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Raiperunanotte – Il video dell’intervista di Sandro Ruotolo a Roberto Benigni: “Vi saluto e torno in Zimbabwe, il paese della libertà”

Raiperunanotte: Benigni alla difesa della libertà
25 Marzo 2010 23:48 – “Stavo partendo per lo Zimbawe, il Paese della libertà. E’ il Paese dei masai, anzi dei masi!”. Esplicita l’ ironia di Benigni, bravissimo a dissimularla pochi secondi dopo con un riferimento profondo e complicato ad una poesia d’amore del grande poeta francese Paul Eluard. Così Roberto Benigni inizia l’intervista di Sandro Ruotolo, proposta al Paladozza durante Rai per una notte, la serata organizzata a Bologna per dire no alla censura tv. Una trasmissione, realizzata da Michele Santoro e dallo staff di Annozero per protestare contro il blocco dei talk show imposto alla televisione pubblica, che ha visto per la prima volta il web come principale mezzo di diffusione.

Ed è “libertà” la parola più ricorrente dello scoppiettante intervento del premio Oscar. Un valore, sottolinea scherzando il comico, che in Italia regna sovrano: “In quale altro Paese, si può manifestare contro i giudici? In nessuno ma nel nostro sì. In quale altro Paese si possono fare leggi ad personam? Da nessuna parte tranne che in Italia. In quale Paese si può chiudere una trasmissione? In nessuno, solo qui. Quindi è il Paese della Libertà”.

Nel suo intervento Benigni ha citato anche Sant’Agostino: “Diceva che la libertà, proprio riferendosi a Santoro, anche quando se ne fa un cattivo uso è un bene, se la verità non è libera, la libertà non è vera” Poi Benigni ha baciato il giornalista Sandro Ruotolo, invitando ad andare avanti “con la carica dei 101, secondo Verdini, una sessantina secondo la Questura (con un riferimento alle cifre differenti diffuse sui partecipanti alla manifestazione del Pdl del 20 marzo, ndr)”. Poi, al termine del suo intervento ha chiesto “due applausi per la democrazia e un applauso e saluto al caro Enzo Biagi”. Perché, ha concluso, “la libertà è erotica”.

Santoro presenta «Rai per una notte»: in onda pure con Roberto Benigni – 25 marzo ore 21 dal PalaDozza di Bologna

Durante la puntata-evento, organizzata al Paladozza di Bologna, ci sarà spazio anche per un’intervista a Roberto Benigni, registrata da Sandro Ruotolo.

L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.
Per questo la Fnsi – Federazione Nazionale della Stampa Italiana – ha deciso di organizzare Rai per una notte, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.

Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.
Conduttori, personaggi dello spettacolo, comici e musicisti si alterneranno sul palco del Paladozza di Bologna per Raiperunanotte, l’evento del 25 marzo organizzato da Michele Santoro insieme alla Fnsi e all’Usigrai. Santoro, in una conferenza stampa nella sede della Federazione nazionale della Stampa, ha dato un elenco ancora suscettibile di modifiche. Ci saranno Gad Lerner, Giovanni Floris, Riccardo Iacona, Norma Arcangeli, Filippo Rossi (direttore di Farefuturo web magazine) e Milena Gabanelli.

È stata invitata Lucia Annunziata che però, trovandosi negli Usa per motivi familiari, interverrà al telefono. Naturalmente ci sarà la squadra di Annozero al completo con Marco Travaglio, Vauro Senesi, Sandro Ruotolo. L’ospite d’onore sarà Daniele Luttazzi. Tante le voci dello spettacolo: Antonello Venditti, Teresa De Sio, Nicola Piovani, Elio e le Storie tese. Previste anche le parodie di Antonio Cornacchione e probabilmente ci sarà un contributo video di Sabina Guzzanti. Uno dei momenti clou della serata sarà l’intervista di Sandro Ruotolo a Roberto Benigni, il quale non solo ha contribuito alla sottoscrizione, ma ha voluto offrire una sua partecipazione per parlare con toni leggeri di libertà.

La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai – metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

Raiperunanotte.it – In onda su radio, internet e tv tra cui Current TV, Rai News 24, Repubblica TV, YouDem

E’ uscito il dvd di “Pierino e il lupo” con Roberto Benigni e l’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado

MELAMPO CINEMATOGRAFICA e ORCHESTRA MOZART presentano PIERINO E IL LUPO
Favola musicale di Sergej Prokofiev
Eseguita dall’Orchestra Mozart
diretta da Claudio Abbado
e interpretata da Roberto Benigni

Dopo la storica edizione del 1990, Claudio Abbado e Roberto Benigni tornano insieme per interpretare il Pierino e il Lupo di Prokofiev: pagina divenuta emblema di come la musica possa esser “spiegata” ai ragazzi.

I personaggi della celebre favola in musica sono affidati ai solisti dell’Orchestra Mozart, fra cui Jacques Zoon (flauto), Alessandro Carbonare (clarinetto), Alessio Allegrini (primo corno), Viktor Aviat (oboe) e Guillhaume Santana (fagotto). Presenti le grandi prime parti della “Mozart” Giuliano Carmignola (violino), Wolfram Christ (viola), Walter Vestidello (violoncello) e Reinhold Friedrich (tromba).

Il Dvd di “Pierino e il Lupo” è distribuito in Dvd da Cecchi Gori Home Video, dal 21 aprile.

Scheda Tecnica
Video: 1,85:1 letterbox
Audio: DD 2.0 in italiano
Regia: Stefanio Vicario
Anno: 2008


Lorenza Borrani, violinista dell’Orchestra Mozart nata a Firenze nel 1983, durante il concerto di “Pierino e il lupo” è stata coinvolta in un simpatico “valzer” con Roberto Benigni. Abbiamo contattato Lorenza per chiederle di raccontarci la sua esperienza.

Ciao Lorenza, sappiamo che sei stata protagonista insieme a Roberto Benigni di un momento “particolare” del concerto. Puoi raccontarci come è nata l’idea del “Valzer”?
«In realtà “siamo stati coinvolti” perchè l’idea è partita da Abbado durante una prova che l’orchestra ha fatto prima dell’arrivo di Roberto. Mentre ancora stavamo suonando si è rivolto a me con il suo sorriso e gli occhi brillanti chiedendomi se avrei accettato di ballare un walzer (suonando) se Benigni mi avesse invitata. Io, ancora suonando, ho risposto “assolutamente sì” senza il minimo dubbio di farlo nonostante la certezza assoluta di non essere minimamente in grado. Infatti io sono un disastro a ballare! Mi vergogno, non mi riesce…ma poi, come in tutte le cose create da Abbado e Roberto, tutto ha magicamente funzionato! Il mio sogno era sempre stato, fin dai tempi del liceo, di suonare Bach mentre Benigni leggeva Dante anche solo nel salotto di casa sua, ma mai mi sarei aspettata di ritrovarmi in una situazione del genere, tra le più divertenti che mi sian mai capitate.»


Di seguito pubblichiamo un articolo scritto da Daniele Navacchia, che racchiude perfettamente l’essenza del concerto del 25 ottobre 2008.

“IL GIULLARE E IL GIARDINIERE”

Così diversi il comico toscano e il direttore d’orchestra milanese. Diciotto anni fa a Ferrara fu un colpo di fulmine intellettuale ed umano e Pierino e il lupo di Prokofiev fu la dimostrazione che la grande musica deve essere disciplina ma può anche essere spontaneità ed ironia. E così fu anche un successo discografico. Sabato scorso al “Paladozza” di Bologna si è rinnovato questo incontro davanti ad un pubblico di quattromila persone. Da allora diciotto anni di rispetto e di amicizia, ma anche di grandi trasformazioni. Roberto Benigni, giullare scomodo ed esuberante, diventa regista cinematografico di fama mondiale, vince l’Oscar, ma si impegna anche come divulgatore di Dante e della cultura italiana nelle Università e nelle Piazze. A Claudio Abbado invece non basta essere il direttore dei Berliner Philharmoniker; conosce la malattia, la vince grazie alla volontà, alla disciplina e alla musica, capisce in anticipo la crisi delle grandi orchestre e raccoglie intorno a sé musicisti straordinari ed amici. E così, oltre alle piante nel giardino della sua casa in Sardegna, Abbado “coltiva” orchestre come la Mahler Chamber, la Lucerne Festival e l’Orchestra Mozart, ed il suo modo di dirigere cambia, diventa più asciutto, ma anche più interiore, si direbbe pervaso di un laico misticismo.

Quando, Sabato scorso, il giullare e il giardiniere sono saliti sul palco del “Paladozza” l’avvenimento non ha avuto nemmeno per un istante il sapore della replica di un successo passato, ma di un incontro tra due uomini di cultura che fanno dell’ironia – ciascuno a suo modo – una delle loro risorse vitali più preziose. Il giardiniere, mentre sale sul palco, inciampa, cade, si rialza. Sorride. Attacca la Marcia in SI bemolle di Prokofiev che diventa la sigla d’ingresso del giullare. Colpito il giorno prima dalla perdita del cognato, sprigiona ugualmente una carica umana travolgente che coinvolge il pubblico e non può lasciare indifferenti neppure i detrattori più accaniti. Ma prima di raccontare Pierino e il lupo, seguendo alla lettera (o quasi) Prokofiev, Benigni racconta della musica, della sua potenza taumaturgica – “è come una farmacia”, dice – ma soprattutto ci ricorda che l’abbiamo inventata noi uomini, perché in natura non esisteva. Si tratta di un messaggio preciso che ci ricorda, in sostanza, la forza demiurgica di cui siamo capaci, una forza “divina”, la stessa per la quale proprio l’amato Dante, nel momento della visione dell’immagine di Dio vede in realtà, con geniale intuizione, il suo stesso volto.

Fare la musica, ma anche imparare ad ascoltarla, coltivarla dentro di noi con amore e ironia ed aiutare gli altri a conoscerla ci rende creativi e creatori. E’ questo il messaggio che l’altra sera ci hanno voluto dare il giullare e il giardiniere. Un messaggio di grande valore morale e intellettuale ma anche politico, naturalmente.

Ed un messaggio politico assai significativo era sotteso anche alla seconda parte del programma. Abbado ha colto questa occasione per realizzare ancora una volta un progetto apparentemente impossibile. Il Te Deum di Hector Berlioz, prevede infatti un organico sterminato ed è già di per sé un’opera quasi irrealizzabile: un orchestra smisurata, un organo liturgico, un tenore, due cori composti da non meno di 200 elementi ciascuno ed un terzo coro di voci bianche composto da 600 bambini. In origine doveva essere parte di una grande opera sinfonico-corale dedicata a Napoleone Buonaparte che però non fu mai completata. Benché si tratti di una preghiera, Berlioz tratta il testo liturgico – che peraltro modifica in alcune parti – in modo assai personale con momenti di alta drammaticità, ma soprattutto con enfasi celebrativa tutta francese che Abbado piega alla sua sensibilità pervadendola di suggestivi echi mahleriani. In definitiva si tratta di un’opera “politica”, e non c’è dunque da stupirsi che il nostro giardiniere l’abbia scelta per un progetto di grande significato sociale e divulgativo: ricordare a tutti l’importanza dell’insegnamento della musica nelle scuole ed alimentare nello stesso tempo l’interesse verso la musica da parte delle giovani generazioni: “è importante “ascoltare” – spiega Abbado in un’intervista – ascoltare la musica ma anche le persone fa bene all’anima e alla comprensione tra gli uomini. Bisogna imparare a farlo bene ascoltando molto. La musica, grazie alle emozioni che suscita, può essere una vera terapia”.

In un momento così difficile per la cultura e per l’istruzione nel nostro paese, sempre più stritolato dai media che impongono modelli di vita fondati sullo spreco e sul disimpegno, il giardiniere silenzioso coltivava la sua utopia che lentamente cresceva e prendeva corpo. Riesce così a far suonare insieme ben tre orchestre: la Cherubini di Riccardo Muti, la Giovanile Italiana di Piero Farulli, e la “sua” Orchestra Mozart, e questo fatto è già di per sé un mezzo miracolo. Non basta: chiama il Coro del Teatro Comunale di Bologna ed il coro sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, insieme ai 600 bambini dell’iniziativa “Un coro in ogni Scuola” sostenuta da Luigi Berlinguer, che riunisce in unica grande voce ben dodici cori provenienti dalle scuole dell’Emilia-Romagna.

Così, mentre dirigeva con gesti ampi e dolci, lo Judex Crederis che conclude il Te Deum, non abbiamo fatto fatica ad immaginare il giardiniere come se guidasse un corteo immenso e pacifico idealmente partito da Bologna, dal luogo dove quasi mille anni fa sorse la più antica Università italiana. Un corteo il cui grido ancora risuona e che testimonia la gioia di far musica e di ascoltarla.

Daniele Navacchia
Associazione culturale Orfeo nella rete

http://www.orfeonellarete.it/

[ Fotografie di Marco Caselli Nirmal © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ]

Un Natale speciale in compagnia di Roberto Benigni e Claudio Abbado

Appuntamento imperdibile in tv: la Rai, come è avvenuto l’anno scorso per una serata di TuttoDante, ha scelto di fare un grande regalo di Natale a tutti gli Italiani programmando un evento con Roberto Benigni per la sera del 25 dicembre.

Oggi in prima serata su Rai Uno, alle 21.10, sarà trasmesso “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev, il grande concerto che si è tenuto al PalaDozza di Bologna il 25 ottobre 2008 di fronte a una platea di oltre 4mila persone: Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado e voce narrante di Roberto Benigni.

Si tratta della seconda collaborazione fra i due artisti: la prima, sempre con “Pierino e il lupo”, risale al 1990 a Ferrara. I compensi della serata di Bologna sono stati devoluti in beneficenza, quello di Abbado è andato al Vidas, quello di Benigni al progetto di musicoterapia Tamino.

°Dall’articolo del Corriere della Sera:
PER SOGNARE. Benigni recita Abbado dirige. Roberto Benigni e Claudio Abbado si sono incontrati grazie a «Pierino e il Lupo» nel 1990, a Ferrara. Da allora è nata un’ amicizia e i due continuano a proporre questa favola di Sergej Prokof’ ev. Lo hanno fatto anche al Pala Dozza di Bologna il 25 ottobre scorso. Il primo a recitare, il secondo a dirigere l’ orchestra. Anzi il Maestro per l’ occasione ne ha chiamate a raccolta tre: oltre alla Mozart, l’ orchestra Cherubini di Riccardo Muti e quella giovanile di Fiesole. Più un coro di 623 bambini; 150 coristi adulti e 157 strumentisti. Tutti insieme per raccontare questa fiaba per i bambini dai 3 agli 83 anni che insegna a riconoscere le voci degli strumenti.

Cliccate qui per leggere tutti gli articoli sul concerto di Pierino e il Lupo del 25 ottobre a Bologna.

TvBlog Consiglia: Pierino e il lupo – Roberto Benigni e Claudio Abbado

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www.unbenignidanobel.it augura a tutti voi un Sereno Natale, allietato dal concerto di Roberto Benigni e Claudio Abbado.

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