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Con Repubblica e L’espresso arriva Dante secondo Benigni
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December 28th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDanteDa lunedì 29 dicembre in edicola con i giornali i dvd con La Divina Commedia interpretata da Roberto Benigni. Che è riuscito a far tornare popolare quest’opera di altissima poesia. Rendendola contemporanea
Ogni volta che Roberto Benigni (ormai molto raramente) appare in tv, l’Auditel impazzisce. Ma nessuno si sarebbe mai aspettato gli oltre dieci milioni di telespettatori per la lettura del V canto dell’Inferno, come è avvenuto nel novembre dello scorso anno in prima serata su Rai Uno. E un successo sono stati anche gli altri appuntamenti, andati in onda dopo le 22.30. Con tanto di fax ed e-mail di ringraziamento mandati dal pubblico a Viale Mazzini e una serie di interventi entusiastici dei critici, che hanno rilevato come i gusti dei telespettatori siano spesso più raffinati ed esigenti di quanto i dirigenti della televisione immaginino.
Adesso a partire da lunedì 29 dicembre, le letture della Divina Commedia saranno riproposte nella collana «Roberto Benigni. Tutto Dante» in edicola con Repubblica e L’espresso, a 9,90 euro più il prezzo dei giornali. Quattordici dvd (il secondo sarà disponibile da mercoledì 7 gennaio e gli altri, poi, sempre di mercoledì), con tredici canti del poema (dal primo al decimo più il XXVI e il XXXIII dell’Inferno e l’ultimo del Paradiso) e un Tutto Dante Show, la registrazione dello spettacolo portato sui palchi di tutta Italia dal 23 novembre 2006 al 24 settembre 2007.
Si comincia quindi con il primo canto dell’Inferno, recitato davanti alla Basilica di Santa Croce di Firenze da un Benigni che all’inizio sussurra i versi con voce emozionata. Si incontrano la «lonza leggiera e presta molto», il leone e la lupa (le tre fiere che rappresentano la lussuria, la superbia e la cupidigia) e Virgilio, «lo mio maestro e ‘l mio autore», prime figure di una galleria di personaggi indimenticabili. Benigni, nell’introdurre i canti, racconta il «suo» Dante, spiegando perché lo ritiene un elemento essenziale della vita, «come l’acqua e come l’aria».
Ma, nel suo show, la Commedia diventa l’occasione per dare corso a un monologo fiume sulla politica e i costumi, con uno scambio continuo fra il Medioevo e l’Italia di oggi, con le guerre fra guelfi e ghibellini di fatto mai terminate e con Silvio Berlusconi che vorrebbe una riforma elettorale «alla vaticana»: si elegge un capo di Stato (lui) e lo si lascia al suo posto per tutta la vita.
Nonostante qualche critico abbia considerato troppo emozionata l’interpretazione dantesca di Benigni (Edoardo Sanguineti l’ha definita “piccolo-borghese”, mentre Vittorio Sermonti ha espresso il timore che la personalità dell’attore oscuri quella di Dante), merito indubbio dell’attore e regista, premio Oscar per La vita è bella, è quello di aver reso accessibili a chiunque i versi di Dante. Un po’ come accadeva nel ‘300, almeno stando alle parole di Franco Sacchetti, che, in Il Trecentonovelle, racconta di un fabbro e un asinaio che recitano a memoria (storpiandoli un po’) i versi del poeta.
(Marco Romani, Il Venerdì di Repubblica, 19 dicembre 2008).Related posts:
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