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Benigni a Londra: «Dio salvi la Regina… da Berlusconi»

di Gianluca Zucchelli – L’Unità – 7 aprile 2009

«Dio salvi la Regina… da Berlusconi. Adesso cambieranno l’inno…» Straripa la comicità di Roberto Benigni davanti al Royal Drury Lane di Covent Garden. Il teatro londinese è gremito di Italians – soprattutto – ma anche di britannici italiofili. Per il premio Oscar de La vita è bella un’accoglienza calorosissima, e il Diavolaccio si sente subito a casa: «Se Berlusconi è il primo ministro io posso fare uno show in inglese».

UN INGLESE MACCHERONICO
Gioca con la lingua, un inglese maccheronico col quale strizza l’occhiolino al pubblico. Dopo dieci minuti di filato in English spara: «Vi avverto che sto parlando in inglese e che andrò avanti finché non mi inceppo, quando mi inceppo ricorrerò all’italiano. Dante inventò una lingua sublime, io stasera invento il mio… revolting English».
Benigni rispolvera così i fasti del film Down by law dove con una mimica intensa ed esilarante recitò per Jarmush, in un film americano in bianco e nero, la parte di un italiano che capisce pochissimo inglese e ne parla ancora meno.
«Pensavo di essere il primo italiano a fare uno show a Londra» risate, applausi. «Ma Mr Berlusconi mi ha preceduto. Meraviglioso show a Buckingham palace. Siamo orgogliosi di presentare Mr Berlusconi in: “Obama, Obama!”. Un po’ incazzated la regina l’ho vista: “Ma cosa fa, perché urla?”. È un collega dello spettacolo… Ora cambiano l’inno, God save the queen from Berlusconi. Immagina: “Ah Elisabetta!”. Lui era così di buon umore, come un boy scout in gita. Affascinato dalla regina Elisabetta come me con Raffaella Carrà, poteva perfino prenderla in collo o toccarle il sedere. “Obama!” e ci pensi se fa come me con Pippo Baudo, gli strizza le palle… è un genio. Devo dire o è un genio o siamo perduti».
Una stoccata la dedica anche al revival di Tangentopoli. «Ero in albergo a Londra e mi portano i giornali italiani, vedo i titoli su Mario Chiesa. Scusate, sono i giornali di vent’anni fa, voglio quelli di oggi. Oggi? Mario Chiesa? Ancora? Cinque anni in prigione e poi dove lo mettono? Come se un pedofilo sta cinque anni in prigione e poi lo fanno direttore di una scuola materna».

LA SINISTRA ITALIANA
Roberto non risparmia neanche la Sinistra: «Se non ci fosse mancherebbe il materiale per lo spettacolo… la sinistra è andata al governo e non ho fatto in tempo a scrivere le gag su Prodi che il governo è caduto… hanno fatto una legge e il giorno dopo gli stessi ministri sono scesi in piazza contro la stessa legge; è inutile, sono abituati talmente a stare all’opposizione che la fanno anche quando sono al governo…».
Regina Elisabetta
Poi si schiarisce la voce: «Lo prometto solennemente: non parlerò più di Berlusconi». Il pubblico fa coro: «No, no». Benigni risponde: «In Italy, qui sono all’estero». Applausi. «Parlo in inglese così posso sempre dire: sono stato frainteso, c’è stato un fraintendimento, quel che ho detto non è quello che i giornali hanno scritto… lost in translation». Chiaro il riferimento, ancora una volta, al Cavaliere. E il ritornello cerca la complicità del pubblico: «Stasera parlo di Dante in inglese a Londra,come essere MrBean che parla di Milton in Italia in italiano. Se divago, mi accorgo che vado fuori tema, basta dire…»
Benigni cambia tono, esclama con un guizzo della voce: «Berlusconi! E torno a tema…». Risate, applausi. «Siamo tutti unici, vi bacio tutti, perché come dice Dio… sto volando troppo alto… Berlusconi…». Risate, applausi. E alla fine, dopo due ore filate di Dante, cultura e politica, è standing ovation.

Satira, Dante e poesia. Benigni conquista anche gli Inglesi

Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese, nel tempio teatrale del West End di Londra, e la platea dell’antico Theatre Royal – anche se in larga parte composta da italiani – gli regala una serata trionfale

(Il Corriere Fiorentino) – Satira, poesia, amore, e l’emozionante lettura della Divina Commedia: Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese, nel tempio teatrale del West End di Londra, e la platea dell’antico Theatre Royal – anche se in larga parte composta da italiani – gli regala una serata trionfale. L’attore e regista toscano ha stregato gli spettatori con il suo racconto e la spiegazione del V canto dell’Inferno della Divina commedia, tutto nel suo inglese personalissimo e a tratti strampalato, ma ricco di vocaboli aulici, capace di veicolare con forza poesia, energia e l’entusiasmo commosso per la lettura conclusiva del Sommo Poeta.

TUTTOBENIGNI – Ha fatto sorridere, riflettere e a tratti anche commuovere Roberto Benigni, in azione domenica 5 aprile sul palcoscenico inglese più antico, il Drury Lane Royal Theatre, nel cuore del West End, il quartiere storico dei teatri. L’occasione era l’unica tappa inglese del tour “TuttoDante”, con la lettura del canto V dell’Inferno, ormai cavallo di battaglia dell’attore toscano, che lo recitò anche nell’appuntamento in prima serata dedicatogli giovedì 29 novembre 2007 da Raiuno, quando fece registrare 10 milioni di telespettatori con un equilibrato mix tra una prima parte di satira politica e una seconda destinata all’approccio vero e proprio con la “Commedia” di Dante . E anche domenica sera a Londra, Benigni ha riproposto questa collaudata struttura, riscuotendo, ora come allora, il plauso di pubblico e critica, pressoché unanime da entrambe le parti.

SATIRA E POESIA, ANCHE A LONDRA – «Sto parlando in inglese, nel caso non ve ne siate accorti», ha scherzato tra gli applausi Roberto Benigni.
Il comico nativo di Manciano La Misericordia ha iniziato il suo show con un monologo sull’attualità politica, non lesinando le consuete frecciate al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definito “il primo italiano a Londra a fare un one-man-show”, in riferimento alla gag del premier con il presidente Usa Barack Obama durante il G20 tenutosi nella capitale britannica la settimana scorsa.
L’intervento benignano, caratterizzato dall’abituale ginnastica verbale ed esuberanza gestuale (tra scatti, movenze e uso di variopinti vocaboli della lingua d’Albione come “discombololated” e “frabbergasted”, rispettivamente “astruso” e “attonito”), è stato per gran parte dello spettacolo recitato in lingua inglese, scelta che ha evidenziato lo sforzo e la volontà del performer aretino di farsi comprendere da quanta più gente possibile accorsa a teatro. Sulla scelta dell’idioma della Regina, lo stesso Benigni ha fatto anche una battuta autoironica, paragonandosi, per quanto riguarda l’aspetto linguistico della sua performance, a “Mr. Bean che parli di John Milton in italiano”.
Nell’augusto Theatre Royal di Drury Lane, il più antico di Londra, in funzione ininterrottamente dal ’600, Benigni ha iniziato la serata, come di consueto, con la parte satirica: obiettivo preferito, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e, in particolare, la sua ormai celebre scenetta con la regina Elisabetta durante la foto al G20. «Poteva fare come feci io con Raffaella Carrà», ha detto Benigni tra le risate generali. «E con Obama poteva fare come feci con Pippo Baudo, toccandolo là». Ma se l’è presa anche con i governi del centro sinistra: «Non facevo in tempo a scrivere le battute, che loro erano già caduti». Quindi ha volato alto, in termini poetici, sull’arte, l’amore, la vita, Dio, il corpo e l’anima.

L’ELOGIO DI DANTE – Poi l’elogio del genio innovatore di Dante, il racconto con Semiramide, Didone, Paolo e Francesca del sublime V canto, poi l’intensa lettura (in italiano, «perchè Dante non si può tradurre»). In platea si ride molto con le battute satiriche, ma la spiegazione straordinariamente appassionata di Dante e del suo mondo, delle invenzioni della Firenze di quegli anni, di come il poeta faccia provare delle emozioni perchè crea le parole per definirle, magnetizza i presenti. Il palco è nudo, con alle spalle solo un telo bianco, che diventa rosso per l’emozionante lettura che inizia con «Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo, che men loco cinghia, e tanto più dolor, che punge a guaio»: Benigni sudato cambia la maschera e recita come in una tragedia, qual è il V canto. L’energia e la sincera passione profuse ed emananti dalle parole del comico toscano hanno conquistato la platea londinese, religiosamente in silenzio durante i passi più toccanti del canto V, come la descrizione degli effetti dell’amore sui due amanti e la reazione di Dante, quel “e caddi come corpo morto cadde” magistralmente pronunciato con “dizione quasi operistica” (così l’ha definita Bruce Dessau dell’ “Evening Standard”) di Benigni. Questi, come è nel suo stile, si è poi dimostrato capace di inframmezzare, a momenti carichi d’emozione, battute taglienti che sottolineano i legami esistenti tra storia passata e presente, come l’invenzione del purgatorio da parte di un papa, Martino V, interessato a “fare più soldi” avendo a disposizione maggiori masse di fedeli per le indulgenze.
Alla conclusione del canto l’applauso è unanime, una standing ovation che testimonia perfettamente l’atmosfera della serata, dove commozione e ironia sono andate perfettamente a braccetto così come lingua italiana e inglese. Questo il miracolo della vera Poesia.
Forse ci doveva essere un display con la traduzione, ma per un problema tecnico non c’è. Poco male: Dante parla a tutti, anche a chi non sa l’italiano. E alla fine, è standing ovation, tra entusiasmo e vera commozione.

Grande successo per il debutto londinese di TuttoDante di Roberto Benigni

di Nicol Degli Innocenti
ILSOLE24ORE.COM > Cultura e Tempo libero

LONDRA – Trionfale debutto londinese per Roberto Benigni, che ieri sera ha presentato all’antico Royal Theatre Drury Lane il suo spettacolo “TuttoDante”, per la prima volta in inglese, ricevendo un’ovazione in piedi. Che fossero presenti quasi tutti gli italiani residenti a Londra era scontato. Sorprendente invece il grande numero di inglesi presenti, a dimostrazione di quanto anche nella perfida Albione sia diffuso l’amore per Dante. Molti naturalmente erano venuti a vedere lui, Benigni, ancora ricordato per il film La Vita è bella e per l’esuberanza con la quale accettò il premio Oscar come attore protagonista, esattamente dieci anni fa.

L’artista toscano non ha deluso, partendo dalla satira per poi passare ai versi sublimi di Dante. “Ero felice di diventare il primo italiano della storia a fare un one-man show a Londra, – ha esordito Benigni. – Però Berlusconi mi ha preceduto con il suo show a Buckingham Palace e le sue urla di Obama, Obama.” Il quasi-incidente diplomatico in occasione del ricevimento dei leader del G20 e’ stato poi minimizzato, ma, ha aggiunto Benigni, gli inglesi stanno modificando l’inno nazionale, cambiando il celebre “God Save the Queen” in “Dio salvi la Regina da Berlusconi”.

Alla satira, come sempre, Benigni abbina altrettanta auto-ironia. “Essere qui, a parlare di Dante in inglese a Londra, e’ un po’ come avere Mr Bean che parla di Milton in italiano a Roma,” ha detto, chiedendo al pubblico di correggere i suoi errori o consigliargli la parola giusta “quando mi blocco”. In realtà blocchi non ce ne sono stati e Benigni ha dominato da mattatore il palcoscenico vuoto, trascinando il pubblico con la sua incontenibile passione per Dante ma più in generale per la poesia. Per sottolineare la modernità e contemporaneità di Dante, ha ricordato che la Firenze di allora era come la City di Londra di oggi, afflitta dalla crisi, città di ingordi e avidi degni dell’Inferno, dove la rabbia di molti vorrebbe ora spedire i finanzieri d’assalto e i banchieri dai ricchi bonus. La parola finanza e’ stata coniata dai fiorentini, come ‘fiorino’, ‘banca’ e l’attualissimo termine ‘bancarotta’.

Questo e’ solo uno show, minimizza Benigni, che dice di voler lasciare il vero insegnamento ai professori. Però spiegando e illustrando la storia, i temi e i contenuti della Divina Commedia, con una lunga serie di digressioni, divagazioni e non sequitur, l’attore rivela l’ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura con una carrellata di nomi e riferimenti da Tommaso d’Aquino a Montesquieu, da Giotto a Cranach, da Seneca a Giulio Romano, da Shakespeare a Coleridge, da Flaubert a Jimi Hendrix.

La Divina Commedia, ha detto Benigni, è “il gusto della felicità”, i suoi versi “come talismani da conservare come un tesoro per tutta la vita“. Spiegare Dante è sempre riduttivo, come “accendere una candela per far vedere il sole”, ma diffondere i suoi versi è importante. L’impressione è che Benigni non avrà pace fino a quando avrà completato la sua missione di rendere accessibile Dante e portato il suo messaggio in tutto il mondo. Dopo il grande successo in Italia, dove oltre un milione di spettatori lo hanno visto, e dopo gli spettacoli in Europa il tour di TuttoDante proseguirà negli Stati Uniti e in Canada e si concluderà a Buenos Aires. “La poesia e’ nella penna di chi scrive ma anche nell’orecchio di chi ascolta,” dice Benigni e parla direttamente all’anima della gente, “quella parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba.”

Esegesi conclusa, istrionismo messo da parte, arriva il momento più solenne: la recitazione, a memoria, del Quinto Canto dell’Inferno. Nel grande teatro londinese sembra che tutti trattengano il respiro. Il silenzio e’ assoluto. Quando Benigni conclude, con la voce rotta dall’emozione, “e caddi come corpo morto cade”, scoppia l’applauso. Tutti in piedi, gli spettatori inglesi che si sentono ora un po’ più vicini all’Italia e gli italiani, ancora più orgogliosi di essere tali.

A nice review about TuttoDante in London

(The Teenage Theatre Critic) – My word this was something special. Dante’s Divine Comedy seems all the rage right now but Roberto Benigni’s “Tutto Dante” is about as far from Romeo Castellucci’s abysmal “Inferno” as it’s possible to conceive. From the off it was clear that the sheer energy and bravado of Benigni was going to be hard to resist. Seldom have I heard a man enthuse more about art and life than Benigni. Most in Britain would be embarrassed to express such love for the arts but he does it with such wild abandon that I couldn’t help but feel the same.

The opening half hour or so amounts to the most high-brow stand-up you’re ever going to come across. His English isn’t quite perfect (although it’s very impressive and he did the entire show effectively without notes) but his Tigger like energy and endless passion for everything he talked about made the slightest joke hysterical. He merely had to mention Silvio Berlusconi to have the entire audience crying with laughter. The tone shifts slowly into the more serious Dante content but the tone was never heavy with a constant stream of stories that never got dull.

He was most exposed when he got to the nitty gritty of the text and often shifted into Italian, although he tried hard not too and considering the huge proportion of the audience who spoke the language it didn’t much matter either way, but from a non-speaker it became a little confusing. His real love for the subject was entirely evident however no matter what he was saying or in what language. When he finally read the passage (Canto V of Inferno) it was like hearing a great Shakespearean actor declaiming for all his worth. I could only cursorily understand, although single words were enough to jog my memory of the hour long lesson that had preceeded. Lesson is really the wrong word; if all my lessons had been this compelling I’d be a much smarter guy than I am.

Benigni is a great entertainer but he’s also a fabulous educator, producing pearl after pearl of fascinating insight whether directly linked to Dante or not. The remarkably easy mix of comedy with textual analysis is shockingly impressive; I don’t think I’ve ever come across anything quite like this before. I left the theatre feeling that not only had I enjoyed myself thoroughly but that I’d learnt something worthwhile and even more curiously felt better about the world we live in. “TuttoDante” is a majestic, life affirming evening, a journey I’d take over and over again if I had the chance. I couldn’t have higher praise for Roberto Benigni, a true genius.

Posted by The Teenage Theatre Critic at 07:00, 6 april 2009

Trionfo per Benigni e Dante in Inglese

“Gli inglesi hanno recentemente cambiato il loro inno nazionale: ‘God Save the Queen…. from Berlusconi’” (Roberto Benigni a Londra)

(ANSA) – LONDRA, 6 APR – Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese a Londra e l’antico Theatre Royal gli regala una serata trionfale. L’attore e regista toscano ha incantato con il suo racconto e la spiegazione del V canto dell’Inferno della Divina commedia, tutto nel suo inglese personalissimo e strampalato, ma ricco di vocaboli aulici (ancorche’ pronunciati in maniera ‘benignana’), capace di veicolare con forza poesia, energia e l’entusiasmo commosso per la lettura del Sommo Poeta.

La platea ha accolto con entusiasmo la spiegazione del V canto dell’Inferno della Divina commedia fatta dal comico toscano. Un inglese molto personale quello di Benigni che però non ha tolto nulla al suo racconto. La declamazione finale dei versi, tuttavia, è stata fatta in italiano “perché Dante non si può tradurre”.

Come di consueto l’attore ha aperto la serata con un po’ di satira. Parlando del recente episodio che ha visto Silvio Berlusconi venir ripreso dalla regina Elisabetta, Benigni ha detto: “Poteva fare come feci io con Raffaella Carrà”. Poi ha aggiunto: “E con Obama poteva fare come feci con Pippo Baudo, toccandolo là”.

Roberto Benigni at Theatre Royal – A review by The Telegraph

Italian national hero, Benigni, delivers one-man show Tutto Dante – a comical yet serious enterprise.

By Cassandra Jardine (The Telegraph)

The atmosphere at Roberto Benigni’s one-man show Tutto Dante (“Everything about Dante”) was more akin to a football match than a night at the theatre. With tutti gli Italiani in the UK, it seemed, assembled at the Theatre Royal, there were whoops and stamping feet before the man himself even bounced on stage, accompanied by circus music and whirling lights.

Benigni has long been a national hero in Italy. Climbing over the seats to collect his Oscar for the 1997 tragicomedy La Vita è bella (Life Is Beautiful) was only the most conspicuous of his acts of iconoclasm. Since the 1970s he has been adored as a satirist of Italy’s politicians. But, over the past three years, he has added to his hero status through his touring show dedicated to Italy’s medieval literary giant, Dante Alighieri, author of The Divine Comedy.

But before Benigni got down to the serious business of the evening, he acted as his own warm-up artist. His jokes about Italy’s prime minister Silvio Berlusconi raised easy laughs, but were none the less funny for that – not least because he delivered them in English. The advance publicity had said that the show would be in Italian, with no surtitles (because he improvises), so the shift was greeted with relief from the minority of the Brits – and sighs of disappointment from the Italians. “It will be like Mr Bean in Rome talking about Milton,” said Benigni. But despite his comic delivery, this was a serious enterprise, a homage to a great era of 13th- and 14th-century Italian culture.

In the years immediately before Dante (1265-1321) was writing, he explained, the Florentines (of whom Benigni is one) gave us our banking system (ho, ho), the piano and violin, the artistic breakthroughs of Giotto and the lettered notes in which our music is written. To him, however, The Divine Comedy is the period’s crowning achievement, the first poem in which the author uses “I” and reflects contemporary life.

Having never got much further than the famous first line: “Nel mezzo del camin di nostra vita,” my Italian became increasingly stretched as he explained various nuances of his chosen section, the Fifth Canto of the Inferno which deals with lechery.

By the time he reached the final section – a recitation of the poem itself – I was out of my depth. It didn’t matter. He recited the words so animatedly, but with such reverence for the 11-syllable lines, that it was like listening to great music. Millions of Italians have so far risen to their feet to cheer at the end of this show; this evening was no exception.

“Viva Benigni in inglese e in tutte le lingue del mondo!” – Il commento di un blog

(Contenuto tratto dal blog http://valeriacorna.blogspot.com)
Ieri sera Benigni è sbarcato a Londra e io ho avuto finalmente l’occasione di vederlo sul palcoscenico, nel suo Tutto Dante.
Nonostante le aspettative fossero alte, il nostro Roberto è riuscito a sorprendermi. La sua capacità di far ridere, sorridere e poi commuovere è spettacolare. E’ uno dei pochi artisti in grado di affrontare temi seri con leggerezza; di regalare un sorriso che ti si imprime nel cuore e di suscitare pensieri ed emozioni che non si dimenticano quando il sipario si chiude.
Benigni ha recitato per la maggior parte dello spettacolo in inglese dimostrando innanzitutto un grande sforzo (qualche politico lo dovrebbe prendere ad esempio), ma anche l’universalità della sua simpatia. In italiano solo qualche parola qua e là e, ovviamente, la lettura del V canto dell’inferno, uno dei momenti più intensi dello spettacolo.
Mi sono amareggiata, quando uscendo dal meraviglioso Royal Theatre ho sentito qualche italiano lamentarsi del fatto che lo spettacolo fosse in inglese. “Si sforzava troppo e io mi dovevo sforzare con lui” dicevano. Oppure “parlava troppo lentamente, in italiano lo spettacolo avrebbe avuto un altro ritmo”. Queste lamentele mi fanno innervosire perchè riflettono una mancanza di apertura all’arte. Un artista non è un prodotto che si va a comprare al supermercato. Si va a teatro per essere sopresi, per trovare qualcosa che non ci si aspetta.
Io dico “viva Benigni in inglese e in tutte le altre ligue del mondo“. Grande Roberto!

Roberto Benigni in London: “Dante shines through ‘discombololation’”

A review by Bruce Dessau, This Is London – 06.04.09

Diminutive actor/comedian Roberto Benigni is best known here for his Oscar-winning role in controversial holocaust film Life Is Beautiful.

In his native Italy, however, he is also famed for his live performances entitled TuttoDante, in which he celebrates his country’s Shakespeare, Dante Alighieri. The show visited London last night for a brief stopover and his enchanting appearance in front of a largely partisan crowd made the Theatre Royal feel more like La Scala.

Before a recital from the Divine Comedy this charismatic clown displayed the idiosyncratic storytelling skills that have made him a superstar. In a mix of Italian and broken English he immediately won over a crowd by excitably explaining that he was “discombololated, frabbergasted, boohaha”— his eccentric verbal gymnastics echoing his physical antics when he clambered over seats to accept his Academy Award in 1998.

A demonstration of his satirical streak came in a succession of crowd-pleasing swipes at the shouty Italian Prime Minister accompanied by a playful smile so wide it could engulf St Peters in Rome: “I thought I was the first Italian in London making a solo show, but Mr Berlusconi preceded me” he grinned. Home affairs did not escape either, with his reference to “two cassettes pornographico”.

Even with the serious business of Dante, Benigni could not resist more gags, alluding to biblical mother-in-law jokes and claiming that purgatory was invented by a pope to make more money by having more masses.

As for the notion of performing in English, he perfectly described it as being akin to “Mr Bean talking about John Milton in Italian”.

By the time he came to the Divine Comedy’s Fifth Canto, proceedings had overrun but no one was complaining. There was pin-drop silence as Benigni switched from passionate babbling to controlled, near-operatic delivery. Even for fans with minimal grasp of Italian the beauty of the poetry was apparent.

If there was a fault it was the title. TuttoDante means “everything about Dante”. This was all about the man on stage.

Stasera Roberto Benigni sarà in scena a Londra con TuttoDante

Dopo aver fatto registrare il tutto esaurito in stadi e teatri di tutta Italia per qualche stagione consecutiva il celebre one man show di Roberto Benigni TuttoDante, incentrato sulla Divina Commedia, arriva anche Londra.

L’emozionante declamazione dei versi del Sommo Poeta, ritmatamente inframezzati dagli interventi comici di Roberto Benigni, andranno in scena nello storico Theatre Royal Drury Lane dove il comico toscano rinnova il suo viaggio tra presente e passato, passando per le famose terzine di Dante Alighieri, senza far mancare la sua ironia graffiante sulla politica e la società di oggi.

Roberto Benigni è molto amato dal pubblico italiano ma anche estero dopo aver incantato le platee di mezzo mondo con La Vita è Bella, il film del 1997 che lo consacrò come astro della cinematografia internazionale facendogli vincere anche un premio Oscar. Dopo Londra il tour mondiale di TuttoDante con Roberto Benigni toccherà altre importanti città come Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte, Baden Baden, Duisburg, Stoccarda, New York, Buenos Aires, Boston e Chicago.

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Andrea – April 6th, 2009 at 00:41 – ha scritto:
Una serata fantastica!
2 ore e non si è mai fermato!!!!
Un vero genio!
Non pensavo sarebbe riuscito a portare avanti quasi tutta l’intera serata parlando in Inglese!!!
Bravo Roberto!

Un altro commento da YouTube:
Fantastico lo spettacolo…è un grande. Grazie Roberto…dopo tanto tempo a Londra forse per la prima volta mi sono sentito fiero di essere italiano.

Roberto interviewed on Al Jazeera English

Al Jazzera English – Roberto Benigni interviewed on “Frost over the world”:

Roberto Benigni jumping over the backs of the plush chairs to get to the stage to collect his Oscar for “Life is beautiful” has remained one of the iconographic moments in the history of the Academy Awards, together with his acceptance speech, delivered in his unique patois. Since then, he has consolidated his reputation in Europe as one of the very few real original artists working in entertainment, not scared of venturing in the field of biting and topical political satire.

Roberto’s deep love for Dante’s Divine Comedy brought him to devise an entire show centred on this work, with humorous excursions in every possible direction. His Dante has proven to be a total cultural sensation, creating the demand for a worldwide tour and succeeding in the mean feat of bringing what was conceived as the most sublime of popular culture back to the people.
This jubilant moment of Divine zeitgeist will have its London debut at the Theatre Royal Drury Lane on the 5th of April, when Roberto Benigni will appear live for his one-man show spanning from Politics to the Meaning of Life, from the Nature of Truth to the Truth that only Beauty can offer.

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