Category: Vincenzo Cerami

In ricordo di Mario Monicelli

Martedì 30 Novembre 2010 – di Vincenzo Cerami

Ieri alle nove di sera è finita un’epoca. Si sono chiusi per sempre gli occhi di Mario Monicelli. Nessuno, meglio di lui, ci ha raccontato la storia d’Italia. Dopo di lui il silenzio. Fino agli ultimi giorni della sua vita non ha fatto che seguire con passione e pietas i contorti percorsi esistenziali degli italiani, dai tempi del dopoguerra. L’ironia, il disincanto, la ferocia e la tenerezza con cui ci guardava, nascondeva un amore autentico e sofferto per le sorti del nostro popolo. Mario Monicelli è scomparso portandosi via il cinema. Il grande schermo ha perso se stesso e il suo ultimo grande artista. L’Italia e il mondo stanno andando da un’altra parte e non hanno più bisogno di chi li racconta, perché la memoria è ridotta a somma di ricordi sparsi e casuali. L’italiano che stava nel cuore di Monicelli è il Sordi della grande guerra, un cialtrone egoista, che tuttavia, al momento opportuno, alza sempre la testa e muore da eroe. Ascoltando le parole di Monicelli in questi ultimi anni, non si sente più la voce allegra e “cattiva” d’un tempo, che l’ha fatto grande. Sono sicuro che nella decisione di togliersi la vita, al di là della solitudine e della malattia che lo avevano messo in ginocchio, ha avuto un ruolo decisivo la disperazione: tirando le somme della sua esistenza si è forse reso conto di non essere servito a nulla, di non aver migliorato l’Italia, neanche d’un pelo, con tutti i suoi capolavori.
Mario Monicelli ci lascia un’opera immensa, la testimonianza di una passione civile che non esiste più. Monicelli è morto giovane. Oggi l’Italia è in lutto, non solo il cinema. Il paese deve a Monicelli gran parte del suo prestigio. Le sue ultime parole sono urla in difesa della cultura italiana, della sua bellezza, del suo talento, della sua storia. È morto da rivoluzionario d’altri tempi, col candore del ragazzo che è sempre stato.

Benigni-Cerami: all’orizzonte un nuovo film

Roma, 7 giu. (Adnkronos) – ”Con Roberto Benigni stiamo pensando a un nuovo film. Sara’ un film comico, girato in Italia, un’Italia contemporanea”. Lo dichiara Vincenzo Cerami a Repubblica Tv, spiegando di volere tornare ”allo stile di Johnny Stecchino, un film comico, non una commedia. Dunque un film molto impegnativo, perche’ con Roberto pensiamo e ripensiamo le scene, limiamo le battute, ci dedichiamo a un lavoro minuzioso che puo’ durare anche uno o due anni”.

Lo sceneggiatore premio ‘Oscar’ per ‘La vita e’ bella’ racconta la sua esperienza creativa con l’attore toscano, che non si trasforma in una vera e propria convivenza: ”Parliamo del film , ma anche di tutto”, afferma. E racconta anche le varie manie di Benigni: ”C’e’ stata la fase delle vitamine quando e’ andato per la prima volta in America, poi i sali minerali, poi te’ nero e te’ verde. Oggi stiamo nella fase verza e cavolo verde, ottimi contro il cancro. Ci beviamo anche le tisane di cavolo. Sono ottime”.
Nel giorno delle manifestazioni su i tagli del governo alla cultura, Cerami e’ durissimo: ”Si taglia mentre all’estero si investe. La cultura non e’ una spesa ma un investimento. E poi si taglia in modo indiscriminato, senza criterio. Nella cultura, ma anche nella ricerca e nella scuola. Questo Governo non sa dove va, e’ una nave senza timoniere. Senza la lista degli enti inutili chi tagliera’ i fondi che comunque vanno tagliati? Con quale criterio? Ne taglieranno la meta’ o la meta’ dei finanziamenti a tutti?” E ancora: ”Vediamo cose moto odiose, nei palazzi si comprano appartamenti, miliardi che girano, corruzione e di la’ disoccupazione, precarieta’. Ora gli italiani non stanno capendo cosa succede. Fino a ieri ci hanno detto tutto bene. Ora non e’ piu’ cosi’. Per questo nei sondaggi Berlusconi e’ in calo. Gli italiani si sentono improvvisamente non governati”.

Roberto Benigni interviewed on Q – CBC Radio (Canada)

Fri, May 29 (CBC Radio) – Roberto Benigni. The oscar-winning actor, writer, comedian and director talks to Jian Ghomeshi about his latest project – the great poet, Dante.

Benigni is making his first trip to Canada, performing June 2-3 at the St. Denis Theatre in Montreal, June 7 at Casino Rama in Orillia, Ont., and June 10 in Quebec City.

LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni on Q – CBC Radio (Canada)

Part 1

Part 2

«Fave Benigni moment/quote today (w/ apologies to Mark Twain): “I’d go to Heaven for the climate, but I want to go to Hell for the company.”»(Jihan Gomeshi‘s Tweet after his interview with Benigni)


When Italian actor-director Roberto Benigni got up on stage to accept his best actor Oscar for Life is Beautiful in 1998, he quoted lines of love from Dante.

That tribute to his wife was part of a lifelong relationship the exuberant actor has had with Italy’s greatest classical poet. Benigni is coming to Canada next week with a one-man show about Dante Alighieri, a fellow Tuscan and the man who wrote the Divine Comedy.

Benigni has been touring Europe for three years with his show, TuttoDante (All Dante) and will make stops in Montreal, Orillia, Ont., and Quebec City. His American premiere in San Francisco took place Thursday night.

“It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetry,” Benigni said of his debut.

Benigni, speaking to CBC’s cultural affairs show Q on Friday, mocked his own Italian-accented English but said the language of Dante is “universal.”

“I’ve been told, ‘You’re crazy, your English is [in]comprehensible, but Dante invented a new language and I am going to invent a new language too,” he said.

Benigni said his mother introduced him to the 14th-century poet, famous for conducting readers on a tour of hell, purgatory and heaven in Inferno, Purgatorio and Paradiso. His mother urged Roberto to read Dante to improve his memory, but for the would-be actor, it was a flight of imagination.

“When I was a little boy, I was reading Dante and I was saying to myself ‘Bravo, Dante, Bravo.’ It’s so beautiful, the music, the sound, the meaning. I felt like calling him by phone, like a friend,” he said.

Dante’s poetry continues to move Benigni with its passion and tribute to love, he said.

“When you read Dante, you do believe. The exquisite truth is to believe in something that maybe you know is a fiction, but you believe in it willingly. We need a conversion … not a personal religious conversion … but a conversion of our imagination.

“We need to take notice of incomprehensible things, of the mystery of life and death — this is very healthy,” he said.
3 years of sold-out shows

Benigni’s show, which has sold out over the last three years in Europe, mixes the contemporary with his comic take on the world.

“The first part [is] about Berlusconi and Obama and what happens in the world. In the second part we talk about the first circle of hell, which is about [lust] — the lechers, about sex, about passion, about love. It’s very beautiful,” he said.

TuttoDante is performed in French or English and Italian, complete with a recitation from The Inferno in medieval Italian, which he believes is nonetheless accessible to all audiences.

“Dante Alighieri is a universal poet, and great creators they are writing for everybody always. Every single verse is very moving, and the beauty — if we don’t understand, we just stay listening to the sound and it’s like hearing music,” Benigni said.

Benigni is a national hero in Italy, having made some of that country’s most popular movies, including Johnny Stecchino (Johnny Toothpick) and Il piccolo diavolo (Little Devil).

He is also know by fans of ’80s and ’90s American art house cinema for his colourful acting turns in films by American director Jim Jarmusch, such as Night on Earth, Coffee and Cigarettes and Down by Law. That was his first work in English.

He has not made a movie while touring with TuttoDante, but said he plans to work on a new script this fall.

10 anni dalla Notte degli Oscar – Roberto Benigni si racconta: “Così ho scoperto che la vita è bella”

Dieci anni fa l’Oscar che lo ha reso famoso nel mondo
Oggi una tournée planetaria per regalare Dante a tutti

di RODOLFO DI GIAMMARCO – La Repubblica

“THANK YOU, thank you. This is a moment of joy, and I want to kiss everybody…” suonarono le prime parole del discorso di Roberto Benigni a Los Angeles, la notte del 21 marzo 1999, dieci anni fa, alla consegna dell’Oscar per il miglior film straniero attribuito al suo La vita è bella (uno dei tre Oscar riservati al film, assieme a quelli conferiti a Benigni stesso come migliore attore, e a Nicola Piovani per la colonna sonora).

E “Così discesi del cerchio primaio/ giù nel secondo, che men loco cinghia/ e tanto più dolor, che punge a guaio” suoneranno le parole iniziali dell’attore quando il 5 aprile prossimo, in scena a Londra, interpreterà la terzina d’avvio del quinto canto dell’Inferno della Divina Commedia, che è la partitura-guida del suo TuttoDante con tour mondiale già avviato e calendario fittamente disposto, in continua espansione, fino a giugno. Allora, all’Oscar, si fece prendere da un impeto di baci, ma anche adesso si fa cantore del cerchio dei Lussuriosi culminante col bacio grazie a cui Paolo infiamma i sensi di Francesca.

Sia che rilegga l’Olocausto dirigendo e recitando una storia scritta con Vincenzo Cerami, sia che rilegga Dante dicendolo a memoria come un commediante dell’arte, Benigni è sempre un artista che inquieta col fisico, è sempre un comico munito di sghignazzo epidermico, è sempre un uomo di spettacolo che necessita di effusioni, è e resterà sempre uno che scherza carnalmente, guancia a guancia, marcando stretto con le labbra.

In questo senso l’Oscar di dieci anni fa, al di là delle argomentazioni caute o scettiche degli intellettuali e delle personalità che si ergevano a depositarie dell’austerità tragica della Shoah, fu un superbo riconoscimento all’universalità della poesia del corpo di Benigni, alla sua poetica verbale, all’intuizione di un lirismo paterno, all’ideale di un’esistenza sentita come la sentì Primo Levi in Se questo è un uomo: “Pensavo che la vita fuori era bella e che avrebbe continuato a essere bella”.

E rovistando tra i suoi appunti gelosi – ottenuti solo dopo tenaci e infinite richieste perché lui non ama le autocelebrazioni e non indulge negli sguardi all’indietro – trascrivendo le sue note preparatorie del film, note quasi indecifrabili tanto la calligrafia di Benigni supera in vaghezza quella di certe ricette mediche, balza evidente come anche proprio una certa sua poesia bambina, quella caratterizzante i toni e i temi della fantasiosa e compagnona traduzione a braccio degli indottrinamenti nazisti nel lager, costituisca un linguaggio tragicomico incline a mimetizzare la morte con l’amore, con l’arguzia, col ridicolo.

“Si vince a mille punti, il primo classificato vince un carro armato… perdono punti quelli che si mettono a piangere, che vogliono vedere la mamma, che hanno fame e che vogliono la merendina” anziché il tenore minaccioso di un caporale da anticamera delle camere a gas. Battute a base di lecca lecca che aprirono i cuori. E l’onda benigna e benignana si sparse in tutto il mondo, se è vero che la Somalia giunse a coniare al volo nello stesso 1999 una moneta con la sua effigie di Oscar Winner.

Ma l’internazionalità di Benigni – casualmente o no a distanza d’un decennio da quel trionfo che autorizzò un confronto con Lawrence Olivier, riuscito nel 1948 a dirigere se stesso in un’interpretazione da Oscar – testimoniata oggi da una tournée teatrale cosmopolita, è qualcosa che fa anche storia a sé, con precedenti paralleli che risalgono agli anni a cavallo tra i due secoli.

La sua comicità prorompente s’era messa al servizio di Dante già nel 1991 all’Università di Siena (“dicendo” e non leggendo il quinto e l’ottavo canto dell’Inferno), perché in Toscana c’è vanto di sapere a memoria i versi della Commedia e il padre lo buttava sui palcoscenici a improvvisare coi poeti d’ottave (noi assistemmo anni e anni fa a una sua strepitosa gara a forza di versi improvvisati a Volterra).

E le sue lecturae Dantis, cresciute a Pisa, Roma, Padova e Bologna, ebbero una puntata propedeutica nel gennaio 1999 all’Università di Los Angeles. E tutta la sua struttura anatomica che impresta suoni, gorgoglii e onomatopee a Dante ecco che sconfina nel 2003 al Simphony Center di Chicago, e nel 2006 nell’anfiteatro romano di Patrasso. Finché nasce la mega-impresa TuttoDante in piazza Santa Croce a Firenze, con tredici canti, uno per sera, tournée italiana in quarantotto città, e messa in onda su RaiUno, operazione da cui scaturisce a sua volta lo spettacolo attuale incentrato sul quinto canto dell’Inferno.

Il TuttoDante che è salpato questo marzo per fare un giro del mondo, dopo le tappe già effettuate a Parigi e a Bruxelles, ha un calendario che farebbe invidia a molti o a quasi tutti i grandi attori italiani dell’Ottocento e del Novecento, mattatori che s’avvicendavano in Europa e nelle Americhe a costo di avventurosi e leggendari viaggi. Lui, Benigni, in un programma in via di completamento, è adesso atteso a Londra, Duisburg, Stoccarda, Monaco, Ginevra, Colonia, Francoforte, Baden Baden, Atene, Basilea, New York, Boston, Chicago, Buenos Aires.

Vale a dire che il “Benignaccio” capace dieci anni fa di fare uno show irrefrenabile danzando tra le poltrone sulle teste dei membri dell’Academy alla notizia dell’Oscar, è come allora e più di allora capace di ballare sulle teste degli spettatori di mezzo mondo recitando il suo amato Dante. Il nostro Chaplin toscano la sa lunga, in tema di risate che restano di traverso in gola, vuoi per inferni terreni, vuoi per inferni letterari, inferni che comunque trasmettono l’emozione di un buio che deve finire, come “‘a nuttata” di Eduardo.

(22 marzo 2009)

Malgrado tutto “La vita è bella”- Intervista a Vincenzo Cerami a 10 anni dagli Oscar

Pubblicato da RepubblicaRadioTv

A 10 anni dalla notte degli Oscar al film di Roberto Benigni, ne parliamo con il suo sceneggiatore Vincenzo Cerami
L’INTERVISTA CON VINCENZO CERAMI
(di Chiara Ugolini – riprese di Stefano Cipullo e montaggio di Alice Vivona)

Parte prima: * ‘E’ il primo film italiano che è arrivato in Cina’

Parte seconda: * Benigni-Cerami, una storia d’amore

*Clicca qui per vedere il terzo video: “La scheda critica di Paolo D’Agostini”

10 anni dalla magica Notte degli Oscar de “La vita è bella” (21 marzo 1999 – 21 marzo 2009): Life is still beautiful that way

Aggiornamenti di Ottobre 2008

 www.unbenignidanobel.it

Vi segnaliamo alcuni interessanti aggiornamenti:

  • Un ringraziamento a Claudia Ruggiero per l’intervista intitolata “E ora ci vuole il Nobel – Parla la tifoseria ufficiale di Roberto Benigni“, pubblicata sul Blog “A Spasso nel Web“, con domande incentrate principalmente su Roberto Benigni e il nostro sito UnBenigniDaNobel.itCon Vincenzo Cerami*D: So che siete diventate a tutti gli effetti la “Tifoseria ufficiale” del tour TuttoDante, in quanto l’avete seguito in tutta le tappe d’Italia. Mi chiedo, dunque, come uno spettacolo teatrale-poetico, abbastanza impegnato ed incentrato sulla Divina Commedia possa coinvolgere tanti giovani come voi. R: Si, certo, direi che siamo diventate una sorta di “parte integrante” del tour TuttoDante (citando le parole esatte che ci disse uno degli assistenti di Roberto!). [...] La bellezza dell’evento, come dice lo stesso Roberto, è che c’è stato un “grande abbraccio d’amore” da parte del popolo italiano e in particolare, appunto, dei giovani, che si recavano nei palazzetti e nelle piazze come se fosse un concerto rock! E posso dire che noi abbiamo contribuito a creare questa atmosfera di “tifo da stadio”, grazie anche allo striscione che abbiamo portato ad ogni spettacolo “…e ora ci vuole il Nobel“. In un articolo de “Il Tirreno” ci hanno definito “Le Fedelissime” del tour e forse questa è la parola che più ci rappresenta e siamo fiere di aver partecipato attivamente a uno dei più grandi eventi culturali degli ultimi anni. [Per continuare a leggere l'intervista cliccate qui]

 

  •  Grazie alla troupe di giornalisti Rai che, domenica 5 ottobre 2008, ci ha intervistato davanti alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, alcune ore prima dell’evento “La Bibbia Giorno e Notte“: Rainell’intervista abbiamo sottolineato l’importanza dell’evento in sé, citando anche le parole di Roberto Benigni sul fatto che la Bibbia è un testo che andrebbe letto a prescindere dall’essere o non essere cattolici.

 

 

  • Ringraziamo Salva di http://misteridivita.blogspot.com/ per averci consegnato, con la seguente motivazione “Come non amare questo Blog?  Adoro Benigni!!!! La sua presentazione di Dante, unica. Fantastici ragazzi, continuate cosi!”, Premio Brillante 2008il Premio Brillante Weblog 2008, un riconoscimento che riceviamo con grande piacere. (Il Premio Brillante Weblog 2008 è attribuito a quei blog che si sono distinti per la brillantezza dei contenuti o per l’estetica, con l’intento di promuoverli e incoraggiarne la diffusione virtuale).

 

 

        Happy Birthday UnBenigniDaNobel.it ! 

  • A fine luglio 2008, http://www.unbenignidanobel.it/ ha compiuto un anno! Festeggiamo, in leggero ritardo, il compleanno e primo anniversario del blog. Grazie di cuore a tutti i nostri lettori e agli amici, italiani e internazionali, che ci hanno seguito con passione in questi mesi. 1 year of www.unBenigniDaNobel.itGrazie ai collaboratori della squadra di “Un Benigni Da Nobel“. Grazie agli amici silenziosi e discreti che ci hanno supportato ed incoraggiato a proseguire il nostro cammino. Grazie agli oltre 6.000 amici di MySpace e ai frequentatori del nuovo Forum. E il grazie più grande lo dedichiamo al caro Roberto: senza di lui, e la sua immensa Arte, questo luogo non avrebbe motivo di esistere… GRAZIE ROBERTO!… “Queste sono cose bellissime, spettacolari!“. 

 

Cerami: «Benigni farà anche l’Eneide»

 

«Benigni sta studiando a memoria l’Eneide perché ha intenzione di leggerla e portarla in giro» scherza Vincenzo Cerami, dopo le critiche di Vittorio Sermonti sulla lettura di Dante fatta da Benigni, che arriverà su Raiuno il 29. Cerami aggiunge, parlando seriamente, che «Roberto legge meglio perché riesce a cantare gli endecasillabi di Dante, senza perdere la cadenza, ma senza far sentire i versi, cosa che a Sermonti non riesce. Senza contare che, a merito di Benigni, va il fatto che nelle librerie si sia cominciato a vendere la Divina Commedia come un libro normale».

Vincenzo Cerami parla di noi su Repubblica

Nobel: accanto a Bob Dylan spunta Benigni

La Repubblica, Sabato 22 settembre 2007, sezione Cultura:

Roberto Benigni e Vincenzo Cerami

Il Nobel a Benigni? […] L’Accademia glielo darebbe per aver divulgato Dante. Benigni non si fa trovare. Vincenzo Cerami (che con Benigni ha scritto tutti i film) commenta con un sorriso e poi dice: c’erano due ragazze che venivano sempre agli spettacoli di Roberto con un cartello che diceva “Benigni Nobel!”. L’avranno candidato loro. …

[ Per leggere l’articolo completo di Repubblica clicca qui]
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*Domenica 23 settembre 2007 – all’indomani della pubblicazione dell’articolo riportato qui sopra - abbiamo incontrato Vincenzo Cerami a Bologna.

cerami11.PNG Dalla Redazione di Repubblica gli avevano chiesto una nostra foto da allegare all’articolo, ma sul momento Cerami non era riuscito a ritrovare la foto con lo striscione del Nobel - visibile qui a lato - che gli avevamo consegnato alcune settimane prima. Inoltre Vincenzo Cerami ci ha ricordato sorridendo: “State portando fortuna per il Nobel a Roberto!”. :-)

 

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