Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    April 22nd, 2009SilviaPittClaudio Abbado, Roberto Benigni

    MELAMPO CINEMATOGRAFICA e ORCHESTRA MOZART presentano PIERINO E IL LUPO
    Favola musicale di Sergej Prokofiev
    Eseguita dall’Orchestra Mozart
    diretta da Claudio Abbado
    e interpretata da Roberto Benigni

    Dopo la storica edizione del 1990, Claudio Abbado e Roberto Benigni tornano insieme per interpretare il Pierino e il Lupo di Prokofiev: pagina divenuta emblema di come la musica possa esser “spiegata” ai ragazzi.

    I personaggi della celebre favola in musica sono affidati ai solisti dell’Orchestra Mozart, fra cui Jacques Zoon (flauto), Alessandro Carbonare (clarinetto), Alessio Allegrini (primo corno), Viktor Aviat (oboe) e Guillhaume Santana (fagotto). Presenti le grandi prime parti della “Mozart” Giuliano Carmignola (violino), Wolfram Christ (viola), Walter Vestidello (violoncello) e Reinhold Friedrich (tromba).

    Il Dvd di “Pierino e il Lupo” è distribuito in Dvd da Cecchi Gori Home Video, dal 21 aprile.

    Scheda Tecnica
    Video: 1,85:1 letterbox
    Audio: DD 2.0 in italiano
    Regia: Stefanio Vicario
    Anno: 2008


    Lorenza Borrani, violinista dell’Orchestra Mozart nata a Firenze nel 1983, durante il concerto di “Pierino e il lupo” è stata coinvolta in un simpatico “valzer” con Roberto Benigni. Abbiamo contattato Lorenza per chiederle di raccontarci la sua esperienza.

    Ciao Lorenza, sappiamo che sei stata protagonista insieme a Roberto Benigni di un momento “particolare” del concerto. Puoi raccontarci come è nata l’idea del “Valzer”?
    «In realtà “siamo stati coinvolti” perchè l’idea è partita da Abbado durante una prova che l’orchestra ha fatto prima dell’arrivo di Roberto. Mentre ancora stavamo suonando si è rivolto a me con il suo sorriso e gli occhi brillanti chiedendomi se avrei accettato di ballare un walzer (suonando) se Benigni mi avesse invitata. Io, ancora suonando, ho risposto “assolutamente sì” senza il minimo dubbio di farlo nonostante la certezza assoluta di non essere minimamente in grado. Infatti io sono un disastro a ballare! Mi vergogno, non mi riesce…ma poi, come in tutte le cose create da Abbado e Roberto, tutto ha magicamente funzionato! Il mio sogno era sempre stato, fin dai tempi del liceo, di suonare Bach mentre Benigni leggeva Dante anche solo nel salotto di casa sua, ma mai mi sarei aspettata di ritrovarmi in una situazione del genere, tra le più divertenti che mi sian mai capitate.»


    Di seguito pubblichiamo un articolo scritto da Daniele Navacchia, che racchiude perfettamente l’essenza del concerto del 25 ottobre 2008.

    “IL GIULLARE E IL GIARDINIERE”

    Così diversi il comico toscano e il direttore d’orchestra milanese. Diciotto anni fa a Ferrara fu un colpo di fulmine intellettuale ed umano e Pierino e il lupo di Prokofiev fu la dimostrazione che la grande musica deve essere disciplina ma può anche essere spontaneità ed ironia. E così fu anche un successo discografico. Sabato scorso al “Paladozza” di Bologna si è rinnovato questo incontro davanti ad un pubblico di quattromila persone. Da allora diciotto anni di rispetto e di amicizia, ma anche di grandi trasformazioni. Roberto Benigni, giullare scomodo ed esuberante, diventa regista cinematografico di fama mondiale, vince l’Oscar, ma si impegna anche come divulgatore di Dante e della cultura italiana nelle Università e nelle Piazze. A Claudio Abbado invece non basta essere il direttore dei Berliner Philharmoniker; conosce la malattia, la vince grazie alla volontà, alla disciplina e alla musica, capisce in anticipo la crisi delle grandi orchestre e raccoglie intorno a sé musicisti straordinari ed amici. E così, oltre alle piante nel giardino della sua casa in Sardegna, Abbado “coltiva” orchestre come la Mahler Chamber, la Lucerne Festival e l’Orchestra Mozart, ed il suo modo di dirigere cambia, diventa più asciutto, ma anche più interiore, si direbbe pervaso di un laico misticismo.

    Quando, Sabato scorso, il giullare e il giardiniere sono saliti sul palco del “Paladozza” l’avvenimento non ha avuto nemmeno per un istante il sapore della replica di un successo passato, ma di un incontro tra due uomini di cultura che fanno dell’ironia - ciascuno a suo modo - una delle loro risorse vitali più preziose. Il giardiniere, mentre sale sul palco, inciampa, cade, si rialza. Sorride. Attacca la Marcia in SI bemolle di Prokofiev che diventa la sigla d’ingresso del giullare. Colpito il giorno prima dalla perdita del cognato, sprigiona ugualmente una carica umana travolgente che coinvolge il pubblico e non può lasciare indifferenti neppure i detrattori più accaniti. Ma prima di raccontare Pierino e il lupo, seguendo alla lettera (o quasi) Prokofiev, Benigni racconta della musica, della sua potenza taumaturgica - “è come una farmacia”, dice - ma soprattutto ci ricorda che l’abbiamo inventata noi uomini, perché in natura non esisteva. Si tratta di un messaggio preciso che ci ricorda, in sostanza, la forza demiurgica di cui siamo capaci, una forza “divina”, la stessa per la quale proprio l’amato Dante, nel momento della visione dell’immagine di Dio vede in realtà, con geniale intuizione, il suo stesso volto.

    Fare la musica, ma anche imparare ad ascoltarla, coltivarla dentro di noi con amore e ironia ed aiutare gli altri a conoscerla ci rende creativi e creatori. E’ questo il messaggio che l’altra sera ci hanno voluto dare il giullare e il giardiniere. Un messaggio di grande valore morale e intellettuale ma anche politico, naturalmente.

    Ed un messaggio politico assai significativo era sotteso anche alla seconda parte del programma. Abbado ha colto questa occasione per realizzare ancora una volta un progetto apparentemente impossibile. Il Te Deum di Hector Berlioz, prevede infatti un organico sterminato ed è già di per sé un’opera quasi irrealizzabile: un orchestra smisurata, un organo liturgico, un tenore, due cori composti da non meno di 200 elementi ciascuno ed un terzo coro di voci bianche composto da 600 bambini. In origine doveva essere parte di una grande opera sinfonico-corale dedicata a Napoleone Buonaparte che però non fu mai completata. Benché si tratti di una preghiera, Berlioz tratta il testo liturgico - che peraltro modifica in alcune parti - in modo assai personale con momenti di alta drammaticità, ma soprattutto con enfasi celebrativa tutta francese che Abbado piega alla sua sensibilità pervadendola di suggestivi echi mahleriani. In definitiva si tratta di un’opera “politica”, e non c’è dunque da stupirsi che il nostro giardiniere l’abbia scelta per un progetto di grande significato sociale e divulgativo: ricordare a tutti l’importanza dell’insegnamento della musica nelle scuole ed alimentare nello stesso tempo l’interesse verso la musica da parte delle giovani generazioni: “è importante “ascoltare” - spiega Abbado in un’intervista - ascoltare la musica ma anche le persone fa bene all’anima e alla comprensione tra gli uomini. Bisogna imparare a farlo bene ascoltando molto. La musica, grazie alle emozioni che suscita, può essere una vera terapia”.

    In un momento così difficile per la cultura e per l’istruzione nel nostro paese, sempre più stritolato dai media che impongono modelli di vita fondati sullo spreco e sul disimpegno, il giardiniere silenzioso coltivava la sua utopia che lentamente cresceva e prendeva corpo. Riesce così a far suonare insieme ben tre orchestre: la Cherubini di Riccardo Muti, la Giovanile Italiana di Piero Farulli, e la “sua” Orchestra Mozart, e questo fatto è già di per sé un mezzo miracolo. Non basta: chiama il Coro del Teatro Comunale di Bologna ed il coro sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, insieme ai 600 bambini dell’iniziativa “Un coro in ogni Scuola” sostenuta da Luigi Berlinguer, che riunisce in unica grande voce ben dodici cori provenienti dalle scuole dell’Emilia-Romagna.

    Così, mentre dirigeva con gesti ampi e dolci, lo Judex Crederis che conclude il Te Deum, non abbiamo fatto fatica ad immaginare il giardiniere come se guidasse un corteo immenso e pacifico idealmente partito da Bologna, dal luogo dove quasi mille anni fa sorse la più antica Università italiana. Un corteo il cui grido ancora risuona e che testimonia la gioia di far musica e di ascoltarla.

    Daniele Navacchia
    Associazione culturale Orfeo nella rete
    http://www.orfeonellarete.it/

    [ Fotografie di Marco Caselli Nirmal © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ]

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    November 29th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni, Video

    Il 29 novembre 2007 andava in onda in diretta su Rai Uno, Il Quinto dell’Inferno, one-man show scrittto e interpretato da Roberto Benigni sul modello degli spettacoli live di TuttoDante.

    Noi di UnBenignidaNobel.it abbiamo avuto l’onore di essere presenti tra gli ospiti nello studio di Papigno (Terni) e di assistere in diretta allo spettacolo.

    Il Quinto dell’Inferno fu un incredibile successo per la tv italiana, con una media di oltre 10 milioni di spettatori, e picchi di oltre 12 milioni (la straordinaria interpretazione di Benigni nella lettura e spiegazione dei passi de La Divina Commedia spinsero la giuria de L’Oscar Tv a premiare la trasmissione come “Evento Televisivo dell’anno“).

    E’ possibile acquistare il dvd de Il Quinto dell’Inferno, uscito nella primavera 2008 all’interno dell’ultimo cofanetto della serie di dvd di TuttoDante della Cecchi Gori Home Video.

    *Cliccate qui per leggere tutti gli articoli su Il Quinto dell’Inferno archiviati nel novembre 2007.

    *Cliccate qui per vedere la nostra PhotoGallery su Flickr dedicata a Il Quinto dell’Inferno.

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    March 29th, 2008SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante

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    Roberto Benigni scrive a Dante. Una lettera di ringraziamento e per avvertirlo che gli stanno arrivando i soldi dei diritti d’autore, frutto della trionfale tournèe in giro per l’Italia. E stia attento a non farseli fregare da qualche mariuolo lassù in Purgatorio. La “Lettera a Dante” è l’inedito mini-show che Benigni offre ai suoi fans nel “Tutto Dante” uscito in questi giorni in dvd. Una produzione Melampo srl, distribuita dalla General Video del pratese Marco Duradoni.
     Un’opera monumentale nel suo genere, visto che da qui al 20 giugno usciranno cinque cofanetti per un totale di quattordici dvd, degno epilogo di una tournèe che ha raccolto quasi un milione di spettatori in tutta Italia tra l’estate 2006 e il settembre 2007 e che ha raccolto successi clamorosi anche nelle tredici trasmissioni televisive (la prima serata fu seguita da quasi 11 milioni di spettatori).
    Ma per l’edizione in dvd Benigni voleva dare qualcosa in più, oltre ai tredici canti dell’Inferno letti e commentati, all’ultimo canto della Divina Commedia (”L’Ultimo del Paradiso”) e a una sintesi di due ore dello spettacolo teatrale portato in giro a fianco delle letture dantesche. Così è nata questa “Lettera a Dante”, un filmato di una decina di minuti girato con la telecamera fissa che inquadra Benigni seduto a un tavolino di casa, tra una pianta e una lampada, con dei libri e un blocco di appunti davanti a sé.
    Buona parte della lettera è occupata da un lungo e bellissimo elenco dei motivi della grandezza di Dante e della Commedia. Benigni li ha tratti dall’introduzione al Paradiso di Robert e Jean Hollander, due studiosi danteschi che tra pochi giorni saranno a Malta, dove Roberto Benigni riceverà una Laurea Honoris Causa. Robert Hollander è autore di una recente traduzione in inglese della Divina Commedia. E’ a lui («Ciao Bob…») che Benigni si rivolge per telefono all’inizio del video per avere l’indirizzo preciso di Dante: «All’attenzione del signor Durante Alighieri, detto Dante, Santa Montagna del Purgatorio, Prima cornice, Superbi».

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    Sull’edizione in dvd di “Tutto Dante” c’è anche l’interesse del Ministero della Pubblica istruzione che vorrebbe utilizzare questo strumento per promuovere Dante e la letteratura nelle scuole.
    Intanto Benigni, oltre a pensare al nuovo film, sta valutando come riprendere la tournèe fuori dai confini italiani, per rispondere ai tanti inviti ricevuti in questi mesi da varie parti del mondo, compresa un’affascinante ipotesi Broadway.
    E l’avventura dantesca potrebbe non essere finita qui. Duradoni, patron della General Video, non esclude e anzi si augura che Benigni possa proseguire la sua esplorazione della Divina Commedia con altri canti. Magari solo in dvd.

    Paolo Toccafondi, il Tirreno (29 marzo 2008)

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