Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    Roma, 9 feb. (Adnkronos) - Roberto Benigni torna lunedi’ e mercoledi’ su Rai Uno con un doppio appuntamento a conclusione del ciclo delle letture dei canti della Divina Commedia: lunedì alle 23, infatti, recita il XXVI canto dell’Inferno e mercoledì e’ in prima serata con il XXXIII canto dell’Inferno. “Il Quinto dell’Inferno”, lo scorso 29 novembre in prima serata su Rai Uno è stato tra i programmi più visti nel 2007 dietro solo allo sport, al messaggio del Presidente della Repubblica e al festival di Sanremo.

    Benigni, con le letture dantesche, ogni giovedì in seconda serata, ha registrato una media di 2.233 milioni di telespettatori, conquistato oltre 10 milioni di telespettatori e quasi il 36% di share. Le due trasmissioni di lunedi’ e mercoledi’ prossimo sono le registrazioni dello spettacolo “TuttoDante“, prodotto da Lucio Presta, realizzate a Firenze in piazza Santa Croce nell’estate 2006. Dopo aver accompagnato il telespettatore, da novembre fino ad oggi, nella “selva oscura”, davanti alla Porta dell’Inferno, nel limbo, nel girone dei lussuriosi, dopo aver fatto conoscere Paolo e Francesca, Ciacco, Farinata degli Uberti, Roberto Benigni scende nel più profondo dell’Inferno per raccontare con la forza delle “parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli” la storia del “fiero peccator”, il conte Ugolino.

    Molti hanno commentato le ‘letture dantesche’ di Benigni. “Le letture popolari di Benigni sono state uno dei rari autentici eventi culturali di questi anni. Con centinaia di migliaia di persone, molti giovani, che non ascoltavano Dante dalla scuola dell’obbligo…” e’ stato scritto. E ancora: “Dante, nell’interpretazione di Benigni, diventa un fiume in piena…”.

    Un rinnovato interesse verso il poeta fiorentino che trova riscontro nell’aumento, dall’inizio del tour “TuttoDante” fino alle trasmissioni televisive, delle vendite della Divina Commedia. “Un piccolo miracolo” sintetizza con un’efficace espressione Variety, riferendosi all’incredibile quantità di pubblico che Benigni è riuscito ad avvicinare alla Divina Commedia. 

    Plausi ed elogi non solo dalla stampa ma anche dal mondo intellettuale.   “Lo spettacolo è singolarmente emozionante…si sospende per digradare verso il mondo dantesco, prendendo il pubblico per mano e per il cuore per portarlo nelle parole del divin Poeta” scrive Moni Ovadia.

    Fino all’encomio da parte del cardinale segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone: “Roberto Benigni commenta Dante in tv come un alto teologo”.   Quasi una pubblica “beatificazione” che il premio Nobel per la letteratura Dario Fo ha particolarmente apprezzato : “Grazie a Roberto hanno santificato anche Dante…mi fa piacere, era ora…le sue letture sono chiare, pulite, meditate, adatte al grande pubblico”.

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    August 25th, 2007SilviaPittInterviste, Moni Ovadia, Roberto Benigni

    Vincenzo Mollica e Roberto Benigni 

    Vincenzo Mollica: Roberto Benigni è grande come l’oceano, la sua arte è vasta e meravigliosamente poetica. TuttoDante verrà ricordato come uno dei momenti più alti della sua carriera. Solo lui poteva incarnare i versi di Dante unendo comicità e poesia, rivelando la potenza e la contemporaneità della Divina Commedia. Benigni ha ridato fiato ad un poema che ancora parla al mondo con voce squillante. (Luglio 2007 - intervista a Vincenzo Mollica)

     

    Lucia Poli

    Lucia Poli: Dal punto di vista artistico Roberto ha trovato un suo modo personale di leggere Dante; non è il Dante sublime di Carmelo Bene o il Dante un po’ retorico e cantato di Gassman, né quello accademico di Albertazzi o quello di Sermonti che è un linguista e te lo porge in maniera semplice. Roberto, invece, lo dice col cuore in mano. (Roma, 24 Luglio 2007 - intervista a Lucia Poli)

     

    Moni Ovadia

    Moni Ovadia: Si insinua in noi una sensazione inquietante, che si trasforma almeno in me,nella paradossale certezza che insieme a Dante e Virgilio, in quel viaggio ci fosse anche l’irriverente presenza di una delle reincarnazione di un Benigni duecentesco.
    Il tempo si sospende, si dilata, il pubblico è concentratissimo, Roberto ci ricorda che noi siamo gli eredi di un’arte, di una cultura e di una storia che tutto il mondo ammira e ci invidia.
    E’ un monito per ritrovare la dignità e l’orgoglio. Dante diventa la bandiera di un possibile nuovo rinascimento e quando le parole si fanno materia emozionale, il pubblico erompe in un applauso discreto ma grato.
    Inavvertitamente scivoliamo in un tempo lento e teso, Benigni non lo teme, questa sera, è la serata è la serata dei lussuriosi e di coloro che morirono per amore, siamo condotti con il fiato sospeso nell’iperbole erotica di Semiramide, nella sensualità di Didone, e da ultimo “Quali colombe dal disio portate”, Paolo e Francesca si librano sospesi davanti a noi con il loro amore assoluto e tragico,colpevole ma puro,la magia si crea solo grazie alle parole di Roberto che si fanno materia, sospiri, baci, amplessi, amori.
    La tensione è al vertice, l’esegesi lascia posto alle inarrivabili terzine del canto Dantesco dette con l’autorevolezza del saltimbanco che sa coniugare l’estremo profano con il mistico, la sapienza del popolo con l’acume del dotto. Quando la bocca si chiude sull’ultimo parola del Canto rimangono solo le lacrime a fior di ciglio negli occhi di Roberto, un invito accorato a ripartire da Dante, a ripartire dalla grandezza della poesia.- Dante Benigni visto da Moni Ovadia (Tratto da L’Unità, Mercoledì 9 Maggio 2007)

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