E ROBERTO BENIGNI, IL MIO NOBEL PERSONALE CI HA REGALATO UNA STRAORDINARIA SERA IN TIVU
di Cesare Lanza
Da un affezionato lettore, che si firma con un nome de plume (ma qual è il nome vero, si può sapere?), ricevo: “La Divina Commedia? Mi garba come si dice in Toscana. E poi essendo toscano d’ adozione, che te lo dico a fare? Da pochi minuti è finito l’ atteso spettacolo di Roberto Benigni con il V Canto dell’ Inferno, quello su Paolo e Francesca. Da brividi. Non ci sono parole. Divertimento, leggerezza, cultura, riflessione; in una sola parola: emozioni. Roberto è riuscito a trasmetterci con una interpretazione e un trasporto unico, inimitabile, la poesia che è racchiusa nel testo dantesco. Un miscuglio di sentimenti. La bellezza della vita. Il mistero della vita. La vita come scoperta di se stessi. E l’ amore. Cosa saremmo se non ci fosse l’ amore? La Divina Commedia avrà pure qualche secolo sulle spalle ma i suoi (incantevoli)versi sono sempre attuali e lo saranno per sempre. La metafora della vita vista come un viaggio per raggiungere la propria anima passando tra sofferenze di ogni tipo, perché purtroppo ci sono anche quelle. Ognuno di noi è ciò che sceglie di essere. Il libero arbitrio come direbbe Sant’ Agostino. Questo è uno degli insegnamenti, una delle lezioni che si possono trarre dallo scritto di Alighieri. La divulgazione che sta facendo Benigni leggendo e raccontando la Divina Commedia non è solo un fatto culturale. E’ una cultura che si fa riflessione, che certo non risolverà i mille problemi di un’ esistenza, ma che forse ci farà comprendere meglio ed abbracciare in modo più sereno e consapevole la vita che è una ed unica, anche se qualcuno non sarà d’ accordo. E’ questo il messaggio che ho colto da uno spettacolo coinvolgente. Quindi non solo divertimento. Ho apprezzato. Bravo Roberto! Vogliamo il bis! Aspettiamo le prossime 13 puntate in seconda serata. Mister NO, mettendoti nei panni dello spettatore/telespettatore, un commento sullo spettacolo. Cosa ne pensi? Cosa ci può trasmettere? Ciao. jerry.meguire@katamail.com ” Rispondo: ho assistito sei volte alla performance grandiosa di Benigni, cinque volte nella sua tournee fortunata e poi ieri sera in tivu, per il quinto canto dell’Inferno. E ogni volta rido e piango: rido nello show che anticipa la lettura di Dante e immancabilmente piango quando Roberto racconta, descrive e legge i versi di Dante sull’amore più famoso d’ogni tempo, tra Paolo e Francesca. “…la bocca mi baciò tutto tremante…” Chi ha amato, e tutti abbiamo amato e siamo stati amati, non può non commuoversi: c’è Benigni sulla scena, ma la sua grandezza è, divulgando, di portarci con lui, identificarci con lui, con le sue emozioni e la sua passione. Chi mi segue, sa che da tempo Benigni è il mio Nobel personale. Ho scritto, suscitando qualche replica polemica e molto consenso, che Benigni merita il grande premio svedese. E non avrò pace fino a quando non lo conquisterà, il Premio Nobel: nella letteratura, per la formidabile operazione culturale che sta facendo, avvicinando mezzo mondo alla comprensione di Dante e all’ammirazione per il più grande poeta d’ogni epoca; o per la pace – per il suo costante messaggio di amore e per la sua straordinaria, laica, capacità di sdrammatizzare, ironizzare sulle miserie e sul non senso di ogni fazione e di ogni eccesso, la vocazione bonaria a capire il male, le asprezze e il dolore del mondo. Cosa dire di più? Vi consiglio di leggere Curzio Maltese, su “La Repubblica” di oggi: una recensione da condividere, parola per parola.
Filed Under: Dante, Divina Commedia • Roberto Benigni



















Benigni è fantastico, eccezionale, divino, sublime!!! Ho ancora la pelle d’oca!!
Solo lui è in grado di farci assaporare la vita che scorre in tali terzine!! Grazie a lui ci rendiamo conto di come la Divina Commedia sia un miracolo, il dono più grande riservato all’umanità!!