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Con Benigni l’America scopre Dante
(NY Daily News) – Isabella Rossellini, Elvis Costello, Jim Jarmusch, Steve Buscemi, Aidan Quinn and Lizzie Bracco came to see Roberto Benigni rhapsodize about Dante’s “Divine Comedy” at the Hammerstein Ballroom on Saturday. Jim Jarmusch, who cast the Oscar-winner in “Down By Law,” “Coffee and Cigarettes” and “Night on Earth,” told us, “Americans mostly know him as a clown, but he’s incredibly erudite about art and literature.” Benigni himself was modest about his mastery of The Supreme Poet. “It is as if Jim Carrey would come to Rome talking about Walt Whitman,” Benigni told the packed house. The “Life is Beautiful” director spent almost as much time feasting on Italian Prime Minister Silvio Berlusconi’s “jailbait affair” with 18-year-old model Noemi Letizia. “This underage pussy, it’s very dangerous,” said Benigni. “We picture Berlusconi at the 18th birthday party of the barely legal girl, just waiting in the wings for her to blow out her birthday candles…counting down the candles until finally, ‘Eighteen!!!’ You remember with Monica Lewinsky, President Clinton was asked, ‘Did you have sex with that woman?’ He said, ‘I did not have sex with that woman!’ In Italy, it is the opposite. Berlusconi says, “I had sex with that woman” and everybody says, ‘You did not!’ He says, ‘Yes, I did!’ He’s 73 years old. I never voted for him but now I think I will. It is a good image for Italians, no?”
Video: Benigni a New York dopo lo show
NEW YORK (31 maggio) – «C’era un’atmosfera… sembrava di essere a Frosinone. Potevo essere in un posto italiano qualsiasi». Stremato dopo due ore di spettacolo in inglese alla Hammerstein Ballroom del Manhattan center di New York, Roberto Benigni si ferma a salutare gli amici – c’è ovviamente il regista statunitense Jim Jarmusch, con cui nell’84 l’attore italiano ha fatto Daunbailò – e scambia qualche battuta con i giornalisti (guarda il video).
Il comico è commosso per l’accoglienza avuta negli Stati Uniti. «Vedere una cosa così mi ha dato una soddisfazione – dice -. E’ una cosa straordinaria, ci si sente sempre a casa».
E’ stato Silvio Berlusconi comunque e non Dante a dominare tutta la prima parte dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante - dice Benigni -. Bastava nominarlo e la sala veniva già dalla e risate. E’ una cosa eccezionale. Già a Berlus.. una risata».
Benigni porta Dante negli Usa e avverte: «Silvio attento: con le minorenni è illegale»
di Jacopo Orsini, Il Messaggero
NEW YORK (31 maggio) – «Vi avverto: parlerò in inglese per un’ora e mezzo». Dopo il successo del tour italiano, Roberto Benigni sbarca negli Stati Uniti per leggere Dante agli americani. Il comico italiano racconta del V canto dell’Inferno, quello dei lussuriosi, «dove enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento». Ma è quando parla di Silvio Berlusconi che gli applausi arrivano più scroscianti, come ammette anche l’attore alla fine dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante, bastava nominarlo e veniva giù la sala dalle risate».
Benigni, dopo aver letto la Divina commedia nelle piazze italiane, è partito con un tour mondiale che lo ha portato prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove ha debuttato martedì con uno spettacolo a San Francisco. Sabato sera il comico italiano è arrivato alla Hammerstein ballroom del Manhattan center di New York. La sala era strapiena. Ad ascoltarlo c’erano circa 2mila persone, la maggior parte italiane. E forse è anche per questo che dopo aver spiegato per quasi un’ora e mezzo il V canto in inglese maccheronico, aiutato dai sovratitoli, quando finalmente Benigni annuncia «ora passiamo all’italiano», nella sala si sente un sospiro di sollievo.
Ma la prima parte dello spettacolo newyorkese è tutta sul premier: «In questo momento ha qualche problema», sghignazza Benigni. Dopo aver salutato il pubblico con affetto – «è la prima volta che vengo a New York, il mio cuore pulsa, sono pieno di gioia, vi amo molto e vorrei saltare su di voi nudo e fare l’amore, un’orgia con voi», ha esordito – Benigni si scatena sul presidente del Consiglio e sui suoi rapporti con Noemi Letizia, strappando risate e applausi. «Silvio attento, è pericoloso, è molto illegale, è una passera minorenne, non farlo», dice Benigni, che poi aggiunge: «Berlusconi è andato a questo compleanno e quando hanno spento le candeline ha fatto il conto alla rovescia: tre, due uno: vai ora è legale».
Davanti alla platea americana, il comico spiega la differenza fra l’ex presidente Bill Clinton, che doveva negare di aver avuto rapporti sessuali sesso con Monica Lewisky, e Berlusconi che a 73 anni invece si vanta di fare sesso ma nessuno gli crede. E dell’ammirazione che riscuote in Italia chi ha successo con le donne. «Lo confesso: non ho mai votato per Berlusconi, ma ora potrei votarlo. Berlusconi I love you very much».
«Ma chi gli dà quest’energia – continua il comico -. Al G20 di Londra Berlusconi era così eccitato che ha strizzato le palle a Obama. Con Berlusconi tutto è possibile, è unico, è straordinario». E la sinistra? Per Benigni è un problema. «Mi dicono: “Eh con Berlusconi è facile: perché non prendi in giro la sinistra?” Ma appena comincio a preparare qualcosa su di loro cadono subito». Quando perde il filo, o fa finta di perderlo, Benigni nomina Berlusconi, la sala ride e lo spettacolo riparte: «Mi sono detto: non posso fare uno spettacolo in inglese, ma poi ho pensato: se Berlusconi è primo ministro tutto è possibile. Yes we can».
Dopo il presidente del Consiglio è il momento di Dante. «Vedete come è collegato alla nostra epoca: sesso, passione», spiega Benigni, che fa partire una esilarante tirata su intercettazioni, vallettopoli e soprattutto Vittorio Emanuele di Savoia e le sue volgarità. «Il sesso governa il mondo», dice ancora l’attore, prima di concentrarsi su «questo incredibile capolavoro, il più splendido capolavoro della letteratura» che è la Divina commedia. «Siamo nel Medioevo – racconta Benigni agli americani -. Credetemi Firenze era come New York ora. Firenze ha inventato la finanza e le banche. Anche bancarotta viene dall’Italia».
Il comico parla di Paolo e Francesca, della pietà, dell’amore che per Dante «è qualcosa di spaventoso, un sentimento terribile e potente». Passa per un attimo all’italiano per leggere quello che definisce «uno dei versi più splendidi» mai scritti: «Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona» e spiega: «Non c’è amore sprecato, quello che amate veramente non vi verrà mai rubato». Racconta di come si rivela l’amore, «se non amiamo è come se non vivessimo», e invita gli spettatori a immaginare il silenzio dell’Inferno e il pianto di Paolo. Ma è quando Benigni passa alla lingua inventata da Dante che arriva un forte applauso. E’ il momento più intenso di quasi due ore di spettacolo. «Dobbiamo ringraziare, non capire questa scandalosa bellezza». Poi inizia a recitare a memoria il V canto dell’Inferno. Finalmente in italiano.
Benigni con Dante per la felicità. Intervista con l’attore toscano che risfida l’America
di Stefano Vaccara, America Oggi | 17-05-2009 |
Tenetevi forte, sta arrivando Roberto Benigni a New York. L’America non scorderà facilmente la premiazione di Benigni nella notte degli Oscar del ’98, con “La vita è bella”. Ora l’attore-regista ritorna negli Stati Uniti con il suo spettacolo “Tutto Dante”. La prima tappa dello show sarà a San Francisco, il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
Benigni reciterà in inglese e in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la storia d’amore di Paolo e Francesca. Riuscirà Benigni a comunicare la poesia di Dante all’America?
Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo, dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano. Le tappe negli Usa sono state organizzate da Massimo Gallotta Promotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
Abbiamo l’appuntamento telefonico con Benigni per l’intervista giovedì. Lui è in Svizzera, a Basilea, tra poche ore inizia lo spettacolo. Ci risponde al telefono con il suo inconfondibile forte accento toscano, la lingua di Dante: “Stefanooo, come stai? America, arrivo”.
I premurosi manager ci avevano intimato soltanto quindici minuti per l’intervista, ma Roberto ci rassicura subito: “Ma quali quindici minuti, non ti preoccupare Stefano, noi si parla di Dante a New York, e lo vuoi fare in quindici minuti?”.
Roberto, Dante cosa avrebbe pensato dell’America?
«Ma Dante ha scoperto l’America prima di Colombo, ha situato la montagna nel Purgatorio… ad un certo punto, le cartine geografiche Dante le ha portate nel Purgatorio, quando Ulisse remando remando etc etc… insomma Dante l’ha scoperta prima lui l’America… »
In un film che hai recitato con Massimo Troisi, trasportati indietro nel tempo, cercavate di fermare Colombo dal partire dalla Spagna affinché non scoprisse l’America…
«Eh che c’era quell’americano che m’aveva sposato la mia sorella e me l’aveva rovinata, allora… »
Ma a Dante, l’America con Obama presidente gli sarebbe piaciuta o no?
«Oggi con Obama è tutta una felicità. Portare Dante in America è come portare Obama in Italia. Io la prossima volta voglio portare Obama in Italia, per le sue poesie, lui è come un libro scritto, fisicamente, proprio come è fatto, lui è già un verso di una poesia. È bellissimo, ci ha rimesso tutti in buona carreggiata con l’America, che con Bush stavamo andando tutti storti. Lo ripeto sempre: l’elezione di Obama è una Divina Commedia!»
Dante ci ha anche insegnato quanto sono importanti le donne per gli uomini. Che cosa avrebbe pensato Dante di Michelle Obama: senza di lei ci sarebbe stato presidente Barack Obama?
«Sarei costretto a dire un luogo comune, che dietro ogni grande uomo c’é una gran donna. Ma qui non c’é nessuno che sta dietro, sono alla pari, ecco accanto ad un grande uomo c’é una grande donna e viceversa. Guarda che per Dante Alighieri è partito tutto dagli occhi di una donna, da Beatrice. Lui ha scritto l’opera più straordinaria di tutti i tempi per rivedere gli occhi di una donna. Tutta la sua conoscenza è a Beatrice, tutta la sua cultura è lì, quando ha visto per la prima volta quella donna, ha visto nei suoi occhi: tu sei eterno. E lui ha promesso, per questi occhi io scriverò una cosa che non è mai stata scritta prima da nessuno. E l’ha mantenuta la promessa, pensa un po’ che bellezza. Quindi senza gli occhi delle donne, nessun poeta potrebbe mai scrivere niente di eterno. Sono loro che ci fanno fare le grandi cose. Quindi per Obama e Michelle è la stessa cosa. Quando si vede quel bel sorriso di Michelle, e si vede quella felicità di fare un cammino insieme ad una persona che si ama, si sente come se i fatti del mondo non sono la fine della questione, forse c’é qualcosa di più, che non sappiamo, di insondabile, e questa è una bella speranza… »
La recita di Dante l’hai iniziata nel 2002, subito dopo il terrore dell’11 settembre. Oggi abbiamo la grande paura della crisi economica. Conoscere meglio l’opera di Dante può aiutarci in tempi come questi?
«Guarda leggere Dante aiuta sia in tempi di crisi che in un momento di grande felicità. Perché Dante non è solamente un aiuto, ci lascia nella bocca il sapore della felicità. Alla fine il messaggio della Divina Commedia è proprio che è bella. Quindi parla a tutti noi, Dante ci fa vedere come siamo fatti e ci dice: scegliti, tra questo e quello, e non ci nasconde le nostre cose più basse, per questo è il più grande poeta di tutti i tempi. Perché per la prima volta dice che siamo proprio noi i padroni della nostra vita e della nostra morte, del nostro destino. Prima di Dante, da Omero in poi tutti gli uomini venivano affidati agli dei, al destino, al fato. Dante no, dice siete voi, siamo noi che ce lo facciamo, siamo noi i padroni del nostro destino. E allora in questo momento straordinario, di grande crisi, dovuta all’avidità, che è una delle tre belve di Dante, la lupa è l’avidità, ecco quelle cose che la Bibbia ce le ha dette in maniera mistica, Dante ce le ha dette in maniera popolare. Ce le fa sentire con mano, è un libro che si può abbracciare, è come un amico che ci conosce, la Divina commedia non la leggiamo noi, è lei che legge noi! Quando io leggevo Dante, mi dicevo: ma questo mi conosce più profondamente di qualsiasi altra persona. Mi vien voglia di chiamarlo, di farmi dare il numero di telefono, pronto Dante, sei libero domani, prendiamoci un caffé insieme. L’insegnamento della Divina Commedia è una domanda che a rispondere ci si potrebbe stare ore e ore, ma quello che ci fa sentire ad ognuno di noi, è unico, e anche se la nostra vita non sembra eccezionale a nessuno, Dante ci dice che siamo gli eroi di un dramma epico irripetibile, che non avverrà mai più. Abbiamo una volta sola l’occasione di vivere, e questa cosa non ci fa mai sentire superflui, mai totalmente vinti, ci narra proprio il miracolo dell’esistenza. E alla fine, quando arriviamo in Paradiso e ci voltiamo indietro, l’Inferno è vuoto. Ci ha portati tutti con sé. È un poema così grande che dopo averlo letto non si guardano più le persone con distrazione, ci si guarda tutti come un mistero, come se siamo depositari di un destino immenso. È questa la cosa straordinaria».
Roberto, stai portando il tuo spettacolo dantesco in giro per il mondo e i temi toccati nell’arte dell’Alighieri sono universali, come l’amore appunto. Ma ecco arrivare l’ostacolo della lingua. Insomma recitare all’estero non è come nelle piazze italiane. Negli Stati Uniti avrai tanti americani di origine italiana che sono disposti a seguirti nella lingua del poeta fiorentino. Ma con il pubblico americano che ti ha conosciuto e apprezzato soprattutto al momento dell’Oscar de “La vita è bella” e che ora vorrebbe vederti recitare Dante, come farai per farti comprendere?
«Prima di tutto lo spettacolo è in inglese ‘bettered with Italian’, cioè quando non trovo la frase in inglese io la ‘swiccio’. Insomma è l’inglese mio. Poi io non sono un professore, né un critico, né un teorico, insomma un intellettuale. Sono un uomo di spettacolo, e quindi con la Divina Commedia io faccio prima di tutto uno spettacolo. E poi è proprio il Quinto canto, quello appunto del sesso, della lussuria, delle passioni e dell’amore, e tutto quello che ci racconta quanto ha che fare, soprattutto oggi, il sesso con il potere… Nella prima parte dello spettacolo io parlerò di fatti moderni naturalmente, con Dante poeta universale. In più quando io farò il Quinto canto in originale, quella lingua di Dante che in italiano il 70% è rimasto quasi uguale, ecco lì è come sentir la musica, è proprio una sinfonia. Dante ci ha messo tutti i ritmi: c’è il classico, il jazz, il rock, è come sentire Beethoven e Duke Ellington, Bach e Jimmy Hendrix, una cosa spettacolare. Se ti viene bene, è una cosa che si rimane stupefatti, una sinfonia e Dante si capisce senza bisogno di capirne la lingua. Ecco quando siamo difronte ad un ecstasi, non si deve spiegare più, perché l’analisi la riduce. Ma nella prima parte parlo di attualità, di Obama e Michelle, di Berlusconi e… »
E infatti ho più di una domanda su Berlusconi. Ma restando un attimo sul tema della lingua, tu in America sei riuscito a farti capire in passato. Ancora prima dell’Oscar per “La vita è bella”, gli americani cultori del cinema ti conoscevano per la tua interpretazione, recitata in inglese, nel film “Daunbailò” (1986).
«Eh sì, fu il mio primo impatto con gli Stati Uniti grazie a Jim Jarmusch, un grandissimo regista con cui sono rimasto molto amico».
Stiamo arrivando all’orgomento sulla bocca di tutti, sesso e tradimenti, ma prima volevo il tuo parere su quello che, almeno da New York, ci ha fatto molta impressione, mi riferisco alle ultime dichiarazioni di Berlusconi riguardo alla questione immigrati. Siamo d’accordo che sui cosidetti “respingimenti”, ogni Stato abbia il diritto di controllare i propri confini, ma quando il capo del governo italiano, parlando della questione, ha detto: “Sono contrario all’Italia multietnica”, ecco secondo te cosa intendeva dire Berlusconi?
«Guarda Stefano, ha colpito e tanto anche a me, quindi non solo a New York. Non credo che ci siano tanti significati per spiegare quelle parole, quello che dice Berlusconi di solito è piatto, ha solo un significato. Quindi quello che ha detto è quello che abbiamo capito, che non gli piace un’Italia multietnica. Cioè si rivolge a quella parte di noi italiani che c’è sempre e che non abbiamo il coraggio di far vedere e che ogni tanto viene fuori. E magari fosse solo quella…»
Passiamo alle vicende ‘piccanti’ che hanno fatto il giro di tutti i giornali del mondo. Secondo te Veronica Lario, che per tanti anni aveva più o meno comodamente sopportato un marito dall’istinto, come dire… non mi viene quella espressione toscana molto chiara, mannaggia mi sfugge…
«Allupato, si dice allupato.»
Già, allupato. Allora Veronica ha deciso di divorziare dal Silvio “allupato” per la storia delle veline candidate alle Europee o per la vicenda del “papi” frequentatore della minorenne Moeni? Secondo te qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del matrimonio tra Silvio e Veronica?
«Ma quale goccia, qui si tratta di una cascata del Niagara! Veronica lo aveva già bastonato una volta sui giornali, altro che goccia. Però si sa, mentre gli americani a queste cose darebbero molto peso, agli italiani importa poco, e quindi finora non succede nulla.»
Anche la Chiesa si è arrabbiata con Berlusconi.
«Già la Chiesa un pochino, ma che dobbiamo dire, poi Veronica ha detto la frase ‘è uno che non sta bene’, e allora che dobbiamo fa? Mi viene da ridere perché non c’è niente da aggiungere. Per costruirci una pagina di spettacolo basta ripetere quello che dice, non bisogna cambiare niente»
In Sicilia c’è un detto volgare ma dai significati profondi: “Megghiu cumannari ca’ futtiri”. Meglio il potere che fare all’amore. Berlusconi quel proverbio non lo conosce?
«Secondo me lui ha cambiato quel proverbio siciliano: per lui comandare è come fottere!»
Non ce la faccio più e scoppio a ridere, ma non posso altrimenti rischio di coprire la registrazione. Benigni sventaglia frasi come una mitagliatrice…
Andreotti il proverbio originale siciliano forse lo conosceva…
«Accidenti se non lo conosceva, Andreotti sì che lo conosce bene il potere. E poi quello lì aveva un altro stile accidenti».
Berlusconi dai nemici, ma anche da qualche suo amico, viene paragonato a Mussolini. Anche il Duce era molto “allupato”…
«Ma Mussolini non ha mai fatto ministro la Petacci, questa è la differenza! Però a questo punto voglio ribadire che Berlusconi non è come Mussolini e non siamo certo ai quei tempi. Insomma in Italia la libertà c’é e io non permetterò a nessuno all’estero di dire il contrario. Come dicono gli americani ,”It’s my country!”. A parlar di Berlusconi dopo ci penso io…».
Nel magazine di America Oggi l’estate scorsa pubblicammo una lunga intervista che ti fece la professoressa del Leham College-Cuny, Grace Russo Bullaro, l’esperta americana del tuo cinema…
«Bella quella intervista.».
(I lettori possono trovarla sul sito internet, www.oggi7.info, in archivio, il numero del 13 luglio 2008). Ecco, in quella intervista avevate approfondito Dante ma a un certo punto la professoressa americana fece una domanda maliziosa, ti chiese dove, secondo te, Dante avrebbe potuto mettere Berlusconi. Tu dicesti che Dante avrebbe solo riso di lui, non lo avrebbe certo messo all’inferno… Dopo le ultime notizie, hai per caso cambiato idea?
«Per come fa le sue leggi Berlusconi, Dante gli avrebbe fatto un girone ad personam, solo per lui. Oppure si potrebbe fare una innovazione che Dante non fa con nessuno, provarlo un po’ dappertutto».
Dopo il successo di questo tuo spettacolo sulla Divina Commedia di Dante, ne farai un film?
«Mi piacerebbe farne una commedia, ci sto pensando proprio dalla fine di questa tourné. Me lo hanno chiesto anche gli americani, ma sai quante volte, di fare un film sulla Divina Commedia, sull’Inferno, su Paolo e Francesca, sulla vita di Dante, anche le televisioni… Ma come si fa? Quanto tempo ci vorrebbe, costerebbe l’ira di Dio, solo gli effetti speciali, e in più si perde la bellezza della poesia. Quella ha trovato la sua forma finale, quel mistero della poesia, ecco come renderla con lo schermo? Però certe immagini, ecco certe immagini che crea Dante sono cinematografiche, ha inventato il montaggio Dante con la Divina commedia. Non ce lo dimentichiamo. Il montaggio anche alternato, è proprio l’invenzione del cinema Dante. Sarebbe in questo quasi una sceneggiatura già scritta. Mi piacerebbe mettermi a ragionare seriamente qualche volta, però ci vorrebbe tanto di quel tempo e poi la scelta di quale canto fare o se fare la sua vita… eppure sarebbe un viaggio straordinario. Ma quasi quasi, sì varrebbe proprio la pena di pensarci, ti ringrazio per avermi ancora rinfocolato l’idea».
Roberto, in America ti stiamo aspettando con uno spettacolo che promette non solo satira e grandi risate, ma anche cultura, grande cultura.
«Io saluto tutti gli italiani in America, questo che vi porto è il regalo che Dante ha fatto, la perla più luminosa. Era dovuto che io mi muovessi dall’Italia per andare a portare questa perla in giro. Come italiano ho tanto orgoglio da far vedere, guardate che ci abbiamo, guardate che abbiamo fatto, e non è stata fatta solo per noi italiani ma per tutto il mondo. Dante è universale. Per tutti e per sempre».
Benigni brings Dante to America – Weekly Recap: News & Interviews of the past week
(ANSA) – WASHINGTON, 23 MAG – Roberto Benigni torna in tournee in America con TuttoDante che prendera’ il via il 26 maggio con il debutto a San Francisco. Il quotidiano New York Times racconta oggi ”l’altra faccia” dell’artista, quella dello studioso letterario: ”Benigni e’ noto agli americani come il comico scatenato che ha vinto tre Oscar nel 1999 con il film ‘La Vita e’ Bella’ ma il suo interesse di studioso per Dante e La Divina Commedia, e’ ancora praticamente sconosciuto agli americani”.
Benigni’s U.S. tour will kick off in San Francisco’s Davies Symphony Hall on Tuesday. “Dante” plays in New York’s Manhattan Center’s Hammerstein Ballroom on May 30, Boston’s Berklee Performing Center on June 6 and Chicago’s Harris Theater on June 12.
*Here’s a recap of the news for the past week:
- INTERVIEW: “Roberto Benigni Will Send You Straight To Hell” – Vanity Fair
- “HELL’S KITCHEN” – The New Yorker
- RADIO INTERVIEW: KGO AM 810 Newstalk Radio, San Francisco
- “TuttoDante with Roberto Benigni” – San Francisco Chronicle
- Roberto Benigni Interview – A.V. Club
- “Roberto Benigni porta Dante in America” – Reuters Italia
- “Italian showman Benigni brings Dante to America” – Reuters
Funnyman Takes on Dante’s ‘Comedy’
By BEN SISARIO
Published: May 22, 2009 – The New York Times
Roberto Benigni leapt up with a riff on the 26th Canto of Dante’s “Inferno,” in which fraudulent advisers are engulfed by flames that scorch them. “It’s like landing in Los Angeles or Manhattan, full of little lights like a skyscraper,” he exclaimed in his frenetically choppy English. “Dante describes the lights like fireflies, like a farmer who sees billions of fireflies. And every single firefly is hiding a fraud — people like Madoff. Very cunning, very shrewd. These people are hiding inside the flame because they are hiding in life. The Florentines, you know, they invented finances.”
The delivery is familiar: Mr. Benigni, of course, is the endearingly manic Italian comedian whose Holocaust tragicomedy, “Life Is Beautiful,” won three Oscars in 1999. But for Americans, at least, the subject of Mr. Benigni’s latest project is almost incongruously new. Next week he will begin a short North American tour of “TuttoDante,” a monologue about Dante’s “Divine Comedy” that mixes literary insights with off-the-cuff political jokes. In Italy, where he has been doing the show regularly for three years, it has drawn more than a million people.
“We need to have the nerve to understand why a man with a big nose 700 years ago had the heroic shamelessness to write,” Mr. Benigni, 56, said in an interview the other day at a Manhattan hotel. “Really this is the most daring, bold poetry ever. In 2,000 years of Christian poetry they never surpassed this. They never produced such a scandal of beauty. Never, never, nobody.”
Mr. Benigni’s love of poetry has never been a secret. In “Down by Law,” the 1986 Jim Jarmusch film that introduced Mr. Benigni to American audiences, he cites Walt Whitman and “Bob Frost.” Collecting his Oscar when “Life Is Beautiful” won best foreign film in 1999, he quoted Dante and Blake (after climbing over the seats and blurting, “I want to kiss everybody!”).
“This face that he puts forward as a sort of clown is only a very small percentage of Roberto’s personality,” said Mr. Jarmusch, who also cast Mr. Benigni in “Night on Earth,” from 1991, and in a segment in the 2003 compilation film “Coffee and Cigarettes,” and who remains a close friend.
“TuttoDante” (“Everything About Dante”) introduces Americans to the savant-intellectual side of Mr. Benigni. In each performance he recites a canto in Italian from memory, with detailed explications of poetics and history in English.
For this tour, which begins in San Francisco on Tuesday and comes to the Hammerstein Ballroom in New York next Saturday, Mr. Benigni will perform Canto V from “Inferno,” with the story of Paolo and Francesca, the adulterers who spend eternity tossed by gales of lust.
“He’s a natural scholar,” said Robert Hollander, the Princeton professor. “He calls, and we just talk about Dante. He calls from Rome and says, ‘Bob, what do you think about this passage?’ ” Mr. Benigni wrote a preface for an edition of “Inferno” translated by Mr. Hollander and his wife, Jean, in which he asks whether Dante has been receiving royalty checks in Purgatory.
Mr. Benigni says he sees himself primarily as an entertainer, not a teacher. That means a lot of political jokes, often about his old nemesis, Silvio Berlusconi, the Italian prime minister. Mr. Benigni mocked him relentlessly during Mr. Berlusconi’s first term of office in the 1990s, and he clearly relishes the chance to banish Mr. Berlusconi to Dante’s depths.
“You know, Berlusconi, he passed a lot of laws just for him, just for one man,” he said. “So maybe his punishment could be to build for him a circle in hell, but very personal, just for him: ‘Eh, this is just for you, Mr. Berlusconi!’ ”
“TuttoDante” could also be seen as a kind of purgatory for Mr. Benigni, or perhaps a way out of one. Since “Life Is Beautiful,” which grossed $229 million around the world, his movie career has stumbled. There was no shortage of offers from Hollywood, but Mr. Benigni said that most roles were Italian stereotypes like the pizza man or the Mafioso. He was even urged to make a “Life Is Beautiful” sequel.
“Never in my life will I do this,” Mr. Benigni said, shaking his head.
So he continued making movies in Italy, but with mixed results. “Pinocchio,” in 2002, was a moderate hit in Italy but did poorly elsewhere. Mr. Benigni’s decision to cast himself — then 50 years old — as the puppet boy struck many critics as perverse. “The Tiger and the Snow,” from 2005, which Mr. Benigni also directed, did even worse at the box office.
“Maybe sometimes I have been wrong with some movies,” he said. “Anyway, I try to do my best. I was sincere. I was honest. But I am sure this path that I took is the right path.”
After “The Tiger and the Snow” he began to devote himself to the Dante readings. And although he said he is eager to return to filmmaking (“I would like to make not a divine comedy but a comedy”), Dante is his foreseeable future: requests for the show, he said, keep pouring in, from Korea and Japan, from South America, from towns in Italy he has not been to yet.
“Only comedians can talk about death, life, God and Virgin Mary,” he said. “If was a tragic actor, I couldn’t allow myself. But with this accent I can do it. I can talk with death in person because I am a clown. Yes. And I am proud to be a clown — very much.”
A version of this article appeared in print on May 23, 2009, on page C1 of the New York edition.
Roberto Benigni is set to make his North American Stage Debut with the critically acclaimed One-Man Show TuttoDante
Roberto Benigni Is Set to Make His North American Stage Debut With the Critically Acclaimed One-Man Show — TuttoDante — in San Francisco May 26, Continuing on to New York, Montreal, Boston, Toronto, Quebec City and Chicago

LOS ANGELES, CA – Two-time Academy Award-winner (1999) for Best Actor and Best Foreign Film and nominee for Best Director and Best Writer, for “Life is Beautiful” ROBERTO BENIGNI is making his US stage debut at the Davies Symphony Hall on May 26 in San Francisco with his one-man show “TuttoDante.” Roberto’s unique creation is a fascinating journey that extends from current and daily events to the Divine Comedy. From moments of pure humor to moments of breathtaking poetry — in particular Canto V° from “The Inferno,” Dante’s medieval, cosmos-bestriding epic of sin, salvation and eternity.
Benigni has been perfecting his one-man show in his native Italy for the past 3 years, where more than one million passionate fans cheered in delight. Now, after spectacular appearances to sold out theatres in Paris and London, Benigni performs his show in English, peppered with Italian and for the finale, he will recite the Fifth Canto in its original medieval Italian.
The Canto V° describes the tragic love story between Paolo and Francesca, condemned for the sin of lust to pass eternity on the first of the descending rings of hell.
“TuttoDante” has received rave reviews all across Italy, as well as in England for his recent London performance.
“Benigni has long been a national hero in Italy,” notes the UK’s “Telegraph.” “Climbing over the seats to collect his two Oscar for the 1999 tragicomedy “La Vita è Bella (Life is Beautiful)” was only the most conspicuous of his acts of iconoclasm. Since the 1970s he has been adored as a satirist of Italy’s politicians. But, over the past three years, he has added to his hero status through his touring show dedicated to Italy’s medieval literary giant, Dante Alighieri, author of the Divine Comedy… By the time he reached the final section — a recitation of the poem itself… He recited the words so animatedly, but with such reverence for the 11 syllable lines, that it was like listening to great music. Millions of Italians have so far risen to their feet to cheer at the end of this show; this evening was no exception.”
“By the time it came to the Divine Comedy’s Fifth Canto… There was pin-drop silence as Benigni switched from passionate… to controlled, near operatic delivery. Even for fans with minimal grasp of Italian the beauty of the poetry was apparent.” “Evening Standard”
Of the Italian show, critics declared:
“Benigni has been able to enchant… the audience, leaving it in ecstasy, speechless, perhaps, surprised by such emotion.” “La Repubblica”
“Climbing through the ages, he miraculously combines yesterday with today, current events with poetry, anger with laughter.” “Corriere della Sera”
“A small miracle, considering the amount of people Benigni has brought to the Divine Comedy.” “Variety” (US edition)
And, judging from the sold-out box offices for every stage on the tour, from the long applause and standing ovations that conclude each evening, “a small miracle” may have actually occurred, as Roberto Benigni says, “The poetry is not only in who writes, but especially in the ear of whom listens.”
“TuttoDante” starring Roberto Benigni is a majestic life-affirming evening performed in English, peppered with Italian, while the finale of the Fifth Canto will be in Italian.
DATE…………CITY/STATE………….VENUE
Tues. May 26 – San Francisco, CA Davies Symphony Hall
Sat. May 30 – New York, NY Manhattan Center-Hammerstein Ballroom
Tues./Wed. June 3 & 4 – Montreal, Quebec, Canada St. Denise Theatre
Sat. June 6 – Boston, MA Berklee Performance Center
Sun. June 7 – Toronto, Ontario, Canada Casino Rama
Wed. June 10 – Quebec City, Canada Gran Theatre de Quebec
Fri. June 12 – Chicago, IL Harris Theatre
Roberto Benigni negli Usa con “TuttoDante”
Dopo gli Oscar vinti nel 1997 con La vita è bella, Roberto Benigni torna da protagonista negli Stati Uniti con Tutto Dante. La prima tappa dello show sarà San Francisco il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
(Ansa) – Benigni si esibirà in inglese con alcune battute in italiano e per il finale reciterà in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la tragica storia d’amore di Paolo e Francesca. Tutto Dante ha debuttato nel 2006 in Grecia, dove Benigni ha letto e spiegato il XXVI Canto dell’Inferno su Ulisse ed è stato subito un enorme successo.
In Italia il tour è partito da Firenze ed in 3 anni ha fatto il giro delle principali città affascinando milioni di spettatori se si considera che molte tappe sono state mandate in onda da Rai Uno ed è stato realizzato anche un Dvd. Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo e dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano.
Gli spettacoli negli Stati Uniti saranno intervallati da esibizioni in Canada, a Toronto, Montreal e Quebec City, poi Benigni porterà il “Tutto dante” il 17 giugno a Buenos Aires in Argentina. Le tappe a New York, Boston e Chicago sono state organizzate da Massimo Gallotta Pormotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
Date spettacoli TuttoDante in America
TuttoDante: Spettacoli negli Stati Uniti
San Francisco – 26 maggio 2009 – Louise M. Davies Symphony Hall
New York – 30 maggio 2009 – Manhattan Center
Boston – 6 giugno 2009 – Berklee Performance Center
Chicago – 12 giugno 2009 – Harris Theater
TuttoDante: Spettacoli in Canada
Toronto – 7 giugno 2009 – Casino Rama
Montreal – 3 – 4 giugno 2009 – St. Denise Theatre
Quebec City – 10 giugno 2009 – Grand Théâtre de Québec
TuttoDante: Spettacoli in Argentina
Buenos Aires – 17 giugno 2009 – Teatro Gran Rex
Per maggiori informazioni sulle date mondiali di Tutto Dante di Roberto Benigni visitate il sito www.tuttodante.it.
















