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Due commenti su Roberto Benigni a Ginevra

Pubblichiamo un commento sullo spettacolo di TuttoDante a Ginevra di sabato 18 aprile 2009 apparso su “Italians” di Beppe Severgnini (Il Corriere della Sera):

Caro Beppe,
mia moglie ed io siamo andati a vedere Benigni all’Arena di Ginevra, dove il comico ha tenuto il suo spettacolo “Tutto Dante” (di cui Michele Donolato ci ha riferito da Londra su “Italians”). Analogamente alla performance britannica, nonostante la locandina indicasse uno spettacolo “in italiano”, il comico ha recitato parzialmente in lingua francese ed il momento di maggior sorpresa è forse stato quando dalle gradinate uno spazientito spettatore ha interrotto chiedendo “più francese” mentre Benigni, effettivamente, stava parlando solo in italiano da alcuni minuti. Ma il comico ha saputo con esperienza trasformare la provocazione in un gesto d’affetto verso il pubblico, evitando un pericoloso effetto “stadio” tra italofoni e francofoni e continuando con sapienza ed ironia nella recitazione bilingue. Promosso con lode: uno spettacolo in italiano sarebbe un ghetto per italiani all’estero, ed uno unicamente in francese perderebbe in potenza espressiva e comicità. Ma ciò che vogliamo portare in cuore di questo spettacolo non è questa cronaca spicciola, o la schietta comicità, ma la superba abilità nel divulgare nel mondo la ricchezza culturale italiana e di proporre in modo affascinante e veritiero il contributo del cristianesimo e del medioevo nell’insuperabile poema dantesco. Come ha detto giustamente Benigni, Dante è così attuale che ci sta davanti, non dietro.

Cesare Zavalloni


(Roberto Benigni all’Arena di Genève, 18 aprile 2009 – Foto di Polly Mannall)

Benigni renvoie les cuistres à leur médiocrité.
Par Antoine Duplan – L’Hebdo

C’est le bouffon qui est entré en scène. Berlusconi, la Lega, le roi d’Italie en prennent pour leur grade au gré d’improvisations étourdissantes. Le public s’esclaffe, mais, déjà, le satiriste s’efface. Roberto Benigni se rapproche du lutrin où repose un extrait de La divine comédie et se livre à une magistrale explication de texte. Il fait revivre Didon et Enée, Sémiramis de Babylone, Lancelot et Guenièvre ainsi que d’autres damnés de l’amour… Pour finir, transfiguré, il récite le Canto V de l’Enfer. Sa voix est grave, ses mains volent comme celles d’un chef d’orchestre, dessinant des nuées d’étourneaux et soulignant la structure des tercets. Le dernier vers tombe, «comme tombe un cadavre». Transporté, le public se lève. Immense ovation. Le comédien a l’élégance de ne pas ajouter un mot pour laisser résonner le verbe de Dante.

Il Dante di Benigni incanta Parigi. “Attenti, Silvio è come Napoleone”

‘L’Inferno’ alla conquista dell’Europa e più tardi traghetterà in America. L’attore e regista toscano non risparmia le battute sul premier e sulla sinistra. E alla fine standing ovation

Parigi, 7 marzo 2009 (QN)- Debutto trionfale a Parigi per Roberto Benigni e il suo ‘Tutto Dante’. L’attore e regista toscano ha inaugurato proprio dalla capitale francese il tour che porterà l’Inferno del grande poeta italiano in giro per l’Europa e quindi in America.

Il Grand Rex ha reso omaggio a Benigni con una prolungata standing ovation alla fine dello show che ha entusiasmato i circa 3.000 presenti che hanno costretto la direzione del teatro ad aggiungere posti all’ultimo minuto. Tra il pubblico anche l’attrice Carole Bouquet, l’architetto Renzo Piano, l’attrice Jane Birkin e molti italiani. La maggior parte dei presenti, però, era composta da fan francesi che ricordano ancora la sua indimenticabile esibizione sul palco del Festival di Cannes.

’’Bonsoir messieurs et dames’’, inizia ‘Robertò’, che esordisce annunciando che ‘’è la prima volta che sono in scena all’estero, così da vivo’’. Passano appena 5 minuti ed è già Berlusconi: “Credevo ridessero soltanto in Italia appena lo nomino, invece all’estero è peggio”. Si continua in crescendo: “In Sardegna ha stravinto, ma francesi state attenti, a lui interessa la Corsica, è come Napoleone”.

Il francese non è certo perfetto ed è condito con una specie di gramelot, ma tutti lo capiscono e applaudono: ‘’Vorrei scherzare anche sulla sinistra, ma appena comincio a scrivere uno spettacolo sull’opposizione, loro si sono già dimessi’’. Immancabile il riferimento alle recenti battute sulla Sorbona: ‘’Dante vi studiò, ma gli studiosi hanno dei dubbi. Io invece ho dei dubbi che ci abbia studiato Berlusconi”.

Poi spazio a Dante e alla lingua italiana, con sottotitoli francesi che scorrono sul fondo della scena ma non riescono a seguire il torrente di aneddoti, citazioni e battute di un Benigni irrefrenabile. Finisce con la lettura del V canto dell’Inferno, il protagonista è visibilmente emozionato e commosso, il pubblico applaude a scena aperta.

Dopo Parigi lo spettacolo toccherà Bruxelles, Londra, molte città della Germania e della Svizzera, poi Lubiana, per concludersi nel mese di giugno con tre date negli Stati Uniti e una chiusura a Buenos Aires.

Trionfo per la prima francese di TuttoDante

Tutto esaurito e applausi alla prima francese di “TuttoDante”
Prossime tappe: Belgio e Germania, prima del salto negli Usa

PARIGI – Benigni ha sopreso ancora. A coloro, la maggioranza, italiani, che aspettavano un tuttobenigni a ruota libera, ha invece porto un “TuttoDante”, una vera serata sulla Divina Commedia e sul suo divino autore. Poco Berlusconi, poca situazione politica italiana, molta poesia.

E alla prima, ieri sera al Gran Rex (una delle più belle sale parigine, già teatro, oggi il cinema più grande d’Europa, quasi tremila posti), davanti a un pubblico molto attento – nelle prime file un piccolo “parterre de rois” con Renzo Piano, Giuseppe Bertolucci, Jane Birkin, Carole Bouquet, la moglie Nicoletta Braschi con mamma, tra gli altri – si è scaraventato sul palco accompagnato da una musica circense, poi è uscito di scena, è rientrato, ha detto che voleva abbracciare tutti uno a uno, e ha iniziato a parlare di poesia che avvicina a Dio.

“Perché Dio? Sono andato troppo in alto. E allora scendiamo in basso: Berlusconi” ed è venuto giù il teatro. Soprattutto perché i sottotitoli (annunciati) non c’erano e il suo francese è davvero esilarante: “Quando dico Berlusconi in Italia tutti ridono. E allora mi sono detto, vado all’estero e chissà se ridono. Non sono più in Italia, ho voglia di dire quello che mi pare, tanto poi posso dire che c’è stato un malinteso, che sono stato frainteso”. Si rivolge alla Madonna: “Maria aiutami tu. Come? Neanche tu capisci il mio francese?”. Cerca di spiegare la situazione politica italiana. “In Sardegna ci sono state le elezioni e ha vinto lui. Ma in realtà è interessato alla Corsica. È convinto che lì siano le sue radici come Napoleone, che pare avesse un figlio che si chiamava Piernapoleone”. Ma nel Quinto Canto dell’Inferno Dante è nel girone dei lussuriosi. “L’amore, la lussuria. Berlusconi è stato fotografato in Sardegna con cinque donne sulle ginocchia, Viagra ortopedico”. E ancora: “Berlusconi ha vinto due volte: la prima ha detto che a sinistra erano tutti gay; la seconda ha tolto il bollo dell’auto e quello del motorino e la tassa sulla prima casa e ha vinto un’altra volta”.

I francesi ridono, come chi pensi l’abbia sparata grossa. Benigni racconta delle intercettazioni telefoniche con la celebre storia delle attricette da sistemare. E inizia una tirata piena di “gros mots” che in Italia sono espressioni correnti, qui molto meno. Ma il pubblico ride. Non parla del presidente francese e di sua moglie italiana. Se la prende piuttosto con il nostro re (che ha una nuora francese) “che un giorno è atterrato e ha chiesto una prostituta a buon mercato. Va bene la prostituta, ma ci pensate che avremmo un re che la vuole a buon mercato”.

Da questo momento in poi l’attualità finisce e inizia Dante. Benigni parla del Medioevo e del Rinascimento italiano, racconta di Firenze che al tempo di Dante era una città corrotta e perduta, cita Gerard de Nerval “che ha provato a rifare la Vita Nova”, Stendhal “che voleva essere italiano e che ha inventato la celebre sindrome”, Voltaire “che detestava Dante che ne ha parlato talmente male che lo ha reso celebre in tutta Europa”. Quando ha letto il Quinto Canto, il frastuono, il berciare, le risate, si sono mutati in silenzio. Infranto da caldissimi applausi finali. Il tour mondiale continuerà per tutto il 2009 dall’Europa agli Usa per finire in Argentina.
(di LAURA PUTTI, La Repubblica)

Roberto Benigni, le divin comédien

Laurence Haloche – 06/03/2009 (Le Figaro Magazine)

«Les femmes sont les seules créatures que tu regardes dans les yeux en pensant toujours à voir au-delà. La femme est un moulage de la forme de Dieu.»
[Crédits photo : Stefano Schirato]

Roberto Benigni fait une escale en France pour deux représentations exceptionnelles de son one-man-show «Tutto Dante».

Pas facile de retenir plus de vingt minutes le bondissant acteur et réalisateur de La vie est belle. Pour la promotion des deux représentations parisiennes de son one-man-show Tutto Dante -hier et ce soir, à 20 h 30, au Grand Rex -, Roberto Benigni compte son temps, mais ne musèle pas son énergie. L’homme est en interview comme sur scène ou à l’écran : souriant, virevoltant, volubile surtout lorsqu’il s’agit d’évoquer sa passion ancienne pour La Divine Comédie de Dante Alighieri. Depuis juin 2006, Roberto Benigni lui consacre un spectacle atypique où il offre sa vision très personnelle de L’Enfer et du chant d’Ulysse. Plus d’un million d’Italiens ont déjà applaudi ses commentaires ironiques et tendres sur le célèbre poème épique, ses digressions sur l’actualité ou sur ses propres souvenirs. Rencontre avec le Luchini italien né à Misericordia. Un signe.

Quels sont vos maîtres à penser?

Notre âme a besoin d’être nourrie. Tout ce qui évoque l’aventure de la vie, l’amour, la mort est salutaire, qu’il s’agisse des écrits de Dante ou de Shakespeare.

Pourquoi Dante?

Simplement parce que c’est le plus grand de tous : un cadeau de Dieu fait à l’humanité.

Qui mettez-vous à la droite de Dante?

Hugo, Stendhal, Nerval (ci-contre), Rabelais, Racine… La littérature française est la plus grande au monde.

Quelle place tiennent les femmes dans votre vie?

Ce n’est pas une place ! Les femmes sont la vie, elles portent la vie, non ?

Un regard féminin?

Les femmes sont les seules créatures que tu regardes dans les yeux en pensant toujours à voir au-delà. La femme est un moulage de la forme de Dieu.

Etes-vous croyant?

La vie elle-même est un miracle. Nous sommes faits de Dieu, chair et os.

Y a-t-il un paradis sur terre?

Peut-être est-ce la nostalgie des moments heureux.

Les Français n’ont pas le moral. Que dites-vous à un ami qui va mal?

«Lis de la poésie, mon ami.» Elle console, libère en nous montrant ce qui est beau : l’amour est plus rassurant encore que la foi.

Un endroit où la vie vous est douce?

En Ombrie, près de Pérouse. J’y suis particulièrement serein. Et aussi, à Rome, Florence, Paris…

D’où vous vient votre énergie?

Je suis un homme de spectacle. L’exubérance est l’une des lois de ce métier. Il se trouve que j’aime bien montrer mes sentiments publiquement, les partager avec les autres. C’est ma manière d’être généreux !

Que gardez-vous pour vous?

Ce qui, pour chacun, doit rester secret.

Un film à retenir?

La Dolce Vita, de Fellini avec Anita Ekberg (ci-contre).

Un livre de chevet?

La Divine Comédie, de Dante, est comme la Bible : on peut passer sa vie à la lire.

Qu’y a-t-il de gauche en vous?

Vous êtes le pays de la Révolution et des droits de l’homme, mais je dois le dire : je ne crois pas à l’égalité. Ça n’existe pas ! En revanche, je crois que la gauche essaye davantage de réduire les inégalités que la droite.

Qu’y a-t-il de droite en vous?

Penser qu’on a quand même besoin de la droite.

Une raison d’espérer?

Si tu es triste et que tu peux encore le dire, c’est que ça ne va pas si mal ! Les périodes difficiles font avancer l’humanité. La Renaissance est née du chaos du Moyen Age. Les crises sont aussi une opportunité pour évoluer.

Définition de l’Enfer?

L’absence de compassion pour la douleur du monde, l’indifférence, la lâcheté… Très moral, tout ça, non ?

Quel chef-d’œuvre vous tombe des mains?

Je ne suis jamais arrivé à la fin d’Ulysse, de Joyce. Un jour viendra, peut-être…

Au purgatoire, quelles fautes expierez-vous?

Nous ne sommes sur terre qu’une seule fois, une unique fois ! La pire faute serait de ne pas avoir été assez vivant.

Roberto Benigni réinvente Dante

Par Eric MANDEL – Le Journal du Dimanche
Avec son one-man show Tutto Dante, Roberto Benigni revisite La Divine Comédie, l’oeuvre monumentale du poète. Après avoir parcouru l’Europe pendant trois ans, accumulant dix millions de spectateurs, le réalisateur de La vie est belle débarque au Grand Rex, à Paris, pour deux représentations exceptionnelles, vendredi et samedi, en italien sous-titré.

Longtemps, le petit Roberto s’est endormi bercé par la prose de Dante. Sa maman, analphabète, lui récitait par coeur des passages entiers de La Divine Comédie, l’oeuvre-fleuve et magistrale du poète florentin (1265-1321). “Je me prenais pour le héros de ce drame épique, poétique et spirituel. J’étais tour à tour Dante, le bon Dieu et le Diable. Evidemment, je m’endormais un peu effrayé, mais le matin j’étais tellement heureux de me réveiller bien vivant!” s’amuse le réalisateur de La vie est belle, sa voix sonore et théâtrale résonne tel un feu d’artifice de mots et de pensées débitées sans temps mort.

Aujourd’hui, Roberto Benigni arpente le monde avec TuttoDante, un one-man-show dans lequel il revisite l’oeuvre monumentale de Dante. “Il a été le premier à écrire en italien quand la langue officielle du savoir était le latin, une langue réservée à l’aristocratie et l’Eglise. Il a popularisé la culture et, utilisé pour la première fois le ‘moi’, rappelé que l’homme était maître de son destin et élevé la femme au sommet de la création quand elle était considérée au pire comme une sorcière à brûler, au mieux comme le repos du guerrier.

Vendredi et samedi prochains au Grand Rex

L’aventure dure depuis trois ans et Benigni affiche un enthousiasme inentamé: “Je me sens un peu comme un chanteur de rock, comme Johnny Hallyday… Le public me demande de chanter tel ou tel chant populaire de La Divine Comédie, c’est très exaltant“, s’emporte Benigni avec sa faconde toute méditerranéenne. Après ses récents insuccès au cinéma (Pinocchio, Le Tigre et la neige), Benigni renoue avec ses premières amours quand il arpentait les scènes underground du théâtre “d’avant-garde“. Le spectacle, présenté d’Athènes à Rome et diffusé sur la RAI, a rencontré un vif succès avec plus de 10 millions de téléspectateurs.

Vendredi et samedi prochains, le fantasque acteur italien présentera pour la première fois son spectacle au public français, dans un cinéma, le Grand Rex. Seul en scène, le réalisateur et comédien devrait montrer, durant une heure cinquante, l’étendue de son talent de saltimbanque: interpréter des chants populaires, jouer la comédie, réciter Dante dans le texte et bien sûr improviser, son péché mignon. Le one-man-show, en italien, sera sous-titré en français. “Je vais surtout parler dans ma langue natale, notamment quand j’aborde les thèmes de Dieu, la Vierge Marie, l’enfer, le paradis, le mystère de la vie et de la mort. J’aime la musicalité de sa langue, elle swingue comme un standard de Charlie Parker.

Mais l’artiste francophone devrait également converser dans la langue de Molière, “notamment pour aborder de sujets plus terre à terre, comme l’actualité ou Berlusconi. Il est du devoir de tout humoriste de protéger le peuple contre ses gouvernants“, assure Benigni. Et de préciser avec un brin de mégalomanie savoureuse: “Quand on lit de la poésie, on devient un peu poète. Sur scène, je suis Dante !” Un peu comme dans ses rêves de gamin.

TuttoDante, vendredi et samedi au Grand Rex, 1, bd Poissonnière (2e). Tarifs: de 37,50 à 83,50 euros. Rens.: 0892.68.05.69.

Ce qu’on sait (ou pas) sur Roberto Benigni

Par Laurence Liban, L’Express, publié le 05/03/2009 11:36

L’artiste et trublion italien poursuit sa tournée triomphale avec Tutto Dante, sa divine comédie à lui. Précisions sur un phénomène.

ON LE SAIT…

Roberto Benigni aime Dante. Elevé au lait de La Divine Comédie, comme tous les Italiens, Roberto a appelé Dante à son secours un jour de grisaille : « C’est un devoir de rigoler avec le pouvoir quand on exerce le métier de comique. Mais, avant l’avènement de Berlusconi, qui nous donne tant d’occasions de rire, je n’avais pas grand-chose à me mettre sous la dent… C’est alors que m’est venue l’idée de Tutto Dante… Pour me désennuyer… »

Il a commencé par le théâtre expérimental, les spectacles de rue et le cabaret. Mais c’est la série télévisée Ondes libres qui l’a rendu célèbre dans les années 1970, grâce à sa chanson des gogues, hymne joyeusement scatologique qui lui a valu sa première censure.

Il aurait pu faire carrière en Amérique. Il y a tourné trois films avec Jim Jarmusch, dont l’inénarrable Night on Earth, en 1991. Il a également joué dans Le Fils de la Panthère rose, de Blake Edwards. « Les Américains m’ont beaucoup donné, mais, par la suite, ils ne m’ont proposé que des rôles d’Italiens ! Seul Steven Spielberg m’a offert autre chose à jouer. Je n’en ai jamais eu le temps, hélas ! Et puis mes racines sont ailleurs. »

Le pape Jean-Paul II a regardé La vie est belle en sa compagnie. « C’était en 1999. Je l’ai rencontré à sa demande. Nous avons parlé du film, des camps de concentration en Pologne et de l’attitude des chrétiens polonais. Il m’a dit l’impact extraordinaire de La vie est belle là-bas. Je l’ai amusé, aussi. Il m’a gardé de 15 heures à 21 heures. Plus que le président des Etats-Unis ! Ce fut une émotion extraordinaire. Je crois en Dieu. De toute façon, si nous ne sommes pas faits par lui, nous sommes faits de lui, non ? »

ON LE SAIT MOINS…

Il pratique l’interview à la hussarde. Tutto Benigni en quinze minutes montre en main, mais quel style ! quel élan ! quelle générosité !

Il a pris dans ses bras le fameux chef du Parti communiste italien Enrico Berlinguer, lors d’une manifestation. « Berlinguer était l’image même de l’austérité et de la morale, explique l’auteur du film Berlinguer, je t’aime. Il représentait notre rêve à tous, et à moi aussi, qui fus élevé dans un petit village où tous étaient communistes par idéal romantique. J’ai embrassé ce mythe vivant pour apporter au PCI un peu d’allégresse. Je l’ai pris comme un petit enfant. Comme on a pris la Bastille. Berlinguer m’en a été reconnaissant toute sa vie. »

Il défend l’amour gay. En février dernier, à San Remo, l’acteur a pris la défense des homosexuels et de l’amour libre, avant de lire la célèbre lettre qu’Oscar Wilde, emprisonné pour homosexualité, écrivit à son jeune amant. « Qu’on polémique à ce sujet, en 2009, me sidère. Le vrai péché, ce n’est pas l’amour entre deux adultes libres, c’est la médiocrité ! »

Il a été interdit de télévision pendant un an pour avoir dit du mal du pape. « En fait, je l’avais traité de “Wojtylaccio”. Dans ma région d’origine, la Toscane, c’est une façon affectueuse de nommer les gens, du genre “Ce garnement de Wojtyla”. Mais, ailleurs en Italie, cela a fait un énorme scandale. J’étais devenu le blasphémateur, l’iconoclaste. Cela ne l’a pas empêché de me traiter comme un fils, à l’occasion de La vie est belle.»

TuttoDante, au Grand Rex, Paris (IIe). Les 6 et 7 mars.

Roberto Benigni invité à Le Grand Journal

La sera di mercoledì 25 febbraio Roberto Benigni è stato ospite del famoso show televisivo “Le Grand Journal“. Intervistato da Michel Denisot ha presentato lo spettacolo TuttoDante che si appresta a debuttare in Francia, il 6 e 7 marzo a Parigi. Alla fine dell’intervista è stato mandato in onda un video-saluto di Gérard Depardieu dedicato a Roberto.

TuttoDante : Benigni interprète Alighieri

26-02-2009 – Actuellement au Grand Rex pour un One man show consacré à Dante, Roberto Benigni était, ce matin l’invité de Marc-Olivier Fogiel.

Au micro de Marc-Olivier Fogiel, le Toscan est intarissable. Il est exubérant, expansif et profondément irrévérencieux. On se rappelle d’ailleurs de lui en 1999, sautillant joyeusement de siège en siège jusqu’à la scène où un précieux Oscar l’attendait. Grâce à son personnage de clown gesticulant, Benigni a réussi une grande prouesse : éveiller l’attention du public sur des sujets lourds ou des oeuvres peu accessibles. C’est ainsi qu’après “La vie est belle”, et “les Métamorphoses” du poète Ovide, Benigni s’attaque à un colosse de la littérature italienne : La divine comédie.

“Moi, quand je parle français, je fais comme Dante : j’invente un nouveau langage !”. Après avoir remporté un franc succès à Florence en interprétant, devant la statue de Dante Alighieri treize chants de la “Divina Commedia”, Roberto Benigni décide de continuer hors d’Europe. Depuis fin 2008, il chemine en compagnie de ses spectateurs sur les traces du père de la langue italienne. En mars, les Parisiens pourront donc découvrir au Grand Rex les tombeaux enflammés des hérétiques, rencontrer le Comte Ugolino ou encore écouter le récit du dernier voyage d’Ulysse. Des textes déclamés sur le ton mi-badin mi-mélancolique qui caractérise désormais Roberto Benigni.
Rendez-vous donc les 6 et 7 mars prochain, avec “Tutto Dante”, un voyage en Enfer en compagnie d’un nocher (en poésie, celui qui conduit l’embarcation) d’exception.

Roberto Benigni présente TuttoDante à Paris

In questi giorni Roberto Benigni è in Francia per presentare alla stampa lo spettacolo TuttoDante che debutterà per la prima volta a Parigi il 6 e 7 marzo al Teatro Grand Rex (nella prima parte dello spettacolo Roberto parlerà in francese, e durante l’esegesi del canto dantesco saranno proiettati sottotitoli in francese).

Roberto Benigni fait son show avec TuttoDante actuellement à Paris au Grand Rex , il était l’invité de Sophie Le Saint au journal télévisé de France 2.

“TuttoDante, basé sur la Divine Comédie de Dante Alighieri, met en scène Roberto Benigni pendant environ 1 heure et demie avec un mélange d’instants d’actualité et de souvenirs ironiques, suivi d’un voyage plein de poésie et de passion dans le monde de la Divine Comédie. Ce “one man show” arrive à Paris au Grand Rex”

TuttoDante (spectacle en italien sous-titrée en français)
vendredi 6 et samedi 7 mars 2009, 20 Heures

LE GRAND REX
1, bld Poissossnière 75002 PARIS
renseignements 08 92 68 05 96

Annullati gli spettacoli di Genève e Lyon

***Le nuove date di TuttoDante di Roberto Benigni previste a Ginevra e Lione sono state purtroppo annullate per indisposizione dell’attore, costretto a letto dall’influenza.

Les spectacles de Genève et Lyon ont été malheureusement annulés parce que Benigni est atteind de fièvre.

News da Eldorado.fr :
Mercredi 10 décembre, 15h30, nous apprenons que ROBERTO BENIGNI est grippé, et alité. La représentation prévue ce soir à Genève et celle prévue demain à Lyon sont donc malheureusement annulées.
Les détenteurs de billets pour Lyon peuvent d’ores et déjà se faire rembourser auprès de leur point de vente habituel.
Aucune date de report n’est envisagée.

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