10 anni dalla Notte degli Oscar: Il ricordo di Roberto Benigni “Io birbone integro”
Dalla Shoah a Dante, Benigni racconta 10 anni fantastici
di ROBERTO BENIGNI – La Repubblica (22 marzo 2009)
Quanta paura, Madonna che scrupoli e che riserve ha sollevato, me lo ricordo ancora bene, un film come La vita è bella. Il dissenso più o meno manifesto partiva dai sostenitori della tesi che coi campi di concentramento non si può scherzare, non si può fare comicità . Errore. Perché quel film è una tragedia. Nel senso che c’è una storia che comincia bene e finisce male. Tutto il contrario della Divina Commedia di Dante, che inizia male con l’Inferno e termina benissimo col Paradiso. Voglio dire che quel film era sdrammatico. Finiva il primo tempo che gli spettatori avevano le lacrime agli occhi dalle risate e il secondo tempo che avevano le risate per le lacrime agli occhi. La vita è bella è anche un film estremo. Perché è lo stile che conta. Si può essere laidi e volgari parlando di una farfalla, e si può essere poetici parlando di Hiroshima con letizia. E Fellini diceva che le cose molto tragiche possono essere raccontate solo da un clown. Poi, come dice un altro, come dice Montale, tra l’orrore e il ridicolo il passo è un nulla. E sapete qual è l’anagramma che ha elaborato col mio nome Stefano Bartezzaghi? Birbone integro. Beh, mi ci trovo bene, via.
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caro Roberto ti amo grazie di tutte le emozioni che ci dai