Un Benigni da Nobel
Everything about Roberto Benigni-
March 26th, 2010Interviste, Roberto Benigni, VideoRaiperunanotte: Benigni alla difesa della libertà
25 Marzo 2010 23:48 - “Stavo partendo per lo Zimbawe, il Paese della libertà. E’ il Paese dei masai, anzi dei masi!”. Esplicita l’ ironia di Benigni, bravissimo a dissimularla pochi secondi dopo con un riferimento profondo e complicato ad una poesia d’amore del grande poeta francese Paul Eluard. Così Roberto Benigni inizia l’intervista di Sandro Ruotolo, proposta al Paladozza durante Rai per una notte, la serata organizzata a Bologna per dire no alla censura tv. Una trasmissione, realizzata da Michele Santoro e dallo staff di Annozero per protestare contro il blocco dei talk show imposto alla televisione pubblica, che ha visto per la prima volta il web come principale mezzo di diffusione.
Ed è “libertà” la parola più ricorrente dello scoppiettante intervento del premio Oscar. Un valore, sottolinea scherzando il comico, che in Italia regna sovrano: “In quale altro Paese, si può manifestare contro i giudici? In nessuno ma nel nostro sì. In quale altro Paese si possono fare leggi ad personam? Da nessuna parte tranne che in Italia. In quale Paese si può chiudere una trasmissione? In nessuno, solo qui. Quindi è il Paese della Libertà”.Nel suo intervento Benigni ha citato anche Sant’Agostino: “Diceva che la libertà, proprio riferendosi a Santoro, anche quando se ne fa un cattivo uso è un bene, se la verità non è libera, la libertà non è vera” Poi Benigni ha baciato il giornalista Sandro Ruotolo, invitando ad andare avanti “con la carica dei 101, secondo Verdini, una sessantina secondo la Questura (con un riferimento alle cifre differenti diffuse sui partecipanti alla manifestazione del Pdl del 20 marzo, ndr)”. Poi, al termine del suo intervento ha chiesto “due applausi per la democrazia e un applauso e saluto al caro Enzo Biagi”. Perché, ha concluso, “la libertà è erotica”.
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March 23rd, 2010Interviste, Roberto Benigni, VideoDalla redazione di Raiperunanotte un’anteprima per il popolo della rete dell’intervista di Sandro Ruotolo a Roberto Benigni, che andrà in onda giovedì 25 marzo alle 21
ANSA - «Conosce Santoro? È un personaggio molto fazioso, di parte e anche molto brutto fisicamente. Vogliamo chiudere la sua trasmissione e per farlo può dare il suo contributo: può dire ‘chiudete Santoro in russò?»: è questo l’appello che Roberto Benigni fa rivolgere ad una turista russa, nella sua lingua, alla telecamera di Raiperunanotte, ed è l’anteprima per il popolo della rete (è su Youtube e Facebook) dell’intervista di Sandro Ruotolo all’attore e regista toscano che andrà in onda nella serata evento del 25 marzo al Paladozza di Bologna.LA GAG - «Mi può dare un bacio? Perché io sono del partito dell’amore contro l’invidia e l’odio», chiede Benigni alla turista russa che lo ferma per strada e gli chiede un autografo. Lui lo dedica a Medvedev e dice: «Russia paese delle libertà. Silvio! Donne, Putin, ricordi?».
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L’anteprima su Youtube si apre con un duetto tra Benigni e un’altra turista, macedone, che lo ha riconosciuto. «We don’t want money from Santoro, we are the only one», dice Benigni che poi rivolto alla signora ripete: «Macedonia, paese della libertà: 40 milioni di abitanti secondo Verdini, 8 secondo la Questura. Ciao Santoro ti aspetto in Macedonia». -
March 22nd, 2010Interviste, Roberto BenigniDurante la puntata-evento, organizzata al Paladozza di Bologna, ci sarà spazio anche per un’intervista a Roberto Benigni, registrata da Sandro Ruotolo.
L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.
Per questo la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana - ha deciso di organizzare Rai per una notte, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.
Conduttori, personaggi dello spettacolo, comici e musicisti si alterneranno sul palco del Paladozza di Bologna per Raiperunanotte, l’evento del 25 marzo organizzato da Michele Santoro insieme alla Fnsi e all’Usigrai. Santoro, in una conferenza stampa nella sede della Federazione nazionale della Stampa, ha dato un elenco ancora suscettibile di modifiche. Ci saranno Gad Lerner, Giovanni Floris, Riccardo Iacona, Norma Arcangeli, Filippo Rossi (direttore di Farefuturo web magazine) e Milena Gabanelli.È stata invitata Lucia Annunziata che però, trovandosi negli Usa per motivi familiari, interverrà al telefono. Naturalmente ci sarà la squadra di Annozero al completo con Marco Travaglio, Vauro Senesi, Sandro Ruotolo. L’ospite d’onore sarà Daniele Luttazzi. Tante le voci dello spettacolo: Antonello Venditti, Teresa De Sio, Nicola Piovani, Elio e le Storie tese. Previste anche le parodie di Antonio Cornacchione e probabilmente ci sarà un contributo video di Sabina Guzzanti. Uno dei momenti clou della serata sarà l’intervista di Sandro Ruotolo a Roberto Benigni, il quale non solo ha contribuito alla sottoscrizione, ma ha voluto offrire una sua partecipazione per parlare con toni leggeri di libertà.
La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai - metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.
Raiperunanotte.it - In onda su radio, internet e tv tra cui Current TV, Rai News 24, Repubblica TV, YouDem
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September 14th, 2009Interviste, Roberto Benigni“La scuola è bella” - 14 settembre 2009, ore 10:50, Radio 3 Rai
Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni.
Prima campanella per gli studenti italiani.
A Radio3 scienza sale in cattedra il piccolo diavolo. A tu per tu con il matematico impertinente, ecco la sua lezione d’autore tra lettere e scienza.
Da Dante alla fisica moderna, una dichiarazione d’amore per la cultura.
Per dire con noi:
Galileo ti voglio bene!
- E’ online l’audio dell’intervista:
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Piergiorgio Odifreddi incontra Roberto Benigni -
September 5th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDante
(Donatello Bellomo - L’Arena.it) - Non è facile parlare con un tipo che ha dieci lauree honoris causa e tre Oscar sul caminetto. Anche perché non se la tira, sotto sotto è sempre il Mario Cioni nato a Manciano la Misericordia, nella terra tosca che con la creta della mattezza ha saputo fare miracoli, dalla Cupola di Santa Maria del Fiore al «dare» i natali a Dante. Glielo premettiamo, a Roberto Benigni, che domenica prossima, 6 settembre, all’Arena di Verona, quasi giocherà in casa con il suo «TuttoDante.Inferno XXXIII», visto che il Ghibellin Fuggiasco proprio in riva all’Adige ha scritto un bel po’ dell’Inferno e il Paradiso della sua «Commedia».L’emozione del ritorno?
Fortissima. Sto preparando come non mai il 33° Canto dell’Inferno, un “canto” dell’anima per quel luogo più volte straordinario, visto che anche Cacciaguida vanta sangue scaligero.
Dovessi cercare un aggettivo, direi che l’attesa è “scintillante”. C’è qualcosa di diverso, sotto quel cielo. Sogno un appuntamento annuale, con Verona.Partiamo dall’ultima parola del Canto: “stelle”.
Siamo nell’Inferno profondo, quello in cui si scontano ma senza remissione i peccati più gravi, dove Dante sonda la nostra natura più buia. Una volta, leggendolo, ho avuto la certezza che Dante mi guardasse dentro… sono stato tentato di telefonargli. No, è semplicemente immenso. Ogni volta mi svuota, mi spacca, mi sbalordisce coglierne l’attualità davanti a quest’odio tra fazioni senza rimozioni né componimento, questa ferocia verbale e non solo. Torno un attimo indietro: Verona. Leggendo “I due gentiluomini di Verona” e “Romeo e Giulietta” di Shakespeare mi sono ritrovato non in una selva oscura ma nella certezza di conoscerla, come se mille volte l’avessi girata a piedi, come se avessi ascoltato la gente parlare.
Non è difficile, signor Benigni. La più grande storia d’amore proprio quella tra Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi, è ambientata “dentro queste mura”. Un legame inscindibile che neppure le fazioni dell’epoca, neanche la morte, riescono a spezzare.
Certo. Invece, nel V Canto, Paolo e Francesca vivono per l’eternità la condanna del peccato, amanti in vita e in morte, avvinghiati l’una all’altro. L’ultimo Canto dell’Inferno è quello dell’incomunicabilità e dell’odio. Il conte Ugolino non sa parlare ai suoi figli; sa che l’odio che li ha condannati è ricaduto sopra di loro per causa sua. “La bocca sollevò dal fiero pasto…”. Cos’altro può eguagliare questo incipit? Nulla. Non è passato remoto, è l’oggi. E c’è ancora chi parla di Medioevo.No, tutto collima, con la puntualità di un cronometro. È il male che, a caduta, avvolge e uccide l’anima.La musica, sul pentagramma, è anche la battuta “silenziosa”.
Infatti. Dopo l’ultima parola, ogni volta che ne ho proposto la lettura, scende un silenzio perfetto, tangibile, materiale, celestiale, divino. È il verbo del pensiero assoluto che innesca in me un fremito incontrollabile, forse anche pieno di spavento perché sono conscio sempre, di trovarmi, insieme al mio pubblico, al cospetto della bellezza. Dicevo del pensiero: non un pensiero debole, al contrario, un pensiero forte, difficile, quello dell’incanto e del mistero, dell’incognita totale. La parola non trova parole che la descrivano se non questa, “indicibile”, perché non la si può dire.Cosa avrebbero detto Luigi e Isolina, i suoi genitori, se qualcuno avesse descritto loro il figlio più piccolo, Roberto, che declama Dante?
Di loro, che non ci sono più, trattengo i ricordi, grandi, senza tempo o quotidiani e piccoli. Anche Dante, certo, endecasillabi che uscivano così, dalle loro labbra, come se fosse naturale inserire il sommo poeta nella vita semplice di quei due grandi cuori.Isolina, sua madre. Pare che non abbia creduto che suo figlio Roberto abbia assistito con Papa Giovanni Paolo II alla proiezione de «La vita è bella».
No che non ci ha creduto. Almeno il Papa…
Pare che dopo questo spettacolo Lei voglia “chiudere” per un po’ con il Sommo Poeta.
Vero. Mi ha accompagnato in giro per il mondo, nella sua universalità. Anche nei Paesi Arabi il miracolo della sua potenza si ricrea. Ma non è facile ed è molto faticoso. Vorrei tornare al cinema, ad una “commedia”, anch’io, in cui trasfondere la gioia che Dante mi ha donato. Non un film sull’Alighieri, non ci penso proprio. Ho il desiderio di rimettermi dietro la macchina da presa ma nessuna idea sul soggetto. Prima o poi mi verrà, basta aspettare.Dieci anni fa il trionfo all’Academy con «La vita è bella». Tre Oscar: miglior film straniero, miglior attore protagonista, migliore colonna sonora. Ci vuole coraggio a fare un film sull’Olocausto…
L’Olocausto è stato l’industria del male, il capolavoro di Satana. Ho pensato ai bambini, a come potessero capire cos’è successo pochi decenni fa in Europa senza uscirne sconvolti. Mille volte mi è stato chiesto di girare un sequel de «La vita à bella” ma ho sempre rifiutato. È un capitolo chiuso.Cosa ha pensato quando l’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella la propose come senatore a vita?
Mastella, quello che ha fatto cadere il governo Prodi? Ma dove l’hanno spedito? E chi se lo ricorda? Beh, che l’idea fosse venuta proprio a Mastella è strano. Ma questo è un paese strano.Insomma, non se lo prenderebbe in braccio, Mastella, come invece aveva fatto con l’allora segretario del PCI Enrico Berlinguer.
Primo: Mastella è grande e grosso e non ce la farei mai. Secondo, Berlinguer era magro magro e simpatico, nonostante fosse un leader estremamente serio.E’ stato un gesto istintivo, quella foto ha fatto il giro del mondo.E ora chi prenderebbe in braccio dei leader del PD?
Neanche Fassino è magro abbastanza. Magari a Verona prenderò in braccio il sindaco Tosi.Visto che la proposta della nomina a senatore a vita non l’ha sorpresa più di tanto, quando ha saputo che l’asteroide 21662 ora si chiama «21662 Benigni»?
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Una cosa spettacolare. Gira e non la vede nessuno ma c’è… -
June 29th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteENTREVISTA: ROBERTO BENIGNI Cómico
JOSEBA ELOLA - Madrid - EL PAÍS - 29/06/2009
La abuela de Benigni caminaba por las calles de Misericordia, el pueblo de la Toscana en que nació el cómico italiano hace 57 años, con una pistola en un bolsillo y la Divina comedia en el otro. De modo que Dante Alighieri, Il sumo poeta, y su obra magna estuvieron presentes en la vida del cineasta y cómico italiano desde su más tierna infancia. Roberto Benigni se presenta el martes (y durante tres noches) en Madrid con el espectáculo, TuttoDante. Un monólogo en el que el director y protagonista del filme La vida es bella, bufón genial, heredero de la tradición de Dario Fo, recita versos del V Canto del Infierno de la Divina Comedia -subtitulados- y los aliña con chistes (en italiano) sobre temas de actualidad.“¡Estoy muy contento de hablar con el periódico que ha publicado las fotos de mi primer ministro. ¡Já! ¡Les voy a mandar a ustedes mis fotos privadas también!”, exclama, eufórico, entre risas, para dar comienzo a esta entrevista telefónica. “Conozco a todas las chicas de Villa Certosa, estuve allí con Silvio Berlusconi. ¡Menos mal que no han seguido publicando fotos, hubieran acabado saliendo las mías!”. Por momentos parece que el histrión fuera capaz de desafiar las leyes de la física para aparecerse entre las rendijas del auricular telefónico.
Pregunta. La verdad es que Berlusconi es un buen personaje para una película, ¿no?
Respuesta. ¡Oh, Dios, es perfecto! Es el más grande, es el mayor clown. Yo he tenido que ponerme a recitar la Divina comedia porque no puedo competir con él, es el más grande, ¡el más grande! Con Berlusconi tengo mucha suerte: basta con repetir lo que dice para tener un espectáculo redondo.
P. Usted lleva años recitando a Dante, pero, ¿recuerda la primera vez que leyó sus versos?R. ¡Claro! Era pequeño, tenía unos 12 años. Mi madre me decía: “Tienes que aprenderte los versos de Dante de memoria”. ¡Para mí, Dante era Dios! Mi abuelo y mi abuela conocían sus versos, los recitaban en casa. Mi abuela era una mujer revolucionaria, andaba por la calle con una pistola en un bolsillo y la Divina comedia en el otro.
P. ¿Una pistola?
R. Eran tiempos peligrosos, estaba sola, mi abuelo estaba en la guerra. Fue una mujer legendaria en la familia. Dante es el poeta. Y la Divina comedia, una enciclopedia. Al principio no entendía nada, y tenía que repetir los versos en voz alta, como si fueran música. La Divina comedia es música clásica y moderna, una mezcla de Beethoven y Jimi Hendrix… [crescendo a lo Benigni]. ¡Como los Bee Gees y Bach, juntos! ¡Como Puccini y Duke Ellington!
P. Poco después de rodar con Fellini La voce della luna, en 1989, dijo usted: “La improvisación es una ciencia exacta, como las matemáticas” ¿Improvisa en este espectáculo? ¿Cuál es el axioma de esa ciencia exacta?
R. Necesito por lo menos un mes para preparar una buena improvisación. No se puede improvisar, si improvisas puedes volar alto, pero puedes estrellarte; hay que preparar las improvisaciones, ése es el oxímoron, la contradicción… En el escenario dejo siempre puertas abiertas, y cualquier cosa que ocurra en ese momento o que haya ocurrido el día anterior me vale. ¡Cómo voy a dejar fuera a Berlusconi, da noticias cada dos horas!
P. La inocencia define en gran medida la esencia de los personajes que interpreta, desde el Guido de La vida es bella al poeta de El tigre y la nieve, o incluso el italiano de Bajo el peso de la ley, de Jim Jarmush. ¿Consigue usted mantener una cierta inocencia?
R. No sé si logro mantener mi inocencia. Yo creo en los milagros, la vida es un milagro, y mantengo el estupor, el estupor es el principio del arte. Cuando eres inocente puedes decir lo que quieras, como un niño, puedes volar.
Benigni intervistato da El Pais: “Il vero clown in Italia è Berlusconi, basta ripetere quello che dice lui e come comico si ottiene un grandissimo successo”
Contentissimo di essere intervistato dal giornale spagnolo che ha pubblicato le famose fotografie di Berlusconi e dei suoi ospiti a Villa Certosa, Roberto Benigni lo definisce «il più grande clown che ci sia». Il grande comico toscano si diverte a rispondere alle domande, scherzando sul fatto che ci sono anche foto sue a villa Certosa. «Io mi sono messo a recitare la Divina Commedia -dice a El Pais- perchè sulla scena comica c’era già Berlusconi e io non potevo mettermi a competere con uno così bravo. Sono molto fortunato che ci sia lui in Italia. Basta ripetere quello che dice lui e come comico si ottiene un grandissimo successo».«Conosco tutte le ragazze di villa Certosa - scherza poi Benigni - , ero lì insieme a Berlusconi. E meno male che non hanno continuato a pubblicare le fotografie, altrimenti sarebbero uscite pure le mie!». Il comico loda quindi il quotidiano spagnolo, il primo a far uscire le foto di Antonello Zappadu: «Sono molto contento di parlare con il quotidiano che ha pubblicato gli scatti del mio primo ministro. Vi voglio mandare anche io le mie foto private!».
Al giornale spagnolo Benigni racconta anche più seriamente del suo impegno a recitare e commentare tutta la Divina Commedia. «Lo credo che la so a memoria, mio nonna e mio nonno -racconta- recitavano continuamente Dante in casa». Alla domanda se è vero che una volta aveva definito l’improvvisazione sulla scena una scienza esatta, Benigni ha risposto che gli ci vuole un mese per preparare una improvvisazione perfetta.
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June 14th, 2009Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteEl actor y director italiano llega a Buenos Aires con una versión escénica de “La Divina Comedia” que posicionó, en pleno siglo XXI, al poema de Dante en las listas de best-sellers italianas. En una charla exclusiva con Ñ, Benigni sostiene que el genial autor toscano escribió toda su obra en un “eterno presente”.
Por: Guido Carelli Lynch - El Clarin
Audio (Parte 2) :
Cuando un todavía adolescente Roberto Remigio Benigni se hizo por primera vez con un ejemplar grueso e interminable de la Divina Comedia sintió que no era él quien leía a Dante. Sintió, en cambio, que era el mismísimo poeta florentino quien lo interpelaba y abría las páginas de la vida del todavía verde y germinal humorista italiano. Sentía todo eso a pesar de que entendiera poco o nada de esos mil versos eternos, porque “el sonido era bello” y sonaba como una canción, como una imposible. “Tiene todos los estilos, tiene jazz, tango, se parece a Beethoven y a Jimmi Hendrix”, cuenta ahora Benigni mientras relata o inventa su primer contacto con la obra capital de la literatura italiana. Lo dice ahora y por teléfono, de corrido, sin pausas y aguantando la respiración, al igual que todos sus personajes, esos que lo consagraron en los estudios de Cinecittá o esos otros de fama mundial, en su Auschwitz ficticio o conduciendo un taxi por las interminables calles romanas que Jim Jarmush hizo suyas. Habla más rápido que el nacional Enrique Pinti, como en todas sus apariciones públicas, arriba de un escenario, en cualquier conferencia o en todas sus entrevistas, sólo que ahora monologa por teléfono y desde Nueva York después de deslumbrar a la audiencia estadounidense en la última escala de la gira del espectáculo Tutto Dante , que en pocos días desembarcará en el país para cerrar en el Gran Rex porteño. “Me enamoré al instante de leerla. Fue como encontrar un viejo amor, un viejo amigo. Sentía que me conocía profundamente y quería llamarlo. ¿Alguien tiene el número de teléfono de este tal Dante?, decía. Quería tomar un café, un té, comer una pizza con él y hablar de la vida, de la muerte y de las mujeres. Simplemente me enamoré: era tan bello que aplaudía yo solo los tercetos: ¡Bravo, bravo Dante!”, escupe en menos de 30 segundos y antes de agradecer que alguien por fin hable italiano después de tanto inglés. Antes de decir, claro también, para los medios de todo el mundo, pero en especial para los de Estados Unidos que luego de sus funciones en San Francisco y Manhattan se sentía en casa, como en cualquier otro lugar de Italia.
La demagogia, sin embargo, es un pecado perdonable en el mundo del espectáculo y por eso no cabe juzgarlo o endiosarlo por más que también declare su deseo de llegar cuanto antes a Buenos Aires. Y aunque aclare que para “demostrar el amor, basta un segundo”, ya empieza a guiñarle un ojo a la audiencia local que pagará entre 60 y 250 pesos para escucharlo hablar de los amoríos de Paolo y Francesca en el V canto del Infierno, o los menos santos y más terrales de Silvio Berlusconi en su país con Letizia Noemí, la joven napolitana que llama “papi” al premiere y que toda Italia comenta desde hace semanas. Al tiempo que –advierte– tal vez recoja en Buenos Aires buenas ideas para su próxima película, una comedia bastante más terrenal.
En 1977, un lector de lectores como Jorge Luis Borges, recordó o inventó, al pasar y también frente a otro teatro colmado, –el Coliseo porteño– que había leído La Divina Comedia en la vieja biblioteca Miguel Cané, como si fuera cualquier otro libro, mucho menos famoso que el de Dante. Treinta y dos años después, Benigni insiste con una idea parecida. “Si uno quiere leer la Comedia debe leerla solo, gozando su belleza, porque es el mejor libro de todos los tiempos”, subraya.
Y la verborragia sigue mientras el tiempo debiera empezar a agotarse, porque siempre hay un representante o apoderado que recuerda los minutos exactos que debe durar una entrevista con “una estrella” y Benigni no es la excepción. Sin embargo, a pesar de que ya descargó una batería larga de respuestas hilarantes e improvisadas, con su sello, la entrevista acaba de empezar, porque en una conversación con Benigni, al menos en ésta, no hay lugar para silencios.”El Infierno es el canto más bello de todos, el más popular, pero a pesar de que el Purgatorio y el Paraíso son un poco más difíciles, también son mis preferidos. Preguntarme cuál quiero más es como preguntar qué es lo que más te gusta de una mujer. ¡Te gustan los ojos, las piernas, la mirada, la boca! Es difícil decirlo. El Infierno es la boca de una mujer, porque es sensual. El Paraíso son los ojos, la luz; y El Purgatorio es todo el resto, es el cuerpo de la Comedia”, explica rápido antes de cerrar esta y cualquiera de sus sentencias con un universal “hai capito?” .
Así es Benigni, tómelo o déjelo. Pero fuera de las pasiones que despierta el actor que supo hacer buenas migas con casi todos sus compatriotas e iconos del neorrealismo italiano, están los números…y están de su parte. En Italia, Tutto Dante llevó un promedio de más de 8 mil espectadores por presentación. Del norte al sur de la bota y también afuera, en Londres, Francia, Estados Unidos y próximamente, descuéntelo, también en la Argentina. Supo además hacerse un lugar en el prime time de la televisión italiana y hacer que el tal Dante midiera bien.
Entre las voces críticas que se alzaron contra Benigni se escuchó la del escritor Vittorio Sermonti, uno de los divulgadores más autorizados y relevantes de la Comedia que, entre 1987 y 1992, adaptó la obra de Dante a un popular ciclo de radio. El envío estaba curado ni más ni menos que por Gianfranco Contini y Cesare Segre, dos de los críticos y filólogos más importantes de la obra de Dante. “Benigni no le hace ningún favor a Dante”, disparó Sermonti hace dos años. El éxito, sin embargo, cierra cualquier herida.
-¿Qué tan duras fueron las críticas de los puristas de la Comedia?
-En Italia mi interpretación se volvió tan popular que no faltó quien dijera que la hacía muy superficial, muy ligera. Pero lo importante no es eso, sino transmitir el amor por este gran poeta, la poesía es la vida, porque la Comedia es un libro vivo, que habla con vos. Y a pesar de que hubo alguno que torció la nariz por mi interpretación, todos los demás y el pueblo estaban felices por hacerla popular. En Italia y en Europa en los teatros había un promedio de 8 mil espectadores, como si fuera un concierto de rock. Como si tocara la (Laura) Pausini, Bruce Springsteen. Me pedían los cantos como a ellos las canciones. Y yo no me lo esperaba, ¿eh?
-Y ahora que lo invita a algunas de las universidades más prestigiosas del mundo, ¿no se siente una voz más autorizada?
-Yo no enseño la Comedia. No soy un intelectual ni un crítico: soy un hombre de espectáculo. Sí fui a Princeton porque me invitaron, porque hablo de Dante y Dante se puede tomar como quieras, como uno desee. Lo bello es que después de ver el espectáculo a alguno le den ganas de leer la Comedia. En Italia pasó así….¡y vendieron tantos ejemplares!
-El canto que más repitió en su espectáculo es el V del Infierno, el de Paolo y Francesca. ¿Por qué?
-Es que el canto V habla de todo, del amor, del sexo, de la lujuria y de la pasión. Es donde están los lujuriosos, los muertos por amor, fijate cómo tiene que ver con nosotros, con nuestros tiempos. Porque el sexo gobierna el mundo. También Dante es atraído por las pasiones. La de Paolo y Francesca es una de las historias de amor más bellas. ¡Es bello, bello, bello!
Repite Benigni el adjetivo que para él mejor le cabe a Dante, el mismo que acompañará su necrológica, cuando el mundo recuerde su consagración global con La vida es bella , película que le valió tres premios Oscar y una nunca comprobada pero sugerente denuncia de plagio. Si Benigni robó la idea que le acercó en forma de guión Radu Mihaileanu antes de rodar El tren de la vida , nunca habrá certezas. En cambio, Benigni no duda en otorgarle todo el crédito de esta segunda oleada de reconocimientos a su trayectoria al autor del Convivio . “El éxito naturalmente es de Dante. Luego yo le agregué mi popularidad. Pensé que perdería público y sin embargo, tengo más seguidores ahora. Tenía ese temor, pero me gustaba tanto que sentí tenía que hacerla igual. Es como cuando uno quiere dividir un regalo con amigos, así de simple.
-Le concedo que no es profesor, pero al menos sí es toscano como Dante. ¿Qué opina de la negativa eterna de Ravenna para devolver sus restos a Florencia?
Hicieron y hacen bien. Los florentinos no lo quisieron antes y ahora es demasiado tarde. Lo mandaron al exilio, pero paradójicamente si no hubiera sido así, tal vez nunca hubiera escrito La Divina Comedia , porque Dante tuvo que sufrir y conocer el sufrimiento humano para poder escribirla. Y por eso no hay otro libro que vaya tan adentro del sufrimiento humano y del gran amor como este. Creo que el exilio fue una de las cosas que hizo nacer dolorosamente la flor de la poesía más grande de todos los tiempos.
-A otros contemporáneos de Dante, como Petrarca, también les gustaba sufrir…
-Sí, es cierto. A Petrarca también le gustaba sufrir, pero su poesía era lírica. De hecho, cuando habla de Dante lo hace despectivamente, lo juzga de demasiado popular. Las mujeres de Petrarca como Laura, son elegíacas, espirituales, no son mujeres verdaderas. Las mujeres de Dante son carnales, podés hacer el amor con ellas. Laura es como si fuera la madre de Petrarca, en cambio Beatrice quiere hacer el amor con Dante, y si Dante la llegara a encontrar lo harían tres o cuatro veces…
-Y justamente la encuentra en el Paraíso, demasiada santidad para el amor carnal…
-Es que por eso está justamente ahí, es el extásis. El Paraíso es como hacer el amor, y Dante hace el amor con ella desde el primer canto.
No sólo de versos y tercetos habla Benigni. También le dedica un rato largo –el primero– de su espectáculo a la tragicomedia diaria de las noticias internacionales. Allí Obama y Berlusconi ocupan los roles protagónicos de Dante y Virgilio. “Hablar de actualidad y de La Divina Comedia es lo mismo. Porque un gran poeta habla en eterno presente, está hablando de nosotros ahora. Dante no es un poeta del medioevo, está mucho más adelante, tanto, que todavía no podemos alcanzarlo. Es mucho más moderno que todos nosotros, por eso debemos recordarlo, por eso y porque el pueblo que olvida su propio pasado se prepara para la desesperación. Aunque haya cosas memorables en Italia todavía hoy, La Divina Comedia es irrepetible, hai capito ?”, insiste.
-Y si Dante retrata también a los italianos, ¿qué ADN hay en ustedes para que denuesten y reelijan personalidades como Berlusconi?
-¡Dante dice tanto sobre el pueblo italiano! Se enoja con todas las ciudades. Pero él también tenía que lidiar con los Berlusconi de su época…¡ Mamma mia , había tantos Berlusconi en el Medioevo! Estamos divirtiéndonos tanto con él que me gustaría que viniera una vez a ver un espectáculo. Berlusconi se relaciona de tal manera con la Comedia que todos los días tengo que agregar un chiste, pero es muy fácil hacer reír con Berlusconi, basta con repetir exactamente lo que él dice…
-¿Qué es lo que más lo conmueve de Dante?
Su humanidad, que sea un poeta único en el mundo y a la vez un hombre verdadero, que ama a las mujeres, que se enoja, que detesta a los imbéciles, porque le daría un abrazo a un leproso, pero nunca la mano a un imbécil. Se enoja –no porque los hombres son malvados–, sino porque no ven la belleza que tienen delante. Se pregunta por qué no vemos la extraordinariedad de la vida. Y entonces nos conduce con él a las estrellas, enojándose, con palabras de furia y de rabia, porque nos quiere.
¿Y después de las estrellas?
Nos conduce al camino de nuestra vida. Dante no nos dice ‘deben morir’, dice: ‘Deben vivir’. Dice: ‘Las mujeres son una tentación, pero son la salvación’. Es un poeta que cambió todo y los poetas son como los científicos, hacen verdaderas invenciones.
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June 13th, 2009Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteEn su primera visita a la Argentina, presentará el miércoles, en el Gran Rex, un unipersonal dedicado a Dante Alighieri
Por Marcelo Stiletano De la Redacción de LA NACION
No hay diferencias a la vista (y al oído) entre el Roberto Benigni que hace una década festejaba en Hollywood saltando sobre las butacas y las cabezas de los invitados el Oscar otorgado a La vida es bella y el que atiende a LA NACION desde Montreal. Allí cumplió otra etapa de la vuelta al mundo que viene realizando en los últimos años con su espectáculo unipersonal dedicado a Dante Alighieri, Tutto Dante , cuya función despedida (íntegramente hablada en italiano) tendrá lugar precisamente aquí, en Buenos Aires: el primer encuentro entre el público argentino y Benigni será el próximo miércoles, a las 20.30, en el teatro Gran Rex.“¡Estaba mal, pero ahora estoy bien, porque Buenos Aires hace bien a la salud!”, dice Benigni, y la voz que suena italianísima, límpida, desbordante, efusiva y desprejuiciada del otro lado de la línea resulta inconfundible. La misma que abre en su país un abanico de risas, festejos y polémicas desde La vida es bella y su versión cinematográfica de Pinocho hasta una reciente intervención en el último Festival de San Remo fustigando -como es su costumbre- al primer ministro Silvio Berlusconi.
Como en su personalidad no hay diferencias entre actor y personaje -ambas facetas se manifiestan al mismo tiempo-, Benigni no tiene problemas en explicar que la actualidad italiana puede explicarse también a través de un espectáculo dedicado a alguien que vivió hace 700 años.
“Es algo facilísimo -explica el actor de El t igre y la nieve, que en octubre cumplirá 57 años, con el mismo tono enfático e irónico que traslada a los escenarios-. Yo hablo de Dante no como un profesor, sino como un artista. Y sobre el escenario recito el Quinto Canto de la Divina Comedia , el que habla de los lujuriosos, del sexo, del erotismo. Piense un poquito en Berlusconi en medio de todas esas mujeres, en cómo sigue esta historia, y entenderá lo moderno, lo actual que resulta Dante. Por eso, la primera parte de mi espectáculo prácticamente se llama «Tutto Berlusconi».”
Video: Benigni: ´Llevaré a los argentinos el viento de la felicidad´
-Usted dijo hace poco que Italia está viviendo hoy un momento de gran resurrección artística.
-¡Y eso que también tenemos a Berlusconi! Todo esto me hace reír mucho, porque a esta altura yo veo a Berlusconi casi como un colega. ¡Tiene más éxito que yo cuando se hace el cómico! Ya está en todas las colecciones de los clásicos del humorismo. Por naturaleza, los comediantes tenemos el deber de jugar y hacer bromas con quienes ocupan el poder. Y la verdad es que Berlusconi facilita las cosas. Mis colegas me envidian cuando viajo al exterior. Salgo para algún lado y me dicen: “¡Bendito seas, Roberto, porque tienes a Berlusconi!”.
-Más allá de la actualidad, ¿está preparando algo especial para esta primera presentación en Buenos Aires?
-¡Estoy con una felicidad enorme! ¡Me late el corazón cada vez más fuerte! Mi idea es llegar un par de días antes, así veo, me informo, tomo contacto con la gente. ¡Me muero de ganas por llegar a Buenos Aires! Quiero tocarla, olerla, sentirla. Seguramente hablaré de todo lo que me pase por la cabeza desde que llegue. Mi espectáculo jamás es igual. Cambia de función en función. Por eso, cuando salgo de gira, jamás puedo poner subtítulos. Lo hago en italiano, en francés, en inglés, y nunca es el mismo.
-¿Y quién es Dante para usted?
-Sobre todo, es un amigo, alguien que nos conoce muy bien. Una gloria; uno de los tantos regalos que los italianos le hemos dado al mundo. Es el poeta más grande de todos los tiempos; la perla más luminosa de la cultura italiana. Y no lo digo sólo yo. Jorge Luis Borges dijo que Dante era el más grande. Y Borges no es italiano, es argentino.
-¿Cómo explica la vigencia de una figura de la Edad Media como Dante?
-Porque los grandes poetas están siempre un paso adelante. Y lo tenemos aquí, al lado nuestro. Cuando lo leía, me venían unas ganas locas de llamarlo por teléfono y decirle que no era yo quien lo leía, sino que era él quien me leía a mí y me conocía profundamente. El mejor regalo que nos hizo Dante fue dedicar toda su vida a decirnos que somos lo más bello que tiene el universo, que en los ojos de las mujeres está escrito que somos eternos. Nos hizo crecer, nos convenció de que somos libres. Y también nos hizo reír.
-Entonces, se puede hacer un espectáculo divertido con Dante.
-Dante recurrió a la palabra “comedia” como título para su gran obra. Tenía muy en claro que debía pertenecer al género popular y, de hecho, hay algunos cantos que nos hacen morir de risa, incluso en el Infierno. Escribió la obra poética más grande de todos los tiempos, y él mismo permitía que se jugara con ella.
-¿Dónde nació esta especie de obsesión suya por Dante?
-¡No es una obsesión! ¡Es un placer! En la escuela no sabía quién era. Pero después empecé a leerlo en voz alta. Me gustaba la música, el sonido de ese idioma maravilloso que es el italiano. Desde ese momento, no me dejó nunca y yo tampoco lo dejé a él. Y empecé a hacer espectáculos con estos textos increíbles pensando que iba a perder público en el camino. En cambio, ¡el público empezó a crecer! Un promedio de 5000, 6000 espectadores por show. Y llegué a hacer Tutto Dante ante 30.000 personas. Como si fuera un concierto de rock. ¡Dante es como Bruce Springsteen!
-¿Y cómo espera ser recibido aquí, en Buenos Aires?
-¡Rodeado por todos los argentinos! Y a lo mejor te llamo también a vos para que me des una mano allá arriba, en el escenario. ¡Buenos Aires ya es para mí un lugar fantástico, fabuloso! Todos me preguntan en Italia cuándo voy para allá. ¡Ah, la Argentina! Para mí, ya está a la altura de la Divina Comedia . Ya es un mito.
-En definitiva, lo que usted se propone es acercar desde la alegría la obra de algunos clásicos al público actual.
-Yo no hago algo literario: yo soy un hombre del espectáculo. Lo que quiero es contar una buena historia. Y Dante es un personaje muy apropiado para armar un espectáculo alrededor de él, porque nos permite ver y tocar todo lo que ha hecho. Les prometo a los argentinos una velada llena de alegría y también de belleza, porque cuando nos proponemos ser bellos, nos convertimos en poetas. Será algo emocionante, porque es la primera vez que estaré en Buenos Aires, el lugar donde hay más italianos en el mundo. ¡Más que en Italia!
Tutto Dante termina su viaje por todo el mundo en Buenos Aires. ¿Y después, qué?
-Vuelvo al cine con una comedia, que, por cierto, no será nada divina. La estoy preparando. Y a lo mejor estando en Buenos Aires se me ocurre alguna buena idea.
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May 31st, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDante, VideoNEW YORK (31 maggio) - «C’era un’atmosfera… sembrava di essere a Frosinone. Potevo essere in un posto italiano qualsiasi». Stremato dopo due ore di spettacolo in inglese alla Hammerstein Ballroom del Manhattan center di New York, Roberto Benigni si ferma a salutare gli amici - c’è ovviamente il regista statunitense Jim Jarmusch, con cui nell’84 l’attore italiano ha fatto Daunbailò - e scambia qualche battuta con i giornalisti (guarda il video).
Il comico è commosso per l’accoglienza avuta negli Stati Uniti. «Vedere una cosa così mi ha dato una soddisfazione - dice -. E’ una cosa straordinaria, ci si sente sempre a casa».
E’ stato Silvio Berlusconi comunque e non Dante a dominare tutta la prima parte dello spettacolo: «E’ più famoso Berlusconi di Dante - dice Benigni -. Bastava nominarlo e la sala veniva già dalla e risate. E’ una cosa eccezionale. Già a Berlus.. una risata».
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May 30th, 2009Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDantedi Stefano Vaccara, America Oggi | 17-05-2009 |
Tenetevi forte, sta arrivando Roberto Benigni a New York. L’America non scorderà facilmente la premiazione di Benigni nella notte degli Oscar del ‘98, con “La vita è bella”. Ora l’attore-regista ritorna negli Stati Uniti con il suo spettacolo “Tutto Dante”. La prima tappa dello show sarà a San Francisco, il 26 maggio, poi sarà la volta di New York il 30, Boston il 6 giugno e infine Chicago il 12.
Benigni reciterà in inglese e in lingua originale il Quinto Canto dell’Inferno che descrive la storia d’amore di Paolo e Francesca. Riuscirà Benigni a comunicare la poesia di Dante all’America?Il tour mondiale è iniziato lo scorso anno da Zurigo, dopo diverse tappe europee è la prima volta che sbarca oltreoceano. Le tappe negli Usa sono state organizzate da Massimo Gallotta Promotions. Lo spettacolo newyorkese è sponsorizzato dall’Istituto Italiano di Cultura.
Abbiamo l’appuntamento telefonico con Benigni per l’intervista giovedì. Lui è in Svizzera, a Basilea, tra poche ore inizia lo spettacolo. Ci risponde al telefono con il suo inconfondibile forte accento toscano, la lingua di Dante: “Stefanooo, come stai? America, arrivo”.
I premurosi manager ci avevano intimato soltanto quindici minuti per l’intervista, ma Roberto ci rassicura subito: “Ma quali quindici minuti, non ti preoccupare Stefano, noi si parla di Dante a New York, e lo vuoi fare in quindici minuti?”.Roberto, Dante cosa avrebbe pensato dell’America?
«Ma Dante ha scoperto l’America prima di Colombo, ha situato la montagna nel Purgatorio… ad un certo punto, le cartine geografiche Dante le ha portate nel Purgatorio, quando Ulisse remando remando etc etc… insomma Dante l’ha scoperta prima lui l’America… »In un film che hai recitato con Massimo Troisi, trasportati indietro nel tempo, cercavate di fermare Colombo dal partire dalla Spagna affinché non scoprisse l’America…
«Eh che c’era quell’americano che m’aveva sposato la mia sorella e me l’aveva rovinata, allora… »Ma a Dante, l’America con Obama presidente gli sarebbe piaciuta o no?
«Oggi con Obama è tutta una felicità. Portare Dante in America è come portare Obama in Italia. Io la prossima volta voglio portare Obama in Italia, per le sue poesie, lui è come un libro scritto, fisicamente, proprio come è fatto, lui è già un verso di una poesia. È bellissimo, ci ha rimesso tutti in buona carreggiata con l’America, che con Bush stavamo andando tutti storti. Lo ripeto sempre: l’elezione di Obama è una Divina Commedia!»Dante ci ha anche insegnato quanto sono importanti le donne per gli uomini. Che cosa avrebbe pensato Dante di Michelle Obama: senza di lei ci sarebbe stato presidente Barack Obama?
«Sarei costretto a dire un luogo comune, che dietro ogni grande uomo c’é una gran donna. Ma qui non c’é nessuno che sta dietro, sono alla pari, ecco accanto ad un grande uomo c’é una grande donna e viceversa. Guarda che per Dante Alighieri è partito tutto dagli occhi di una donna, da Beatrice. Lui ha scritto l’opera più straordinaria di tutti i tempi per rivedere gli occhi di una donna. Tutta la sua conoscenza è a Beatrice, tutta la sua cultura è lì, quando ha visto per la prima volta quella donna, ha visto nei suoi occhi: tu sei eterno. E lui ha promesso, per questi occhi io scriverò una cosa che non è mai stata scritta prima da nessuno. E l’ha mantenuta la promessa, pensa un po’ che bellezza. Quindi senza gli occhi delle donne, nessun poeta potrebbe mai scrivere niente di eterno. Sono loro che ci fanno fare le grandi cose. Quindi per Obama e Michelle è la stessa cosa. Quando si vede quel bel sorriso di Michelle, e si vede quella felicità di fare un cammino insieme ad una persona che si ama, si sente come se i fatti del mondo non sono la fine della questione, forse c’é qualcosa di più, che non sappiamo, di insondabile, e questa è una bella speranza… »La recita di Dante l’hai iniziata nel 2002, subito dopo il terrore dell’11 settembre. Oggi abbiamo la grande paura della crisi economica. Conoscere meglio l’opera di Dante può aiutarci in tempi come questi?
«Guarda leggere Dante aiuta sia in tempi di crisi che in un momento di grande felicità. Perché Dante non è solamente un aiuto, ci lascia nella bocca il sapore della felicità. Alla fine il messaggio della Divina Commedia è proprio che è bella. Quindi parla a tutti noi, Dante ci fa vedere come siamo fatti e ci dice: scegliti, tra questo e quello, e non ci nasconde le nostre cose più basse, per questo è il più grande poeta di tutti i tempi. Perché per la prima volta dice che siamo proprio noi i padroni della nostra vita e della nostra morte, del nostro destino. Prima di Dante, da Omero in poi tutti gli uomini venivano affidati agli dei, al destino, al fato. Dante no, dice siete voi, siamo noi che ce lo facciamo, siamo noi i padroni del nostro destino. E allora in questo momento straordinario, di grande crisi, dovuta all’avidità, che è una delle tre belve di Dante, la lupa è l’avidità, ecco quelle cose che la Bibbia ce le ha dette in maniera mistica, Dante ce le ha dette in maniera popolare. Ce le fa sentire con mano, è un libro che si può abbracciare, è come un amico che ci conosce, la Divina commedia non la leggiamo noi, è lei che legge noi! Quando io leggevo Dante, mi dicevo: ma questo mi conosce più profondamente di qualsiasi altra persona. Mi vien voglia di chiamarlo, di farmi dare il numero di telefono, pronto Dante, sei libero domani, prendiamoci un caffé insieme. L’insegnamento della Divina Commedia è una domanda che a rispondere ci si potrebbe stare ore e ore, ma quello che ci fa sentire ad ognuno di noi, è unico, e anche se la nostra vita non sembra eccezionale a nessuno, Dante ci dice che siamo gli eroi di un dramma epico irripetibile, che non avverrà mai più. Abbiamo una volta sola l’occasione di vivere, e questa cosa non ci fa mai sentire superflui, mai totalmente vinti, ci narra proprio il miracolo dell’esistenza. E alla fine, quando arriviamo in Paradiso e ci voltiamo indietro, l’Inferno è vuoto. Ci ha portati tutti con sé. È un poema così grande che dopo averlo letto non si guardano più le persone con distrazione, ci si guarda tutti come un mistero, come se siamo depositari di un destino immenso. È questa la cosa straordinaria».Roberto, stai portando il tuo spettacolo dantesco in giro per il mondo e i temi toccati nell’arte dell’Alighieri sono universali, come l’amore appunto. Ma ecco arrivare l’ostacolo della lingua. Insomma recitare all’estero non è come nelle piazze italiane. Negli Stati Uniti avrai tanti americani di origine italiana che sono disposti a seguirti nella lingua del poeta fiorentino. Ma con il pubblico americano che ti ha conosciuto e apprezzato soprattutto al momento dell’Oscar de “La vita è bella” e che ora vorrebbe vederti recitare Dante, come farai per farti comprendere?
«Prima di tutto lo spettacolo è in inglese ‘bettered with Italian’, cioè quando non trovo la frase in inglese io la ‘swiccio’. Insomma è l’inglese mio. Poi io non sono un professore, né un critico, né un teorico, insomma un intellettuale. Sono un uomo di spettacolo, e quindi con la Divina Commedia io faccio prima di tutto uno spettacolo. E poi è proprio il Quinto canto, quello appunto del sesso, della lussuria, delle passioni e dell’amore, e tutto quello che ci racconta quanto ha che fare, soprattutto oggi, il sesso con il potere… Nella prima parte dello spettacolo io parlerò di fatti moderni naturalmente, con Dante poeta universale. In più quando io farò il Quinto canto in originale, quella lingua di Dante che in italiano il 70% è rimasto quasi uguale, ecco lì è come sentir la musica, è proprio una sinfonia. Dante ci ha messo tutti i ritmi: c’è il classico, il jazz, il rock, è come sentire Beethoven e Duke Ellington, Bach e Jimmy Hendrix, una cosa spettacolare. Se ti viene bene, è una cosa che si rimane stupefatti, una sinfonia e Dante si capisce senza bisogno di capirne la lingua. Ecco quando siamo difronte ad un ecstasi, non si deve spiegare più, perché l’analisi la riduce. Ma nella prima parte parlo di attualità, di Obama e Michelle, di Berlusconi e… »E infatti ho più di una domanda su Berlusconi. Ma restando un attimo sul tema della lingua, tu in America sei riuscito a farti capire in passato. Ancora prima dell’Oscar per “La vita è bella”, gli americani cultori del cinema ti conoscevano per la tua interpretazione, recitata in inglese, nel film “Daunbailò” (1986).
«Eh sì, fu il mio primo impatto con gli Stati Uniti grazie a Jim Jarmusch, un grandissimo regista con cui sono rimasto molto amico».Stiamo arrivando all’orgomento sulla bocca di tutti, sesso e tradimenti, ma prima volevo il tuo parere su quello che, almeno da New York, ci ha fatto molta impressione, mi riferisco alle ultime dichiarazioni di Berlusconi riguardo alla questione immigrati. Siamo d’accordo che sui cosidetti “respingimenti”, ogni Stato abbia il diritto di controllare i propri confini, ma quando il capo del governo italiano, parlando della questione, ha detto: “Sono contrario all’Italia multietnica”, ecco secondo te cosa intendeva dire Berlusconi?
«Guarda Stefano, ha colpito e tanto anche a me, quindi non solo a New York. Non credo che ci siano tanti significati per spiegare quelle parole, quello che dice Berlusconi di solito è piatto, ha solo un significato. Quindi quello che ha detto è quello che abbiamo capito, che non gli piace un’Italia multietnica. Cioè si rivolge a quella parte di noi italiani che c’è sempre e che non abbiamo il coraggio di far vedere e che ogni tanto viene fuori. E magari fosse solo quella…»Passiamo alle vicende ‘piccanti’ che hanno fatto il giro di tutti i giornali del mondo. Secondo te Veronica Lario, che per tanti anni aveva più o meno comodamente sopportato un marito dall’istinto, come dire… non mi viene quella espressione toscana molto chiara, mannaggia mi sfugge…
«Allupato, si dice allupato.»Già, allupato. Allora Veronica ha deciso di divorziare dal Silvio “allupato” per la storia delle veline candidate alle Europee o per la vicenda del “papi” frequentatore della minorenne Moeni? Secondo te qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del matrimonio tra Silvio e Veronica?
«Ma quale goccia, qui si tratta di una cascata del Niagara! Veronica lo aveva già bastonato una volta sui giornali, altro che goccia. Però si sa, mentre gli americani a queste cose darebbero molto peso, agli italiani importa poco, e quindi finora non succede nulla.»Anche la Chiesa si è arrabbiata con Berlusconi.
«Già la Chiesa un pochino, ma che dobbiamo dire, poi Veronica ha detto la frase ‘è uno che non sta bene’, e allora che dobbiamo fa? Mi viene da ridere perché non c’è niente da aggiungere. Per costruirci una pagina di spettacolo basta ripetere quello che dice, non bisogna cambiare niente»In Sicilia c’è un detto volgare ma dai significati profondi: “Megghiu cumannari ca’ futtiri”. Meglio il potere che fare all’amore. Berlusconi quel proverbio non lo conosce?
«Secondo me lui ha cambiato quel proverbio siciliano: per lui comandare è come fottere!»Non ce la faccio più e scoppio a ridere, ma non posso altrimenti rischio di coprire la registrazione. Benigni sventaglia frasi come una mitagliatrice…
Andreotti il proverbio originale siciliano forse lo conosceva…
«Accidenti se non lo conosceva, Andreotti sì che lo conosce bene il potere. E poi quello lì aveva un altro stile accidenti».Berlusconi dai nemici, ma anche da qualche suo amico, viene paragonato a Mussolini. Anche il Duce era molto “allupato”…
«Ma Mussolini non ha mai fatto ministro la Petacci, questa è la differenza! Però a questo punto voglio ribadire che Berlusconi non è come Mussolini e non siamo certo ai quei tempi. Insomma in Italia la libertà c’é e io non permetterò a nessuno all’estero di dire il contrario. Come dicono gli americani ,”It’s my country!”. A parlar di Berlusconi dopo ci penso io…».Nel magazine di America Oggi l’estate scorsa pubblicammo una lunga intervista che ti fece la professoressa del Leham College-Cuny, Grace Russo Bullaro, l’esperta americana del tuo cinema…
«Bella quella intervista.».
(I lettori possono trovarla sul sito internet, www.oggi7.info, in archivio, il numero del 13 luglio 2008). Ecco, in quella intervista avevate approfondito Dante ma a un certo punto la professoressa americana fece una domanda maliziosa, ti chiese dove, secondo te, Dante avrebbe potuto mettere Berlusconi. Tu dicesti che Dante avrebbe solo riso di lui, non lo avrebbe certo messo all’inferno… Dopo le ultime notizie, hai per caso cambiato idea?
«Per come fa le sue leggi Berlusconi, Dante gli avrebbe fatto un girone ad personam, solo per lui. Oppure si potrebbe fare una innovazione che Dante non fa con nessuno, provarlo un po’ dappertutto».Dopo il successo di questo tuo spettacolo sulla Divina Commedia di Dante, ne farai un film?
«Mi piacerebbe farne una commedia, ci sto pensando proprio dalla fine di questa tourné. Me lo hanno chiesto anche gli americani, ma sai quante volte, di fare un film sulla Divina Commedia, sull’Inferno, su Paolo e Francesca, sulla vita di Dante, anche le televisioni… Ma come si fa? Quanto tempo ci vorrebbe, costerebbe l’ira di Dio, solo gli effetti speciali, e in più si perde la bellezza della poesia. Quella ha trovato la sua forma finale, quel mistero della poesia, ecco come renderla con lo schermo? Però certe immagini, ecco certe immagini che crea Dante sono cinematografiche, ha inventato il montaggio Dante con la Divina commedia. Non ce lo dimentichiamo. Il montaggio anche alternato, è proprio l’invenzione del cinema Dante. Sarebbe in questo quasi una sceneggiatura già scritta. Mi piacerebbe mettermi a ragionare seriamente qualche volta, però ci vorrebbe tanto di quel tempo e poi la scelta di quale canto fare o se fare la sua vita… eppure sarebbe un viaggio straordinario. Ma quasi quasi, sì varrebbe proprio la pena di pensarci, ti ringrazio per avermi ancora rinfocolato l’idea».Roberto, in America ti stiamo aspettando con uno spettacolo che promette non solo satira e grandi risate, ma anche cultura, grande cultura.
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«Io saluto tutti gli italiani in America, questo che vi porto è il regalo che Dante ha fatto, la perla più luminosa. Era dovuto che io mi muovessi dall’Italia per andare a portare questa perla in giro. Come italiano ho tanto orgoglio da far vedere, guardate che ci abbiamo, guardate che abbiamo fatto, e non è stata fatta solo per noi italiani ma per tutto il mondo. Dante è universale. Per tutti e per sempre». -
May 29th, 2009Claudio Abbado, Firenze, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDante, Vincenzo Cerami
Fri, May 29 (CBC Radio) - Roberto Benigni. The oscar-winning actor, writer, comedian and director talks to Jian Ghomeshi about his latest project - the great poet, Dante. Benigni is making his first trip to Canada, performing June 2-3 at the St. Denis Theatre in Montreal, June 7 at Casino Rama in Orillia, Ont., and June 10 in Quebec City.
LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni on Q - CBC Radio (Canada)
Part 1
Part 2
«Fave Benigni moment/quote today (w/ apologies to Mark Twain): “I’d go to Heaven for the climate, but I want to go to Hell for the company.”»(Jihan Gomeshi’s Tweet after his interview with Benigni)
When Italian actor-director Roberto Benigni got up on stage to accept his best actor Oscar for Life is Beautiful in 1998, he quoted lines of love from Dante.
That tribute to his wife was part of a lifelong relationship the exuberant actor has had with Italy’s greatest classical poet. Benigni is coming to Canada next week with a one-man show about Dante Alighieri, a fellow Tuscan and the man who wrote the Divine Comedy.
Benigni has been touring Europe for three years with his show, TuttoDante (All Dante) and will make stops in Montreal, Orillia, Ont., and Quebec City. His American premiere in San Francisco took place Thursday night.
“It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetry,” Benigni said of his debut.
Benigni, speaking to CBC’s cultural affairs show Q on Friday, mocked his own Italian-accented English but said the language of Dante is “universal.”
“I’ve been told, ‘You’re crazy, your English is [in]comprehensible, but Dante invented a new language and I am going to invent a new language too,” he said.
Benigni said his mother introduced him to the 14th-century poet, famous for conducting readers on a tour of hell, purgatory and heaven in Inferno, Purgatorio and Paradiso. His mother urged Roberto to read Dante to improve his memory, but for the would-be actor, it was a flight of imagination.
“When I was a little boy, I was reading Dante and I was saying to myself ‘Bravo, Dante, Bravo.’ It’s so beautiful, the music, the sound, the meaning. I felt like calling him by phone, like a friend,” he said.
Dante’s poetry continues to move Benigni with its passion and tribute to love, he said.
“When you read Dante, you do believe. The exquisite truth is to believe in something that maybe you know is a fiction, but you believe in it willingly. We need a conversion … not a personal religious conversion … but a conversion of our imagination.
“We need to take notice of incomprehensible things, of the mystery of life and death — this is very healthy,” he said.
3 years of sold-out showsBenigni’s show, which has sold out over the last three years in Europe, mixes the contemporary with his comic take on the world.
“The first part [is] about Berlusconi and Obama and what happens in the world. In the second part we talk about the first circle of hell, which is about [lust] — the lechers, about sex, about passion, about love. It’s very beautiful,” he said.
TuttoDante is performed in French or English and Italian, complete with a recitation from The Inferno in medieval Italian, which he believes is nonetheless accessible to all audiences.
“Dante Alighieri is a universal poet, and great creators they are writing for everybody always. Every single verse is very moving, and the beauty — if we don’t understand, we just stay listening to the sound and it’s like hearing music,” Benigni said.
Benigni is a national hero in Italy, having made some of that country’s most popular movies, including Johnny Stecchino (Johnny Toothpick) and Il piccolo diavolo (Little Devil).
He is also know by fans of ’80s and ’90s American art house cinema for his colourful acting turns in films by American director Jim Jarmusch, such as Night on Earth, Coffee and Cigarettes and Down by Law. That was his first work in English.
He has not made a movie while touring with TuttoDante, but said he plans to work on a new script this fall.
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May 25th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDante
(KGO Newstalk AM 810) - KGO’s Scott Lettieri brings us this report about TuttoDante, a one-man show by the world-renowned Roberto Benigni. Coming to San Francisco’s Davies Symphony Hall in May, the show is “About love! About sex! About passions!” exclaims Roberto.
Here is Scott’s interview with the extremely vivacious director and actor.LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni:
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May 25th, 2009Dante, Divina Commedia, Interviste, Roberto Benigni, TuttoDante
(ANSA) - WASHINGTON, 23 MAG - Roberto Benigni torna in tournee in America con TuttoDante che prendera’ il via il 26 maggio con il debutto a San Francisco. Il quotidiano New York Times racconta oggi ”l’altra faccia” dell’artista, quella dello studioso letterario: ”Benigni e’ noto agli americani come il comico scatenato che ha vinto tre Oscar nel 1999 con il film ‘La Vita e’ Bella’ ma il suo interesse di studioso per Dante e La Divina Commedia, e’ ancora praticamente sconosciuto agli americani”. Benigni’s U.S. tour will kick off in San Francisco’s Davies Symphony Hall on Tuesday. “Dante” plays in New York’s Manhattan Center’s Hammerstein Ballroom on May 30, Boston’s Berklee Performing Center on June 6 and Chicago’s Harris Theater on June 12.
*Here’s a recap of the news for the past week:
- INTERVIEW: “Roberto Benigni Will Send You Straight To Hell” - Vanity Fair
- “HELL’S KITCHEN” - The New Yorker
- RADIO INTERVIEW: KGO AM 810 Newstalk Radio, San Francisco
- “TuttoDante with Roberto Benigni” - San Francisco Chronicle
- Roberto Benigni Interview - A.V. Club
- “Roberto Benigni porta Dante in America” - Reuters Italia
- “Italian showman Benigni brings Dante to America” - Reuters
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May 15th, 2009Interviste, Roberto BenigniDer italienische Schauspieler und Regisseur Robert Benigni kann drei schöne Frauen gleichzeitig lieben und trotzdem seiner Gattin treu bleiben
“Ich habe oft erotische Träume”
© DIE ZEIT, 14.05.2009 Nr. 21
Tags: Die Zeit, donne, dreams, German, interview, Nicoletta Braschi, Roberto Benigni, sogni
(ANSA) 14 maggio 2009 – Al centro della rubrica “Io ho un sogno” del settimanale tedesco “Die Zeit”, nel numero in edicola oggi ci sono le confessioni di Roberto Benigni. Il comico toscano si racconta al giornale tedesco e rivela: “Certe volte in sogno amo tre donne differenti. Ma sono tutte e tre variazioni di mia moglie, Nicoletta”. Benigni ammette inoltre di “sognare in continuazione”, e che grazie ai sogni prova “sentimenti con cui si prende gioco della verità”, arrivando ad immaginare di “fare l’amore con un tavolo”, perché nel sonno l’amore “può prendere anche queste sembianze”. A tornare nell’onirico del comico anche la figura materna, che lo accompagna da sempre, e che gli appare sorridendo “con i suoi magnifici occhi verdi”, mentre lui, ancora bambino, le fa “le boccacce”. Il regista premio Oscar confessa anche di avere scelto di fare il comico “proprio per generare negli altri” lo stesso sorriso di sua madre. Ma nelle notti di Benigni ci sono soprattutto le donne e l’erotismo. “Io sogno belle donne e a volte faccio l’amore con tre donne contemporaneamente”, rivela, per poi aggiungere che non si tratta di persone concrete “perché nella vita reale” di donna ce n’è solo una: “Mia moglie Nicoletta, di cui quelle donne sono solo variazioni”. -
May 14th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteGross in der Regie – gross auf der Bühne Roberto Benigni, 56, bringt seine Erfolgsshow «Tutto Dante» nach Basel. Der italienische Oscar-Preisträger verzaubert mit Witz, Ironie und viel Poesie.
[Click here for the English translation by Google]
Schweizer Illustrierte - Text Kati Moser
Signor Benigni, am 14. Mai sieht man Sie endlich auch bei uns. Haben Sie etwa auch ein Bankkonto in der Schweiz?
Das verrate ich Ihnen doch nicht! Ich war aber schon mehrmals in der Schweiz und würde gerne mal durchs Land touren.Ach ja? Wieso gerade durch die Schweiz?
La Svizzera è un grande paese, ein grosses Land, das am wenigsten seinem Klischee entspricht.Klischee? Welches Klischee?
Man sagt, es sei ein kaltes Land und die Einwohner seien distanziert. Das stimmt gar nicht. Ihr seid warmherzig und habt uns vieles geschenkt, darunter auch die Schweizergarde! Wir Italiener haben dieses Bild der Schweizer, die den Papst und unsere Seele beschützen (lacht). Die Seelen dieser Welt. Und der Papst wählte die Schweizer damals aus, weil sie stark waren und frei. Zudem wollt ihr keine Kriege führen, weil ihr dem Krieg für immer abgeschworen habt.
Sie sind ein richtiger Vatikan-Kenner. Würden Sie einen Film über den Papst drehen?
(Überlegt lange.) Weiss nicht. Auf einen neuen Film hätte ich schon Lust. Doch im Moment fehlt mir die zündende Idee.Haben Sie als Oscar-Preisträger überhaupt noch Wünsche?
Eigentlich bin ich ein Mann ohne Wünsche. «Die Welt ist voll der Tränen, der in Erfüllung gegangenen Wünsche», sagte einst Mutter Teresa. Da ich in «Tutto Dante» aus der «Göttlichen Komödie» von Dante rezitiere – dem Buch der Wünsche schlechthin –, kann ich es mir aber nicht leisten, keine Wünsche zu haben! Also verrate ich einen: Ich würde gerne eine Farbe entdecken, die ich noch nie gesehen habe.Dann werden Sie jetzt zum Maler?
Keine Angst! Vom grossen italienischen Dichter Dante kann ich mich nicht losreissen. Ihm bleibe ich treu. Er offenbart uns die menschliche Seele, das wahre Leben. Sein zeitloses Werk vermittelt uns den Geschmack des Glücks, «the flavour of happiness»!
10. Mai 2009
*Are you going to see TuttoDante in Basel? After seeing the show, write and send your personal review/comments to: info@unbenignidanobel.it …We’ll publish your articles in this blog.
*Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a: info@unbenignidanobel.it …Pubblicheremo tutto sul sito.
Un commento su TuttoDante a Basilea inviato da un nostro lettore:
Tags: Basel, Basilea, Europe, Musical Theater, Roberto Benigni, show, Svizzera, Switzerland, Tour mondiale, TuttoDante, World TourCiao a tutti
Ho visitato il 14 Maggio a Basilea una tappa del Tour di Benigni.
Benigni non si puo descrivere; lui la da solo sul palco, con il leggio, un fazzoletto in tasca e basta, fa sprigonare energie che invadono tutta la platea !!!
Moltissimi pensieri mi sono rimasti impressi nella mente…
Benigni oltre che esser da Nobel, dovrebbe essre fatto Papa !!!
Un Saluto
Salvatore -
May 5th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteArticolo di Società cultura e religione, pubblicato sabato 18 aprile 2009 in Grecia.
[Eleftheros Typos] [ traduzione di ItaliaDallEstero.info ]Roberto Benigni parla della «Divina Commedia» di Dante
«Ciao, Panagiotis*» la voce di Roberto Benigni risuona fragorosa e molto familiare.
«Sono Roberto*». E continua: «È un tale piacere per me venire in Grecia, nella Grecia che adoro, nella Grecia che considero la mia seconda patria, nella Grecia alla quale tutti dobbiamo ogni cosa poiché ogni cosa in Grecia ha avuto origine e alla Grecia ci riconduce».Di fronte a una tale raffica di entusiasmo italico all’altro capo del telefono, impossibile non rimanere senza parole per alcuni secondi. La prima cosa che ho detto per rompere il silenzio, e mi è venuta fuori spontaneamente dopo tale dimostrazione di affetto, è stata esprimergli innanzitutto la mia solidarietà per i suoi connazionali vittime del terribile terremoto e dei suoi effetti, che hanno messo a dura prova l’Italia.
Il 5 e 6 maggio sarà ad Atene per presentare lo spettacolo della «Divina Commedia» di Dante, che da molto tempo sta portando in tournée da una parte all’altra, a partire dalla sua patria…
E grande è l’onore che provo nel venire in Grecia, alla quale dobbiamo così tanto. Per me questa è la data più importante di tutto il tour.Che cosa l’ha portata a Dante facendole abbandonare temporaneamente la sua attività cinematografica?
Adoro Dante e la sua poesia, così come adoro in generale la poesia e i poeti perché da loro impariamo la verità o per meglio dire l’essenza delle cose. Per questo i grandi poeti non invecchiano mai, e per questo Dante rimane tuttora così popolare. Perchè la vera poesia, la grande poesia, può essere stata scritta ieri, ma rimarrà sempre attuale. Dante in Italia vive nei cuori delle persone, perché ciò che dice è eterno.Attraverso Dante e la «Divina Commedia» fa in qualche modo una sorta di critica al nostro tempo?
Non mi sostituisco al Vate, non faccio l’insegnante né il missionario. Attraverso il suo messaggio parlo di cose moderne e senza bisogno di ricorrere agli eventi odierni.Qual è il motivo che l’ha spinta ad affrontare questo testo, mito della letteratura italiana e mondiale?
Quello che ti dicevo anche prima. Le verità eterne. L’amore, l’affetto, l’amicizia, il sesso, sì, il sesso, il peccato di lussuria col quale siamo cresciuti, tutte queste cose sono contenute nell’opera e a modo mio le commento. L’amore, che suona come una musica sinfonica, come una enorme orchestra…C’è anche un’orchestra nello spettacolo?
No, no, no. L’orchestra viene fuori dalla poesia delle parole e dal loro eterno contenuto.Come ha messo in scena l’adattamento teatrale di Dante?
Come un monologo. Ho affidato tutto a un monologo e l’ho fatto secondo i miei canoni, dato che, come ti spiegavo, non sono né un mentore né un insegnante, sono un attore teatrale.Il suo lavoro segue la tradizione popolare italiana, quella che noi conosciamo come commedia dell’arte*.
Questa è anche la mia tradizione, questa è la mia arte, ti avvicina alle persone e avvicina anche le persone tra di loro. Dante si interessava di tutte le persone, fossero esse alte o basse, il suo messaggio si ritrova anche oggi nella politica. La cosa principale di cui parlo nello spettacolo è Berlusconi, il nostro presidente del Consiglio…Stavo appunto per chiederle un commento su questo perché so che la sua posizione politica non gli è molto favorevole.
Ora ti parlerò dello spettacolo. I commenti su di lui li sentirai durante lo spettacolo. Non dirmi che non verrai, Panagiotis. Ti aspetto.E se non venissi? Mi dica, se vuole, quello che dice su Berlusconi nello spettacolo.
Ah, Panagiotis (ride). Rifletto su di lui e sul significato del potere. Solo che non lo faccio io ma le parole di Dante. E da Berlusconi e il potere si passa alla contemporaneità, si vedono i giorni nostri, e successivamente si va nel Medioevo.E giungiamo all’odierno Medio Evo?
Non noi. La «Divina Commedia» di Dante. Questo è il suo valore, perché ci riguarda tutti quanti. Prendi, ad esempio, una partita di calcio…A dire la verità, visto che l’ha citato e poiché sono un fan anche del calcio italiano, come di tutto ciò che ha a che fare con la cultura della sua patria, mi faccio coraggio e le chiedo: per quale squadra tifa?
Sono nato nei dintorni di Firenze, quindi non posso non essere della Fiorentina. Ma vivo a Roma e là tifo naturalmente la Roma. Tu di che squadra italiana sei?Non ci crederà, ma anche io sono diviso fra due squadre. Sono della Roma perché innamorato di Roma e dell’Inter per motivi calcistici. Tra Inter e Roma, prevale la Roma.
Panagiotis, sei un uomo sentimentale! Così siete voi greci. Questo è il motivo per cui ho una tale ammirazione per il vostro paese, che io considero la mia seconda patria. Vengo in Grecia con lo stesso sentimento, con lo stesso turbamento che mi coglie quando vado a incontrare la donna dei miei sogni. Un’emozione fortissima, fratello*.* “Ciao, Panagiotis”, “Sono, Roberto”, “commedia del arte” e “Un emozione fortissimo, fratello.” sono in italiano nel testo originale
[Articolo originale "Η μεγάλη ποίηση εκφράζει το σήμερα" di Panagiotis Timogiannaki]
Tags: Atene, Athens, Berlusconi, Dante Alighieri, Divina Commedia, Grecia, Greco, Greece, poesia, Roberto Benigni, Tour mondiale, TuttoDante, World Tour -
April 25th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDante*Comunicazione: Le date di TuttoDante previste in Germania a Baden-Baden (23 aprile), Duisburg (24 aprile) e Stoccarda (26 aprile) sono state annullate.
Sendung vom 19. April 2009 - Radio Colonia
Con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni ha portato in diverse città tedesche la sua rilettura del capolavoro di Dante Alighieri, la “Divina Commedia”. Un incontro dietro le quinte e le impressioni di Radio Colonia.
Nel suo giro d’Europa con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni è approdato anche in Germania. E, incontrato a tu per tu, il comico e attore toscano è a tutti gli effetti come appare in tv e al cinema, intelligente e divertente, ma anche modesto e per nulla arrogante. Ma riservato per quanto riguarda la sua vita privata, anche se in ogni intervista che concede l’attore non perde occasione per parlare di sua moglie, Nicoletta Braschi. Ed è proprio alla coppia del cinema italiano più conosciuta nel mondo, dopo Federico Fellini e Giulietta Masina, che dieci anni fa un gruppo di astronomi ha voluto dedicare un asteroide - la 21662 Benigni-Braschi. Questa e altre curiosità nel ritratto di Tiziana Caravante, che ha incontrato Benigni a Colonia.Ascolta l’intervista a Roberto Benigni di Tiziana Caravante (3′05) :
Tags: audio, Berlusconi, Colonia, Dante Alighieri, Divina Commedia, Duisburg, Germania, Germany, intervista, Köln, Mina, Nicoletta Braschi, Radio, Radio Colonia, Roberto Benigni, Stoccarda, Stuttgart, Tour mondiale, TuttoDante, World Tour
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April 15th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteVon Michael Fuchs-Gamböck | 09.04.2009 | Oberpfalznetz
Oscarpreisträger Roberto Benigni tourt mit seiner Ein-Mann-Show “Tutto Dante” erstmalig durch Deutschland - Am 16. April in München
[Click here for the English translation by Google of this interview]
Kaum zu glauben, aber wahr: Roberto Benigni ist auch im “wahren Leben” und nicht nur auf der Kinoleinwand oder Theaterbühne das quirlige, aufgedrehte Männchen, das stakkatohaft pausenlos geschliffene Pointen verstreut. Dabei ist er niemals ein Dampfplauderer, dafür stets unter Volldampf und intellektuell hervorragend gerüstet.Momentan hat der Mann aus der Toskana, der in Deutschland 1997 durch seinen mit drei Oscars preisgekrönten Film “Das Leben ist schön” bekannt wurde, seine das Hirn heftig fordernden Verbalattacken mit dem Thema “Die Göttliche Komödie” gespickt. Schließlich besteht seine aktuelle Show “Tutto Dante”, mit der er derzeit durch Deutschland tourt, exklusiv aus Texten dieses bedeutendsten Klassikers der italienischen Literatur aus dem 14. Jahrhundert von Autor Dante Alighieri. Darin wird in 99 Versen eine imaginäre Reise in die Hölle, ins Fegefeuer und am Ende ins Paradies beschrieben. Die Botschaft lautet: “Jeder schafft sich schon zu Lebzeiten seine eigene Hölle.”
Aus diesem Werk trägt Dante-Kenner Benigni in seiner Ein-Mann-Show “Tutto Dante” voller Poesie, Weisheit und Leidenschaft, gepaart mit einer guten Portion Ironie und Komik vor. Er kommentiert die Verse und bezieht sie in bissigen Kommentaren auf heutige Verhältnisse. In Italien wollten diese Show über eine Million Menschen live sehen, die Stimmung glich der eines WM-Fußballspiels. 10 Millionen Zuschauer verfolgten die Aufzeichnung der Show im Fernsehen.
Nun kommt das Programm, das der Oscarpreisträger ausschließlich in der Sprache seiner Heimat präsentiert, nach Deutschland.
Wir sprachen mit Roberto Benigni darüber, warum er sich so leidenschaftlich mit Dante beschäftigt, was das Publikum in seiner Show erwartet - und was es für ihn bedeutet, in Deutschland aufzutreten.
Sehen Sie sich als jemanden, der sein Publikum bei der Hand nimmt und wie in Dantes “Göttlicher Komödie” durch die diesseitige Hölle auf Erden führt?
Benigni: Ich will niemanden mit meiner Arbeit bei der Hand nehmen, so ein Vorgehen ist nur etwas für Oberlehrer mit dauererigiertem Zeigefinger. Nein, ich war und bin kein Mann des Intellekts, sondern ein Mann des Spektakels. Mich hat der Besuch im Zirkus immer schon mehr fasziniert als der im politischen Theater. Tatsächlich möchte ich das Publikum mit einem Feuerwerk an Ideen, Gesten und Worten überschütten, selbst wenn ich bei dieser Aufgabe mutterseelenallein auf mich gestellt bin.
Ist das diesseitige Leben für Sie eine höllische Angelegenheit, der man nur mit Humor begegnen kann?
Benigni: Für mich ist das Leben Himmel und Hölle gleichermaßen, gerade weil ich Italiener bin und deshalb Drama statt Blut durch meine Adern pulsiert. Vor allem aber ist das Leben für mich eine göttliche Farce, da nichts irgendwie einen tieferen Sinn auszeichnet. Dennoch passieren Tag für Tag jede Menge Dinge, schreckliche und schöne, banale und bewegende. Und ganz klar: für mich als überzeugten Komödianten ist Humor das einzig probate Mittel, um dieses eigentlich Widersinnige namens Dasein zu meistern.
Wie sind Sie mit Dantes Komödie in Kontakt gekommen? Was hat sie mit Ihnen angestellt? Warum haben Sie sich so intensiv damit beschäftigt?Benigni: In den 50er und 60er Jahren, in denen ich meine Kindheit und Jugend verbrachte, hat “Die Göttliche Komödie” an allen Ecken und Enden auf mich gelauert, in der Schule, zu Hause, bei meinen Freunden. Sie gehörte damals zum toskanischen Alltag. Ich wurde vollgesogen mit Dante Alighieris Klassiker, einfach weil ich immer schon eine Leidenschaft für poetische Sprache und philosophische Erkenntnisse in literarischem Rahmen hatte. “Die Göttliche Komödie” ist ja weit mehr als ein Buch, sie ist ähnlich wie die Bibel ein existenzielles Werk über die Menschheit per se. So etwas fasziniert natürlich, wenn man nur ein bisschen prädestiniert dafür ist, sich die Welt mit Worten zu erklären.
Warum ist Ihre Dante-Show ein solcher Erfolg? Was reizt die Leute daran? Vielleicht, dass die Aussicht, in die Hölle zu kommen, durch Humor erleichtert wird?
Benigni: Wie gesagt, “Die Göttliche Komödie” ist ein existenzielles Werk, behandelt werden darin Themen von zeitloser Bedeutung. Schrecken und Schönheit, Humor und Hass gehen hier Hand in Hand. Wenn man diese elementaren Inhalte in der richtigen Mischung zwei Stunden lang vorträgt, wird es kaum einen Zuschauer geben, den das kalt lässt.
Denken Sie an eine Verfilmung der Göttlichen Komödie?
Benigni: Nein, das macht in meinem Fall keinen Sinn! Da ich mich diesem Buch als Alleinunterhalter angenähert habe, wäre es für den Kinobesucher sicher befremdlich und langweilig, einer einzigen Person zwei Stunden lang auf der Leinwand zuzusehen. So ein Procedere funktioniert nur auf der Bühne.
Man kann Dante so interpretieren, dass sich jeder zu Lebzeiten seine Hölle schafft und vorbereitet. Irgendwann büßt man für seine Taten. Denken Sie, dass solch ein Denken den Menschen heute bewusst gemacht werden sollte, damit z. B. Politiker anders agieren? Brauchen solche Leute, die unmoralisch handeln, mehr Demut und Gottesfürchtigkeit?
Benigni: Ich habe mich noch nie als einen Moralisten gesehen, dafür halte ich das Leben als zu merkwürdig und undurchschaubar. Zumindest weiß ich selbst, warum ich Künstler und nicht Banker oder Politiker geworden bin: Ich habe meine eigene Ethik, die für mich - und hoffentlich auch für meine Umgebung - funktioniert. Doch ich werde mich hüten, jemandem vorzuschreiben, wie er sein Dasein zu gestalten hat.
Sind Sie selbst ein gläubiger Mensch?
Benigni: Zwangsweise, denn wenn ich nicht daran glauben würde, dass mein Leben irgendeinen Sinn macht - und genau das zeichnet den menschlichen Glauben für mich aus -, glaube ich überhaupt nichts mehr, was mich in tiefe Depressionen stürzen würde. Dann ist es in meinen Augen besser, gelegentlich in die Leere hineinzubeten, auf merkwürdige Weise gibt mir dieser Akt Kraft. Und wenn ich auf der Bühne stehe und mein “Tutto Dante”-Programm spiele, bin ich einer der gläubigsten Menschen auf der Welt, für zwei Stunden bin ich ein glühender Christ. Ohne diese Grundhaltung ist es völliger Quatsch, sich diesem Werk zu stellen.
Warum wollen Sie Ihre Show in Deutschland zeigen? Ist es nicht ein ziemliches Risiko, Ihr Programm alleine auf einer Bühne und in italienischer Sprache in großen Hallen in Deutschland aufzuführen?Benigni: Auch Menschen, die kein Wort Italienisch verstehen, sind im Normalfall von meiner Darbietung angetan. Ich habe das Programm so konzipiert, dass es sich nicht ausschließlich auf die Kraft des Wortes, auf Inhalte stützt. Stattdessen muss man sich das Ganze wie ein burleskes Jazz-Konzert vorstellen, das auf Improvisation und der Lust auf den spontanen Moment basiert. Man kann viel lachen und leuchtende Augen bekommen, selbst wenn man nicht recht weiß, was auf der Bühne gerade passiert. Ich glaube, “Tutto Dante” ist ein kosmopolitisches Programm, das in jedem Land dieses Planeten verstanden wird - wenn auch in jedem Land anders.
Haben Sie keine Abneigung gegenüber Deutschland wegen der Verfolgung Ihres Vaters durch die Nazis?
Benigni: Nachdem mir mein Vater erstmalig als Jugendlichem erzählt hat, was ihm in den zwei Jahren Haft im KZ Bergen-Belsen widerfahren war, fühlte ich mich zunächst ungeheuer traurig und leer. Ich zweifelte an der Daseinsberechtigung der Menschheit. Doch mein Vater besaß das Talent, den eigentlichen Horror seiner Jahre im Konzentrationslager derart lebendig und gelegentlich lustig darzustellen, dass ich von Mal zu Mal mehr über diese und jene Schilderung lachen konnte, obwohl die Umstände, unter denen das Geschilderte erlebt wurde, grauenvoll waren. Mein Vater hat mich mit seinen KZ-Schilderungen auf den Weg gebracht, ein Komödiant zu werden, der sich der Tragik der menschlichen Existenz bewusst ist. Ich spiele diese Rolle gern. Es ist die einzige, die ich überzeugend spielen kann.
Roberto Benigni - “Tutto Dante”: Donnerstag, 16. April, 20 Uhr in der Münchener Philharmonie Gasteig. Karten beim NT/AZ-Ticketservice unter 0961/85-550 und 09621/306-230.
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