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Video: Roberto Benigni recita il V Canto dell’Inferno a Buenos Aires

TuttoDante al Teatro Gran Rex di Buenos Aires, mercoledì 17 giugno 2009

Sensazioni toscane da Monaco di Baviera

Pubblichiamo con piacere una bella riflessione che ci ha inviato M.Cristina Picciolini sullo spettacolo TuttoDante a Monaco di Baviera (16 aprile 2009).

“Benigni l’alchimista”.

Quando si parla di arte si parla di Storia, e quando si parla di storia in genere s’intende lo studio dei fatti. E cosi per essere aggiornati in maniera divertente e nello stesso momento in maniera “profonda” su come procede la storia della nostra cara Italia, eravamo tutti presenti, tedeschi compresi, il 16 Aprile alla sala della Philarmonia di Monaco per ascoltare il comico toscano Roberto Benigni, il quale non solo ci ha lasciato sorridere ma ci ha sorprendentemente illuminato, con uno sguardo all’indietro, concetti, valori e la contemporaneaità del passato, catapultandoci con un pizzico di saggezza in più, nel futuro.

Un impatto scenico che in maniera sopraffina ci ha lasciato immaginare per un momento, un Benigni “alchimista” nel silenzio delle quinte, trasformato in un laboratorio di ampolle, bilancino, spatole e tante pietre dai cromatismi incredibili, che se ne stava intento a macinare polveri finissime per la creazione del suo affresco, che ci avrebbe presentato in una lingua universale.
Un affesco che nel giro di 90 minuti si é creato, pezzetto per pezzetto davanti ai nostri occhi che qualche volta facevano fatica a seguirlo, per la velocità di espressioni miste di piacere, di dolore, di amore, e di presentazione di fatti reali agli occhi di tutti, ma sfuggenti allo spirito, spesso sopraffatto da materia calcarea.

Nelle sue parole quasi nessuna metafora ! Egli è stato chiaro e limpido proprio come Giotto lo fú, nel “pittare” con il pennello più sopraffino, il “Giudizio universale”.
Un espressivitá incredibile dove Benigni mescola e combina argomenti e fatti con la stessa astuzia e attenzione che usa l’artista per non “sporcare” i colori durante le mescolanze.
Un opera che più si scopriva e più emanava una luce fresca e schietta, tipicamente toscana.
Un Benigni di un dinamismo, che è sinonimo di libertá, di uomo libero e di libero pensatore, che avanza pensieri come l’onda del mare che viene spinta da un vento interiore fatto di passione e di sentimenti, che gli permettono di saltare gli ostacoli, per arrivare al podio più alto.

Un viaggio perfetto, di un uccello compatto, che sfida le leggi della fisica di un deltaplano, desideroso di trascinarci tutti quanti nella comprensione della lettura più ardua della letteratura italiana, la Divina Commedia.

Attraverso un tripudio di forme multicolori che compongono la celebrazione della grande tela umana dell’amore e della morte, Benigni recita il V canto dell’inferno di Dante mostrandoci il vero significato dell’amore che chiede pietá, illuminando per un attimo, il trionfo del bene sul male e della luce sulle tenebre.
L’incontro del poeta con Paolo e Francesca “morti per amore” ce li lascia incarnare in un rito-gioco che odora solo di commozione e di spontaneitá di bambini…

Una contaminazione, che con un sorriso ottimista è diventata dialogo, ardore, e ci ha toccato l’anima, incitandoci a lasciarsi trascinare da quell’energia speciale di cui siamo fatti, e alla quale dobbiamo chiedere qualche volta, solo un po’ di Silenzio, per lasciar ripiegare la mente su se stessa.

Come quella lezione speciale del professore di liceo, che abbiamo tutti desiderato, egli ci ha inviato segnali che non possono essere ignorati, piuttosto una suggestione a cui vale la pena di cedere, per vedere dove ci porterá !

Grazie Roberto, per averci mostrato il tuo affresco !

M.Cristina Picciolini
www.picciolini.de

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