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“Nero Fiddled” di Woody Allen nelle sale a novembre

(ASCA) – Roma, 9 feb -E’ prevista per venerdì 30 novembre 2012 l’uscita nelle sale italiane di ”Nero Fiddled” il film diretto da Woody Allen, che ne è interprete insieme ad Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Greta Gerwig ed Ellen Page. Il film verrà distribuito in sala da Medusa.

10 anni dalla Notte degli Oscar: Intervista esclusiva a Pietro De Silva, “Bartolomeo” de “La vita è bella”

Nell’ambito della serie di articoli pubblicati per festeggiare la ricorrenza dei 10 anni dalla Notte degli Oscar del 21 marzo 1999, l’attore Pietro De Silva, che in “La vita è bella” interpretò “Bartolomeo“, ha risposto ad alcune domande sul film, in esclusiva per i lettori di www.unbenignidanobel.it.

Che personaggio rappresenti nel film? La prima volta che hai letto il copione cosa hai pensato?

NEL FILM INTERPRETAVO BARTOLOMEO, UN DEPORTATO CON CUI GUIDO STRINGE AMICIZIA.
LA PRIMA VOLTA CHE HO LETTO IL COPIONE RICORDO L’ESTREMA SORPRESA NELLO SCOPRIRE LA GRANDE INTUIZIONE CHE E’ ALLA BASE DEL SUCCESSO INTERNAZIONALE DEL FILM, OVVERO QUELLA DI FAR CREDERE AL BAMBINO CHE SI TRATTA DI UN IMMENSO GIOCO PER NON RENDERLO PARTECIPE DELLA REALTA’ STRAZIANTE E TRAGICA DELL’OLOCAUSTO.
UNA INTUIZIONE SEMPLICE E GENIALE CHE PORTA LA SCENEGGIATURA DE “LA VITA E’ BELLA” AL PARI DI UN’OPERA DI ALTA LETTERATURA.

Quale pensi che sia stata la scena più significativa del film? Hai un ricordo particolare da raccontarci legato alla lavorazione del film?

IL FILM E’ INTESSUTO DALL’INZIO ALLA FINE DI SCENE MEMORABILI.
QUELLA DELLA TRADUZIONE DEL TEDESCO NELLA QUALE BENIGNI FA CREDERE AL BAMBINO CHE SI VINCONO DEI PUNTI E’ QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE INDIMENTICABILE.
MI HA COLPITO MOLTISSIMO ANCHE QUANDO IL NAZISTA INTERPRETATO DA HORST BUCHHOLZ SI APPARTA CON BENIGNI DAVANTI AD UN GRAMMOFONO E GLI PARLA A BASSAVOCE DI UN INDOVINELLO CHE LO HA FATTO PENARE, LASCIANDO ROBERTO IN UNO STATO DI COSTERNAZIONE E INCREDULITA’, UNO DEI MOMENTI PIU’ ALTI DELL’INTERPRETAZIONE DI BENIGNI NEL FILM.
DURANTE LA LAVORAZIONE DEL FILM, ROBERTO AVEVA QUESTO STRAORDINARIO RAPPORTO CON IL PICCOLO GIORGIO CANTARINI (CHE INTERPRETAVA GIOSUE’), UN RAPPORTO NON DISSIMILE DA QUELLO DEL PERSONAGGIO DI GUIDO, PER CUI RIUSCIVA A DIVERTIRLO E A DIVERTIRE TUTTA LA TROUPE, IN MODO DA RENDERE AGEVOLE AL BAMBINO I TEMPI DI LAVORAZIONE SUL SET.
QUINDI UN RAPPORTO DI TENEREZZA E PROTEZIONE CHE AIUTAVANO IL PICCOLO IN MANIERA STRAORDINARIA PER L’INTERPRETAZIONE.

A 10 anni dalla Notte degli Oscar del 21 marzo 1999, quale pensi sia stato il merito più grande dell’opera di Roberto Benigni e Vincenzo Cerami?

TROVO CHE ENTRAMBI CON GRANDISSIMO CORAGGIO SIANO RIUSCITI A NOBILITARE LA COMICITA’ SUBLIMANDOLA ATTRAVERSO LA TRAGEDIA,UN PERCORSO DIFFICILISSIMO SE SOLO PENSIAMO CHE ACCOSTARSI A QUESTA TRAGEDIA CHE HA SEGNATO IL SECOLO CHE CI SIAMO LASCIATI ALLE SPALLE E’ SEMPRE UN IMPRESA ASSAI ARDUA. LORO CI SONO RIUSCITI A PIENO CON LA LEVITA’, LA GRAZIA E LA POESIA, LASCIANDO UN SEGNO NELLA STORIA DEL CINEMA E DELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO.

*La scena in cui Guido (Roberto Benigni) traducendo il tedesco fa credere al piccolo Giosuè (Giorgio Cantarini) che sia tutto un gioco e si vincano dei punti, secondo Pietro De Silva è “QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE INDIMENTICABILE”… :

Puoi fare un breve saluto per i nostri lettori di www.unbenignidanobel.it ?

IL SALUTO CHE FACCIO AI LETTORI, PIU’ CHE UN SALUTO E’ UN INVITO, OVVERO QUELLO DI INCENTIVARE, SULL’ESEMPIO DE “LA VITA E’ BELLA”, LA DIVULGAZIONE DI QUALSIASI INIZIATIVA CHE PROMUOVA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE OPERE DI ALTA QUALITA’ ARTISTICA IN CAMPO CINEMATOGRAFICO, ATTRAVERSO RASSEGNE,MEETING, APPROFONDIMENTI E INCONTRI CHE SEGNALINO ALL’ATTENZIONE DEL PUBBLICO, PROGETTI DI VALORE ANCHE INEDITI E LOW BUDGET.

…Grazie di cuore Pietro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri!

Una foto di Pietro e Roberto giovani attori per “Il Minestrone” (S. Citti, 1981), film al quale collaborarono anche Vincenzo Cerami (per la sceneggiatura) e Nicola Piovani (per la colonna sonora): sedici anni dopo si sarebbero ritrovati tutti insieme per “La vita è bella”…

10 anni dalla Notte degli Oscar: Il ricordo di Roberto Benigni “Io birbone integro”

Dalla Shoah a Dante, Benigni racconta 10 anni fantastici

di ROBERTO BENIGNI – La Repubblica (22 marzo 2009)

Quanta paura, Madonna che scrupoli e che riserve ha sollevato, me lo ricordo ancora bene, un film come La vita è bella. Il dissenso più o meno manifesto partiva dai sostenitori della tesi che coi campi di concentramento non si può scherzare, non si può fare comicità. Errore. Perché quel film è una tragedia. Nel senso che c’è una storia che comincia bene e finisce male. Tutto il contrario della Divina Commedia di Dante, che inizia male con l’Inferno e termina benissimo col Paradiso. Voglio dire che quel film era sdrammatico. Finiva il primo tempo che gli spettatori avevano le lacrime agli occhi dalle risate e il secondo tempo che avevano le risate per le lacrime agli occhi. La vita è bella è anche un film estremo. Perché è lo stile che conta. Si può essere laidi e volgari parlando di una farfalla, e si può essere poetici parlando di Hiroshima con letizia. E Fellini diceva che le cose molto tragiche possono essere raccontate solo da un clown. Poi, come dice un altro, come dice Montale, tra l’orrore e il ridicolo il passo è un nulla. E sapete qual è l’anagramma che ha elaborato col mio nome Stefano Bartezzaghi? Birbone integro. Beh, mi ci trovo bene, via.

Malgrado tutto “La vita è bella”- Intervista a Vincenzo Cerami a 10 anni dagli Oscar

Pubblicato da RepubblicaRadioTv

A 10 anni dalla notte degli Oscar al film di Roberto Benigni, ne parliamo con il suo sceneggiatore Vincenzo Cerami
L’INTERVISTA CON VINCENZO CERAMI
(di Chiara Ugolini – riprese di Stefano Cipullo e montaggio di Alice Vivona)

Parte prima: * ‘E’ il primo film italiano che è arrivato in Cina’

Parte seconda: * Benigni-Cerami, una storia d’amore

*Clicca qui per vedere il terzo video: “La scheda critica di Paolo D’Agostini”

Non ci resta che Benigni

Vi presentiamo la prima parte di “Non ci resta che Benigni“, il documentario de La Storia siamo noi, a cura di Annalisa Bruchi e Silvia Tortora, con testimonianze inedite e racconti sull’arte, il cinema, la storia di Roberto Benigni.

Roberto è una persona straordinaria..sotto ogni punto di vista.” (Carlo Azeglio Ciampi)

Per le successive 8 parti del documentario cliccate qui.

Intervista esclusiva per TuttoDante a Zurigo

(Intervista di Isabella La Rocca, pubblicata su La Pagina, 26 novembre 2008)

In occasione dell’evento previsto per il 6 dicembre a Zurigo, ci siamo fatti raccontare dal grande Roberto Benigni cosa lo ha spinto ad intraprendere un viaggio dentro una delle opere italiane più famose al mondo, la Divina Commedia. Cominciamo la nostra intervista ringraziandolo per la sua grande disponibilità e per l’impegno profuso nella diffusione e nella valorizzazione della cultura italiana, in Italia come all’estero…“Sono io a ringraziare voi per aver pensato a me, ma chi l’avrebbe mai detto, mi riempite di gioia immensa, guardate, è proprio una bella cosa questa qui…” esordisce, vulcanico come sempre, con il suo scoppiettante intercalare arricchito dal tipico e spontaneo accento e dal tono piacevolmente allegro e canzonatorio che caratterizzerà l’intera chiacchierata…tranne che in un unico momento durante il quale anche il grande attore cede al pensiero della grandezza e della bellezza della poesia che tanto sta contribuendo a far riscoprire…

Parliamo un po’ di questo grandioso spettacolo “TuttoDante”. Hai fatto ridiventare attuale il sommo poeta, facendolo riscoprire e amare a tanti, giovani e non… Non è cosa da poco. Perché proprio Dante? Da dove è nata l’idea delle letture dantesche?
Mi fai una domanda che mi riempie il cuore di bellezza. Perché proprio Dante? Ma perché è il più grande di tutti, viene naturale, pensi alla poesia ed ecco, nella tua mente compare lui, Dante… Non può non esser il primo a cui pensare; io poi ho a che fare con lui da quando ero piccolino: i miei genitori, i miei cugini, i miei cognati, i miei nonni…tutti mi dicevano qualcosa di Dante, anche certe cose strampalate o certi versi buttati lì…insomma tutti a parlarmi di questa bella lingua che ha volato per settecento anni pur di venire a posarsi sulle nostre labbra e far sentire a tutti la sua bellezza. Così Dante è stato come un amico, l’ho sentito sempre vicino…ecco diciamo pure che siam cresciuti insieme io e lui, via! E poi, i grandi scrittori non scrivono mai solo per il loro tempo, scrivono per tutti e per sempre, e Dante è, a pieno titolo, uno di questi, perbacco se lo è!

E’ questo quindi a renderlo attuale ancora oggi?
Ma certo che sì, che storie! Io oggi, qui, dico e confermo che Dante è attuale, come se dicessi che è attuale l’olio di oliva o l’acqua e chissà quante altre cose ancora…e ti dirò di più…io sono sempre stato convinto che addirrittura Dante fosse attuale ancora prima di nascere, chi lo sa! Certo è un mio pensiero, sia ben chiaro questo, eh…
Vedi ci sono tre storie che noi non dimenticheremo mai: quella di quell’uomo che gira nel Mediterraneo alla ricerca dell’isola amata; quella dell’uomo che si è fatto crocifiggere dicendo che era figlio di Dio e quella di quell’uomo che è andato nell’aldilà per vedere i nostri peccati. Sono queste le tre storie più belle del mondo, sicchè Dante è grande come Omero, come la storia del Vangelo, come la Bibbia; certo, ad onor del vero, questa ha avuto un po’ più di successo, ammettiamolo pure, suvvia, ma solo perché l’autore del libro era anche l’autore dei lettori, quindi era avvantaggiato perché, diciamocelo, conosceva già i loro gusti, sicchè è andato sul sicuro…capito no?

In TuttoDante che c’è anche un profondo sentimento religioso…
Sicuramente. Bisogna stare bene attenti però…Dante era un poeta cristiano certo, ma non era mica un prete, questo sia ben chiaro a tutti! Lui era un uomo, un uomo che come tutti gli altri amava, soffriva, e mamma mia quanto… ecco questo bisogna averlo presente; era contro la Chiesa, quella della sua epoca almeno! Solo pensare che ha messo tanti di quei papi all’inferno la dice lunga…!
Certo, per leggere la Divina Commedia bisogna conoscere un po’ di storia del Cristianesimo, ma bastano appena una, due o tre cosette al massimo! Comunque sia chiaro: la Divina Commedia si può leggere anche senza credere in Dio, perché quello che ha di bello è che, leggendola, non siamo noi ad andare verso Dio, ma è proprio Dio che viene verso di noi, cammina verso di noi. Alla fine, quando all’ultimo verso del Paradiso ci voltiamo indietro, l’inferno è vuoto, perché Dante ci porta tutti con sé: lui ci dice proprio che per noi ha disegnato una via immensa. Ecco, Dante è un poeta cristiano ma non cattolico, non è un prete, è un uomo vero, con tutte le passioni, i sentimenti, quelli più bassi e quelli più alti. Per questo gli vogliamo bene, perchè ci rappresenta così come siamo, non mente. Ha dedicato la vita alla sua opera, s’è tuffato in fondo al mare e ne è uscito con la perla più lucente che c’era per darcela in regalo: “Questa è per voi” ha detto e poi se n’è andato. Cosa c’è di più commovente?

In TuttoDante si possono distinguere due parti: una prima un po’ irriverente, che pesca dalle cronache attuali, e una seconda “più alta”, la poesia, che si fondono, dissolvendosi quasi l’una nell’altra in un’armonia perfetta. Qual è il collante per due generi così diversi… oltre alla tua bravura, ovviamente?
Dici davvero? Ma questa è una cosa che mi dà davvero una grande gioia, immensa proprio… come dice Pinocchio te ne sarò grato finchè campo perché se è così anche per una persona sola… ecco sono la persona più felice del mondo, è come raggiungere quasi la perfezione…
Ma ad esser sincero, te lo devo proprio confessare, il merito tutto mio non è, anche qui qualcosa di suo Dante ce l’ha messa, sicchè si potrebbe dire che il collante è proprio la struttura della Divina Commedia: quando si leggono alcuni canti, come quello dei diavoli, ad esempio, già quello è proprio avanspettacolo, è la parte più divertente, più farsesca, per andare poi, via via, a finire agli ordini angelici, alla rosa celeste… pensa che percorso, che crescendo di bellezza, insomma.
Dante ci ha influenzato e ha influenzato la narrativa, perché la cosa più bella della Divina Commedia è proprio la storia, il fatto che sia una storia da raccontare ed il bello, per me, è proprio questo: quando sono lì, davanti al pubblico, provare l’emozione del racconto, far sentire come siamo fatti dentro e quello che Dante ci ha tirato fuori, dei sentimenti che non conoscevamo nemmeno, l’anima direi, quella degli uomini, delle donne, le nostre passioni…si riesce proprio a mettersi a nudo, come quando si provano ardentemente degli impulsi, delle passioni che non si riesce a controllare…
E’ proprio un regalo straordinario quello che lui ci ha fatto con questo libro e la gioia di portarlo in giro per me è proprio come una…una… (si ferma, sembra che cerchi la parola giusta…ricomincia…) è una…(altra pausa) insomma finisco qua, è una, ecco, basta! ‘E’ una’ e ci metto il punto! (il tono allegro e incalzante di Benigni, che prendendoci qualche piccola libertà e licenza dal perfetto costrutto di frasi e forme, stiamo cercando di riportare il più fedelmente possibile, lascia il posto ad un uno che sa di ammirazione vera, quasi commozione, ed è proprio questo che ci da il la per la domanda successiva…)

Quella tua commozione, sul palcoscenico, durante le letture, specialmente in certi passi…non fa sempre parte dello spettacolo vero?…spesso ti commuovi ancora sul serio, confessalo…
Ma come si fa a non farlo, come, vorrei proprio saperlo io, davvero! Quando si è lì e si entra dentro quella grande, immensa storia… E’ vero che l’attore dovrebbe controllare gli impulsi, ma quando c’è la poesia diventa tutto così misterioso, la si sente che è lì, che arriva e ti si strazia il cuore, ti esaspera, e allora senti quasi il bisogno di proteggerti…cerco di pensare a qualcos’altro ma è proprio difficile, perché la poesia esaspera…quanto esaspera, mamma mia…

Ci sono momenti, situazioni od episodi che ti commuovono più di altri?
Sì, ce ne sono due in particolare. Alcune volte succede che quando leggo certi canti, magari alcuni tra i più difficili (o, meglio, alcuni tra quelli che sembrano più difficili perché poi, in realtà, sono tutti cristallini) alla fine degli spettacoli, come nei concerti rock, mi chiedono di farli ancora o di farne altri…ma capita anche che mi incontrino per strada e che, urlando, mi chiedano: “Ah Robertooo, ma quand`è che lo fai quel canto lì…” proprio come quando si chiedono a Springsteen le sue canzoni più famose; questo mi commuove anche se poi, più che altro, è divertente ed è bello perché Dante, alla fine, nasce proprio come poeta popolare.
L’altra cosa che mi commuove davvero tanto è quando alcune volte, alla fine della lettura di un canto, succede una cosa strana: invece di applaudire, rimangono tutti in silenzio, come turbati da qualcosa che li ha toccati in un luogo fin dove nessuno ha mai osato o dove nessuno ha ancora fatto dei passi; finisce il canto e inizia il silenzio, ma un silenzio carico, denso, dentro il quale c’è un sentimento che non saprei esprimere a parole; come se ci fosse bisogno, dopo tanta bellezza, di alcuni momenti per tornare, pian piano, tutti sulla terra, insieme; quella è una cosa davvero straordinaria.

Al di là di tutto, di Dante, della poesia, del modo di raccontarla e di sentirla, c’è un messaggio che Benigni, leggendo Dante, vorrebbe mandare a chi lo ascolta?
Beh guarda, tu lo sai, con i messaggi io mi vergogno, non saprei cosa dire, tu lo sai bene, mi imbarazzo…

No che non lo so, e secondo me, un messaggio per tutti Benigni ce l’ha, eccome…
Beh ecco, a limite una riflessione, dai: dovremmo riflettere sul fatto che quello che abbiamo intorno è così bello, immenso e complesso; la cosa più semplice che posso dire è che alla fine, però, la Divina Commedia è bella, la poesia è bella ed è meglio leggerla che non leggerla. E anche se una sola persona, alla fine dei miei spettacoli, si mette lì e prende il libro tra le mani, lo tocca e lo guarda… già questo è un messaggio straordinario, se messaggio si può chiamare.

Dopo Dante…ci diamo appuntamento al cinema?
E perché no, volentieri…! Scherzi a parte, devo prima finire questo tour… sempre che non se ne organizzi qualcun altro, magari su un “pianetuncolo vicino”! Tutto sommato non sarebbe poi tanto male, anzi no, sarebbe davvero bello perché, devo proprio dirlo, questo tour, è un po’ …come si usa dire, anche se un po’ mi imbarazzano tutti sti paroloni… insomma… è un tour quasi mondiale, ecco l’ho detto!
Riscuote un entusiasmo talmente forte che bisogna per forza completare il viaggio, in fin dei conti Dante è andato per noi nell’aldilà, posso io non andare in Svizzera o in Sud America? Via, è naturale che si debba fare, no? Sono contento di aver seguito le parole di Lucio (Lucio Presta, organizzatore del tour, ndr) che mi ha in maniera affettuosa, però forte, convinto a fare questo atto di generosità per tutti, che poi è principalmente un atto di generosità anche verso di me perchè son convinto che avremo tutti un risultato di grande bellezza. Ma il merito, anche qui, non è solo mio, quindi ringraziamolo ancora il nostro caro amico Dante…

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