Pala Dozza di Bologna il 25 ottobre scorso. Il primo a recitare, il secondo a dirigere l’ orchestra. Anzi il Maestro per l’ occasione ne ha chiamate a raccolta tre: oltre alla Mozart, l’ orchestra Cherubini di Riccardo Muti e quella giovanile di Fiesole. Più un coro di 623 bambini; 150 coristi adulti e 157 strumentisti. Tutti insieme per raccontare questa fiaba per i bambini dai 3 agli 83 anni che insegna a riconoscere le voci degli strumenti.

    Cliccate qui per leggere tutti gli articoli sul concerto di Pierino e il Lupo del 25 ottobre a Bologna.

    TvBlog Consiglia: Pierino e il lupo - Roberto Benigni e Claudio Abbado

    ————————————————————————————————
    www.unbenignidanobel.it augura a tutti voi un Sereno Natale, allietato dal concerto di Roberto Benigni e Claudio Abbado.

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    December 16th, 2008SilviaPittRoberto Benigni, Video

    Vi presentiamo la prima parte di “Non ci resta che Benigni“, il documentario de La Storia siamo noi, a cura di Annalisa Bruchi e Silvia Tortora, con testimonianze inedite e racconti sull’arte, il cinema, la storia di Roberto Benigni.

    Roberto è una persona straordinaria..sotto ogni punto di vista.” (Carlo Azeglio Ciampi)

    Per le successive 8 parti del documentario cliccate qui.

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    December 10th, 2008SilviaPittRoberto Benigni

    Imperdibile appuntamento questa sera, martedì 10 dicembre, su Rai Due, ore 23.50, La Storia Siamo Noi presenta un documentario inedito su Roberto Benigni, dal titolo “Non ci resta che Benigni, faccia a faccia con il volto della risata“, a cura di Annalisa Bruchi e Silvia Tortora, con un faccia a faccia tra Roberto Benigni e Giovanni Minoli.

    I ricordi e le testimonianze dei suoi amici, e di chi lo conosce profondamente. Fra gli intervistati, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, l’onorevole Massimo D’Alema, l’onorevole Walter Veltroni, Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali, Paolo Conte e Roberto Baggio. Ed ancora un repertorio inedito: da “Tele Vacca” a “Rockpolitik” per ripercorrere la storia di un genio comico, irriverente ma tenero, che incanta e sorprende continuamente le platee. E oggi, dopo gli Oscar e dopo i trionfi televisivi, Benigni è anche l’artista che riempie le piazze d’Italia e d’Europa leggendo Dante.

    Questi alcuni dei commenti - Carlo Azeglio Ciampi: “è una persona straordinaria sotto ogni punto di vista. Roberto per conoscerlo a fondo bisogna praticarlo. Perche è un timido”; Massimo D’Alema: “una volta èvenuto a casa mia e c’era mia suocera che, intimidita dalla presenza del grande attore, si era chiusa in cucina. Lui è piombato in cucina e ha detto - Ninetta… sei timida! Anche io sono tanto timido, ed era la verità, e poi l’ha abbracciata”; Walter Veltroni: “Roberto è solare, ha questa energia e curiosità. Ha sempre le antenne aperte. E’ una persona con cui è piacevole stare”.

    Quella che segue è una parte dell’intervista di Minoli, riportata dal numero di “Gente” in edicola questa settimana:

    La leggenda racconta che da piccolo era talmente brutto che le sue sorelle volevano buttarla via e la mamma pensava addirittura che le avessero fatto una fattura…
    «Non credo che mia mamma lo direbbe mai. Devo dire che a casa mia si mangiava poco e, quand’era incinta di me, mi disse che mangiava solo cocomero: “Per i primi mesi non avevo niente, quando venne luglio, trovai dei cocomeri e quanti ne ho mangiati!”. Quindi sono figlio di un cocomero, zuppo di gioia come un cocomero. Ero nato tutto pelle e ossa, una specie di coniglietto. E le mie sorelle: “Non lo diciamo a nessuno che ci è nato un fratello, fa paura! Buttiamolo dalla finestra”».

    Noi invece abbiamo scoperto che le donne sono pazze di lei, la sognano. Lei sapeva di piacere così tanto alle donne?
    «Lo dice come fosse una cosa strana, un paradosso! Lei non ci crederà, ma c’è un mistero nelle donne che è senza fine, uno non sa capire cosa sia questa cosa».

    Nicoletta è gelosa di tutte queste donne che la vogliono?
    «No, lei mi fa un nome che davanti mi si apre una via di luce, spettacolare. Sì, un po’ di gelosia fa bene, è il fatto di sentire che c’è una cosa che va protetta ed è una cosa bella, una passione. Poi nell’arte ci sono due passioni, l’odio e l’amore. E la gelosia quando è sana e bella è un aspetto dell’amore».

    Mi hanno detto che lei aveva già cominciato a leggere Dante in seminario. È vero che è stato in seminario?
    «Seminario è una parola grossa. Io andavo bene in religione e un pretone, un giorno, venne a casa mia e mi disse: “Senti qualcosa?”. Ed io, per essere interessante, dissi “sì”. I miei fecero un salto e mi portarono a Firenze, ai Campi di Marte, dove c’erano tanti preti».

    Quanto è stato in seminario?
    «Ci sono stato qualche mese».


    È vero che papa Wojtyla ha voluto vedere La vita è bella con lei?
    «Sì. È stata una cosa straordinaria. Se glielo racconto non ci crede! Sono andato negli Stati Uniti e, mentre ero a Los Angeles, una sera mi arriva una telefonata dal Vaticano “Giovanni Paolo II vorrebbe un faccia a faccia”. Io pensavo fosse uno scherzo, ma poi ho ripreso l’aeroplano e sono tornato indietro. Giovanni Paolo II: una cosa spettacolare quell’uomo! Quando arrivava Clinton, lo teneva un’ora, a me m’ha tenuto tutto il pomeriggio. È venuto con le ciabatte, accompagnato da due persone, c’erano quelle suore polacche che si sono inchinate al suo passaggio e, dentro una chiesa, abbiamo fatto la proiezione! C’era quel cardinale polacco che prima della proiezione mi ha raccontato due, tre barzellette e mi ha insegnato delle parole in polacco. Quando il papa è entrato, io gli ho detto, benissimo, “Sia benedetto Gesù Cristo” in polacco e lui ha pensato che parlassi polacco, così mi ha preso sotto braccio parlandomi in polacco per un quarto d’ora. A un certo punto il papa mi si è messo seduto accanto, hanno proiettato il film e io ogni tanto mi voltavo e vedevo che era proprio lui accanto a me! Voltarsi e vedere che uno che vede il film accanto a te è il papa vero fa un’impressione spettacolare! Poi è stato bello anche perché il papa mi ha applaudito, si è alzato, mi ha dato il bacino e mi ha detto che era una cosa straordinaria, che lui l’aveva vissuta: che c’erano stati anche i cristiani, non solo gli ebrei. Mi ha ricostruito la storia di quel dolore».

    Una grande emozione?
    «Dire una grande emozione è anche un po’ riduttivo, c’era qualcosa di più. C’era uno scintillio in quella giornata con lui. Poi mi ha ripreso a braccetto, abbiamo fatto il giro. Mi ha dato i suoi regali e io, che non avevo portato niente, gli diedi la mia biro. L’ha data a un cardinale che l’ha messa assieme ai suoi regali. A me ha dato un rosario, che ha benedetto, per la mia mamma».

    Quando ha vinto l’Oscar, sul palco ha ringraziato i suoi genitori per averle dato il più grande dono: la povertà. Perché è il dono più grande?
    «La povertà è la madre di tutte le ricchezze, parlo della povertà francescana, la scintilla divina. Sono grato ai miei genitori perché i poveri sono ricchi in umanità».

    Lei ha detto che sua madre le ha insegnato i valori che contano, parlandole di Pinocchio e Dante. Chi preferisce fra i due?
    «Sono due storie potenti. Dante credeva in quello che diceva e, proprio per la forza della sua credenza, ha preso l’anima di Dio e l’ha tirata giù. E Pinocchio è lo stesso, perché è una favola straordinaria che ci racconta che non si può essere felici. E, invece, Dante ci dice che si può essere felici: quindi, si compensano. E poi, c’era la storia del naso: io vedevo la statua di Dante, che aveva il naso come Pinocchio, e mia mamma mi diceva: “Attento che Dante ti mette all’inferno”. E poi: “Se dici le bugie ti si allunga il naso” e io pensavo che Dante e Pinocchio erano la stessa cosa».

    Ma lei crede nel Paradiso?
    «La mia mamma ci credeva e il mio babbo no. Ed io qualche giorno sono come il mio babbo e qualche giorno come la mia mamma. Oggi sono come la mia mamma, ci credo!»

    Ma alla fine: papà o mamma? Lei in Dio ci crede o no?
    «Farei ingiustizia a nostro Signore a rispondere a questa domanda perché come si fa a dirlo… si vuole bene uguale al babbo e alla mamma. E proprio una predisposizione all’amore e alla giustizia divina stare lì nel mezzo, in quel dubbio, che è la base della nostra vita, la ricerca dell’amore e della conoscenza, come dice Dante».

    Un suo difetto?
    «Ne potrei dire una ventina».

    Il peggiore?
    «Cattivo, ignorante, ipocrita, lussurioso, uno che mente, un ladro tremendo, corrompo, un violentatore, mamma mia! Mi piace torturare… tutti questi difetti che in fondo sono veniali. Li ho detti perché volevo che lei che ha questi difetti si sentisse confortato!».


    Alcune immagini della puntata di questa sera tratte da Tv Talk

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    November 29th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni, Video

    Il 29 novembre 2007 andava in onda in diretta su Rai Uno, Il Quinto dell’Inferno, one-man show scrittto e interpretato da Roberto Benigni sul modello degli spettacoli live di TuttoDante.

    Noi di UnBenignidaNobel.it abbiamo avuto l’onore di essere presenti tra gli ospiti nello studio di Papigno (Terni) e di assistere in diretta allo spettacolo.

    Il Quinto dell’Inferno fu un incredibile successo per la tv italiana, con una media di oltre 10 milioni di spettatori, e picchi di oltre 12 milioni (la straordinaria interpretazione di Benigni nella lettura e spiegazione dei passi de La Divina Commedia spinsero la giuria de L’Oscar Tv a premiare la trasmissione come “Evento Televisivo dell’anno“).

    E’ possibile acquistare il dvd de Il Quinto dell’Inferno, uscito nella primavera 2008 all’interno dell’ultimo cofanetto della serie di dvd di TuttoDante della Cecchi Gori Home Video.

    *Cliccate qui per leggere tutti gli articoli su Il Quinto dell’Inferno archiviati nel novembre 2007.

    *Cliccate qui per vedere la nostra PhotoGallery su Flickr dedicata a Il Quinto dell’Inferno.

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    November 9th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Libri, Roberto Benigni

    “Il Mio Dante” di Roberto Benigni, uscito per Einaudi Stile Libero ad ottobre 2008, ha raggiunto il 5° posto nella classifica dei libri più venduti in Italia nel periodo tra il 16/10 e il 31/10/2008.

    Lo staff di http://www.unbenignidanobel.it/ vi invita ad aiutarci a proporre la candidatura de Il Mio Dante come libro dell’anno 2008 alla rubrica Benjamin del Tg1 curata da Gianni Riotta, e in onda tutte le domeniche durante il Tg1 delle 13.30.
     

    Inviate un’e-mail a tg1libri@rai.it con questo breve messaggio (potete aggiungere anche i vostri pareri personali sul libro):

    A: tg1libri@rai.it

    Oggetto: Il Mio Dante di Roberto Benigni libro dell’anno 2008

    Propongo “Il Mio Dante” di Roberto Benigni (Einaudi Stile Libero, 2008) come libro dell’anno 2008.
     

    Tg1 Benjamin*Cliccate qui per vedere il video della puntata di Benjamin del 9 dicembre 2007: “Benigni e i libri dell’anno”.

    ——————————————————-

    *Collabora con noi: Hai letto “Il Mio Dante” e vuoi scrivere la tua recensione? Inviala a: Pubblicheremo le migliori recensioni su queste pagine! ;-)

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    October 6th, 2008SilviaPittRoberto Benigni, Video

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    October 6th, 2008SilviaPittRoberto Benigni

    La lettura-fiume della Bibbia sulla Rai al via con il Papa e Roberto Benigni

    Roberto Benigni @ La Bibbia Giorno e Notte

    ROMA - Con i primi versetti della Genesi, Benedetto XVI ha dato il via alla staffetta di La Bibbia giorno e notte, la più lunga diretta televisiva mai realizzata dalla Rai per la lettura integrale di Antico e Nuovo Testamento, che la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma ospiterà fino alle 13.25 di sabato 11 ottobre. Una maratona da 139 ore (la prima e l’ultima ora in diretta su RaiUno, la versione integrale RaiEdu2 sul satellite) che è stata aperta dal Papa e verrà conclusa dal segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone.

    Il testo (73 libri per un totale di 1.141 brani e 800 mila parole) impegnerà 1.250 tra lettori e gruppi di lettori per un totale di oltre 2000 persone da più di 50 Paesi del mondo. Persone di ogni ceto e fede religiosa, uomini e donne dagli 11 anni in su. E moltissimi volti conosciuti. Nella serata d’apertura, subito dopo il Pontefice hanno preso la parola Hilarion Alfeev, rappresentante del Patriarca ortodosso Alessio II e, fra gli altri, si sono alternati Roberto Benigni, Giulio Andreotti, l’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede Mordecai Lewy.

    Molto apprezzato, fra i primi lettori, Roberto Benigni. Che dopo la lettura ha detto ai giornalisti di aver provato “una forte emozione” anche perché, ha precisato con la consueta ironia, “è un libro che si legge in presenza dell’autore“. L’attore ha letto con trasporto la storia di Caino e Abele, quasi interpretando teatralmente i versetti biblici. Arrivato poco prima nell’antica basilica romana dove si conservano le reliquie della croce di Cristo, Benigni è stato accolto festosamente dal pubblico che seguiva su uno schermo all’aperto l’inizio della maratona biblica. E dopo i circa sette minuti della sua lettura, è andato via.

    * “Che dire di fronte a un autore così elevato?”. Sono le uniche parole che Roberto Benigni, lo sguardo rivolto al cielo mentre prende posto in auto, ha concesso ai giornalisti dopo aver preso parte alla lettura in diretta della Bibbia nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Tanti sorrisi e ampi gesti di saluto dall’interno della vettura ma per il resto Benigni non ha concesso altro. Il regista e attore toscano è stato il quarto a leggere dalla Bibbia, dopo Papa Benedetto XVI, il vescovo Ilarion e la moderatora delle Chiese valdesi in Italia, Maria Bonafede. A Benigni sono toccati i capitoli 4 e 5 del Libro della Genesi, due capitoli pieni di nomi e di numeri, e Benigni ha come sempre catturato l’attenzione del pubblico dentro e all’esterno della Basilica, pur in occasione di un evento così particolare. E lui è riuscito a bilanciare tono ed enfasi con la solennità del testo sacro.

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    October 6th, 2008SilviaPittRoberto Benigni

    LOS ANGELES TIMES - Pope Benedict XVI began by reading: “In the beginning God created the heavens and the Earth.” And millions of viewers watching him on Italian television saw that it was good.

    The pontiff was launching a marathon reading of the Bible, from Genesis to Apocalypse, which began on Sunday night.

    For seven days and six nights, 1300 readers would carry the message, among them former Italian presidents, incumbent cabinet ministers, football stars, foreign diplomats, cardinals, intellectuals, actors, opera singers and everyday citizens.

    The Vatican had invited people of many faiths and ethnic groups to participate in the event at the Basilica of the Holy Cross in Jerusalem. They included an Algerian writer and five other Muslims, the Israeli ambassador to the Vatican, a survivor of the Auschwitz concentration camp, and 14 other Jewish readers.

    Organisers at the Vatican said they wanted to make it clear “the Bible belongs to everyone, without any discrimination or cultural or ideological barrier”.
     

    The first segment ended with Roberto Benigni, the manic, frizzy-haired actor-director who won two Oscars for “Life is Beautiful” and is Italy’s most beloved comic. Departing from the previously solemn tone of the evening, Benigni gave a cheerful, spirited performance that drew the first applause of the night. Andrea Bocelli, a noted tenor, sang between readings.

    The marathon will end Saturday with Cardinal Tarcisio Bertone, the secretary of State of the Vatican, reading the 22nd chapter of the Book of Revelation.

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    October 5th, 2008SilviaPittRoberto Benigni

    Leggeranno il testo integrale con altre 1500 persone in una maratona Rai

    *Questa sera dalle 19 sarà possibile seguire la diretta anche sul sito http://www.labibbiagiornoenotte.rai.it/

    - La lettura di R. Benigni avverrà in un orario compreso tra le 19.30 e le 20.00  

    La Bibbia giorno e notte

    (Articolo di Paolo Toccafondi - Il Tirreno)
    Sarà un evento mondiale e al centro del mondo ci sarà Roberto Benigni. Il 5 ottobre a Roma l’attore leggerà la Bibbia insieme a Papa Benedetto XVI e a due autorevoli rappresentanti della Chiesa ortodossa e delle Chiese protestanti, dando così il via alla più lunga maratona della storia della televisione italiana: la lettura integrale non stop dell’Antico e del Nuovo Testamento per sette giorni e sei notti affidata alla voce di 1.500 persone, 139 ore di diretta televisiva, visibile anche su Internet e sui telefonini (l’accordo con alcuni gestori di telefonia mobile è in dirittura d’arrivo in queste ore). Si chiama “La Bibbia giorno e notte” l’iniziativa lanciata da Rai Vaticano che si annuncia come un grande avvenimento religioso e mediatico, a partire proprio dalla prima ora di lettura-spettacolo che Rai 1 trasmetterà in Eurovisione. Tutto comincerà domenica 5 ottobre alle 19 nel Palazzo Apostolico in S. Pietro, da dove Papa Ratzinger in diretta tv darà il via alla lettura con il potente inizio della Genesi, la parola divina che dà origine al mondo: “In principio Dio creò il cielo e la terra”. Solo lettura, senza commenti.
     
    Poi passerà il testimone al vescovo ortodosso Hilarion Aleyev, rappresentante della chiesa russa in Europa, cui seguirà Maria Bonafede, Moderatrice della Tavola Valdese in rappresentanza delle Chiese della Riforma. A questo incontro delle religioni che si riconoscono nella Bibbia, la Comunità ebraica sarà rappresentata da un messaggio inviato dal Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che non sarà presente di persona. Una scelta che intende prendere le distanza dal modo in cui è stata organizzata l’iniziativa. Questa prima parte di letture sarà interrotta da un intermezzo musicale affidato, quasi certamente, alla voce di Andrea Bocelli. La lettura della Genesi riprenderà con una famiglia, in nome di tutti i fedeli, e infine sarà Roberto Benigni a chiudere questa prima ora di maratona per la diretta di Rai 1. A quel punto si spegneranno i riflettori potenti di Rai 1, ma il fiume della lettura proseguirà il suo corso ininterrotto fino alle 13 dell’11 ottobre. Il cuore della maratona diventerà per tutti e sette i giorni la Basilica di S. Croce in Gerusalemme, ai piedi dell’Esquilino e la diretta si sposterà su Rai Educational e Rai International, su internet, sui telefonini, su Tele Pace, Sat 2000 e sulle radio del circuito InBlu.

    Nella Basilica si alterneranno circa 1.500 lettori. Ed è questa staffetta di massa l’aspetto più affascinante dell’appuntamento, come spiega Giuseppe De Carli, giornalista responsabile della struttura Rai-Vaticano, e coordinatore dell’impresa: «I 73 libri dell’Antico e del Nuovo Testamento sono stati divisi in 1.300 brani della durata di 4-8 minuti. Bastava un clic sul sito che illustrava l’iniziativa per candidarsi a fare un tratto di strada. Ci hanno scritto 150.000 persone per candidarsi alla lettura, una risposta eccezionale. I brani sono stati assegnati, i lettori saranno circa 1.500, tenuto conto che i brani più lunghi saranno letti da una coppia o da una famiglia. Ogni lettore avrà anche un “testimone” che lo accompagnerà, pronto a sostituirlo in caso di defezione. In tutto abbiamo coinvolto circa tremila persone». In gran parte gente comune, ma almeno il 10% dei dei lettori saranno personaggi noti, provenienti dal mondo dello spettacolo e della cultura, campioni dello sport e olimpionici.  […]

    Nelle 139 ore non si ascolteranno solo le parole del tasto sacro, ma ci sarà spazio anche per la “Bibbia musicata”; ogni ora e mezzo di lettura, verrà eseguito dal vivo un brano musicale. Risuoneranno tamburi e arpe birmane, gospel e ritmi latinoamericani, tutte musiche ispirate dalla Bibbia, alcune composte apposta per l’occasione.

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    March 7th, 2008SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni, TuttoDante

    Roberto Benigni è il vincitore assoluto dell’ Oscar Tv 2008 “Evento Televisivo dell’ anno” con la trasmissione Tutto Dante.

    ROMA - Un record di ascolti e grandi elogi per Roberto Benigni e la sua trasmissione Tutto Dante che ha portato l’attore e regista toscano alla conquista dell’Oscar Tv 2008.

    La straordinaria interpretazione di Benigni nella lettura e spiegazione dei passi de La Divina Commedia hanno spinto la giuria a definire la trasmissione “Evento Televisivo dell’anno“.

    roberto111234.jpg

    “Un riconoscimento raro e per questo particolarmente prezioso nella storia degli Oscar Tv - ha dichiarato Daniele Piombi storico patron del Premio Regia Televisiva - Si tratta infatti di un Oscar assegnato solo in casi molto speciali e il fatto che Benigni l’abbia già ricevuto nel 2003 sottolinea l’alta qualità e l’apprezzamento di critica televisiva della sua opera”.

    Il premio a Roberto Benigni è il primo assegnato all’unanimità dal Comitato di presidenza, presieduto da Gigi Vesigna.
    Sarà Milly Carlucci, coadiuvata da Daniele Piombi a condurre il Gran Gala del 48esimo Premio della Regia Televisiva, in diretta su Rai Uno dal Teatro Ariston di Sanremo sabato 29 marzo 2008 in prima serata.

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    February 13th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Firenze, Roberto Benigni, TuttoDante

     

    Questa sera alle 21.30 in prima serata su Rai Uno andrà in onda L’Ultimo dell’Inferno, puntata finale di TuttoDante dedicata al 33° Canto dell’Inferno. 

    « La bocca sollevò dal fiero pasto
    quel peccator, forbendola a’ capelli
    del capo ch’elli avea di retro guasto.
    »
    (vv. 1-3)

     

     ”E’ stato un lavoro meraviglioso, fatto con grande amore per questa città. L’accoglienza popolare mi ha avviluppato il cuore e l’anima. Un regalo che mi ha fatto Firenze”. Così Roberto Benigni, il 19 agosto 2006 durante la conferenza stampa di chiusura a Palazzo Vecchio, parlava di ‘TuttoDante‘, poche ore prima dell’ultimo spettacolo in Piazza Santa Croce. “E’ stata davvero una grande esperienza che conserverò come uno dei ricordi più dolci, popolari ed emozionanti della mia carriera“.

                         

    In conferenza stampa era intervenuto anche il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, entusiasta delle ‘lecturae Dantis’. “Questa è un’estate che non dimenticheremo - aveva sottolineato Domenici -. E’ stato un grande fatto culturale di massa, un eccezionale evento per la città. Firenze e i fiorentini hanno vissuto e fatto propria la lunga avventura dantesca di Roberto Benigni con semplicità, partecipazione e legittimo orgoglio. Grazie alla città e grazie a Roberto: è stato senza dubbio l’evento culturale dell’anno in Italia. Sono molto contento perché è successo quello che mi auguravo: non solo è venuto tanto pubblico da fuori, ma soprattutto con ‘TuttoDante’ la città si è riavvicinata alla sue radici, ha riscoperto il lato migliore della fiorentinità.”

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    Roma, 9 feb. (Adnkronos) - Roberto Benigni torna lunedi’ e mercoledi’ su Rai Uno con un doppio appuntamento a conclusione del ciclo delle letture dei canti della Divina Commedia: lunedì alle 23, infatti, recita il XXVI canto dell’Inferno e mercoledì e’ in prima serata con il XXXIII canto dell’Inferno. “Il Quinto dell’Inferno”, lo scorso 29 novembre in prima serata su Rai Uno è stato tra i programmi più visti nel 2007 dietro solo allo sport, al messaggio del Presidente della Repubblica e al festival di Sanremo.

    Benigni, con le letture dantesche, ogni giovedì in seconda serata, ha registrato una media di 2.233 milioni di telespettatori, conquistato oltre 10 milioni di telespettatori e quasi il 36% di share. Le due trasmissioni di lunedi’ e mercoledi’ prossimo sono le registrazioni dello spettacolo “TuttoDante“, prodotto da Lucio Presta, realizzate a Firenze in piazza Santa Croce nell’estate 2006. Dopo aver accompagnato il telespettatore, da novembre fino ad oggi, nella “selva oscura”, davanti alla Porta dell’Inferno, nel limbo, nel girone dei lussuriosi, dopo aver fatto conoscere Paolo e Francesca, Ciacco, Farinata degli Uberti, Roberto Benigni scende nel più profondo dell’Inferno per raccontare con la forza delle “parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli” la storia del “fiero peccator”, il conte Ugolino.

    Molti hanno commentato le ‘letture dantesche’ di Benigni. “Le letture popolari di Benigni sono state uno dei rari autentici eventi culturali di questi anni. Con centinaia di migliaia di persone, molti giovani, che non ascoltavano Dante dalla scuola dell’obbligo…” e’ stato scritto. E ancora: “Dante, nell’interpretazione di Benigni, diventa un fiume in piena…”.

    Un rinnovato interesse verso il poeta fiorentino che trova riscontro nell’aumento, dall’inizio del tour “TuttoDante” fino alle trasmissioni televisive, delle vendite della Divina Commedia. “Un piccolo miracolo” sintetizza con un’efficace espressione Variety, riferendosi all’incredibile quantità di pubblico che Benigni è riuscito ad avvicinare alla Divina Commedia. 

    Plausi ed elogi non solo dalla stampa ma anche dal mondo intellettuale.   “Lo spettacolo è singolarmente emozionante…si sospende per digradare verso il mondo dantesco, prendendo il pubblico per mano e per il cuore per portarlo nelle parole del divin Poeta” scrive Moni Ovadia.

    Fino all’encomio da parte del cardinale segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone: “Roberto Benigni commenta Dante in tv come un alto teologo”.   Quasi una pubblica “beatificazione” che il premio Nobel per la letteratura Dario Fo ha particolarmente apprezzato : “Grazie a Roberto hanno santificato anche Dante…mi fa piacere, era ora…le sue letture sono chiare, pulite, meditate, adatte al grande pubblico”.

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    January 10th, 2008SilviaPittFirenze, Roberto Benigni, TuttoDante

    Questa sera alle 23 su Rai Uno andrà in onda il Settimo Canto dell’Inferno

    Riporto una simpatica presentazione scritta da Simone Terreni, de L’Etrusco:

    Vi volevo ricordare che stasera alle 23 c’è il settimo dell’Inferno. Si c’è Benigni alle 23 su Rai Uno. Lo so che è tardi come ora, ma stasera alle 23 c’è Benigni che recita Dante. Magari stasera avete anche da fare ma vi volevo rammentare che stasera alle 23 c’è Benigni che recita Dante. Il settimo. Certo non è famoso come il primo o come il quinto ma stasera Benigni alle 23 su Rai Uno recita Dante. Magari avete una riunione di condominio, un appuntamento galante o una importantissima cena, ma stasera c’è Benigni su Rai Uno che recita Dante. Prima fa la parafrasi (lo spiega) e poi lo recita. Alle 23. Su Rai Uno. Non capita tutti i giorni di sentirlo e magari voi dovete vedere qualche altro programma, in chiaro o sul satellite, ma stasera c’è Benigni che recita Dante su Rai Uno. Alle 23. Non per farmi gli affari vostri ma se proprio non potete registratelo. Bisogna durare fatica nella vita e con Dante si dura fatica. Molta. Ma se c’è uno come Roberto Benigni che lo spiega cosa volete di più? E guarda caso stasera su Rai Uno c’è Benigni che recita il settimo dell’Inferno. Perché se non lo sapete stasera c’è Dante recitato da Roberto Benigni. Su Rai Uno. Non avete visto gli altri canti? Non sopportate la poesia? Quella stronza della vostra professoressa del Liceo vi ha fatto odiare Dante a suon di cattivi voti? Non importa. Stasera Dante lo recita Benigni, alle 23 su Rai Uno. Se avete un impegno disdicetelo o rimandatelo. È importante. E non so se ve l’ho già detto ma stasera su Rai Uno c’è Benigni che recita il settimo dell’Inferno. Fossi in voi non me lo perderei. Devo ripetervelo ancora? Benigni- Dante- settimo- inferno- ore 23- Rai Uno.

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    December 5th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante

    Roma, 5 dic (Velino) - A giudicare dall’audience c’era tanta voglia di Roberto Benigni su Rai Uno. Oltre dieci milioni d’italiani hanno sognato con lui durante la lettura del quinto dell’Inferno giovedì scorso, e altri sei milioni e mezzo hanno visto ieri il film “La tigre e la neve”. Una voglia che il direttore di Rai Uno, Fabrizio Del Noce, spera di poter cavalcare per tutto il periodo natalizio. Domani, infatti, parte il ciclo TuttoDante: tredici puntate in seconda serata – sempre sull’ammiraglia – dedicate ad altrettanti canti della Divina commedia; e Alighieri – in palinsesto anche il 25 dicembre - sarà ancora Benigni fino al 14 febbraio. Le tredici puntate – si parte dal XXXIII canto del Paradiso - saranno le registrazioni dello spettacolo TuttoDante realizzate a Firenze in Piazza Santa Croce nell’estate del 2006. Ognuna durerà circa 85 minuti e gli spot saranno banditi. Aveva dunque ragione il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, quando a Cannes annuncio: “Benigni sarà uno dei punti di eccellenza del nostro palinsesto autunnale”. E si capisce anche perché per fargli spazio anche Bruno Vespa, storico anchorman di Porta a Porta, non abbia battuto ciglio. “Ho ceduto volentieri alcune seconde serate - ha spiegato -, tanto di cappello a uno come Benigni”. 

    Ma prevedere cotanto successo di audience (e di critica) non era poi così arduo. Benigni e la tv hanno da sempre un rapporto preferenziale. Oltre al record d’ascolti toccato il 23 dicembre 2002 con la lettura del Paradiso di Dante, che incollò su RaiUno quasi 13 milioni di telespettatori, non si contano le fortunate ospitate del comico toscano. Il 10 maggio 2001 a Il fatto di Enzo Biagi lo guardarono 7 milioni 260 mila telespettatori (30,59 per cento di share); il 9 marzo 2002 al Festival di Sanremo condotto da Pippo Baudo, la presenza di Benigni fece volare lo share al 73,34 per cento, con 19 milioni 218 mila telespettatori. Record di ascolto, poi, a Domenica In di Baudo (8 milioni 138 mila telespettatori e il 40,69 per cento di share) il 13 novembre 2006, e a Il senso della vita di Paolo Bonolis (3 milioni 206 mila telespettatori e il 22,52 per cento di share) il 21 febbraio 2006. I suoi film, poi, oltre che al cinema funzionano anche sul piccolo schermo: il 22 ottobre 2001 la prima tv dell’Oscar “La vita è bella” raccolse 16 milioni 18 mila telespettatori e il 53,67 per cento di share. A dicembre 2002 il film replicò il successo: quasi 10 milioni di telespettatori e il 33,78 per cento di share.  

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    December 2nd, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

     

    Caro Roberto,

    giovedì sera abbiamo assistito a un piccolo MIRACOLO in diretta da Papigno…  E’ stata una serata DIVINA. L’emozione di viverla in studio è stata fortissima, il più bel regalo che potessimo ricevere!

    Un semplice GRAZIE…. GRAZIE DI CUORE…. GRAZIE DI TUTTOGRAZIE DI ESISTERE!

    Ti vogliamo bene!
    Silvia Pittoni e lo staff di unbenignidanobel.it

    ….E ORA CI VUOLE IL NOBEL!!!

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

     di Cesare Lanza
     

    Da un affezionato lettore, che si firma con un nome de plume (ma qual è il nome vero, si può sapere?), ricevo: “La Divina Commedia? Mi garba come si dice in Toscana. E poi essendo toscano d’ adozione, che te lo dico a fare? Da pochi minuti è finito l’ atteso spettacolo di Roberto Benigni con il V Canto dell’ Inferno, quello su Paolo e Francesca. Da brividi. Non ci sono parole. Divertimento, leggerezza, cultura, riflessione; in una sola parola: emozioni. Roberto è riuscito a trasmetterci con una interpretazione e un trasporto unico, inimitabile, la poesia che è racchiusa nel testo dantesco. Un miscuglio di sentimenti. La bellezza della vita. Il mistero della vita. La vita come scoperta di se stessi. E l’ amore. Cosa saremmo se non ci fosse l’ amore? La Divina Commedia avrà pure qualche secolo sulle spalle ma i suoi (incantevoli)versi sono sempre attuali e lo saranno per sempre. La metafora della vita vista come un viaggio per raggiungere la propria anima passando tra sofferenze di ogni tipo, perché purtroppo ci sono anche quelle. Ognuno di noi è ciò che sceglie di essere. Il libero arbitrio come direbbe Sant’ Agostino. Questo è uno degli insegnamenti, una delle lezioni che si possono trarre dallo scritto di Alighieri. La divulgazione che sta facendo Benigni leggendo e raccontando la Divina Commedia non è solo un fatto culturale. E’ una cultura che si fa riflessione, che certo non risolverà i mille problemi di un’ esistenza, ma che forse ci farà comprendere meglio ed abbracciare in modo più sereno e consapevole la vita che è una ed unica, anche se qualcuno non sarà d’ accordo. E’ questo il messaggio che ho colto da uno spettacolo coinvolgente. Quindi non solo divertimento. Ho apprezzato. Bravo Roberto! Vogliamo il bis! Aspettiamo le prossime 13 puntate in seconda serata. Mister NO, mettendoti nei panni dello spettatore/telespettatore, un commento sullo spettacolo. Cosa ne pensi? Cosa ci può trasmettere? Ciao. jerry.meguire@katamail.com ” Rispondo: ho assistito sei volte alla performance grandiosa di Benigni, cinque volte nella sua tournee fortunata e poi ieri sera in tivu, per il quinto canto dell’Inferno. E ogni volta rido e piango: rido nello show che anticipa la lettura di Dante e immancabilmente piango quando Roberto racconta, descrive e legge i versi di Dante sull’amore più famoso d’ogni tempo, tra Paolo e Francesca. “…la bocca mi baciò tutto tremante…” Chi ha amato, e tutti abbiamo amato e siamo stati amati, non può non commuoversi: c’è Benigni sulla scena, ma la sua grandezza è, divulgando, di portarci con lui, identificarci con lui, con le sue emozioni e la sua passione. Chi mi segue, sa che da tempo Benigni è il mio Nobel personale. Ho scritto, suscitando qualche replica polemica e molto consenso, che Benigni merita il grande premio svedese. E non avrò pace fino a quando non lo conquisterà, il Premio Nobel: nella letteratura, per la formidabile operazione culturale che sta facendo, avvicinando mezzo mondo alla comprensione di Dante e all’ammirazione per il più grande poeta d’ogni epoca; o per la pace - per il suo costante messaggio di amore e per la sua straordinaria, laica, capacità di sdrammatizzare, ironizzare sulle miserie e sul non senso di ogni fazione e di ogni eccesso, la vocazione bonaria a capire il male, le asprezze e il dolore del mondo. Cosa dire di più? Vi consiglio di leggere Curzio Maltese, su “La Repubblica” di oggi: una recensione da condividere, parola per parola.

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    November 30th, 2007SilviaPittRoberto Benigni

    Pieno di ascolti ieri sera per Benigni con il suo “Il V dell’Inferno”: 10.070.000 spettatori ed il 35,68%
     di share.
    Numeri che superano sia il diretto concorrente “Il Capo dei Capi” 7.995.000 spettatori ed uno share pari al 28,59%, sia Celentano con “La situazione di mia sorella non è buona” che ha totalizzato 9.209.000 spettatori e il 32,29% di share.

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

    In diretta dagli studi di Papigno “Il Quinto dell´Inferno” senza pubblicità Il comico torna in Rai dopo il Tg1 con uno show tra attualità e “Divina Commedia” Non credevo ai miei occhi. Ma come parlano? Che figure ci fanno fare? Siamo in diretta in tv devo levare le parti volgari Venne fuori quella cosa dello yacht con le ragazze e subito Mastella disse: “Non sono io” Ma chi t´ha detto niente! La grandezza dell´Italia sono i ragazzi di Locri e anche la manifestazione di sabato a Roma contro la violenza sulle donne

    di CURZIO MALTESE 

    L’Italia contemporanea e la politica raccontati “in maniera irrispettosa e allegra”, e poi la lode al paese della bellezza, il nostro, dell’impero romano, del Rinascimento, della pittura, della musica, della filosofia, del sonetto senza cui non ci sarebbe Shakespeare, dell’Italia “unico luogo al mondo in cui e’ nata prima la cultura e poi la nazione”, le memorie di quando era giovane barista alla Casa del Popolo del natale Vergaio e infine Dante, il V Canto dell’inferno, quello dell’amore tenero e carnale. L’evento Benigni, l’atteso show in diretta su Raiuno dagli studi di Papigno (Terni), in una scenografia essenziale tutta di legno chiaro, davanti ad una platea teatrale, non ha tradito le aspettative.

    Trenta minuti iniziali fitti di battute in un viaggio comico dentro il governo Prodi, le sue molte anime in contraddizione (meta’ al Family Day, meta’ all’Orgoglio Laico), senza dimenticare il bersaglio di sempre Berlusconi (”ho preso in giro per 5 anni il governo, ora tocca per par condicio all’opposizione. Con Prodi al governo i comici sono ormai dei precari, senza piu’ materiale, per questo mi sono buttato su Dante. Torna, torna Silvio. Presidente, si fa per scherzare”) e i suoi alleati da Fini a Casini, da Calderoli a Storace (tra i piu’ citati). Poi un’ora sulla bellezza dell’Italia, della storia e della cultura, con un pensiero a vicende recenti che, dice Benigni, ci rendono onore come i ragazzi di Locri contro la ‘ndrangheta o la battaglia contro la violenza sulle donne, “la piu’ orribile perche’ fatta dai vigliacchi” che ha portato sabato scorso in piazza a Roma migliaia di persone o l’iniziativa italiana per la moratoria contro la pena di morte.

    Alle 22 per un’ora circa comincia con Dante, lanciando un appello ai bambini, a quell’ora in procinto di dormire, per vedere la tv una volta tanto ed ascoltare la bellezza della Commedia. La lunga diretta ha cosi’ oscillato tra i graffi al mondo politico, con qualche volgarita’ (e persino pubblicita’ involontaria a due farmaci), alla cultura, alla spiegazione ipnotica dell’essenza dell’opera dantesca da appassionato e profondo conoscitore qual e’  Benigni, secondo una formula gia’ collaudata in tv nello show sull’Ultimo del Paradiso del 23 dicembre 2002 e in teatro nelle 100 repliche di TuttoDante, al top incontrastato degli incassi teatrali dell’ultima stagione.

    La prima parte, quella sull’attualita’ era la piu’ mediaticamente attesa. E Benigni non si e’ sottratto. Prima c’è Berlusconi ossessionato dal governo Prodi (”ora cade, non ripete altro, sta impazzendo. Silvio, per la tua salute, ti devi riposare, prenditi una settimana in cui non fai un partito nuovo) poi i Savoia che chiedono i danni allo Stato e per i quali Benigni ha lanciato il Teletron (”donate 1 euro con sms, hanno nomi altisonanti ma sono poveri, sono in 4 con tre ville, due yacht vecchi…). Prosegue con l’avviso a Veltroni che domani incontra Berlusconi: “attento, ti proporra’ una riforma elettorale alla Vaticana, finche’ campa ci sta solo lui, come il Papa”.

    A Mirko Tremaglia, ministro per gli italiani all’estero (che anziche’ a destra votarono tutti a sinistra, facendo perdere le elezioni), Benigni dice che il Partito Democratico “lo dovrebbe mettere nel suo Pantheon, tra Togliatti, Moro, De Gasperi e Berlinguer, ma certi vorrebbero solo lui. Ha fatto piu’ Tremaglia per il Pd che De Gasperi”. Prodi governa poi con il voto dei senatori a vita: per questo, scherza Benigni, ha fatto costruire una cappella dentro Palazzo Chigi e tutti i giorni prega per la salute dei senatori a vita. Scherza poi su Mastella, capro-espiatorio, che “voluto fare il ministro della giustizia a tutti i costi o niente. Ed e’ riuscito a fare tutte e due le cose”, mentre di Massimo D’Alema il suo preferito (”sta a me, come Berlusconi a Fede”) ricorda i passi indietro per l’amore dell’Italia sulle nomine istituzionali mancate.

    Il leghista Calderoli poi e’ vicepresidente del Senato “per motivi filantropici. Serve alle mamme di bambini con problemi di crescita per far vedere loro che si puo’ comunque fare carriera”. Poi il turpiloquio: Benigni ricostruisce, infarcendo di volgarita’ sessuali, la vicenda delle intercettazioni su Vallettopoli. “Ho pure tolto le parti volgari - si scusa dopo averne dette di irripetibili - me ne vergognerei. E’ rimasto sconcertato pure Storace”. Poi l’attacco a Vittorio Emanuele di Savoia che intercettato dice che vuole due prostitute subito, ma da spendere poco, “facendoci fare una figura, non per le prostitute ma per la poca spesa”. Scherza Benigni, affettuosamente, pure sul portavoce di Prodi Silvio Sircana: pubblicare quelle foto e’ stato scandaloso, “ci credo si e’ sentito male, roba da andare in trance”, mentre giustifica il parlamentare Cosimo Mele beccato in un albergo romano con squillo e cocaina: “dopo 15 giorni rinchiuso con Giovanardi, Cesa e Buttiglione, ti credo”. Infine, Buttiglione, Rocco e i suoi piselli con annessa discettazione sull’organo sessuale del politico.

    LA REPUBBLICA 30-11-07

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Riconoscimenti, Roberto Benigni

     

    ROMA - Ascoltando la sua narrazione della Divina Commedia, non si capisce ancora come mai non abbia ancora ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Davvero la sua lettura dell’opera di Dante Alighieri è virtuosa, stupefacente. Di più non sapremmo dire. Ieri sera in tv è riapparso come al solito in forma. E’ riuscito a mescolare motivi danteschi con quelli contemporanei, argometi come il sesso e la politica, con i girono dell’Inferno dantesco. Non è il solito Roberto Benigni, è ancora meglio. E poi la lode al paese della bellezza, il nostro, dell’impero romano, del Rinascimento, della pittura, della musica, della filosofia, del sonetto senza cui non ci sarebbe Shakespeare, dell’Italia “unico luogo al mondo in cui e’ nata prima la cultura e poi la nazione”, le memorie di quando era giovane barista alla Casa del Popolo del natale Vergaio e infine Dante, il V Canto dell’inferno, quello dell’amore tenero e carnale. L’evento Benigni, l’atteso show in diretta su Raiuno dagli studi di Papigno (Terni), in una scenografia essenziale tutta di legno chiaro, davanti ad una platea teatrale, non ha tradito le aspettative. Ha iniziato parlando di poitica, come soltanto lui sa fare, goliardico, ma puntuale. Non ha rispariamiato nessuno, nè della maggioranza, nè dell’opposizione. Insomma uno spettacolo che rimarrà anche questa volta nella storia della tv italiana. E peccato che non venga replicato. (PRIMA)

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

    “SILVIO RIPOSATI, BASTA FARE PARTITI”
    di ALESSANDRA VITALI

    ROMA - Si comincia con i Savoia ma c’è soprattutto Berlusconi nel suo cuore e chi ha già visto TuttoDante se lo ricorda. Con la serata-evento di RaiUno Il quinto del Paradiso, Roberto Benigni porta in tv lo spettacolo che ha già fatto oltre cento repliche e più di un milione di spettatori. E col quale, in tv, sfida se stesso: il 23 dicembre 2003, con L’ultimo del Paradiso, su RaiUno, toccò il record di 12 milioni 687 mila spettatori con il 45,48% di share. Scenografia essenziale in legno chiaro, non sarà questo l’unico Benigni. Il TuttoDante in 13 puntate per altrettanti Canti della Divina Commedia proseguirà mercoledì 5 dicembre alle 23, con duplice raddoppio il 25 e 26 dicembre e l’1 e 2 gennaio.

    Il comico è in gran forma, lo spettacolo è in due parti. La prima, per commentare l’attualità e “maltrattare” i politici, ed è il Benigni mattatore folle e più mediaticamente atteso. La seconda, è per il fascino della Commedia, per “la bellezza”, come a lui piace dire, del Canto V dell’Inferno, del quale è prigioniero l’amore disperato di Paolo e Francesca. Prima, però, l’appello “per una famiglia piemontese bisognosa, si chiamano Savoia: mandate un sms, hanno nomi altisonanti ma sono indigenti, organizziamo un Telethon per risollevare il trono, si chiamerà Teletron”.

    Trenta minuti di viaggio a perdifiato nell’Italia recente, la politica e gli scandali, poi il prediletto Cavaliere. “Un anno e mezzo fa è nato il governo Prodi, Berlusconi per recuperare andava in tv a dire ‘chi vota a sinistra è un coglione’, ‘i froci son tutti di sinistra…’”". Berlusconi ossessionato dal governo (”cade, cade, non ripete altro, sta impazzendo. Silvio, per la tua salute, ti devi riposare, prenditi una settimana in cui non fai un partito nuovo”), Berlusconi e la legge elettorale (”a Veltroni la proporrà ‘alla Vaticana’, si elegge uno e finché campa ci sta solo lui”) e Sandro Bondi, “non lo toccherei nemmeno con una canna da pesca, falso come il bilancio di un’azienda di Berlusconi”.

    Parla del sesso “che governa il mondo”, di Buttiglione “che parla sempre di omosessuali ma secondo me non c’ha neanche il pisello”, i sondaggi “sulla durata del rapporto sessuale, la media dell’italiano è risultata di tre minuti, mi son detto ’sarà compresa la doccia’”, e “l’allungamento del pene, alla fine ce l’attorciglieremo come un distributore di benzina”. Ricostruisce, con dovizia di turpiloquio, le intercettazioni di Vallettopoli, “e ho pure tolto le parti volgari”, scherza su Silvio Sircana, “pubblicare quelle foto è stato scandaloso, ci credo che si è sentito male, roba da andare in trance”, mentre “giustifica” Cosimo Mele beccato in un albergo romano con squillo e cocaina, “e ti credo, dopo quindici giiorni rinchiuso con Giovanardi, Cesa e Buttiglione…”.

    A quasi un’ora dall’inizio, Benigni si avvicina al clima della lectura con una rassegna del genio e della bellezza del Paese del Rinascimento, della pittura, della musica e dei filosofi, di Dante che “si è occupato di questo strano sogno che è la vita”, della Commedia che “dopo averla letta non si guardano più le persone nello stesso modo perché ci insegna che ognuno di noi è protagonista di una storia irripetibile”. L’Italia, “unico Paese al mondo dov’è nata prima la cultura e poi il concetto di nazione, c’è da essere orgogliosi” come del fatto che “grandi pensatori sono nati nel Sud, è il Sud dell’Italia che deve dare un’identità al Paese”. La grandezza dell’Italia, dice, “sono i ragazzi di Locri” e “la manifestazione di sabato contro la violenza sulle donne, spaventosa, orribile, violenza dei vigliacchi”.

    Bisogna avere “orrore dell’indifferenza, capire che dobbiamo scegliere, appartenere - dice - e Dante ce lo fa capire”. Per l’attore è tempo di andare nel secondo cerchio, incontrare Minosse, andare avanti perché vuolsi così colà dove si puote e ancora avanti, Semiramide e Didone e le altre anime, assistere al dolore di Paolo e Francesca e soffrire con loro, e poi cadere come corpo morto cade.

    LA REPUBBLICA 30-11-07

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

    ROMA - Berlusconi che «c’ha avuto cinque mogli, di cui due sue» e che farebbe meglio a fondare «il partito del popolo dell’armadio», per quante volte ci si è nascosto dentro. Prodi che ha vinto le elezioni «con uno scarto di 25 mila voti, 25 mila coglioni, tutti omosessuali». E che «prima andava a mesa una volta a settimana ma ora ha fatto mettere una cappella a Palazzo Chigi per pregare per la buona salute dei senatori a vita». Tremaglia che «in An non lo salutano più da quando gli italiani all’estero hanno votato a sinistra».

    E ancora battute a raffica su Clemente Mastella e poi l’outing su D’Alema: «Per me D’Alema è come Berlusconi per Emilio Fede». Se non fosse per quella sua tendenza a fare un passo indietro: «L’hanno candidato alla presidenza della Camera e ha detto che per il bene delle istituzioni faceva un passo indietro. Poi alla presidenza della Repubblica e per il bene delle istituzioni ha fatto un passo indietro. L’avevo invitato qui, poi gli ho detto che avevo dato il suo posto a Veltroni e mi ha detto che per il bene della diretta faceva un passo indietro…».

    Roberto Benigni non si smentisce ed apre con una performance pirotecnica il Quinto dell’Inferno, lo show che lo riporta da stasera su Raiuno e che fonde, nel solco del suo ultimo tour teatrale di grande successo, spunti di attualità con il suo grande amore per il conterraneo Dante Alighieri e per la sua Divina Commedia. In diretta dagli studi di Papigno (Terni), Benigni, con la consueta esuberanza verbale e fisica, si muove in una scenografia minimalista tutta in legno e, prima di approcciare la sua lettura di Dante (cui dedicherà anche i successivi 14 appuntamenti in seconda serata sempre sulla prima rete Rai) si diverte a ironizzare alla sua maniera sull’attualità politica con battute a ritmo serratissimo che non risparmiano nessuno, dal governo all’opposizione.

    LA STAMPA 30-11-07

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

     Satira, poesia e Dante su Raiuno

    di FRANCESCO PERSILI

    ROMA - La voglia di Amore di Roberto Benigni. Il giullare di Vergaio torna su Raiuno con una serata-evento (senza pubblicità). A Sanremo nel 2002 aveva scherzato con Pippo Baudo e recitato i versi del Paradiso. Oggi satireggia i dannati contemporanei e recita il quinto canto dell’Inferno. Una notte che vola allegra e serena tra il tormento(ne) di oggi, Silvio Berlusconi e l’eterno ritorno della storia più bella che hai vissuto al liceo. La tua? No, quella tra Paolo e Francesca. Lo show del comico toscano s’inserisce nel solco tracciato dal suo ultimo tour teatrale Tutto Dante e mette insieme scherzi, battute (alcune, di nuovo conio, altre, riadattate dal mitologico Tuttobenigni), allusioni sessuali, satira e tanta Divina Commedia. In diretta dagli studi di Papigno (Terni), il piccolo diavolo folleggia magico ed esuberante in una scenografia minimalista in legno chiaro e, prima di regalare agli italiani il suo Dante (cui dedicherà anche i successivi 13 appuntamenti in seconda serata sempre sulla rete ammiraglia della Rai) si diverte a ironizzare sul teatrino della politica. Prodi e Berlusconi, Calderoli e Bondi, D’Alema e Storace, Mastella e Casini. Ce ne è per tutti. Dal governo all’opposizione, dal Granduca di Toscana ai Savoia, le battute del mattatore non risparmiano nessuno: «Mandate sms da 1 euro per una famiglia piemontese indigente, vissuta all’estero perché senza permesso di soggiorno. Si chiamano Savoia, hanno nomi altisonanti ma sono poveri: sono in 4 ma con 3 ville, hanno due yacht ma non possono comprare i due modelli nuovi usciti. Hanno chiesto 260 milioni per le spese, non vogliono di più. Dopo ”il Telethron” per casa Savoia, arriva il turno di Silvio Berlusconi: «Questione di democrazia: per cinque anni me la sono presa con il governo, ora tocca un po’ all’opposizione». Il Cavaliere che ”c’ha avuto cinque mogli, di cui due sue e che farebbe meglio a fondare il partito del popolo dell’armadio per quante volte ci si è nascosto dentro” manca a Benignaccio che si premura di farglielo sapere (”Silvio torna! Da quando non ci sei più tu, noi comici siamo tutti precari”). Mette in guardia Walter Veltroni (”Berlusconi chiederà la riforma elettorale alla vaticana. Finché campa ci sta lui), stuzzica il presidente del Consiglio Romano Prodi (”Prima andava a messa una volta a settimana ma ora ha fatto mettere una cappella a Palazzo Chigi per pregare per la buona salute dei senatori a vita”) e propone di inserire nel pantheon del Pd, Mirko Tremaglia (”Nella Cdl non lo salutano più da quando gli italiani all’estero hanno votato a sinistra”). Non possono mancare battute sul ”capro espiatorio” Clemente Mastella (”Mastella diceva sempre: o faccio il ministro o niente, ho faccio il ministro o niente. Bene, è riuscito a fare tutte e due le cose…”) e una simpatica puntura di spillo all’”amico” Massimo D’Alema: ”L’hanno candidato alla presidenza della Camera e ha detto che per il bene delle istituzioni faceva un passo indietro. Poi alla presidenza della Repubblica e per il bene delle istituzioni ha fatto un passo indietro. L’avevo invitato qui, poi gli ho detto che avevo dato il suo posto a Veltroni e mi ha detto che per il bene della diretta faceva un passo indietro”. Del ministro degli Esteri Benigni ricorda i luoghi comuni che lo accompagnano: ”Ha la barca, ha i baffi, ed è intelligente” e li confronta con quelli del leghista Roberto Calderoli: ”Non ha la barca, non ha i baffi e non è intelligente”. Il ciclone Benigni s’abbatte su Francesco Storace: (”Un grande filologo, ha ripristinato il vero saluto romano: Mortacci tua, te ceco l’occhi”), travolge il berlusconiano Sandro Bondi (”Sembra un pretone”) e inciampa su Rocco Buttiglione (”Il sesso governa il mondo. Uno per parlarne dovrebbe possederlo. Buttiglione è un grande filosofo, ma ha l’aria di uno che non ha neanche il pisello. Per carità, può darsi ne abbia due. Rocco e i suoi piselli”). Ma il toscanaccio non risparmia gli scandali italiani di questi anni: Calciopoli, Bancopoli, Vallettopoli. Mette in evidenza il linguaggio che emerge dalle intercettazioni (”in grado di sconcertare anche Storace”), indice grottesco del degrado culturale del Belpaese, e ritorna a colpire Vittorio Emanuele di Savoia (”Voleva spendere poco per trombare? Ma che re è, tu chiedi un paio di ragazze e poi quello che c’è da pagare, paghi”). Dopo aver ricordato la sagacia contadina del filosofo Marione e certe estati alla casa del Popolo di Vergaio, Roberto Benigni chiede a ciascuno di vivere da protagonista la propria storia ”unica ed eccezionale” e sprona tutti a trovare il coraggio della ”scelta e dell’appartenenza”.

    Si fa apostolo del bene, del bello e della nostra Italia (”unico Paese al mondo dov’è nata prima la cultura e poi il concetto di nazione”). E’orgoglioso dei grandi pensatori che abbiamo avuto (”Sono nati al Sud ed è il Sud che deve dare un’identità al Paese”), e sottolinea che la nostra grandezza sono ”i ragazzi di Locri” e ”la manifestazione di sabato contro la violenza sulle donne, spaventosa, orribile, violenza dei vigliacchi”. Benigni tocca tutte le corde dell’anima. Ci fa ridere e piangere. Invita ad avere orrore dell’indifferenza e chiama ad aggiungere idee, valori, sentimenti al mondo ”non ereditato dai nostri padri ma preso in prestito dai nostri figli”. Il resto è poesia, Dante, quel sentimento sofferto, sfrenato, disperato e potente che si chiama Amore. Se nel 2002 era stato Giuliano Ferrara a guastare la vigilia con la minaccia movimentista del lancio delle uova sul palco dell’Ariston, questa volta ci ha pensato Vittorio Sermonti a dar fuoco alle polveri della polemica. Lo scrittore, regista, grande divulgatore della Divina Commedia nelle chiese e nelle cattedrali, aveva staffilato: ”Troppo alto l’Alighieri per Benigni. Non si possono dire spiritosaggini o banalizzare le parole del Poeta. Ci vuole durezza e severità”. Una critica preventiva l’ha mossa anche Franco Zeffirelli che ha menato giù duro sull’accento pratese del attore-regista premio Oscar (”E’ una bestemmia. Per uno di Firenze come me sentir parlare con quell’accento fa accapponare la pelle. Benigni non ha il comando del toscano di Dante, il suo è quello dei montanari dell’Appennino. Dante non può averlo come suo cantore. È come far cantare Verdi a uno senza voce). Per il regista fiorentino in questo modo non si aiuta la diffusione e la comprensione dell’opera: ”È un lavoro da lasciar fare a Sermonti o ad Albertazzi che sono di un altro spessore culturale”. ”Ma Dante è di tutti” ribatte Benigni. Si può anche senza nostalgia abdicare da questa polemichetta tutta italiana fatta di sgambetti puerili, di sguardi in tralice e di parole livorose, come pure comprendiamo l’inutilità di cavalcare la vulgata tromboneggiante sulla cultura alta meravigliosamente spiegata dal poeta contadino al popolo. Saranno gli italiani a dire se il piccolo diavolo è riuscito a colorare la loro notte di sorrisi e speranza, sensualità e tenerezza. Già, perché la Divina Commedia – racconta Benigni- è il Libro del desiderio. E il V canto dell’Inferno è scintilla d’eterno. Nostalgia dell’infinito. Ventata di annientamento che ci precipita addosso quando ci si innamora e smantella tutta la nostra vita. Quella sensazione felice, pericolosa e rara che unisce due corpi, due anime e ci fa cadere come corpo morto cade. Ce lo dice il piccolo diavolo parlando dell’urgenza dei poeti che tirano fuori le nostre storie e danno i nomi ai sentimenti che ci bollono dentro. Amor che a nullo amato amar perdona. Amore che chiama Amore. Amore che è passione, sangue caldo, sofferenza e dolore che bisogna attraversare. Fragilità che bisogna coccolare (”Quel momento, ragazzi, non ve lo fate sfuggire mai”) e coraggio di lasciarsi andare. Benigni che move l’Amore e gli ascolti di Raiuno. Con parole antiche che hanno attraversato i secoli, la storia di Paolo e Francesca torna ad essere quel desiderio d’infinito che ti prende e ti (ri)porta via. Su quel banco del liceo. Nello sguardo più desiderante. Nell’abbraccio più bello. Nulla di solenne, né di severo. Solo l’Amor che al cor ratto s’apprende e la voce leggera e commossa di un divino giullare. Non è mai troppo tardi per tornare a sognare. Con Dante, e chi l’avrebbe mai detto? Galeotto fu Benigni, non il tuo professore.

    INIZIATIVA 30-11-07

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    November 27th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

    Cari Italiani, con immensa allegria e col cuore che cinguetta come un fringuello appena nato, il 29 novembre in diretta su RaiUno, staremo un paio d’ore insieme a parlare del regalo più bello che ci è cascato addosso. Dobbiamo capire cos’è l’amore. Ne tracceremo la storia.

    Dal primo libro della Genesi, all’ultimo libro di Bruno Vespa, dalla lettera di pace di San Paolo ai Corinzi: “per quante cose io assuma in mio conto se non ho l’amore io non sono nulla”. Alla lettera di scuse di Berlusconi a sua moglie: “ …E dai Verò, stai buona, so’ bagattelle…”. Dalla rottura della Pace tra Greci e Troiani secondo Omero: “Causa ne fu la Divina femminilità di una Donna”, alla recente rottura della pace tra AN e Forza Italia secondo Vittorio Feltri: “La causa è una sola, problemi di gnocca”. Vedremo gli enormi passi avanti fatti dall’Umanità su questo tema.

    Sì, parleremo del sesso, il motore del mondo, percorrendolo nei suoi aspetti più estremi. Dalla libidine sfrenata alla totale repressione. Insomma da Casanova a Sandro Bondi. Parleremo di politica, da Voltaire: “ non sono d’accordo con quello che dici ma sono pronto a morire purchè tu lo dica” a Silvio Berlusconi: “chi vota a sinistra è un coglione”.

    Parleremo della grandezza dell’Italia cercando di capire che cosa abbiamo fatto di bello per meritarci città come Milano, Firenze, Roma dove sono nati uomini come Manzoni, Michelangelo, Cesare e cosa abbiamo fatto per meritarci città come Arcore, Ceppaloni, Montenero di Bisaccia e… non mi ricordo dove è nato Buttiglione.

    E poi lasceremo parlare Dante. Ci faremo dire da lui cos’è quella nostalgia dell’infinito, quella ventata di annientamento che ci precipita addosso quando ci si innamora e smantella tutta la nostra vita, quella sensazione felice, pericolosa e rara che unisce sensualità e tenerezza e ci rende immortali.

    Ce lo faremo dire da lui con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra. Nulla di solenne, semplicemente la bellezza. A giovedì.

    Roberto Benigni

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    November 25th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

     

    Torna Benigni in Rai e con lui torna anche Dante. Il Canto V dell’Inferno, quello della passione tra Paolo e Francesca e dell’amor «ch’a nullo amato amar perdona», sarà al centro dell’atteso show evento di prime time che il 29 novembre riporterà appunto Roberto Benigni su Raiuno. Il V dell’Inferno sarà semplicemente il titolo della serata, in una sorta di immaginaria continuità con L’Ultimo del Paradiso con il quale, il 23 dicembre 2002, il premio Oscar recitò il canto finale della Commedia di Dante e tenne incollati allo schermo quasi 13 milioni di spettatori. A rivelarlo è lo stesso Benigni, negli spot in onda su Raiuno.

    Maglione rosso fuoco e camicia bianca, seduto a una scrivania, il busto di Dante accanto, l’attore e regista annuncia al pubblico che reciterà «il canto dei lussuriosi, del sesso onesto e di quello libero» e perfino di coloro che lo fanno «con la suocera o con la cugina». Versi nei quali, scherza Benigni, spuntano «tutti i più grandi maialoni dell’antichità… Però i maialoni ci sono pure oggi». Ma al momento di fare i nomi, l’audio sparisce e Benigni si limita a citare «Silvio…», salvo poi pronunciare a fior di labbra «Berlusconi» e altri politici. Fa in tempo a chiamare in causa anche «Clemente Mastella». Un chiaro riferimento alla prima parte dello show che, come è successo nel tour teatrale TuttoDante ma anche nell’Ultimo del Paradiso, sarà basata sull’attualità: solo dopo un’ora di frizzi e lazzi, Benigni presumibilmente commenterà e poi leggerà i versi dell’amore tragico tra Paolo e Francesca, tra i più celebri della Commedia.

    Lo show andrà in onda dagli studi di Papigno in una diretta fiume che non sarà interrotta dalla pubblicità. Da dicembre, partiranno le dodici seconde serate ancora ispirate alle letture di Dante. Il V dell’Inferno suggellerà l’ultima settimana della stagione di garanzia su Raiuno, che potrà contare anche sul ritorno di Adriano Celentano, lunedì 26 novembre con una serata tutta dedicata alla sua musica.

     La Stampa, 17/11/2007

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