“La grande poesia è sempre attuale” – Intervista a Roberto Benigni
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato sabato 18 aprile 2009 in Grecia.
[Eleftheros Typos] [ traduzione di ItaliaDallEstero.info ]
Roberto Benigni parla della «Divina Commedia» di Dante
«Ciao, Panagiotis*» la voce di Roberto Benigni risuona fragorosa e molto familiare.
«Sono Roberto*». E continua: «È un tale piacere per me venire in Grecia, nella Grecia che adoro, nella Grecia che considero la mia seconda patria, nella Grecia alla quale tutti dobbiamo ogni cosa poiché ogni cosa in Grecia ha avuto origine e alla Grecia ci riconduce».
Di fronte a una tale raffica di entusiasmo italico all’altro capo del telefono, impossibile non rimanere senza parole per alcuni secondi. La prima cosa che ho detto per rompere il silenzio, e mi è venuta fuori spontaneamente dopo tale dimostrazione di affetto, è stata esprimergli innanzitutto la mia solidarietà per i suoi connazionali vittime del terribile terremoto e dei suoi effetti, che hanno messo a dura prova l’Italia.
Il 5 e 6 maggio sarà ad Atene per presentare lo spettacolo della «Divina Commedia» di Dante, che da molto tempo sta portando in tournée da una parte all’altra, a partire dalla sua patria…
E grande è l’onore che provo nel venire in Grecia, alla quale dobbiamo così tanto. Per me questa è la data più importante di tutto il tour.
Che cosa l’ha portata a Dante facendole abbandonare temporaneamente la sua attività cinematografica?
Adoro Dante e la sua poesia, così come adoro in generale la poesia e i poeti perché da loro impariamo la verità o per meglio dire l’essenza delle cose. Per questo i grandi poeti non invecchiano mai, e per questo Dante rimane tuttora così popolare. Perchè la vera poesia, la grande poesia, può essere stata scritta ieri, ma rimarrà sempre attuale. Dante in Italia vive nei cuori delle persone, perché ciò che dice è eterno.
Attraverso Dante e la «Divina Commedia» fa in qualche modo una sorta di critica al nostro tempo?
Non mi sostituisco al Vate, non faccio l’insegnante né il missionario. Attraverso il suo messaggio parlo di cose moderne e senza bisogno di ricorrere agli eventi odierni.
Qual è il motivo che l’ha spinta ad affrontare questo testo, mito della letteratura italiana e mondiale?
Quello che ti dicevo anche prima. Le verità eterne. L’amore, l’affetto, l’amicizia, il sesso, sì, il sesso, il peccato di lussuria col quale siamo cresciuti, tutte queste cose sono contenute nell’opera e a modo mio le commento. L’amore, che suona come una musica sinfonica, come una enorme orchestra…
C’è anche un’orchestra nello spettacolo?
No, no, no. L’orchestra viene fuori dalla poesia delle parole e dal loro eterno contenuto.
Come ha messo in scena l’adattamento teatrale di Dante?
Come un monologo. Ho affidato tutto a un monologo e l’ho fatto secondo i miei canoni, dato che, come ti spiegavo, non sono né un mentore né un insegnante, sono un attore teatrale.
Il suo lavoro segue la tradizione popolare italiana, quella che noi conosciamo come commedia dell’arte*.
Questa è anche la mia tradizione, questa è la mia arte, ti avvicina alle persone e avvicina anche le persone tra di loro. Dante si interessava di tutte le persone, fossero esse alte o basse, il suo messaggio si ritrova anche oggi nella politica. La cosa principale di cui parlo nello spettacolo è Berlusconi, il nostro presidente del Consiglio…
Stavo appunto per chiederle un commento su questo perché so che la sua posizione politica non gli è molto favorevole.
Ora ti parlerò dello spettacolo. I commenti su di lui li sentirai durante lo spettacolo. Non dirmi che non verrai, Panagiotis. Ti aspetto.
E se non venissi? Mi dica, se vuole, quello che dice su Berlusconi nello spettacolo.
Ah, Panagiotis (ride). Rifletto su di lui e sul significato del potere. Solo che non lo faccio io ma le parole di Dante. E da Berlusconi e il potere si passa alla contemporaneità, si vedono i giorni nostri, e successivamente si va nel Medioevo.
E giungiamo all’odierno Medio Evo?
Non noi. La «Divina Commedia» di Dante. Questo è il suo valore, perché ci riguarda tutti quanti. Prendi, ad esempio, una partita di calcio…
A dire la verità, visto che l’ha citato e poiché sono un fan anche del calcio italiano, come di tutto ciò che ha a che fare con la cultura della sua patria, mi faccio coraggio e le chiedo: per quale squadra tifa?
Sono nato nei dintorni di Firenze, quindi non posso non essere della Fiorentina. Ma vivo a Roma e là tifo naturalmente la Roma. Tu di che squadra italiana sei?
Non ci crederà, ma anche io sono diviso fra due squadre. Sono della Roma perché innamorato di Roma e dell’Inter per motivi calcistici. Tra Inter e Roma, prevale la Roma.
Panagiotis, sei un uomo sentimentale! Così siete voi greci. Questo è il motivo per cui ho una tale ammirazione per il vostro paese, che io considero la mia seconda patria. Vengo in Grecia con lo stesso sentimento, con lo stesso turbamento che mi coglie quando vado a incontrare la donna dei miei sogni. Un’emozione fortissima, fratello*.
* “Ciao, Panagiotis”, “Sono, Roberto”, “commedia del arte” e “Un emozione fortissimo, fratello.” sono in italiano nel testo originale
[Articolo originale "Η μεγάλη ποίηση εκφράζει το σήμερα" di Panagiotis Timogiannaki]
















