Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    September 14th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni

    “La scuola è bella” - 14 settembre 2009, ore 10:50, Radio 3 Rai

    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni.

    Prima campanella per gli studenti italiani.
    A Radio3 scienza sale in cattedra il piccolo diavolo. A tu per tu con il matematico impertinente, ecco la sua lezione d’autore tra lettere e scienza.
    Da Dante alla fisica moderna, una dichiarazione d’amore per la cultura.
    Per dire con noi:
    Galileo ti voglio bene!


    - E’ online l’audio dell’intervista:
    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni

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    September 24th, 2008SilviaPittRoberto Benigni

    Articolo pubblicato sulle pagine “Cultura” di Libero di mercoledì 24 settembre 2008

    24 settembre 2008 - Libero
     
    Il Premio Nobel per la Letteratura 2008 sarà annunciato giovedì 9 ottobre. Il nome del nuovo vincitore che succederà alla scrittrice inglese Doris Lessing, premiata nel 2007, sarà reso noto dall’Accademia Svedese durante la cosiddetta “settimana dei Nobel”, che si aprirà lunedì 6 ottobre con il Premio per la Medicina e si concluderà lunedì 13 ottobre con il Premio per l’Economia. Quanto ai candidati al riconoscimento letterario, il più discusso tra i premi consegnati a Stoccolma, sulla stampa svedese come di consueto è già in voga il toto-Nobel. Per il 2008 sono dati tra i favoriti gli autori americani, dal momento che il continente è ormai assente dalla lista dei premiati da oltre un decennio. Tra i nordamericani spiccano le candidature ormai consolidate degli scrittori statunitensi Philip Roth e Joyce Carol Oates, ma si parla anche di possibili outsider come Gore Vidal e del cantautore Bob Dylan (all’attenzione degli accademici svedesi da sette anni), e della scrittrice canadese Margaret Atwood. […]

    Ma l’Accademia Reale di Svezia è abituata a far sorprese… […] Non mancano neppure le candidature di italiani, anche se con poche possibilità di vittoria, visto che Dario Fo ha ricevuto il Nobel nel 1997. Tra i nomi che circolano quelli dell’attore e regista Roberto Benigni per il suo impegno in favore della divulgazione della “Commedia” di Dante Alighieri (il suo nome fu avanzato l’anno scorso), dello scrittore Giuseppe Bonaviri e del poeta Andrea Zanzotto.
     
    *Curiosità su Roberto Benigni & Andrea Zanzotto: (Brano tratto da una intervista a Roberto Benigni del 2005).
    Andrea Zanzotto
    “Per la rappresentazione del Poeta in La Tigre e la neve mi sono ispirato al poeta Zanzotto…Ero con Fellini, che leggendo la sceneggiatura de ‘Il piccolo diavolo’ mi suggerì di farmi collaborare con Zanzotto. Subito gli telefonò, ed io gli chiesi qualcosa sulla tempistica per una sceneggiatura. Mi rispose che per trovare una parola ci metteva anche otto mesi da questo spunto sono nate alcune caratteristiche del ‘mio’ poeta. La cosa essenziale per il poeta è saper trasmettere un’emozione che ha provato, come spiega Attilio alle figlie in un episodio del film. Il poeta è un animale a sangue freddo, è come un serpente innamorato, deve raccontare la verità con delle belle menzogne”. Roberto Benigni.  

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

     di Cesare Lanza
     

    Da un affezionato lettore, che si firma con un nome de plume (ma qual è il nome vero, si può sapere?), ricevo: “La Divina Commedia? Mi garba come si dice in Toscana. E poi essendo toscano d’ adozione, che te lo dico a fare? Da pochi minuti è finito l’ atteso spettacolo di Roberto Benigni con il V Canto dell’ Inferno, quello su Paolo e Francesca. Da brividi. Non ci sono parole. Divertimento, leggerezza, cultura, riflessione; in una sola parola: emozioni. Roberto è riuscito a trasmetterci con una interpretazione e un trasporto unico, inimitabile, la poesia che è racchiusa nel testo dantesco. Un miscuglio di sentimenti. La bellezza della vita. Il mistero della vita. La vita come scoperta di se stessi. E l’ amore. Cosa saremmo se non ci fosse l’ amore? La Divina Commedia avrà pure qualche secolo sulle spalle ma i suoi (incantevoli)versi sono sempre attuali e lo saranno per sempre. La metafora della vita vista come un viaggio per raggiungere la propria anima passando tra sofferenze di ogni tipo, perché purtroppo ci sono anche quelle. Ognuno di noi è ciò che sceglie di essere. Il libero arbitrio come direbbe Sant’ Agostino. Questo è uno degli insegnamenti, una delle lezioni che si possono trarre dallo scritto di Alighieri. La divulgazione che sta facendo Benigni leggendo e raccontando la Divina Commedia non è solo un fatto culturale. E’ una cultura che si fa riflessione, che certo non risolverà i mille problemi di un’ esistenza, ma che forse ci farà comprendere meglio ed abbracciare in modo più sereno e consapevole la vita che è una ed unica, anche se qualcuno non sarà d’ accordo. E’ questo il messaggio che ho colto da uno spettacolo coinvolgente. Quindi non solo divertimento. Ho apprezzato. Bravo Roberto! Vogliamo il bis! Aspettiamo le prossime 13 puntate in seconda serata. Mister NO, mettendoti nei panni dello spettatore/telespettatore, un commento sullo spettacolo. Cosa ne pensi? Cosa ci può trasmettere? Ciao. jerry.meguire@katamail.com ” Rispondo: ho assistito sei volte alla performance grandiosa di Benigni, cinque volte nella sua tournee fortunata e poi ieri sera in tivu, per il quinto canto dell’Inferno. E ogni volta rido e piango: rido nello show che anticipa la lettura di Dante e immancabilmente piango quando Roberto racconta, descrive e legge i versi di Dante sull’amore più famoso d’ogni tempo, tra Paolo e Francesca. “…la bocca mi baciò tutto tremante…” Chi ha amato, e tutti abbiamo amato e siamo stati amati, non può non commuoversi: c’è Benigni sulla scena, ma la sua grandezza è, divulgando, di portarci con lui, identificarci con lui, con le sue emozioni e la sua passione. Chi mi segue, sa che da tempo Benigni è il mio Nobel personale. Ho scritto, suscitando qualche replica polemica e molto consenso, che Benigni merita il grande premio svedese. E non avrò pace fino a quando non lo conquisterà, il Premio Nobel: nella letteratura, per la formidabile operazione culturale che sta facendo, avvicinando mezzo mondo alla comprensione di Dante e all’ammirazione per il più grande poeta d’ogni epoca; o per la pace - per il suo costante messaggio di amore e per la sua straordinaria, laica, capacità di sdrammatizzare, ironizzare sulle miserie e sul non senso di ogni fazione e di ogni eccesso, la vocazione bonaria a capire il male, le asprezze e il dolore del mondo. Cosa dire di più? Vi consiglio di leggere Curzio Maltese, su “La Repubblica” di oggi: una recensione da condividere, parola per parola.

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    November 30th, 2007SilviaPittDante, Divina Commedia, Riconoscimenti, Roberto Benigni

     

    ROMA - Ascoltando la sua narrazione della Divina Commedia, non si capisce ancora come mai non abbia ancora ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Davvero la sua lettura dell’opera di Dante Alighieri è virtuosa, stupefacente. Di più non sapremmo dire. Ieri sera in tv è riapparso come al solito in forma. E’ riuscito a mescolare motivi danteschi con quelli contemporanei, argometi come il sesso e la politica, con i girono dell’Inferno dantesco. Non è il solito Roberto Benigni, è ancora meglio. E poi la lode al paese della bellezza, il nostro, dell’impero romano, del Rinascimento, della pittura, della musica, della filosofia, del sonetto senza cui non ci sarebbe Shakespeare, dell’Italia “unico luogo al mondo in cui e’ nata prima la cultura e poi la nazione”, le memorie di quando era giovane barista alla Casa del Popolo del natale Vergaio e infine Dante, il V Canto dell’inferno, quello dell’amore tenero e carnale. L’evento Benigni, l’atteso show in diretta su Raiuno dagli studi di Papigno (Terni), in una scenografia essenziale tutta di legno chiaro, davanti ad una platea teatrale, non ha tradito le aspettative. Ha iniziato parlando di poitica, come soltanto lui sa fare, goliardico, ma puntuale. Non ha rispariamiato nessuno, nè della maggioranza, nè dell’opposizione. Insomma uno spettacolo che rimarrà anche questa volta nella storia della tv italiana. E peccato che non venga replicato. (PRIMA)

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