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Benigni: Silvio fai come Mina

Il comico a Berlusconi: vuoi diventare un mito? Sparisci. Poi un’appassionata difesa dei gay “colpevoli d’amore”

ALESSANDRA COMAZZI (La Stampa)
SANREMO. E’ un diluvio di battute, satira politica, fisicità e impegno civile a favore degli omosessuali «che sono nel piano di Dio», compresa lettera di Oscar Wilde, la mezz’ora abbondante che Roberto Benigni ha trascorso ieri al Festival di Sanremo. Nessun accenno alla polemica dei diritti comprati e ceduti. Paolo Bonolis è un convitato di pietra silente, al lato del palco lungo il quale il folletto salta «ho una felicità fisica che mi sballotta e non la controllo». Una felicità fisica che lo porta a parlare di Berlusconi, a lungo, fingendo di non volerne parlare. «Quando arrivi qui, davanti all’Ariston, ti vien voglia di entrare e di essere protagonista, come dice Berlusconi quando passa davanti al Quirinale». E questo diventerà un tormentone. «D’altronde, se non faccio battute su di lui, su chi le faccio, sul povero Veltroni? Rialzati Walter, che vuoi che sia la Sardegna, c’è la Capraia, Montecristo, Stromboli, le Eolie. A Berlusconi non interessa la Sardegna, gli interessa la Corsica, Ajaccio, c’ha tutti i suoi parenti, non proprio tutti ma Bonaparte sì. Ma parlavamo di Sanremo. Mina ormai manda solo filmati come Bin Laden, è sparita, e così è diventata un mito. Silvio, m’è venuta un’idea: diventa un mito come Mina, devi sparire, non ti devi far vedere più, più lontano vai, più mito sei, magari con Apicella, ogni tanto ci mandi una canzone, te la canto io». E poi il ricordo del governo Prodi: «C’era ancora quella cosa, come si chiama? La sinistra», Mastella che s’è immolato perché chi veniva dopo non potesse che fare bella figura, «Alfano, veniamo al lodo». E poi la Zanicchi, e la sua canzone sul sesso: «Ti voglio senza amore. Come dire: tròmbami, e dura parecchio. Come se Modugno avesse cantato “Trombare oh oh”, e Puccini “All’alba tromberò”. Iva è nel pdl, no? Solo uno con lei ce la può fare: uno bravo, un gladiatore, Silvio. Iva, ci sono rimasto male. Mi resta solo Orietta Berti: non vorrei che mi arrivassi con le ragazze di Playboy, due coniglietti sulle tette e uno sulla patonza».

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