Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    October 27th, 2009SilviaPittRoberto Benigni

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    October 25th, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni, Video

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    October 24th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

    Benigni show: mi candido a vescovo

    PRATO. Roberto Benigni trasforma tutto in sentimento. E quando torna a Prato, a casa, il suo trasformatore lavora come impazzito. Se poi mezza città lo aspetta per ringraziarlo, perché donando l’incasso del suo “TuttoDante” pratese del 2007 è stato restaurato un reparto di reumatologia all’avanguardia, allora ci sono tutti gli ingredienti per assistere a uno show diverso dal solito. È una festa. Benigni scherza e abbraccia tutti, ma la parte del benefattore addosso, proprio non se la sente. «Io tagliare il nastro? - protesta - semmai do la benedizione». Ma poi lo fa sdrammatizzando, con gli occhi che gli brillano di felicità perché in questo caso, forse, non è l’artista Benigni quanto invece la persona Roberto ad essere acclamato. E il suo non è un gesto che può passare inosservato, specialmente a Prato, la sua città. «Io sono imbarazzato però - spiega - La beneficenza è come l’umiltà, quando la si dichiara sparisce». È seduto, quasi rannicchiato in mezzo alle istituzioni, davanti alle televisioni, ai fotografi, al personale e ai pazienti dell’ospedale. Ogni imprevisto, quasi fosse una liberazione, sembra buono per scatenare la sua vis comica. Dalla finestra aperta, a un certo punto, un clochard urla: «Benigni, si ricorda di me?», «Come no!» risponde il premio Oscar pratese «siamo in conferenza proprio per questo». È un continuo crescendo, come se la somma di riconoscimenti lo spingesse a donarsi completamente, e quello che Roberto Benigni sa donare, è solo gioia. All’arrivo del vescovo di Prato Gastone Simoni esplode: «Non ci posso credere!» urla, saltando sulla scrivania e inchinandosi a mani giunte di fronte al prelato, che prima lo accarezza e lo abbraccia. Il vescovo riporta poi l’ordine, benedice il nuovo reparto e lascia la parola a Benigni: «Io la parola non la vorrei, basta il gesto» protesta, ma poi parla, parla eccome. E sono scintille. «Sono imbarazzato perché questa è la mia prima inaugurazione di un reparto di reumatologia, mica come Fiorello, che ne ha fatte già quattro o cinque» dice. «Io vorrei solo contribuire con una mano senza che la destra sappia cosa fa la sinistra, come dice uno che è l’uomo più perseguitato, anzi, il secondo uomo più perseguitato nella storia dell’umanità - aggiunge senza pronunciare mai il nome del premier - e il sindaco Cenni avrà da fare parecchio con tutti questi extracomunitari: i cinesi soffrono di reumatismi e al contrario di lui, che se li è andati a curare a San Pietroburgo, loro andranno accolti e curati, perché qualsiasi essere vivente deve sentirsi parte dell’umanità». Gli argini ormai sono rotti, Benigni dilaga e lo fa a modo suo, alternando leggerezza e profondità. «Perché dove c’è dolore - aggiunge - quello è un luogo sacro. E la cosa più importante è scoprire che il dolore può essere trasformato in gioia». Applausi, ma non ha ancora finito. «E vi dico pure che tra qualche anno quel berrettino sarà mio» grida indicando il copricapo del vescovo Simoni, che glielo porge. Ed eccolo di nuovo sulla scrivania per l’ultimo regalo alla città. Col copricapo viola in testa e le braccia allargate, il folletto di Vergaio diventa gigantesco. I flash si fanno serrati, tutti lo aspettano. «Alle prossime elezioni ecclesiastiche - annuncia - vorrei concorrere alla carica di vescovo». Dietro di lui, il vescovo di Prato ride a crepapelle. Roberto Benigni sa trasformare tutto in gioia. - Alessandro Pattume

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    October 23rd, 2009SilviaPittDante, Divina Commedia, Firenze, Roberto Benigni

    L’attore in visita privata al carcere di Firenze ospite dei reclusi che studiano Dante. E insieme discutono di redenzione

    Firenze, 23 ottobre 2009 - Il quinto canto del Purgatorio, come metafora del cammino di redenzione. Come incoraggiamento per chi nella vita ha commesso un errore, ma ha una possibilità per riscattarsi. Non riuscivano a credere ai loro occhi, ieri pomeriggio, i detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano. A recitare Dante, a narrare in versi la triste storia di Pia dei Tolomei, c’era Roberto Benigni in carne e ossa. Benigni ha risposto a una lettera d’invito dei detenuti del carcere fiorentino che stavano studiando Dante attraverso i dvd delle sue serate.
    Si sono talmente appassionati al sommo poeta recitato dal comico di Vergaio che, insieme al loro insegnante, hanno tentato l’impossibile: chiedere all’artista di varcare la porta del carcere per un incontro. Dopo qualche tempo è arrivata la risposta, Roberto Benigni aveva accettato; l’appuntamento, da svolgersi nel massimo riserbo quasi da visita ‘privata’, era per ieri pomeriggio alle 14. E puntuale è arrivato, a bordo di un’auto, con la quale ha raggiunto il cortile del carcere senza affrontare il blocco della portineria.

    Una volta entrato, Benigni è stato accompagnato nel teatro del carcere, dove lo aspettavano gli insegnanti dei corsi d’istruzione, i vertici della casa circondariale e circa 200 detenuti. Un incontro informale, ma di quelli che lasciano il segno. E non sono mancate le battute, quelle al fulmicotone, che hanno scatenato applausi a scena aperta e risate. Curioso il siparietto con un detenuto che ha avvicinato Benigni: “Dopo aver trafficato hashish per tutta la vita - gli ha raccontato - ho scoperto la scrittura, e sto lavorando su una sceneggiatura: Pinocchio al femminile? Che ne pensi?”. “Vorrà dire - ha risposto il comico - che la chiameremo Pinocchia”.
    Tante le domande anche sul rapporto di amicizia con Massimo Troisi e sul clima speciale che si era creato durante le riprese del film ‘Non ci resta che piangere’. Alla fine sono state due ore di poesia e sorrisi, di battute, ma anche di confronto tra l’artista e uomini che sono alla ricerca di un’opportunità per ritrovare se stessi.

    L’incontro si è svolto in forma assolutamente privata, lontano da taccuini e telecamere. Ma non si è trattato in assoluto di una ‘prima volta’. Nel 2007 Roberto Benigni concesse due repliche speciali al suo spettacolo ‘TuttoDante’. Su richiesta dell’allora sottosegretario alla giustizia, Luigi Manconi, si recò nel carcere milanese di Opera e in quello di Sulmona. In quel caso recitò canti dell’Inferno dantesco tra i detenuti, alternandoli come ieri alle battute che servivano non tanto per sdrammatizzare, quanto per mantenere alta la concentrazione.
    Perché è chiaro che, ieri come due anni fa, si tratta di un pubblico speciale: persone che devono fare i conti con il dolore provocato a se stessi e agli altri, in attesa di una parola di consolazione, della rassicurazione che si può uscire dal buio. E niente di meglio della Divina Commedia, opera potente che fa commuovere e che racconta in modo sempre attuale la parabola dell’uomo, dei suoi sentimenti più alti, ma anche delle sue debolezze.
    Dopo circa due ore, l’incontro è finito. “Ciao Roberto e grazie di tutto”. Uno spettacolo privato, ma anche un viatico per il futuro. Perché solo se si è visto l’Inferno, si può pensare di conquistare il Paradiso.

    di Fabrizio Mordivucci (La Nazione)

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    October 11th, 2009SilviaPittDante, Divina Commedia, Roberto Benigni

    Ieri pomeriggio a Terni, Roberto Benigni è stato ospite di un convegno organizzato dall’associazione Bancoper’s in collaborazione con la Diocesi di Terni. Il tema del convegno era “La Giusta Mercede“, la giusta ricompensa per il lavoro svolto .

    La platea, più di un centinaio di persone stipate nella sala del museo diocesano, si è scaldata per l’intervento conclusivo di Roberto Benigni. L’attore toscano, ospite di Mons. Vincenzo Paglia, ha esordito con un «Che cosa ci faccio io qui?». «Sinceramente - ha proseguito - E’ un pò come la presenza del ministro Bondi ad un convegno sulla cultura».

    Nel suo intervento Benigni ha riservato due battute a Silvio Berlusconi, senza peraltro mai citarlo “anche se non porta bene” in riferimento a due sue recentissime affermazioni. Dal momento che Berlusconi si vanta di essere il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni (se lo dice da solo), Benigni ha replicato: «Sono il più grande comico degli ultimi 150 anni, sfido chiunque a negarlo e vedrete di che pasta sono fatto». La seconda battuta è relativa a quanto ha detto, proprio ieri, Berlusconi: Sono in assoluto, il maggior preseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo. E Benigni: «Che dire di Gesù Cristo, la seconda persona più perseguitata di tutti i tempi e non era neanche stato eletto dal popolo».
    In conclusione Roberto Benigni ha letto il V Canto del Purgatorio «dove c’è un senso della giustizia, della carità e della morale, e si narra di coloro che si pentono all’ultimo momento e hanno la giusta mercede».

    (Grazie a Lorenzo Moretti per l’audio dell’intervento di Roberto Benigni).

    - Clicca sulle anteprime per vedere le foto:

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