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Roberto Benigni: “A Sanremo l’emozione più grande da quando faccio tv”

E’ stata un’emozione incredibile. La più forte da quando faccio televisione. Mi dicono che abbiamo fatto punte da venti milioni di spettatori: era dai tempi del Mondiale dell’ 82 che non succedeva…”. In un colloquio con il ‘Corriere della Sera’ (non un’intervista, ci tiene a precisare), Roberto Benigni torna sul monologo al Festival di Sanremo con il quale ha ricordato l’anniversario dell’unità d’Italia attraverso l’esegesi dell’Inno di Mameli.
Lo sa Benigni che stavolta persino Il Giornale ha scritto bene di lei? «Guardi, è una cosa incredibile, forse anche pericolosa, infatti è tutto il giorno che mi chiedo: ma dove avrò sbagliato?» . Il giorno dopo il trionfo, Roberto Benigni è ancora euforico. «Nessuna intervista, per carità, se no gli altri si arrabbiano, e poi sono appena sceso dall’aereo, sono stanco e felice, non so cosa mi verrebbe fuori…» . Nessuna intervista quindi, però Benigni non rinuncia a dire la sua gioia. Il monologo di Sanremo ha cambiato la percezione degli italiani della festa per i 150 anni, da ricorrenza triste di un Paese diviso tra secessionisti al Nord e neoborbonici al Sud a momento in cui molti si rendono conto di essere più legati all’Italia di quanto non amino riconoscere. «Succedono cose pazzesche — sorride Benigni —. Mi dicono che a Radio Padania telefonano leghisti della prima ora un po’ arrabbiati con il partito: “Ma come, nell’inno di Mameli c’è la battaglia di Legnano? Perché non ce l’avete mai detto?”. Personalmente, però, la cosa non mi ha stupito. Non dovrebbe stupire. Alberto da Giussano è un eroe italiano, non padano. Appartiene a tutti noi, come la saga del Carroccio e della Compagnia della morte».

Benigni torna al suo intervento di Sanremo. Al suo riscoprire eroi dimenticati, morti a vent’anni, ed eroine ignote ai più, come la principessa di Belgioioso che porta i napoletani a combattere accanto ai milanesi e poi soccorre i patrioti lombardi e veneti venuti a difendere la Repubblica romana. E ritrova due punti centrali del suo monologo. L’idea che l’attaccamento fortissimo alle piccole patrie, alle storie locali, non è incompatibile con l’amore per la patria comune, anzi. «In sei strofe, Mameli unifica la storia di un’Italia fino a quel momento divisa. Legnano, appunto. E poi Genova, la rivolta di Balilla. Firenze, con Francesco Ferrucci. E la Palermo dei Vespri siciliani» . La conferma che si può essere padani, o genovesi, o toscani come Benigni e Ciampi, oppure siciliani, e nello stesso tempo italiani. Altro punto centrale, l’idea che l’Italia nasce dalla poesia e dall’arte, dalla cultura e dalla bellezza, prima che nella politica. «Prima viene Dante, e secoli dopo Cavour. Prima la lingua, poi la nazione. È la straordinaria bellezza del nostro Paese e dei nostri artisti che ci unisce. Non è meraviglioso il passo di Dante in cui Beatrice appare vestita dei tre colori che saranno quelli della bandiera italiana?» . Meraviglioso, certo. Ma l’Italia per Dante era anche un pensiero doloroso. Benigni cita a memoria: «Ahi serva Italia, di dolore ostello/nave senza nocchiero in gran tempesta/non donna di province ma bordello…» . Versi che riletti oggi sembrano avere un’amara attualità. Ma l’altra sera Benigni si è limitato a evocare le vicende politiche, senza infierire. Mentre a Vieni via con me aveva picchiato duro su Berlusconi, stavolta ha scelto il registro dell’ironia più che quello del sarcasmo. Erano altre le cose che gli premeva dire. Ma neppure stavolta la reazione politica si è fatta attendere, con la spaccatura dentro al governo e alla maggioranza su una questione, i 150 anni, rimasta finora sullo sfondo. Benigni però non ne è rimasto impressionato più di tanto. «Guardi, non dovevo scoprirlo a Sanremo o leggendo la curva dell’audience: sono sempre stato convinto che gli italiani, tutti gli italiani, anche quelli che votano Lega o dicono di rimpiangere i Borboni, sono legati al nostro Paese, e amano l’Italia come la amo io».

Ascolti Sanremo: picco di quasi 20 milioni per Benigni

Volano gli ascolti del Festival di Sanremo grazie alla straordinaria partecipazione di Roberto Benigni.

I picchi di ascolto di ieri sera sono tutti per Roberto Benigni: in valori assoluti alle 22.42, con 19 milioni 737 mila spettatori quando il premio Oscar ha parlato di Garibaldi e Marchionne, in termini di share alle 23.17 con 65.66%, quando Benigni cantava l’Inno d’Italia.
L’esibizione di Roberto Benigni è durata dalle 22:30 alle 23:20. Il comico toscano ha parlato per 50 minuti e 2 secondi, conquistando un’audience media di ben 18.346.000 telespettatori (63,02 di share).

IL PICCO: IL PARAGONE TRA GARIBALDI E MARCHIONNE – Quando Benigni è entrato nell’Ariston sul suo cavallo bianco, sintonizzate sul Festival c’erano già 16,9 milioni di persone. Sette minuti dopo erano 19 milioni. I dati sono il frutto di uno studio di Vidierre, laboratorio di ricerca leader nell’analisi e nel monitoraggio sui media. Che attraverso l’analisi minuto per minuto della trasmissione, ha collocato il picco di audience (alle 22,42) quando Benigni stava paragonando ironicamente Garibaldi a Marchionne e i mutamenti politici alla migrazione della Fiat: in quel momento i contatti hanno sfiorato i 20 milioni (19.738.000) e lo share ha raggiunto il 65,32%. Anche dopo le 23, il comico ha tenuto incollati su Raiuno oltre 17 milioni di telespettatori, cioè 2 su 3 di quelli che avevano la Tv accesa. Addirittura, invertendo il naturale trend di discesa degli ascolti quando ha intonato l’inno di Mameli.

Ascolti Tv: Benigni fa volare Sanremo. Oltre 15 milioni davanti alla tv, share del 55,54%

(Tratto da TvBlog.it)
Milano, 18 febbraio 2009 – Risultato straordinario per la prima puntata del 59° Festival di Sanremo che ottiene nella media tra le due parti 10.413.000 telespettatori. La prima parte, che includeva anche il lungo monologo di Roberto Benigni, ha registrato il 47,11% e 14.173.000 telespettatori mentre la seconda, terminata all’1:20, 6.654.000 e il 49,51%.

Sanremo: ascolti, con Benigni il picco
(ANSA) – SANREMO, 18 FEB – Oltre 15 milioni per l’attesa e applauditissima performance di Roberto Benigni, ieri all’esordio del Festival di Sanremo.
Una media share del 55,54 per cento e, in valori assoluti, una media di 15 milioni 361mila telespettatori.
Il picco assoluto di spettatori e’ stato raggiunto alle 22.59: con uno share al 60,62 per cento, in 16.162.000 hanno seguito l’attore mentre finiva di leggere la lettera di Oscar Wilde.

Su Rai Uno Benigni ha acceso il Natale

La favola di Sergej Prokofiev, Pierino e il Lupo, reinterpretata dal geniaccio toscano Roberto Benigni vince la serata del 25 dicembre registrando 3.886.000 telespettatori, 18% di share (Dati Auditel tratti da TvBlog).

Raro momento di grande televisione su Raiuno la sera di Natale. Si è potuto assistere ad uno spumeggiante Roberto Benigni, in formissima, saltellare a destra e a sinistra, tra l’orchestra e le prime file della platea, a suon di musica, prima che introducesse la favola musicale di “Pierino e il Lupo”. E dopo aver omaggiato poeticamente l’uomo, l’unico in natura in grado di produrre quella magia che è la musica, ha presentato i vari personaggi della favola e gli strumenti musicali che li interpretano, concludendo con chi bada a tutti i musicisti: il maestro Abbado. E tra giochi di parole e metafore, Benigni ha dato il meglio di sé, nell’introduzione allo spettacolo.
Un sopraffino evento nel quale il premio Oscar ha prestato non solo la sua voce, ma la sua superba ironia ed il suo eccelso intelletto, per concedersi come voce narrante della favola di Prokof’ev.
E come le cose belle, questa delizia artistica è forse durata troppo poco, volata via troppo presto. Lo spettatore sicuramente non avrà distolto lo sguardo dalle peripezie di Benigni e l’orecchio dalle note fiabesche eseguite magistralmente dall’Orchestra di Mozart. Lieto del regalo ricevuto dall’azienda verso la quale paga il canone, si sarà domandato: “Devo ogni volta attendere Natale per guardare qualcosa di interessante in tv?”.
Francesco Favia – http://cronachefrancescofavia.blogspot.com/

BENIGNI RECORD DI SHARE CON 10.070.000 SPETTATORI

Pieno di ascolti ieri sera per Benigni con il suo “Il V dell’Inferno”: 10.070.000 spettatori ed il 35,68%
 di share.
Numeri che superano sia il diretto concorrente “Il Capo dei Capi” 7.995.000 spettatori ed uno share pari al 28,59%, sia Celentano con “La situazione di mia sorella non è buona” che ha totalizzato 9.209.000 spettatori e il 32,29% di share.

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