(ANSA) 14 maggio 2009 – Al centro della rubrica “Io ho un sogno” del settimanale tedesco “Die Zeit”, nel numero in edicola oggi ci sono le confessioni di Roberto Benigni. Il comico toscano si racconta al giornale tedesco e rivela: “Certe volte in sogno amo tre donne differenti. Ma sono tutte e tre variazioni di mia moglie, Nicoletta”. Benigni ammette inoltre di “sognare in continuazione”, e che grazie ai sogni prova “sentimenti con cui si prende gioco della verità”, arrivando ad immaginare di “fare l’amore con un tavolo”, perché nel sonno l’amore “può prendere anche queste sembianze”. A tornare nell’onirico del comico anche la figura materna, che lo accompagna da sempre, e che gli appare sorridendo “con i suoi magnifici occhi verdi”, mentre lui, ancora bambino, le fa “le boccacce”. Il regista premio Oscar confessa anche di avere scelto di fare il comico “proprio per generare negli altri” lo stesso sorriso di sua madre. Ma nelle notti di Benigni ci sono soprattutto le donne e l’erotismo. “Io sogno belle donne e a volte faccio l’amore con tre donne contemporaneamente”, rivela, per poi aggiungere che non si tratta di persone concrete “perché nella vita reale” di donna ce n’è solo una: “Mia moglie Nicoletta, di cui quelle donne sono solo variazioni”.
*Comunicazione: Le date di TuttoDante previste in Germania a Baden-Baden (23 aprile), Duisburg (24 aprile) e Stoccarda (26 aprile) sono state annullate.
Con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni ha portato in diverse città tedesche la sua rilettura del capolavoro di Dante Alighieri, la “Divina Commedia”. Un incontro dietro le quinte e le impressioni di Radio Colonia.
Nel suo giro d’Europa con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni è approdato anche in Germania. E, incontrato a tu per tu, il comico e attore toscano è a tutti gli effetti come appare in tv e al cinema, intelligente e divertente, ma anche modesto e per nulla arrogante. Ma riservato per quanto riguarda la sua vita privata, anche se in ogni intervista che concede l’attore non perde occasione per parlare di sua moglie, Nicoletta Braschi. Ed è proprio alla coppia del cinema italiano più conosciuta nel mondo, dopo Federico Fellini e Giulietta Masina, che dieci anni fa un gruppo di astronomi ha voluto dedicare un asteroide – la 21662 Benigni-Braschi. Questa e altre curiosità nel ritratto di Tiziana Caravante, che ha incontrato Benigni a Colonia.
Ascolta l’intervista a Roberto Benigni di Tiziana Caravante (3’05) :
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Tutto esaurito e applausi alla prima francese di “TuttoDante”
Prossime tappe: Belgio e Germania, prima del salto negli Usa
PARIGI – Benigni ha sopreso ancora. A coloro, la maggioranza, italiani, che aspettavano un tuttobenigni a ruota libera, ha invece porto un “TuttoDante”, una vera serata sulla Divina Commedia e sul suo divino autore. Poco Berlusconi, poca situazione politica italiana, molta poesia.
E alla prima, ieri sera al Gran Rex (una delle più belle sale parigine, già teatro, oggi il cinema più grande d’Europa, quasi tremila posti), davanti a un pubblico molto attento – nelle prime file un piccolo “parterre de rois” con Renzo Piano, Giuseppe Bertolucci, Jane Birkin, Carole Bouquet, la moglie Nicoletta Braschi con mamma, tra gli altri – si è scaraventato sul palco accompagnato da una musica circense, poi è uscito di scena, è rientrato, ha detto che voleva abbracciare tutti uno a uno, e ha iniziato a parlare di poesia che avvicina a Dio.
“Perché Dio? Sono andato troppo in alto. E allora scendiamo in basso: Berlusconi” ed è venuto giù il teatro. Soprattutto perché i sottotitoli (annunciati) non c’erano e il suo francese è davvero esilarante: “Quando dico Berlusconi in Italia tutti ridono. E allora mi sono detto, vado all’estero e chissà se ridono. Non sono più in Italia, ho voglia di dire quello che mi pare, tanto poi posso dire che c’è stato un malinteso, che sono stato frainteso”. Si rivolge alla Madonna: “Maria aiutami tu. Come? Neanche tu capisci il mio francese?”. Cerca di spiegare la situazione politica italiana. “In Sardegna ci sono state le elezioni e ha vinto lui. Ma in realtà è interessato alla Corsica. È convinto che lì siano le sue radici come Napoleone, che pare avesse un figlio che si chiamava Piernapoleone”. Ma nel Quinto Canto dell’Inferno Dante è nel girone dei lussuriosi. “L’amore, la lussuria. Berlusconi è stato fotografato in Sardegna con cinque donne sulle ginocchia, Viagra ortopedico”. E ancora: “Berlusconi ha vinto due volte: la prima ha detto che a sinistra erano tutti gay; la seconda ha tolto il bollo dell’auto e quello del motorino e la tassa sulla prima casa e ha vinto un’altra volta”.
I francesi ridono, come chi pensi l’abbia sparata grossa. Benigni racconta delle intercettazioni telefoniche con la celebre storia delle attricette da sistemare. E inizia una tirata piena di “gros mots” che in Italia sono espressioni correnti, qui molto meno. Ma il pubblico ride. Non parla del presidente francese e di sua moglie italiana. Se la prende piuttosto con il nostro re (che ha una nuora francese) “che un giorno è atterrato e ha chiesto una prostituta a buon mercato. Va bene la prostituta, ma ci pensate che avremmo un re che la vuole a buon mercato”.
Da questo momento in poi l’attualità finisce e inizia Dante. Benigni parla del Medioevo e del Rinascimento italiano, racconta di Firenze che al tempo di Dante era una città corrotta e perduta, cita Gerard de Nerval “che ha provato a rifare la Vita Nova”, Stendhal “che voleva essere italiano e che ha inventato la celebre sindrome”, Voltaire “che detestava Dante che ne ha parlato talmente male che lo ha reso celebre in tutta Europa”. Quando ha letto il Quinto Canto, il frastuono, il berciare, le risate, si sono mutati in silenzio. Infranto da caldissimi applausi finali. Il tour mondiale continuerà per tutto il 2009 dall’Europa agli Usa per finire in Argentina.
(di LAURA PUTTI, La Repubblica)
Imperdibile appuntamento questa sera, martedì 10 dicembre, su Rai Due, ore 23.50, La Storia Siamo Noi presenta un documentario inedito su Roberto Benigni, dal titolo “Non ci resta che Benigni, faccia a faccia con il volto della risata“, a cura di Annalisa Bruchi e Silvia Tortora, con un faccia a faccia tra Roberto Benigni e Giovanni Minoli.
I ricordi e le testimonianze dei suoi amici, e di chi lo conosce profondamente. Fra gli intervistati, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, l’onorevole Massimo D’Alema, l’onorevole Walter Veltroni, Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali, Paolo Conte e Roberto Baggio. Ed ancora un repertorio inedito: da “Tele Vacca” a “Rockpolitik” per ripercorrere la storia di un genio comico, irriverente ma tenero, che incanta e sorprende continuamente le platee. E oggi, dopo gli Oscar e dopo i trionfi televisivi, Benigni è anche l’artista che riempie le piazze d’Italia e d’Europa leggendo Dante.
Questi alcuni dei commenti – Carlo Azeglio Ciampi: “è una persona straordinaria sotto ogni punto di vista. Roberto per conoscerlo a fondo bisogna praticarlo. Perche è un timido”; Massimo D’Alema: “una volta èvenuto a casa mia e c’era mia suocera che, intimidita dalla presenza del grande attore, si era chiusa in cucina. Lui è piombato in cucina e ha detto – Ninetta… sei timida! Anche io sono tanto timido, ed era la verità, e poi l’ha abbracciata”; Walter Veltroni: “Roberto è solare, ha questa energia e curiosità. Ha sempre le antenne aperte. E’ una persona con cui è piacevole stare”.
Quella che segue è una parte dell’intervista di Minoli, riportata dal numero di “Gente” in edicola questa settimana:
La leggenda racconta che da piccolo era talmente brutto che le sue sorelle volevano buttarla via e la mamma pensava addirittura che le avessero fatto una fattura…
«Non credo che mia mamma lo direbbe mai. Devo dire che a casa mia si mangiava poco e, quand’era incinta di me, mi disse che mangiava solo cocomero: “Per i primi mesi non avevo niente, quando venne luglio, trovai dei cocomeri e quanti ne ho mangiati!”. Quindi sono figlio di un cocomero, zuppo di gioia come un cocomero. Ero nato tutto pelle e ossa, una specie di coniglietto. E le mie sorelle: “Non lo diciamo a nessuno che ci è nato un fratello, fa paura! Buttiamolo dalla finestra”».
Noi invece abbiamo scoperto che le donne sono pazze di lei, la sognano. Lei sapeva di piacere così tanto alle donne?
«Lo dice come fosse una cosa strana, un paradosso! Lei non ci crederà, ma c’è un mistero nelle donne che è senza fine, uno non sa capire cosa sia questa cosa».
Nicoletta è gelosa di tutte queste donne che la vogliono?
«No, lei mi fa un nome che davanti mi si apre una via di luce, spettacolare. Sì, un po’ di gelosia fa bene, è il fatto di sentire che c’è una cosa che va protetta ed è una cosa bella, una passione. Poi nell’arte ci sono due passioni, l’odio e l’amore. E la gelosia quando è sana e bella è un aspetto dell’amore».
Mi hanno detto che lei aveva già cominciato a leggere Dante in seminario. È vero che è stato in seminario?
«Seminario è una parola grossa. Io andavo bene in religione e un pretone, un giorno, venne a casa mia e mi disse: “Senti qualcosa?”. Ed io, per essere interessante, dissi “sì”. I miei fecero un salto e mi portarono a Firenze, ai Campi di Marte, dove c’erano tanti preti».
Quanto è stato in seminario?
«Ci sono stato qualche mese».
È vero che papa Wojtyla ha voluto vedere La vita è bella con lei?
«Sì. È stata una cosa straordinaria. Se glielo racconto non ci crede! Sono andato negli Stati Uniti e, mentre ero a Los Angeles, una sera mi arriva una telefonata dal Vaticano “Giovanni Paolo II vorrebbe un faccia a faccia”. Io pensavo fosse uno scherzo, ma poi ho ripreso l’aeroplano e sono tornato indietro. Giovanni Paolo II: una cosa spettacolare quell’uomo! Quando arrivava Clinton, lo teneva un’ora, a me m’ha tenuto tutto il pomeriggio. È venuto con le ciabatte, accompagnato da due persone, c’erano quelle suore polacche che si sono inchinate al suo passaggio e, dentro una chiesa, abbiamo fatto la proiezione! C’era quel cardinale polacco che prima della proiezione mi ha raccontato due, tre barzellette e mi ha insegnato delle parole in polacco. Quando il papa è entrato, io gli ho detto, benissimo, “Sia benedetto Gesù Cristo” in polacco e lui ha pensato che parlassi polacco, così mi ha preso sotto braccio parlandomi in polacco per un quarto d’ora. A un certo punto il papa mi si è messo seduto accanto, hanno proiettato il film e io ogni tanto mi voltavo e vedevo che era proprio lui accanto a me! Voltarsi e vedere che uno che vede il film accanto a te è il papa vero fa un’impressione spettacolare! Poi è stato bello anche perché il papa mi ha applaudito, si è alzato, mi ha dato il bacino e mi ha detto che era una cosa straordinaria, che lui l’aveva vissuta: che c’erano stati anche i cristiani, non solo gli ebrei. Mi ha ricostruito la storia di quel dolore».
Una grande emozione?
«Dire una grande emozione è anche un po’ riduttivo, c’era qualcosa di più. C’era uno scintillio in quella giornata con lui. Poi mi ha ripreso a braccetto, abbiamo fatto il giro. Mi ha dato i suoi regali e io, che non avevo portato niente, gli diedi la mia biro. L’ha data a un cardinale che l’ha messa assieme ai suoi regali. A me ha dato un rosario, che ha benedetto, per la mia mamma».
Quando ha vinto l’Oscar, sul palco ha ringraziato i suoi genitori per averle dato il più grande dono: la povertà. Perché è il dono più grande?
«La povertà è la madre di tutte le ricchezze, parlo della povertà francescana, la scintilla divina. Sono grato ai miei genitori perché i poveri sono ricchi in umanità».
Lei ha detto che sua madre le ha insegnato i valori che contano, parlandole di Pinocchio e Dante. Chi preferisce fra i due?
«Sono due storie potenti. Dante credeva in quello che diceva e, proprio per la forza della sua credenza, ha preso l’anima di Dio e l’ha tirata giù. E Pinocchio è lo stesso, perché è una favola straordinaria che ci racconta che non si può essere felici. E, invece, Dante ci dice che si può essere felici: quindi, si compensano. E poi, c’era la storia del naso: io vedevo la statua di Dante, che aveva il naso come Pinocchio, e mia mamma mi diceva: “Attento che Dante ti mette all’inferno”. E poi: “Se dici le bugie ti si allunga il naso” e io pensavo che Dante e Pinocchio erano la stessa cosa».
Ma lei crede nel Paradiso?
«La mia mamma ci credeva e il mio babbo no. Ed io qualche giorno sono come il mio babbo e qualche giorno come la mia mamma. Oggi sono come la mia mamma, ci credo!»
Ma alla fine: papà o mamma? Lei in Dio ci crede o no?
«Farei ingiustizia a nostro Signore a rispondere a questa domanda perché come si fa a dirlo… si vuole bene uguale al babbo e alla mamma. E proprio una predisposizione all’amore e alla giustizia divina stare lì nel mezzo, in quel dubbio, che è la base della nostra vita, la ricerca dell’amore e della conoscenza, come dice Dante».
Un suo difetto?
«Ne potrei dire una ventina».
Il peggiore?
«Cattivo, ignorante, ipocrita, lussurioso, uno che mente, un ladro tremendo, corrompo, un violentatore, mamma mia! Mi piace torturare… tutti questi difetti che in fondo sono veniali. Li ho detti perché volevo che lei che ha questi difetti si sentisse confortato!».
Alcune immagini della puntata di questa sera tratte da Tv Talk
Un Benigni da Nobel - Everything about Roberto Benigni - è un punto di riferimento aggiornato per tutte le news che riguardano Roberto Benigni.
Dal 2007 proponiamo la candidatura di Roberto Benigni al Premio Nobel per la Letteratura per il grande impegno in favore della riscoperta della Divina Commedia.
Un Benigni da Nobel is a website dedicated to being a central source for Roberto Benigni news. Roberto Benigni's unprecedented effort to disseminate Dante's poetry earned him a nomination for a Nobel Prize in Literature in 2007.
Citazioni…
«Roberto è una persona di grandissima cultura e grandissima umanità. Sarebbe un ministro della Cultura ideale.» — Claudio Abbado
Un libro scanzonato, leggero e dottissimo, per chi ama la poesia o chi ha ricominciato ad amare Dante per come Benigni lo ha narrato.
Uno dei pochi casi in cui cultura popolare e cultura alta possono trovare un punto di incontro per avvicinare il nostro massimo poeta ai lettori comuni e più giovani.
Nel settembre 2009 si è concluso il Tour Mondiale TuttoDante di Roberto Benigni.
Per leggere tutti gli articoli, resoconti e interviste cliccate qui.
"...Questo tour, è un po’ …come si usa dire, anche se un po’ mi imbarazzano tutti sti paroloni… insomma… è un tour quasi mondiale, ecco l’ho detto! Riscuote un entusiasmo talmente forte che bisogna per forza completare il viaggio, in fin dei conti Dante è andato per noi nell’aldilà, posso io non andare in Svizzera o in Sud America? Via, è naturale che si debba fare, no? Sono contento di aver seguito le parole di Lucio (organizzatore del tour, ndr) che mi ha in maniera affettuosa, però forte, convinto a fare questo atto di generosità per tutti, che poi è principalmente un atto di generosità anche verso di me perchè son convinto che avremo tutti un risultato di grande bellezza. Ma il merito, anche qui, non è solo mio, quindi ringraziamolo ancora il nostro caro amico Dante…" Roberto Benigni, dicembre 2008.