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Benigni a Londra: «Dio salvi la Regina… da Berlusconi»

di Gianluca Zucchelli – L’Unità – 7 aprile 2009

«Dio salvi la Regina… da Berlusconi. Adesso cambieranno l’inno…» Straripa la comicità di Roberto Benigni davanti al Royal Drury Lane di Covent Garden. Il teatro londinese è gremito di Italians – soprattutto – ma anche di britannici italiofili. Per il premio Oscar de La vita è bella un’accoglienza calorosissima, e il Diavolaccio si sente subito a casa: «Se Berlusconi è il primo ministro io posso fare uno show in inglese».

UN INGLESE MACCHERONICO
Gioca con la lingua, un inglese maccheronico col quale strizza l’occhiolino al pubblico. Dopo dieci minuti di filato in English spara: «Vi avverto che sto parlando in inglese e che andrò avanti finché non mi inceppo, quando mi inceppo ricorrerò all’italiano. Dante inventò una lingua sublime, io stasera invento il mio… revolting English».
Benigni rispolvera così i fasti del film Down by law dove con una mimica intensa ed esilarante recitò per Jarmush, in un film americano in bianco e nero, la parte di un italiano che capisce pochissimo inglese e ne parla ancora meno.
«Pensavo di essere il primo italiano a fare uno show a Londra» risate, applausi. «Ma Mr Berlusconi mi ha preceduto. Meraviglioso show a Buckingham palace. Siamo orgogliosi di presentare Mr Berlusconi in: “Obama, Obama!”. Un po’ incazzated la regina l’ho vista: “Ma cosa fa, perché urla?”. È un collega dello spettacolo… Ora cambiano l’inno, God save the queen from Berlusconi. Immagina: “Ah Elisabetta!”. Lui era così di buon umore, come un boy scout in gita. Affascinato dalla regina Elisabetta come me con Raffaella Carrà, poteva perfino prenderla in collo o toccarle il sedere. “Obama!” e ci pensi se fa come me con Pippo Baudo, gli strizza le palle… è un genio. Devo dire o è un genio o siamo perduti».
Una stoccata la dedica anche al revival di Tangentopoli. «Ero in albergo a Londra e mi portano i giornali italiani, vedo i titoli su Mario Chiesa. Scusate, sono i giornali di vent’anni fa, voglio quelli di oggi. Oggi? Mario Chiesa? Ancora? Cinque anni in prigione e poi dove lo mettono? Come se un pedofilo sta cinque anni in prigione e poi lo fanno direttore di una scuola materna».

LA SINISTRA ITALIANA
Roberto non risparmia neanche la Sinistra: «Se non ci fosse mancherebbe il materiale per lo spettacolo… la sinistra è andata al governo e non ho fatto in tempo a scrivere le gag su Prodi che il governo è caduto… hanno fatto una legge e il giorno dopo gli stessi ministri sono scesi in piazza contro la stessa legge; è inutile, sono abituati talmente a stare all’opposizione che la fanno anche quando sono al governo…».
Regina Elisabetta
Poi si schiarisce la voce: «Lo prometto solennemente: non parlerò più di Berlusconi». Il pubblico fa coro: «No, no». Benigni risponde: «In Italy, qui sono all’estero». Applausi. «Parlo in inglese così posso sempre dire: sono stato frainteso, c’è stato un fraintendimento, quel che ho detto non è quello che i giornali hanno scritto… lost in translation». Chiaro il riferimento, ancora una volta, al Cavaliere. E il ritornello cerca la complicità del pubblico: «Stasera parlo di Dante in inglese a Londra,come essere MrBean che parla di Milton in Italia in italiano. Se divago, mi accorgo che vado fuori tema, basta dire…»
Benigni cambia tono, esclama con un guizzo della voce: «Berlusconi! E torno a tema…». Risate, applausi. «Siamo tutti unici, vi bacio tutti, perché come dice Dio… sto volando troppo alto… Berlusconi…». Risate, applausi. E alla fine, dopo due ore filate di Dante, cultura e politica, è standing ovation.

Satira, Dante e poesia. Benigni conquista anche gli Inglesi

Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese, nel tempio teatrale del West End di Londra, e la platea dell’antico Theatre Royal – anche se in larga parte composta da italiani – gli regala una serata trionfale

(Il Corriere Fiorentino) – Satira, poesia, amore, e l’emozionante lettura della Divina Commedia: Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese, nel tempio teatrale del West End di Londra, e la platea dell’antico Theatre Royal – anche se in larga parte composta da italiani – gli regala una serata trionfale. L’attore e regista toscano ha stregato gli spettatori con il suo racconto e la spiegazione del V canto dell’Inferno della Divina commedia, tutto nel suo inglese personalissimo e a tratti strampalato, ma ricco di vocaboli aulici, capace di veicolare con forza poesia, energia e l’entusiasmo commosso per la lettura conclusiva del Sommo Poeta.

TUTTOBENIGNI – Ha fatto sorridere, riflettere e a tratti anche commuovere Roberto Benigni, in azione domenica 5 aprile sul palcoscenico inglese più antico, il Drury Lane Royal Theatre, nel cuore del West End, il quartiere storico dei teatri. L’occasione era l’unica tappa inglese del tour “TuttoDante”, con la lettura del canto V dell’Inferno, ormai cavallo di battaglia dell’attore toscano, che lo recitò anche nell’appuntamento in prima serata dedicatogli giovedì 29 novembre 2007 da Raiuno, quando fece registrare 10 milioni di telespettatori con un equilibrato mix tra una prima parte di satira politica e una seconda destinata all’approccio vero e proprio con la “Commedia” di Dante . E anche domenica sera a Londra, Benigni ha riproposto questa collaudata struttura, riscuotendo, ora come allora, il plauso di pubblico e critica, pressoché unanime da entrambe le parti.

SATIRA E POESIA, ANCHE A LONDRA – «Sto parlando in inglese, nel caso non ve ne siate accorti», ha scherzato tra gli applausi Roberto Benigni.
Il comico nativo di Manciano La Misericordia ha iniziato il suo show con un monologo sull’attualità politica, non lesinando le consuete frecciate al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definito “il primo italiano a Londra a fare un one-man-show”, in riferimento alla gag del premier con il presidente Usa Barack Obama durante il G20 tenutosi nella capitale britannica la settimana scorsa.
L’intervento benignano, caratterizzato dall’abituale ginnastica verbale ed esuberanza gestuale (tra scatti, movenze e uso di variopinti vocaboli della lingua d’Albione come “discombololated” e “frabbergasted”, rispettivamente “astruso” e “attonito”), è stato per gran parte dello spettacolo recitato in lingua inglese, scelta che ha evidenziato lo sforzo e la volontà del performer aretino di farsi comprendere da quanta più gente possibile accorsa a teatro. Sulla scelta dell’idioma della Regina, lo stesso Benigni ha fatto anche una battuta autoironica, paragonandosi, per quanto riguarda l’aspetto linguistico della sua performance, a “Mr. Bean che parli di John Milton in italiano”.
Nell’augusto Theatre Royal di Drury Lane, il più antico di Londra, in funzione ininterrottamente dal ’600, Benigni ha iniziato la serata, come di consueto, con la parte satirica: obiettivo preferito, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e, in particolare, la sua ormai celebre scenetta con la regina Elisabetta durante la foto al G20. «Poteva fare come feci io con Raffaella Carrà», ha detto Benigni tra le risate generali. «E con Obama poteva fare come feci con Pippo Baudo, toccandolo là». Ma se l’è presa anche con i governi del centro sinistra: «Non facevo in tempo a scrivere le battute, che loro erano già caduti». Quindi ha volato alto, in termini poetici, sull’arte, l’amore, la vita, Dio, il corpo e l’anima.

L’ELOGIO DI DANTE – Poi l’elogio del genio innovatore di Dante, il racconto con Semiramide, Didone, Paolo e Francesca del sublime V canto, poi l’intensa lettura (in italiano, «perchè Dante non si può tradurre»). In platea si ride molto con le battute satiriche, ma la spiegazione straordinariamente appassionata di Dante e del suo mondo, delle invenzioni della Firenze di quegli anni, di come il poeta faccia provare delle emozioni perchè crea le parole per definirle, magnetizza i presenti. Il palco è nudo, con alle spalle solo un telo bianco, che diventa rosso per l’emozionante lettura che inizia con «Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo, che men loco cinghia, e tanto più dolor, che punge a guaio»: Benigni sudato cambia la maschera e recita come in una tragedia, qual è il V canto. L’energia e la sincera passione profuse ed emananti dalle parole del comico toscano hanno conquistato la platea londinese, religiosamente in silenzio durante i passi più toccanti del canto V, come la descrizione degli effetti dell’amore sui due amanti e la reazione di Dante, quel “e caddi come corpo morto cadde” magistralmente pronunciato con “dizione quasi operistica” (così l’ha definita Bruce Dessau dell’ “Evening Standard”) di Benigni. Questi, come è nel suo stile, si è poi dimostrato capace di inframmezzare, a momenti carichi d’emozione, battute taglienti che sottolineano i legami esistenti tra storia passata e presente, come l’invenzione del purgatorio da parte di un papa, Martino V, interessato a “fare più soldi” avendo a disposizione maggiori masse di fedeli per le indulgenze.
Alla conclusione del canto l’applauso è unanime, una standing ovation che testimonia perfettamente l’atmosfera della serata, dove commozione e ironia sono andate perfettamente a braccetto così come lingua italiana e inglese. Questo il miracolo della vera Poesia.
Forse ci doveva essere un display con la traduzione, ma per un problema tecnico non c’è. Poco male: Dante parla a tutti, anche a chi non sa l’italiano. E alla fine, è standing ovation, tra entusiasmo e vera commozione.

Grande successo per il debutto londinese di TuttoDante di Roberto Benigni

di Nicol Degli Innocenti
ILSOLE24ORE.COM > Cultura e Tempo libero

LONDRA – Trionfale debutto londinese per Roberto Benigni, che ieri sera ha presentato all’antico Royal Theatre Drury Lane il suo spettacolo “TuttoDante”, per la prima volta in inglese, ricevendo un’ovazione in piedi. Che fossero presenti quasi tutti gli italiani residenti a Londra era scontato. Sorprendente invece il grande numero di inglesi presenti, a dimostrazione di quanto anche nella perfida Albione sia diffuso l’amore per Dante. Molti naturalmente erano venuti a vedere lui, Benigni, ancora ricordato per il film La Vita è bella e per l’esuberanza con la quale accettò il premio Oscar come attore protagonista, esattamente dieci anni fa.

L’artista toscano non ha deluso, partendo dalla satira per poi passare ai versi sublimi di Dante. “Ero felice di diventare il primo italiano della storia a fare un one-man show a Londra, – ha esordito Benigni. – Però Berlusconi mi ha preceduto con il suo show a Buckingham Palace e le sue urla di Obama, Obama.” Il quasi-incidente diplomatico in occasione del ricevimento dei leader del G20 e’ stato poi minimizzato, ma, ha aggiunto Benigni, gli inglesi stanno modificando l’inno nazionale, cambiando il celebre “God Save the Queen” in “Dio salvi la Regina da Berlusconi”.

Alla satira, come sempre, Benigni abbina altrettanta auto-ironia. “Essere qui, a parlare di Dante in inglese a Londra, e’ un po’ come avere Mr Bean che parla di Milton in italiano a Roma,” ha detto, chiedendo al pubblico di correggere i suoi errori o consigliargli la parola giusta “quando mi blocco”. In realtà blocchi non ce ne sono stati e Benigni ha dominato da mattatore il palcoscenico vuoto, trascinando il pubblico con la sua incontenibile passione per Dante ma più in generale per la poesia. Per sottolineare la modernità e contemporaneità di Dante, ha ricordato che la Firenze di allora era come la City di Londra di oggi, afflitta dalla crisi, città di ingordi e avidi degni dell’Inferno, dove la rabbia di molti vorrebbe ora spedire i finanzieri d’assalto e i banchieri dai ricchi bonus. La parola finanza e’ stata coniata dai fiorentini, come ‘fiorino’, ‘banca’ e l’attualissimo termine ‘bancarotta’.

Questo e’ solo uno show, minimizza Benigni, che dice di voler lasciare il vero insegnamento ai professori. Però spiegando e illustrando la storia, i temi e i contenuti della Divina Commedia, con una lunga serie di digressioni, divagazioni e non sequitur, l’attore rivela l’ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura con una carrellata di nomi e riferimenti da Tommaso d’Aquino a Montesquieu, da Giotto a Cranach, da Seneca a Giulio Romano, da Shakespeare a Coleridge, da Flaubert a Jimi Hendrix.

La Divina Commedia, ha detto Benigni, è “il gusto della felicità”, i suoi versi “come talismani da conservare come un tesoro per tutta la vita“. Spiegare Dante è sempre riduttivo, come “accendere una candela per far vedere il sole”, ma diffondere i suoi versi è importante. L’impressione è che Benigni non avrà pace fino a quando avrà completato la sua missione di rendere accessibile Dante e portato il suo messaggio in tutto il mondo. Dopo il grande successo in Italia, dove oltre un milione di spettatori lo hanno visto, e dopo gli spettacoli in Europa il tour di TuttoDante proseguirà negli Stati Uniti e in Canada e si concluderà a Buenos Aires. “La poesia e’ nella penna di chi scrive ma anche nell’orecchio di chi ascolta,” dice Benigni e parla direttamente all’anima della gente, “quella parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba.”

Esegesi conclusa, istrionismo messo da parte, arriva il momento più solenne: la recitazione, a memoria, del Quinto Canto dell’Inferno. Nel grande teatro londinese sembra che tutti trattengano il respiro. Il silenzio e’ assoluto. Quando Benigni conclude, con la voce rotta dall’emozione, “e caddi come corpo morto cade”, scoppia l’applauso. Tutti in piedi, gli spettatori inglesi che si sentono ora un po’ più vicini all’Italia e gli italiani, ancora più orgogliosi di essere tali.

Roberto Benigni at Theatre Royal – A review by The Telegraph

Italian national hero, Benigni, delivers one-man show Tutto Dante – a comical yet serious enterprise.

By Cassandra Jardine (The Telegraph)

The atmosphere at Roberto Benigni’s one-man show Tutto Dante (“Everything about Dante”) was more akin to a football match than a night at the theatre. With tutti gli Italiani in the UK, it seemed, assembled at the Theatre Royal, there were whoops and stamping feet before the man himself even bounced on stage, accompanied by circus music and whirling lights.

Benigni has long been a national hero in Italy. Climbing over the seats to collect his Oscar for the 1997 tragicomedy La Vita è bella (Life Is Beautiful) was only the most conspicuous of his acts of iconoclasm. Since the 1970s he has been adored as a satirist of Italy’s politicians. But, over the past three years, he has added to his hero status through his touring show dedicated to Italy’s medieval literary giant, Dante Alighieri, author of The Divine Comedy.

But before Benigni got down to the serious business of the evening, he acted as his own warm-up artist. His jokes about Italy’s prime minister Silvio Berlusconi raised easy laughs, but were none the less funny for that – not least because he delivered them in English. The advance publicity had said that the show would be in Italian, with no surtitles (because he improvises), so the shift was greeted with relief from the minority of the Brits – and sighs of disappointment from the Italians. “It will be like Mr Bean in Rome talking about Milton,” said Benigni. But despite his comic delivery, this was a serious enterprise, a homage to a great era of 13th- and 14th-century Italian culture.

In the years immediately before Dante (1265-1321) was writing, he explained, the Florentines (of whom Benigni is one) gave us our banking system (ho, ho), the piano and violin, the artistic breakthroughs of Giotto and the lettered notes in which our music is written. To him, however, The Divine Comedy is the period’s crowning achievement, the first poem in which the author uses “I” and reflects contemporary life.

Having never got much further than the famous first line: “Nel mezzo del camin di nostra vita,” my Italian became increasingly stretched as he explained various nuances of his chosen section, the Fifth Canto of the Inferno which deals with lechery.

By the time he reached the final section – a recitation of the poem itself – I was out of my depth. It didn’t matter. He recited the words so animatedly, but with such reverence for the 11-syllable lines, that it was like listening to great music. Millions of Italians have so far risen to their feet to cheer at the end of this show; this evening was no exception.

Stasera Roberto Benigni sarà in scena a Londra con TuttoDante

Dopo aver fatto registrare il tutto esaurito in stadi e teatri di tutta Italia per qualche stagione consecutiva il celebre one man show di Roberto Benigni TuttoDante, incentrato sulla Divina Commedia, arriva anche Londra.

L’emozionante declamazione dei versi del Sommo Poeta, ritmatamente inframezzati dagli interventi comici di Roberto Benigni, andranno in scena nello storico Theatre Royal Drury Lane dove il comico toscano rinnova il suo viaggio tra presente e passato, passando per le famose terzine di Dante Alighieri, senza far mancare la sua ironia graffiante sulla politica e la società di oggi.

Roberto Benigni è molto amato dal pubblico italiano ma anche estero dopo aver incantato le platee di mezzo mondo con La Vita è Bella, il film del 1997 che lo consacrò come astro della cinematografia internazionale facendogli vincere anche un premio Oscar. Dopo Londra il tour mondiale di TuttoDante con Roberto Benigni toccherà altre importanti città come Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte, Baden Baden, Duisburg, Stoccarda, New York, Buenos Aires, Boston e Chicago.

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Andrea – April 6th, 2009 at 00:41 – ha scritto:
Una serata fantastica!
2 ore e non si è mai fermato!!!!
Un vero genio!
Non pensavo sarebbe riuscito a portare avanti quasi tutta l’intera serata parlando in Inglese!!!
Bravo Roberto!

Un altro commento da YouTube:
Fantastico lo spettacolo…è un grande. Grazie Roberto…dopo tanto tempo a Londra forse per la prima volta mi sono sentito fiero di essere italiano.

BBC Radio 4: The ‘Inheritance Tracks’ of Roberto Benigni

“Winning my Oscar was an ‘Azzurro’ moment. I was full of joy like a watermelon!”

This morning, on BBC Radio 4, the journalist Fi Glover interviewed Roberto Benigni – who is in London for his one-man show TuttoDante currently on World Tour – about his “Inheritance Tracks“: he referred to “Casta Diva” (Vincenzo Bellini) sang by Maria Callas, and “Azzurro” by Paolo Conte and Adriano Celentano.

Click here to listen to this nice interview:

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Tomorrow TuttoDante will be perfomed in Theatre Drury Lane, London

ROBERTO BENIGNI “TUTTODANTE” – WORLD TOUR 2009

at the ROYAL DRURY THEATRE, LONDON – 5th APRIL 2009

This show will be in Italian and English

A POETIC JOURNEY BASED ON ONE OF THE WORLD MOST FAMOUS WORKS OF LITERATURE: “THE DIVINE COMEDY”

On Sunday the 5th of April all the people in the UK will have the chance to see Roberto Benigni, one of the most loved and internationally renowned Italian star, performing live on stage his acclaimed rendition of the fifth canto of the Dante’s Divine Comedy.

Benigni’s one man show combines current events, personal recollections narrated with a great deal of irony, and a poetic and passionate journey through the world of the Divine Comedy.
The show debuted in June 2006 in the Roman theatre on Patras in Greece, where Benigni read and explained Canto XXVI of the Inferno, devoted to Odysseus, before an enraptured audience. In July of 2006 he performed for 13 nights in the Piazza Santa Croce in Florence, next to Dante’s statue. Reciting a different canto every night, he drew over 4000 people to each performance.
After his success in Florence, Benigni took TuttoDante on a tour across Italy, staging a total of 130 shows in numerous piazzas, arenas, and stadiums and attracting an estimated audience of one million spectators. Commenting on the affection, appreciation, and enthusiasm demonstrated by his audiences Benigni said: “It’s been an incredible work; I’ll treasure this experience as one of the sweetest, most popular, and emotional memories of my life.” Variety called TuttoDante “a little miracle.” Roberto Benigni’s unprecedented effort to disseminate Dante’s poetry earned him a nomination for a Nobel Prize in literature in 2007.

TuttoDante is a unique event, a fascinating voyage that spans from current events to the Divine Comedy, from moments of pure comedy to moments of breathtaking poetry.

Show time: 08.30 pm doors: 07.00 pm

Advanced tickets : www.seetickets.com

*”The Divine Comedy“, written by Dante Alighieri between 1308 and his death in 1321, is widely considered the central epic poem of Italian literature, and is seen as one of the greatest works of world literature. The poem’s imaginative and allegorical vision of the Christian afterlife is a culmination of the medieval world-view as it had developed in the Western Church. It helped establish the Tuscan dialect in which it is written as the Italian standard.

“Questa crisi è un Inferno ma l’Italia sta per rinascere” – Intervista a Roberto Benigni

Benigni sbarca a Londra nel teatro di Lloyd Webber con il tour mondiale di “Tutto Dante”
“Voglio portare il mio abbraccio agli italiani all’estero. Ma il mio messaggio è universale”

Roberto Benigni sceglie Italians of London per presentare in esclusiva la tappa londinese del tour mondiale “Tutto Dante”, spettacolo in cui l’attore e regista interpreta la Divina Commedia – canto quinto dell’Inferno, accompagnato da uno sguardo satirico sull’attualità. Una performance nei teatri internazionali più prestigiosi, prima di dedicarsi di nuovo al cinema per le riprese del film che lo vedrà impegnato a partire dal prossimo Luglio.

di Alessandra Bonomolo, Italians of LondonLondra, Venerdi’ 20 Marzo

Sguardo vivace e un saluto caloroso. Roberto Benigni ci tiene a conoscere chi gli sta davanti. Fissarne il nome, scoprirne qualche dettaglio.
È così che ci accoglie l’acclamato regista-attore premio Oscar quando andiamo ad incontrarlo. Un solo accenno al suo spettacolo ed è subito un fiume in piena di parole tanto semplici che riescono ad incantare.

“Le persone del pubblico alla fine si commuovono. Non perché sia Dante a commuovere, ma perché si va toccare, dentro di noi, una parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba.” E prosegue. “L’anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando tu mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima gli viene data tutta spazzatura, continuamente.”

Un one-man show intimo e corale. È nata così l’idea di portare Dante in giro per le piazze del mondo, nella voce e nei gesti di Benigni. Con l’obiettivo di offrire “una cosa fresca, un frutto dal profumo straordinario.”
Il calore del pubblico è immediato, ovunque. “Riesci a sentire che la gente te ne è grata, come se ti dicesse – Ecco, finalmente tu hai accarezzato quella parte là.”

Siamo a Londra; Benigni ha appena scompigliato la compassata Sarah Montague nel Today Programme di BBC Radio 4. È una tiepida giornata primaverile, senza sconti al flusso di notizie che alimenta apprensione per la crisi economica.
“Londra è la Firenze all’epoca di Dante. La vera city del mondo, dove albergavano avidità, lussuria, superbia. La parola finanza è stata coniata dai fiorentini proprio a quel tempo, insieme al fiorino. Pensa, il Financial Times ha le sue origini in Italia! Anche la parola banca deriva dal toscano, quando i finanzieri prestavano denaro al Re d’Inghilterra, per poi spesso pentirsi in letto di morte per gli interessi da usura praticati. Ecco, a parte questo… è rimasto tutto uguale.”

Quindi la Divina Commedia sarebbe ancora attuale, oggi, in una metropoli come Londra.
“E certo!” Benigni sbotta. “Dante ha parlato proprio di questo: più moderno di così si muore!” Quindi spiega. “Le tre fiere di cui si parla nella Divina Commedia – la lonza, il leone, la lupa- non sono altro che gli idoli moderni: sesso, successo e soldi, le solite belve di sempre.” Si tratta, aggiunge, di simboli dalla portata universale, che incidono non soltanto sulla libertà individuale, bensì collettiva. Poi il discorso perde i toni allegorici e si fa concreto. “Questa che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi orribile, che è nata dal male e dalla stupidità. Speriamo che questo Inferno ci sia di monito.” Passaggio necessario, forse. Benigni cita il sommo poeta – “che io perdei la speranza dell’altezza”- quando parla delle conseguenze economiche e morali dei nostri comportamenti.
Il comico toscano, dunque, fa rivivere Dante ai tempi del credit crunch, mentre invita con la sua proverbiale esuberanza “a riscoprire quel che vi è di divino dentro ognuno di noi. Per non ritrovarsi, alla fine, proprio come se non si avesse vissuto.”
L’immagine che la nostra memoria mette a fuoco è quella delle anime disfatte che percorrono il London Bridge, così come Eliot le ha ritratte nella sua Terra desolata.
Oggi il grillo parlante sembra abbia preso a prestito il volto di Pinocchio.

Italians of London è la più grande Associazione di italiani di nuova emigrazione in Inghilterra. Giovani, in larga parte, che hanno lasciato il proprio paese per scelta o spesso per necessità, delusi dallo sconfortante contesto sociale che li costringe ad essere dei “cervelli in fuga”.
Come vede la situazione italiana attuale, specie con riferimento alle nuove generazioni?

Il tono si fa cupo. “Conosco bene la situazione dei giovani in Italia, perché io vengo da là.” Poi la serietà dell’argomento cede subito il passo all’irrefrenabile ironia. “Io non fuggo perché non sono un cervello, giusto per quello…”
Buffo, per un candidato al premio Nobel. Se non fosse per quella risata tanto aperta e sincera che quasi vien voglia di crederci.
“Pensa se ci fosse stata questa fuga dei cervelli nel Rinascimento e avessero lasciato andare all’estero persone come Michelangelo, Leonardo, Galileo, Dante. Il solo pensiero fa impressione. Cosa sarebbe accaduto? Tutte le arti e tutti i poteri moderni sono imitazioni delle arti e dei poteri italiani, del nostro Rinascimento. Qualsiasi impero è un’imitazione del nostro, almeno in Occidente. Che lo si voglia dire o meno, è così.” Poi Benigni si ricorda che, tutto sommato, siamo nella terra di Shakespeare. “Non per essere nazionalista – voglio troppo bene all’Italia per esserlo – ma quella voglia, quel desiderio…. di dire beh, son contento di esser nato lì ce l’ho tanto forte, ecco, forte forte.”
Roberto Benigni non riuscirebbe mai a risultare melenso o scontato. Quando parla dell’Italia arde di passione e si commuove come un bambino. Il tutto mentre pronuncia un’unica frase. Non gli servono telecamere né riflettori per essere ciò che è. Indossa il solito pullover a V con cui lo si vede sempre in foto e una sciarpa come unico vezzo d’artista.
“Il tour è nato per portare gli spettacoli agli italiani all’estero. Vengo per loro.” E riesce persino a non cadere negli stereotipi dicendolo. “C’è dell’allegria in fondo ai loro occhi. Un desiderio vispo, affatto languido, che gli fa dire – Io tornerò – proprio come nelle canzonette.” La sinergia con il pubblico, durante gli spettacoli, è “un abbraccio amorosissimo”, nella lingua benignana. Un “senso di bellezza” che pervade i teatri, quasi l’alchimia sprigionasse una “sensualità erotica”. Come è già accaduto a Parigi, a Bruxelles, in Grecia, in Svizzera. Ma non solo con i connazionali. “Lo spettacolo poi si espande, perché quel che Dante dice è talmente universale che nella mente di ognuno risuona qualcosa di immenso. E per di più mostra la grandezza del nostro Paese.”
Il pensiero torna di nuovo all’Italia di oggi. “Ora è proprio tutta coperta, ma queste ceneri nascondono un fuoco possente.”

Cosa intende dire?
“Sta per succedere qualcosa. Sì. Accadrà un piccolo Rinascimento.”
Un messaggio che suona come una profezia, tanto è accorato. “Bisogna aspettare la fine, no? Come è sempre accaduto. Da noi non è morto nulla, è tutto vivo. Io sto in Italia, lo sento. Non sto in un posto dove ci sono i cadaveri.”

Il 5 aprile Tutto Dante sbarca a Londra, prima di fare rotta verso l’America. Il tour si è rivelato un successo senza precedenti, che ha superato ogni aspettativa per uno show di poesia unita a satira che ha riempito gli stadi della penisola e fatto il tutto esaurito a Parigi e nelle principali tappe europee. Benigni porterà in scena il V Canto dell’Inferno, il canto più amato della Commedia – quello della lussuria – che celebra l’amore di Paolo e Francesca. Il palcoscenico è quello del Royal Drury Lane, il più antico e affascinante teatro di Londra, di proprietà del celebre compositore Andrew Lloyd Webber, nel cuore del West End.

Un’operazione di divulgazione letteraria?
“No, assolutamente. Gli studenti hanno i professori; “Tutto Dante” è invece uno show, nel vero senso della parola. Perché Dante è spettacolare e perché spero di fare spettacolo io.” E continua. “Non è nemmeno un fatto politico. Il messaggio è racchiuso nell’abbraccio che rivolgo principalmente agli italiani che vivono all’estero.”

Anticipazioni?
“Beh, vengo in Inghilterra… dovremo parlare un po’ di quello che accade qua, iniziando da Gordon Brown. Poi Obama e… Berlusconi. Parlerò delle notizie del giorno prima.”

Tutto Dante è uno show dove i versi di Dante si mescolano all’attualità in maniera del tutto inedita, in un viaggio sorprendente fra satira e poesia, alta letteratura e politica -sbeffeggiata alla maniera di Benigni. Il tutto proposto con la leggerezza di chi è capace di far ammutolire e ridere intere platee, quasi a creare un sortilegio. Benigni promette agli spettatori di Londra divertimento e riflessione insieme.
“Perché è come Dante e la Divina Commedia. C’ è l’Inferno e il Paradiso. Un momento per divertirsi e uno per commuoversi. Se non ci si diverte, non ci si può commuovere.” In fondo questa è la sua lezione.

Alessandra Bonomolo

Copyright Italians of London 2009

Questa intervista e’ stata pubblicata da Repubblica nell’edizione di Sabato 21 Marzo.

La fotografia di Benigni con Alessandra Bonomolo e’ courtesy of Giuseppe Mascia

Tutto Dante: Roberto Benigni puts on one Hell of a show

The Italian comic is taking Dante on a world tour with his TuttoDante and London’s his next stop.

By Alastair Smart, 31 March 2009 – Telegraph.co.uk

He shot to movie stardom in 1998 with his concentration-camp comedy Life is Beautiful, and Italian funnyman Roberto Benigni is now attempting the improbable once again: a one-man, stage rendition of The Divine Comedy, Dante’s cosmos-bestriding, medieval epic of sin, salvation and the everlasting. The clown prince of Italy, famous for stripteasing on television and writing songs such as Hymn to Loosened Bowels, has spent the past three years reciting Dante’s theological terza rimas in arenas across Italy. And now there’s a world tour.

‘At heart, The Divine Comedy is popular entertainment not an academic text,’ says Benigni. ‘Besides the God, Virgin Mary and Thomas Aquinas stuff, there’s Laurel-and-Hardy farce in there, too. It’s not called a “comedy” for nothing.’ Because of the august, bowdlerised translations of Victorian times, Dante has come down to English-speakers today as a rather fustian, Christian moraliser but, in certain scenes in hell, he gets pretty ribald. One can only imagine what fun the goofy-grinned, gangly-bodied Benigni will have with Canto XXI, in which 10 devils try poking Dante up the ‘groppone’ with their pitchforks, and their leader – the aptly named Stinky Tail – breaks wind ‘like a trumpet’ to call them to attention.

‘Dante’s not just funny, though; he’s contemporary, too’, insists Benigni, trying to explain the huge popularity of his TuttoDante shows, which have been watched by one million Italians. By the early 14th century, Dante’s home city of Florence had become the international capital of trade and banking, and the poet lamented how many of his corrupted peers – especially popes – valued riches over religion. ‘He places the gluttonous and greedy in hell … [to wallow] in excrement like pigs,’ says Benigni. In this, the age of the fallen banker, ‘their story couldn’t be more modern’.

In a 90-minute show, Benigni hasn’t time to recount Dante’s entire poetic journey through Hell, Purgatory and Heaven, so he picks out and performs 10 passages instead, explaining the context and present-day parallels of each beforehand. In these secular times, it’s perhaps unsurprising the Inferno passages prove most popular: ‘They’re the most human’, says Benigni, ‘the ones in which we all see our weaknesses.’ But Italian audiences also love Hell for the modern celebs Benigni suggests sending there, notably his long-standing foe Silvio Berlusconi. The Italian PM has been the butt of countless Benigni barbs down the years, and there’s no let-up in TuttoDante – in a show last year, the comedian declared that the imperious Berlusconi would have a ‘circle to himself’ in Hell, with ‘his own set of laws’.

Benigni promises to make his targets more international on TuttoDante‘s world tour, which comes to Drury Lane next Sunday, though he doesn’t know yet who they’ll be: ever the comic improviser – remember the mad clambering over seats, on his way to collect his Best Actor Oscar for Life is Beautiful? – all Benigni can confirm is that, Dante excerpts aside, he’ll deliver the show in English. But might the time also be right to readdress the hell of the Holocaust, which many felt Benigni trivialised, sentimentalised and pantomimed in Life is Beautiful? Benigni, a Catholic, played a jovial Jew who convinces his young son their death-camp travails are just an elaborate game. ‘My movie was actually a tragedy, about a father trying to save his son from horror; it had humour in it, but I wasn’t laughing at or diminishing the Holocaust,’ says Benigni. ‘The Jews are the world’s wittiest people, so if anyone can make a comedy about the Holocaust, it’s them.’

The Divine Comedy (1314-1320) is, in a sense, as old as the Italian language itself – it was Dante who broke the centuries-old tradition of writing in scholars’ Latin, to use vernacular Italian instead – but Benigni reckons he is well qualified to deliver it as freshly as ever: growing up in rural Tuscany, an hour outside Florence, he took up early the Tuscan tradition of publicly reciting poetry, especially that of the local hero Dante. ‘My grandma was better, though’ he says. ‘She could recite the entire Divine Comedy backwards.’

‘TuttoDante’, Theatre Royal Drury Lane, London WC2 (0844 412 4657) Apr 5

“Bringing Dante to the people” – Roberto Benigni interviewed on BBC Radio 4

Sabato 14 marzo su BBC Radio 4 è stata mandata in onda un’intervista a Roberto Benigni che ha parlato del suo show TuttoDante in scena a Londra domenica 6 aprile 2009.

Saturday 14 March 2009 (BBC Radio 4, London) – The Italian actor and comedian Roberto Benigni, who won an Oscar for his role in the film Life is Beautiful, is taking his one-man show TuttoDante (Everything About Dante) on tour. He explains the show, which is a satire inspired by Dante’s Divine Comedy.

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TUTTODANTE live in London:

Date: Sunday, April 05, 2009

Opening times: show time: 08.30pm – doors: 07.00pm

Venue: Drury Lane Theatre, Catherine Street, London, WC2B 5JF

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