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Tomorrow TuttoDante will be perfomed in Theatre Drury Lane, London

ROBERTO BENIGNI “TUTTODANTE” – WORLD TOUR 2009

at the ROYAL DRURY THEATRE, LONDON – 5th APRIL 2009

This show will be in Italian and English

A POETIC JOURNEY BASED ON ONE OF THE WORLD MOST FAMOUS WORKS OF LITERATURE: “THE DIVINE COMEDY”

On Sunday the 5th of April all the people in the UK will have the chance to see Roberto Benigni, one of the most loved and internationally renowned Italian star, performing live on stage his acclaimed rendition of the fifth canto of the Dante’s Divine Comedy.

Benigni’s one man show combines current events, personal recollections narrated with a great deal of irony, and a poetic and passionate journey through the world of the Divine Comedy.
The show debuted in June 2006 in the Roman theatre on Patras in Greece, where Benigni read and explained Canto XXVI of the Inferno, devoted to Odysseus, before an enraptured audience. In July of 2006 he performed for 13 nights in the Piazza Santa Croce in Florence, next to Dante’s statue. Reciting a different canto every night, he drew over 4000 people to each performance.
After his success in Florence, Benigni took TuttoDante on a tour across Italy, staging a total of 130 shows in numerous piazzas, arenas, and stadiums and attracting an estimated audience of one million spectators. Commenting on the affection, appreciation, and enthusiasm demonstrated by his audiences Benigni said: “It’s been an incredible work; I’ll treasure this experience as one of the sweetest, most popular, and emotional memories of my life.” Variety called TuttoDante “a little miracle.” Roberto Benigni’s unprecedented effort to disseminate Dante’s poetry earned him a nomination for a Nobel Prize in literature in 2007.

TuttoDante is a unique event, a fascinating voyage that spans from current events to the Divine Comedy, from moments of pure comedy to moments of breathtaking poetry.

Show time: 08.30 pm doors: 07.00 pm

Advanced tickets : www.seetickets.com

*”The Divine Comedy“, written by Dante Alighieri between 1308 and his death in 1321, is widely considered the central epic poem of Italian literature, and is seen as one of the greatest works of world literature. The poem’s imaginative and allegorical vision of the Christian afterlife is a culmination of the medieval world-view as it had developed in the Western Church. It helped establish the Tuscan dialect in which it is written as the Italian standard.

Roberto Benigni on the Graham Norton Show

Last night Roberto Benigni was a guest at the popular “Graham Norton Show” live on BBC TWO, England. Roberto was invited to speak about his one-man show TuttoDante (Everything About Dante), coming to London, Theatre Drury Lane, on Sunday the 5th of April.

Cick here to view the entire video of the show.

*YouTube clips with the best moments of the show:

“Questa crisi è un Inferno ma l’Italia sta per rinascere” – Intervista a Roberto Benigni

Benigni sbarca a Londra nel teatro di Lloyd Webber con il tour mondiale di “Tutto Dante”
“Voglio portare il mio abbraccio agli italiani all’estero. Ma il mio messaggio è universale”

Roberto Benigni sceglie Italians of London per presentare in esclusiva la tappa londinese del tour mondiale “Tutto Dante”, spettacolo in cui l’attore e regista interpreta la Divina Commedia – canto quinto dell’Inferno, accompagnato da uno sguardo satirico sull’attualità. Una performance nei teatri internazionali più prestigiosi, prima di dedicarsi di nuovo al cinema per le riprese del film che lo vedrà impegnato a partire dal prossimo Luglio.

di Alessandra Bonomolo, Italians of LondonLondra, Venerdi’ 20 Marzo

Sguardo vivace e un saluto caloroso. Roberto Benigni ci tiene a conoscere chi gli sta davanti. Fissarne il nome, scoprirne qualche dettaglio.
È così che ci accoglie l’acclamato regista-attore premio Oscar quando andiamo ad incontrarlo. Un solo accenno al suo spettacolo ed è subito un fiume in piena di parole tanto semplici che riescono ad incantare.

“Le persone del pubblico alla fine si commuovono. Non perché sia Dante a commuovere, ma perché si va toccare, dentro di noi, una parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba.” E prosegue. “L’anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando tu mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima gli viene data tutta spazzatura, continuamente.”

Un one-man show intimo e corale. È nata così l’idea di portare Dante in giro per le piazze del mondo, nella voce e nei gesti di Benigni. Con l’obiettivo di offrire “una cosa fresca, un frutto dal profumo straordinario.”
Il calore del pubblico è immediato, ovunque. “Riesci a sentire che la gente te ne è grata, come se ti dicesse – Ecco, finalmente tu hai accarezzato quella parte là.”

Siamo a Londra; Benigni ha appena scompigliato la compassata Sarah Montague nel Today Programme di BBC Radio 4. È una tiepida giornata primaverile, senza sconti al flusso di notizie che alimenta apprensione per la crisi economica.
“Londra è la Firenze all’epoca di Dante. La vera city del mondo, dove albergavano avidità, lussuria, superbia. La parola finanza è stata coniata dai fiorentini proprio a quel tempo, insieme al fiorino. Pensa, il Financial Times ha le sue origini in Italia! Anche la parola banca deriva dal toscano, quando i finanzieri prestavano denaro al Re d’Inghilterra, per poi spesso pentirsi in letto di morte per gli interessi da usura praticati. Ecco, a parte questo… è rimasto tutto uguale.”

Quindi la Divina Commedia sarebbe ancora attuale, oggi, in una metropoli come Londra.
“E certo!” Benigni sbotta. “Dante ha parlato proprio di questo: più moderno di così si muore!” Quindi spiega. “Le tre fiere di cui si parla nella Divina Commedia – la lonza, il leone, la lupa- non sono altro che gli idoli moderni: sesso, successo e soldi, le solite belve di sempre.” Si tratta, aggiunge, di simboli dalla portata universale, che incidono non soltanto sulla libertà individuale, bensì collettiva. Poi il discorso perde i toni allegorici e si fa concreto. “Questa che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi orribile, che è nata dal male e dalla stupidità. Speriamo che questo Inferno ci sia di monito.” Passaggio necessario, forse. Benigni cita il sommo poeta – “che io perdei la speranza dell’altezza”- quando parla delle conseguenze economiche e morali dei nostri comportamenti.
Il comico toscano, dunque, fa rivivere Dante ai tempi del credit crunch, mentre invita con la sua proverbiale esuberanza “a riscoprire quel che vi è di divino dentro ognuno di noi. Per non ritrovarsi, alla fine, proprio come se non si avesse vissuto.”
L’immagine che la nostra memoria mette a fuoco è quella delle anime disfatte che percorrono il London Bridge, così come Eliot le ha ritratte nella sua Terra desolata.
Oggi il grillo parlante sembra abbia preso a prestito il volto di Pinocchio.

Italians of London è la più grande Associazione di italiani di nuova emigrazione in Inghilterra. Giovani, in larga parte, che hanno lasciato il proprio paese per scelta o spesso per necessità, delusi dallo sconfortante contesto sociale che li costringe ad essere dei “cervelli in fuga”.
Come vede la situazione italiana attuale, specie con riferimento alle nuove generazioni?

Il tono si fa cupo. “Conosco bene la situazione dei giovani in Italia, perché io vengo da là.” Poi la serietà dell’argomento cede subito il passo all’irrefrenabile ironia. “Io non fuggo perché non sono un cervello, giusto per quello…”
Buffo, per un candidato al premio Nobel. Se non fosse per quella risata tanto aperta e sincera che quasi vien voglia di crederci.
“Pensa se ci fosse stata questa fuga dei cervelli nel Rinascimento e avessero lasciato andare all’estero persone come Michelangelo, Leonardo, Galileo, Dante. Il solo pensiero fa impressione. Cosa sarebbe accaduto? Tutte le arti e tutti i poteri moderni sono imitazioni delle arti e dei poteri italiani, del nostro Rinascimento. Qualsiasi impero è un’imitazione del nostro, almeno in Occidente. Che lo si voglia dire o meno, è così.” Poi Benigni si ricorda che, tutto sommato, siamo nella terra di Shakespeare. “Non per essere nazionalista – voglio troppo bene all’Italia per esserlo – ma quella voglia, quel desiderio…. di dire beh, son contento di esser nato lì ce l’ho tanto forte, ecco, forte forte.”
Roberto Benigni non riuscirebbe mai a risultare melenso o scontato. Quando parla dell’Italia arde di passione e si commuove come un bambino. Il tutto mentre pronuncia un’unica frase. Non gli servono telecamere né riflettori per essere ciò che è. Indossa il solito pullover a V con cui lo si vede sempre in foto e una sciarpa come unico vezzo d’artista.
“Il tour è nato per portare gli spettacoli agli italiani all’estero. Vengo per loro.” E riesce persino a non cadere negli stereotipi dicendolo. “C’è dell’allegria in fondo ai loro occhi. Un desiderio vispo, affatto languido, che gli fa dire – Io tornerò – proprio come nelle canzonette.” La sinergia con il pubblico, durante gli spettacoli, è “un abbraccio amorosissimo”, nella lingua benignana. Un “senso di bellezza” che pervade i teatri, quasi l’alchimia sprigionasse una “sensualità erotica”. Come è già accaduto a Parigi, a Bruxelles, in Grecia, in Svizzera. Ma non solo con i connazionali. “Lo spettacolo poi si espande, perché quel che Dante dice è talmente universale che nella mente di ognuno risuona qualcosa di immenso. E per di più mostra la grandezza del nostro Paese.”
Il pensiero torna di nuovo all’Italia di oggi. “Ora è proprio tutta coperta, ma queste ceneri nascondono un fuoco possente.”

Cosa intende dire?
“Sta per succedere qualcosa. Sì. Accadrà un piccolo Rinascimento.”
Un messaggio che suona come una profezia, tanto è accorato. “Bisogna aspettare la fine, no? Come è sempre accaduto. Da noi non è morto nulla, è tutto vivo. Io sto in Italia, lo sento. Non sto in un posto dove ci sono i cadaveri.”

Il 5 aprile Tutto Dante sbarca a Londra, prima di fare rotta verso l’America. Il tour si è rivelato un successo senza precedenti, che ha superato ogni aspettativa per uno show di poesia unita a satira che ha riempito gli stadi della penisola e fatto il tutto esaurito a Parigi e nelle principali tappe europee. Benigni porterà in scena il V Canto dell’Inferno, il canto più amato della Commedia – quello della lussuria – che celebra l’amore di Paolo e Francesca. Il palcoscenico è quello del Royal Drury Lane, il più antico e affascinante teatro di Londra, di proprietà del celebre compositore Andrew Lloyd Webber, nel cuore del West End.

Un’operazione di divulgazione letteraria?
“No, assolutamente. Gli studenti hanno i professori; “Tutto Dante” è invece uno show, nel vero senso della parola. Perché Dante è spettacolare e perché spero di fare spettacolo io.” E continua. “Non è nemmeno un fatto politico. Il messaggio è racchiuso nell’abbraccio che rivolgo principalmente agli italiani che vivono all’estero.”

Anticipazioni?
“Beh, vengo in Inghilterra… dovremo parlare un po’ di quello che accade qua, iniziando da Gordon Brown. Poi Obama e… Berlusconi. Parlerò delle notizie del giorno prima.”

Tutto Dante è uno show dove i versi di Dante si mescolano all’attualità in maniera del tutto inedita, in un viaggio sorprendente fra satira e poesia, alta letteratura e politica -sbeffeggiata alla maniera di Benigni. Il tutto proposto con la leggerezza di chi è capace di far ammutolire e ridere intere platee, quasi a creare un sortilegio. Benigni promette agli spettatori di Londra divertimento e riflessione insieme.
“Perché è come Dante e la Divina Commedia. C’ è l’Inferno e il Paradiso. Un momento per divertirsi e uno per commuoversi. Se non ci si diverte, non ci si può commuovere.” In fondo questa è la sua lezione.

Alessandra Bonomolo

Copyright Italians of London 2009

Questa intervista e’ stata pubblicata da Repubblica nell’edizione di Sabato 21 Marzo.

La fotografia di Benigni con Alessandra Bonomolo e’ courtesy of Giuseppe Mascia

In edicola il dvd “Tutto Dante show”, ultimo atto della «Commedia»

L’ultimo dvd in uscita oggi contiene uno spettacolo indimenticabile, “Il Quinto dell’Inferno“, andato in onda in diretta su Rai Uno dagli studi di Papigno giovedì 29 novembre 2007.
L’estro recitativo di Roberto Benigni si esalta in una sinfonia teatrale di satira e umorismo, dando vita a un intrattenimento intelligente e divertentissimo.

Finisce in grande con il Tutto Dante show, la collana dedicata alla lettura della Divina Commedia di Roberto Benigni. Da oggi, mercoledì primo aprile, sarà infatti in edicola con Repubblica o L’Espresso (a 9,90 euro in più rispetto al prezzo del giornale) l’ultimo dvd di “Roberto Benigni. Tutto Dante” con la registrazione dello spettacolo che, dopo aver fatto il giro d’Italia in centotrenta date (più di un milione di spettatori), sta ora affascinando il pubblico delle grandi città europee, da Parigi a Londra, per poi arrivare negli Stati Uniti e in Argentina.
La forza dello show sta nel riuscire a mescolare alto e basso, risate e poesia, politica spicciola e grandi temi etici. Da solo sul palcoscenico, Benigni non perde un colpo e scatena risate e applausi, come quando ironizza sui continui interventi antigay di Rocco Buttiglione nel salotto di Porta a Porta o quando racconta di un centrosinistra senza bussola. C’è poi la dichiarazione d’amore per l’Italia «il primo luogo al mondo» dice Benigni «dove è nata prima la cultura e poi la nazione». E per il «suo» Dante: «Dopo aver letto la Divina Commedia» dice «non si guardano più le persone con distrazione, ma come depositari di un destino immenso».
(Marco Romani, Il Venerdì di Repubblica)

Tutto Dante: Roberto Benigni puts on one Hell of a show

The Italian comic is taking Dante on a world tour with his TuttoDante and London’s his next stop.

By Alastair Smart, 31 March 2009 – Telegraph.co.uk

He shot to movie stardom in 1998 with his concentration-camp comedy Life is Beautiful, and Italian funnyman Roberto Benigni is now attempting the improbable once again: a one-man, stage rendition of The Divine Comedy, Dante’s cosmos-bestriding, medieval epic of sin, salvation and the everlasting. The clown prince of Italy, famous for stripteasing on television and writing songs such as Hymn to Loosened Bowels, has spent the past three years reciting Dante’s theological terza rimas in arenas across Italy. And now there’s a world tour.

‘At heart, The Divine Comedy is popular entertainment not an academic text,’ says Benigni. ‘Besides the God, Virgin Mary and Thomas Aquinas stuff, there’s Laurel-and-Hardy farce in there, too. It’s not called a “comedy” for nothing.’ Because of the august, bowdlerised translations of Victorian times, Dante has come down to English-speakers today as a rather fustian, Christian moraliser but, in certain scenes in hell, he gets pretty ribald. One can only imagine what fun the goofy-grinned, gangly-bodied Benigni will have with Canto XXI, in which 10 devils try poking Dante up the ‘groppone’ with their pitchforks, and their leader – the aptly named Stinky Tail – breaks wind ‘like a trumpet’ to call them to attention.

‘Dante’s not just funny, though; he’s contemporary, too’, insists Benigni, trying to explain the huge popularity of his TuttoDante shows, which have been watched by one million Italians. By the early 14th century, Dante’s home city of Florence had become the international capital of trade and banking, and the poet lamented how many of his corrupted peers – especially popes – valued riches over religion. ‘He places the gluttonous and greedy in hell … [to wallow] in excrement like pigs,’ says Benigni. In this, the age of the fallen banker, ‘their story couldn’t be more modern’.

In a 90-minute show, Benigni hasn’t time to recount Dante’s entire poetic journey through Hell, Purgatory and Heaven, so he picks out and performs 10 passages instead, explaining the context and present-day parallels of each beforehand. In these secular times, it’s perhaps unsurprising the Inferno passages prove most popular: ‘They’re the most human’, says Benigni, ‘the ones in which we all see our weaknesses.’ But Italian audiences also love Hell for the modern celebs Benigni suggests sending there, notably his long-standing foe Silvio Berlusconi. The Italian PM has been the butt of countless Benigni barbs down the years, and there’s no let-up in TuttoDante – in a show last year, the comedian declared that the imperious Berlusconi would have a ‘circle to himself’ in Hell, with ‘his own set of laws’.

Benigni promises to make his targets more international on TuttoDante‘s world tour, which comes to Drury Lane next Sunday, though he doesn’t know yet who they’ll be: ever the comic improviser – remember the mad clambering over seats, on his way to collect his Best Actor Oscar for Life is Beautiful? – all Benigni can confirm is that, Dante excerpts aside, he’ll deliver the show in English. But might the time also be right to readdress the hell of the Holocaust, which many felt Benigni trivialised, sentimentalised and pantomimed in Life is Beautiful? Benigni, a Catholic, played a jovial Jew who convinces his young son their death-camp travails are just an elaborate game. ‘My movie was actually a tragedy, about a father trying to save his son from horror; it had humour in it, but I wasn’t laughing at or diminishing the Holocaust,’ says Benigni. ‘The Jews are the world’s wittiest people, so if anyone can make a comedy about the Holocaust, it’s them.’

The Divine Comedy (1314-1320) is, in a sense, as old as the Italian language itself – it was Dante who broke the centuries-old tradition of writing in scholars’ Latin, to use vernacular Italian instead – but Benigni reckons he is well qualified to deliver it as freshly as ever: growing up in rural Tuscany, an hour outside Florence, he took up early the Tuscan tradition of publicly reciting poetry, especially that of the local hero Dante. ‘My grandma was better, though’ he says. ‘She could recite the entire Divine Comedy backwards.’

‘TuttoDante’, Theatre Royal Drury Lane, London WC2 (0844 412 4657) Apr 5

“Bringing Dante to the people” – Roberto Benigni interviewed on BBC Radio 4

Sabato 14 marzo su BBC Radio 4 è stata mandata in onda un’intervista a Roberto Benigni che ha parlato del suo show TuttoDante in scena a Londra domenica 6 aprile 2009.

Saturday 14 March 2009 (BBC Radio 4, London) – The Italian actor and comedian Roberto Benigni, who won an Oscar for his role in the film Life is Beautiful, is taking his one-man show TuttoDante (Everything About Dante) on tour. He explains the show, which is a satire inspired by Dante’s Divine Comedy.

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TUTTODANTE live in London:

Date: Sunday, April 05, 2009

Opening times: show time: 08.30pm – doors: 07.00pm

Venue: Drury Lane Theatre, Catherine Street, London, WC2B 5JF

Du Benigni pur jus aux Beaux-Arts

Christophe BERTI, lesoir.be – jeudi 12 mars 2009, 08:19
Expliquer, puis déclamer – en vieux florentin – des passages de « La Divine Comédie » de Dante Alighieri et faire salle comble partout en Europe: il faut s’appeler Roberto Benigni pour relever un tel défi.


[Foto di Roberto Benigni a Bruxelles tratte dal blog Il Furlanar]

Mercredi, le comédien et réalisateur italien – qui se définit lui-même avant tout comme un « comique » – était à Bruxelles, au Palais des Beaux-Arts, pour l’étape belge de son spectacle qui a scotché devant la télé des millions d’Italiens. On connaît Benigni et on n’a pas été déçu: commentaires sur l’actualité, passages exaltés pour expliquer les finesses de l’œuvre de Dante, remerciements au public – «Je ne veux pas oublier de parler des milliers d’Italiens qui ont immigré en Belgique pour y travailler très durement» – on a eu droit à du «Benigni pur jus».

«J’aime bien la Belgique, elle a donné de grandes œuvres au monde. Et j’ai eu l’honneur, moi, d’être fait docteur honoris causa à la KUL. C’était sympa, mais chez vous, on fait des discours dans toutes les langues, ça a duré une journée entière…» En fait, la vraie surprise du spectacle, c’est qu’il a parlé… en français de part en part. Enfin le français de Benigni, évidemment, avec des mots à lui («insursautable» pour «insurmontable», etc.) mais très peu en italien et sans les surtitres annoncés. «La Divine Comédie, c’est la poésie la plus importante de la littérature. Enfin, c’est un livre italien et je suis italien: il y a peut-être conflit d’intérêt. Mais bon, je ne suis pas le seul Italien à être concerné par le conflit d’intérêt. Une chose est sûre: la Divine Comédie est un cadeau de Dieu fait à l’humanité.»

Pendant un peu moins de deux heures, l’auteur de « La Vie est belle » décrypte le Chant V de l’Enfer, passage concernant la rencontre de Dante avec Paolo et Francesca dans le deuxième cercle de l’enfer. Et transmettra à un public conquis son amour sans limite pour une œuvre qui le berce depuis son enfance. Et surtout, après avoir expliqué le poème avec des métaphores surprenantes et déroutantes, le comique se fait grave, la scène devient rouge, le silence est absolu et, Benigni récite, comme un bon élève, le Chant dont il parle depuis le début, respectant l’accent toscan et la musique de l’œuvre. Standing ovation garantie.
[Per l'articolo tradotto in Italiano cliccate qui]

Stasera TuttoDante farà tappa a Bruxelles

Ce spectacle «one man show» basé sur la Divine Comédie de Dante Alighieri met en scène Roberto Benigni pendant environ une heure et demi avec un mélange d’instants d’actualité et de souvenirs de racontés de manière ironique, pour ensuite entreprendre un voyage plein de poésie et de passion dans le monde de la Divine Comédie.

Le spectacle a débuté en juin 2006 dans le splendide théâtre Romain de Patrasso en Grèce où, devant un public extasié, Benigni a déclamé et expliqué le chant d’Ulysse, le XXVI Chant de l’enfer.
En Juillet 2006, le spectacle a fait une halte pour 13 soirs sur la magnifique Piazza de Santa Croce à Florence où, à côté de la statue de Dante et face à la basilique, a été montée la scène sur laquelle chaque soir Benigni récitait un chant différent.

La place avait été aménagée avec des chaises et des tribunes pour une capacité totale de 4.200 places qui, était pleine tous les soirs, et a vu la présence d’un public hétérogène qui manifestait son enthousiasme.
Les 13 spectacles ont été enregistrés et retransmis sur la RAI UNO de décembre 2007 à Mars 2008 avec un si bonne part d’audience, qu’une version DVD a été mise en vente et a évidemment battu tous les records de vente pour un spectacle théâtral.

Après la parenthèse fiorentine, le spectacle TuttoDante est devenu itinérant et a été représenté sur les places et dans les stades italiens pour un total de 130 spectacles avec un afflux de public estimé autour du million de spectateurs, dont 120.000 à Rome. A ceux-ci il doivent être ajoutés plus de 10 millions de téléspectateurs qui ont vu le spectacle télévisé « le V° de l’Enfer » diffusé sur la RAI le 29 novembre 2007, avec des rediffusions sur RAI International les jours suivants.

TuttoDante est un événement unique dans l’histoire du spectacle, un fascinant voyage qui passe de l’actualité à la Divine Comédie, d’instants purement comiques à des instants de grande poésie.

ROBERTO BENIGNI dans TUTTO DANTE
Production : Melampo Cinematografica
Organisation générale : Lucio Presta
Production exécutive : Arcobaleno Tre
Promoteur local : AJA Concerts

Informazioni:
Data: mercoledì 11 marzo 2009
Orari: Ore 20.00
Luogo: Palais des Beaux-Arts / Salle Henry Le Bœuf , 23 Rue Ravenstein
1000 Bruxelles

En Belgique Roberto Benigni interviewé par Télémoustique

Par Séba Ministru – Télémoustique

Bonjour Roberto, vous allez bien?
Roberto Benigni. – Oh, quelle beauté d’enfin entendre parler italien! (L’interview se déroule en italien – NDLR.)

Dites-moi, Roberto, pourquoi Dante?
Tu me demandes “Pourquoi Dante?”. Mais parce que, Roberto, voyons! Même si personne n’a lu La Divine Comédie, Dante a écrit une ouvre qui a tout changé. De temps en temps, c’est bien de le rappeler. Dante nous a montré la voie pour devenir immortels… Mais bien sûr, Sébastien, sur scène quand je parle de Dieu, je dois le faire en italien parce que avec mon accent français, ça ne va pas. Mais quand je parle de choses de moindre niveau comme Berlusconi, alors je parle en français.

Mais quand vous parlez français, votre accent italien est très joli…
Merci beaucoup, Sébastien, et la prochaine fois que je viendrai en Belgique, je ferai le spectacle en “belgicien”.

Mais ça n’existe pas.
Bien sûr que si, ça existe, le “belgicien”! C’est du “bruxellesse” avec un très fort accent.

Qu’est-ce que vous connaissez de la Belgique?
Pas grand-chose. Je suis venu plusieurs fois, mais je connais peu. Mais quand même, à l’Université de Louvain (la KUL – NDLR), ils m’ont donné le titre de docteur honoris causa. Tu aurais dû voir! La cérémonie dans l’église gothique: magnifique! Mais c’est bien parce que ça nous ramène à La Divine Comédie qui parle aussi du Brabant et de la Belgique…

Vous nous promettez de nous faire rire parce que Dante… ça fait peur!
Mais le premier qui voulait qu’on en rigole, c’est Dante lui-même, sinon il n’aurait pas appelé ça “comédie”.

Juste!
Vous verrez, sur scène, c’est une vraie farce, vous aurez l’impression de voir Louis de Funès au milieu des diables. C’est une chose très belle, on parle de Dieu, de la Vierge. Ça fait du bien de parler de sujets incompréhensibles, du mystère de la vie et de la mort à l’époque des quiz télé. Dante voulait que ce soit mystérieux et populaire.

Comment ça va se passer quand vous vous retrouverez devant Dieu?
J’espère m’en sortir avec une petite baffe.

Il y a onze ans, lorsque vous avez reçu l’oscar pour La vita è bella, vous avez baisé les pieds de Martin Scorsese devant des millions de téléspectateurs. Qu’est-ce que ça fait de baiser les pieds de Scorsese?
Ah! C’était une émotion si belle qu’il me semblait que je devais l’exprimer avec mon corps. Je me suis jeté à terre pour prouver que j’étais vivant!

Et quel goût ont les pieds de Martin Scorsese?
(Rire.) Un goût de cuir… et je crois qu’il chausse du 42.

Vous n’êtes pas toujours aussi agité quand même?
J’aime l’exubérance, j’aime exprimer mes sentiments.

Mais vous n’êtes pas tout le temps comme ça avec votre famille?
Dans la vie privée, je n’ai pas toujours cette énergie, sinon je mourrais. C’est comme Zidane, je ne pense pas qu’il joue au foot toute la journée, il doit aussi se reposer, ce pauvre garçon. Moi aussi, de temps en temps, je me repose.

Vous êtes calme quand vous dormez?
Pas seulement. Pour avoir ces montées d’exubérance, il faut savoir s’économiser aussi.

Pour vous, quelle est la chose la plus triste au monde?
L’indifférence. Quand nous sommes indifférents aux tragédies, quand il n’y a pas de compassion pour les grandes souffrances du monde. Etre indifférent, c’est comme n’être pas né. Nous avons l’occasion de ne vivre qu’une fois, donc participons.

Et la chose la plus belle?
Le fait que nous soyons en vie. C’est un miracle et je crois aux miracles.

Merci, Roberto…
Merci à vous…

Le 11 mars. Palais des Beaux-Arts de Bruxelles. 02/507.82.00.

Trionfo per la prima francese di TuttoDante

Tutto esaurito e applausi alla prima francese di “TuttoDante”
Prossime tappe: Belgio e Germania, prima del salto negli Usa

PARIGI – Benigni ha sopreso ancora. A coloro, la maggioranza, italiani, che aspettavano un tuttobenigni a ruota libera, ha invece porto un “TuttoDante”, una vera serata sulla Divina Commedia e sul suo divino autore. Poco Berlusconi, poca situazione politica italiana, molta poesia.

E alla prima, ieri sera al Gran Rex (una delle più belle sale parigine, già teatro, oggi il cinema più grande d’Europa, quasi tremila posti), davanti a un pubblico molto attento – nelle prime file un piccolo “parterre de rois” con Renzo Piano, Giuseppe Bertolucci, Jane Birkin, Carole Bouquet, la moglie Nicoletta Braschi con mamma, tra gli altri – si è scaraventato sul palco accompagnato da una musica circense, poi è uscito di scena, è rientrato, ha detto che voleva abbracciare tutti uno a uno, e ha iniziato a parlare di poesia che avvicina a Dio.

“Perché Dio? Sono andato troppo in alto. E allora scendiamo in basso: Berlusconi” ed è venuto giù il teatro. Soprattutto perché i sottotitoli (annunciati) non c’erano e il suo francese è davvero esilarante: “Quando dico Berlusconi in Italia tutti ridono. E allora mi sono detto, vado all’estero e chissà se ridono. Non sono più in Italia, ho voglia di dire quello che mi pare, tanto poi posso dire che c’è stato un malinteso, che sono stato frainteso”. Si rivolge alla Madonna: “Maria aiutami tu. Come? Neanche tu capisci il mio francese?”. Cerca di spiegare la situazione politica italiana. “In Sardegna ci sono state le elezioni e ha vinto lui. Ma in realtà è interessato alla Corsica. È convinto che lì siano le sue radici come Napoleone, che pare avesse un figlio che si chiamava Piernapoleone”. Ma nel Quinto Canto dell’Inferno Dante è nel girone dei lussuriosi. “L’amore, la lussuria. Berlusconi è stato fotografato in Sardegna con cinque donne sulle ginocchia, Viagra ortopedico”. E ancora: “Berlusconi ha vinto due volte: la prima ha detto che a sinistra erano tutti gay; la seconda ha tolto il bollo dell’auto e quello del motorino e la tassa sulla prima casa e ha vinto un’altra volta”.

I francesi ridono, come chi pensi l’abbia sparata grossa. Benigni racconta delle intercettazioni telefoniche con la celebre storia delle attricette da sistemare. E inizia una tirata piena di “gros mots” che in Italia sono espressioni correnti, qui molto meno. Ma il pubblico ride. Non parla del presidente francese e di sua moglie italiana. Se la prende piuttosto con il nostro re (che ha una nuora francese) “che un giorno è atterrato e ha chiesto una prostituta a buon mercato. Va bene la prostituta, ma ci pensate che avremmo un re che la vuole a buon mercato”.

Da questo momento in poi l’attualità finisce e inizia Dante. Benigni parla del Medioevo e del Rinascimento italiano, racconta di Firenze che al tempo di Dante era una città corrotta e perduta, cita Gerard de Nerval “che ha provato a rifare la Vita Nova”, Stendhal “che voleva essere italiano e che ha inventato la celebre sindrome”, Voltaire “che detestava Dante che ne ha parlato talmente male che lo ha reso celebre in tutta Europa”. Quando ha letto il Quinto Canto, il frastuono, il berciare, le risate, si sono mutati in silenzio. Infranto da caldissimi applausi finali. Il tour mondiale continuerà per tutto il 2009 dall’Europa agli Usa per finire in Argentina.
(di LAURA PUTTI, La Repubblica)

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