Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    October 23rd, 2009SilviaPittDante, Divina Commedia, Firenze, Roberto Benigni

    L’attore in visita privata al carcere di Firenze ospite dei reclusi che studiano Dante. E insieme discutono di redenzione

    Firenze, 23 ottobre 2009 - Il quinto canto del Purgatorio, come metafora del cammino di redenzione. Come incoraggiamento per chi nella vita ha commesso un errore, ma ha una possibilità per riscattarsi. Non riuscivano a credere ai loro occhi, ieri pomeriggio, i detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano. A recitare Dante, a narrare in versi la triste storia di Pia dei Tolomei, c’era Roberto Benigni in carne e ossa. Benigni ha risposto a una lettera d’invito dei detenuti del carcere fiorentino che stavano studiando Dante attraverso i dvd delle sue serate.
    Si sono talmente appassionati al sommo poeta recitato dal comico di Vergaio che, insieme al loro insegnante, hanno tentato l’impossibile: chiedere all’artista di varcare la porta del carcere per un incontro. Dopo qualche tempo è arrivata la risposta, Roberto Benigni aveva accettato; l’appuntamento, da svolgersi nel massimo riserbo quasi da visita ‘privata’, era per ieri pomeriggio alle 14. E puntuale è arrivato, a bordo di un’auto, con la quale ha raggiunto il cortile del carcere senza affrontare il blocco della portineria.

    Una volta entrato, Benigni è stato accompagnato nel teatro del carcere, dove lo aspettavano gli insegnanti dei corsi d’istruzione, i vertici della casa circondariale e circa 200 detenuti. Un incontro informale, ma di quelli che lasciano il segno. E non sono mancate le battute, quelle al fulmicotone, che hanno scatenato applausi a scena aperta e risate. Curioso il siparietto con un detenuto che ha avvicinato Benigni: “Dopo aver trafficato hashish per tutta la vita - gli ha raccontato - ho scoperto la scrittura, e sto lavorando su una sceneggiatura: Pinocchio al femminile? Che ne pensi?”. “Vorrà dire - ha risposto il comico - che la chiameremo Pinocchia”.
    Tante le domande anche sul rapporto di amicizia con Massimo Troisi e sul clima speciale che si era creato durante le riprese del film ‘Non ci resta che piangere’. Alla fine sono state due ore di poesia e sorrisi, di battute, ma anche di confronto tra l’artista e uomini che sono alla ricerca di un’opportunità per ritrovare se stessi.

    L’incontro si è svolto in forma assolutamente privata, lontano da taccuini e telecamere. Ma non si è trattato in assoluto di una ‘prima volta’. Nel 2007 Roberto Benigni concesse due repliche speciali al suo spettacolo ‘TuttoDante’. Su richiesta dell’allora sottosegretario alla giustizia, Luigi Manconi, si recò nel carcere milanese di Opera e in quello di Sulmona. In quel caso recitò canti dell’Inferno dantesco tra i detenuti, alternandoli come ieri alle battute che servivano non tanto per sdrammatizzare, quanto per mantenere alta la concentrazione.
    Perché è chiaro che, ieri come due anni fa, si tratta di un pubblico speciale: persone che devono fare i conti con il dolore provocato a se stessi e agli altri, in attesa di una parola di consolazione, della rassicurazione che si può uscire dal buio. E niente di meglio della Divina Commedia, opera potente che fa commuovere e che racconta in modo sempre attuale la parabola dell’uomo, dei suoi sentimenti più alti, ma anche delle sue debolezze.
    Dopo circa due ore, l’incontro è finito. “Ciao Roberto e grazie di tutto”. Uno spettacolo privato, ma anche un viatico per il futuro. Perché solo se si è visto l’Inferno, si può pensare di conquistare il Paradiso.

    di Fabrizio Mordivucci (La Nazione)

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    October 11th, 2009SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

    Ieri pomeriggio a Terni, Roberto Benigni è stato ospite di un convegno organizzato dall’associazione Bancoper’s in collaborazione con la Diocesi di Terni. Il tema del convegno era “La Giusta Mercede“, la giusta ricompensa per il lavoro svolto .

    La platea, più di un centinaio di persone stipate nella sala del museo diocesano, si è scaldata per l’intervento conclusivo di Roberto Benigni. L’attore toscano, ospite di Mons. Vincenzo Paglia, ha esordito con un «Che cosa ci faccio io qui?». «Sinceramente - ha proseguito - E’ un pò come la presenza del ministro Bondi ad un convegno sulla cultura».

    Nel suo intervento Benigni ha riservato due battute a Silvio Berlusconi, senza peraltro mai citarlo “anche se non porta bene” in riferimento a due sue recentissime affermazioni. Dal momento che Berlusconi si vanta di essere il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni (se lo dice da solo), Benigni ha replicato: «Sono il più grande comico degli ultimi 150 anni, sfido chiunque a negarlo e vedrete di che pasta sono fatto». La seconda battuta è relativa a quanto ha detto, proprio ieri, Berlusconi: Sono in assoluto, il maggior preseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo. E Benigni: «Che dire di Gesù Cristo, la seconda persona più perseguitata di tutti i tempi e non era neanche stato eletto dal popolo».
    In conclusione Roberto Benigni ha letto il V Canto del Purgatorio «dove c’è un senso della giustizia, della carità e della morale, e si narra di coloro che si pentono all’ultimo momento e hanno la giusta mercede».

    (Grazie a Lorenzo Moretti per l’audio dell’intervento di Roberto Benigni).

    - Clicca sulle anteprime per vedere le foto:

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    September 14th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni

    “La scuola è bella” - 14 settembre 2009, ore 10:50, Radio 3 Rai

    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni.

    Prima campanella per gli studenti italiani.
    A Radio3 scienza sale in cattedra il piccolo diavolo. A tu per tu con il matematico impertinente, ecco la sua lezione d’autore tra lettere e scienza.
    Da Dante alla fisica moderna, una dichiarazione d’amore per la cultura.
    Per dire con noi:
    Galileo ti voglio bene!


    - E’ online l’audio dell’intervista:
    Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni

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    September 8th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

    Guarda il video di 15 minuti:
    Roberto Benigni all’Arena di Verona - Attualità e Berlusconi

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    September 8th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Diecimila al teatro per la chiusura del tour italiano del comico toscano. Protagonisti sul palco i versi dedicati a Ugolino. Applausi per una stoccata al premier

    VERONA - Una standing ovation di undicimila per il Dante di Benigni. Domenica sera all’Arena il comico toscano ha voluto regalare al pubblico di Verona l’ultimo spettacolo della mondiale tournée di Tutto Dante. L’artista si prenderà una pausa per il 2010 per la realizzazione del suo nuovo film e ha voluto chiudere alla grande il tour, in Arena, nella città dove Dante ha scritto il suo Paradiso. L’entrata, saltellante e festosa come sempre, sulle note della sigla di Nicola Piovani, ha dato il la alla prima parte dello show, esilarante, dedicata alla rilettura satirica delle notizie d’attualità.

    Le prime battute sono in dialetto veronese, poi il primo bersaglio è il sindaco Tosi (in prima fila) con cui Benigni dice di essere andato più volte a fare «massaggi speciali», prima che chiudessero l’esercizio… «è vero, è leghista, ma nessuno è perfetto», scherza il comico. Poi le frecciatine sono tutte per Silvio Berlusconi, che mirava a diventare papa, secondo l’acuta ironia del «toscanaccio», prendendo il nome di «papa Papi I». E ancora. «Ha venduto Kakà… ma ha comprato Feltri». Quasi un’ora da sganasciarsi dalla risate (Benigni ricorda più volta l’amore incondizionato per la città di Verona) e poi il cambio di luci indica che l’atmosfera si fa seria, e inizia l’esegesi dantesca. Protagonista il XXXIII canto dell’Inferno, quello dedicato ai traditori, quello ricordato in tutto il mondo per il Conte Ugolino. La spiegazione, verso per verso, terzina per terzina, ipnotizza il pubblico. La recitazione a memoria dell’intero canto, lo commuove. Sul saluto finale di Benigni tutto il pubblico dell’Arena si alza in piedi e applaude per una standing ovation di cinque minuti. Un commovente arrivederci a presto al comico toscano. L’Arena lo aspetta già.

    Francesco Verni (Corriere del Veneto, 07 settembre 2009)

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    September 5th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    (Donatello Bellomo - L’Arena.it) - Non è facile parlare con un tipo che ha dieci lauree honoris causa e tre Oscar sul caminetto. Anche perché non se la tira, sotto sotto è sempre il Mario Cioni nato a Manciano la Misericordia, nella terra tosca che con la creta della mattezza ha saputo fare miracoli, dalla Cupola di Santa Maria del Fiore al «dare» i natali a Dante. Glielo premettiamo, a Roberto Benigni, che domenica prossima, 6 settembre, all’Arena di Verona, quasi giocherà in casa con il suo «TuttoDante.Inferno XXXIII», visto che il Ghibellin Fuggiasco proprio in riva all’Adige ha scritto un bel po’ dell’Inferno e il Paradiso della sua «Commedia».

    L’emozione del ritorno?
    Fortissima. Sto preparando come non mai il 33° Canto dell’Inferno, un “canto” dell’anima per quel luogo più volte straordinario, visto che anche Cacciaguida vanta sangue scaligero.
    Dovessi cercare un aggettivo, direi che l’attesa è “scintillante”. C’è qualcosa di diverso, sotto quel cielo. Sogno un appuntamento annuale, con Verona.

    Partiamo dall’ultima parola del Canto: “stelle”.
    Siamo nell’Inferno profondo, quello in cui si scontano ma senza remissione i peccati più gravi, dove Dante sonda la nostra natura più buia. Una volta, leggendolo, ho avuto la certezza che Dante mi guardasse dentro… sono stato tentato di telefonargli. No, è semplicemente immenso. Ogni volta mi svuota, mi spacca, mi sbalordisce coglierne l’attualità davanti a quest’odio tra fazioni senza rimozioni né componimento, questa ferocia verbale e non solo. Torno un attimo indietro: Verona. Leggendo “I due gentiluomini di Verona” e “Romeo e Giulietta” di Shakespeare mi sono ritrovato non in una selva oscura ma nella certezza di conoscerla, come se mille volte l’avessi girata a piedi, come se avessi ascoltato la gente parlare.

    Non è difficile, signor Benigni. La più grande storia d’amore proprio quella tra Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi, è ambientata “dentro queste mura”. Un legame inscindibile che neppure le fazioni dell’epoca, neanche la morte, riescono a spezzare.
    Certo. Invece, nel V Canto, Paolo e Francesca vivono per l’eternità la condanna del peccato, amanti in vita e in morte, avvinghiati l’una all’altro. L’ultimo Canto dell’Inferno è quello dell’incomunicabilità e dell’odio. Il conte Ugolino non sa parlare ai suoi figli; sa che l’odio che li ha condannati è ricaduto sopra di loro per causa sua. “La bocca sollevò dal fiero pasto…”. Cos’altro può eguagliare questo incipit? Nulla. Non è passato remoto, è l’oggi. E c’è ancora chi parla di Medioevo.No, tutto collima, con la puntualità di un cronometro. È il male che, a caduta, avvolge e uccide l’anima.

    La musica, sul pentagramma, è anche la battuta “silenziosa”.
    Infatti. Dopo l’ultima parola, ogni volta che ne ho proposto la lettura, scende un silenzio perfetto, tangibile, materiale, celestiale, divino. È il verbo del pensiero assoluto che innesca in me un fremito incontrollabile, forse anche pieno di spavento perché sono conscio sempre, di trovarmi, insieme al mio pubblico, al cospetto della bellezza. Dicevo del pensiero: non un pensiero debole, al contrario, un pensiero forte, difficile, quello dell’incanto e del mistero, dell’incognita totale. La parola non trova parole che la descrivano se non questa, “indicibile”, perché non la si può dire.

    Cosa avrebbero detto Luigi e Isolina, i suoi genitori, se qualcuno avesse descritto loro il figlio più piccolo, Roberto, che declama Dante?
    Di loro, che non ci sono più, trattengo i ricordi, grandi, senza tempo o quotidiani e piccoli. Anche Dante, certo, endecasillabi che uscivano così, dalle loro labbra, come se fosse naturale inserire il sommo poeta nella vita semplice di quei due grandi cuori.

    Isolina, sua madre. Pare che non abbia creduto che suo figlio Roberto abbia assistito con Papa Giovanni Paolo II alla proiezione de «La vita è bella».
    No che non ci ha creduto. Almeno il Papa…

    Pare che dopo questo spettacolo Lei voglia “chiudere” per un po’ con il Sommo Poeta.
    Vero. Mi ha accompagnato in giro per il mondo, nella sua universalità. Anche nei Paesi Arabi il miracolo della sua potenza si ricrea. Ma non è facile ed è molto faticoso. Vorrei tornare al cinema, ad una “commedia”, anch’io, in cui trasfondere la gioia che Dante mi ha donato. Non un film sull’Alighieri, non ci penso proprio. Ho il desiderio di rimettermi dietro la macchina da presa ma nessuna idea sul soggetto. Prima o poi mi verrà, basta aspettare.

    Dieci anni fa il trionfo all’Academy con «La vita è bella». Tre Oscar: miglior film straniero, miglior attore protagonista, migliore colonna sonora. Ci vuole coraggio a fare un film sull’Olocausto…
    L’Olocausto è stato l’industria del male, il capolavoro di Satana. Ho pensato ai bambini, a come potessero capire cos’è successo pochi decenni fa in Europa senza uscirne sconvolti. Mille volte mi è stato chiesto di girare un sequel de «La vita à bella” ma ho sempre rifiutato. È un capitolo chiuso.

    Cosa ha pensato quando l’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella la propose come senatore a vita?
    Mastella, quello che ha fatto cadere il governo Prodi? Ma dove l’hanno spedito? E chi se lo ricorda? Beh, che l’idea fosse venuta proprio a Mastella è strano. Ma questo è un paese strano.

    Insomma, non se lo prenderebbe in braccio, Mastella, come invece aveva fatto con l’allora segretario del PCI Enrico Berlinguer.
    Primo: Mastella è grande e grosso e non ce la farei mai. Secondo, Berlinguer era magro magro e simpatico, nonostante fosse un leader estremamente serio.E’ stato un gesto istintivo, quella foto ha fatto il giro del mondo.

    E ora chi prenderebbe in braccio dei leader del PD?
    Neanche Fassino è magro abbastanza. Magari a Verona prenderò in braccio il sindaco Tosi.

    Visto che la proposta della nomina a senatore a vita non l’ha sorpresa più di tanto, quando ha saputo che l’asteroide 21662 ora si chiama «21662 Benigni»?
    Una cosa spettacolare. Gira e non la vede nessuno ma c’è…

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    August 2nd, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Giovedì 30 luglio con il Corriere del Veneto – Corriere di Verona è uscito uno speciale di otto pagine dedicato a TuttoDante con un’intervista esclusiva a Roberto Benigni che, a ruota libera, racconta lo spettacolo areniano, l’amore per la Divina Commedia, e scherza con la sua inconfondibile verve sulla classe politica italiana con tanto di invito in Arena per Berlusconi.

    Nelle otto pagine dello speciale am­pio spazio è dedicato al rapporto di Be­nigni e Dante e al lungo percorso che ha portato l’esegesi dantesca dell’atto­re di Vergaio dalle aule magne univer­sitarie alla tournée mondiale.

    Un grazie alla redazione de Il Corriere del Veneto per aver pubblicato, nell’inserto di 8 pagine dedicato a Roberto Benigni, un articolo dal titolo “Un Nobel per Benigni“, citando il sito www.unbenignidanobel.it.
    Festeggiamo così anche i 2 anni del sito che è stato creato il 31 luglio 2007!

    Clicca qui per visualizzare il PDF della pag. 12 del Corriere di Verona di giovedì 30 luglio 2009.

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    July 27th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Tra sberleffi e commozione la grandezza del «giullare»

    Taormina (24 luglio 2009). Zompetta, ammicca, saltella. Commuove e si commuove. E se innanzitutto sbeffeggia e ti fa fare un pieno di buonumore, poi ti rende palpabile l’intangibile e ti apre alla Bellezza e all’Infinito. Altro che one man show, con TuttoDante Roberto Benigni è di più: è giullare, prima che clown, capace con lo sberleffo di spalancare gli abissi della riflessione; e poi cantore struggente e appassionato che innalza al sublime del Sommo poeta.
    Ma, appunto, innanzitutto Benigni è Benigni, un diavolaccio che sulla scena del Teatro antico di Taormina, l’altro ieri sera, si è presentato accompagnato da una marcetta perfetta per quel suo «passo d’oca» che strappa risate a dispetto dei nazisti; un monellaccio che subito saluta quelli seduti in alto sulle gradinate chiedendo loro «come si sta a Castelmola?», per poi passare ai «milionari delle prime file», alla «voglia di essere un cagnolino per potervi leccare tutti» e ad una battuta alla Johnny Stecchino «chi cauro ca’ fa». E gli oltre quattromila presenti (a proposito, nella sezione Teatro di Taormina Arte era da una decina di anni che non si registrava il tutto esaurito) sono immediatamente rapiti.
    E il bello, per cominciare, è il diavolaccio che graffia. Che affonda stoccate lavorando di sciabola ma con la levità del fiorettista, sicché per quanto pesanti, le stoccate, mai le avverti come offensive. La raffica di battute - satira pura e quindi mai greve, semmai talvolta esasperata come si addice a un giullare - è tutta per Berlusconi anche perché - spiega ad un certo punto - «ho pure provato a prendermela con la sinistra, ma un paio di anni fa mentre durante un mio spettacolo avevo cominciato a farlo, mi dissero che era appena caduto il governo Prodi….».
    E allora, allora subito sotto con il premier - «che non è mai venuto a sentirmi, al contrario di Andreotti, che mi diede ansia visto che è l’unico contemporaneo di Dante…»
    Benigni incamera applausi con soavità, la stessa con cui passa al Sommo poeta, mentre suda e la mano corre continuamente al fazzoletto in tasca. Lui non recita Dante, ci fa l’amore; rapito dalla bellezza di quella poesia, quei versi li decanta come un innamorato la sua donna, come Alighieri - quasi verrebbe di dire - decanta Beatrice. E la serata si fa Divina.
    Tutto solo sul palco scevro di coreografia, Benigni, oltre alla sua smilza figura, ha per compagno solo un leggio, ma su quel leggio un tesoro: il testo del V canto dell’Inferno, il girone dei lussuriosi, quello con «Amor, ch’a nullo amato amar perdona» e della pietà di Dante per Paolo e Francesca. Serve altro? No, eppure il premio Oscar de La vita è bella ce ne mette, ed è un valore aggiunto: ci mette per cominciare la divulgazione, leggendo singolarmente ciascuna terzina del V canto e spiegandone di ognuna il significato in considerazione anche del contesto storico e del cristianesimo che permeava quei tempi; e poi ci mette, dopo che a tutti è tutto chiaro, la recitazione senza lettura, a memoria, dell’intero canto. Ma soprattutto ci mette un’intensità, una passione, un coinvolgimento così struggente che non possono descriversi. Basti dire che commuove e si commuove, letteralmente: con la voce, nel finale, che gli si fa roca e poi si spezza, mentre scorre anche qualche lacrima.
    E di fronte a lui, al monellaccio che incanta, quattro minuti di applausi non bastano ad alleggerire l’emozione. Che poi sciama per via Teatro Greco e quindi lungo il corso. E che infine approda a casa, assieme alla benedizione per aver rinunciato, almeno l’altro ieri sera, alla tv.
    (di Giuseppe Anastasio - giornale.la sicilia.it)
    [Per visualizzare il PDF dell'articolo clicca qui]

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    July 26th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

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    July 25th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Meraviglioso spettacolo del premio Oscar che ieri ha incantato le migliaia di spettatori accorsi al Teatro Greco.

    E’ stato un successo. Benigni, come al solito, è stato semplicemente meraviglioso. Un uomo solo con un leggio ed un microfono ha tenuto con il fiato sospeso le migliaia di persone che hanno gremito il Teatro Antico di Taormina in ogni posto nonostante l’incredibile cappa di caldo che sovrastava Taormina. In perfetto orario comincia lo spettacolo e non appena il comico toscano mette piede sul palco una vera e propria ovazione lo investe perchè si percepisce subito la straordinaria forza che quest’uomo riesce ad emanare. Ma prima di entrare nel vivo dello spettacolo il comico si lascia andare a qualche frase in siciliano e a qualche freddura improvvisata. Poi arrivano inevitabilmente i riferimenti alla politica ed a Berlusconi in particolare; l’occasione è ghiotta, si parla dei lussuriosi nel canto che sta andando a leggere e le cronache di questi giorni sono intrise dello scandalo di Berlusconi e delle sue escort di lusso. E Benigni come al solito si sbizzarrisce irridendo il nostro Presidente del Consiglio bacchettandolo, prendendolo in giro ma sempre con garbo ed intelligenza, con quell’umorismo da toscanaccio in lui innato. Un vero e proprio spettacolo di cabaret anticipa la lettura del quinto canto dell’inferno che il comico legge terzina per terzina sviscerando da esse i significati piu reconditi e profondi incantando l’intero teatro in cui vige un silenzio surreale. La gente partecipa quasi meravigliata di quanti concetti sono racchiusi in quella che Benigni definisce “la più grande e rivoluzionaria opera di tutti i tempi, insuperabile”.

    Si parla di Amore nel quinto canto, quell’amore che ha portato alla morte Paolo e Francesca, i due nobili contemporanei di Dante protagonisti del quinto canto. Benigni sembra vivere personalmente i dolori di questa coppia che, come in vita hanno peccato perchè travolti dalle passioni, nell’inferno sono condannati ad essere continuamente trasportati da un vento che li sbatte continuamente sulle pareti del girone. Dante ha pietà per queste anime tanto che per la commozione sviene alla fine del canto. Benigni si sofferma molto su questo concetto dantesco della pietà estremamente rivoluzionario per il tempo tanto da essere criticato dai suoi contemporanei. E Benigni su questo concetto apre un discorso che spazia dalla religione alla politica passando per la poesia. Definisce Cristo “colui che ha dato agli ultimi la dignità dei primi” rivoluzionando il pensiero del mondo. E’ un fiume in piena Benigni, si percepisce che crede in quello che sta dicendo perchè lo vive da profondo credente in Dio. Per più di un’ora legge e spiega le terzine dantesche arricchendo enormemente chi lo ascolta in un discorso che a volte può apparire confusionario ma sempre interessantissimo. Il canto finisce e lui lo recita tutto nuovamente, a memoria. Nella mente di chi ascolta tutto quello che lui ha detto prende forma, si materializza lasciando veramente una traccia indelebile. Forse molti dei presenti si aspettavano uno spettacolo di cabaret, un modo per fare quattro risate ed invece Benigni, attraverso dei versi scritti più di settecento anni fa, fa una lezione di vita che lascia, inevitabilmente, il segno.
    Diego Indaimo (tempostretto.it)

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    June 30th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    MADRID, 29 Jun. - El más conspicuo iconoclasta de la escena italiana, Roberto Benigni, escaló en 1999 por las butacas para recoger sus Óscar por La vida es bella. Con ello creció su fama, pero ha sido su “cruzada” con Dante y su Divina Comedia por los teatros de todo el mundo la que le ha convertido en una especie de “héroe nacional”.

    Benigni debía llegar ayer a Madrid para presentar Tutto Dante, el monólogo que ya han visto más de un millón de italianos en directo y otros 10 por televisión, pero canceló el encuentro con la prensa por “problemas con su vuelo”.

    A pesar de ello, hoy abrirá los Veranos de la Villa en los Jardines de Sabatini, según ha asegurado la Concejalía de las Artes del Ayuntamiento.

    El teatro romano de Petras, (Grecia) fue hace tres años el escenario elegido por Benigni para recitar uno de los cantos del Infierno de La Divina Comedia, escrita por el florentino Dante Aligheri (1265-1321).

    El éxito que logró le animó a construir un monólogo que llamó Tutto Dante. Benigni decidió enrolarse en una gira por Italia, Europa, Estados Unidos, Canadá y Argentina.

    Dante Alighieri es, sostiene, un “gigante” y su “Divina Comedia”, la “más bella de todas las obras escritas jamás”, la del “eterno presente”, pero antes de que comience a explicar con una rara pedagogía por qué, por ejemplo, el escritor elige en decasílabos para su canto 33, no puede evitar “repasar” las noticias que protagoniza “casi cada dos horas” Berlusconi.

    Así, sus shows no tienen otra otra música que su voz -no tienen subtitulación pues nunca sabe qué dirá- ni otra escenografía que su propia persona brincando y gesticulando.

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    June 29th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    ENTREVISTA: ROBERTO BENIGNI Cómico

    JOSEBA ELOLA - Madrid - EL PAÍS - 29/06/2009

    La abuela de Benigni caminaba por las calles de Misericordia, el pueblo de la Toscana en que nació el cómico italiano hace 57 años, con una pistola en un bolsillo y la Divina comedia en el otro. De modo que Dante Alighieri, Il sumo poeta, y su obra magna estuvieron presentes en la vida del cineasta y cómico italiano desde su más tierna infancia. Roberto Benigni se presenta el martes (y durante tres noches) en Madrid con el espectáculo, TuttoDante. Un monólogo en el que el director y protagonista del filme La vida es bella, bufón genial, heredero de la tradición de Dario Fo, recita versos del V Canto del Infierno de la Divina Comedia -subtitulados- y los aliña con chistes (en italiano) sobre temas de actualidad.

    “¡Estoy muy contento de hablar con el periódico que ha publicado las fotos de mi primer ministro. ¡Já! ¡Les voy a mandar a ustedes mis fotos privadas también!”, exclama, eufórico, entre risas, para dar comienzo a esta entrevista telefónica. “Conozco a todas las chicas de Villa Certosa, estuve allí con Silvio Berlusconi. ¡Menos mal que no han seguido publicando fotos, hubieran acabado saliendo las mías!”. Por momentos parece que el histrión fuera capaz de desafiar las leyes de la física para aparecerse entre las rendijas del auricular telefónico.

    Pregunta. La verdad es que Berlusconi es un buen personaje para una película, ¿no?

    Respuesta. ¡Oh, Dios, es perfecto! Es el más grande, es el mayor clown. Yo he tenido que ponerme a recitar la Divina comedia porque no puedo competir con él, es el más grande, ¡el más grande! Con Berlusconi tengo mucha suerte: basta con repetir lo que dice para tener un espectáculo redondo.

    P. Usted lleva años recitando a Dante, pero, ¿recuerda la primera vez que leyó sus versos?

    R. ¡Claro! Era pequeño, tenía unos 12 años. Mi madre me decía: “Tienes que aprenderte los versos de Dante de memoria”. ¡Para mí, Dante era Dios! Mi abuelo y mi abuela conocían sus versos, los recitaban en casa. Mi abuela era una mujer revolucionaria, andaba por la calle con una pistola en un bolsillo y la Divina comedia en el otro.

    P. ¿Una pistola?

    R. Eran tiempos peligrosos, estaba sola, mi abuelo estaba en la guerra. Fue una mujer legendaria en la familia. Dante es el poeta. Y la Divina comedia, una enciclopedia. Al principio no entendía nada, y tenía que repetir los versos en voz alta, como si fueran música. La Divina comedia es música clásica y moderna, una mezcla de Beethoven y Jimi Hendrix… [crescendo a lo Benigni]. ¡Como los Bee Gees y Bach, juntos! ¡Como Puccini y Duke Ellington!

    P. Poco después de rodar con Fellini La voce della luna, en 1989, dijo usted: “La improvisación es una ciencia exacta, como las matemáticas” ¿Improvisa en este espectáculo? ¿Cuál es el axioma de esa ciencia exacta?

    R. Necesito por lo menos un mes para preparar una buena improvisación. No se puede improvisar, si improvisas puedes volar alto, pero puedes estrellarte; hay que preparar las improvisaciones, ése es el oxímoron, la contradicción… En el escenario dejo siempre puertas abiertas, y cualquier cosa que ocurra en ese momento o que haya ocurrido el día anterior me vale. ¡Cómo voy a dejar fuera a Berlusconi, da noticias cada dos horas!

    P. La inocencia define en gran medida la esencia de los personajes que interpreta, desde el Guido de La vida es bella al poeta de El tigre y la nieve, o incluso el italiano de Bajo el peso de la ley, de Jim Jarmush. ¿Consigue usted mantener una cierta inocencia?

    R. No sé si logro mantener mi inocencia. Yo creo en los milagros, la vida es un milagro, y mantengo el estupor, el estupor es el principio del arte. Cuando eres inocente puedes decir lo que quieras, como un niño, puedes volar.


    Benigni intervistato da El Pais: “Il vero clown in Italia è Berlusconi, basta ripetere quello che dice lui e come comico si ottiene un grandissimo successo”

    Contentissimo di essere intervistato dal giornale spagnolo che ha pubblicato le famose fotografie di Berlusconi e dei suoi ospiti a Villa Certosa, Roberto Benigni lo definisce «il più grande clown che ci sia». Il grande comico toscano si diverte a rispondere alle domande, scherzando sul fatto che ci sono anche foto sue a villa Certosa. «Io mi sono messo a recitare la Divina Commedia -dice a El Pais- perchè sulla scena comica c’era già Berlusconi e io non potevo mettermi a competere con uno così bravo. Sono molto fortunato che ci sia lui in Italia. Basta ripetere quello che dice lui e come comico si ottiene un grandissimo successo».

    «Conosco tutte le ragazze di villa Certosa - scherza poi Benigni - , ero lì insieme a Berlusconi. E meno male che non hanno continuato a pubblicare le fotografie, altrimenti sarebbero uscite pure le mie!». Il comico loda quindi il quotidiano spagnolo, il primo a far uscire le foto di Antonello Zappadu: «Sono molto contento di parlare con il quotidiano che ha pubblicato gli scatti del mio primo ministro. Vi voglio mandare anche io le mie foto private!».

    Al giornale spagnolo Benigni racconta anche più seriamente del suo impegno a recitare e commentare tutta la Divina Commedia. «Lo credo che la so a memoria, mio nonna e mio nonno -racconta- recitavano continuamente Dante in casa». Alla domanda se è vero che una volta aveva definito l’improvvisazione sulla scena una scienza esatta, Benigni ha risposto che gli ci vuole un mese per preparare una improvvisazione perfetta.

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    CULTURA: L’OSS. ROMANO, BENIGNI HA COLTO LO SPIRITO DI DANTE E LA PRESENZA DI CRISTO

    (ASCA) - Citta’ del Vaticano, 24 giu - Anche l’Osservatore Romano plaude alle ‘lecturae Dantis’ di Roberto Benigni. Lo fa recensendo nell’edizione odierna ”Il mio Dante”, pubblicato nel 2008 da Einaudi. ”L’ampio successo di critica e di pubblico registrato dalle letture dantesche realizzate dal comico toscano - scrive Marco Tibaldi -, come direbbe Paul Ricoeur ‘danno a pensare”’.
    Per il quotidiano della Santa Sede, con Dante, come con il film ‘La vita e’ bella’, ”il principale merito di Benigni e’ di esser riuscito a divulgare a una quantita’ enorme di persone temi e messaggi impegnativi e ardui da trattare”.

    ”Una delle ragioni di tanto successo - prosegue la recensione - e’ nello stile comunicativo adottato, che si riallaccia, con le opportune personalizzazioni, al filone antico dei giullari, dei norren della tradizione nordica”. E a questo proposito, Tibaldi sottolinea come ”la forza e le ambiguita’ del fenomeno tutto umano del ridere si trovano esemplarmente all’inizio stesso dell’esperienza della fede, come la storia di Abramo e Sara ci ricorda”. ”Cio’ che e’ decisivo - prosegue - e’ allora, per cosi’ dire, la qualita’ del riso che viene suscitata dal comico. Ci puo’ essere, infatti, un riso irriverente e sarcastico, un riso di sfiducia e incredulita’, ma anche un riso che nasce dalla gioia e, cosa ancora piu’ tremenda e sublime, un riso che nasce dalla o nella sofferenza. Benigni sa muoversi con maestria all’interno di questa vasta gamma dei significati del ridere, ma colpisce nel segno quando riesce nell’ultima e piu’ impegnativa impresa: parlare con il sorriso della sofferenza. Cosi’ e’ stato per La vita e’ bella e cosi’ e’ stato anche per Dante”.

    Per Tibaldi, cio’ che Benigni e’ riuscito a fare, con l’enorme successo di critica e di pubblico delle lezioni dantesche, ”e’ l’aver reso presente lo spirito” della Divina commedia, in cui si trova ”praticamente tutto”, ovvero ”tutto cio’ che serve realmente: un cammino di redenzione per uscire dalla morte e incontrare la vita vera”. Facendosi ascoltare su ”temi impegnativi quanto decisivi come la redenzione, il peccato, la vita eterna”, Benigni ha saputo mostrare ”come la bellezza di Dio, il fascino della vita eterna, la possibilita’ dell’incontro definitivo con il Creatore della vita, covino anche nel cuore del disincantato uomo dei nostri tempi”. Tutto cio’, grazie alla sua capacita’ di ”parlare con il sorriso della sofferenza”.

    Ma il recensore dell’Osservatore Romano non si ferma qui, e aggiunge che ”il successo della proposta di Benigni risiede in ultimo anche da una certa inflessione cristologica del suo raccontare”. ”L’attore - spiega - ha ben presente il sostrato biblico della Commedia, come piu’ volte ricorda nel suo saggio… Ma la vera intonazione cristologica viene, ancora una volta, da quel sorriso con cui Benigni, sulla scia di Dante, ci sa raccontare tutto questo, quel sorriso che paradossalmente molti artisti antichi e contemporanei hanno posto proprio sulle labbra del Gesu’ morente in croce, piccolo ma sconvolgente segnale dell’imminente risurrezione”.


    Mercoledi 24 Giugno 2009 - L’OSSERVATORE ROMANO: BENIGNI E LA “NOSTALGIA DELL’ETERNO”
    “Ci sono delle persone che dicono che tutto è brutto senza possibilità di riscatto, e a me non piacciono per niente; ce ne sono delle altre che dicono che tutto è brutto, ma riescono lo stesso a farci vedere la bellezza in mezzo a tanto buio. Sono le mie preferite, e Dante è tra queste, perché nonostante il malessere che lo angosciava amava la vita”. Roberto Benigni descrive così Dante, nel libro “Il mio Dante”, recensito da Marco Tibaldi sull’Osservatore Romano. Scrive Benigni: “La Divina Commedia è un pianeta sconosciuto dove troviamo cose che riguardano noi. E bisogna che andiamo a vedere nel nostro passato, proprio come fa Dante, che rientra nella sua vita”. Per Tibaldi, ciò che Benigni è riuscito a fare, con l’enorme successo di critica e di pubblico delle lezioni dantesche, “è l’aver reso presente lo spirito” della Divina commedia, in cui si trova “praticamente tutto”, ovvero tutto ciò che serve realmente: “un cammino di redenzione per uscire dalla morte e incontrare la vita vera”. Facendosi ascoltare su “temi impegnativi quanto decisivi come la redenzione, il peccato, la vita eterna”, Benigni ha saputo mostrare “come la bellezza di Dio, il fascino della vita eterna, la possibilità dell’incontro definitivo con il Creatore della vita, covino anche nel cuore del disincantato uomo dei nostri tempi”. Tutto ciò, grazie alla sua capacità di “parlare con il sorriso della sofferenza”.

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    Pubblichiamo il resoconto di Lucas Esandi, nostro collaboratore dall’Argentina, grande appassionato di Dante e Benigni, che ha assistito allo spettacolo di TuttoDante a Buenos Aires mercoledì 17 giugno 2009 [Leggi il primo articolo che ha scritto Lucas per noi].

    Suona la musica e aspettiamo con ansia Roberto, suona finchè finalmente appare sul palcoscenico e il Gran Rex esplode di applausi e di emozione per vedere lui per la prima volta, lui che ci fa tanto bene col suo ottimismo che contagia perfino al peggiore dei pessimisti. Ed è gioia essere lì. Ci si sente nell’aria. Tutti sorridono e nell’atmosfera c’è qualcosa di speciale, siamo tutti felici e così inizia lo spettacolo.

    La prima ora è stata di umorismo e la seconda sul V dell’Inferno. E poi, ci ha elogiato all’Argentina nei confronti del nostro calcio, della nostra mitologia e sopratutto di Borges. Ha spiegato che è il suo dantista preferito –anche uno dei suoi scrittori preferiti-, e poi, alcune cose che dice sulla Commedia sono cose dette da Borges in un libro chiamato Nueve ensayos dantescos (Nove saggi danteschi) e poi nel testo “La divina comedia” in Siete noches (Sette notti). Anche se dalla maniera in cui lo fa Roberto, Borges non l’avrebbe fatto mai, il suo stile era un altro.

    E poi, non si referisce solo a lui. Io, non so se questo va detto, ma lo voglio dire: è da notare le citazioni che fa delle Sacre Scritture, le conosce bene e le ha lette tutte. Nella nostra serata ne ha fatte tante: quella in cui Gesù guarisce la suocera di Pietro per mangiare e per spiegarci che Gesù voleva bene al suo corpo, e sempre ci teneva al cibo e anche al vino, perché dice di non aver trovato passaggio in cui il Signore beva acqua, è sempre vino; la moltiplicazione dei pani e dei pesci; l’episodio in cui una donna tocca il mantello di Gesù e pensa che basterà così perché lo ama e c’è una forza che esce da Gesù, e tutto per spiegare il verso memorabile:
    Amor ch’a nullo amato amar perdona

    È una idea nota per noi, Benigni spesso dice: «Nessun amore è sprecato» L’amore ci torna indietro in ugual misura; l’annuciazione alla Vergine Maria, e vorrei sottolineare, con un umore inaudito, perché ci diceva che siamo qui per il sì di una donna, e che perfino Dio ha lasciato Maria decidere per il nostro libero arbitrio, e che aveva tanta paura che mandò un suo amico, l’arcangelo Gabriele verso Maria… “scusa Maria, c’è un mio amico che ti vuole bene…” E al momento in cui diceva questo tutti ridevano. Splendido! Raccontava il momento dell’annunciazione con un umorismo, ripeto, inaudito e gioioso che ci rendeva a tutti felici per ricordare quel momento importantissimo nella storia dell’Umanità; e poi l’episodio della lotta di Giacobbe con Dio, per dirci quant’è difficile la vita a volte, e come ci dobbiamo sforzare come lui per sfiorare il divino, per trascendere alle stelle –ad astra per aspera, dirà un motivo latino-, per affrontare il mistero della vita.
    E non solo conosce bene le Sacre Scritture, sennò anche altri testi di Sant’Agostino, di Santo Tommaso d’Aquino, ecc. Sa la storia della Chiesa Cattolica molto bene.
    Poi ha detto i doni della cultura italiana al mondo e il valore dei pensatori del sud italiano.

    Oltre all’umorismo della prima ora, nella seconda si è permesso di dire alcune cose con umorismo anche se raccontava Dante. Ebbene, l’umorismo è sempre in tutti i suoi spettacoli. Benigni, il tuo nome è umorismo.
    Personalmente sono contento perché nel programma che consegnavano nel Teatro c’era la lettera di Roberto a Dante con la traduzione che io ho fatto in spagnolo.
    Non mi hanno chiesto di usarla, ma sta bene così.
    Ho contribuito umilmente dall’anonimato a Tutto Dante. A spandere il vento della felicità che ci voleva soffiare Roberto, come aveva detto nei giorni prima.
    E vi posso assicurare che ha soffiato perché il vento soffia ove egli vuole. Nel suo nome ci siamo riuniti.
    C’è stata quella Bellezza accecante. Dante c’è stato in Argentina. E noi siamo stati lui nel sentire la bellezza del verso nel nostro orecchio. Ne saremo grati sempre.

    Un abbraccio forte,

    Lucas Esandi
    Il Blog di Lucas: “Mientras Tanto”
    Facebook di Lucas Esandi

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    June 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Admirable mezcla entre lo sacro y lo profano

    Domingo 21 de junio de 2009 | Publicado en LA NACION

    TuttoDante, espectáculo unipersonal creado, interpretado y dirigido por Roberto Benigni. En el Gran Rex.
    Nuestra opinión: excelente

    Conocemos de sobra al Roberto Benigni que aparece en el enorme escenario del Gran Rex con movimientos de clown y esa sonrisa exuberante que contagia hilaridad sin necesidad de decir palabra. Una multitud lo ovaciona y festeja por anticipado la catarata de chistes, bromas y observaciones filosas que está por llegar.

    Casi dos horas después, otro aplauso estruendoso despide al Benigni que casi no conocíamos. El que acaba de recitar, completo, el quinto canto del Infierno de La Divina Comedia con unción, entrega y admirable compromiso, y se despide ahora casi extenuado, circunspecto, con el rostro serio, dejando la sensación de haber entregado algo muy profundo e intenso.

    La fidelidad de Benigni hacia la letra y el espíritu de Dante Alighieri es tan intensa como la osadía de recrearlo con tanto vuelo. Estamos frente al más fervoroso devoto en el siglo XXI de un autor medieval y de su obra magna, a la que recurre como antídoto y consuelo en estos tiempos tan vacíos de espiritualidad.

    Por todo eso, el debut de Benigni en Buenos Aires tuvo ribetes excepcionales. Sabemos que es un artista múltiple y que pocos pueden, como él, sostener desde su magra contextura (que se va agigantando con los minutos) casi dos horas de soledad sobre un escenario inmenso, apenas acompañado por un atril y un austero juego de luces. Pero la sustancia del espectáculo sobre Dante que cerró en Buenos Aires una fecunda travesía por todo el mundo, dejó al descubierto que al Benigni conocido habrá que agregarle un nuevo atributo: su enorme condición teatral.

    Con el torbellino verbal de un Enrique Pinti encerrado en un cuerpo similar al de Woody Allen, Benigni dispara al comienzo mil y un comentarios ácidos y desopilantes sobre la Italia de Berlusconi, en la tradición de los mejores shows de stand up . Sazona con algunas expresiones en español un espectáculo que seguramente sólo disfrutarán y entenderán a pleno quienes conocen bien la lengua italiana -no en vano identificada como la lengua del Dante-, pero aun quienes no están familiarizados con ese idioma perciben el modo sutil, casi imperceptible y genuinamente teatral con el que Benigni pasa del monólogo cómico a una verdadera clase magistral sobre la Divina Comedia .

    Aquí, el artista se convierte casi en un erudito. Con admirable espíritu didáctico recorre casi toda la historia de Italia, sus aportes a la cultura y a la civilización occidental, y nos contagia desde el conocimiento profundo de la época, de las lecturas de los clásicos y del idioma italiano su devoción hacia Alighieri. Los versos, traducidos al español con subtítulos durante la explicación, cobrarán vuelo al final, cuando Benigni recite completo ese quinto canto. En él conviven maravillosamente lo profano y lo sacro.

    Marcelo Stiletano

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    June 18th, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni, Video

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    June 17th, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni

    El actor italiano de la “La vida es bella” fue homenajeado en la Legislatura porteña en un acto celebrado en el Salón Dorado. La iniciativa perteneció a la Diputada Luciana Blasco (PRO).

    En un acto realizado hoy por la tarde en el Salón Dorado del Palacio legislativo, el reconocido actor italiano, Roberto Benigni fue distinguido como “Huésped de Honor” de la Ciudad de Buenos Aires.

    Del evento participaron el Vicepresidente Primero de la Legislatura, Diego Santilli y los legisladores/as Oscar Moscariello, Luciana Blasco, Marta Varela, Roberto Destéfano, Patricio Di Stéfano (PRO), Facundo Di Filippo (Coalición Cívica), Inés Urdapilleta (FPV) y Gabriela Alegre (Diálogo por Buenos Aires).

    Santilli recordó “el mensaje que logró plasmar en su película La vida es bella. Una obra en la que en medio del horror más absoluto, un padre logra darle a su hijo ilusiones, esperanza y un legado imborrable, contra todo y a pesar de todo”. Asimismo, resaltó “la importancia que tiene para la gran comunidad italiana que habita este país la elección de Benigni para representar al Dante en su idioma original“. Por su parte, Blasco, autora de la iniciativa, le deseó al actor la “mejor de las suertes en la obra que viene a presentar”.

    El embajador de Italia en la Argentina, Stéfano Ronca, sostuvo que Benigni “no es sólo un gran actor y un grande de la comedia sino, ante todo, un hombre de la cultura” y destacó que “no es casual que haya elegido terminar aquí su gira ya que viven en este país 650 mil italianos”. Además, subrayó que “tanta gente ha intentado comprender en el colegio al Dante y no ha podido, ahora podrá hacerlo con la presentación de su obra”.

    El famoso actor hoy agasajado se manifestó simpático y alegre como se lo ha visto en sus escenas de comedia y se dirigió a los presentes que colmaban el Salón Dorado diciendo que “si este era el enorme recibimiento que le daban cuando acababa de llegar a la ciudad, cómo sería el reconocimiento que tendría luego de una semana de estar en ella”. Luego contó que “Borges es su ´dantista´ preferido y que admira a Bioy Casares como referentes de la grandeza creativa en la literatura”.

    Benigni recibió de manos de Santilli y de Blasco, la medalla de oro y el diploma correspondiente. En la sesión ordinaria del jueves 28 de mayo el pleno de la Legislatura reconoció al artista aprobando la Declaración Nº 163.

    El reconocimiento se funda en el marco de lo establecido en el artículo 4° de la ley Nº 578 por el que la distinción de “Huésped de Honor de la Ciudad de Buenos Aires” puede ser otorgada a visitantes extranjeros que se hayan destacado en la Cultura, las Ciencias, la Política, el Deporte, o hayan prestado relevantes servicios a la humanidad, haciéndose acreedores al reconocimiento general. Tiene vigencia durante el lapso en el cual el homenajeado permanezca en la Ciudad y es concedida mediante decreto del Jefe de Gobierno o Declaración de la Legislatura.

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    June 17th, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni

    El talentosísimo actor y director italiano Roberto Benigni decidió culminar su exitosa gira mundial en nuestra ciudad y la Legislatura porteña tuvo el gran honor de distinguirlo este martes por su visita a Buenos Aires. El protagonista de “La vida es bella” desplegó todo su humor e histrionismo.

    Escrito por María Roberta Perujo Rivas y Alejandra Lazo

    Pese al asueto administrativo decretado en la Legislatura porteña por la rotura de un caño (desperfecto ya solucionado), este martes el Salón Dorado aplaudió calurosamente al multipremiado actor, escritor y director italiano Roberto Benigni, quien recibió de manos del vicepresidente primero Diego Santilli y la diputada Luciana Blasco (PRO) la distinción de “Huésped de Honor de la ciudad de Buenos Aires”.

    Benigni es conocido mundialmente por su lograda interpretación protagónica en el largometraje “La vida es bella” -que narra la historia de un hombre que intenta proteger a su hijo durante su detención en un campo de concentración nazi-, consagrada por el Gran Premio del Jurado en el Festival de Cannes y los premios Oscar 1998 al mejor actor, a la mejor película en lengua no inglesa y a la mejor banda sonora.

    Recientemente demostró sus dotes histriónicas recitando de memoria y completa, su propia versión del montaje “La Divina Comedia”, temática sobre la que versará su espectáculo “Tutto Dante”, que ofrecerá el próximo miércoles 17 en el Teatro Gran Rex de Buenos Aires, finalizando así su gira internacional.

    Junto a Benigni, Santilli y Blasco se ubicó el embajador de Italia en la Argentina, Stéfano Ronca. Además, adnciudad.com pudo ver entre los presentes a los diputados Oscar Moscariello, Roberto Destéfano, Marta Varela, Lidia Saya, Patricio Di Stéfano (PRO); Facundo Di Filippo (Coalición Cívica); Inés Urdapilleta (Frente para la Victoria) y Gabriela Alegre (Diálogo por Buenos Aires).

    El primero en hacer uso de la palabra fue el Presidente de la Legislatura en ejercicio. Santilli afirmó: “¡Mamma mía, Roberto Benigni está aquí con nosotros!. Este tipo de iniciativas nos llenan de orgullo y de alegría”.

    Y añadió: “Cuando me enteré que la última presentación de la extensa gira mundial de Roberto iba a ser en Buenos Aires, también me surgió decir inmediatamente Mamma mía”.

    El diputado macrista definió a Benigni como “una cálida persona” y, para finalizar, le dijo: “Esta Casa es tu casa, esta Ciudad es tu ciudad”.

    Luego fue el turno de Ronca, quien se mostró muy contento con la presencia del actor italiano en Buenos Aires. “Se trata de una visita muy importante para los italianos. Roberto Benigni no sólo es un gran actor, es sobre todo un hombre de cultura. Gracias a su último espectáculo, logró que en las escuelas quieran estudiar a Dante”.

    Y agregó: “La decisión de realizar el cierre de la gira aquí no es sólo un homenaje a la Argentina -a un país que tiene gran influencia italiana y 650.000 residentes-, sino también a Jorge Luis Borges, un gran estudioso de Dante”.

    A continuación, Blasco quiso ser breve para darle paso al homenajeado. “Agradezco especialmente a Santilli por su gran colaboración para que pudiéramos concretar este acto, en un día complicado para la Casa”, afirmó.

    Asimismo, sostuvo sobre Benigni: “Creo que hablo por todos los porteños cuando digo que es muy halagador que una figura como vos, nos regale su arte”.

    Después de recibir el diploma, la medalla y la plaqueta que acredita la distinción recibida, Benigni desplegó todo su humor e histrionismo, en italiano, claro está.

    Aseguró que siente una gran emoción por haber sido distinguido recién llegado a Buenos Aires y tiene un afecto muy basto por nuestro país. “Ya me siento en Argentina porque amistosamente me dijeron a poco de llegar ‘Hola boludo cómo estás’”, expresó generando la risa instantánea de todos los presentes.

    También aseguró sentirse muy honrado y tratado como un Papa por estar en semejante Catedral, haciendo referencia al imponete Salón Dorado de la Legislatura porteña. “Si este es el enorme recibimiento que me dan cuando acababo de llegar a la Ciudad, como será el reconocimiento que tendría luego de una semana de estar acá”, expresó.

    Por otro lado, calificó esta visita en dos aspectos. Por un lado, el cualitativo por su admiración hacia Borges y que, a raíz de ello, siempre imaginó a nuestra Ciudad como muy misteriosa y enigmática; y además recordó a Bioy Casares.

    En segundo lugar -y por ello no menos importante aseguró- el aspecto cuantitativo, por la cantidad de italianos que residen en nuestro país, el lugar donde donde más ciudadanos hay después de Italia. Y es por ello que señaló que se sentía un ciudadano más realmente y valoró cada rincón de esta Ciudad porque era parte de lo que fundaron los imigrantes italianos.

    Por último, dijo que no conoce nuestra lengua pero que le sonaba amiga, muy musical y dulce.

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    June 15th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    (ANSA) - L’attore italiano Roberto Benigni, è arrivato ieri a Buenos Aires, dove presenterà il suo spettacolo “Tutto Dante” nella cornice di una tour nelle diverse capitali e ha affermato che “Dante è un divertimento, io non sono professore.”

    “Non parlo spagnolo perché sono emozionato”, ha dichiarato Benigni davanti ai cronisti argentini arrivando nell’aeroporto, proveniente dagli Stati Uniti.

    “Dante è un gran divertimento, una grande allegria, il regalo più bello che gli italiani diedero all’umanità”, ha commentato l’attore, che domani sarà proclamato “Cittadino illustre” di Buenos Aires dal sindaco della città, Mauricio Macri.

    A Buenos Aires Benigni presenterà il prossimo mercoledì lo spettacolo totalmente in italiano, senza traduzione in spagnolo.


    ROBERTO BENIGNI, “DANTE ES DIVERSION”

    BUENOS AIRES, 15 (ANSA) - El actor italiano Roberto Benigni, llegado hace algunas horas a Buenos Aires, donde presentará su espectáculo “TuttoDante” en el marco de una gira por diversas capitales, aseguró que “Dante es una diversión, yo no soy profesor”.
    “No hablo español porque estoy emocionado”, agregó Benigni ante los cronistas argentinos al desembarcar en el aeropuerto, procedente de Estados Unidos.
    “Dante es una gran diversión, una gran alegría, el regalo más bello que los italianos dieron a la humanidad”, comentó el actor, que mañana será nombrado “Ciudadano ilustre” de Buenos Aires por el alcalde de la ciudad, Mauricio Macri.
    En Buenos Aires Benigni presentará el próximo miércoles el espectáculo totalmente en italiano, sin traducción al español.

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    El actor y director italiano llega a Buenos Aires con una versión escénica de “La Divina Comedia” que posicionó, en pleno siglo XXI, al poema de Dante en las listas de best-sellers italianas. En una charla exclusiva con Ñ, Benigni sostiene que el genial autor toscano escribió toda su obra en un “eterno presente”.

    Por: Guido Carelli Lynch - El Clarin

    Audio (Parte 2) :

    Cuando un todavía adoles­cente Roberto Remigio Benigni se hizo por prime­ra vez con un ejemplar grueso e interminable de la Divina Come­dia sintió que no era él quien leía a Dante. Sintió, en cambio, que era el mismísimo poeta florenti­no quien lo interpelaba y abría las páginas de la vida del todavía ver­de y germinal humorista italiano. Sentía todo eso a pesar de que en­tendiera poco o nada de esos mil versos eternos, porque “el sonido era bello” y sonaba como una can­ción, como una imposible. “Tiene todos los estilos, tiene jazz, tango, se parece a Beethoven y a Jimmi Hendrix”, cuenta ahora Benigni mientras relata o inventa su pri­mer contacto con la obra capital de la literatura italiana. Lo dice ahora y por teléfono, de corrido, sin pau­sas y aguantando la respiración, al igual que todos sus personajes, esos que lo consagraron en los es­tudios de Cinecittá o esos otros de fama mundial, en su Auschwitz ficticio o conduciendo un taxi por las interminables calles romanas que Jim Jarmush hizo suyas. Ha­bla más rápido que el nacional Enrique Pinti, como en todas sus apariciones públicas, arriba de un escenario, en cualquier conferen­cia o en todas sus entrevistas, sólo que ahora monologa por teléfono y desde Nueva York después de des­lumbrar a la audiencia estadouni­dense en la última escala de la gira del espectáculo Tutto Dante , que en pocos días desembarcará en el país para cerrar en el Gran Rex porteño. “Me enamoré al instante de leerla. Fue como encontrar un viejo amor, un viejo amigo. Sentía que me conocía profundamente y quería llamarlo. ¿Alguien tiene el número de teléfono de este tal Dante?, decía. Quería tomar un café, un té, comer una pizza con él y hablar de la vida, de la muerte y de las mujeres. Simplemente me enamoré: era tan bello que aplau­día yo solo los tercetos: ¡Bravo, bra­vo Dante!”, escupe en menos de 30 segundos y antes de agradecer que alguien por fin hable italiano después de tanto inglés. Antes de decir, claro también, para los me­dios de todo el mundo, pero en es­pecial para los de Estados Unidos que luego de sus funciones en San Francisco y Manhattan se sentía en casa, como en cualquier otro lugar de Italia.

    La demagogia, sin embargo, es un pecado perdonable en el mundo del espectáculo y por eso no cabe juzgarlo o endiosarlo por más que también declare su de­seo de llegar cuanto antes a Bue­nos Aires. Y aunque aclare que para “demostrar el amor, basta un segundo”, ya empieza a guiñar­le un ojo a la audiencia local que pagará entre 60 y 250 pesos para escucharlo hablar de los amoríos de Paolo y Francesca en el V canto del Infierno, o los menos santos y más terrales de Silvio Berlusconi en su país con Letizia Noemí, la jo­ven napolitana que llama “papi” al premiere y que toda Italia comen­ta desde hace semanas. Al tiempo que –advierte– tal vez recoja en Buenos Aires buenas ideas para su próxima película, una comedia bastante más terrenal.

    En 1977, un lector de lectores como Jorge Luis Borges, recordó o inventó, al pasar y también frente a otro teatro colmado, –el Coliseo porteño– que había leído La Divi­na Comedia en la vieja biblioteca Miguel Cané, como si fuera cual­quier otro libro, mucho menos famoso que el de Dante. Treinta y dos años después, Benigni insis­te con una idea parecida. “Si uno quiere leer la Comedia debe leerla solo, gozando su belleza, porque es el mejor libro de todos los tiem­pos”, subraya.

    Y la verborragia sigue mien­tras el tiempo debiera empezar a agotarse, porque siempre hay un representante o apoderado que recuerda los minutos exactos que debe durar una entrevista con “una estrella” y Benigni no es la excepción. Sin embargo, a pesar de que ya descargó una batería larga de respuestas hilarantes e improvisadas, con su sello, la en­trevista acaba de empezar, porque en una conversación con Benigni, al menos en ésta, no hay lugar pa­ra silencios.”El Infierno es el canto más bello de todos, el más popular, pero a pesar de que el Purgatorio y el Paraíso son un poco más difí­ciles, también son mis preferidos. Preguntarme cuál quiero más es como preguntar qué es lo que más te gusta de una mujer. ¡Te gustan los ojos, las piernas, la mirada, la boca! Es difícil decirlo. El Infierno es la boca de una mujer, porque es sensual. El Paraíso son los ojos, la luz; y El Purgatorio es todo el res­to, es el cuerpo de la Comedia”, explica rápido antes de cerrar esta y cualquiera de sus sentencias con un universal “hai capito?” .

    Así es Benigni, tómelo o déje­lo. Pero fuera de las pasiones que despierta el actor que supo hacer buenas migas con casi todos sus compatriotas e iconos del neorrea­lismo italiano, están los números…y están de su parte. En Italia, Tutto Dante llevó un promedio de más de 8 mil espectadores por presen­tación. Del norte al sur de la bo­ta y también afuera, en Londres, Francia, Estados Unidos y próxi­mamente, descuéntelo, también en la Argentina. Supo además ha­cerse un lugar en el prime time de la televisión italiana y hacer que el tal Dante midiera bien.

    Entre las voces críticas que se alzaron contra Benigni se escuchó la del escritor Vittorio Sermonti, uno de los divulgadores más auto­rizados y relevantes de la Comedia que, entre 1987 y 1992, adaptó la obra de Dante a un popular ciclo de radio. El envío estaba curado ni más ni menos que por Gianfranco Contini y Cesare Segre, dos de los críticos y filólogos más importan­tes de la obra de Dante. “Benigni no le hace ningún favor a Dante”, disparó Sermonti hace dos años. El éxito, sin embargo, cierra cual­quier herida.

    -¿Qué tan duras fueron las críticas de los puristas de la Comedia?

    -En Italia mi interpretación se volvió tan popular que no faltó quien dijera que la hacía muy superficial, muy ligera. Pero lo importante no es eso, sino trans­mitir el amor por este gran poeta, la poesía es la vida, porque la Co­media es un libro vivo, que habla con vos. Y a pesar de que hubo al­guno que torció la nariz por mi in­terpretación, todos los demás y el pueblo estaban felices por hacerla popular. En Italia y en Europa en los teatros había un promedio de 8 mil espectadores, como si fue­ra un concierto de rock. Como si tocara la (Laura) Pausini, Bruce Springsteen. Me pedían los cantos como a ellos las canciones. Y yo no me lo esperaba, ¿eh?

    -Y ahora que lo invita a algunas de las universidades más presti­giosas del mundo, ¿no se siente una voz más autorizada?

    -Yo no enseño la Comedia. No soy un intelectual ni un crítico: soy un hombre de espectáculo. Sí fui a Princeton porque me invitaron, porque hablo de Dante y Dante se puede tomar como quieras, como uno desee. Lo bello es que después de ver el espectáculo a alguno le den ganas de leer la Comedia. En Italia pasó así….¡y vendieron tan­tos ejemplares!

    -El canto que más repitió en su espectáculo es el V del Infierno, el de Paolo y Francesca. ¿Por qué?

    -Es que el canto V habla de todo, del amor, del sexo, de la lujuria y de la pasión. Es donde están los lujuriosos, los muertos por amor, fijate cómo tiene que ver con no­sotros, con nuestros tiempos. Por­que el sexo gobierna el mundo. También Dante es atraído por las pasiones. La de Paolo y Francesca es una de las historias de amor más bellas. ¡Es bello, bello, bello!

    Repite Benigni el adjetivo que para él mejor le cabe a Dante, el mismo que acompañará su necro­lógica, cuando el mundo recuerde su consagración global con La vida es bella , película que le valió tres premios Oscar y una nunca com­probada pero sugerente denuncia de plagio. Si Benigni robó la idea que le acercó en forma de guión Radu Mihaileanu antes de rodar El tren de la vida , nunca habrá certezas. En cambio, Benigni no duda en otorgarle todo el crédito de esta segunda oleada de reco­nocimientos a su trayectoria al autor del Convivio . “El éxito na­turalmente es de Dante. Luego yo le agregué mi popularidad. Pensé que perdería público y sin embar­go, tengo más seguidores ahora. Tenía ese temor, pero me gustaba tanto que sentí tenía que hacerla igual. Es como cuando uno quiere dividir un regalo con amigos, así de simple.

    -Le concedo que no es profe­sor, pero al menos sí es tosca­no como Dante. ¿Qué opina de la negativa eterna de Ravenna para devolver sus restos a Flo­rencia?

    Hicieron y hacen bien. Los flo­rentinos no lo quisieron antes y ahora es demasiado tarde. Lo mandaron al exilio, pero paradóji­camente si no hubiera sido así, tal vez nunca hubiera escrito La Divina Comedia , porque Dante tuvo que sufrir y conocer el sufrimien­to humano para poder escribirla. Y por eso no hay otro libro que vaya tan adentro del sufrimiento humano y del gran amor como este. Creo que el exilio fue una de las cosas que hizo nacer doloro­samente la flor de la poesía más grande de todos los tiempos.

    -A otros contemporáneos de Dante, como Petrarca, también les gustaba sufrir…

    -Sí, es cierto. A Petrarca también le gustaba sufrir, pero su poesía era lírica. De hecho, cuando habla de Dante lo hace despectivamen­te, lo juzga de demasiado popular. Las mujeres de Petrarca como Laura, son elegíacas, espirituales, no son mujeres verdaderas. Las mujeres de Dante son carnales, podés hacer el amor con ellas. Laura es como si fuera la madre de Petrarca, en cambio Beatrice quiere hacer el amor con Dante, y si Dante la llegara a encontrar lo harían tres o cuatro veces…

    -Y justamente la encuentra en el Paraíso, demasiada santidad para el amor carnal…

    -Es que por eso está justamente ahí, es el extásis. El Paraíso es co­mo hacer el amor, y Dante hace el amor con ella desde el primer canto.

    No sólo de versos y tercetos habla Benigni. También le dedica un rato largo –el primero– de su es­pectáculo a la tragicomedia diaria de las noticias internacionales. Allí Obama y Berlusconi ocupan los roles protagónicos de Dante y Virgilio. “Hablar de actualidad y de La Divina Comedia es lo mis­mo. Porque un gran poeta habla en eterno presente, está hablando de nosotros ahora. Dante no es un poeta del medioevo, está mucho más adelante, tanto, que todavía no podemos alcanzarlo. Es mucho más moderno que todos nosotros, por eso debemos recordarlo, por eso y porque el pueblo que olvida su propio pasado se prepara para la desesperación. Aunque haya co­sas memorables en Italia todavía hoy, La Divina Comedia es irrepe­tible, hai capito ?”, insiste.

    -Y si Dante retrata también a los italianos, ¿qué ADN hay en ustedes para que denuesten y reelijan personalidades como Berlusconi?

    -¡Dante dice tanto sobre el pue­blo italiano! Se enoja con todas las ciudades. Pero él también te­nía que lidiar con los Berlusconi de su época…¡ Mamma mia , había tantos Berlusconi en el Medioevo! Estamos divirtiéndonos tanto con él que me gustaría que viniera una vez a ver un espectáculo. Ber­lusconi se relaciona de tal manera con la Comedia que todos los días tengo que agregar un chiste, pero es muy fácil hacer reír con Berlus­coni, basta con repetir exactamen­te lo que él dice…

    -¿Qué es lo que más lo conmue­ve de Dante?

    Su humanidad, que sea un poeta único en el mundo y a la vez un hombre verdadero, que ama a las mujeres, que se enoja, que detesta a los imbéciles, porque le daría un abrazo a un leproso, pero nunca la mano a un imbécil. Se enoja –no porque los hombres son malva­dos–, sino porque no ven la belle­za que tienen delante. Se pregunta por qué no vemos la extraordina­riedad de la vida. Y entonces nos conduce con él a las estrellas, eno­jándose, con palabras de furia y de rabia, porque nos quiere.

    ¿Y después de las estrellas?

    Nos conduce al camino de nues­tra vida. Dante no nos dice ‘deben morir’, dice: ‘Deben vivir’. Dice: ‘Las mujeres son una tentación, pero son la salvación’. Es un poeta que cambió todo y los poetas son como los científicos, hacen verda­deras invenciones.

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    En su primera visita a la Argentina, presentará el miércoles, en el Gran Rex, un unipersonal dedicado a Dante Alighieri

    Por Marcelo Stiletano De la Redacción de LA NACION

    No hay diferencias a la vista (y al oído) entre el Roberto Benigni que hace una década festejaba en Hollywood saltando sobre las butacas y las cabezas de los invitados el Oscar otorgado a La vida es bella y el que atiende a LA NACION desde Montreal. Allí cumplió otra etapa de la vuelta al mundo que viene realizando en los últimos años con su espectáculo unipersonal dedicado a Dante Alighieri, Tutto Dante , cuya función despedida (íntegramente hablada en italiano) tendrá lugar precisamente aquí, en Buenos Aires: el primer encuentro entre el público argentino y Benigni será el próximo miércoles, a las 20.30, en el teatro Gran Rex.

    “¡Estaba mal, pero ahora estoy bien, porque Buenos Aires hace bien a la salud!”, dice Benigni, y la voz que suena italianísima, límpida, desbordante, efusiva y desprejuiciada del otro lado de la línea resulta inconfundible. La misma que abre en su país un abanico de risas, festejos y polémicas desde La vida es bella y su versión cinematográfica de Pinocho hasta una reciente intervención en el último Festival de San Remo fustigando -como es su costumbre- al primer ministro Silvio Berlusconi.

    Como en su personalidad no hay diferencias entre actor y personaje -ambas facetas se manifiestan al mismo tiempo-, Benigni no tiene problemas en explicar que la actualidad italiana puede explicarse también a través de un espectáculo dedicado a alguien que vivió hace 700 años.

    “Es algo facilísimo -explica el actor de El t igre y la nieve, que en octubre cumplirá 57 años, con el mismo tono enfático e irónico que traslada a los escenarios-. Yo hablo de Dante no como un profesor, sino como un artista. Y sobre el escenario recito el Quinto Canto de la Divina Comedia , el que habla de los lujuriosos, del sexo, del erotismo. Piense un poquito en Berlusconi en medio de todas esas mujeres, en cómo sigue esta historia, y entenderá lo moderno, lo actual que resulta Dante. Por eso, la primera parte de mi espectáculo prácticamente se llama «Tutto Berlusconi».”

    Video: Benigni: ´Llevaré a los argentinos el viento de la felicidad´

    -Usted dijo hace poco que Italia está viviendo hoy un momento de gran resurrección artística.

    -¡Y eso que también tenemos a Berlusconi! Todo esto me hace reír mucho, porque a esta altura yo veo a Berlusconi casi como un colega. ¡Tiene más éxito que yo cuando se hace el cómico! Ya está en todas las colecciones de los clásicos del humorismo. Por naturaleza, los comediantes tenemos el deber de jugar y hacer bromas con quienes ocupan el poder. Y la verdad es que Berlusconi facilita las cosas. Mis colegas me envidian cuando viajo al exterior. Salgo para algún lado y me dicen: “¡Bendito seas, Roberto, porque tienes a Berlusconi!”.

    -Más allá de la actualidad, ¿está preparando algo especial para esta primera presentación en Buenos Aires?

    -¡Estoy con una felicidad enorme! ¡Me late el corazón cada vez más fuerte! Mi idea es llegar un par de días antes, así veo, me informo, tomo contacto con la gente. ¡Me muero de ganas por llegar a Buenos Aires! Quiero tocarla, olerla, sentirla. Seguramente hablaré de todo lo que me pase por la cabeza desde que llegue. Mi espectáculo jamás es igual. Cambia de función en función. Por eso, cuando salgo de gira, jamás puedo poner subtítulos. Lo hago en italiano, en francés, en inglés, y nunca es el mismo.

    -¿Y quién es Dante para usted?

    -Sobre todo, es un amigo, alguien que nos conoce muy bien. Una gloria; uno de los tantos regalos que los italianos le hemos dado al mundo. Es el poeta más grande de todos los tiempos; la perla más luminosa de la cultura italiana. Y no lo digo sólo yo. Jorge Luis Borges dijo que Dante era el más grande. Y Borges no es italiano, es argentino.

    -¿Cómo explica la vigencia de una figura de la Edad Media como Dante?

    -Porque los grandes poetas están siempre un paso adelante. Y lo tenemos aquí, al lado nuestro. Cuando lo leía, me venían unas ganas locas de llamarlo por teléfono y decirle que no era yo quien lo leía, sino que era él quien me leía a mí y me conocía profundamente. El mejor regalo que nos hizo Dante fue dedicar toda su vida a decirnos que somos lo más bello que tiene el universo, que en los ojos de las mujeres está escrito que somos eternos. Nos hizo crecer, nos convenció de que somos libres. Y también nos hizo reír.

    -Entonces, se puede hacer un espectáculo divertido con Dante.

    -Dante recurrió a la palabra “comedia” como título para su gran obra. Tenía muy en claro que debía pertenecer al género popular y, de hecho, hay algunos cantos que nos hacen morir de risa, incluso en el Infierno. Escribió la obra poética más grande de todos los tiempos, y él mismo permitía que se jugara con ella.

    -¿Dónde nació esta especie de obsesión suya por Dante?

    -¡No es una obsesión! ¡Es un placer! En la escuela no sabía quién era. Pero después empecé a leerlo en voz alta. Me gustaba la música, el sonido de ese idioma maravilloso que es el italiano. Desde ese momento, no me dejó nunca y yo tampoco lo dejé a él. Y empecé a hacer espectáculos con estos textos increíbles pensando que iba a perder público en el camino. En cambio, ¡el público empezó a crecer! Un promedio de 5000, 6000 espectadores por show. Y llegué a hacer Tutto Dante ante 30.000 personas. Como si fuera un concierto de rock. ¡Dante es como Bruce Springsteen!

    -¿Y cómo espera ser recibido aquí, en Buenos Aires?

    -¡Rodeado por todos los argentinos! Y a lo mejor te llamo también a vos para que me des una mano allá arriba, en el escenario. ¡Buenos Aires ya es para mí un lugar fantástico, fabuloso! Todos me preguntan en Italia cuándo voy para allá. ¡Ah, la Argentina! Para mí, ya está a la altura de la Divina Comedia . Ya es un mito.

    -En definitiva, lo que usted se propone es acercar desde la alegría la obra de algunos clásicos al público actual.

    -Yo no hago algo literario: yo soy un hombre del espectáculo. Lo que quiero es contar una buena historia. Y Dante es un personaje muy apropiado para armar un espectáculo alrededor de él, porque nos permite ver y tocar todo lo que ha hecho. Les prometo a los argentinos una velada llena de alegría y también de belleza, porque cuando nos proponemos ser bellos, nos convertimos en poetas. Será algo emocionante, porque es la primera vez que estaré en Buenos Aires, el lugar donde hay más italianos en el mundo. ¡Más que en Italia!

    Tutto Dante termina su viaje por todo el mundo en Buenos Aires. ¿Y después, qué?

    -Vuelvo al cine con una comedia, que, por cierto, no será nada divina. La estoy preparando. Y a lo mejor estando en Buenos Aires se me ocurre alguna buena idea.

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    June 13th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

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    June 3rd, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    [More articles, videos, interviews and photos will be online very soon...]

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    May 31st, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante, Video

    NEW YORK (31 maggio) - «C’era un’atmosfera… sembrava di essere a Frosinone. Potevo essere in un posto italiano qualsiasi». Stremato dopo due ore di spettacolo in inglese alla Hammerstein Ballroom del Manhattan center di New York, Roberto Benigni si ferma a salutare gli amici - c’è ovviamente il regista statunitense Jim Jarmusch, con cui nell’84 l’attore italiano ha fatto Daunbailò - e scambia qualche battuta con i giornalisti (guarda il video).

    Il comico è commosso per l’accoglienza avuta negli Stati Uniti. «Vedere una cosa così mi ha dato una soddisfazione - dice -. E’ una cosa straordinaria, ci si sente sempre a casa».

    E’ stato Silvio Berlusconi comunque e non Dante a dominare tutta la prima parte dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante - dice Benigni -. Bastava nominarlo e la sala veniva già dalla e risate. E’ una cosa eccezionale. Già a Berlus.. una risata».

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    May 31st, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    di Jacopo Orsini, Il Messaggero
    NEW YORK (31 maggio) - «Vi avverto: parlerò in inglese per un’ora e mezzo». Dopo il successo del tour italiano, Roberto Benigni sbarca negli Stati Uniti per leggere Dante agli americani. Il comico italiano racconta del V canto dell’Inferno, quello dei lussuriosi, «dove enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento». Ma è quando parla di Silvio Berlusconi che gli applausi arrivano più scroscianti, come ammette anche l’attore alla fine dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante, bastava nominarlo e veniva giù la sala dalle risate».

    Benigni, dopo aver letto la Divina commedia nelle piazze italiane, è partito con un tour mondiale che lo ha portato prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove ha debuttato martedì con uno spettacolo a San Francisco. Sabato sera il comico italiano è arrivato alla Hammerstein ballroom del Manhattan center di New York. La sala era strapiena. Ad ascoltarlo c’erano circa 2mila persone, la maggior parte italiane. E forse è anche per questo che dopo aver spiegato per quasi un’ora e mezzo il V canto in inglese maccheronico, aiutato dai sovratitoli, quando finalmente Benigni annuncia «ora passiamo all’italiano», nella sala si sente un sospiro di sollievo.

    Ma la prima parte dello spettacolo newyorkese è tutta sul premier: «In questo momento ha qualche problema», sghignazza Benigni. Dopo aver salutato il pubblico con affetto - «è la prima volta che vengo a New York, il mio cuore pulsa, sono pieno di gioia, vi amo molto e vorrei saltare su di voi nudo e fare l’amore, un’orgia con voi», ha esordito - Benigni si scatena sul presidente del Consiglio e sui suoi rapporti con Noemi Letizia, strappando risate e applausi. «Silvio attento, è pericoloso, è molto illegale, è una passera minorenne, non farlo», dice Benigni, che poi aggiunge: «Berlusconi è andato a questo compleanno e quando hanno spento le candeline ha fatto il conto alla rovescia: tre, due uno: vai ora è legale».

    Davanti alla platea americana, il comico spiega la differenza fra l’ex presidente Bill Clinton, che doveva negare di aver avuto rapporti sessuali sesso con Monica Lewisky, e Berlusconi che a 73 anni invece si vanta di fare sesso ma nessuno gli crede. E dell’ammirazione che riscuote in Italia chi ha successo con le donne. «Lo confesso: non ho mai votato per Berlusconi, ma ora potrei votarlo. Berlusconi I love you very much».

    «Ma chi gli dà quest’energia - continua il comico -. Al G20 di Londra Berlusconi era così eccitato che ha strizzato le palle a Obama. Con Berlusconi tutto è possibile, è unico, è straordinario». E la sinistra? Per Benigni è un problema. «Mi dicono: “Eh con Berlusconi è facile: perché non prendi in giro la sinistra?” Ma appena comincio a preparare qualcosa su di loro cadono subito». Quando perde il filo, o fa finta di perderlo, Benigni nomina Berlusconi, la sala ride e lo spettacolo riparte: «Mi sono detto: non posso fare uno spettacolo in inglese, ma poi ho pensato: se Berlusconi è primo ministro tutto è possibile. Yes we can».

    Dopo il presidente del Consiglio è il momento di Dante. «Vedete come è collegato alla nostra epoca: sesso, passione», spiega Benigni, che fa partire una esilarante tirata su intercettazioni, vallettopoli e soprattutto Vittorio Emanuele di Savoia e le sue volgarità. «Il sesso governa il mondo», dice ancora l’attore, prima di concentrarsi su «questo incredibile capolavoro, il più splendido capolavoro della letteratura» che è la Divina commedia. «Siamo nel Medioevo - racconta Benigni agli americani -. Credetemi Firenze era come New York ora. Firenze ha inventato la finanza e le banche. Anche bancarotta viene dall’Italia».

    Il comico parla di Paolo e Francesca, della pietà, dell’amore che per Dante «è qualcosa di spaventoso, un sentimento terribile e potente». Passa per un attimo all’italiano per leggere quello che definisce «uno dei versi più splendidi» mai scritti: «Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona» e spiega: «Non c’è amore sprecato, quello che amate veramente non vi verrà mai rubato». Racconta di come si rivela l’amore, «se non amiamo è come se non vivessimo», e invita gli spettatori a immaginare il silenzio dell’Inferno e il pianto di Paolo. Ma è quando Benigni passa alla lingua inventata da Dante che arriva un forte applauso. E’ il momento più intenso di quasi due ore di spettacolo. «Dobbiamo ringraziare, non capire questa scandalosa bellezza». Poi inizia a recitare a memoria il V canto dell’Inferno. Finalmente in italiano.

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    di Stefano Vaccara, America Oggi | 17-05-2009 |

    Tenetevi forte, sta arrivando Roberto Benigni a New York. L’America non scorderà facilmente la premiazione di Benigni nella notte degli Oscar del ‘98, con “La vita è bella”. Ora l’attore-regista ritorna negli Stati Uniti con il suo spettacolo “Tutto Dante”. La prima tappa dello show sarà a San Francisco, il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
    Benigni reciterà in inglese e in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la storia d’amore di Paolo e Francesca. Riuscirà Benigni a comunicare la poesia di Dante all’America?

    Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo, dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano. Le tappe negli Usa sono state organizzate da Massimo Gallotta Promotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
    Abbiamo l’appuntamento telefonico con Benigni per l’intervista giovedì. Lui è in Svizzera, a Basilea, tra poche ore inizia lo spettacolo. Ci risponde al telefono con il suo inconfondibile forte accento toscano, la lingua di Dante: “Stefanooo, come stai? America, arrivo”.
    I premurosi manager ci avevano intimato soltanto quindici minuti per l’intervista, ma Roberto ci rassicura subito: “Ma quali quindici minuti, non ti preoccupare Stefano, noi si parla di Dante a New York, e lo vuoi fare in quindici minuti?”.

    Roberto, Dante cosa avrebbe pensato dell’America?
    «Ma Dante ha scoperto l’America prima di Colombo, ha situato la montagna nel Purgatorio… ad un certo punto, le cartine geografiche Dante le ha portate nel Purgatorio, quando Ulisse remando remando etc etc… insomma Dante l’ha scoperta prima lui l’America… »

    In un film che hai recitato con Massimo Troisi, trasportati indietro nel tempo, cercavate di fermare Colombo dal partire dalla Spagna affinché non scoprisse l’America…
    «Eh che c’era quell’americano che m’aveva sposato la mia sorella e me l’aveva rovinata, allora… »

    Ma a Dante, l’America con Obama presidente gli sarebbe piaciuta o no?
    «Oggi con Obama è tutta una felicità. Portare Dante in America è come portare Obama in Italia. Io la prossima volta voglio portare Obama in Italia, per le sue poesie, lui è come un libro scritto, fisicamente, proprio come è fatto, lui è già un verso di una poesia. È bellissimo, ci ha rimesso tutti in buona carreggiata con l’America, che con Bush stavamo andando tutti storti. Lo ripeto sempre: l’elezione di Obama è una Divina Commedia!»

    Dante ci ha anche insegnato quanto sono importanti le donne per gli uomini. Che cosa avrebbe pensato Dante di Michelle Obama: senza di lei ci sarebbe stato presidente Barack Obama?
    «Sarei costretto a dire un luogo comune, che dietro ogni grande uomo c’é una gran donna. Ma qui non c’é nessuno che sta dietro, sono alla pari, ecco accanto ad un grande uomo c’é una grande donna e viceversa. Guarda che per Dante Alighieri è partito tutto dagli occhi di una donna, da Beatrice. Lui ha scritto l’opera più straordinaria di tutti i tempi per rivedere gli occhi di una donna. Tutta la sua conoscenza è a Beatrice, tutta la sua cultura è lì, quando ha visto per la prima volta quella donna, ha visto nei suoi occhi: tu sei eterno. E lui ha promesso, per questi occhi io scriverò una cosa che non è mai stata scritta prima da nessuno. E l’ha mantenuta la promessa, pensa un po’ che bellezza. Quindi senza gli occhi delle donne, nessun poeta potrebbe mai scrivere niente di eterno. Sono loro che ci fanno fare le grandi cose. Quindi per Obama e Michelle è la stessa cosa. Quando si vede quel bel sorriso di Michelle, e si vede quella felicità di fare un cammino insieme ad una persona che si ama, si sente come se i fatti del mondo non sono la fine della questione, forse c’é qualcosa di più, che non sappiamo, di insondabile, e questa è una bella speranza… »

    La recita di Dante l’hai iniziata nel 2002, subito dopo il terrore dell’11 settembre. Oggi abbiamo la grande paura della crisi economica. Conoscere meglio l’opera di Dante può aiutarci in tempi come questi?
    «Guarda leggere Dante aiuta sia in tempi di crisi che in un momento di grande felicità. Perché Dante non è solamente un aiuto, ci lascia nella bocca il sapore della felicità. Alla fine il messaggio della Divina Commedia è proprio che è bella. Quindi parla a tutti noi, Dante ci fa vedere come siamo fatti e ci dice: scegliti, tra questo e quello, e non ci nasconde le nostre cose più basse, per questo è il più grande poeta di tutti i tempi. Perché per la prima volta dice che siamo proprio noi i padroni della nostra vita e della nostra morte, del nostro destino. Prima di Dante, da Omero in poi tutti gli uomini venivano affidati agli dei, al destino, al fato. Dante no, dice siete voi, siamo noi che ce lo facciamo, siamo noi i padroni del nostro destino. E allora in questo momento straordinario, di grande crisi, dovuta all’avidità, che è una delle tre belve di Dante, la lupa è l’avidità, ecco quelle cose che la Bibbia ce le ha dette in maniera mistica, Dante ce le ha dette in maniera popolare. Ce le fa sentire con mano, è un libro che si può abbracciare, è come un amico che ci conosce, la Divina commedia non la leggiamo noi, è lei che legge noi! Quando io leggevo Dante, mi dicevo: ma questo mi conosce più profondamente di qualsiasi altra persona. Mi vien voglia di chiamarlo, di farmi dare il numero di telefono, pronto Dante, sei libero domani, prendiamoci un caffé insieme. L’insegnamento della Divina Commedia è una domanda che a rispondere ci si potrebbe stare ore e ore, ma quello che ci fa sentire ad ognuno di noi, è unico, e anche se la nostra vita non sembra eccezionale a nessuno, Dante ci dice che siamo gli eroi di un dramma epico irripetibile, che non avverrà mai più. Abbiamo una volta sola l’occasione di vivere, e questa cosa non ci fa mai sentire superflui, mai totalmente vinti, ci narra proprio il miracolo dell’esistenza. E alla fine, quando arriviamo in Paradiso e ci voltiamo indietro, l’Inferno è vuoto. Ci ha portati tutti con sé. È un poema così grande che dopo averlo letto non si guardano più le persone con distrazione, ci si guarda tutti come un mistero, come se siamo depositari di un destino immenso. È questa la cosa straordinaria».

    Roberto, stai portando il tuo spettacolo dantesco in giro per il mondo e i temi toccati nell’arte dell’Alighieri sono universali, come l’amore appunto. Ma ecco arrivare l’ostacolo della lingua. Insomma recitare all’estero non è come nelle piazze italiane. Negli Stati Uniti avrai tanti americani di origine italiana che sono disposti a seguirti nella lingua del poeta fiorentino. Ma con il pubblico americano che ti ha conosciuto e apprezzato soprattutto al momento dell’Oscar de “La vita è bella” e che ora vorrebbe vederti recitare Dante, come farai per farti comprendere?
    «Prima di tutto lo spettacolo è in inglese ‘bettered with Italian’, cioè quando non trovo la frase in inglese io la ‘swiccio’. Insomma è l’inglese mio. Poi io non sono un professore, né un critico, né un teorico, insomma un intellettuale. Sono un uomo di spettacolo, e quindi con la Divina Commedia io faccio prima di tutto uno spettacolo. E poi è proprio il Quinto canto, quello appunto del sesso, della lussuria, delle passioni e dell’amore, e tutto quello che ci racconta quanto ha che fare, soprattutto oggi, il sesso con il potere… Nella prima parte dello spettacolo io parlerò di fatti moderni naturalmente, con Dante poeta universale. In più quando io farò il Quinto canto in originale, quella lingua di Dante che in italiano il 70% è rimasto quasi uguale, ecco lì è come sentir la musica, è proprio una sinfonia. Dante ci ha messo tutti i ritmi: c’è il classico, il jazz, il rock, è come sentire Beethoven e Duke Ellington, Bach e Jimmy Hendrix, una cosa spettacolare. Se ti viene bene, è una cosa che si rimane stupefatti, una sinfonia e Dante si capisce senza bisogno di capirne la lingua. Ecco quando siamo difronte ad un ecstasi, non si deve spiegare più, perché l’analisi la riduce. Ma nella prima parte parlo di attualità, di Obama e Michelle, di Berlusconi e… »

    E infatti ho più di una domanda su Berlusconi. Ma restando un attimo sul tema della lingua, tu in America sei riuscito a farti capire in passato. Ancora prima dell’Oscar per “La vita è bella”, gli americani cultori del cinema ti conoscevano per la tua interpretazione, recitata in inglese, nel film “Daunbailò” (1986).
    «Eh sì, fu il mio primo impatto con gli Stati Uniti grazie a Jim Jarmusch, un grandissimo regista con cui sono rimasto molto amico».

    Stiamo arrivando all’orgomento sulla bocca di tutti, sesso e tradimenti, ma prima volevo il tuo parere su quello che, almeno da New York, ci ha fatto molta impressione, mi riferisco alle ultime dichiarazioni di Berlusconi riguardo alla questione immigrati. Siamo d’accordo che sui cosidetti “respingimenti”, ogni Stato abbia il diritto di controllare i propri confini, ma quando il capo del governo italiano, parlando della questione, ha detto: “Sono contrario all’Italia multietnica”, ecco secondo te cosa intendeva dire Berlusconi?
    «Guarda Stefano, ha colpito e tanto anche a me, quindi non solo a New York. Non credo che ci siano tanti significati per spiegare quelle parole, quello che dice Berlusconi di solito è piatto, ha solo un significato. Quindi quello che ha detto è quello che abbiamo capito, che non gli piace un’Italia multietnica. Cioè si rivolge a quella parte di noi italiani che c’è sempre e che non abbiamo il coraggio di far vedere e che ogni tanto viene fuori. E magari fosse solo quella…»

    Passiamo alle vicende ‘piccanti’ che hanno fatto il giro di tutti i giornali del mondo. Secondo te Veronica Lario, che per tanti anni aveva più o meno comodamente sopportato un marito dall’istinto, come dire… non mi viene quella espressione toscana molto chiara, mannaggia mi sfugge…
    «Allupato, si dice allupato.»

    Già, allupato. Allora Veronica ha deciso di divorziare dal Silvio “allupato” per la storia delle veline candidate alle Europee o per la vicenda del “papi” frequentatore della minorenne Moeni? Secondo te qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del matrimonio tra Silvio e Veronica?
    «Ma quale goccia, qui si tratta di una cascata del Niagara! Veronica lo aveva già bastonato una volta sui giornali, altro che goccia. Però si sa, mentre gli americani a queste cose darebbero molto peso, agli italiani importa poco, e quindi finora non succede nulla.»

    Anche la Chiesa si è arrabbiata con Berlusconi.
    «Già la Chiesa un pochino, ma che dobbiamo dire, poi Veronica ha detto la frase ‘è uno che non sta bene’, e allora che dobbiamo fa? Mi viene da ridere perché non c’è niente da aggiungere. Per costruirci una pagina di spettacolo basta ripetere quello che dice, non bisogna cambiare niente»

    In Sicilia c’è un detto volgare ma dai significati profondi: “Megghiu cumannari ca’ futtiri”. Meglio il potere che fare all’amore. Berlusconi quel proverbio non lo conosce?
    «Secondo me lui ha cambiato quel proverbio siciliano: per lui comandare è come fottere!»

    Non ce la faccio più e scoppio a ridere, ma non posso altrimenti rischio di coprire la registrazione. Benigni sventaglia frasi come una mitagliatrice…

    Andreotti il proverbio originale siciliano forse lo conosceva…
    «Accidenti se non lo conosceva, Andreotti sì che lo conosce bene il potere. E poi quello lì aveva un altro stile accidenti».

    Berlusconi dai nemici, ma anche da qualche suo amico, viene paragonato a Mussolini. Anche il Duce era molto “allupato”…
    «Ma Mussolini non ha mai fatto ministro la Petacci, questa è la differenza! Però a questo punto voglio ribadire che Berlusconi non è come Mussolini e non siamo certo ai quei tempi. Insomma in Italia la libertà c’é e io non permetterò a nessuno all’estero di dire il contrario. Come dicono gli americani ,”It’s my country!”. A parlar di Berlusconi dopo ci penso io…».

    Nel magazine di America Oggi l’estate scorsa pubblicammo una lunga intervista che ti fece la professoressa del Leham College-Cuny, Grace Russo Bullaro, l’esperta americana del tuo cinema…
    «Bella quella intervista.».
    (I lettori possono trovarla sul sito internet, www.oggi7.info, in archivio, il numero del 13 luglio 2008). Ecco, in quella intervista avevate approfondito Dante ma a un certo punto la professoressa americana fece una domanda maliziosa, ti chiese dove, secondo te, Dante avrebbe potuto mettere Berlusconi. Tu dicesti che Dante avrebbe solo riso di lui, non lo avrebbe certo messo all’inferno… Dopo le ultime notizie, hai per caso cambiato idea?
    «Per come fa le sue leggi Berlusconi, Dante gli avrebbe fatto un girone ad personam, solo per lui. Oppure si potrebbe fare una innovazione che Dante non fa con nessuno, provarlo un po’ dappertutto».

    Dopo il successo di questo tuo spettacolo sulla Divina Commedia di Dante, ne farai un film?
    «Mi piacerebbe farne una commedia, ci sto pensando proprio dalla fine di questa tourné. Me lo hanno chiesto anche gli americani, ma sai quante volte, di fare un film sulla Divina Commedia, sull’Inferno, su Paolo e Francesca, sulla vita di Dante, anche le televisioni… Ma come si fa? Quanto tempo ci vorrebbe, costerebbe l’ira di Dio, solo gli effetti speciali, e in più si perde la bellezza della poesia. Quella ha trovato la sua forma finale, quel mistero della poesia, ecco come renderla con lo schermo? Però certe immagini, ecco certe immagini che crea Dante sono cinematografiche, ha inventato il montaggio Dante con la Divina commedia. Non ce lo dimentichiamo. Il montaggio anche alternato, è proprio l’invenzione del cinema Dante. Sarebbe in questo quasi una sceneggiatura già scritta. Mi piacerebbe mettermi a ragionare seriamente qualche volta, però ci vorrebbe tanto di quel tempo e poi la scelta di quale canto fare o se fare la sua vita… eppure sarebbe un viaggio straordinario. Ma quasi quasi, sì varrebbe proprio la pena di pensarci, ti ringrazio per avermi ancora rinfocolato l’idea».

    Roberto, in America ti stiamo aspettando con uno spettacolo che promette non solo satira e grandi risate, ma anche cultura, grande cultura.
    «Io saluto tutti gli italiani in America, questo che vi porto è il regalo che Dante ha fatto, la perla più luminosa. Era dovuto che io mi muovessi dall’Italia per andare a portare questa perla in giro. Come italiano ho tanto orgoglio da far vedere, guardate che ci abbiamo, guardate che abbiamo fatto, e non è stata fatta solo per noi italiani ma per tutto il mondo. Dante è universale. Per tutti e per sempre».

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    Fri, May 29 (CBC Radio) - Roberto Benigni. The oscar-winning actor, writer, comedian and director talks to Jian Ghomeshi about his latest project - the great poet, Dante.

    Benigni is making his first trip to Canada, performing June 2-3 at the St. Denis Theatre in Montreal, June 7 at Casino Rama in Orillia, Ont., and June 10 in Quebec City.

    LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni on Q - CBC Radio (Canada)

    Part 1

    Part 2

    «Fave Benigni moment/quote today (w/ apologies to Mark Twain): “I’d go to Heaven for the climate, but I want to go to Hell for the company.”»(Jihan Gomeshi’s Tweet after his interview with Benigni)


    When Italian actor-director Roberto Benigni got up on stage to accept his best actor Oscar for Life is Beautiful in 1998, he quoted lines of love from Dante.

    That tribute to his wife was part of a lifelong relationship the exuberant actor has had with Italy’s greatest classical poet. Benigni is coming to Canada next week with a one-man show about Dante Alighieri, a fellow Tuscan and the man who wrote the Divine Comedy.

    Benigni has been touring Europe for three years with his show, TuttoDante (All Dante) and will make stops in Montreal, Orillia, Ont., and Quebec City. His American premiere in San Francisco took place Thursday night.

    “It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetry,” Benigni said of his debut.

    Benigni, speaking to CBC’s cultural affairs show Q on Friday, mocked his own Italian-accented English but said the language of Dante is “universal.”

    “I’ve been told, ‘You’re crazy, your English is [in]comprehensible, but Dante invented a new language and I am going to invent a new language too,” he said.

    Benigni said his mother introduced him to the 14th-century poet, famous for conducting readers on a tour of hell, purgatory and heaven in Inferno, Purgatorio and Paradiso. His mother urged Roberto to read Dante to improve his memory, but for the would-be actor, it was a flight of imagination.

    “When I was a little boy, I was reading Dante and I was saying to myself ‘Bravo, Dante, Bravo.’ It’s so beautiful, the music, the sound, the meaning. I felt like calling him by phone, like a friend,” he said.

    Dante’s poetry continues to move Benigni with its passion and tribute to love, he said.

    “When you read Dante, you do believe. The exquisite truth is to believe in something that maybe you know is a fiction, but you believe in it willingly. We need a conversion … not a personal religious conversion … but a conversion of our imagination.

    “We need to take notice of incomprehensible things, of the mystery of life and death — this is very healthy,” he said.
    3 years of sold-out shows

    Benigni’s show, which has sold out over the last three years in Europe, mixes the contemporary with his comic take on the world.

    “The first part [is] about Berlusconi and Obama and what happens in the world. In the second part we talk about the first circle of hell, which is about [lust] — the lechers, about sex, about passion, about love. It’s very beautiful,” he said.

    TuttoDante is performed in French or English and Italian, complete with a recitation from The Inferno in medieval Italian, which he believes is nonetheless accessible to all audiences.

    “Dante Alighieri is a universal poet, and great creators they are writing for everybody always. Every single verse is very moving, and the beauty — if we don’t understand, we just stay listening to the sound and it’s like hearing music,” Benigni said.

    Benigni is a national hero in Italy, having made some of that country’s most popular movies, including Johnny Stecchino (Johnny Toothpick) and Il piccolo diavolo (Little Devil).

    He is also know by fans of ’80s and ’90s American art house cinema for his colourful acting turns in films by American director Jim Jarmusch, such as Night on Earth, Coffee and Cigarettes and Down by Law. That was his first work in English.

    He has not made a movie while touring with TuttoDante, but said he plans to work on a new script this fall.

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    May 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    (L’Espresso - Oltreconfine di Federica Bianchi) - Roberto Benigni è un concentrato di italianità buona che non smette di caricare e eccitare le folle. Lo show di ieri sera a San Francisco e’ andato esaurito. Tanti, tantissimi gli italiani in platea ma anche una buona manciata di americani “puri” che ne ammirano l’arte e il coraggio. E si perche’ ce ne vuole di coraggio per tenere banco in un inglese maccheronico per oltre due ore spiegando prima i retroscena della politica berlusconiana e poi il sesto canto dell’Inferno. Chiaramente non tutto cio’ che ha detto e’ stato perfettamente compreso, e forse un buon manager americano potrebbe indirizzarlo meglio verso le battute che funzionano e quelle che fanno flop da queste parti, ma in generale la sua performance e’ stata grandiosa.
    E ha ricordato al mondo che gli italiani non sono tutti copie o controfigure di Berlusconi. Prossima tappa: sabato a New York! Roberto, sei tutti noi!


    A great comment posted on our Facebook Group “TuttoDante di Roberto Benigni:

    Frank Ruffa (Silicon Valley, CA) wrote:
    I was lucky enough to have seen Benigni in San Francisco last night at the Davies Symphony Hall. The final, extended standing ovation spoke volumes about the profound emotions he elicited from the spectators. I only wish we could see all of his performances on TV or … DVD. Men and women who don’t know Dante’s work are lacking the equivalent of the missing link between savagery and humanity - Benigni was born to enrich us by, as he puts it, extending our minds and souls beyond the mundane confines of our materialistic lives.
    BRAVO, Roberto! You’re not only an Italian National Treasure; you should be honored by the United Nations as a World Heritage ‘Reawakener of the Soul”.
    Grazie!!!!!!!!

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    May 26th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    “If you’re going to San Francisco Be sure to wear some flowers in your hair”……

    If you’re going to see Roberto Benigni in San Francisco, be sure to write and send your comments/reviews/photos to www.unbenignidanobel.it .

    [Send a message to info@unbenignidanobel.it - we'll publish your articles in our website.]

    Roberto Benigni is making his American stage debut at the Davies Symphony Hall on May 26 in San Francisco with his one-man show TuttoDante.

    Roberto Benigni in TuttoDante

    Where: Davies Symphony Hall, 201 Van Ness Ave., San Francisco


    *The first live comments from Twitter
    during and after the show:

    - Benigni wonders why no the bidet in his hotel? Troppo Forte!

    - Pope productized purgatory to increase revenue! Benigni is hilarious!

    - it was una cosa incredibile! The last part was an elocution like rendition of Canto 5.
    Dante’s poetry an infinite labyrinth of words that express infinite emotions of man.

    - Intoxicated by Dante Alighieri’s poetry Roberto Benigni’s comedy and theatrical rendition of Canto V; forza l’amore.

    - roberto benigni was hilarious in tutto dante. guys in nyc try to get a ticket , he’s coming there next.

    - Went to see Roberto Benigni perform (and discuss) Canto V of Dante’s Inferno. Fantastic.

    - Saw Roberto Benigni in TuttoDante at Davies Symphony Hall last night. Part stand-up act, part in-depth lecture and all inspiring. Genius!

    - Still laughing at the incredible show (’TuttoDante’ w/Roberto Benigni) I saw last night- he is an amazing talent.

    - The only thing that I didn’t like was that the sow had to finish! Thanks Roberto Benigni!!!!! (Giovanna)


    Tom Waits attended TuttoDante show in San Francisco, he was seen in the audience of Davies Symphony Hall.
    In a recent interview, Roberto Benigni answered to a question about “Down by Law“: “[...] For me it was a dream, this is such a wonderful memory, such a wonderful souvenir. And what it is very rare, I met also Tom Waits and John Lurie, the musician and the singer, and we are still very close friends.“.


    After the long weekend a little culture was in order. We went along to the Davies Symphony Hall to be entertained by the famous Italian comic Roberto Benigni.
    After a very light-hearted and engagingly funny introduction and warm up. He led us all through a very deep and thought-provoking journey by walking us through the 3rd circle of hell in Dante’s Inferno. He finished off the evening with an inspired and heartfelt recitation from Dante.
    [Credit: The Spotted Zebra]


    …..Did you like TuttoDante show? Join our Facebook group “TuttoDante di Roberto Benigni (the group now has more than 1300 members).

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    (ANSA) - WASHINGTON, 23 MAG - Roberto Benigni torna in tournee in America con TuttoDante che prendera’ il via il 26 maggio con il debutto a San Francisco. Il quotidiano New York Times racconta oggi ”l’altra faccia” dell’artista, quella dello studioso letterario: ”Benigni e’ noto agli americani come il comico scatenato che ha vinto tre Oscar nel 1999 con il film ‘La Vita e’ Bella’ ma il suo interesse di studioso per Dante e La Divina Commedia, e’ ancora praticamente sconosciuto agli americani”.

    Benigni’s U.S. tour will kick off in San Francisco’s Davies Symphony Hall on Tuesday. “Dante” plays in New York’s Manhattan Center’s Hammerstein Ballroom on May 30, Boston’s Berklee Performing Center on June 6 and Chicago’s Harris Theater on June 12.


    *Here’s a recap of the news for the past week:

    - INTERVIEW: “Roberto Benigni Will Send You Straight To Hell” - Vanity Fair

    - “HELL’S KITCHEN” - The New Yorker

    - RADIO INTERVIEW: KGO AM 810 Newstalk Radio, San Francisco

    - “TuttoDante with Roberto Benigni” - San Francisco Chronicle

    - Roberto Benigni Interview - A.V. Club

    - “Roberto Benigni porta Dante in America” - Reuters Italia

    - “Italian showman Benigni brings Dante to America” - Reuters

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    Roberto Benigni Is Set to Make His North American Stage Debut With the Critically Acclaimed One-Man Show — TuttoDante — in San Francisco May 26, Continuing on to New York, Montreal, Boston, Toronto, Quebec City and Chicago

    LOS ANGELES, CA - Two-time Academy Award-winner (1999) for Best Actor and Best Foreign Film and nominee for Best Director and Best Writer, for “Life is Beautiful” ROBERTO BENIGNI is making his US stage debut at the Davies Symphony Hall on May 26 in San Francisco with his one-man show “TuttoDante.” Roberto’s unique creation is a fascinating journey that extends from current and daily events to the Divine Comedy. From moments of pure humor to moments of breathtaking poetry — in particular Canto V° from “The Inferno,” Dante’s medieval, cosmos-bestriding epic of sin, salvation and eternity.

    Benigni has been perfecting his one-man show in his native Italy for the past 3 years, where more than one million passionate fans cheered in delight. Now, after spectacular appearances to sold out theatres in Paris and London, Benigni performs his show in English, peppered with Italian and for the finale, he will recite the Fifth Canto in its original medieval Italian.

    The Canto V° describes the tragic love story between Paolo and Francesca, condemned for the sin of lust to pass eternity on the first of the descending rings of hell.

    “TuttoDante” has received rave reviews all across Italy, as well as in England for his recent London performance.

    “Benigni has long been a national hero in Italy,” notes the UK’s “Telegraph.” “Climbing over the seats to collect his two Oscar for the 1999 tragicomedy “La Vita è Bella (Life is Beautiful)” was only the most conspicuous of his acts of iconoclasm. Since the 1970s he has been adored as a satirist of Italy’s politicians. But, over the past three years, he has added to his hero status through his touring show dedicated to Italy’s medieval literary giant, Dante Alighieri, author of the Divine Comedy… By the time he reached the final section — a recitation of the poem itself… He recited the words so animatedly, but with such reverence for the 11 syllable lines, that it was like listening to great music. Millions of Italians have so far risen to their feet to cheer at the end of this show; this evening was no exception.”

    “By the time it came to the Divine Comedy’s Fifth Canto… There was pin-drop silence as Benigni switched from passionate… to controlled, near operatic delivery. Even for fans with minimal grasp of Italian the beauty of the poetry was apparent.” “Evening Standard”

    Of the Italian show, critics declared:

    “Benigni has been able to enchant… the audience, leaving it in ecstasy, speechless, perhaps, surprised by such emotion.” “La Repubblica”

    “Climbing through the ages, he miraculously combines yesterday with today, current events with poetry, anger with laughter.” “Corriere della Sera”

    “A small miracle, considering the amount of people Benigni has brought to the Divine Comedy.” “Variety” (US edition)

    And, judging from the sold-out box offices for every stage on the tour, from the long applause and standing ovations that conclude each evening, “a small miracle” may have actually occurred, as Roberto Benigni says, “The poetry is not only in who writes, but especially in the ear of whom listens.”

    “TuttoDante” starring Roberto Benigni is a majestic life-affirming evening performed in English, peppered with Italian, while the finale of the Fifth Canto will be in Italian.

    DATE…………CITY/STATE………….VENUE
    Tues. May 26 - San Francisco, CA Davies Symphony Hall
    Sat. May 30 - New York, NY Manhattan Center-Hammerstein Ballroom
    Tues./Wed. June 3 & 4 - Montreal, Quebec, Canada St. Denise Theatre
    Sat. June 6 - Boston, MA Berklee Performance Center
    Sun. June 7 - Toronto, Ontario, Canada Casino Rama
    Wed. June 10 - Quebec City, Canada Gran Theatre de Quebec
    Fri. June 12 - Chicago, IL Harris Theatre

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    May 13th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo alcuni commenti che ci avete inviato a info@unbenignidanobel.it sugli spettacoli di TuttoDante ad Atene del 5 e 6 maggio 2009.

    *Chrysa Mayioglou :
    I had the happiness to see Roberto Benigni, live in Athens on 6th of May. As a big fan of him i could not have missed it and i was really amazed. I cannot speak italian but i understood the meaning of every single word he said. Benigni has a special gift to speak by his (wonderful) heart. He is so energetic and funny but so dramatic at the same time. That is why i think he is the best comedian of our times and he is also my favourite actor and director.
    His show was full of love, deep emotions, the magic of Dantee and amazing perfomance. Noone would be the best for this show. It was a river full of emotions. The best of poetry with the magical performance.
    And Benigni… That is enough. I am so moved by him, every time i see him that i think i live in some other world. The wonderful world he always create when acting.

    *Giuseppe Marseglia :
    Ciao Benigni, ti volevo ringraziare per la grande serata che ci hai fatto passare ad Atene, ci hai fatto sognare. GRAZIE!!!!!!!

    *Lefteris Vrettakos :
    Ho tanto atteso per vedere lo spettacolo di Benigni che finalmente ha raggiunto la Grecia.
    Naturalmente è stata una esperienza straordinaria, con un Benigni come sempre spettacolare ed un’analisi del quinto canto dell’Inferno di Dante semplicemente unica.
    Seguire i versi di una tale opera senza l’approfondimento che offre Benigni (su date, personaggi, con parabole, con analisi del mondo contemporaneo di Dante, etc.) è forse diffilice. Roberto riesce a trasportarti al fianco di Dante e vivere con lui questo viaggio straordinario.
    Per la prima parte dello spetacolo che è una tipica commedia “Benigniana” (povero Berlusconi) senza fiato e senza sosta, non si può dire niente di non già scritto.
    Benigni ha offerto agli spettatori Ateniesi due giornate indimenticabili.
    La seconda giornata (7/05/09) che ho seguito io, resterà sempre impressa nel mio cuore, anche se, il sentimento che mi e’ prevalso dopo, è che è durata poco e volevo sentire una decina di canti in più ;-) ….Ringrazio Benigni per l’indimenticabile serata e per avermi fatto amare quest’opera di letteratura, che 2 anni fa mi sembrava pesante e inavvicinabile.

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    May 12th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Dopo gli Oscar vinti nel 1997 con La vita è bella, Roberto Benigni torna da protagonista negli Stati Uniti con Tutto Dante. La prima tappa dello show sarà San Francisco il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.

    (Ansa) - Benigni si esibirà in inglese con alcune battute in italiano e per il finale reciterà in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la tragica storia d’amore di Paolo e Francesca. Tutto Dante ha debuttato nel 2006 in Grecia, dove Benigni ha letto e spiegato il XXVI Canto dell’Inferno su Ulisse ed è stato subito un enorme successo.

    In Italia il tour è partito da Firenze ed in 3 anni ha fatto il giro delle principali città affascinando milioni di spettatori se si considera che molte tappe sono state mandate in onda da Rai Uno ed è stato realizzato anche un Dvd. Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo e dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano.

    Gli spettacoli negli Stati Uniti saranno intervallati da esibizioni in Canada, a Toronto, Montreal e Quebec City, poi Benigni porterà il “Tutto dante” il 17 giugno a Buenos Aires in Argentina. Le tappe a New York, Boston e Chicago sono state organizzate da Massimo Gallotta Pormotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.

    Date spettacoli TuttoDante in America

    TuttoDante: Spettacoli negli Stati Uniti

    San Francisco - 26 maggio 2009 - Louise M. Davies Symphony Hall

    New York - 30 maggio 2009 - Manhattan Center

    Boston - 6 giugno 2009 - Berklee Performance Center

    Chicago - 12 giugno 2009 - Harris Theater

    TuttoDante: Spettacoli in Canada

    Toronto - 7 giugno 2009 - Casino Rama

    Montreal - 3 - 4 giugno 2009 - St. Denise Theatre

    Quebec City - 10 giugno 2009 - Grand Théâtre de Québec

    TuttoDante: Spettacoli in Argentina

    Buenos Aires - 17 giugno 2009 - Teatro Gran Rex

    Per maggiori informazioni sulle date mondiali di Tutto Dante di Roberto Benigni visitate il sito www.tuttodante.it.

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    May 5th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    Articolo di Società cultura e religione, pubblicato sabato 18 aprile 2009 in Grecia.
    [Eleftheros Typos] [ traduzione di ItaliaDallEstero.info ]

    Roberto Benigni parla della «Divina Commedia» di Dante

    «Ciao, Panagiotis*» la voce di Roberto Benigni risuona fragorosa e molto familiare.
    «Sono Roberto*». E continua: «È un tale piacere per me venire in Grecia, nella Grecia che adoro, nella Grecia che considero la mia seconda patria, nella Grecia alla quale tutti dobbiamo ogni cosa poiché ogni cosa in Grecia ha avuto origine e alla Grecia ci riconduce».

    Di fronte a una tale raffica di entusiasmo italico all’altro capo del telefono, impossibile non rimanere senza parole per alcuni secondi. La prima cosa che ho detto per rompere il silenzio, e mi è venuta fuori spontaneamente dopo tale dimostrazione di affetto, è stata esprimergli innanzitutto la mia solidarietà per i suoi connazionali vittime del terribile terremoto e dei suoi effetti, che hanno messo a dura prova l’Italia.

    Il 5 e 6 maggio sarà ad Atene per presentare lo spettacolo della «Divina Commedia» di Dante, che da molto tempo sta portando in tournée da una parte all’altra, a partire dalla sua patria…
    E grande è l’onore che provo nel venire in Grecia, alla quale dobbiamo così tanto. Per me questa è la data più importante di tutto il tour.

    Che cosa l’ha portata a Dante facendole abbandonare temporaneamente la sua attività cinematografica?
    Adoro Dante e la sua poesia, così come adoro in generale la poesia e i poeti perché da loro impariamo la verità o per meglio dire l’essenza delle cose. Per questo i grandi poeti non invecchiano mai, e per questo Dante rimane tuttora così popolare. Perchè la vera poesia, la grande poesia, può essere stata scritta ieri, ma rimarrà sempre attuale. Dante in Italia vive nei cuori delle persone, perché ciò che dice è eterno.

    Attraverso Dante e la «Divina Commedia» fa in qualche modo una sorta di critica al nostro tempo?
    Non mi sostituisco al Vate, non faccio l’insegnante né il missionario. Attraverso il suo messaggio parlo di cose moderne e senza bisogno di ricorrere agli eventi odierni.

    Qual è il motivo che l’ha spinta ad affrontare questo testo, mito della letteratura italiana e mondiale?
    Quello che ti dicevo anche prima. Le verità eterne. L’amore, l’affetto, l’amicizia, il sesso, sì, il sesso, il peccato di lussuria col quale siamo cresciuti, tutte queste cose sono contenute nell’opera e a modo mio le commento. L’amore, che suona come una musica sinfonica, come una enorme orchestra…

    C’è anche un’orchestra nello spettacolo?
    No, no, no. L’orchestra viene fuori dalla poesia delle parole e dal loro eterno contenuto.

    Come ha messo in scena l’adattamento teatrale di Dante?
    Come un monologo. Ho affidato tutto a un monologo e l’ho fatto secondo i miei canoni, dato che, come ti spiegavo, non sono né un mentore né un insegnante, sono un attore teatrale.

    Il suo lavoro segue la tradizione popolare italiana, quella che noi conosciamo come commedia dell’arte*.
    Questa è anche la mia tradizione, questa è la mia arte, ti avvicina alle persone e avvicina anche le persone tra di loro. Dante si interessava di tutte le persone, fossero esse alte o basse, il suo messaggio si ritrova anche oggi nella politica. La cosa principale di cui parlo nello spettacolo è Berlusconi, il nostro presidente del Consiglio…

    Stavo appunto per chiederle un commento su questo perché so che la sua posizione politica non gli è molto favorevole.
    Ora ti parlerò dello spettacolo. I commenti su di lui li sentirai durante lo spettacolo. Non dirmi che non verrai, Panagiotis. Ti aspetto.

    E se non venissi? Mi dica, se vuole, quello che dice su Berlusconi nello spettacolo.
    Ah, Panagiotis (ride). Rifletto su di lui e sul significato del potere. Solo che non lo faccio io ma le parole di Dante. E da Berlusconi e il potere si passa alla contemporaneità, si vedono i giorni nostri, e successivamente si va nel Medioevo.

    E giungiamo all’odierno Medio Evo?
    Non noi. La «Divina Commedia» di Dante. Questo è il suo valore, perché ci riguarda tutti quanti. Prendi, ad esempio, una partita di calcio…

    A dire la verità, visto che l’ha citato e poiché sono un fan anche del calcio italiano, come di tutto ciò che ha a che fare con la cultura della sua patria, mi faccio coraggio e le chiedo: per quale squadra tifa?
    Sono nato nei dintorni di Firenze, quindi non posso non essere della Fiorentina. Ma vivo a Roma e là tifo naturalmente la Roma. Tu di che squadra italiana sei?

    Non ci crederà, ma anche io sono diviso fra due squadre. Sono della Roma perché innamorato di Roma e dell’Inter per motivi calcistici. Tra Inter e Roma, prevale la Roma.
    Panagiotis, sei un uomo sentimentale! Così siete voi greci. Questo è il motivo per cui ho una tale ammirazione per il vostro paese, che io considero la mia seconda patria. Vengo in Grecia con lo stesso sentimento, con lo stesso turbamento che mi coglie quando vado a incontrare la donna dei miei sogni. Un’emozione fortissima, fratello*.

    * “Ciao, Panagiotis”, “Sono, Roberto”, “commedia del arte” e “Un emozione fortissimo, fratello.” sono in italiano nel testo originale

    [Articolo originale "Η μεγάλη ποίηση εκφράζει το σήμερα" di Panagiotis Timogiannaki]

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    May 5th, 2009SilviaPittRoberto Benigni

    Roberto Benigni - Μέγαρο Μουσικής Αθηνών

    Στην Αθήνα θα βρεθεί στις αρχές Μαϊου (5 και 6) ο βραβευμένος με Όσκαρ ηθοποιός Roberto Benigni, για να παρουσιάσει στο Μέγαρο Μουσικής Αθηνών τον μονόλογο “Κόλαση και Παράδεισος”, που βασίζεται στην “Θεία Κωμωδία” του Δάντη. Από τα τρία μέρη του ιταλικού επικού ποιήματος (”Κόλαση”, “Καθαρτήριο”,”Παράδεισος”) ο Benigni επέλεξε το πρώτο και σκηνοθετεί τον εαυτό του στο πέμπτο canto, που πραγματεύεται την αγάπη.

    Roberto Benigni will be in Athens to present excerpts from Dante’s Divine Comedy in two performances at the Athens Concert Hall on 5 and 6 May.

    The famous Italian comic and director, who received three Oscars for his film Life is Beautiful, is touring internationally with a performance called Inferno e Paradiso, which presents Hell, one of the three parts of the Divine Comedy. He has especially selected to present the 5th Canto, which addresses the meaning of love, for his appearance in Athens.

    The Italian comic has directed many films and has starred in even more. His first public appearance came in the 1970s when he took part in a popular television show. He became more involved in directing in the 1980s, and his career reached a peak in 1997 with his direction of the tragic comedy, Life is Beautiful.

    This time, the audience will enjoy the Italian actor in Dante’s Divine Comedy, considered one of the most important literary works in the world. It has been called the “epitome of the medieval world.”

    Dates: 5,6 May 2009
    Start time: 20:30
    Venue: Athens Concert Hall, Megaron Mousikis


    *Are you going to see TuttoDante in Athens? After seeing the show, write and send your personal review/comments to: info@unbenignidanobel.it …We’ll publish your articles in this blog.

    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a: info@unbenignidanobel.it …Pubblicheremo tutto sul sito.

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    April 30th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video


    MARTEDI 5 MAGGIO E MERCOLEDI 6 MAGGIO
    TuttoDante ad ATENE
    Megaron - The Athens Concert Hall

    Lo spettacolo è in inglese ed italiano con sottotitoli in greco per il Canto
    Show performed in English and Italian with greak titles for the Canto

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    April 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Roberto Benigni will bring his new project to Athens on May 5 and 6.

    (Kathimerini) Roberto Benigni, the Italian actor and director who won us over in 1997 with his powerful performance as Guido in the Oscar-winning “Life is Beautiful,” is now launching a different project.

    With a performance titled “Inferno e Paradiso” (Hell and Heaven), he is taking Dante’s landmark poem “The Divine Comedy” on an international tour that will include two stops at the Athens Concert Hall on May 5 and 6. For those interested, tickets are already available.

    In his “Divine Comedy,” Dante describes an imaginary journey into the underworld, narrated in the first person, which starts on Good Friday in 1300. The use of detail makes the journey incredibly realistic – the hours and locations are recorded with mathematical precision. During his passing through Hell and Purgatory, the poet is accompanied by his teacher Virgil. His crossing of Heaven happens in the presence of Beatrice, a character who represents the female ideal, according to Dante, and who is probably based on Beatrice Portinari, a real person he was associated with.

    Benigni is expected to make lots of reversals. The only thing known so far is that for his Athens performances, he has chosen the 5th Canto of “The Divine Comedy,” which deals with the concept of love.

    Athens Concert Hall, 1 Kokkali & Vas. Sofias, tel 210.728.2333.

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    April 25th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    *Comunicazione: Le date di TuttoDante previste in Germania a Baden-Baden (23 aprile), Duisburg (24 aprile) e Stoccarda (26 aprile) sono state annullate.


    Sendung vom 19. April 2009 - Radio Colonia

    Con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni ha portato in diverse città tedesche la sua rilettura del capolavoro di Dante Alighieri, la “Divina Commedia”. Un incontro dietro le quinte e le impressioni di Radio Colonia.

    Nel suo giro d’Europa con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni è approdato anche in Germania. E, incontrato a tu per tu, il comico e attore toscano è a tutti gli effetti come appare in tv e al cinema, intelligente e divertente, ma anche modesto e per nulla arrogante. Ma riservato per quanto riguarda la sua vita privata, anche se in ogni intervista che concede l’attore non perde occasione per parlare di sua moglie, Nicoletta Braschi. Ed è proprio alla coppia del cinema italiano più conosciuta nel mondo, dopo Federico Fellini e Giulietta Masina, che dieci anni fa un gruppo di astronomi ha voluto dedicare un asteroide - la 21662 Benigni-Braschi. Questa e altre curiosità nel ritratto di Tiziana Caravante, che ha incontrato Benigni a Colonia.

    Ascolta l’intervista a Roberto Benigni di Tiziana Caravante (3′05) :

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    April 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Ringraziamo Frida Calvino per averci inviato questa recensione sullo spettacolo TuttoDante a Colonia di lunedì 20 febbraio 2009.

    In una piacevole sarata a Colonia, mentre l’imponenza del Duomo fa capolino tra cavi, tralicci e strutture moderne di questa cittá in continuo movimento, ti capita anche di assistere ad un momento di assoluta poesia.
    Di partecipare ad un raro evento con la sensazione di essere trasportato al di fuori di una realtá frenetica per ritrovarti in un mondo dove le parole hanno valore, dove il tuo cuore ancora palpita per il racconto di sentimenti che sembrano ormai sfuocati, dove riflettere ha ancora il suo spazio.

    Ieri sera Roberto Benigni e Dante ci hanno regalato questo. Netta in me era l’impressione di vederli entrambi camminare sottobraccio, lungo il fiume Reno, intenti a scambiarsi opinioni, a raccontarsi piccoli episodi di vita. Perché quando si ascolta Dante attraverso Roberto, si intuisce lo straordinario legame che li unisce, che va al di lá del tempo e dei costumi.

    E Roberto ieri sera non solo ci ha emozionato con il V Canto dell’Inferno ma ci ha fatto riflettere sulle nostre origini e da dove veniamo. Ha saltellato con le parole e la sua gestualitá dalla musica, alla pittura, dalla letteratura alla storia. Con tanto rispetto e delicatezza ha affrontato tutto ció di cui il mio Paese é stato la culla.
    Questa é la lezione più importante che abbiamo avuto ieri: una lezione che mi ha resa più orgogliosa dell’Italia.

    Grazie Roberto!


    Frida Calvino


    * Alcune foto di Roberto Benigni sul palco del Musical Dome di Colonia:
    (© Photo Joerg Carstensen - Corbis)

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo con piacere una bella riflessione che ci ha inviato M.Cristina Picciolini sullo spettacolo TuttoDante a Monaco di Baviera (16 aprile 2009).

    “Benigni l’alchimista”.

    Quando si parla di arte si parla di Storia, e quando si parla di storia in genere s’intende lo studio dei fatti. E cosi per essere aggiornati in maniera divertente e nello stesso momento in maniera “profonda” su come procede la storia della nostra cara Italia, eravamo tutti presenti, tedeschi compresi, il 16 Aprile alla sala della Philarmonia di Monaco per ascoltare il comico toscano Roberto Benigni, il quale non solo ci ha lasciato sorridere ma ci ha sorprendentemente illuminato, con uno sguardo all’indietro, concetti, valori e la contemporaneaità del passato, catapultandoci con un pizzico di saggezza in più, nel futuro.

    Un impatto scenico che in maniera sopraffina ci ha lasciato immaginare per un momento, un Benigni “alchimista” nel silenzio delle quinte, trasformato in un laboratorio di ampolle, bilancino, spatole e tante pietre dai cromatismi incredibili, che se ne stava intento a macinare polveri finissime per la creazione del suo affresco, che ci avrebbe presentato in una lingua universale.
    Un affesco che nel giro di 90 minuti si é creato, pezzetto per pezzetto davanti ai nostri occhi che qualche volta facevano fatica a seguirlo, per la velocità di espressioni miste di piacere, di dolore, di amore, e di presentazione di fatti reali agli occhi di tutti, ma sfuggenti allo spirito, spesso sopraffatto da materia calcarea.

    Nelle sue parole quasi nessuna metafora ! Egli è stato chiaro e limpido proprio come Giotto lo fú, nel “pittare” con il pennello più sopraffino, il “Giudizio universale”.
    Un espressivitá incredibile dove Benigni mescola e combina argomenti e fatti con la stessa astuzia e attenzione che usa l’artista per non “sporcare” i colori durante le mescolanze.
    Un opera che più si scopriva e più emanava una luce fresca e schietta, tipicamente toscana.
    Un Benigni di un dinamismo, che è sinonimo di libertá, di uomo libero e di libero pensatore, che avanza pensieri come l’onda del mare che viene spinta da un vento interiore fatto di passione e di sentimenti, che gli permettono di saltare gli ostacoli, per arrivare al podio più alto.

    Un viaggio perfetto, di un uccello compatto, che sfida le leggi della fisica di un deltaplano, desideroso di trascinarci tutti quanti nella comprensione della lettura più ardua della letteratura italiana, la Divina Commedia.

    Attraverso un tripudio di forme multicolori che compongono la celebrazione della grande tela umana dell’amore e della morte, Benigni recita il V canto dell’inferno di Dante mostrandoci il vero significato dell’amore che chiede pietá, illuminando per un attimo, il trionfo del bene sul male e della luce sulle tenebre.
    L’incontro del poeta con Paolo e Francesca “morti per amore” ce li lascia incarnare in un rito-gioco che odora solo di commozione e di spontaneitá di bambini…

    Una contaminazione, che con un sorriso ottimista è diventata dialogo, ardore, e ci ha toccato l’anima, incitandoci a lasciarsi trascinare da quell’energia speciale di cui siamo fatti, e alla quale dobbiamo chiedere qualche volta, solo un po’ di Silenzio, per lasciar ripiegare la mente su se stessa.

    Come quella lezione speciale del professore di liceo, che abbiamo tutti desiderato, egli ci ha inviato segnali che non possono essere ignorati, piuttosto una suggestione a cui vale la pena di cedere, per vedere dove ci porterá !

    Grazie Roberto, per averci mostrato il tuo affresco !

    M.Cristina Picciolini
    www.picciolini.de

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo un commento sullo spettacolo di TuttoDante a Ginevra di sabato 18 aprile 2009 apparso su “Italians” di Beppe Severgnini (Il Corriere della Sera):

    Caro Beppe,
    mia moglie ed io siamo andati a vedere Benigni all’Arena di Ginevra, dove il comico ha tenuto il suo spettacolo “Tutto Dante” (di cui Michele Donolato ci ha riferito da Londra su “Italians”). Analogamente alla performance britannica, nonostante la locandina indicasse uno spettacolo “in italiano”, il comico ha recitato parzialmente in lingua francese ed il momento di maggior sorpresa è forse stato quando dalle gradinate uno spazientito spettatore ha interrotto chiedendo “più francese” mentre Benigni, effettivamente, stava parlando solo in italiano da alcuni minuti. Ma il comico ha saputo con esperienza trasformare la provocazione in un gesto d’affetto verso il pubblico, evitando un pericoloso effetto “stadio” tra italofoni e francofoni e continuando con sapienza ed ironia nella recitazione bilingue. Promosso con lode: uno spettacolo in italiano sarebbe un ghetto per italiani all’estero, ed uno unicamente in francese perderebbe in potenza espressiva e comicità. Ma ciò che vogliamo portare in cuore di questo spettacolo non è questa cronaca spicciola, o la schietta comicità, ma la superba abilità nel divulgare nel mondo la ricchezza culturale italiana e di proporre in modo affascinante e veritiero il contributo del cristianesimo e del medioevo nell’insuperabile poema dantesco. Come ha detto giustamente Benigni, Dante è così attuale che ci sta davanti, non dietro.

    Cesare Zavalloni


    (Roberto Benigni all’Arena di Genève, 18 aprile 2009 - Foto di Polly Mannall)

    Benigni renvoie les cuistres à leur médiocrité.
    Par Antoine Duplan - L’Hebdo

    C’est le bouffon qui est entré en scène. Berlusconi, la Lega, le roi d’Italie en prennent pour leur grade au gré d’improvisations étourdissantes. Le public s’esclaffe, mais, déjà, le satiriste s’efface. Roberto Benigni se rapproche du lutrin où repose un extrait de La divine comédie et se livre à une magistrale explication de texte. Il fait revivre Didon et Enée, Sémiramis de Babylone, Lancelot et Guenièvre ainsi que d’autres damnés de l’amour… Pour finir, transfiguré, il récite le Canto V de l’Enfer. Sa voix est grave, ses mains volent comme celles d’un chef d’orchestre, dessinant des nuées d’étourneaux et soulignant la structure des tercets. Le dernier vers tombe, «comme tombe un cadavre». Transporté, le public se lève. Immense ovation. Le comédien a l’élégance de ne pas ajouter un mot pour laisser résonner le verbe de Dante.

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