Category: Claudio Abbado

Benigni show a L’Aquila per l’auditorium di Renzo Piano

Il premio Oscar è arrivato nel capoluogo abruzzese per il taglio del nastro della struttura che sarà aperta con un concerto del maestro Claudio Abbado

(video di Giuseppe Caporale – RepubblicaTV)

VIDEO: Roberto Benigni a “Vieni via con me”

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, l’uomo con la pistola è un uomo morto perché la biro da l’eternità”
Roberto Benigni a Roberto Saviano, 8/11/2010

‎”Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono i draghi, quello lo sanno già: si insegna ai bambini che i draghi si possono sconfiggere. Ed è quello che fanno scrittori come Saviano. Non dicono che la mafia c’è, ma dicono che la mafia può essere sconfitta.”
Roberto Benigni

Vieni via con me di Fazio e Saviano: dall’8 Novembre in prima serata su RaiTre

Ospiti della prima puntata: Roberto Benigni e Claudio Abbado.

Vieni via con me è il nuovo programma di e con Roberto Saviano e Fabio Fazio in onda in prima serata (21.10 – 23), su Rai3 a partire dall’8 novembre.
E’ online il sito ufficiale del programma.

Saviano-Fazio, firmati i contratti. Gratis il sì di Benigni e Abbado

ROMA – Il programma di Saviano e Fazio si farà. I contratti di Vieni via con me 1, che giacevano a viale Mazzini da settimane, sono stati firmati dalla struttura Risorse Televisive diretta da Lorenza Lei.
Al debutto, l’8 novembre, parteciperanno a titolo gratuito Roberto Benigni e Claudio Abbado. Dopo le polemiche sui costi 2, da Rai3 precisano che le cifre fatte circolare sono un preventivo.
Le quattro puntate di Vieni via con me non costerebbero 2 milioni e 800 mila euro (tetto massimo): si parla di un 15% in meno su quella cifra. È a carico di Endemol il contratto di Roberto Saviano (50 mila euro lorde a puntata), Fabio Fazio è legato alla Rai con un contratto biennale.
Benigni ha risposto al dg Mauro Masi con un gesto concreto: farà risparmiare alla Rai i 250 mila euro del suo cachet, regalando ai telespettatori 40 minuti di show.

Loris Mazzetti, capostruttura e curatore del programma, spiega: “È per aderire al progetto, per amicizia verso Saviano e Fazio, che alcuni artisti verranno gratis, altri hanno ridotto i loro compensi. Un ulteriore risparmio per la Rai, un alibi in meno per chi non ci voleva mandare in onda”. Antonio Albanese percepirà meno di 20 mila euro, Paolo Rossi 5 mila. Il budget comprendeva un milione di euro per i super-ospiti. Bono Vox degli U2 ha però già detto no a causa delle lungaggini Rai. Mazzetti, storico curatore dei programmi di Enzo Biagi, colpito da provvedimenti disciplinari da parte di Masi (ha collezionato già tre sospensioni per 20 giorni complessivi), ribadisce che “le proteste hanno sbloccato la situazione”. “Se Saviano non avesse parlato, se fossimo rimasti in silenzio, Vieni via con me non avrebbe mai visto la luce”.

Vieni via con me: Saviano e Fazio scelgono Benigni per la prima puntata

Vieni via con me parte con un ospite d’eccezione, Roberto Benigni. Prenderà il via infatti l’8 novembre il programma di e con Roberto Saviano e Fabio Fazio, che andrà in onda su Raitre in diretta, per quattro lunedì consecutivi (8, 15, 22 e 29 novembre).

Come primo ospite è praticamente fatta per l’attore e regista premio Oscar per La vita è bella. La redazione di Vieni via con me è al lavoro da tempo in attesa che la Rai firmi il contratto del programma.

Stando alle prime indiscrezioni, sarà una trasmissione sull’Italia, un ritratto civile del nostro Paese attraverso le sue storie, i suoi protagonisti, i temi cruciali.

A quanto si apprende, Saviano sta lavorando ai rapporti tra mafie e politica, al dopo terremoto all’Aquila, all’emergenza rifiuti in Campania. Della scenografia si sa ancora molto poco: è certo soltanto che sarà dominata dal tricolore.


Guarda le foto dell’incontro tra Roberto Saviano, Roberto Benigni e il Maestro Claudio Abbado all’Auditorium Parco della Musica di Roma, 28/03/2010 :

Roberto Benigni interviewed on Q – CBC Radio (Canada)

Fri, May 29 (CBC Radio) – Roberto Benigni. The oscar-winning actor, writer, comedian and director talks to Jian Ghomeshi about his latest project – the great poet, Dante.

Benigni is making his first trip to Canada, performing June 2-3 at the St. Denis Theatre in Montreal, June 7 at Casino Rama in Orillia, Ont., and June 10 in Quebec City.

LISTEN TO THE RADIO INTERVIEW with Roberto Benigni on Q – CBC Radio (Canada)

Part 1

Part 2

«Fave Benigni moment/quote today (w/ apologies to Mark Twain): “I’d go to Heaven for the climate, but I want to go to Hell for the company.”»(Jihan Gomeshi‘s Tweet after his interview with Benigni)


When Italian actor-director Roberto Benigni got up on stage to accept his best actor Oscar for Life is Beautiful in 1998, he quoted lines of love from Dante.

That tribute to his wife was part of a lifelong relationship the exuberant actor has had with Italy’s greatest classical poet. Benigni is coming to Canada next week with a one-man show about Dante Alighieri, a fellow Tuscan and the man who wrote the Divine Comedy.

Benigni has been touring Europe for three years with his show, TuttoDante (All Dante) and will make stops in Montreal, Orillia, Ont., and Quebec City. His American premiere in San Francisco took place Thursday night.

“It was a wonderful evening, very moving and very friendly, because in my upbringing, we can joke about everything, but not about poetry,” Benigni said of his debut.

Benigni, speaking to CBC’s cultural affairs show Q on Friday, mocked his own Italian-accented English but said the language of Dante is “universal.”

“I’ve been told, ‘You’re crazy, your English is [in]comprehensible, but Dante invented a new language and I am going to invent a new language too,” he said.

Benigni said his mother introduced him to the 14th-century poet, famous for conducting readers on a tour of hell, purgatory and heaven in Inferno, Purgatorio and Paradiso. His mother urged Roberto to read Dante to improve his memory, but for the would-be actor, it was a flight of imagination.

“When I was a little boy, I was reading Dante and I was saying to myself ‘Bravo, Dante, Bravo.’ It’s so beautiful, the music, the sound, the meaning. I felt like calling him by phone, like a friend,” he said.

Dante’s poetry continues to move Benigni with its passion and tribute to love, he said.

“When you read Dante, you do believe. The exquisite truth is to believe in something that maybe you know is a fiction, but you believe in it willingly. We need a conversion … not a personal religious conversion … but a conversion of our imagination.

“We need to take notice of incomprehensible things, of the mystery of life and death — this is very healthy,” he said.
3 years of sold-out shows

Benigni’s show, which has sold out over the last three years in Europe, mixes the contemporary with his comic take on the world.

“The first part [is] about Berlusconi and Obama and what happens in the world. In the second part we talk about the first circle of hell, which is about [lust] — the lechers, about sex, about passion, about love. It’s very beautiful,” he said.

TuttoDante is performed in French or English and Italian, complete with a recitation from The Inferno in medieval Italian, which he believes is nonetheless accessible to all audiences.

“Dante Alighieri is a universal poet, and great creators they are writing for everybody always. Every single verse is very moving, and the beauty — if we don’t understand, we just stay listening to the sound and it’s like hearing music,” Benigni said.

Benigni is a national hero in Italy, having made some of that country’s most popular movies, including Johnny Stecchino (Johnny Toothpick) and Il piccolo diavolo (Little Devil).

He is also know by fans of ’80s and ’90s American art house cinema for his colourful acting turns in films by American director Jim Jarmusch, such as Night on Earth, Coffee and Cigarettes and Down by Law. That was his first work in English.

He has not made a movie while touring with TuttoDante, but said he plans to work on a new script this fall.

E’ uscito il dvd di “Pierino e il lupo” con Roberto Benigni e l’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado

MELAMPO CINEMATOGRAFICA e ORCHESTRA MOZART presentano PIERINO E IL LUPO
Favola musicale di Sergej Prokofiev
Eseguita dall’Orchestra Mozart
diretta da Claudio Abbado
e interpretata da Roberto Benigni

Dopo la storica edizione del 1990, Claudio Abbado e Roberto Benigni tornano insieme per interpretare il Pierino e il Lupo di Prokofiev: pagina divenuta emblema di come la musica possa esser “spiegata” ai ragazzi.

I personaggi della celebre favola in musica sono affidati ai solisti dell’Orchestra Mozart, fra cui Jacques Zoon (flauto), Alessandro Carbonare (clarinetto), Alessio Allegrini (primo corno), Viktor Aviat (oboe) e Guillhaume Santana (fagotto). Presenti le grandi prime parti della “Mozart” Giuliano Carmignola (violino), Wolfram Christ (viola), Walter Vestidello (violoncello) e Reinhold Friedrich (tromba).

Il Dvd di “Pierino e il Lupo” è distribuito in Dvd da Cecchi Gori Home Video, dal 21 aprile.

Scheda Tecnica
Video: 1,85:1 letterbox
Audio: DD 2.0 in italiano
Regia: Stefanio Vicario
Anno: 2008


Lorenza Borrani, violinista dell’Orchestra Mozart nata a Firenze nel 1983, durante il concerto di “Pierino e il lupo” è stata coinvolta in un simpatico “valzer” con Roberto Benigni. Abbiamo contattato Lorenza per chiederle di raccontarci la sua esperienza.

Ciao Lorenza, sappiamo che sei stata protagonista insieme a Roberto Benigni di un momento “particolare” del concerto. Puoi raccontarci come è nata l’idea del “Valzer”?
«In realtà “siamo stati coinvolti” perchè l’idea è partita da Abbado durante una prova che l’orchestra ha fatto prima dell’arrivo di Roberto. Mentre ancora stavamo suonando si è rivolto a me con il suo sorriso e gli occhi brillanti chiedendomi se avrei accettato di ballare un walzer (suonando) se Benigni mi avesse invitata. Io, ancora suonando, ho risposto “assolutamente sì” senza il minimo dubbio di farlo nonostante la certezza assoluta di non essere minimamente in grado. Infatti io sono un disastro a ballare! Mi vergogno, non mi riesce…ma poi, come in tutte le cose create da Abbado e Roberto, tutto ha magicamente funzionato! Il mio sogno era sempre stato, fin dai tempi del liceo, di suonare Bach mentre Benigni leggeva Dante anche solo nel salotto di casa sua, ma mai mi sarei aspettata di ritrovarmi in una situazione del genere, tra le più divertenti che mi sian mai capitate.»


Di seguito pubblichiamo un articolo scritto da Daniele Navacchia, che racchiude perfettamente l’essenza del concerto del 25 ottobre 2008.

“IL GIULLARE E IL GIARDINIERE”

Così diversi il comico toscano e il direttore d’orchestra milanese. Diciotto anni fa a Ferrara fu un colpo di fulmine intellettuale ed umano e Pierino e il lupo di Prokofiev fu la dimostrazione che la grande musica deve essere disciplina ma può anche essere spontaneità ed ironia. E così fu anche un successo discografico. Sabato scorso al “Paladozza” di Bologna si è rinnovato questo incontro davanti ad un pubblico di quattromila persone. Da allora diciotto anni di rispetto e di amicizia, ma anche di grandi trasformazioni. Roberto Benigni, giullare scomodo ed esuberante, diventa regista cinematografico di fama mondiale, vince l’Oscar, ma si impegna anche come divulgatore di Dante e della cultura italiana nelle Università e nelle Piazze. A Claudio Abbado invece non basta essere il direttore dei Berliner Philharmoniker; conosce la malattia, la vince grazie alla volontà, alla disciplina e alla musica, capisce in anticipo la crisi delle grandi orchestre e raccoglie intorno a sé musicisti straordinari ed amici. E così, oltre alle piante nel giardino della sua casa in Sardegna, Abbado “coltiva” orchestre come la Mahler Chamber, la Lucerne Festival e l’Orchestra Mozart, ed il suo modo di dirigere cambia, diventa più asciutto, ma anche più interiore, si direbbe pervaso di un laico misticismo.

Quando, Sabato scorso, il giullare e il giardiniere sono saliti sul palco del “Paladozza” l’avvenimento non ha avuto nemmeno per un istante il sapore della replica di un successo passato, ma di un incontro tra due uomini di cultura che fanno dell’ironia – ciascuno a suo modo – una delle loro risorse vitali più preziose. Il giardiniere, mentre sale sul palco, inciampa, cade, si rialza. Sorride. Attacca la Marcia in SI bemolle di Prokofiev che diventa la sigla d’ingresso del giullare. Colpito il giorno prima dalla perdita del cognato, sprigiona ugualmente una carica umana travolgente che coinvolge il pubblico e non può lasciare indifferenti neppure i detrattori più accaniti. Ma prima di raccontare Pierino e il lupo, seguendo alla lettera (o quasi) Prokofiev, Benigni racconta della musica, della sua potenza taumaturgica – “è come una farmacia”, dice – ma soprattutto ci ricorda che l’abbiamo inventata noi uomini, perché in natura non esisteva. Si tratta di un messaggio preciso che ci ricorda, in sostanza, la forza demiurgica di cui siamo capaci, una forza “divina”, la stessa per la quale proprio l’amato Dante, nel momento della visione dell’immagine di Dio vede in realtà, con geniale intuizione, il suo stesso volto.

Fare la musica, ma anche imparare ad ascoltarla, coltivarla dentro di noi con amore e ironia ed aiutare gli altri a conoscerla ci rende creativi e creatori. E’ questo il messaggio che l’altra sera ci hanno voluto dare il giullare e il giardiniere. Un messaggio di grande valore morale e intellettuale ma anche politico, naturalmente.

Ed un messaggio politico assai significativo era sotteso anche alla seconda parte del programma. Abbado ha colto questa occasione per realizzare ancora una volta un progetto apparentemente impossibile. Il Te Deum di Hector Berlioz, prevede infatti un organico sterminato ed è già di per sé un’opera quasi irrealizzabile: un orchestra smisurata, un organo liturgico, un tenore, due cori composti da non meno di 200 elementi ciascuno ed un terzo coro di voci bianche composto da 600 bambini. In origine doveva essere parte di una grande opera sinfonico-corale dedicata a Napoleone Buonaparte che però non fu mai completata. Benché si tratti di una preghiera, Berlioz tratta il testo liturgico – che peraltro modifica in alcune parti – in modo assai personale con momenti di alta drammaticità, ma soprattutto con enfasi celebrativa tutta francese che Abbado piega alla sua sensibilità pervadendola di suggestivi echi mahleriani. In definitiva si tratta di un’opera “politica”, e non c’è dunque da stupirsi che il nostro giardiniere l’abbia scelta per un progetto di grande significato sociale e divulgativo: ricordare a tutti l’importanza dell’insegnamento della musica nelle scuole ed alimentare nello stesso tempo l’interesse verso la musica da parte delle giovani generazioni: “è importante “ascoltare” – spiega Abbado in un’intervista – ascoltare la musica ma anche le persone fa bene all’anima e alla comprensione tra gli uomini. Bisogna imparare a farlo bene ascoltando molto. La musica, grazie alle emozioni che suscita, può essere una vera terapia”.

In un momento così difficile per la cultura e per l’istruzione nel nostro paese, sempre più stritolato dai media che impongono modelli di vita fondati sullo spreco e sul disimpegno, il giardiniere silenzioso coltivava la sua utopia che lentamente cresceva e prendeva corpo. Riesce così a far suonare insieme ben tre orchestre: la Cherubini di Riccardo Muti, la Giovanile Italiana di Piero Farulli, e la “sua” Orchestra Mozart, e questo fatto è già di per sé un mezzo miracolo. Non basta: chiama il Coro del Teatro Comunale di Bologna ed il coro sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, insieme ai 600 bambini dell’iniziativa “Un coro in ogni Scuola” sostenuta da Luigi Berlinguer, che riunisce in unica grande voce ben dodici cori provenienti dalle scuole dell’Emilia-Romagna.

Così, mentre dirigeva con gesti ampi e dolci, lo Judex Crederis che conclude il Te Deum, non abbiamo fatto fatica ad immaginare il giardiniere come se guidasse un corteo immenso e pacifico idealmente partito da Bologna, dal luogo dove quasi mille anni fa sorse la più antica Università italiana. Un corteo il cui grido ancora risuona e che testimonia la gioia di far musica e di ascoltarla.

Daniele Navacchia
Associazione culturale Orfeo nella rete

http://www.orfeonellarete.it/

[ Fotografie di Marco Caselli Nirmal © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ]

Su Rai Uno Benigni ha acceso il Natale

La favola di Sergej Prokofiev, Pierino e il Lupo, reinterpretata dal geniaccio toscano Roberto Benigni vince la serata del 25 dicembre registrando 3.886.000 telespettatori, 18% di share (Dati Auditel tratti da TvBlog).

Raro momento di grande televisione su Raiuno la sera di Natale. Si è potuto assistere ad uno spumeggiante Roberto Benigni, in formissima, saltellare a destra e a sinistra, tra l’orchestra e le prime file della platea, a suon di musica, prima che introducesse la favola musicale di “Pierino e il Lupo”. E dopo aver omaggiato poeticamente l’uomo, l’unico in natura in grado di produrre quella magia che è la musica, ha presentato i vari personaggi della favola e gli strumenti musicali che li interpretano, concludendo con chi bada a tutti i musicisti: il maestro Abbado. E tra giochi di parole e metafore, Benigni ha dato il meglio di sé, nell’introduzione allo spettacolo.
Un sopraffino evento nel quale il premio Oscar ha prestato non solo la sua voce, ma la sua superba ironia ed il suo eccelso intelletto, per concedersi come voce narrante della favola di Prokof’ev.
E come le cose belle, questa delizia artistica è forse durata troppo poco, volata via troppo presto. Lo spettatore sicuramente non avrà distolto lo sguardo dalle peripezie di Benigni e l’orecchio dalle note fiabesche eseguite magistralmente dall’Orchestra di Mozart. Lieto del regalo ricevuto dall’azienda verso la quale paga il canone, si sarà domandato: “Devo ogni volta attendere Natale per guardare qualcosa di interessante in tv?”.
Francesco Favia – http://cronachefrancescofavia.blogspot.com/

Un Natale speciale in compagnia di Roberto Benigni e Claudio Abbado

Appuntamento imperdibile in tv: la Rai, come è avvenuto l’anno scorso per una serata di TuttoDante, ha scelto di fare un grande regalo di Natale a tutti gli Italiani programmando un evento con Roberto Benigni per la sera del 25 dicembre.

Oggi in prima serata su Rai Uno, alle 21.10, sarà trasmesso “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev, il grande concerto che si è tenuto al PalaDozza di Bologna il 25 ottobre 2008 di fronte a una platea di oltre 4mila persone: Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado e voce narrante di Roberto Benigni.

Si tratta della seconda collaborazione fra i due artisti: la prima, sempre con “Pierino e il lupo”, risale al 1990 a Ferrara. I compensi della serata di Bologna sono stati devoluti in beneficenza, quello di Abbado è andato al Vidas, quello di Benigni al progetto di musicoterapia Tamino.

°Dall’articolo del Corriere della Sera:
PER SOGNARE. Benigni recita Abbado dirige. Roberto Benigni e Claudio Abbado si sono incontrati grazie a «Pierino e il Lupo» nel 1990, a Ferrara. Da allora è nata un’ amicizia e i due continuano a proporre questa favola di Sergej Prokof’ ev. Lo hanno fatto anche al Pala Dozza di Bologna il 25 ottobre scorso. Il primo a recitare, il secondo a dirigere l’ orchestra. Anzi il Maestro per l’ occasione ne ha chiamate a raccolta tre: oltre alla Mozart, l’ orchestra Cherubini di Riccardo Muti e quella giovanile di Fiesole. Più un coro di 623 bambini; 150 coristi adulti e 157 strumentisti. Tutti insieme per raccontare questa fiaba per i bambini dai 3 agli 83 anni che insegna a riconoscere le voci degli strumenti.

Cliccate qui per leggere tutti gli articoli sul concerto di Pierino e il Lupo del 25 ottobre a Bologna.

TvBlog Consiglia: Pierino e il lupo – Roberto Benigni e Claudio Abbado

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www.unbenignidanobel.it augura a tutti voi un Sereno Natale, allietato dal concerto di Roberto Benigni e Claudio Abbado.

L’inno alla musica di Abbado e Benigni

Avvenire del 26.10.2008  – di Pierachille Dolfini
Trionfale concerto a Bologna con l’attore mattatore in «Pierino e il lupo» e il direttore alla guida di 930 musicisti nel monumentale «Te Deum» di Berlioz

Ovazioni per i due artisti insieme dopo 18 anni nella favola di Prokof ’ev

Roberto Benigni e Claudio Abbado  

Sarà l’emozione di una platea di quattro­mila persone o il timore per il ciclone che di lì a poco lo investirà. Sta di fatto che Claudio Abbado inciampa prima di salire sull’immenso palcoscenico del PalaDozza di Bologna. Un sorriso e via, mentre ancora il pubblico lo applaude al grido di «Claudio, Claudio », attacca una marcetta di Prokof’ev. Occhio di bue, la tenda blu si apre ed ecco il ciclone Roberto Benigni saltellare allegro tra gli orchestrali: ora abbraccia Abbado, ora striscia tra i leggii, salta sulle sedie, accenna un passo di valzer con una violinista, ruba la bacchetta al maestro e dirige il pubblico intento a battere le mani a ritmo di musica. «Posso raccontarvi una storia?» dice finalmente con il fiatone. Inizia così, fedele a Prokof’ev, il Pierino e il lupo di Benigni e Abbado: ieri sera unica data a 18 anni dal primo incontro dei due (stavolta compensi in beneficenza: il direttore al Vidas, l’attore al progetto di musicoterapia Tamino) avvenuto nel 1990 a Ferrara, proprio con la favola del compositore russo. «La musica è come una farmacia: ha la cura per tutte le malattie» dice con un pizzico di malinconia il comico toscano.

Un attimo e poi via, la storia entra nel vivo e Benigni, scrupoloso e attento a seguire le indicazioni di Prokof’ev, presenta i personaggi, ciascuno affidato al suono di uno strumento. Segue il volo dell’uccellino, imita il gatto e l’anatra, dà voce al nonno brontolone, mima l’incedere del lupo strisciando a terra e sporcandosi con la polvere del palco i pantaloni neri, fa smorfie su smorfie per raccontare la fatica di Pierino che cattura la belva. E affascina tutti con il suo modo unico di raccontare, tanto che i 600 bambini già seduti in scena per il successivo Te Deum di Berlioz, lo ascoltano a bocca aperta e alla fine lo acclamano per quasi dieci minuti insieme al pubblico che vorrebbe riascoltare da capo la favola. Giusto il tempo di un caloroso abbraccio tra Abbado e Benigni ed ecco che le luci si riaccendono sull’immenso palcoscenico del PalaDozza, dove abitualmente lo spettacolo è quello del basket della Fortitudo Bologna: 930 musicisti, quelli richiesti dalla partitura di Berlioz. I 157 orchestrali provenienti dalla Mozart, dalla Cherubini di Riccardo Muti e dall’Orchestra giovanile italiana di Piero Farulli, i 150 coristi del Comunale di Bologna e della Verdi di Milano e le 623 voci bianche reclutate tra gli allievi di quaranta scuole dell’Emilia Romagna per l’inno sacro che il musicista francese compose nel 1849 per l’incoronazione di Napoleone III. Ancora una pagina sacra per Abbado, una pagina particolare, affidata ai ragazzi, appunto, per dire l’importanza della musica nell’educazione.
E al musicista ha scritto il presidente Napolitano elogiando «l’impegno del direttore per la diffusione della cultura musicale». Un’onda di suono investe il pubblico, il canto del Te Deum laudamus arriva dritto al cuore degli spettatori che seguono senza fiatare gli oltre cinquanta minuti di musica, salutata alla fine da dieci minuti di applausi, che li avvolge e li trascina in un vortice di bellezza, quella di cui Benigni aveva parlato a inizio serata: «La musica è la forma della felicità e le cose belle fanno battere il cuore». Una felicità di cui altri potranno godere: il concerto è stato ripreso dalle telecamere della Rai che lo manderà in onda su Raiuno la sera della Vigilia di Natale.

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