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TuttoDante will be held tonight in Basel (Switzerland)

Gross in der Regie – gross auf der Bühne Roberto Benigni, 56, bringt seine Erfolgsshow «Tutto Dante» nach Basel. Der italienische Oscar-Preisträger ver­zaubert mit Witz, Ironie und viel Poesie.

[Click here for the English translation by Google]
Schweizer Illustrierte – Text Kati Moser

Signor Benigni, am 14. Mai sieht man Sie endlich auch bei uns. Haben Sie etwa auch ein Bankkonto in der Schweiz?
Das verrate ich Ihnen doch nicht! Ich war aber schon mehrmals in der Schweiz und würde gerne mal durchs Land touren.

Ach ja? Wieso gerade durch die Schweiz?
La Svizzera è un grande paese, ein grosses Land, das am wenigsten seinem Klischee entspricht.

Klischee? Welches Klischee?
Man sagt, es sei ein kaltes Land und die Einwohner seien distanziert. Das stimmt gar nicht. Ihr seid warmherzig und habt uns vieles geschenkt, darunter auch die Schweizergarde! Wir Italiener haben dieses Bild der Schweizer, die den Papst und unsere Seele beschützen (lacht). Die Seelen dieser Welt. Und der Papst wählte die Schweizer damals aus, weil sie stark waren und frei. Zudem wollt ihr keine Kriege führen, weil ihr dem Krieg für immer abgeschworen habt.

Sie sind ein richtiger Vatikan-Kenner. Würden Sie einen Film über den Papst drehen?
(Überlegt lange.) Weiss nicht. Auf einen neuen Film hätte ich schon Lust. Doch im Moment fehlt mir die zündende Idee.

Haben Sie als Oscar-Preisträger überhaupt noch Wünsche?
Eigentlich bin ich ein Mann ohne Wünsche. «Die Welt ist voll der Tränen, der in Erfüllung gegangenen Wünsche», sagte einst Mutter Teresa. Da ich in «Tutto Dante» aus der «Göttlichen Komödie» von Dante rezitiere – dem Buch der Wünsche schlechthin –, kann ich es mir aber nicht leisten, keine Wünsche zu haben! Also verrate ich einen: Ich würde gerne eine Farbe ent­decken, die ich noch nie gesehen habe.

Dann werden Sie jetzt zum Maler?
Keine Angst! Vom grossen italienischen Dichter Dante kann ich mich nicht losreissen. Ihm bleibe ich treu. Er offenbart uns die menschliche Seele, das wahre Leben. Sein zeitloses Werk vermittelt uns den Geschmack des Glücks, «the flavour of happiness»!
10. Mai 2009


*Are you going to see TuttoDante in Basel? After seeing the show, write and send your personal review/comments to: info@unbenignidanobel.it …We’ll publish your articles in this blog.

*Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a: info@unbenignidanobel.it …Pubblicheremo tutto sul sito.


Un commento su TuttoDante a Basilea inviato da un nostro lettore:

Ciao a tutti
Ho visitato il 14 Maggio a Basilea una tappa del Tour di Benigni.
Benigni non si puo descrivere; lui la da solo sul palco, con il leggio, un fazzoletto in tasca e basta, fa sprigonare energie che invadono tutta la platea !!!
Moltissimi pensieri mi sono rimasti impressi nella mente…
Benigni oltre che esser da Nobel, dovrebbe essre fatto Papa !!!
Un Saluto
Salvatore

The Great Roberto Benigni speaks of gay rights live at the festival of Sanremo

(AfterEllen.com) For those who live outside Italy and haven’t heard of San Remo it is a huge music festival held each year in, you’ve guessed it, San Remo on the Italian Riviera. It is a massive event aired live on Italy’s conservative RAI 1 tv and radio channels. Roberto Benigni, the multi award winning Italian director/actor/writer, took to the stage tasked with providing a comic interlude. In his usual inimitable style – passionate, eloquent, intelligent – Benigni made several jokes (including advising Berlusconi that the only way he can become truly legendary is to disappear, never to be seen again) before becoming more serious. He spoke of homosexuality as something to be considered normal. He spoke of the disgraceful, shameful treatment of homosexuals, of the discrimination that is particularly present in Italy today. Gay rights are virtually non-existent in Italy partly due to the Vatican’s continual preaching of homosexuality as a sin. Benigni’s response to this: “Homosexuality is not a sin, stupidity is” – a comment which was met with a standing ovation from much of the audience. He continued by saying that fundamentally anyone who descriminates against homosexuality is descriminating against love. If someone is in love, what does it matter if the beloved is of the same or opposite sex? He finished by reciting a letter from Oscar Wilde’s De Profundis, written by Wilde while he was incarcerated and dedicated to his young lover. The strength and profundity of the love between two people is all that matters. For those of you who speak Italian, Benigni’s speech can be found here: http://www.musiczone.it/festival-concerti/roberto-benigni-sanremo-video.html

Italy lags far behind its European neighbours, but it seems that homosexuality and bisexuality are not the taboo subjects they once were. A recent daytime tv talk show introduced the topic of married women falling for other women, but in true Italian style the programme ended with panellists deciding that these are “temporary infatuations” and that women will always put their men and family first. Italy still has a long way to go, but it looks like change may be in the air…

Intervista esclusiva per TuttoDante a Zurigo

(Intervista di Isabella La Rocca, pubblicata su La Pagina, 26 novembre 2008)

In occasione dell’evento previsto per il 6 dicembre a Zurigo, ci siamo fatti raccontare dal grande Roberto Benigni cosa lo ha spinto ad intraprendere un viaggio dentro una delle opere italiane più famose al mondo, la Divina Commedia. Cominciamo la nostra intervista ringraziandolo per la sua grande disponibilità e per l’impegno profuso nella diffusione e nella valorizzazione della cultura italiana, in Italia come all’estero…“Sono io a ringraziare voi per aver pensato a me, ma chi l’avrebbe mai detto, mi riempite di gioia immensa, guardate, è proprio una bella cosa questa qui…” esordisce, vulcanico come sempre, con il suo scoppiettante intercalare arricchito dal tipico e spontaneo accento e dal tono piacevolmente allegro e canzonatorio che caratterizzerà l’intera chiacchierata…tranne che in un unico momento durante il quale anche il grande attore cede al pensiero della grandezza e della bellezza della poesia che tanto sta contribuendo a far riscoprire…

Parliamo un po’ di questo grandioso spettacolo “TuttoDante”. Hai fatto ridiventare attuale il sommo poeta, facendolo riscoprire e amare a tanti, giovani e non… Non è cosa da poco. Perché proprio Dante? Da dove è nata l’idea delle letture dantesche?
Mi fai una domanda che mi riempie il cuore di bellezza. Perché proprio Dante? Ma perché è il più grande di tutti, viene naturale, pensi alla poesia ed ecco, nella tua mente compare lui, Dante… Non può non esser il primo a cui pensare; io poi ho a che fare con lui da quando ero piccolino: i miei genitori, i miei cugini, i miei cognati, i miei nonni…tutti mi dicevano qualcosa di Dante, anche certe cose strampalate o certi versi buttati lì…insomma tutti a parlarmi di questa bella lingua che ha volato per settecento anni pur di venire a posarsi sulle nostre labbra e far sentire a tutti la sua bellezza. Così Dante è stato come un amico, l’ho sentito sempre vicino…ecco diciamo pure che siam cresciuti insieme io e lui, via! E poi, i grandi scrittori non scrivono mai solo per il loro tempo, scrivono per tutti e per sempre, e Dante è, a pieno titolo, uno di questi, perbacco se lo è!

E’ questo quindi a renderlo attuale ancora oggi?
Ma certo che sì, che storie! Io oggi, qui, dico e confermo che Dante è attuale, come se dicessi che è attuale l’olio di oliva o l’acqua e chissà quante altre cose ancora…e ti dirò di più…io sono sempre stato convinto che addirrittura Dante fosse attuale ancora prima di nascere, chi lo sa! Certo è un mio pensiero, sia ben chiaro questo, eh…
Vedi ci sono tre storie che noi non dimenticheremo mai: quella di quell’uomo che gira nel Mediterraneo alla ricerca dell’isola amata; quella dell’uomo che si è fatto crocifiggere dicendo che era figlio di Dio e quella di quell’uomo che è andato nell’aldilà per vedere i nostri peccati. Sono queste le tre storie più belle del mondo, sicchè Dante è grande come Omero, come la storia del Vangelo, come la Bibbia; certo, ad onor del vero, questa ha avuto un po’ più di successo, ammettiamolo pure, suvvia, ma solo perché l’autore del libro era anche l’autore dei lettori, quindi era avvantaggiato perché, diciamocelo, conosceva già i loro gusti, sicchè è andato sul sicuro…capito no?

In TuttoDante che c’è anche un profondo sentimento religioso…
Sicuramente. Bisogna stare bene attenti però…Dante era un poeta cristiano certo, ma non era mica un prete, questo sia ben chiaro a tutti! Lui era un uomo, un uomo che come tutti gli altri amava, soffriva, e mamma mia quanto… ecco questo bisogna averlo presente; era contro la Chiesa, quella della sua epoca almeno! Solo pensare che ha messo tanti di quei papi all’inferno la dice lunga…!
Certo, per leggere la Divina Commedia bisogna conoscere un po’ di storia del Cristianesimo, ma bastano appena una, due o tre cosette al massimo! Comunque sia chiaro: la Divina Commedia si può leggere anche senza credere in Dio, perché quello che ha di bello è che, leggendola, non siamo noi ad andare verso Dio, ma è proprio Dio che viene verso di noi, cammina verso di noi. Alla fine, quando all’ultimo verso del Paradiso ci voltiamo indietro, l’inferno è vuoto, perché Dante ci porta tutti con sé: lui ci dice proprio che per noi ha disegnato una via immensa. Ecco, Dante è un poeta cristiano ma non cattolico, non è un prete, è un uomo vero, con tutte le passioni, i sentimenti, quelli più bassi e quelli più alti. Per questo gli vogliamo bene, perchè ci rappresenta così come siamo, non mente. Ha dedicato la vita alla sua opera, s’è tuffato in fondo al mare e ne è uscito con la perla più lucente che c’era per darcela in regalo: “Questa è per voi” ha detto e poi se n’è andato. Cosa c’è di più commovente?

In TuttoDante si possono distinguere due parti: una prima un po’ irriverente, che pesca dalle cronache attuali, e una seconda “più alta”, la poesia, che si fondono, dissolvendosi quasi l’una nell’altra in un’armonia perfetta. Qual è il collante per due generi così diversi… oltre alla tua bravura, ovviamente?
Dici davvero? Ma questa è una cosa che mi dà davvero una grande gioia, immensa proprio… come dice Pinocchio te ne sarò grato finchè campo perché se è così anche per una persona sola… ecco sono la persona più felice del mondo, è come raggiungere quasi la perfezione…
Ma ad esser sincero, te lo devo proprio confessare, il merito tutto mio non è, anche qui qualcosa di suo Dante ce l’ha messa, sicchè si potrebbe dire che il collante è proprio la struttura della Divina Commedia: quando si leggono alcuni canti, come quello dei diavoli, ad esempio, già quello è proprio avanspettacolo, è la parte più divertente, più farsesca, per andare poi, via via, a finire agli ordini angelici, alla rosa celeste… pensa che percorso, che crescendo di bellezza, insomma.
Dante ci ha influenzato e ha influenzato la narrativa, perché la cosa più bella della Divina Commedia è proprio la storia, il fatto che sia una storia da raccontare ed il bello, per me, è proprio questo: quando sono lì, davanti al pubblico, provare l’emozione del racconto, far sentire come siamo fatti dentro e quello che Dante ci ha tirato fuori, dei sentimenti che non conoscevamo nemmeno, l’anima direi, quella degli uomini, delle donne, le nostre passioni…si riesce proprio a mettersi a nudo, come quando si provano ardentemente degli impulsi, delle passioni che non si riesce a controllare…
E’ proprio un regalo straordinario quello che lui ci ha fatto con questo libro e la gioia di portarlo in giro per me è proprio come una…una… (si ferma, sembra che cerchi la parola giusta…ricomincia…) è una…(altra pausa) insomma finisco qua, è una, ecco, basta! ‘E’ una’ e ci metto il punto! (il tono allegro e incalzante di Benigni, che prendendoci qualche piccola libertà e licenza dal perfetto costrutto di frasi e forme, stiamo cercando di riportare il più fedelmente possibile, lascia il posto ad un uno che sa di ammirazione vera, quasi commozione, ed è proprio questo che ci da il la per la domanda successiva…)

Quella tua commozione, sul palcoscenico, durante le letture, specialmente in certi passi…non fa sempre parte dello spettacolo vero?…spesso ti commuovi ancora sul serio, confessalo…
Ma come si fa a non farlo, come, vorrei proprio saperlo io, davvero! Quando si è lì e si entra dentro quella grande, immensa storia… E’ vero che l’attore dovrebbe controllare gli impulsi, ma quando c’è la poesia diventa tutto così misterioso, la si sente che è lì, che arriva e ti si strazia il cuore, ti esaspera, e allora senti quasi il bisogno di proteggerti…cerco di pensare a qualcos’altro ma è proprio difficile, perché la poesia esaspera…quanto esaspera, mamma mia…

Ci sono momenti, situazioni od episodi che ti commuovono più di altri?
Sì, ce ne sono due in particolare. Alcune volte succede che quando leggo certi canti, magari alcuni tra i più difficili (o, meglio, alcuni tra quelli che sembrano più difficili perché poi, in realtà, sono tutti cristallini) alla fine degli spettacoli, come nei concerti rock, mi chiedono di farli ancora o di farne altri…ma capita anche che mi incontrino per strada e che, urlando, mi chiedano: “Ah Robertooo, ma quand`è che lo fai quel canto lì…” proprio come quando si chiedono a Springsteen le sue canzoni più famose; questo mi commuove anche se poi, più che altro, è divertente ed è bello perché Dante, alla fine, nasce proprio come poeta popolare.
L’altra cosa che mi commuove davvero tanto è quando alcune volte, alla fine della lettura di un canto, succede una cosa strana: invece di applaudire, rimangono tutti in silenzio, come turbati da qualcosa che li ha toccati in un luogo fin dove nessuno ha mai osato o dove nessuno ha ancora fatto dei passi; finisce il canto e inizia il silenzio, ma un silenzio carico, denso, dentro il quale c’è un sentimento che non saprei esprimere a parole; come se ci fosse bisogno, dopo tanta bellezza, di alcuni momenti per tornare, pian piano, tutti sulla terra, insieme; quella è una cosa davvero straordinaria.

Al di là di tutto, di Dante, della poesia, del modo di raccontarla e di sentirla, c’è un messaggio che Benigni, leggendo Dante, vorrebbe mandare a chi lo ascolta?
Beh guarda, tu lo sai, con i messaggi io mi vergogno, non saprei cosa dire, tu lo sai bene, mi imbarazzo…

No che non lo so, e secondo me, un messaggio per tutti Benigni ce l’ha, eccome…
Beh ecco, a limite una riflessione, dai: dovremmo riflettere sul fatto che quello che abbiamo intorno è così bello, immenso e complesso; la cosa più semplice che posso dire è che alla fine, però, la Divina Commedia è bella, la poesia è bella ed è meglio leggerla che non leggerla. E anche se una sola persona, alla fine dei miei spettacoli, si mette lì e prende il libro tra le mani, lo tocca e lo guarda… già questo è un messaggio straordinario, se messaggio si può chiamare.

Dopo Dante…ci diamo appuntamento al cinema?
E perché no, volentieri…! Scherzi a parte, devo prima finire questo tour… sempre che non se ne organizzi qualcun altro, magari su un “pianetuncolo vicino”! Tutto sommato non sarebbe poi tanto male, anzi no, sarebbe davvero bello perché, devo proprio dirlo, questo tour, è un po’ …come si usa dire, anche se un po’ mi imbarazzano tutti sti paroloni… insomma… è un tour quasi mondiale, ecco l’ho detto!
Riscuote un entusiasmo talmente forte che bisogna per forza completare il viaggio, in fin dei conti Dante è andato per noi nell’aldilà, posso io non andare in Svizzera o in Sud America? Via, è naturale che si debba fare, no? Sono contento di aver seguito le parole di Lucio (Lucio Presta, organizzatore del tour, ndr) che mi ha in maniera affettuosa, però forte, convinto a fare questo atto di generosità per tutti, che poi è principalmente un atto di generosità anche verso di me perchè son convinto che avremo tutti un risultato di grande bellezza. Ma il merito, anche qui, non è solo mio, quindi ringraziamolo ancora il nostro caro amico Dante…

Lugano, Il V Canto secondo Benigni

LUGANO, Ticino News – Roberto Benigni, famoso attore e regista toscano, ha fatto tappa ieri sera a Lugano. Nel suo tour europeo “TuttoDante” cominciato a Zurigo sabato sera, Benigni ha letto il V canto della Divina Commedia davanti a un numeroso pubblico stimato attorno alle 5-6000 presenze circa.

Con magistrale capacità espressiva e intrerpetativa, l’attore toscano ha riproposto uno dei canti più famosi della somma opera del grande vate, il V canto, quello di Paolo e Francesca, i due amanti che Dante incontra nell’inferno, poiché colpevoli di adulterio.

Benigni non ha mancato di ironizzare, con il suo stile inconfondibile, su personaggi della politica ticinese.
“Voi siete un popolo straordinario! Avete avuto grandi architetti, come Le Corbusier, e soldati di ventura talmente valorosi che il Papa li ha scelti come guardie personali. E adesso c’avete gente come Mario Botta e il Nano Bignasca!”

E sì, alla Resega di Lugano, seconda tappa dopo Zurigo del tour europeo TuttoDante, Roberto Benigni ha citato anche il Nano. Del sindaco Giorgio Giudici ha parlato dopo aver scherzato sui “dinosauri” della politica italiana. “Noi abbiamo Giulio Andreotti – ha detto -. Io non credevo esistesse davvero. Pensavo fosse come Pegaso, un personaggio di fantasia. Poi me lo sono visto di fronte. Ma Andreotti c’era già ai tempi di Dante. Anzi, quando Dante ha composto la Divina Commedia lui era già nel Consiglio degli anziani di Firenze. Però so che anche voi avete un sindaco piuttosto longevo…”
Avrà sorriso la municipale Giovanna Masoni, seduta in prima fila…

A Silvio Berlusconi, Benigni ha consigliato di venire a stare a Lugano come Mina, così è sicuro che diventa un mito. Il segreto è non farsi più vedere in giro, ha detto. Una volta all’anno sforna una bella canzone con Apicella e il gioco è fatto…

Terminato lo show “politico”, Benigni ha iniziato la sua esegesi della Divina, Inferno, Quinto canto, quello dei lussuriosi, e di coloro che sono morti per amore, il canto di Paolo e Francesca, gli amanti uccisi dal fratello di lui e marito di lei che li sorprende mentre fanno l’amore.

Nella Divina Commedia i due adulteri si trovano nel secondo cerchio, condannati a volare senza tregua in una bufera di vento (l’alito di Lucifero) insieme agli altri lussuriosi che non hanno resistito alle loro passioni. E per loro il poeta prova pietà, una pietà che attirerà su Dante gli strali della Chiesa.

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”, ha recitato Benigni, narrando la storia di Francesca, innamoratasi del cognato Paolo mentre leggevano insieme la storia adultera di Lancillotto e Ginevra: “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”.

Alla fine, per Benigni, una meritatissima standing ovation.

Inizia il Tour Europeo 2008/2009 di TuttoDante

Dopo aver riempito le piazze, gli stadi e i palasport di tutta Italia, con oltre 130 repliche dal giugno 2006 e un’affluenza di pubblico attorno al milione di spettatori, il Tour TuttoDante di Roberto Benigni parte alla conquista del mondo: tra poche ore inizierà il Tour Europeo 2008/2009.

Il nuovo progetto di Benigni riparte proprio dai versi della Commedia, stavolta portati e celebrati in giro per l’Europa e per il mondo, con una novità: l’attore ha curato personalmente la traduzione in lingua francese delle Cantiche dantesche, ma solo per la parte esegetica. I versi verranno letti in italiano naturalmente, con la sensibilità e l’interpretazione ormai nota di un Benigni insuperabile nella lettura dei versi immortali di Dante. A lui il merito di aver sdoganato una cultura cosiddetta “alta”, e di averla resa accessibile a tutti.

Questa sera, sabato 6 dicembre, ci sarà la prima tappa a Zurigo, domenica 7 dicembre a Lugano, per poi proseguire con il debutto dello spettacolo in versione francese a Ginevra (10 dicembre) e Lione (11 dicembre).
A marzo e aprile 2009 sarà la volta delle grandi capitali europee da Parigi a Bruxelles; successivamente il tour si sposterà oltre oceano, Stati Uniti e Canada, fino alla performance conclusiva prevista a Buenos Aires nel mese di giugno 2009.

I nostri migliori auguri a Roberto per la nuova grande avventura “internazionale”.
Un grande in bocca al lupo per il tour, siamo sicuri che riuscirà a diffondere il suo amore e la passione per Dante in tutto il mondo.
Grazie caro Roberto, perchè in momenti come questi, quando a volte si arriva a provare vergogna per la triste situazione politica e sociale che stiamo vivendo in Italia, ci sono persone come te che rendono onore all’estero alla grandezza e alla bellezza del nostro paese e della nostra cultura. Ci sentiamo tutti orgogliosi di essere Italiani grazie a te.

«Dantes Poesie – das ist eine wirkliche Ekstase» – “La poesia di Dante che è una vera e propria estasi”

Riportiamo un’intervista in tedesco rilasciata da Roberto Benigni il 4 dicembre 2008, due giorni prima dello spettacolo di Zurigo del 6 dicembre 2008, tappa iniziale del nuovo tour mondiale di TuttoDante. [Per leggere la versione tradotta da Google Translate in italiano cliccate qui]

«Dantes Poesie – das ist eine wirkliche Ekstase»
Von Susanne Kübler. Aktualisiert am 04.12.2008

Am Samstag kommt der italienische Schauspieler, Regisseur und Komiker Roberto Benigni mit seinem Programm «TuttoDante» nach Zürich.

Roberto Benigni – das ist ein Vulkan in Dauer-Eruption, wobei er je nachdem Pointen, Faxen, Euphorie oder auch Weisheiten ausspuckt. Benigni kletterte über die Stuhlreihen zur Bühne, als er für seinen wirklich ergreifenden Film «La vita è bella» einen Oscar bekam. Er küsste den TV-Showmaster Pippo Baudo ebenso stürmisch wie Enzo Biagi, den Grandseigneur des italienischen Journalismus. In seinen Einmannvorstellungen redet er ohne Punkt und Komma, und Silvio Berlusconi kommt nicht gut weg dabei. Auch in seinen Filmen gibt er oft den zappeligen Dauerquassler, was nervig sein kann oder auch hinreissend (etwa in Jim Jarmuschs Film «Down by law», der ihn international bekannt machte). Seit 2006 ist Benigni nun schon als ebenso exaltierter wie ehrlicher Anhänger von Dante und seiner «Divina Commedia» unterwegs, mit der Show «TuttoDante», die er jetzt auch ausserhalb Italiens zeigt.

Wie würde man ein Telefoninterview mit so einem überstehen?, fragt sich die Journalistin und sitzt ein bisschen bange vor dem Apparat. Dann ruft die Managerin an, gibt noch einmal die Regeln durch: Zehn Minuten, keine Fragen zur Politik. Und dann kommt Benigni.

Ciao Susanne! Wie gesagt: Wir reden eine Stunde, und nur über Politik!

Bestens.

Wie gehts? Das ist das erste Interview für meine Welttournee! Mit einer Zürcher Journalistin! Ich bin ganz aufgeregt!

Natürlich. Was bringen Sie denn nach Zürich, das Paradies oder die Hölle?
Zürich ist ja eine paradiesische Stadt, da muss ich natürlich die Hölle mitbringen, einen der schönsten Momente aus dem «Inferno»: Die Geschichte der grossen Liebenden Paolo und Francesca. Das ist ja eine wunderbare Geschichte, eine der internationalsten in der ganzen «Divina Commedia», von geradezu skandalöser Schönheit, und…

Seit wann pflegen Sie eigentlich Ihre Leidenschaft für Dante?
Für mich ist Dante ein Teil der Natur, von jeher. Ich lebe mit ihm, seit ich klein bin, in der Toscana geht das gar nicht anders, da zitieren Grosseltern, Tanten und Schwäger immer irgendwelche Verse, ganz verdreht manchmal. Dante hat uns als Kinder in den Himmel und in die Hölle geschickt, er war ein Beispiel für uns mit seiner Wissbegierde, ein Freund, der uns Geschichten erzählte… Ich verdanke ihm sehr viel.

Mehr als dem anderen grossen Toscaner, Boccaccio?
Ja, auf jeden Fall. Boccaccio lernt man schätzen, wenn man grösser wird – er ist ja doch etwas freizügiger, darum haben sie uns den ein kleines bisschen versteckter gehalten als Dante.

Dante ist ja…
… so geheimnisvoll, so universell, so populär! Es gibt keine Ecke in der Welt, in der Dante nicht gefragt wäre. Arabische Staaten haben uns angefragt, nach Japan und Taiwan hätten wir gehen sollen, das können wir leider nicht, sonst wäre diese Tournee ja endlos. Diese Poesie – wenn man sie fühlt, dann zerreisst es einem das Herz, dann hört man auf zu denken, dann spielen Urteile, Ideale, Ideologien keine Rollen mehr, es ist eine wirkliche Ekstase.

Was halten Sie denn vom Sündenregister, das dem «Inferno» die Struktur gibt? Da wird ja zum Beispiel ein Mord als weniger schlimm einstuft als ein Betrug.
Das ist eben eine evangelische Wahrheit, ein Gesetz, eine Ordnung, die vom ganzen Wissen der Epoche geprägt ist. Das Schöne an Dante ist doch, dass er alles zusammenfasst, was seine Epoche ausmachte. Es gibt heute keinen einzigen Dichter, von dem wir sagen könnten: Der repräsentiert uns komplett. Aber im Mittelalter gab es eben Dante, und der repräsentierte seine Zeit, wie eine gothische Kathedrale, bei der aussen die Teufel und Monster dargestellt sind, und wenn man hineingeht, dann gibt es da diese wunderbaren Rosetten, durch die man das Licht des Paradieses sieht. Er hat alle Stile verwendet, die es zu seiner Zeit gab – wenn man sämtliche Bilder der Uffizien zusammenmischt, dann bekommt man eine blasse Vorstellung von Dantes Poesie. Und er hat von allem gesprochen, was uns betrifft, von unseren Tugenden, Lastern, Leidenschaften, Gefühlen…

Aber wie hält es denn Dante mit dieser evangelischen Ordnung?

Er ist ja oft nicht einverstanden mit Gott. Warum wird Francesca, die so sehr geliebt hat, mit der Hölle bestraft? So ist eben das Gesetz, und Dante fällt ja bei dieser Geschichte ohnmächtig um, wie tot, das geschieht danach im ganzen «Inferno» nicht mehr. Es ist, wie wenn er nicht einverstanden wäre, aber er kann das Gesetz nicht ändern.

Warum ist Dante bis heute aktuell geblieben?

Seine Grösse besteht gerade in den Details, etwa in der exakten Beschreibung von Gefühlen, die ja ganz einfache Gefühle sind. Wenn er von Angst schreibt, dann ist es die Angst, die wir haben beim Erzählen von Schauergeschichten vor dem Kamin. Er schreibt über himmlische Befehle nicht anders als wenn er schildert, wie ein Schneider seine Nadel einfädelt.

Womit wir wieder beim totalen Abbild einer Epoche wären.
Natürlich, Dante hat die Enzyklopädie erfunden, 500 Jahre vor den Enzyklopädisten, und nicht nach Alphabet geordnet, sondern in Versen. Er hat ja alles besprochen, die Klassizität, die Astronomie, die Geografie, die Geschichte, die Philosophie, die Anatomie…

…und die Politik. Wir dürfen ja gemäss Abmachung nicht über Politik reden – aber über Dante reden, ohne die Politik zu erwähnen, ist doch ein bisschen schwierig, oder nicht?
Es gibt heute keine engagierten Autoren mehr, wie er einer war. Die Politik war sein Ruin, aber er hatte eine majestätische Vorstellung davon. Für uns heute wäre das vielleicht ein bisschen lächerlich, aber damals war es innovativ, revolutionär. Dante hätte eher einen Aussätzigen geküsst, als einem Idioten die Hand gegeben.

Die Strafen, die die Sünder in der «Divina Commedia» erleiden, haben ja immer direkt mit ihren Sünden zu tun. Welche Strafe hätte sich Dante denn für die heutigen Idioten ausgedacht?
Oh, mamma mia, diese Entsprechung, diese «legge del contrappasso», nach der die Strafe entweder dem Vergehen entspricht oder genau das Gegenteil darstellt, das macht mir fast am meisten Spass in diesem Werk. Die Entsprechungen sind ja manchmal ganz einfach zu verstehen, manchmal auch unglaublich raffiniert, wenn er etwa die Lüsternen in einem ewigen Sturm fliegen lässt. Aber jetzt sagt meine Managerin, ich dürfe nur noch eine Frage beantworten.

Eben, was wäre mit den heutigen Idioten?
Ja, was könnte man mit denen machen? Es ist ja eine fast kindliche Frage, jeder denkt sich mal, «wenn ich könnte, dann würde ich den dort- oder dahin schicken», aber eigentlich kommen einem da nur Pointen in den Sinn. Dantes Strafen dagegen sind keine Pointen, da ist eine philosophische Struktur dahinter, die man nur bewundern kann.

Danke fürs Gespräch.
Bitte. Und rufen Sie mich doch heute Abend noch einmal an, dann können wir weiterreden, dann ist meine Managerin nicht mehr da!

Erstellt: 04.12.2008, 20:01 Uhr

Un Tour all’estero per Roberto Benigni

TuttoDante Tour 2008-2009

Noi di www.unbenignidanobel.it l’avevamo già scritto esattamente un anno fa, alla fine del tour italiano di TuttoDante, augurandoci di ripartire tutti insieme per un futuro tour all’estero. Nel corso del 2007 c’erano state, infatti, moltissime richieste da Francia, Spagna, Svizzera (e persino da Broadway!), per uno show sul modello di TuttoDante, e Roberto Benigni, nel marzo 2007, aveva risposto così: “E’ vero, mi vogliono all’estero con una certa insistenza, e io penso proprio di andarci. Lo show resterà in italiano, d’altronde ho già provato a portarlo in Grecia e in Belgio, ed è piaciuto un sacco“.

Adesso vi possiamo annunciare ufficialmente che lo spettacolo TuttoDante si appresta a varcare i confini nazionali per intraprendere un viaggio che porterà Roberto Benigni e Dante in giro per l’Europa, gli Stati Uniti, il Canada e l’America del Sud.

TuttoDante di Roberto Benigni

Roberto Benigni is going to start a World Tour with his live show TuttoDante (Everything About Dante), probably starting in December 2008 in Europe. We’ll let you know more news when all the official dates & details will be released.

On July 2008, Roberto Benigni talked about his plans for the future in an interview with Prof. Grace Russo Bullaro:

Well, I’m taking my Dante readings on tour in England, France, Spain, Germany, Argentina, Canada and the United States. I’m really pleased by this and I can tell you that this is the first time that I make this news public.”

 

Articles written in English about the Italian tour of TuttoDante:

*Divine Intervention: Benigni books Dante in Italian tour (Variety, May 2007)

*Hell Is Beautiful? Benigni’s Fired Up Over Dante’s ‘Inferno’ (The Washington Post, June 2007)

Interview in Spanish by Valentina Valentini & Andrea Farri:

* “Roberto Benigni: “Dante es el modelo inalcanzable” (Clarìn.com)

 
Chris Martin & Coldplay*Curiosità: in una recente intervista (giugno 2008), Chris Martin dei Coldplay ha dichiarato: “Che cosa sta facendo Roberto Benigni?”. Legge Dante nelle piazze italiane. “Dovrebbe venire anche in Inghilterra. La vita è bella è il mio film preferito. Tanta luce e tanto buio, insieme. Proprio come nella vita”.
 
Lo spettacolo TuttoDante ha debuttato nel giugno 2006 nello splendido teatro Romano di Patrasso in Grecia dove davanti ad un pubblico estasiato Benigni ha declamato e spiegato il canto di Ulisse, il XXVI Canto dell’inferno.

   

A luglio 2006 lo spettacolo ha fatto tappa per 13 sere nella magnifica piazza di Santa Croce a Firenze dove, di fianco alla statua di Dante e di fronte alla basilica, è stato montato il palco su cui ogni sera Benigni recitava un canto diverso.
La piazza era stata allestita con sedie e tribune per una capienza totale di 4.200 posti i quali, sono andati esauriti tutte le sere, ed ha visto la presenza di un pubblico eterogeneo con manifestazioni di entusiasmo e tifo da stadio.
 
Tutti i 13 spettacoli sono stati video registrati e trasmessi da Rai uno nel periodo dicembre 2007/marzo 2008 con un indice di ascolto altissimo. Degli stessi spettacoli sono stati poi prodotti e messi in commercio la versione in Dvd che ha battuto tutti i record di vendita per uno spettacolo teatrale.
 
Dopo la parentesi fiorentina lo spettacolo TuttoDante è diventato itinerante ed è stato rappresentato nelle piazze, nei palasport e negli stadi italiani per un totale di 130 repliche con un’affluenza di pubblico attorno al milione di spettatori, dei quali ben 120.000 a Roma. A questi vanno aggiunti gli oltre 10 milioni di telespettatori che hanno visto lo spettacolo televisivo “Il V° dell’Inferno” trasmesso da Rai uno il 29 novembre 2007 con replica su Rai International nei giorni successivi.
 
TuttoDante è un evento unico nella storia dello spettacolo, un affascinante viaggio che spazia dall’attualità alla Divina Commedia, da momenti di pura comicità a momenti di grande poesia.
 
 

Questi sono alcuni dei commenti riportati dalla stampa e dai media:

  • “Un tripudio gigantesco”.
  • “Benigni ha saputo incantare…spettatori estasiati, ammutoliti, forse stupiti dall’emozione”. 
  • “Scavalcando il tempo, congiunge miracolosamente lo ieri all’oggi, l’attualità alla poesia, la rabbia alla risata”.
  • “Lo spettacolo è singolarmente emozionante…la satira e lo sberleffo sono travolgenti…ma inavvertitamente si sospende per digradare verso il mondo dantesco, prendendo il pubblico per mano e per il cuore per portarlo nelle parole del divin Poeta”. 
  • “Roberto Benigni commenta Dante come un alto teologo”.
  • “Dante nell’interpretazione di Benigni diventa un fiume in piena”.
  • “Le letture popolari di Benigni sono state uno dei rari autentici eventi culturali di questi anni”.
  • “Un piccolo miracolo vista l’incredibile quantità di pubblico che Benigni è riuscito ad avvicinare alla Divina Commedia”.
  • E, a giudicare dal tutto esaurito che c’è stato in ogni tappa del tour, dai lunghi applausi e dalle standing ovations che chiudono ogni serata, “un piccolo miracolo” accade davvero, perché “la poesia non sta solo in chi scrive ma soprattutto  nell’orecchio di chi ascolta”.

 
L’affetto, la simpatia e l’entusiasmo dimostrato dal pubblico nei confronti di questo spettacolo ha fatto dire a Benigni: E’ stato un lavoro meraviglioso, questa esperienza la conserverò come uno dei ricordi più dolci, popolari ed emozionanti della mia vita

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