Lanza: «Roberto è un genio trasversale»

DIAVOLO di un Nobel
Benigni e Bob Dylan tra i possibili candidati

di Alessia Principe

Non sembrano passati davvero già otto anni quando saltò dalla poltrona rossa sulle gambe di Spielberg.«Robè», gridava Sofia Loren dismettendo l’aria composta, d’obbligo in una serata di Oscar.

I network americani mandarono a ripetizione gli estratti di quella notte con Benigni che gridava «I want you» alla Loren. Poi è arrivato il momento della riflessione, di “Pinocchio”, di “La tigre e la neve”.

«Quando un anno e mezzo fa Roberto iniziò da Firenze il tour con “Tutto Dante”, ebbi la folgorazione». Cesare Lanza, giornalista e autore televisivo, ricorda quella serata toscana con l’orgoglio di chi ha visto nascere qualcosa di importante e ha la fierezza di poter dire «io c’ero». La notizia di una possibile candidatura al Nobel per la Letteratura per il “Piccolo diavolo” non lo coglie di sorpresa.

«Sarebbe un riconoscimento più che meritato – confessa a CO – Fui il primo all’epoca a lanciare l’idea. Anzi dirò di più, per quanto mi riguarda Roberto potrebbe essere candidato non solo al Nobel per la Letteratura ma anche per la Pace».

Anche per la Pace?

Certo, lui è un messaggero di pace e sono anche sicuro che se anche quest’anno non dovesse farcela prima o poi lo vincerà, è una forza della natura.

La vittoria di Dario Fo, anche lui italiano, attore e regista, nel ‘97 potrebbe in qualche modo compromettere una candidatura ufficiale di Benigni?

L’operazione letteraria di Roberto è colossale. Dario Fo è un autore, un drammaturgo, ma Benigni pur non avendo scritto nulla, attraverso i suoi film e la sua straordinaria tournée è un esempio senza precedenti di divulgazione culturale ad altissimi livelli.

I due out-sider che potrebbero a sorpresa spuntarla su autori come m Amos Oz e Philip Roth, sono Benigni e Bob Dylan, uno strano binomio.
Ognuno a modo suo ha contribuito a mandare un messaggio importante anche se con criteri e mezzi di diffusione diversi.

Se Benigni portasse a casa il Nobel sarebbe una vittoria condivisa
da tutto il mondo culturale italiano?

Non credo. L’Italia è un Paese diviso, lacerato, vincolato dai pregiudizi. Chi parla di Roberto come un fazioso, uno di sinistra sbaglia. Nessuno è più trasversale di lui. E ora che andrà in tv con il suo spettacolo se ne accorgeranno tutti.

Roberto è insomma un patrimonio nazionale?

Certo. Basti pensare che riceve continuamente proposte dalla Cina, non ultima quella di partecipare come ospite alle Olimpiadi, che ha rifiutato per gli impegni presi in Rai, o da Broadway.

Siete molto amici, si vede.

Il sostegno che sto offrendo a Roberto per questa battaglia  del Nobel non proviene da un pur forte legame personale, ma dalla convinzione profonda che il lavoro che sta conducendo città per città sia così straordinario da meritare un plauso speciale, come lui».

 

Alessia Principe

CalabriaORa 22-9-07

Filed Under: Roberto Benigni

Comments (1)

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  1. maria renna says:

    Salve, sono Maria e questo è un tentativo paradossale per avere un contatto diretto con Roberto Benigni. Non è per me, ma per Francesco, un meraviglioso ragazzo diciannovenne ,alto due metri, a detta comune, disabile ma che, in verità ,ha l’abilità di vedere aldilà delle cose e tradurre la visione del mondo in straordinarie, pure, semplici poesie che sono state anche pubblicate. Ha una passione per “La vita è bella” che ha visto centinaia di volte . La sua meravigliosa mamma mi ha pudicamente confessato che il suo sogno è quello di far incontrare Benigni a Francesco. Qualcuno ha una lontana idea di come si potrebbe avvicinare il grande attore? Grazie e…un Roberto da Nobel!!! . Maria

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