Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    April 30th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video


    MARTEDI 5 MAGGIO E MERCOLEDI 6 MAGGIO
    TuttoDante ad ATENE
    Megaron - The Athens Concert Hall

    Lo spettacolo è in inglese ed italiano con sottotitoli in greco per il Canto
    Show performed in English and Italian with greak titles for the Canto

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    April 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Roberto Benigni will bring his new project to Athens on May 5 and 6.

    (Kathimerini) Roberto Benigni, the Italian actor and director who won us over in 1997 with his powerful performance as Guido in the Oscar-winning “Life is Beautiful,” is now launching a different project.

    With a performance titled “Inferno e Paradiso” (Hell and Heaven), he is taking Dante’s landmark poem “The Divine Comedy” on an international tour that will include two stops at the Athens Concert Hall on May 5 and 6. For those interested, tickets are already available.

    In his “Divine Comedy,” Dante describes an imaginary journey into the underworld, narrated in the first person, which starts on Good Friday in 1300. The use of detail makes the journey incredibly realistic – the hours and locations are recorded with mathematical precision. During his passing through Hell and Purgatory, the poet is accompanied by his teacher Virgil. His crossing of Heaven happens in the presence of Beatrice, a character who represents the female ideal, according to Dante, and who is probably based on Beatrice Portinari, a real person he was associated with.

    Benigni is expected to make lots of reversals. The only thing known so far is that for his Athens performances, he has chosen the 5th Canto of “The Divine Comedy,” which deals with the concept of love.

    Athens Concert Hall, 1 Kokkali & Vas. Sofias, tel 210.728.2333.

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    April 25th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    *Comunicazione: Le date di TuttoDante previste in Germania a Baden-Baden (23 aprile), Duisburg (24 aprile) e Stoccarda (26 aprile) sono state annullate.


    Sendung vom 19. April 2009 - Radio Colonia

    Con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni ha portato in diverse città tedesche la sua rilettura del capolavoro di Dante Alighieri, la “Divina Commedia”. Un incontro dietro le quinte e le impressioni di Radio Colonia.

    Nel suo giro d’Europa con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni è approdato anche in Germania. E, incontrato a tu per tu, il comico e attore toscano è a tutti gli effetti come appare in tv e al cinema, intelligente e divertente, ma anche modesto e per nulla arrogante. Ma riservato per quanto riguarda la sua vita privata, anche se in ogni intervista che concede l’attore non perde occasione per parlare di sua moglie, Nicoletta Braschi. Ed è proprio alla coppia del cinema italiano più conosciuta nel mondo, dopo Federico Fellini e Giulietta Masina, che dieci anni fa un gruppo di astronomi ha voluto dedicare un asteroide - la 21662 Benigni-Braschi. Questa e altre curiosità nel ritratto di Tiziana Caravante, che ha incontrato Benigni a Colonia.

    Ascolta l’intervista a Roberto Benigni di Tiziana Caravante (3′05) :

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    April 24th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

    Roberto Benigni in Bella Germania” è una simpatica video-intervista a Roberto Benigni, realizzata a Colonia, e mandata in onda nell’emittente Tedesca ZDF mercoledì 8 aprile 2009.

    Clicca qui sotto per vedere il video: [Per visualizzare correttamente il video nella finestra di opzioni scegli "Windows Media Player" o "Quicktime", poi clicca su "Bandbreite"--> "DSL -oder Breitband" e infine su "übernehmen"]

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    April 22nd, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    [Commento e foto tratti da Blogghetto - www.dionisoo.blogspot.com]

    La sala concerti dell’Alte Oper (vecchio teatro dell’opera) era quasi piena.

    L’entrata in scena è come al solito con la Musica della sigla di Nicola Piovani.

    Dopo una fase introduttiva di simpatici ringraziamenti e divertenti battute sul tema italiani e tedeschi, Benigni passa alla lettura di uno o due versi alla volta seguita dalla sua spiegazione: interessante, divertente e coinvolgente.

    Il canto è il quinto: quello di Paolo e Francesca.

    Dopo un’ora e tre quarti di monologo brillante, veloce e continuo (bisognava avere una grande padronanza della lingua italiana per seguirlo) Benigni cambia totalmente registro e passa alla declamazione di tutto il canto.

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    April 22nd, 2009SilviaPittClaudio Abbado, Roberto Benigni

    MELAMPO CINEMATOGRAFICA e ORCHESTRA MOZART presentano PIERINO E IL LUPO
    Favola musicale di Sergej Prokofiev
    Eseguita dall’Orchestra Mozart
    diretta da Claudio Abbado
    e interpretata da Roberto Benigni

    Dopo la storica edizione del 1990, Claudio Abbado e Roberto Benigni tornano insieme per interpretare il Pierino e il Lupo di Prokofiev: pagina divenuta emblema di come la musica possa esser “spiegata” ai ragazzi.

    I personaggi della celebre favola in musica sono affidati ai solisti dell’Orchestra Mozart, fra cui Jacques Zoon (flauto), Alessandro Carbonare (clarinetto), Alessio Allegrini (primo corno), Viktor Aviat (oboe) e Guillhaume Santana (fagotto). Presenti le grandi prime parti della “Mozart” Giuliano Carmignola (violino), Wolfram Christ (viola), Walter Vestidello (violoncello) e Reinhold Friedrich (tromba).

    Il Dvd di “Pierino e il Lupo” è distribuito in Dvd da Cecchi Gori Home Video, dal 21 aprile.

    Scheda Tecnica
    Video: 1,85:1 letterbox
    Audio: DD 2.0 in italiano
    Regia: Stefanio Vicario
    Anno: 2008


    Lorenza Borrani, violinista dell’Orchestra Mozart nata a Firenze nel 1983, durante il concerto di “Pierino e il lupo” è stata coinvolta in un simpatico “valzer” con Roberto Benigni. Abbiamo contattato Lorenza per chiederle di raccontarci la sua esperienza.

    Ciao Lorenza, sappiamo che sei stata protagonista insieme a Roberto Benigni di un momento “particolare” del concerto. Puoi raccontarci come è nata l’idea del “Valzer”?
    «In realtà “siamo stati coinvolti” perchè l’idea è partita da Abbado durante una prova che l’orchestra ha fatto prima dell’arrivo di Roberto. Mentre ancora stavamo suonando si è rivolto a me con il suo sorriso e gli occhi brillanti chiedendomi se avrei accettato di ballare un walzer (suonando) se Benigni mi avesse invitata. Io, ancora suonando, ho risposto “assolutamente sì” senza il minimo dubbio di farlo nonostante la certezza assoluta di non essere minimamente in grado. Infatti io sono un disastro a ballare! Mi vergogno, non mi riesce…ma poi, come in tutte le cose create da Abbado e Roberto, tutto ha magicamente funzionato! Il mio sogno era sempre stato, fin dai tempi del liceo, di suonare Bach mentre Benigni leggeva Dante anche solo nel salotto di casa sua, ma mai mi sarei aspettata di ritrovarmi in una situazione del genere, tra le più divertenti che mi sian mai capitate.»


    Di seguito pubblichiamo un articolo scritto da Daniele Navacchia, che racchiude perfettamente l’essenza del concerto del 25 ottobre 2008.

    “IL GIULLARE E IL GIARDINIERE”

    Così diversi il comico toscano e il direttore d’orchestra milanese. Diciotto anni fa a Ferrara fu un colpo di fulmine intellettuale ed umano e Pierino e il lupo di Prokofiev fu la dimostrazione che la grande musica deve essere disciplina ma può anche essere spontaneità ed ironia. E così fu anche un successo discografico. Sabato scorso al “Paladozza” di Bologna si è rinnovato questo incontro davanti ad un pubblico di quattromila persone. Da allora diciotto anni di rispetto e di amicizia, ma anche di grandi trasformazioni. Roberto Benigni, giullare scomodo ed esuberante, diventa regista cinematografico di fama mondiale, vince l’Oscar, ma si impegna anche come divulgatore di Dante e della cultura italiana nelle Università e nelle Piazze. A Claudio Abbado invece non basta essere il direttore dei Berliner Philharmoniker; conosce la malattia, la vince grazie alla volontà, alla disciplina e alla musica, capisce in anticipo la crisi delle grandi orchestre e raccoglie intorno a sé musicisti straordinari ed amici. E così, oltre alle piante nel giardino della sua casa in Sardegna, Abbado “coltiva” orchestre come la Mahler Chamber, la Lucerne Festival e l’Orchestra Mozart, ed il suo modo di dirigere cambia, diventa più asciutto, ma anche più interiore, si direbbe pervaso di un laico misticismo.

    Quando, Sabato scorso, il giullare e il giardiniere sono saliti sul palco del “Paladozza” l’avvenimento non ha avuto nemmeno per un istante il sapore della replica di un successo passato, ma di un incontro tra due uomini di cultura che fanno dell’ironia - ciascuno a suo modo - una delle loro risorse vitali più preziose. Il giardiniere, mentre sale sul palco, inciampa, cade, si rialza. Sorride. Attacca la Marcia in SI bemolle di Prokofiev che diventa la sigla d’ingresso del giullare. Colpito il giorno prima dalla perdita del cognato, sprigiona ugualmente una carica umana travolgente che coinvolge il pubblico e non può lasciare indifferenti neppure i detrattori più accaniti. Ma prima di raccontare Pierino e il lupo, seguendo alla lettera (o quasi) Prokofiev, Benigni racconta della musica, della sua potenza taumaturgica - “è come una farmacia”, dice - ma soprattutto ci ricorda che l’abbiamo inventata noi uomini, perché in natura non esisteva. Si tratta di un messaggio preciso che ci ricorda, in sostanza, la forza demiurgica di cui siamo capaci, una forza “divina”, la stessa per la quale proprio l’amato Dante, nel momento della visione dell’immagine di Dio vede in realtà, con geniale intuizione, il suo stesso volto.

    Fare la musica, ma anche imparare ad ascoltarla, coltivarla dentro di noi con amore e ironia ed aiutare gli altri a conoscerla ci rende creativi e creatori. E’ questo il messaggio che l’altra sera ci hanno voluto dare il giullare e il giardiniere. Un messaggio di grande valore morale e intellettuale ma anche politico, naturalmente.

    Ed un messaggio politico assai significativo era sotteso anche alla seconda parte del programma. Abbado ha colto questa occasione per realizzare ancora una volta un progetto apparentemente impossibile. Il Te Deum di Hector Berlioz, prevede infatti un organico sterminato ed è già di per sé un’opera quasi irrealizzabile: un orchestra smisurata, un organo liturgico, un tenore, due cori composti da non meno di 200 elementi ciascuno ed un terzo coro di voci bianche composto da 600 bambini. In origine doveva essere parte di una grande opera sinfonico-corale dedicata a Napoleone Buonaparte che però non fu mai completata. Benché si tratti di una preghiera, Berlioz tratta il testo liturgico - che peraltro modifica in alcune parti - in modo assai personale con momenti di alta drammaticità, ma soprattutto con enfasi celebrativa tutta francese che Abbado piega alla sua sensibilità pervadendola di suggestivi echi mahleriani. In definitiva si tratta di un’opera “politica”, e non c’è dunque da stupirsi che il nostro giardiniere l’abbia scelta per un progetto di grande significato sociale e divulgativo: ricordare a tutti l’importanza dell’insegnamento della musica nelle scuole ed alimentare nello stesso tempo l’interesse verso la musica da parte delle giovani generazioni: “è importante “ascoltare” - spiega Abbado in un’intervista - ascoltare la musica ma anche le persone fa bene all’anima e alla comprensione tra gli uomini. Bisogna imparare a farlo bene ascoltando molto. La musica, grazie alle emozioni che suscita, può essere una vera terapia”.

    In un momento così difficile per la cultura e per l’istruzione nel nostro paese, sempre più stritolato dai media che impongono modelli di vita fondati sullo spreco e sul disimpegno, il giardiniere silenzioso coltivava la sua utopia che lentamente cresceva e prendeva corpo. Riesce così a far suonare insieme ben tre orchestre: la Cherubini di Riccardo Muti, la Giovanile Italiana di Piero Farulli, e la “sua” Orchestra Mozart, e questo fatto è già di per sé un mezzo miracolo. Non basta: chiama il Coro del Teatro Comunale di Bologna ed il coro sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, insieme ai 600 bambini dell’iniziativa “Un coro in ogni Scuola” sostenuta da Luigi Berlinguer, che riunisce in unica grande voce ben dodici cori provenienti dalle scuole dell’Emilia-Romagna.

    Così, mentre dirigeva con gesti ampi e dolci, lo Judex Crederis che conclude il Te Deum, non abbiamo fatto fatica ad immaginare il giardiniere come se guidasse un corteo immenso e pacifico idealmente partito da Bologna, dal luogo dove quasi mille anni fa sorse la più antica Università italiana. Un corteo il cui grido ancora risuona e che testimonia la gioia di far musica e di ascoltarla.

    Daniele Navacchia
    Associazione culturale Orfeo nella rete
    http://www.orfeonellarete.it/

    [ Fotografie di Marco Caselli Nirmal © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ]

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    April 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Terza tappa in terra Tedesca per il World Tour di Roberto Benigni.
    Questa sera alle 20.00 TuttoDante sarà rappresentato all’Alte Oper di Frankfurt.
    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

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    April 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Ringraziamo Frida Calvino per averci inviato questa recensione sullo spettacolo TuttoDante a Colonia di lunedì 20 febbraio 2009.

    In una piacevole sarata a Colonia, mentre l’imponenza del Duomo fa capolino tra cavi, tralicci e strutture moderne di questa cittá in continuo movimento, ti capita anche di assistere ad un momento di assoluta poesia.
    Di partecipare ad un raro evento con la sensazione di essere trasportato al di fuori di una realtá frenetica per ritrovarti in un mondo dove le parole hanno valore, dove il tuo cuore ancora palpita per il racconto di sentimenti che sembrano ormai sfuocati, dove riflettere ha ancora il suo spazio.

    Ieri sera Roberto Benigni e Dante ci hanno regalato questo. Netta in me era l’impressione di vederli entrambi camminare sottobraccio, lungo il fiume Reno, intenti a scambiarsi opinioni, a raccontarsi piccoli episodi di vita. Perché quando si ascolta Dante attraverso Roberto, si intuisce lo straordinario legame che li unisce, che va al di lá del tempo e dei costumi.

    E Roberto ieri sera non solo ci ha emozionato con il V Canto dell’Inferno ma ci ha fatto riflettere sulle nostre origini e da dove veniamo. Ha saltellato con le parole e la sua gestualitá dalla musica, alla pittura, dalla letteratura alla storia. Con tanto rispetto e delicatezza ha affrontato tutto ció di cui il mio Paese é stato la culla.
    Questa é la lezione più importante che abbiamo avuto ieri: una lezione che mi ha resa più orgogliosa dell’Italia.

    Grazie Roberto!


    Frida Calvino


    * Alcune foto di Roberto Benigni sul palco del Musical Dome di Colonia:
    (© Photo Joerg Carstensen - Corbis)

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    April 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Von Gesa Mayr, 21.04.09, 10:12h - Kölner Stadt-Anzeiger

    Große Emotionen und Poesie von der Wiege der Kultur: Roberto Benigni war am Montagabend im Kölner Musicaldome. Zum Leidwesen seiner Zuschauer hieß sein Programm nicht “Tutto Italia”, sondern “Tutto Dante”.

    Innenstadt - Auf einer Terrasse in der Abendsonne drängen sich elegante Gestalten, nippen an ihrem Prosecco und ziehen an ihren Zigaretten. Frauen in schwarzen Cocktailkleidern reden in schnellem Italienisch auf einander ein, während Männer im lässigen Abendlook sich Begrüßungen zurufen. Doch diese Szenerie spielt sich nicht etwa vor dem Opernhaus einer mittelgroßen italienischen Stadt ab, sondern in Köln vor dem Musicaldome. Anlass: Der italienische Komiker, Schauspieler und Regisseur Roberto Benigni präsentiert seine Erfolgsshow „Tutto Dante“.

    Willkommen, willkommen, in Colonia, der nördlichsten Stadt Italiens.“ Roberto Benigni stolpert und springt in Don Camillo und Peppone-Manier auf die Bühne. Auf Deutsch begrüßt er das Publikum: „Fabelhaft hier zu sein, meine Freunde, wunderschön, alles klar.“ Das größtenteils italienische Publikum gluckst vor Freude. Doch dann ist genug deutsch geredet worden und Benigni beginnt seine Show – auf schnellem Italienisch. Eine Untertitel-Anzeige ist nirgendwo zu sehen.

    Von Silvio Berlusconi, amtierendem Regierungsoberhaupt und Besitzer von so ziemlich allem in Italien, will er heute Abend nicht reden. Tut er dann natürlich doch. Dass dieser Viagra einwerfe, um mit den vielen Frauen mithalten zu können. Dass dieser im Parlament nicht mehr an seinem angestammten, rechten Platz zu finden sei. Und dass Italiens großer Schuldenberg wächst, während Signore Berlusconi zu den reichsten Männern Italiens gehört.

    Doch sein Programm heute Abend heißt „Tutto Dante“, zu deutsch „Alles Dante“. Angelehnt an Dante Alighieries „Göttliche Komödie“ will Benigni das Meisterwerk des italienischen Poeten kommentieren. Keine leichte Kost also für den Entertainment-liebenden Zuschauer. Benigni geht beherzt an die Sache ran. Geduldig erklärt er dem Publikum Dante’s Welt aus Hölle, Bußkreisen, Paradies und Läuterungsbereichen. Man merkt, die Geschichte ist ihm wichtig. Mal verweilt er im zweiten Höllenkreis bei den Wollüstigen, mal macht er sich über Minotaurus lustig.

    „Alles Dante“ – der Name ist tatsächlich Programm. Das scheint auch dem Publikum langsam klar zu werden, nachdem Benigni nach nur 20 Minuten Berlusconi-Läuterung zur Besprechung der „Commedia“ übergegangen ist.
    Zum Schluss demonstriert Benigni, warum er wahrhaftig ein großer Rhetoriker und Schauspieler ist: Er zitiert den Originaltext mit einem solchen Gefühl, dass das Publikum vor Ehrfurcht den Atem anhält.
    In Italien feierte Benignis Show Riesenerfolge, mit dem laut Programmheft nur der heißgeliebte Fußball („Calcio“) mithalten konnte. Über eine Million Zuschauer verfolgten die ausverkauften Spektakel live und noch mal zehn Millionen sahen die TV-Aufzeichnung auf RAI Uno. An diese Erfolge kann die Kölner Show wohl nicht anknüpfen. Doch die Italiener sind ja loyal. Zum Schluss gibt es Standing Ovations und einige Frauen wischen sich die Augen.

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    April 21st, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni, TuttoDante

    Ieri sera, 20 aprile, presso la Casa del Cinema a Roma, ha avuto luogo la premiazione degli Italian Dvd Awards 2008, il riconoscimento più importante e prestigioso dedicato al mondo dell’home entertainment.
    Dopo le Nomination votate da oltre 500 giornalisti ed esperti di settore, le giurie hanno proclamato i vincitori.
    Un Premio Speciale è stato assegnato alla GENERAL VIDEO per TuttoDante di Roberto Benigni, il più importante evento edito in dvd nel 2008.

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Prosegue il tour Tedesco di TuttoDante. Questa sera Roberto Benigni sarà in scena al Musical Dome di Colonia (nella foto qui accanto si può notare il Musical Dome alla destra del Duomo di Colonia).
    Roberto Benigni präsentiert seine Erfolgsshow „TuttoDante“. Inspiriert von Dante Alighieris „Göttlicher Komödie“ unternimmt Roberto Benigni in seiner „One Man Show“ eine 90 minütige Reise voller Poesie und Leidenschaft, gepaart mit einer guten Portion Ironie.

    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo con piacere una bella riflessione che ci ha inviato M.Cristina Picciolini sullo spettacolo TuttoDante a Monaco di Baviera (16 aprile 2009).

    “Benigni l’alchimista”.

    Quando si parla di arte si parla di Storia, e quando si parla di storia in genere s’intende lo studio dei fatti. E cosi per essere aggiornati in maniera divertente e nello stesso momento in maniera “profonda” su come procede la storia della nostra cara Italia, eravamo tutti presenti, tedeschi compresi, il 16 Aprile alla sala della Philarmonia di Monaco per ascoltare il comico toscano Roberto Benigni, il quale non solo ci ha lasciato sorridere ma ci ha sorprendentemente illuminato, con uno sguardo all’indietro, concetti, valori e la contemporaneaità del passato, catapultandoci con un pizzico di saggezza in più, nel futuro.

    Un impatto scenico che in maniera sopraffina ci ha lasciato immaginare per un momento, un Benigni “alchimista” nel silenzio delle quinte, trasformato in un laboratorio di ampolle, bilancino, spatole e tante pietre dai cromatismi incredibili, che se ne stava intento a macinare polveri finissime per la creazione del suo affresco, che ci avrebbe presentato in una lingua universale.
    Un affesco che nel giro di 90 minuti si é creato, pezzetto per pezzetto davanti ai nostri occhi che qualche volta facevano fatica a seguirlo, per la velocità di espressioni miste di piacere, di dolore, di amore, e di presentazione di fatti reali agli occhi di tutti, ma sfuggenti allo spirito, spesso sopraffatto da materia calcarea.

    Nelle sue parole quasi nessuna metafora ! Egli è stato chiaro e limpido proprio come Giotto lo fú, nel “pittare” con il pennello più sopraffino, il “Giudizio universale”.
    Un espressivitá incredibile dove Benigni mescola e combina argomenti e fatti con la stessa astuzia e attenzione che usa l’artista per non “sporcare” i colori durante le mescolanze.
    Un opera che più si scopriva e più emanava una luce fresca e schietta, tipicamente toscana.
    Un Benigni di un dinamismo, che è sinonimo di libertá, di uomo libero e di libero pensatore, che avanza pensieri come l’onda del mare che viene spinta da un vento interiore fatto di passione e di sentimenti, che gli permettono di saltare gli ostacoli, per arrivare al podio più alto.

    Un viaggio perfetto, di un uccello compatto, che sfida le leggi della fisica di un deltaplano, desideroso di trascinarci tutti quanti nella comprensione della lettura più ardua della letteratura italiana, la Divina Commedia.

    Attraverso un tripudio di forme multicolori che compongono la celebrazione della grande tela umana dell’amore e della morte, Benigni recita il V canto dell’inferno di Dante mostrandoci il vero significato dell’amore che chiede pietá, illuminando per un attimo, il trionfo del bene sul male e della luce sulle tenebre.
    L’incontro del poeta con Paolo e Francesca “morti per amore” ce li lascia incarnare in un rito-gioco che odora solo di commozione e di spontaneitá di bambini…

    Una contaminazione, che con un sorriso ottimista è diventata dialogo, ardore, e ci ha toccato l’anima, incitandoci a lasciarsi trascinare da quell’energia speciale di cui siamo fatti, e alla quale dobbiamo chiedere qualche volta, solo un po’ di Silenzio, per lasciar ripiegare la mente su se stessa.

    Come quella lezione speciale del professore di liceo, che abbiamo tutti desiderato, egli ci ha inviato segnali che non possono essere ignorati, piuttosto una suggestione a cui vale la pena di cedere, per vedere dove ci porterá !

    Grazie Roberto, per averci mostrato il tuo affresco !

    M.Cristina Picciolini
    www.picciolini.de

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo un commento sullo spettacolo di TuttoDante a Ginevra di sabato 18 aprile 2009 apparso su “Italians” di Beppe Severgnini (Il Corriere della Sera):

    Caro Beppe,
    mia moglie ed io siamo andati a vedere Benigni all’Arena di Ginevra, dove il comico ha tenuto il suo spettacolo “Tutto Dante” (di cui Michele Donolato ci ha riferito da Londra su “Italians”). Analogamente alla performance britannica, nonostante la locandina indicasse uno spettacolo “in italiano”, il comico ha recitato parzialmente in lingua francese ed il momento di maggior sorpresa è forse stato quando dalle gradinate uno spazientito spettatore ha interrotto chiedendo “più francese” mentre Benigni, effettivamente, stava parlando solo in italiano da alcuni minuti. Ma il comico ha saputo con esperienza trasformare la provocazione in un gesto d’affetto verso il pubblico, evitando un pericoloso effetto “stadio” tra italofoni e francofoni e continuando con sapienza ed ironia nella recitazione bilingue. Promosso con lode: uno spettacolo in italiano sarebbe un ghetto per italiani all’estero, ed uno unicamente in francese perderebbe in potenza espressiva e comicità. Ma ciò che vogliamo portare in cuore di questo spettacolo non è questa cronaca spicciola, o la schietta comicità, ma la superba abilità nel divulgare nel mondo la ricchezza culturale italiana e di proporre in modo affascinante e veritiero il contributo del cristianesimo e del medioevo nell’insuperabile poema dantesco. Come ha detto giustamente Benigni, Dante è così attuale che ci sta davanti, non dietro.

    Cesare Zavalloni


    (Roberto Benigni all’Arena di Genève, 18 aprile 2009 - Foto di Polly Mannall)

    Benigni renvoie les cuistres à leur médiocrité.
    Par Antoine Duplan - L’Hebdo

    C’est le bouffon qui est entré en scène. Berlusconi, la Lega, le roi d’Italie en prennent pour leur grade au gré d’improvisations étourdissantes. Le public s’esclaffe, mais, déjà, le satiriste s’efface. Roberto Benigni se rapproche du lutrin où repose un extrait de La divine comédie et se livre à une magistrale explication de texte. Il fait revivre Didon et Enée, Sémiramis de Babylone, Lancelot et Guenièvre ainsi que d’autres damnés de l’amour… Pour finir, transfiguré, il récite le Canto V de l’Enfer. Sa voix est grave, ses mains volent comme celles d’un chef d’orchestre, dessinant des nuées d’étourneaux et soulignant la structure des tercets. Le dernier vers tombe, «comme tombe un cadavre». Transporté, le public se lève. Immense ovation. Le comédien a l’élégance de ne pas ajouter un mot pour laisser résonner le verbe de Dante.

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    April 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Rencontre avec l’acteur Roberto Benigni, qui sera samedi à l’Arena de Genève 17 avril 2009, 19:30 L’artiste s’attaque à un monument de la littérature avec le spectacle “TuttoDante”. Le talent et la drôlerie de Benigni réinventent ce monument littéraire italien. La critique et le public saluent un grand moment de théâtre.

    Le «19:30» de vendredi dernier restera dans les annales de la TSR grâce à la rencontre du comique Roberto Benigni venu jouer «Tutto Dante» à l’Arena, et de son intervieweur, Darius Rochebin, dont le professionnalisme et le sang-froid ont été mis à rude épreuve.

    Entrée en matière du comédien italien : «Je suis fasciné de vous! (…) C’est ma première fois avec vous à la télé suisse! Mais laissez-moi vous embrasser…»

    Tout pouvait donc arriver pendant le JT mais le présentateur a réussi l’exploit de canaliser Benigni, enfin presque ! Le comédien et réalisateur a fini par prendre le pouvoir et présenté lui même la fin du journal en enlevant sa veste et son pull légué au journaliste pour sa “bravitude”.

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    April 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Par Antoine Duplan - L’Hebdo

    En récitant La divine comédie assortie de quelques commentaires sur l’actualité, le bouffon sublime remet la poésie au centre de la vie publique italienne. Rencontre avec un humaniste exubérant, bientôt en représentation à Genève.

    La maman de Roberto Benigni ne savait pas lire. Mais elle respectait les grandes œuvres de la littérature italienne. Elle invoquait Pinocchio et La divine comédie pour ramener son diablotin de fils sur le droit chemin. Elle criait: «Attention Robertino! Si tu dis des mensonges, Dante t’emmènera en enfer. Et tu auras un grand nez comme Pinocchio.» Sommé de lire La divine comédie et, qui plus est, d’écrire quelque chose d’aussi bien que Dante, le garnement s’exécutait. Bien sûr, en allant se coucher, il avait un peu peur parce que les visions du poète sont impressionnantes. «Mais quand je me réveillais, j’étais très content d’être au monde, parce que Dante m’avait pris la main, conduit avec lui jusqu’au ciel. Parce qu’il m’avait dit que j’étais d’essence divine…»
    Roberto Benigni n’a jamais abjuré les enseignements de la mamma. En 2002, il porte Pinocchio à l’écran. A la télévision et sur scène, il commence aussi à faire des lectures de La divine comédie, qu’il entrelarde d’improvisations hilarantes et de commentaires politiques cinglants.

    L’amour du beau. La rencontre du piccolo diavolo et du sommo poeta a un impact énorme dans une Italie que le berlusconisme dessèche moralement, intellectuellement et spirituellement. Humaniste exubérant, Benigni catalyse les retrouvailles entre un peuple et son texte fondateur, ramène la poésie au milieu de la piazza.
    Modeste, il buffo se contente de dire qu’il a mis sa «popularité au service de Dante». Les ventes de La divine comédie explosent. Les performances du comédien ont l’ampleur de concerts rock, 5000, 10 000 personnes dans un stade, qui hurlent «Roberto! Canto V! Canto XXXIII!» La police a même arrêté un voleur de voiture, livre à la main, en train de vérifier dans le premier cantique à quelle sauce les voleurs étaient mangés en enfer…
    Portée par Benigni, l’œuvre sublime se diffuse dans toutes les couches de la société italienne, en dépit de son indéniable complexité: l’italien du XIVe siècle est abstrus, les références historiques, symboliques, théologiques viennent à manquer. «Mais il est très bon pour la santé de parler de choses incompréhensibles, rugit le comédien. Je remercie Dante d’avoir écrit quelque chose de difficile. Merci! Nous vivons dans un monde où tout est tellement frivole. Quelle est la capitale de la France? Paris! Oh, très bien, bravo! 20 000 euros pour vous! Alors, quand on rencontre quelque chose comme La divine comédie, on dit “merci beaucoup”.» Le succès de l’entreprise Tutto Dante déborde de l’Italie. Benigni exporte la parole du Poète en France, en Allemagne. En Espagne, en Russie, aux Etats-Unis… Dans les pays non italophones, il s’appuie sur des sous-titres, recourt à ce français traviatant ou à ce toscanglais qu’il maîtrise parfaitement. Il réserve toutefois l’italien pour évoquer le sacré, car cet accent «serait un peu blasphématoire pour parler de Dieu et de la Vierge Marie. En revanche, il s’accorde très bien avec des sujets plus vils, comme Berlusconi», rigole-t-il.

    L’amour en enfer. Des trois chants qui composent La divine comédie, l’Enfer a toujours été le plus populaire. «Comme disait Mark Twain, je choisis le Paradis pour le climat; mais l’Enfer pour la compagnie… C’est plus intéressant. L’Enfer, qui pénètre très profondément dans la conscience humaine, est le plus célèbre des trois cantiques. Mais quand tu vois le Paradis… Mamma mia! Dante t’emmène voir Dieu. Il te dit que tu es Dieu, que nous sommes les dépositaires d’un destin immense! Après avoir lu La divine comédie, il n’est plus possible de regarder les hommes d’un œil distrait! Nous sommes un mystère! Un miracle!»
    A Genève, Roberto Benigni va se concentrer sur le Chant V, qui parle de l’amour et de la luxure. Guidé par Virgile, Dante s’avance dans le premier cercle de l’Enfer. Il s’y confronte à la toute-puissance et à la terreur de l’amour. Il s’entretient avec deux «âmes haletantes» charriées par le vent mauvais: Francesca de Rimini et Paolo Malatesta, qui ont succombé aux feux de la passion et ont été transpercés d’un coup d’épée par le mari jaloux. «Nulle douleur n’est pire que de garder du temps heureux mémoire dans le malheur», explique la réprouvée au Poète qui se pâme de pitié.

    L’amour des femmes. La modernité de Dante émerveille Benigni. Théologien et philosophe, activement engagé dans la vie publique, le poète florentin a tout inventé. La laïcité, puisqu’il voulait séparer l’Eglise et l’Etat. L’encyclopédie quelques siècles avant Montesquieu. La langue italienne. «Il a inventé la poésie et les instruments aussi. Il est comme un charpentier qui n’invente pas seulement la scie, mais aussi le bois!» Il a apporté la culture au peuple, il lui a proposé «la beauté et la béatitude éternelle. Dante ne dit pas comme au Moyen Age “Rappelle-toi que tu dois mourir”, mais plutôt “Rappelle-toi que tu dois vivre”…».

    «Après, Dante, l’éros a changé dans le monde. Il a eu le courage inouï de mettre Béatrice, une femme réelle, la femme qu’il aime, à la droite de Dieu, à la droite de la Vierge Marie. Et c’est encore Béatrice qui le guide à travers les sphères célestes… Mais c’est une idée inconcevable!»
    Les digues de l’enthousiasme cèdent. Dans ce petit salon d’un hôtel parisien, Benigni entre en transe: «Le premier nom cité dans La divine comédie est celui d’une femme, Sémiramis, reine de Babylone et grande luxurieuse. Toujours dans le Canto V, le premier monologue échoit à une femme. Tandis que Paolo reste muet, Francesca dit des choses sur l’amour d’une beauté irraggiungibile… Si, inaccessible! Hors d’atteinte! Et le dernier canto de l’œuvre, le 33e du Paradis, est dédié à la femme par excellence, la Vierge Marie! A une époque où les femmes étaient considérées comme des sorcières à brûler ou, dans le meilleur des cas, comme le repos du guerrier, Dante affirme que les femmes sont la Rose du Très-Haut, le sommet de la création! C’est un poème féministe!»

    L’amour du prochain. Aujourd’hui encore, La divine comédie fait résonner à l’intérieur des athées matérialistes que nous sommes «une nostalgie, comme cette lutte éternelle de Jacob et de la divinité dans la Bible». Benigni s’exalte, le verbe dantesque l’illumine. Le bouffon sublime qui nous a fait rire aux larmes dans Le petit Diable, Il Mostro ou La vie est belle s’est mué en prédicateur de la transcendance poétique. Sa première arme, le rire, tue la peur. Et la poésie? «La poésie nous console. Elle promet moins que la philosophie, mais respecte davantage ses engagements.»
    La divine comédie se termine sur l’idée que l’amour meut le monde. «L’amore che move il sole et l’altre stelle… C’est le dernier vers! Mais qu’est-ce qu’il a fait, Dante? Peut-on imaginer cadeau plus beau? Et fallait-il qu’il aime les hommes pour nous juger dignes de ce présent! Quand je récite La divine comédie, c’est un gaspillage de beauté. Toute cette beauté qui t’arrive dessus, comme une cascade, comme une pluie de beauté… La beauté nous sauvera! La poésie, elle est comme la mer. On peut vivre sans l’avoir jamais vue, mais c’est dommage. La poésie, de toute façon, elle est dans l’air. Nous avons La divine comédie en nous, pour l’éternité…»

    Arena de Genève. Sa 18, 20 h.

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    April 17th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Tribune de Genève - MAUD CARLUS | 07.04.2009 |

    SPECTACLE | Le comédien et réalisateur italien se produit à l’Arena (Genève) le 18 avril pour son spectacle «TuttoDante».

    Il vous a fait rire. Il vous a fait pleurer, avouez-le. Et puis bizarrement vous vous êtes mis à jeter des sorts avec les doigts, vous avez apostrophé toutes les femmes qui passaient avec un «Buongiorno principessa!» tout ça alors que vous vous débattiez avec une furieuse envie d’apprendre l’italien… Pas de doute, vous avez aimé La vie est belle. Douze ans après, le plus célèbre des trublions italiens, égal à lui-même, revient en fanfare avec TuttoDante, un one-man-show qui lui ressemble. 

    Exubérant, volubile et burlesque, Roberto Benigni l’est sur scène comme à la ville. Il en fait des tonnes et on adore ça. Parler avec lui, c’est comme rencontrer Laurel, Hardy et Charlot réunis. Et pour cause. Le clown en lui est né il y a bien longtemps.

    En novembre 1966, le jeune Roberto a 14 ans et étudie «dans une école pour devenir prêtre», à Florence. C’est à ce moment-là que de terribles inondations ravagent le cœur de la Toscane, le tirant au passage hors de son séminaire. «L’inondation m’a sauvé des eaux», plaisante-t-il.

    Le rire, «étincelle divine»

    Les inscriptions à l’école étant terminées, Roberto Benigni se fait engager dans un cirque, comme assistant du magicien. Là, tel Rabelais, il découvre toute la puissance de ce qui sera fondateur de son œuvre: le rire. «C’est une étincelle divine. Faire rire quelqu’un, c’est la plus belle émotion de ma vie. Depuis ce temps, j’ai envie de répéter cette émotion, encore et encore.»

    En 1972, il monte sur scène pour la première fois en interprétant L’inno del corpo sciolto, chanson paillarde qui fera rire l’Italie entière. Il ne quittera alors plus les planches, jusqu’à sa rencontre avec Giuseppe Bertolucci en 1975, qui le projettera devant la caméra dans Berlinguer ti voglio bene (1977).

    Il travaille par la suite avec des grands tels Costa Gavras (Clair de femme en 1979) ou encore Marco Ferreri (Pipicacadodo, en 1980), avant de se lancer dans la réalisation. En 1983 sort son premier film Tu mi Turbi, en quatre épisodes, bien reçu par le public et la critique.

    Benigni s’impose très vite dans le registre comique, mais n’hésite pas à aborder des sujets sérieux, comme dans Johnny Stecchino, sorti en 1991, dans lequel il s’attaque à la mafia.

    Vient ensuite la consécration internationale avec La vie est belle, en 1997, dans lequel il réussit la prouesse de traiter un sujet aussi délicat que l’Holocauste, avec une tendresse et un humour incroyables.

    La mort derrière le clown

    «Je me suis toujours souvenu des membres du cirque, qui, même épuisés, ne cessaient jamais de sourire. Ils ne laissaient rien paraître de leur fatigue. J’ai pris conscience que derrière chaque clown, il y a la mort», explique le réalisateur.

    La mort, il la chahute encore dans Le tigre et la neige (2005), en incarnant un poète amoureux qui va jusqu’en Irak pour retrouver sa bien-aimée, faisant fi de la guerre qui sévit.

    Mais Roberto ne s’arrête pas là et s’aventure sur la route du one-man-show avec TuttoDante , inspiré de la Divine Comédie de Dante Alighieri. Né sous le soleil grec en juin 2006, le spectacle mêle instants d’actualité, souvenirs cocasses et poésie. «Je pense que les gens ont besoin qu’on leur parle de choses belles et profondes, et Dante s’y prête très bien. C’est pour moi l’écrivain le plus moderne», raconte l’Italien. Et de conclure, «c’est un honneur pour moi de venir à Genève: je n’y ai jamais joué avant»!

    Tutto Dante», de et avec Roberto Benigni, le 18 avril à 20h30, à l’Arena (Genève). Billets dans les réseaux Fnac et TicketCorner.

    Bio express:
    Roberto Benigni
    27 octobre 1952: naissance à Castiglion Fiorentino, en Toscane.
    1983: réalise son premier film, «Tu mi Turbi».
    1997: «La Vita è bella».Le film remportera trois Oscars et le Grand Prix du jury du Festival de Cannes en 1998.
    2002: «Pinocchio».
    2006: début de la tournée de son spectacle «TuttoDante».
    22 février 2008: reçoit un César d’honneur pour l’ensemble de sa carrière.

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    April 16th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Questa sera TuttoDante di Roberto Benigni sarà in scena, per la prima volta in Germania, al Philarmonie Gasteig di Monaco di Baviera.
    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

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    April 15th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    Von Michael Fuchs-Gamböck | 09.04.2009 | Oberpfalznetz

    Oscarpreisträger Roberto Benigni tourt mit seiner Ein-Mann-Show “Tutto Dante” erstmalig durch Deutschland - Am 16. April in München

    [Click here for the English translation by Google of this interview]

    Kaum zu glauben, aber wahr: Roberto Benigni ist auch im “wahren Leben” und nicht nur auf der Kinoleinwand oder Theaterbühne das quirlige, aufgedrehte Männchen, das stakkatohaft pausenlos geschliffene Pointen verstreut. Dabei ist er niemals ein Dampfplauderer, dafür stets unter Volldampf und intellektuell hervorragend gerüstet.

    Momentan hat der Mann aus der Toskana, der in Deutschland 1997 durch seinen mit drei Oscars preisgekrönten Film “Das Leben ist schön” bekannt wurde, seine das Hirn heftig fordernden Verbalattacken mit dem Thema “Die Göttliche Komödie” gespickt. Schließlich besteht seine aktuelle Show “Tutto Dante”, mit der er derzeit durch Deutschland tourt, exklusiv aus Texten dieses bedeutendsten Klassikers der italienischen Literatur aus dem 14. Jahrhundert von Autor Dante Alighieri. Darin wird in 99 Versen eine imaginäre Reise in die Hölle, ins Fegefeuer und am Ende ins Paradies beschrieben. Die Botschaft lautet: “Jeder schafft sich schon zu Lebzeiten seine eigene Hölle.”

    Aus diesem Werk trägt Dante-Kenner Benigni in seiner Ein-Mann-Show “Tutto Dante” voller Poesie, Weisheit und Leidenschaft, gepaart mit einer guten Portion Ironie und Komik vor. Er kommentiert die Verse und bezieht sie in bissigen Kommentaren auf heutige Verhältnisse. In Italien wollten diese Show über eine Million Menschen live sehen, die Stimmung glich der eines WM-Fußballspiels. 10 Millionen Zuschauer verfolgten die Aufzeichnung der Show im Fernsehen.

    Nun kommt das Programm, das der Oscarpreisträger ausschließlich in der Sprache seiner Heimat präsentiert, nach Deutschland.

    Wir sprachen mit Roberto Benigni darüber, warum er sich so leidenschaftlich mit Dante beschäftigt, was das Publikum in seiner Show erwartet - und was es für ihn bedeutet, in Deutschland aufzutreten.

    Sehen Sie sich als jemanden, der sein Publikum bei der Hand nimmt und wie in Dantes “Göttlicher Komödie” durch die diesseitige Hölle auf Erden führt?

    Benigni: Ich will niemanden mit meiner Arbeit bei der Hand nehmen, so ein Vorgehen ist nur etwas für Oberlehrer mit dauererigiertem Zeigefinger. Nein, ich war und bin kein Mann des Intellekts, sondern ein Mann des Spektakels. Mich hat der Besuch im Zirkus immer schon mehr fasziniert als der im politischen Theater. Tatsächlich möchte ich das Publikum mit einem Feuerwerk an Ideen, Gesten und Worten überschütten, selbst wenn ich bei dieser Aufgabe mutterseelenallein auf mich gestellt bin.

    Ist das diesseitige Leben für Sie eine höllische Angelegenheit, der man nur mit Humor begegnen kann?

    Benigni: Für mich ist das Leben Himmel und Hölle gleichermaßen, gerade weil ich Italiener bin und deshalb Drama statt Blut durch meine Adern pulsiert. Vor allem aber ist das Leben für mich eine göttliche Farce, da nichts irgendwie einen tieferen Sinn auszeichnet. Dennoch passieren Tag für Tag jede Menge Dinge, schreckliche und schöne, banale und bewegende. Und ganz klar: für mich als überzeugten Komödianten ist Humor das einzig probate Mittel, um dieses eigentlich Widersinnige namens Dasein zu meistern.

    Wie sind Sie mit Dantes Komödie in Kontakt gekommen? Was hat sie mit Ihnen angestellt? Warum haben Sie sich so intensiv damit beschäftigt?

    Benigni: In den 50er und 60er Jahren, in denen ich meine Kindheit und Jugend verbrachte, hat “Die Göttliche Komödie” an allen Ecken und Enden auf mich gelauert, in der Schule, zu Hause, bei meinen Freunden. Sie gehörte damals zum toskanischen Alltag. Ich wurde vollgesogen mit Dante Alighieris Klassiker, einfach weil ich immer schon eine Leidenschaft für poetische Sprache und philosophische Erkenntnisse in literarischem Rahmen hatte. “Die Göttliche Komödie” ist ja weit mehr als ein Buch, sie ist ähnlich wie die Bibel ein existenzielles Werk über die Menschheit per se. So etwas fasziniert natürlich, wenn man nur ein bisschen prädestiniert dafür ist, sich die Welt mit Worten zu erklären.

    Warum ist Ihre Dante-Show ein solcher Erfolg? Was reizt die Leute daran? Vielleicht, dass die Aussicht, in die Hölle zu kommen, durch Humor erleichtert wird?

    Benigni: Wie gesagt, “Die Göttliche Komödie” ist ein existenzielles Werk, behandelt werden darin Themen von zeitloser Bedeutung. Schrecken und Schönheit, Humor und Hass gehen hier Hand in Hand. Wenn man diese elementaren Inhalte in der richtigen Mischung zwei Stunden lang vorträgt, wird es kaum einen Zuschauer geben, den das kalt lässt.

    Denken Sie an eine Verfilmung der Göttlichen Komödie?

    Benigni: Nein, das macht in meinem Fall keinen Sinn! Da ich mich diesem Buch als Alleinunterhalter angenähert habe, wäre es für den Kinobesucher sicher befremdlich und langweilig, einer einzigen Person zwei Stunden lang auf der Leinwand zuzusehen. So ein Procedere funktioniert nur auf der Bühne.

    Man kann Dante so interpretieren, dass sich jeder zu Lebzeiten seine Hölle schafft und vorbereitet. Irgendwann büßt man für seine Taten. Denken Sie, dass solch ein Denken den Menschen heute bewusst gemacht werden sollte, damit z. B. Politiker anders agieren? Brauchen solche Leute, die unmoralisch handeln, mehr Demut und Gottesfürchtigkeit?

    Benigni: Ich habe mich noch nie als einen Moralisten gesehen, dafür halte ich das Leben als zu merkwürdig und undurchschaubar. Zumindest weiß ich selbst, warum ich Künstler und nicht Banker oder Politiker geworden bin: Ich habe meine eigene Ethik, die für mich - und hoffentlich auch für meine Umgebung - funktioniert. Doch ich werde mich hüten, jemandem vorzuschreiben, wie er sein Dasein zu gestalten hat.

    Sind Sie selbst ein gläubiger Mensch?

    Benigni: Zwangsweise, denn wenn ich nicht daran glauben würde, dass mein Leben irgendeinen Sinn macht - und genau das zeichnet den menschlichen Glauben für mich aus -, glaube ich überhaupt nichts mehr, was mich in tiefe Depressionen stürzen würde. Dann ist es in meinen Augen besser, gelegentlich in die Leere hineinzubeten, auf merkwürdige Weise gibt mir dieser Akt Kraft. Und wenn ich auf der Bühne stehe und mein “Tutto Dante”-Programm spiele, bin ich einer der gläubigsten Menschen auf der Welt, für zwei Stunden bin ich ein glühender Christ. Ohne diese Grundhaltung ist es völliger Quatsch, sich diesem Werk zu stellen.

    Warum wollen Sie Ihre Show in Deutschland zeigen? Ist es nicht ein ziemliches Risiko, Ihr Programm alleine auf einer Bühne und in italienischer Sprache in großen Hallen in Deutschland aufzuführen?

    Benigni: Auch Menschen, die kein Wort Italienisch verstehen, sind im Normalfall von meiner Darbietung angetan. Ich habe das Programm so konzipiert, dass es sich nicht ausschließlich auf die Kraft des Wortes, auf Inhalte stützt. Stattdessen muss man sich das Ganze wie ein burleskes Jazz-Konzert vorstellen, das auf Improvisation und der Lust auf den spontanen Moment basiert. Man kann viel lachen und leuchtende Augen bekommen, selbst wenn man nicht recht weiß, was auf der Bühne gerade passiert. Ich glaube, “Tutto Dante” ist ein kosmopolitisches Programm, das in jedem Land dieses Planeten verstanden wird - wenn auch in jedem Land anders.

    Haben Sie keine Abneigung gegenüber Deutschland wegen der Verfolgung Ihres Vaters durch die Nazis?

    Benigni: Nachdem mir mein Vater erstmalig als Jugendlichem erzählt hat, was ihm in den zwei Jahren Haft im KZ Bergen-Belsen widerfahren war, fühlte ich mich zunächst ungeheuer traurig und leer. Ich zweifelte an der Daseinsberechtigung der Menschheit. Doch mein Vater besaß das Talent, den eigentlichen Horror seiner Jahre im Konzentrationslager derart lebendig und gelegentlich lustig darzustellen, dass ich von Mal zu Mal mehr über diese und jene Schilderung lachen konnte, obwohl die Umstände, unter denen das Geschilderte erlebt wurde, grauenvoll waren. Mein Vater hat mich mit seinen KZ-Schilderungen auf den Weg gebracht, ein Komödiant zu werden, der sich der Tragik der menschlichen Existenz bewusst ist. Ich spiele diese Rolle gern. Es ist die einzige, die ich überzeugend spielen kann.

    Roberto Benigni - “Tutto Dante”: Donnerstag, 16. April, 20 Uhr in der Münchener Philharmonie Gasteig. Karten beim NT/AZ-Ticketservice unter 0961/85-550 und 09621/306-230.

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    April 14th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    Roberto Benigni e “TuttoDante” arrivano in Germania: una rilettura appassionata, emozionante e divertente del capolavoro immortale di Dante Alighieri, la “Divina Commedia”.

    Non è stato Benigni a scoprire Dante ma Dante a scoprire Benigni: esordisce così, nell’intervista a Radio Colonia, il comico noto ormai in tutto il mondo grazie all’Oscar vinto dieci anni fa per il film “La vita è bella”, che lo vede regista e protagonista. Ma il successo del film da oscar non è nulla in confronto all’entusiasmo con cui, dall’estate 2006, i teatri, le piazze e gli stadi italiani hanno accolto “TuttoDante”, un viaggio appassionante e poetico nella “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Ora, la decisione di Benigni di portare la poesia del suo corregionale anche al di là delle Alpi: un modo, assicura il comico, per abbracciare tutti gli italiani sparsi per il mondo. Ma sul palco, accanto alle storie e ai personaggi danteschi, non manca l’attualità.

    AUDIO dell’intervista per “Al dente”:

    Ascolta il saluto di Benigni ad “Al dente” (0′16)

    Ascolta l’intervista a Roberto Benigni a cura di Paola Fabbri (5′28)

    Tournée Tedesca di TuttoDante:
    16 Aprile 2009 - Monaco di Baviera - Munchen Philharmonie Gasteig
    20 Aprile 2009 - Colonia - Musical Dome
    21 Aprile 2009 - Francoforte - Alte Oper
    24 Aprile 2009 - Duisburg - Theater Am Marientor
    23 Aprile 2009 - Baden Baden - Festspielhaus
    26 Aprile 2009 - Stoccarda - Liederhalle

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    April 11th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    In Italien haben mehr als eine Million Menschen seine Dante-Show gesehen - Jetzt tourt der Komiker Roberto Benigni durch Europa

    [Click here to read the English translation by Google of this interview]

    Standard: In einer Zeitung haben Sie gesagt: “Nur Dante kann dieses arme Italien noch retten.” Nun ist Dante seit fast 700 Jahren tot. Wie kann er das?

    Benigni: Dante hat seinen Beitrag bereits geleistet. Er hat die schönste Geschichte aller Zeiten geschrieben, Die Göttliche Komödie. Es ist die Schönheit, die unsere Welt retten muss.

    Standard: Wie soll das gehen?

    Benigni: Italien ist das einzige Land, in dem zuerst die Kultur entstand und dann die Nation. Dante hat ihre Entstehung vorausgesehen, er hat die Kämpfe beschrieben - Intrigen, Grausamkeiten, Korruption -, und er hat gezeigt, dass es Wichtigeres auf der Welt gibt. Daran müssen wir uns halten.

    Standard: In Italien lernt man Dante schon in der Schule auswendig. Hat Ihnen das seine Dichtung nicht vergällt?

    Benigni: Ich habe der Schule nie erlaubt, meine Bildung zu ruinieren. Ich habe immer das gelesen, was mir gefiel. Die Lehrer machen ihre Arbeit, sie lehren die Regeln. Poesie kann man nicht unterrichten. Man spürt sie oder nicht. Meine Begeisterung für Dante wurde entfacht, als ich ihn mit 13 Jahren unter der Bettdecke las.

    Standard: In dem Alter gehen Buben mit Erotikheften ins Bett …

    Benigni: … die habe ich auch gelesen. Ich habe mir gerne den Playboy angesehen. Die Frauen darauf waren so schön und unerreichbar wie die Divina Commedia.

    Standard: Ich nehme an, Ihre Lieblingsgeschichte bei Dante ist jene zwischen Paolo und Francesca. Da geht es auch um Sex.

    Benigni: Nein, jene zwischen Dante und Beatrice. Sie hat unsere Einstellung zur Liebe verändert. Was wir heute darunter verstehen, steht in dieser Geschichte. Es gibt keine Frau, die von einem Mann mehr begehrt und umworben wurde. Der Eros war nach dieser Geschichte ein anderer. Dante spart keinen Teil der Liebe aus, auch nicht die abgründigen Seiten. Nicht wir lesen Dante, Dante liest uns! Ich denke mir immer, Himmel, Arsch und Zwirn, das bin ja ich.

    Standard: Nicht Shakespeare hat die Psychologie in die Literatur gebracht, sondern Dante?

    Benigni: Ja, auch noch viele Jahrhunderte früher. Er hat unsere Liebe seziert.

    Standard: Sie sind nicht nur von Poesie, sondern auch von Politik besessen. In Ihrem Dante-Programm kommt Berlusconi ausführlich vor. Was haben die beiden miteinander zu tun?

    Benigni: Dante war der Erste, der Zeitgenossen mit antiken Figuren zusammenspannte. Seine Zeitgenossen sprachen mit Moses oder Cleopatra. Berlusconi gehört in diesen Kreis der Wollüstigen, Maßlosen, Lügner, Machtbesessenen und Habgierigen. Eigentlich sollte man für ihn einen eigenen Teil der Hölle reservieren. Ich mag Berlusconi aber mindestens genauso, wie ich Dante mag. Was sollte ich ohne ihn machen? Es ist wunderbar, dass er wieder an der Macht ist. Komiker hätten sonst nichts zu tun.

    Standard: Berlusconi beschrieb Obama als “jung, schön und braun gebrannt” . Macht Ihnen der Regierungschef als Komiker Konkurrenz?

    Benigni: Ja, Berlusconi ist ein Allrounder, er erzählt Witze, macht Politik und ist ein Sexsymbol. Er ist eine Mischung aus Sharon Stone, Charles de Gaulle und Alberto Sordi. Aber er ist ein freier Mann, also darf er das auch alles machen.

    Standard: Machen Sie sich Sorgen um die Freiheit in Italien?

    Benigni: Nein, überhaupt nicht. Ich kann alles sagen, was ich will. Ich kann in diesem Interview ohne Probleme über Berlusconi reden.

    Standard: Wegen Interviews mit Ihnen haben Menschen schon ihren Job verloren.
    Benigni: Diesmal wird das nicht passieren.

    Standard: Schmerzt Sie Italiens schlechter Ruf im Ausland?

    Benigni: Es gibt Höhe- und Tiefpunkte in der Geschichte eines Landes. Sie werden sehen, bald werden die Italiener in Schönheit wiederauferstehen. Krisen sind Zeiten, in denen man zum Nachdenken kommt. Um ins Paradies zu gelangen, muss man erst einmal durch die Hölle. Wenn wir Berlusconi überleben, überleben wir alles.

    Standard: Warum sprechen alle ständig über Berlusconi? Geben die anderen Politiker nichts her?

    Benigni: Es gibt keine andere Persönlichkeit in Italien, die ähnlich stark polarisiert wie er.

    Standard: Prodi, Veltroni, jetzt Dario Franceschini?

    Benigni: Prodi, D’Alema und Veltroni waren charismatische Figuren. Vielleicht leitet Franceschini eine Renaissance der Linken ein. Ich hatte vor, ein Stück über die Linke zu schreiben. Aber immer, wenn ich mich hinsetze, ist bereits ein neuer Parteichef an der Macht.

    Standard: In den Siebzigern spielten Sie im Film “Berlinguer, ti voglio bene” von Bertolucci. Enrico Berlinguer war Kommunistenchef. Waren Sie ein Sympathisant?

    Benigni: Meine Eltern waren arme Bauern. In der Toskana, wo ich aufgewachsen bin, gibt es eine lange linke Tradition, vor allem unter der Landbevölkerung. Das war eine sehr romantische Angelegenheit: Man schimpfte, man diskutierte und man träumte den Traum der Gleichheit. Diese Gedankenwelt ist mir immer noch sehr nahe. Ich war nie Mitglied einer Partei, aber ich habe immer gewusst, dass ich aufseiten der Meinen stehe.

    Standard: Wollten Sie jemals weg aus Italien?

    Benigni: Nie. Ich liebe es zu reisen. Aber auch wenn ich ins Ausland fahre, treffe ich immer Italiener. Meine Wurzeln sind tief.

    Standard: Ich habe gelesen, dass Sie als Jugendlicher Priester werden wollten.

    Benigni: Mit zehn ging ich für einige Monate im Priesterseminar zur Schule. Dann gab es eine Überschwemmung und ich bin patschnass nach Hause zurück. Das war’s dann mit meiner Priesterkarriere. Ehrlich gesagt, ich wollte nie ernsthaft Priester werden, auch wenn ich mich gerne mit theologischen Fragen auseinandersetze.

    Standard: Ihr Verhältnis zur katholischen Kirche ist konfliktbeladen. Als Sie sich Anfang der Achtzigerjahre beim Festival in Sanremo über den Papst lustig machten, wurden Sie zu vier Jahren Gefängnis verurteilt.

    Benigni: Nein, nur zu einem Jahr. Aber das Ganze war ein Scherz. Ich habe Johannes Paul II. durch den Kakao gezogen. Man machte mir den Prozess wegen Beleidigung der Religion und Beleidigung eines ausländischen Staatsoberhaupts. Dabei war Johannes Paul II. mein absoluter Lieblingspapst. Ich habe ihn auch kennengelernt.

    Standard: Wie kam es dazu?

    Benigni: Als ich Das Leben ist schön machte, wurde ich angerufen und gebeten, den Film dem Papst vorzuführen. Also bin ich in den Vatikan und habe mir in einem privaten Vorführraum mit dem Papst den Film angesehen. Wir verbrachten einen ganzen Tag zusammen. Es war einer der schönsten Tage meines Lebens. Wir schrieben uns dann Briefe. Er wollte mich wiedersehen und bat mich, für ihn privat Dante zu rezitieren. Aber leider wurde er krank und es kam zu keinem zweiten Treffen. Ich habe ihn geliebt.

    Standard: Welche Rolle spielt die Kirche in Ihrem Leben?

    Benigni: Eine große. Ich bin mit ihr aufgewachsen. Meine Eltern erzählten uns als Kinder Geschichten aus der Bibel. Wir besitzen die schönste Religion der Welt.

    Standard: Aber Sie kritisieren die Kirche auch scharf.

    Benigni: Es gibt nichts Gesünderes als Kritik. Der Zweifel ist Teil des Glaubens. Aber nicht der Glauben beruhigt uns, sondern die Liebe.

    Standard: Als Sie in diesem Jahr beim Festival in Sanremo auftraten, lasen Sie einen Brief von Oscar Wilde an seinen Geliebten vor. War das eine Kritik am Umgang der Kirche mit Homosexualität?

    Benigni: In Sanremo gab es eine riesige Diskussion rund um ein Lied, das vermeintlich gegen Schwule gerichtet war. Darauf wollte ich reagieren. Homosexuelle sind Menschen, die sich lieben. Wenn es um Liebe geht, wird alles groß und die Mittelmäßigkeit hat ein Ende. Also las ich einen Liebesbrief vor. Ich habe aus der ganzen Welt positive Reaktionen erhalten.

    Standard: Sind Sie auch mit deutschsprachiger Literatur vertraut?

    Benigni: Die gehört zu den schönsten der Welt. In meinem Film Der himmlische Teufel wird viel Lessing und Klopstock rezitiert. Und ich liebe Angelus Silesius. Bereits der Name ist ein Gedicht. “Die Rose ist ohne Warum. Sie bluhet, weil sie bluhet.” Ich habe mir das sogar auf Deutsch gemerkt.

    Standard: Hierzulande gehören Dante, Shakespeare oder Goethe zur Hochkultur - ein Best-of-Programm vor 5000 Zuschauern würden viele unpassend finden.

    Benigni: Warum? Es gibt nichts Populäreres als die Literatur. Dante hat Die Göttliche Komödie für das Volk geschrieben. Mein Vater kann weder schreiben noch lesen, aber er kann mehrere Gesänge auswendig. Genau das wollte Dante, er schrieb nicht auf Latein, sondern im damaligen Italienisch. Seitdem ich mit meinem Programm durch die Lande toure, stiegen die Verkaufszahlen der Divina Commedia ums Vielfache. Gibt es was Schöneres?

    (Stephan Hilpold, ALBUM - DER STANDARD/Printausgabe, 11./12.04.2009)

    Hinweis:
    Roberto Benigni gastiert mit seinem Programm “TuttoDante” am 16. April in München, am 20. April in Köln und am 21. April in Frankfurt.

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    April 7th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Jetzt ist Roberto Benigni zum ersten Mal in einer deutschen Talksendung zu Gast und spricht bei “Beckmann” über Humor und dessen Grenzen, seine Passion für deutsche Kultur sowie über sein neues Bühnenprogramm “TuttoDante”.

    Roberto Benigni, ospite del talk-show Tedesco “Beckmann”, parla di umorismo e comicità, della sua passione per la cultura tedesca, e del suo nuovo show “TuttoDante”.

    Ieri in tarda serata Roberto Benigni è stato ospite di Beckmann, famoso talk-show Tedesco, per presentare il suo Tour TuttoDante in Germania, da sempre terra accogliente per tanti connazionali e con un forte legame diretto con l’Italia.

    In Germania la prima tappa di TuttoDante sarà Monaco Di Baviera giovedì 16 aprile presso il Gasteig, Philharmonie in Rosenheimerstr 5. Lo spettacolo è in cartellone anche il 20 aprile a Colonia, il 21 a Francoforte, il 23 a Baden Baden, il 24 a Duisburg, il 26 a Stoccarda.

    Roberto Benigni ha inondato con il suo entusiasmo lo studio televisivo dell’emittente tedesca Ard. Il conduttore televisivo Beckmann ha sollecitato Benigni anche sul premier italiano Silvio Berlusconi: «Ho promesso di non parlare più di lui in Italia. Certo ora siamo in Germania, quindi si può - ha ironizzato - Io amo l’Italia…l’Italia ama Berlusconi… Che dire, ha dato molto materiale ai noi comici».
    Inoltre Roberto Benigni si è prestato a declamare una famosa poesia scritta da Heinrich Heine, “Die Lorelei“. Benigni sorridendo ha citato Balzac: “Si può scherzare su tutto ma non sulla poesia“, e poi ha letto il testo in tedesco, senza fare riferimento alle regole di pronuncia.
    Il dantista più celebre d’Italia si è prestato alla prova di recitazione in lingua straniera davanti a Marcel Rein-Ranicki, severissimo critico letterario, sorpreso di fronte agli abbracci e alle pacche cordiali del comico italiano.

    E’ possibile vedere il video della puntata di Beckmann cliccando sull’immagine qui sotto:

    Alla fine della puntata Reinhold Beckmann ha chiesto a Roberto Benigni di pronunciare alcune parole sul terremoto che ha colpito l’Abruzzo :

    «Ne ho parlato questa mattina ed è terribile, è una vera tragedia.
    Mi viene in mente una bella frase di Goethe che dice “L’incendio di una fattoria è una tragedia, la rovina di uno stato soltanto una frase”. Quando siamo colpiti nei nostri affetti più piccoli, nelle nostre piccole cose, la tragedia è ancora più grande. Ti ringrazio di avermi fatto questa domanda, per manifestare agli Italiani la mia vicinanza.
    Voglio dedicare tutto il Tour che faccio in Germania, che è pieno di Italiani, alle persone che hanno subito perdite nel terremoto, sia nelle case che negli affetti più cari.
    L’Italia è un popolo che sa reagire, e, quando c’è qualcuno che è insieme a te, si può affrontare il mondo, qualsiasi tragedia, se non ti senti solo, se c’è qualcuno che ti ama, si può portare il peso del mondo sulle spalle..»
    Roberto Benigni, 6 aprile 2009.

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    April 7th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    di Gianluca Zucchelli - L’Unità - 7 aprile 2009

    «Dio salvi la Regina… da Berlusconi. Adesso cambieranno l’inno…» Straripa la comicità di Roberto Benigni davanti al Royal Drury Lane di Covent Garden. Il teatro londinese è gremito di Italians - soprattutto - ma anche di britannici italiofili. Per il premio Oscar de La vita è bella un’accoglienza calorosissima, e il Diavolaccio si sente subito a casa: «Se Berlusconi è il primo ministro io posso fare uno show in inglese».

    UN INGLESE MACCHERONICO
    Gioca con la lingua, un inglese maccheronico col quale strizza l’occhiolino al pubblico. Dopo dieci minuti di filato in English spara: «Vi avverto che sto parlando in inglese e che andrò avanti finché non mi inceppo, quando mi inceppo ricorrerò all’italiano. Dante inventò una lingua sublime, io stasera invento il mio… revolting English».
    Benigni rispolvera così i fasti del film Down by law dove con una mimica intensa ed esilarante recitò per Jarmush, in un film americano in bianco e nero, la parte di un italiano che capisce pochissimo inglese e ne parla ancora meno.
    «Pensavo di essere il primo italiano a fare uno show a Londra» risate, applausi. «Ma Mr Berlusconi mi ha preceduto. Meraviglioso show a Buckingham palace. Siamo orgogliosi di presentare Mr Berlusconi in: “Obama, Obama!”. Un po’ incazzated la regina l’ho vista: “Ma cosa fa, perché urla?”. È un collega dello spettacolo… Ora cambiano l’inno, God save the queen from Berlusconi. Immagina: “Ah Elisabetta!”. Lui era così di buon umore, come un boy scout in gita. Affascinato dalla regina Elisabetta come me con Raffaella Carrà, poteva perfino prenderla in collo o toccarle il sedere. “Obama!” e ci pensi se fa come me con Pippo Baudo, gli strizza le palle… è un genio. Devo dire o è un genio o siamo perduti».
    Una stoccata la dedica anche al revival di Tangentopoli. «Ero in albergo a Londra e mi portano i giornali italiani, vedo i titoli su Mario Chiesa. Scusate, sono i giornali di vent’anni fa, voglio quelli di oggi. Oggi? Mario Chiesa? Ancora? Cinque anni in prigione e poi dove lo mettono? Come se un pedofilo sta cinque anni in prigione e poi lo fanno direttore di una scuola materna».

    LA SINISTRA ITALIANA
    Roberto non risparmia neanche la Sinistra: «Se non ci fosse mancherebbe il materiale per lo spettacolo… la sinistra è andata al governo e non ho fatto in tempo a scrivere le gag su Prodi che il governo è caduto… hanno fatto una legge e il giorno dopo gli stessi ministri sono scesi in piazza contro la stessa legge; è inutile, sono abituati talmente a stare all’opposizione che la fanno anche quando sono al governo…».
    Regina Elisabetta
    Poi si schiarisce la voce: «Lo prometto solennemente: non parlerò più di Berlusconi». Il pubblico fa coro: «No, no». Benigni risponde: «In Italy, qui sono all’estero». Applausi. «Parlo in inglese così posso sempre dire: sono stato frainteso, c’è stato un fraintendimento, quel che ho detto non è quello che i giornali hanno scritto… lost in translation». Chiaro il riferimento, ancora una volta, al Cavaliere. E il ritornello cerca la complicità del pubblico: «Stasera parlo di Dante in inglese a Londra,come essere MrBean che parla di Milton in Italia in italiano. Se divago, mi accorgo che vado fuori tema, basta dire…»
    Benigni cambia tono, esclama con un guizzo della voce: «Berlusconi! E torno a tema…». Risate, applausi. «Siamo tutti unici, vi bacio tutti, perché come dice Dio… sto volando troppo alto… Berlusconi…». Risate, applausi. E alla fine, dopo due ore filate di Dante, cultura e politica, è standing ovation.

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    April 6th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese, nel tempio teatrale del West End di Londra, e la platea dell’antico Theatre Royal - anche se in larga parte composta da italiani - gli regala una serata trionfale

    (Il Corriere Fiorentino) - Satira, poesia, amore, e l’emozionante lettura della Divina Commedia: Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese, nel tempio teatrale del West End di Londra, e la platea dell’antico Theatre Royal - anche se in larga parte composta da italiani - gli regala una serata trionfale. L’attore e regista toscano ha stregato gli spettatori con il suo racconto e la spiegazione del V canto dell’Inferno della Divina commedia, tutto nel suo inglese personalissimo e a tratti strampalato, ma ricco di vocaboli aulici, capace di veicolare con forza poesia, energia e l’entusiasmo commosso per la lettura conclusiva del Sommo Poeta.

    TUTTOBENIGNI - Ha fatto sorridere, riflettere e a tratti anche commuovere Roberto Benigni, in azione domenica 5 aprile sul palcoscenico inglese più antico, il Drury Lane Royal Theatre, nel cuore del West End, il quartiere storico dei teatri. L’occasione era l’unica tappa inglese del tour “TuttoDante”, con la lettura del canto V dell’Inferno, ormai cavallo di battaglia dell’attore toscano, che lo recitò anche nell’appuntamento in prima serata dedicatogli giovedì 29 novembre 2007 da Raiuno, quando fece registrare 10 milioni di telespettatori con un equilibrato mix tra una prima parte di satira politica e una seconda destinata all’approccio vero e proprio con la “Commedia” di Dante . E anche domenica sera a Londra, Benigni ha riproposto questa collaudata struttura, riscuotendo, ora come allora, il plauso di pubblico e critica, pressoché unanime da entrambe le parti.

    SATIRA E POESIA, ANCHE A LONDRA - «Sto parlando in inglese, nel caso non ve ne siate accorti», ha scherzato tra gli applausi Roberto Benigni.
    Il comico nativo di Manciano La Misericordia ha iniziato il suo show con un monologo sull’attualità politica, non lesinando le consuete frecciate al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definito “il primo italiano a Londra a fare un one-man-show”, in riferimento alla gag del premier con il presidente Usa Barack Obama durante il G20 tenutosi nella capitale britannica la settimana scorsa.
    L’intervento benignano, caratterizzato dall’abituale ginnastica verbale ed esuberanza gestuale (tra scatti, movenze e uso di variopinti vocaboli della lingua d’Albione come “discombololated” e “frabbergasted”, rispettivamente “astruso” e “attonito”), è stato per gran parte dello spettacolo recitato in lingua inglese, scelta che ha evidenziato lo sforzo e la volontà del performer aretino di farsi comprendere da quanta più gente possibile accorsa a teatro. Sulla scelta dell’idioma della Regina, lo stesso Benigni ha fatto anche una battuta autoironica, paragonandosi, per quanto riguarda l’aspetto linguistico della sua performance, a “Mr. Bean che parli di John Milton in italiano”.
    Nell’augusto Theatre Royal di Drury Lane, il più antico di Londra, in funzione ininterrottamente dal ’600, Benigni ha iniziato la serata, come di consueto, con la parte satirica: obiettivo preferito, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e, in particolare, la sua ormai celebre scenetta con la regina Elisabetta durante la foto al G20. «Poteva fare come feci io con Raffaella Carrà», ha detto Benigni tra le risate generali. «E con Obama poteva fare come feci con Pippo Baudo, toccandolo là». Ma se l’è presa anche con i governi del centro sinistra: «Non facevo in tempo a scrivere le battute, che loro erano già caduti». Quindi ha volato alto, in termini poetici, sull’arte, l’amore, la vita, Dio, il corpo e l’anima.

    L’ELOGIO DI DANTE - Poi l’elogio del genio innovatore di Dante, il racconto con Semiramide, Didone, Paolo e Francesca del sublime V canto, poi l’intensa lettura (in italiano, «perchè Dante non si può tradurre»). In platea si ride molto con le battute satiriche, ma la spiegazione straordinariamente appassionata di Dante e del suo mondo, delle invenzioni della Firenze di quegli anni, di come il poeta faccia provare delle emozioni perchè crea le parole per definirle, magnetizza i presenti. Il palco è nudo, con alle spalle solo un telo bianco, che diventa rosso per l’emozionante lettura che inizia con «Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo, che men loco cinghia, e tanto più dolor, che punge a guaio»: Benigni sudato cambia la maschera e recita come in una tragedia, qual è il V canto. L’energia e la sincera passione profuse ed emananti dalle parole del comico toscano hanno conquistato la platea londinese, religiosamente in silenzio durante i passi più toccanti del canto V, come la descrizione degli effetti dell’amore sui due amanti e la reazione di Dante, quel “e caddi come corpo morto cadde” magistralmente pronunciato con “dizione quasi operistica” (così l’ha definita Bruce Dessau dell’ “Evening Standard”) di Benigni. Questi, come è nel suo stile, si è poi dimostrato capace di inframmezzare, a momenti carichi d’emozione, battute taglienti che sottolineano i legami esistenti tra storia passata e presente, come l’invenzione del purgatorio da parte di un papa, Martino V, interessato a “fare più soldi” avendo a disposizione maggiori masse di fedeli per le indulgenze.
    Alla conclusione del canto l’applauso è unanime, una standing ovation che testimonia perfettamente l’atmosfera della serata, dove commozione e ironia sono andate perfettamente a braccetto così come lingua italiana e inglese. Questo il miracolo della vera Poesia.
    Forse ci doveva essere un display con la traduzione, ma per un problema tecnico non c’è. Poco male: Dante parla a tutti, anche a chi non sa l’italiano. E alla fine, è standing ovation, tra entusiasmo e vera commozione.

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    April 6th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    di Nicol Degli Innocenti
    ILSOLE24ORE.COM > Cultura e Tempo libero

    LONDRA - Trionfale debutto londinese per Roberto Benigni, che ieri sera ha presentato all’antico Royal Theatre Drury Lane il suo spettacolo “TuttoDante”, per la prima volta in inglese, ricevendo un’ovazione in piedi. Che fossero presenti quasi tutti gli italiani residenti a Londra era scontato. Sorprendente invece il grande numero di inglesi presenti, a dimostrazione di quanto anche nella perfida Albione sia diffuso l’amore per Dante. Molti naturalmente erano venuti a vedere lui, Benigni, ancora ricordato per il film La Vita è bella e per l’esuberanza con la quale accettò il premio Oscar come attore protagonista, esattamente dieci anni fa.

    L’artista toscano non ha deluso, partendo dalla satira per poi passare ai versi sublimi di Dante. “Ero felice di diventare il primo italiano della storia a fare un one-man show a Londra, - ha esordito Benigni. – Però Berlusconi mi ha preceduto con il suo show a Buckingham Palace e le sue urla di Obama, Obama.” Il quasi-incidente diplomatico in occasione del ricevimento dei leader del G20 e’ stato poi minimizzato, ma, ha aggiunto Benigni, gli inglesi stanno modificando l’inno nazionale, cambiando il celebre “God Save the Queen” in “Dio salvi la Regina da Berlusconi”.

    Alla satira, come sempre, Benigni abbina altrettanta auto-ironia. “Essere qui, a parlare di Dante in inglese a Londra, e’ un po’ come avere Mr Bean che parla di Milton in italiano a Roma,” ha detto, chiedendo al pubblico di correggere i suoi errori o consigliargli la parola giusta “quando mi blocco”. In realtà blocchi non ce ne sono stati e Benigni ha dominato da mattatore il palcoscenico vuoto, trascinando il pubblico con la sua incontenibile passione per Dante ma più in generale per la poesia. Per sottolineare la modernità e contemporaneità di Dante, ha ricordato che la Firenze di allora era come la City di Londra di oggi, afflitta dalla crisi, città di ingordi e avidi degni dell’Inferno, dove la rabbia di molti vorrebbe ora spedire i finanzieri d’assalto e i banchieri dai ricchi bonus. La parola finanza e’ stata coniata dai fiorentini, come ‘fiorino’, ‘banca’ e l’attualissimo termine ‘bancarotta’.

    Questo e’ solo uno show, minimizza Benigni, che dice di voler lasciare il vero insegnamento ai professori. Però spiegando e illustrando la storia, i temi e i contenuti della Divina Commedia, con una lunga serie di digressioni, divagazioni e non sequitur, l’attore rivela l’ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura con una carrellata di nomi e riferimenti da Tommaso d’Aquino a Montesquieu, da Giotto a Cranach, da Seneca a Giulio Romano, da Shakespeare a Coleridge, da Flaubert a Jimi Hendrix.

    La Divina Commedia, ha detto Benigni, è “il gusto della felicità”, i suoi versi “come talismani da conservare come un tesoro per tutta la vita“. Spiegare Dante è sempre riduttivo, come “accendere una candela per far vedere il sole”, ma diffondere i suoi versi è importante. L’impressione è che Benigni non avrà pace fino a quando avrà completato la sua missione di rendere accessibile Dante e portato il suo messaggio in tutto il mondo. Dopo il grande successo in Italia, dove oltre un milione di spettatori lo hanno visto, e dopo gli spettacoli in Europa il tour di TuttoDante proseguirà negli Stati Uniti e in Canada e si concluderà a Buenos Aires. “La poesia e’ nella penna di chi scrive ma anche nell’orecchio di chi ascolta,” dice Benigni e parla direttamente all’anima della gente, “quella parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba.”

    Esegesi conclusa, istrionismo messo da parte, arriva il momento più solenne: la recitazione, a memoria, del Quinto Canto dell’Inferno. Nel grande teatro londinese sembra che tutti trattengano il respiro. Il silenzio e’ assoluto. Quando Benigni conclude, con la voce rotta dall’emozione, “e caddi come corpo morto cade”, scoppia l’applauso. Tutti in piedi, gli spettatori inglesi che si sentono ora un po’ più vicini all’Italia e gli italiani, ancora più orgogliosi di essere tali.

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    April 6th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    (The Teenage Theatre Critic) - My word this was something special. Dante’s Divine Comedy seems all the rage right now but Roberto Benigni’s “Tutto Dante” is about as far from Romeo Castellucci’s abysmal “Inferno” as it’s possible to conceive. From the off it was clear that the sheer energy and bravado of Benigni was going to be hard to resist. Seldom have I heard a man enthuse more about art and life than Benigni. Most in Britain would be embarrassed to express such love for the arts but he does it with such wild abandon that I couldn’t help but feel the same.

    The opening half hour or so amounts to the most high-brow stand-up you’re ever going to come across. His English isn’t quite perfect (although it’s very impressive and he did the entire show effectively without notes) but his Tigger like energy and endless passion for everything he talked about made the slightest joke hysterical. He merely had to mention Silvio Berlusconi to have the entire audience crying with laughter. The tone shifts slowly into the more serious Dante content but the tone was never heavy with a constant stream of stories that never got dull.

    He was most exposed when he got to the nitty gritty of the text and often shifted into Italian, although he tried hard not too and considering the huge proportion of the audience who spoke the language it didn’t much matter either way, but from a non-speaker it became a little confusing. His real love for the subject was entirely evident however no matter what he was saying or in what language. When he finally read the passage (Canto V of Inferno) it was like hearing a great Shakespearean actor declaiming for all his worth. I could only cursorily understand, although single words were enough to jog my memory of the hour long lesson that had preceeded. Lesson is really the wrong word; if all my lessons had been this compelling I’d be a much smarter guy than I am.

    Benigni is a great entertainer but he’s also a fabulous educator, producing pearl after pearl of fascinating insight whether directly linked to Dante or not. The remarkably easy mix of comedy with textual analysis is shockingly impressive; I don’t think I’ve ever come across anything quite like this before. I left the theatre feeling that not only had I enjoyed myself thoroughly but that I’d learnt something worthwhile and even more curiously felt better about the world we live in. “TuttoDante” is a majestic, life affirming evening, a journey I’d take over and over again if I had the chance. I couldn’t have higher praise for Roberto Benigni, a true genius.

    Posted by The Teenage Theatre Critic at 07:00, 6 april 2009

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    April 6th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    “Gli inglesi hanno recentemente cambiato il loro inno nazionale: ‘God Save the Queen…. from Berlusconi’” (Roberto Benigni a Londra)

    (ANSA) - LONDRA, 6 APR - Roberto Benigni per la prima volta racconta Dante in inglese a Londra e l’antico Theatre Royal gli regala una serata trionfale. L’attore e regista toscano ha incantato con il suo racconto e la spiegazione del V canto dell’Inferno della Divina commedia, tutto nel suo inglese personalissimo e strampalato, ma ricco di vocaboli aulici (ancorche’ pronunciati in maniera ‘benignana’), capace di veicolare con forza poesia, energia e l’entusiasmo commosso per la lettura del Sommo Poeta.

    La platea ha accolto con entusiasmo la spiegazione del V canto dell’Inferno della Divina commedia fatta dal comico toscano. Un inglese molto personale quello di Benigni che però non ha tolto nulla al suo racconto. La declamazione finale dei versi, tuttavia, è stata fatta in italiano “perché Dante non si può tradurre”.

    Come di consueto l’attore ha aperto la serata con un po’ di satira. Parlando del recente episodio che ha visto Silvio Berlusconi venir ripreso dalla regina Elisabetta, Benigni ha detto: “Poteva fare come feci io con Raffaella Carrà”. Poi ha aggiunto: “E con Obama poteva fare come feci con Pippo Baudo, toccandolo là”.

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    April 6th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Italian national hero, Benigni, delivers one-man show Tutto Dante - a comical yet serious enterprise.

    By Cassandra Jardine (The Telegraph)

    The atmosphere at Roberto Benigni’s one-man show Tutto Dante (”Everything about Dante”) was more akin to a football match than a night at the theatre. With tutti gli Italiani in the UK, it seemed, assembled at the Theatre Royal, there were whoops and stamping feet before the man himself even bounced on stage, accompanied by circus music and whirling lights.

    Benigni has long been a national hero in Italy. Climbing over the seats to collect his Oscar for the 1997 tragicomedy La Vita è bella (Life Is Beautiful) was only the most conspicuous of his acts of iconoclasm. Since the 1970s he has been adored as a satirist of Italy’s politicians. But, over the past three years, he has added to his hero status through his touring show dedicated to Italy’s medieval literary giant, Dante Alighieri, author of The Divine Comedy.

    But before Benigni got down to the serious business of the evening, he acted as his own warm-up artist. His jokes about Italy’s prime minister Silvio Berlusconi raised easy laughs, but were none the less funny for that – not least because he delivered them in English. The advance publicity had said that the show would be in Italian, with no surtitles (because he improvises), so the shift was greeted with relief from the minority of the Brits – and sighs of disappointment from the Italians. “It will be like Mr Bean in Rome talking about Milton,” said Benigni. But despite his comic delivery, this was a serious enterprise, a homage to a great era of 13th- and 14th-century Italian culture.

    In the years immediately before Dante (1265-1321) was writing, he explained, the Florentines (of whom Benigni is one) gave us our banking system (ho, ho), the piano and violin, the artistic breakthroughs of Giotto and the lettered notes in which our music is written. To him, however, The Divine Comedy is the period’s crowning achievement, the first poem in which the author uses “I” and reflects contemporary life.

    Having never got much further than the famous first line: “Nel mezzo del camin di nostra vita,” my Italian became increasingly stretched as he explained various nuances of his chosen section, the Fifth Canto of the Inferno which deals with lechery.

    By the time he reached the final section – a recitation of the poem itself – I was out of my depth. It didn’t matter. He recited the words so animatedly, but with such reverence for the 11-syllable lines, that it was like listening to great music. Millions of Italians have so far risen to their feet to cheer at the end of this show; this evening was no exception.

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    April 6th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    (Contenuto tratto dal blog http://valeriacorna.blogspot.com)
    Ieri sera Benigni è sbarcato a Londra e io ho avuto finalmente l’occasione di vederlo sul palcoscenico, nel suo Tutto Dante.
    Nonostante le aspettative fossero alte, il nostro Roberto è riuscito a sorprendermi. La sua capacità di far ridere, sorridere e poi commuovere è spettacolare. E’ uno dei pochi artisti in grado di affrontare temi seri con leggerezza; di regalare un sorriso che ti si imprime nel cuore e di suscitare pensieri ed emozioni che non si dimenticano quando il sipario si chiude.
    Benigni ha recitato per la maggior parte dello spettacolo in inglese dimostrando innanzitutto un grande sforzo (qualche politico lo dovrebbe prendere ad esempio), ma anche l’universalità della sua simpatia. In italiano solo qualche parola qua e là e, ovviamente, la lettura del V canto dell’inferno, uno dei momenti più intensi dello spettacolo.
    Mi sono amareggiata, quando uscendo dal meraviglioso Royal Theatre ho sentito qualche italiano lamentarsi del fatto che lo spettacolo fosse in inglese. “Si sforzava troppo e io mi dovevo sforzare con lui” dicevano. Oppure “parlava troppo lentamente, in italiano lo spettacolo avrebbe avuto un altro ritmo”. Queste lamentele mi fanno innervosire perchè riflettono una mancanza di apertura all’arte. Un artista non è un prodotto che si va a comprare al supermercato. Si va a teatro per essere sopresi, per trovare qualcosa che non ci si aspetta.
    Io dico “viva Benigni in inglese e in tutte le altre ligue del mondo“. Grande Roberto!

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    April 6th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    A review by Bruce Dessau, This Is London - 06.04.09

    Diminutive actor/comedian Roberto Benigni is best known here for his Oscar-winning role in controversial holocaust film Life Is Beautiful.

    In his native Italy, however, he is also famed for his live performances entitled TuttoDante, in which he celebrates his country’s Shakespeare, Dante Alighieri. The show visited London last night for a brief stopover and his enchanting appearance in front of a largely partisan crowd made the Theatre Royal feel more like La Scala.

    Before a recital from the Divine Comedy this charismatic clown displayed the idiosyncratic storytelling skills that have made him a superstar. In a mix of Italian and broken English he immediately won over a crowd by excitably explaining that he was “discombololated, frabbergasted, boohaha”— his eccentric verbal gymnastics echoing his physical antics when he clambered over seats to accept his Academy Award in 1998.

    A demonstration of his satirical streak came in a succession of crowd-pleasing swipes at the shouty Italian Prime Minister accompanied by a playful smile so wide it could engulf St Peters in Rome: “I thought I was the first Italian in London making a solo show, but Mr Berlusconi preceded me” he grinned. Home affairs did not escape either, with his reference to “two cassettes pornographico”.

    Even with the serious business of Dante, Benigni could not resist more gags, alluding to biblical mother-in-law jokes and claiming that purgatory was invented by a pope to make more money by having more masses.

    As for the notion of performing in English, he perfectly described it as being akin to “Mr Bean talking about John Milton in Italian”.

    By the time he came to the Divine Comedy’s Fifth Canto, proceedings had overrun but no one was complaining. There was pin-drop silence as Benigni switched from passionate babbling to controlled, near-operatic delivery. Even for fans with minimal grasp of Italian the beauty of the poetry was apparent.

    If there was a fault it was the title. TuttoDante means “everything about Dante”. This was all about the man on stage.

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    April 5th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Dopo aver fatto registrare il tutto esaurito in stadi e teatri di tutta Italia per qualche stagione consecutiva il celebre one man show di Roberto Benigni TuttoDante, incentrato sulla Divina Commedia, arriva anche Londra.

    L’emozionante declamazione dei versi del Sommo Poeta, ritmatamente inframezzati dagli interventi comici di Roberto Benigni, andranno in scena nello storico Theatre Royal Drury Lane dove il comico toscano rinnova il suo viaggio tra presente e passato, passando per le famose terzine di Dante Alighieri, senza far mancare la sua ironia graffiante sulla politica e la società di oggi.

    Roberto Benigni è molto amato dal pubblico italiano ma anche estero dopo aver incantato le platee di mezzo mondo con La Vita è Bella, il film del 1997 che lo consacrò come astro della cinematografia internazionale facendogli vincere anche un premio Oscar. Dopo Londra il tour mondiale di TuttoDante con Roberto Benigni toccherà altre importanti città come Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte, Baden Baden, Duisburg, Stoccarda, New York, Buenos Aires, Boston e Chicago.

    —————————————————————————
    *Collabora con noi: Hai assistito allo spettacolo di Londra? Scrivi un commento o inviaci il tuo resoconto a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto su queste pagine!
    Did you see London’s show? Write a comment or a review, and send an e-mail to
    info@unbenignidanobel.it.. We’ll publish it on the blog! ;-)

    Andrea - April 6th, 2009 at 00:41 - ha scritto:
    Una serata fantastica!
    2 ore e non si è mai fermato!!!!
    Un vero genio!
    Non pensavo sarebbe riuscito a portare avanti quasi tutta l’intera serata parlando in Inglese!!!
    Bravo Roberto!

    Un altro commento da YouTube:
    Fantastico lo spettacolo…è un grande. Grazie Roberto…dopo tanto tempo a Londra forse per la prima volta mi sono sentito fiero di essere italiano.

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    April 5th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Al Jazzera English - Roberto Benigni interviewed on “Frost over the world”:

    Roberto Benigni jumping over the backs of the plush chairs to get to the stage to collect his Oscar for “Life is beautiful” has remained one of the iconographic moments in the history of the Academy Awards, together with his acceptance speech, delivered in his unique patois. Since then, he has consolidated his reputation in Europe as one of the very few real original artists working in entertainment, not scared of venturing in the field of biting and topical political satire.

    Roberto’s deep love for Dante’s Divine Comedy brought him to devise an entire show centred on this work, with humorous excursions in every possible direction. His Dante has proven to be a total cultural sensation, creating the demand for a worldwide tour and succeeding in the mean feat of bringing what was conceived as the most sublime of popular culture back to the people.
    This jubilant moment of Divine zeitgeist will have its London debut at the Theatre Royal Drury Lane on the 5th of April, when Roberto Benigni will appear live for his one-man show spanning from Politics to the Meaning of Life, from the Nature of Truth to the Truth that only Beauty can offer.

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    April 4th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni

    “Winning my Oscar was an ‘Azzurro’ moment. I was full of joy like a watermelon!”

    This morning, on BBC Radio 4, the journalist Fi Glover interviewed Roberto Benigni - who is in London for his one-man show TuttoDante currently on World Tour - about his “Inheritance Tracks“: he referred to “Casta Diva” (Vincenzo Bellini) sang by Maria Callas, and “Azzurro” by Paolo Conte and Adriano Celentano.

    Click here to listen to this nice interview:

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    April 4th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    On BBC Radio 3 (Tuesday, March 31st) Roberto Benigni talked about his one-man theatre show about Dante’s Divine Comedy which has been filling stadiums in Italy and is now coming to London (Drury Lane Theatre) as part of a worldwide tour.

    Bidisha (BBC Radio 3) talks to Oscar-winning Italian actor Roberto Benigni - best known for his comic film set during the Holocaust, Life Is Beautiful - about his obsession with Dante and his one-man show TuttoDante. Benigni is often remembered outside Italy for his behaviour at the 1998 Academy Awards when accepting the Best Foreign Language Film Oscar for Life Is Beautiful - he climbed on the backs of the seats for his procession to the stage and applauded the audience.

    Benigni is regarded in Italy as an excellent improvisatory poet and he can recite Dante’s Divine Comedy from memory. His one-man theatre show inspired by the Divine Comedy and mixed with observations on current affairs and his own past experiences has been a huge success in Italy. TuttoDante (Everything about Dante) was seen on television by more than ten million people. Bidisha asks whether something so Italian can make the transfer to Britain.

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    April 4th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    ROBERTO BENIGNI “TUTTODANTE” - WORLD TOUR 2009

    at the ROYAL DRURY THEATRE, LONDON - 5th APRIL 2009

    This show will be in Italian and English

    A POETIC JOURNEY BASED ON ONE OF THE WORLD MOST FAMOUS WORKS OF LITERATURE: “THE DIVINE COMEDY”

    On Sunday the 5th of April all the people in the UK will have the chance to see Roberto Benigni, one of the most loved and internationally renowned Italian star, performing live on stage his acclaimed rendition of the fifth canto of the Dante’s Divine Comedy.

    Benigni’s one man show combines current events, personal recollections narrated with a great deal of irony, and a poetic and passionate journey through the world of the Divine Comedy.
    The show debuted in June 2006 in the Roman theatre on Patras in Greece, where Benigni read and explained Canto XXVI of the Inferno, devoted to Odysseus, before an enraptured audience. In July of 2006 he performed for 13 nights in the Piazza Santa Croce in Florence, next to Dante’s statue. Reciting a different canto every night, he drew over 4000 people to each performance.
    After his success in Florence, Benigni took TuttoDante on a tour across Italy, staging a total of 130 shows in numerous piazzas, arenas, and stadiums and attracting an estimated audience of one million spectators. Commenting on the affection, appreciation, and enthusiasm demonstrated by his audiences Benigni said: “It’s been an incredible work; I’ll treasure this experience as one of the sweetest, most popular, and emotional memories of my life.” Variety called TuttoDante “a little miracle.” Roberto Benigni’s unprecedented effort to disseminate Dante’s poetry earned him a nomination for a Nobel Prize in literature in 2007.

    TuttoDante is a unique event, a fascinating voyage that spans from current events to the Divine Comedy, from moments of pure comedy to moments of breathtaking poetry.

    Show time: 08.30 pm doors: 07.00 pm

    Advanced tickets : www.seetickets.com

    *”The Divine Comedy“, written by Dante Alighieri between 1308 and his death in 1321, is widely considered the central epic poem of Italian literature, and is seen as one of the greatest works of world literature. The poem’s imaginative and allegorical vision of the Christian afterlife is a culmination of the medieval world-view as it had developed in the Western Church. It helped establish the Tuscan dialect in which it is written as the Italian standard.

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    April 3rd, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Last night Roberto Benigni was a guest at the popular “Graham Norton Show” live on BBC TWO, England. Roberto was invited to speak about his one-man show TuttoDante (Everything About Dante), coming to London, Theatre Drury Lane, on Sunday the 5th of April.

    Cick here to view the entire video of the show.

    *YouTube clips with the best moments of the show:

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    April 3rd, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    Benigni sbarca a Londra nel teatro di Lloyd Webber con il tour mondiale di “Tutto Dante”
    “Voglio portare il mio abbraccio agli italiani all’estero. Ma il mio messaggio è universale”

    Roberto Benigni sceglie Italians of London per presentare in esclusiva la tappa londinese del tour mondiale “Tutto Dante”, spettacolo in cui l’attore e regista interpreta la Divina Commedia – canto quinto dell’Inferno, accompagnato da uno sguardo satirico sull’attualità. Una performance nei teatri internazionali più prestigiosi, prima di dedicarsi di nuovo al cinema per le riprese del film che lo vedrà impegnato a partire dal prossimo Luglio.

    di Alessandra Bonomolo, Italians of London - Londra, Venerdi’ 20 Marzo

    Sguardo vivace e un saluto caloroso. Roberto Benigni ci tiene a conoscere chi gli sta davanti. Fissarne il nome, scoprirne qualche dettaglio.
    È così che ci accoglie l’acclamato regista-attore premio Oscar quando andiamo ad incontrarlo. Un solo accenno al suo spettacolo ed è subito un fiume in piena di parole tanto semplici che riescono ad incantare.

    “Le persone del pubblico alla fine si commuovono. Non perché sia Dante a commuovere, ma perché si va toccare, dentro di noi, una parte della quale nessuno si preoccupa mai, dove ogni passo rimbomba.” E prosegue. “L’anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando tu mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima gli viene data tutta spazzatura, continuamente.”

    Un one-man show intimo e corale. È nata così l’idea di portare Dante in giro per le piazze del mondo, nella voce e nei gesti di Benigni. Con l’obiettivo di offrire “una cosa fresca, un frutto dal profumo straordinario.”
    Il calore del pubblico è immediato, ovunque. “Riesci a sentire che la gente te ne è grata, come se ti dicesse – Ecco, finalmente tu hai accarezzato quella parte là.”

    Siamo a Londra; Benigni ha appena scompigliato la compassata Sarah Montague nel Today Programme di BBC Radio 4. È una tiepida giornata primaverile, senza sconti al flusso di notizie che alimenta apprensione per la crisi economica.
    “Londra è la Firenze all’epoca di Dante. La vera city del mondo, dove albergavano avidità, lussuria, superbia. La parola finanza è stata coniata dai fiorentini proprio a quel tempo, insieme al fiorino. Pensa, il Financial Times ha le sue origini in Italia! Anche la parola banca deriva dal toscano, quando i finanzieri prestavano denaro al Re d’Inghilterra, per poi spesso pentirsi in letto di morte per gli interessi da usura praticati. Ecco, a parte questo… è rimasto tutto uguale.”

    Quindi la Divina Commedia sarebbe ancora attuale, oggi, in una metropoli come Londra.
    “E certo!” Benigni sbotta. “Dante ha parlato proprio di questo: più moderno di così si muore!” Quindi spiega. “Le tre fiere di cui si parla nella Divina Commedia - la lonza, il leone, la lupa- non sono altro che gli idoli moderni: sesso, successo e soldi, le solite belve di sempre.” Si tratta, aggiunge, di simboli dalla portata universale, che incidono non soltanto sulla libertà individuale, bensì collettiva. Poi il discorso perde i toni allegorici e si fa concreto. “Questa che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi orribile, che è nata dal male e dalla stupidità. Speriamo che questo Inferno ci sia di monito.” Passaggio necessario, forse. Benigni cita il sommo poeta - “che io perdei la speranza dell’altezza”- quando parla delle conseguenze economiche e morali dei nostri comportamenti.
    Il comico toscano, dunque, fa rivivere Dante ai tempi del credit crunch, mentre invita con la sua proverbiale esuberanza “a riscoprire quel che vi è di divino dentro ognuno di noi. Per non ritrovarsi, alla fine, proprio come se non si avesse vissuto.”
    L’immagine che la nostra memoria mette a fuoco è quella delle anime disfatte che percorrono il London Bridge, così come Eliot le ha ritratte nella sua Terra desolata.
    Oggi il grillo parlante sembra abbia preso a prestito il volto di Pinocchio.

    Italians of London è la più grande Associazione di italiani di nuova emigrazione in Inghilterra. Giovani, in larga parte, che hanno lasciato il proprio paese per scelta o spesso per necessità, delusi dallo sconfortante contesto sociale che li costringe ad essere dei “cervelli in fuga”.
    Come vede la situazione italiana attuale, specie con riferimento alle nuove generazioni?

    Il tono si fa cupo. “Conosco bene la situazione dei giovani in Italia, perché io vengo da là.” Poi la serietà dell’argomento cede subito il passo all’irrefrenabile ironia. “Io non fuggo perché non sono un cervello, giusto per quello…”
    Buffo, per un candidato al premio Nobel. Se non fosse per quella risata tanto aperta e sincera che quasi vien voglia di crederci.
    “Pensa se ci fosse stata questa fuga dei cervelli nel Rinascimento e avessero lasciato andare all’estero persone come Michelangelo, Leonardo, Galileo, Dante. Il solo pensiero fa impressione. Cosa sarebbe accaduto? Tutte le arti e tutti i poteri moderni sono imitazioni delle arti e dei poteri italiani, del nostro Rinascimento. Qualsiasi impero è un’imitazione del nostro, almeno in Occidente. Che lo si voglia dire o meno, è così.” Poi Benigni si ricorda che, tutto sommato, siamo nella terra di Shakespeare. “Non per essere nazionalista - voglio troppo bene all’Italia per esserlo - ma quella voglia, quel desiderio…. di dire beh, son contento di esser nato lì ce l’ho tanto forte, ecco, forte forte.”
    Roberto Benigni non riuscirebbe mai a risultare melenso o scontato. Quando parla dell’Italia arde di passione e si commuove come un bambino. Il tutto mentre pronuncia un’unica frase. Non gli servono telecamere né riflettori per essere ciò che è. Indossa il solito pullover a V con cui lo si vede sempre in foto e una sciarpa come unico vezzo d’artista.
    “Il tour è nato per portare gli spettacoli agli italiani all’estero. Vengo per loro.” E riesce persino a non cadere negli stereotipi dicendolo. “C’è dell’allegria in fondo ai loro occhi. Un desiderio vispo, affatto languido, che gli fa dire - Io tornerò - proprio come nelle canzonette.” La sinergia con il pubblico, durante gli spettacoli, è “un abbraccio amorosissimo”, nella lingua benignana. Un “senso di bellezza” che pervade i teatri, quasi l’alchimia sprigionasse una “sensualità erotica”. Come è già accaduto a Parigi, a Bruxelles, in Grecia, in Svizzera. Ma non solo con i connazionali. “Lo spettacolo poi si espande, perché quel che Dante dice è talmente universale che nella mente di ognuno risuona qualcosa di immenso. E per di più mostra la grandezza del nostro Paese.”
    Il pensiero torna di nuovo all’Italia di oggi. “Ora è proprio tutta coperta, ma queste ceneri nascondono un fuoco possente.”

    Cosa intende dire?
    “Sta per succedere qualcosa. Sì. Accadrà un piccolo Rinascimento.”
    Un messaggio che suona come una profezia, tanto è accorato. “Bisogna aspettare la fine, no? Come è sempre accaduto. Da noi non è morto nulla, è tutto vivo. Io sto in Italia, lo sento. Non sto in un posto dove ci sono i cadaveri.”

    Il 5 aprile Tutto Dante sbarca a Londra, prima di fare rotta verso l’America. Il tour si è rivelato un successo senza precedenti, che ha superato ogni aspettativa per uno show di poesia unita a satira che ha riempito gli stadi della penisola e fatto il tutto esaurito a Parigi e nelle principali tappe europee. Benigni porterà in scena il V Canto dell’Inferno, il canto più amato della Commedia - quello della lussuria - che celebra l’amore di Paolo e Francesca. Il palcoscenico è quello del Royal Drury Lane, il più antico e affascinante teatro di Londra, di proprietà del celebre compositore Andrew Lloyd Webber, nel cuore del West End.

    Un’operazione di divulgazione letteraria?
    “No, assolutamente. Gli studenti hanno i professori; “Tutto Dante” è invece uno show, nel vero senso della parola. Perché Dante è spettacolare e perché spero di fare spettacolo io.” E continua. “Non è nemmeno un fatto politico. Il messaggio è racchiuso nell’abbraccio che rivolgo principalmente agli italiani che vivono all’estero.”

    Anticipazioni?
    “Beh, vengo in Inghilterra… dovremo parlare un po’ di quello che accade qua, iniziando da Gordon Brown. Poi Obama e… Berlusconi. Parlerò delle notizie del giorno prima.”

    Tutto Dante è uno show dove i versi di Dante si mescolano all’attualità in maniera del tutto inedita, in un viaggio sorprendente fra satira e poesia, alta letteratura e politica -sbeffeggiata alla maniera di Benigni. Il tutto proposto con la leggerezza di chi è capace di far ammutolire e ridere intere platee, quasi a creare un sortilegio. Benigni promette agli spettatori di Londra divertimento e riflessione insieme.
    “Perché è come Dante e la Divina Commedia. C’ è l’Inferno e il Paradiso. Un momento per divertirsi e uno per commuoversi. Se non ci si diverte, non ci si può commuovere.” In fondo questa è la sua lezione.

    Alessandra Bonomolo

    Copyright Italians of London 2009

    Questa intervista e’ stata pubblicata da Repubblica nell’edizione di Sabato 21 Marzo.

    La fotografia di Benigni con Alessandra Bonomolo e’ courtesy of Giuseppe Mascia

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    April 2nd, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni

    Nell’ambito della serie di articoli pubblicati per festeggiare la ricorrenza dei 10 anni dalla Notte degli Oscar del 21 marzo 1999, l’attore Pietro De Silva, che in “La vita è bella” interpretò “Bartolomeo“, ha risposto ad alcune domande sul film, in esclusiva per i lettori di www.unbenignidanobel.it.

    Che personaggio rappresenti nel film? La prima volta che hai letto il copione cosa hai pensato?

    NEL FILM INTERPRETAVO BARTOLOMEO, UN DEPORTATO CON CUI GUIDO STRINGE AMICIZIA.
    LA PRIMA VOLTA CHE HO LETTO IL COPIONE RICORDO L’ESTREMA SORPRESA NELLO SCOPRIRE LA GRANDE INTUIZIONE CHE E’ ALLA BASE DEL SUCCESSO INTERNAZIONALE DEL FILM, OVVERO QUELLA DI FAR CREDERE AL BAMBINO CHE SI TRATTA DI UN IMMENSO GIOCO PER NON RENDERLO PARTECIPE DELLA REALTA’ STRAZIANTE E TRAGICA DELL’OLOCAUSTO.
    UNA INTUIZIONE SEMPLICE E GENIALE CHE PORTA LA SCENEGGIATURA DE “LA VITA E’ BELLA” AL PARI DI UN’OPERA DI ALTA LETTERATURA.

    Quale pensi che sia stata la scena più significativa del film? Hai un ricordo particolare da raccontarci legato alla lavorazione del film?

    IL FILM E’ INTESSUTO DALL’INZIO ALLA FINE DI SCENE MEMORABILI.
    QUELLA DELLA TRADUZIONE DEL TEDESCO NELLA QUALE BENIGNI FA CREDERE AL BAMBINO CHE SI VINCONO DEI PUNTI E’ QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE INDIMENTICABILE.
    MI HA COLPITO MOLTISSIMO ANCHE QUANDO IL NAZISTA INTERPRETATO DA HORST BUCHHOLZ SI APPARTA CON BENIGNI DAVANTI AD UN GRAMMOFONO E GLI PARLA A BASSAVOCE DI UN INDOVINELLO CHE LO HA FATTO PENARE, LASCIANDO ROBERTO IN UNO STATO DI COSTERNAZIONE E INCREDULITA’, UNO DEI MOMENTI PIU’ ALTI DELL’INTERPRETAZIONE DI BENIGNI NEL FILM.
    DURANTE LA LAVORAZIONE DEL FILM, ROBERTO AVEVA QUESTO STRAORDINARIO RAPPORTO CON IL PICCOLO GIORGIO CANTARINI (CHE INTERPRETAVA GIOSUE’), UN RAPPORTO NON DISSIMILE DA QUELLO DEL PERSONAGGIO DI GUIDO, PER CUI RIUSCIVA A DIVERTIRLO E A DIVERTIRE TUTTA LA TROUPE, IN MODO DA RENDERE AGEVOLE AL BAMBINO I TEMPI DI LAVORAZIONE SUL SET.
    QUINDI UN RAPPORTO DI TENEREZZA E PROTEZIONE CHE AIUTAVANO IL PICCOLO IN MANIERA STRAORDINARIA PER L’INTERPRETAZIONE.

    A 10 anni dalla Notte degli Oscar del 21 marzo 1999, quale pensi sia stato il merito più grande dell’opera di Roberto Benigni e Vincenzo Cerami?

    TROVO CHE ENTRAMBI CON GRANDISSIMO CORAGGIO SIANO RIUSCITI A NOBILITARE LA COMICITA’ SUBLIMANDOLA ATTRAVERSO LA TRAGEDIA,UN PERCORSO DIFFICILISSIMO SE SOLO PENSIAMO CHE ACCOSTARSI A QUESTA TRAGEDIA CHE HA SEGNATO IL SECOLO CHE CI SIAMO LASCIATI ALLE SPALLE E’ SEMPRE UN IMPRESA ASSAI ARDUA. LORO CI SONO RIUSCITI A PIENO CON LA LEVITA’, LA GRAZIA E LA POESIA, LASCIANDO UN SEGNO NELLA STORIA DEL CINEMA E DELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO.

    *La scena in cui Guido (Roberto Benigni) traducendo il tedesco fa credere al piccolo Giosuè (Giorgio Cantarini) che sia tutto un gioco e si vincano dei punti, secondo Pietro De Silva è “QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE INDIMENTICABILE”… :

    Puoi fare un breve saluto per i nostri lettori di www.unbenignidanobel.it ?

    IL SALUTO CHE FACCIO AI LETTORI, PIU’ CHE UN SALUTO E’ UN INVITO, OVVERO QUELLO DI INCENTIVARE, SULL’ESEMPIO DE “LA VITA E’ BELLA”, LA DIVULGAZIONE DI QUALSIASI INIZIATIVA CHE PROMUOVA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE OPERE DI ALTA QUALITA’ ARTISTICA IN CAMPO CINEMATOGRAFICO, ATTRAVERSO RASSEGNE,MEETING, APPROFONDIMENTI E INCONTRI CHE SEGNALINO ALL’ATTENZIONE DEL PUBBLICO, PROGETTI DI VALORE ANCHE INEDITI E LOW BUDGET.

    …Grazie di cuore Pietro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri!

    Una foto di Pietro e Roberto giovani attori per “Il Minestrone” (S. Citti, 1981), film al quale collaborarono anche Vincenzo Cerami (per la sceneggiatura) e Nicola Piovani (per la colonna sonora): sedici anni dopo si sarebbero ritrovati tutti insieme per “La vita è bella”…

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    April 1st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    L’ultimo dvd in uscita oggi contiene uno spettacolo indimenticabile, “Il Quinto dell’Inferno“, andato in onda in diretta su Rai Uno dagli studi di Papigno giovedì 29 novembre 2007.
    L’estro recitativo di Roberto Benigni si esalta in una sinfonia teatrale di satira e umorismo, dando vita a un intrattenimento intelligente e divertentissimo.

    Finisce in grande con il Tutto Dante show, la collana dedicata alla lettura della Divina Commedia di Roberto Benigni. Da oggi, mercoledì primo aprile, sarà infatti in edicola con Repubblica o L’Espresso (a 9,90 euro in più rispetto al prezzo del giornale) l’ultimo dvd di “Roberto Benigni. Tutto Dante” con la registrazione dello spettacolo che, dopo aver fatto il giro d’Italia in centotrenta date (più di un milione di spettatori), sta ora affascinando il pubblico delle grandi città europee, da Parigi a Londra, per poi arrivare negli Stati Uniti e in Argentina.
    La forza dello show sta nel riuscire a mescolare alto e basso, risate e poesia, politica spicciola e grandi temi etici. Da solo sul palcoscenico, Benigni non perde un colpo e scatena risate e applausi, come quando ironizza sui continui interventi antigay di Rocco Buttiglione nel salotto di Porta a Porta o quando racconta di un centrosinistra senza bussola. C’è poi la dichiarazione d’amore per l’Italia «il primo luogo al mondo» dice Benigni «dove è nata prima la cultura e poi la nazione». E per il «suo» Dante: «Dopo aver letto la Divina Commedia» dice «non si guardano più le persone con distrazione, ma come depositari di un destino immenso».
    (Marco Romani, Il Venerdì di Repubblica)

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