Un Benigni da Nobel
Everything about Roberto Benigni-
December 26th, 2008Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDantedi Wlodek Goldkorn - 24 dicembre 2008, L’espresso
Gli intercettati e i corrotti. Gli ignavi e i bigotti. Il grande comico toscano racconta i gironi danteschi dell’Italia di oggi. Parla della volgarità e della speranza. E spiega perché Silvio Berlusconi ci fa ridere
Faccio una premessa, anzi un preambolo, bella la parola preambolo, c’ha un bel suono. Sono anni che non faccio un’intervista a ‘L’espresso’, e siccome sono emozionato, propongo di rovesciare le parti. Intervisto io ‘L’espresso’, e chissà cosa mi raconterebbe ‘L’espresso’…
Le raconterebbe l’Italia di oggi, signor Benigni, come fa ogni settimana. Torniamo quindi all’ordine stabilito. Il pretesto per questa intervista è ‘Tutto Dante’, una serie di dvd tratti dallo spettacolo con cui ha riempito le piazze d’Italia. E allora provi a immaginarsi: Dante risorge oggi.
“Dante non risorge perché anche nella tomba è vivissimo. Anzi, per alcuni è già troppo vivo anche da morto”.E lei lo porta in giro per il mondo.
“Infatti torno dall’estero. Ho fatto uno spettacolo al Palazzo del ghiaccio di Lugano. Tutti con peliccia, sciarpa, berretto. E io con un vestitino estivo. Sembrava l’immagine del lago di Cocito dell’Inferno dantesco. Assomigliavo a uno di quei personaggi della ‘Commedia’ che hanno commesso peccati tremendi: superbia o tradimento, e che per la pena di contrapasso stanno immersi nel ghiaccio, con il viso rivolto in su. E come per la pena di contrapasso, mi sono ammalato. Mi ha impressionato, non solo a Lugano, anche in altre città, l’entusiasmo degli italiani all’estero. Partivo dicendo: ‘In Italia ho un vantaggio: appena dico il nome di Berlusconi, tutti ridono’. Ma già a metà del nome, ecco che a Lugano o in Germania partiva un fragoroso applauso e una risata”.È una maschera della commedia dell’arte, Silvio Berlusconi?
“Di più. Non è una maschera, è la maschera. È spettacolare. Esonda, come si usa ora dire del Tevere. È piovuto troppo Berlusconi nel mondo, e ora sta esondando. Basta dire: ‘Berl’, e scoppia una incontenibile risata. Io, poveretto dico: ‘Perché Dio’, e niente. Dico invece ‘Berlusconi’, ed ecco che va giù la sala. Perché Berlusconi promette. È un nome che promette di divertirci. Con lui tutto finisce in una gran risata. Ho visto che all’estero ridono di più che in Italia. Le cose che arrivano indirettamente sono più belle. Berlusconi gioca di rinterzo”.Parliamo della sua comicità. Lei non porta maschera. Si presenta con la sua nuda faccia. In ‘La vita è bella’, il film che le è valso l’Oscar, lei è Benigni, non un ebreo. E il lager non è Auschwitz…
“Per ogni comico lo stile è il suo corpo, e il modo con cui si muove, il suo sguardo. Per esempio, questa scemenza che ho appena detto, se mi si potesse vedere, sarebbe un po’ più bella”.L’Italia piace al mondo?
“Così come il nostro imperialismo militare del Ventennio è stato il più goffo e ridicolo del mondo, il nostro imperialismo culturale è stato il più lucente di tutti i tempi, e ancora brilla. Nel mondo occidentale tutto ciò che è moderno è stato inventato dagli italiani. Dai bottoni all’architettura, dal bacio alla finanza, dai pantaloni alla musica. Gli ordini angelici e il purgatorio: tutta roba italiana”.Lei ama sottolineare le sue radici…
“Contadine. I miei genitori erano parte della terra, la amavano e la lavoravano. Erano due zolle. E io ne vado orgoglioso”.I ricchi considerano i poveri volgari.
“È questa una considerazione volgare. Cristo ha dato un nome ai poveri: il suo”.È in grado di definire la volgarità?
“Volgarità è andare a toccare e stuzzicare le nostre parti più basse per ottenere un facile consenso, un immediato guadagno, un’indebita popolarità. A volte si cede. Basta un momento di debolezza. Chissà se anch’io non ci sono caduto qualche volta”.La tv è volgare?
“A volte le cose sono così plateali che spero che si arrivi all’assuefazione”.Naturalmente non fa i nomi…
“Farli sarebbe volgare davvero”.E allora torniamo al sublime. Dante parla di corpi, di escrementi, di sangue. Oggi è possibile farlo con altrettanta eleganza?
“Dante sente odori, umori, inciampa nei corpi. Usa parole come merda o puttana, perché è convinto che tutto è degno di essere salvato. La poesia può essere fatta con qualsiasi parola. La poesia è corpo, ritmo, finzione, passione. Ogni parola nella ‘Commedia’ corrisponde a un’emozione. Ed è una lezione di libertà”.Perché?
“Quando siamo in preda alle passioni, siamo liberi, perché nessuno ci può controllare. Dante muore nel primo cerchio perché altrimenti sarebbe rimasto lì, tra i lussoriosi, i due avvinghiati per l’eternità. L’inferno si ferma davanti alle passioni, omaggia l’amore terrestre”.Cosa è successo allora alla lingua italiana? A sentire le intercettazioni ci sono poche passioni e molta volgarità. Nel suo spettacolo c’è un pezzo molto applaudito…
“‘Aho, Qui ce ne sono due che vonno fare la televisione, ma non sanno fare un cazzo. Che je fammo fa’? Ma so’ bone? Ammazza: una sorca, una fregna. Allora io mi scopo la sorca tu ti scopi la fregna. Je fammo fare un reality, Un due tre sorca, l’Isola della fregna’. Questo dialogo è un capolavoro, un vero girone infernale degli intercettati. Neanche Dante saprebbe scrivere un dialogo così”.Berlusconi in quale girone lo metterebbe?
“Un girone ad personam. Fatto con una legge solo per lui. Confesso, tempo fa volevo fare uno spettacolo in cui Dante mi avrebbe guidato all’inferno. A pensarci bene, a Berlusconi potrei fargli fare il giro di tutti quanti: dei lussuriosi, dei barattieri, dei simoniaci, dei bugiardoni, dei bischeroni. Sta bene dappertutto. È un protagonista”.Perché non ha fatto quello spettacolo?
“Perché sarebbe cabaret. Preferisco la ‘Commedia’”.Nel girone degli ignavi chi metterebbe?
“Quel girone sarebbe pieno. L’ignavia è il più grave dei peccati. Gli ignavi sono rifiutati perfino dal demonio. Satana non li vuole perché i dannati, gli assassini direbbero ‘io sono meglio di loro’. Quando vediamo gli orrori alla tv, il vero orrore è la nostra indolenza”.Molti politici italiani peccano di ignavia. Anche quelli di sinistra.
“Certo. Ignavi sono anche coloro che salgono sul carro del vincitore, quelli che aspettano di agire per vedere come vanno le cose. Essere ignavi vuole dire vivere senza Dio, perché una volta scelta la strada dell’ignavia, il Dio che è dentro ciascuno di noi non ci guarderà mai più negli occhi. La pena del contrapasso per gli ignavi non a caso è seguire nudi un vessillo stracciato ed essere pungolati dalla mosche. Perché nella vita, loro non sono stati pungolati da niente. Non hanno vissuto”.Lei spesso dissacra il potere.
“Una volta era facile. Oggi s’è dissacrato da solo. Un comico serio deve proteggere i cittadini da chi li governa. È il suo lavoro”.E quando prese Enrico Berlinguer in braccio?
“Volevo sentire il suo corpo. L’ho visto fragile. Volevo far vedere la sua leggerezza in una maniera fisica. Eravamo abituati che il segretario del Partito comunista fosse un padre. Io l’ho voluto ricondurre alla condizione di un bambino”.Oggi i capi dei partiti come sono?
“È cambiato tutto. Si è persa una parte, ma si è guadagnato da un’altra. Le nuove generazioni sono meglio. I giovani sono più belli, più colti, più sensibili”.In giro si sente nostalgia di Berlinguer.
“Quando pensiamo al passato, cancelliamo le parti brutte e teniamo in mente solo quelle belle. Ma è un errore. Bisogna guardare in avanti. Dobbiamo vedere il bello di fronte a noi. Altrimenti che vita sarebbe?”.Walter Veltroni è meglio di Berlinguer?
“Berlinguer andava bene. Adesso c’è Veltroni e va bene Veltroni. Non si può mica rifare Berlinguer. E come se io volessi rifare Chaplin”.Perché in Italia spesso i comici fanno i politici e i politici i comici?
“Qui entriamo nella distinzione tra comicità e satira. La satira è mirata. È ad personam. Io preferisco la comicità che parla a tutti e prende di mira tutti”.Lei soffre per lo stato della libertà in Italia?
“Possiamo dire tutto. Io posso dire che Berlusconi fa schifo. Poi magari mi mettono in galera e chiudono ‘L’espresso’. Però l’abbiamo detto. Ma io non l’ho detto. È ‘L’espresso’ che lo ha scritto. Sono stato frainteso”.Visto che siamo liberi. Cosa le viene in mente quando sente la parola Brunetta?
“Mi fa schiantare dal ridere. Quando lo vedo in tv, mi viene la voglia di entrarci dentro e mettermi accanto. È una maschera, per come esprime i concetti, non per l’aspetto fisico. È un testo teatrale”.Mariastella Gelmini?
“È impegnata in una lotta impari. Le facce dei ragazzi sono sacre. Non si può non stare coi ragazzi. Diceva Mark Twain: ‘Non ho mai permesso alla scuola di interferire con la mia istruzione’”.Giulio Tremonti?
“Un’immagine, nitida. Non uno da mandare all’inferno”.Lei dice che Dante scrive perché Dio esista e non perché Dio esiste. Il poeta crea il mondo?
“Sì. E la ‘Commedia’ è il poema dell’incredibile, è audace e moderna. C’è dentro il bipolarismo, il trasformismo. Ah, che bella pena sarebbe quella dei trasformisti, Dante cambierebbe in continuazione quel che appare loro davanti. E quanto sarebbe pieno il girone dei corruttori. Ma niente nomi. Dante l’hanno mandato in esilio perché odiava i trasformisti e gli stolti. Poteva dare un bacio a un lebbroso, non avrebbe mai stretto la mano a un imbecille”.Ci sarebbe il girone dei bigotti?
“Sì. Di coloro che prostituiscono il sacro”.A chi stringerebe Dante la mano a Montecitorio?
“Il parlamento racchiude il 10 per cento del peggio, l’80 per cento di mediocrità. E il 10 per cento del meglio. A quel 10 per cento stringerebbe la mano”.Ultima domanda. Lei va in giro con la ‘Commedia’ in tutta l’Europa, in America, nei Paesi arabi. Perché Dante è così universale?
“Perché si è occupato di quella cosa di cui non si occupa più nessuno: la vita, il mistero, il perché siamo qua. I fatti del mondo non sono la fine della questione. Oggi è tutto desacralizzato, ma appena entro nell’aldilà si sente una nostalgia, una rimembranza profonda, di un paradiso terrestre. Noi viviamo la notte di Giacobbe perenne. Lottiamo con Dio, e come Giacobbe ne usciamo feriti, toccati. Non si può sfuggire alla ‘Commedia’ come non si può sfuggire alla propria coscienza. È come chinarsi sull’abisso. E quando guardi l’abisso l’abisso guarda te”.
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*Benigni ‘casts’ Berlusconi in Dante’s Inferno : …”Last year Dante Alighieri scholars were impressed by his unorthodox approach to the masterpiece, praising the Tuscan comic’s grasp of the symbolism and references in the chosen sections of the Divine Comedy, which is the most lauded work of Italian literature.” -
December 15th, 2008Roberto BenigniPubblichiamo un estratto audio dalla trasmissione “Cercando Amleto” di Rete Due, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, con un breve commento sullo spettacolo TuttoDante di Roberto Benigni a Lugano di domenica 7 dicembre 2008.
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December 12th, 2008Roberto Benigni, TuttoDante, VideoServizio di un Tg svizzero su TuttoDante a Lugano, 7 dicembre 2008:
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December 9th, 2008Dante, Divina Commedia, TuttoDante
Cari amici,
Siamo tornate dalla Svizzera, dove abbiamo assistito alle prime due date europee del nuovo Tour mondiale 2008/2009 di TuttoDante di Roberto Benigni, in qualità di “tifoseria ufficiale”.
Avevamo portato con noi un nuovo striscione (il quarto dall’inizio del tour italiano nel 2006) : “DALLE ALPI ALLE ANDE ROBERTO SEI GRANDE …E ORA IL NOBEL”.
(nella foto da sinistra: Loredana, Silvia, Mariangela e il nuovo striscione a Zurigo)La prima tappa del nuovo tour è stata a Zurigo sabato 6 dicembre: abbiamo posizionato lo striscione nel lato destro della sala del Kongresshaus, attirando l’attenzione del pubblico e di Roberto che ci ha salutato più volte dal palco con allegria. Il giorno seguente, domenica 7 dicembre, ci siamo spostate a Lugano per la seconda data di TuttoDante: il pubblico ticinese è stato molto caloroso nonostande il freddo “infernale” che si respirava all’interno della pista del ghiaccio!
Ringraziamo tutto lo staff di TuttoDante, e, in particolare, un grazie di cuore a Roberto Benigni per aver accolto con grande entusiasmo il nuovo striscione, e per i fantastici momenti passati insieme lunedì 8 dicembre a Lugano… Grazie caro Roberto, ormai ci sentiamo veramente “parte integrante” del tour…Ti auguriamo un buon proseguimento con il viaggio Dantesco in Europa e nel mondo..!

Alla prossima… e l’avventura continua!
Le fedelissime,
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Silvia, Mariangela, Loredana
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December 8th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante
LUGANO, Ticino News - Roberto Benigni, famoso attore e regista toscano, ha fatto tappa ieri sera a Lugano. Nel suo tour europeo “TuttoDante” cominciato a Zurigo sabato sera, Benigni ha letto il V canto della Divina Commedia davanti a un numeroso pubblico stimato attorno alle 5-6000 presenze circa.
Con magistrale capacità espressiva e intrerpetativa, l’attore toscano ha riproposto uno dei canti più famosi della somma opera del grande vate, il V canto, quello di Paolo e Francesca, i due amanti che Dante incontra nell’inferno, poiché colpevoli di adulterio.
Benigni non ha mancato di ironizzare, con il suo stile inconfondibile, su personaggi della politica ticinese.
“Voi siete un popolo straordinario! Avete avuto grandi architetti, come Le Corbusier, e soldati di ventura talmente valorosi che il Papa li ha scelti come guardie personali. E adesso c’avete gente come Mario Botta e il Nano Bignasca!”E sì, alla Resega di Lugano, seconda tappa dopo Zurigo del tour europeo TuttoDante, Roberto Benigni ha citato anche il Nano. Del sindaco Giorgio Giudici ha parlato dopo aver scherzato sui “dinosauri” della politica italiana. “Noi abbiamo Giulio Andreotti – ha detto -. Io non credevo esistesse davvero. Pensavo fosse come Pegaso, un personaggio di fantasia. Poi me lo sono visto di fronte. Ma Andreotti c’era già ai tempi di Dante. Anzi, quando Dante ha composto la Divina Commedia lui era già nel Consiglio degli anziani di Firenze. Però so che anche voi avete un sindaco piuttosto longevo…”
Avrà sorriso la municipale Giovanna Masoni, seduta in prima fila…
A Silvio Berlusconi, Benigni ha consigliato di venire a stare a Lugano come Mina, così è sicuro che diventa un mito. Il segreto è non farsi più vedere in giro, ha detto. Una volta all’anno sforna una bella canzone con Apicella e il gioco è fatto…
Terminato lo show “politico”, Benigni ha iniziato la sua esegesi della Divina, Inferno, Quinto canto, quello dei lussuriosi, e di coloro che sono morti per amore, il canto di Paolo e Francesca, gli amanti uccisi dal fratello di lui e marito di lei che li sorprende mentre fanno l’amore.
Nella Divina Commedia i due adulteri si trovano nel secondo cerchio, condannati a volare senza tregua in una bufera di vento (l’alito di Lucifero) insieme agli altri lussuriosi che non hanno resistito alle loro passioni. E per loro il poeta prova pietà, una pietà che attirerà su Dante gli strali della Chiesa.
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”, ha recitato Benigni, narrando la storia di Francesca, innamoratasi del cognato Paolo mentre leggevano insieme la storia adultera di Lancillotto e Ginevra: “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”.
Alla fine, per Benigni, una meritatissima standing ovation.
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December 6th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante
Dopo aver riempito le piazze, gli stadi e i palasport di tutta Italia, con oltre 130 repliche dal giugno 2006 e un’affluenza di pubblico attorno al milione di spettatori, il Tour TuttoDante di Roberto Benigni parte alla conquista del mondo: tra poche ore inizierà il Tour Europeo 2008/2009.
Il nuovo progetto di Benigni riparte proprio dai versi della Commedia, stavolta portati e celebrati in giro per l’Europa e per il mondo, con una novità: l’attore ha curato personalmente la traduzione in lingua francese delle Cantiche dantesche, ma solo per la parte esegetica. I versi verranno letti in italiano naturalmente, con la sensibilità e l’interpretazione ormai nota di un Benigni insuperabile nella lettura dei versi immortali di Dante. A lui il merito di aver sdoganato una cultura cosiddetta “alta”, e di averla resa accessibile a tutti.
Questa sera, sabato 6 dicembre, ci sarà la prima tappa a Zurigo, domenica 7 dicembre a Lugano, per poi proseguire con il debutto dello spettacolo in versione francese a Ginevra (10 dicembre) e Lione (11 dicembre).
A marzo e aprile 2009 sarà la volta delle grandi capitali europee da Parigi a Bruxelles; successivamente il tour si sposterà oltre oceano, Stati Uniti e Canada, fino alla performance conclusiva prevista a Buenos Aires nel mese di giugno 2009.I nostri migliori auguri a Roberto per la nuova grande avventura “internazionale”.
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Un grande in bocca al lupo per il tour, siamo sicuri che riuscirà a diffondere il suo amore e la passione per Dante in tutto il mondo.
Grazie caro Roberto, perchè in momenti come questi, quando a volte si arriva a provare vergogna per la triste situazione politica e sociale che stiamo vivendo in Italia, ci sono persone come te che rendono onore all’estero alla grandezza e alla bellezza del nostro paese e della nostra cultura. Ci sentiamo tutti orgogliosi di essere Italiani grazie a te. -
November 23rd, 2008Roberto Benigni, TuttoDantedi Rita Sala - Il Messaggero
ROMA (22 novembre) - E Dante Alighieri parlerà nella lingua di Sarkozy. Suo tramite, neanche a dirlo, Roberto Benigni. L’artista toscano, dopo aver curato personalmente la traduzione in francese dell’esegesi delle Cantiche, si esibirà dai primi di dicembre in giro per l’Europa, e poi nel mondo, a partire dalla Svizzera e dalla Francia (ecco perché nell’idioma di Molière la prima versione “staniera” della spiega).Zurigo (6 dicembre) e Lugano (7 dicembre) sono le tappe iniziali del grand tour, piazze elvetiche dove lo spettacolo dantesco è previsto in italiano. A Ginevra (il 10) e a Lione (l’11) avremo invece l’esordio dell’Alighieri in versione francese. I canti, è ovvio, Benigni li leggerà sempre in italiano; la traduzione, come detto, riguarda solo la parte esegetica.
E usando la Commedia, Roberto porta avanti l’idea che dignità e speranza, in tempi di mortificazione sociale e di pessimismo coatto, non sono del tutto atrofizzate. Dante indipendentemente dall’interpretazione che ne offre il menestrello diventa nelle sue mani un antidoto alla svirilizzazione collettiva, al disamore, alla flebilità dei sentimenti. I versi “detti”, divulgati oralmente, sono in questo senso un propellente eccezionale, buono in casa e ottimo da esportare.
Non a caso nell’uso antico era proprio la voce degli aedi improvvisati o girovaghi, innamorati dell’opera dell’Alighieri, a diffondere le cantiche. Efficacia tutta popolare. E dato che è ormai impossibile prescindere dalla tv, ben venga Dante chiosato da un premio Oscar che le canta chiare al Potere e usa la poesia per ricreare, ammonire, incitare. Il richiamo è quasi istituzionale. E’ un elogio dei nostri bei fiumi, delle nostre donne, del pensiero e dell’arte, in sintesi dell’humus da cui nacque il Rinascimento e, ancora prima, la Roma del Diritto, delle strade, degli acquedotti.
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