Un Benigni da Nobel

Everything about Roberto Benigni
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    April 30th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video


    MARTEDI 5 MAGGIO E MERCOLEDI 6 MAGGIO
    TuttoDante ad ATENE
    Megaron - The Athens Concert Hall

    Lo spettacolo è in inglese ed italiano con sottotitoli in greco per il Canto
    Show performed in English and Italian with greak titles for the Canto

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    April 28th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Roberto Benigni will bring his new project to Athens on May 5 and 6.

    (Kathimerini) Roberto Benigni, the Italian actor and director who won us over in 1997 with his powerful performance as Guido in the Oscar-winning “Life is Beautiful,” is now launching a different project.

    With a performance titled “Inferno e Paradiso” (Hell and Heaven), he is taking Dante’s landmark poem “The Divine Comedy” on an international tour that will include two stops at the Athens Concert Hall on May 5 and 6. For those interested, tickets are already available.

    In his “Divine Comedy,” Dante describes an imaginary journey into the underworld, narrated in the first person, which starts on Good Friday in 1300. The use of detail makes the journey incredibly realistic – the hours and locations are recorded with mathematical precision. During his passing through Hell and Purgatory, the poet is accompanied by his teacher Virgil. His crossing of Heaven happens in the presence of Beatrice, a character who represents the female ideal, according to Dante, and who is probably based on Beatrice Portinari, a real person he was associated with.

    Benigni is expected to make lots of reversals. The only thing known so far is that for his Athens performances, he has chosen the 5th Canto of “The Divine Comedy,” which deals with the concept of love.

    Athens Concert Hall, 1 Kokkali & Vas. Sofias, tel 210.728.2333.

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    April 25th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    *Comunicazione: Le date di TuttoDante previste in Germania a Baden-Baden (23 aprile), Duisburg (24 aprile) e Stoccarda (26 aprile) sono state annullate.


    Sendung vom 19. April 2009 - Radio Colonia

    Con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni ha portato in diverse città tedesche la sua rilettura del capolavoro di Dante Alighieri, la “Divina Commedia”. Un incontro dietro le quinte e le impressioni di Radio Colonia.

    Nel suo giro d’Europa con lo spettacolo “TuttoDante” Roberto Benigni è approdato anche in Germania. E, incontrato a tu per tu, il comico e attore toscano è a tutti gli effetti come appare in tv e al cinema, intelligente e divertente, ma anche modesto e per nulla arrogante. Ma riservato per quanto riguarda la sua vita privata, anche se in ogni intervista che concede l’attore non perde occasione per parlare di sua moglie, Nicoletta Braschi. Ed è proprio alla coppia del cinema italiano più conosciuta nel mondo, dopo Federico Fellini e Giulietta Masina, che dieci anni fa un gruppo di astronomi ha voluto dedicare un asteroide - la 21662 Benigni-Braschi. Questa e altre curiosità nel ritratto di Tiziana Caravante, che ha incontrato Benigni a Colonia.

    Ascolta l’intervista a Roberto Benigni di Tiziana Caravante (3′05) :

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    April 24th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, Video

    Roberto Benigni in Bella Germania” è una simpatica video-intervista a Roberto Benigni, realizzata a Colonia, e mandata in onda nell’emittente Tedesca ZDF mercoledì 8 aprile 2009.

    Clicca qui sotto per vedere il video: [Per visualizzare correttamente il video nella finestra di opzioni scegli "Windows Media Player" o "Quicktime", poi clicca su "Bandbreite"--> "DSL -oder Breitband" e infine su "übernehmen"]

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    April 22nd, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    [Commento e foto tratti da Blogghetto - www.dionisoo.blogspot.com]

    La sala concerti dell’Alte Oper (vecchio teatro dell’opera) era quasi piena.

    L’entrata in scena è come al solito con la Musica della sigla di Nicola Piovani.

    Dopo una fase introduttiva di simpatici ringraziamenti e divertenti battute sul tema italiani e tedeschi, Benigni passa alla lettura di uno o due versi alla volta seguita dalla sua spiegazione: interessante, divertente e coinvolgente.

    Il canto è il quinto: quello di Paolo e Francesca.

    Dopo un’ora e tre quarti di monologo brillante, veloce e continuo (bisognava avere una grande padronanza della lingua italiana per seguirlo) Benigni cambia totalmente registro e passa alla declamazione di tutto il canto.

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    April 22nd, 2009SilviaPittClaudio Abbado, Roberto Benigni

    MELAMPO CINEMATOGRAFICA e ORCHESTRA MOZART presentano PIERINO E IL LUPO
    Favola musicale di Sergej Prokofiev
    Eseguita dall’Orchestra Mozart
    diretta da Claudio Abbado
    e interpretata da Roberto Benigni

    Dopo la storica edizione del 1990, Claudio Abbado e Roberto Benigni tornano insieme per interpretare il Pierino e il Lupo di Prokofiev: pagina divenuta emblema di come la musica possa esser “spiegata” ai ragazzi.

    I personaggi della celebre favola in musica sono affidati ai solisti dell’Orchestra Mozart, fra cui Jacques Zoon (flauto), Alessandro Carbonare (clarinetto), Alessio Allegrini (primo corno), Viktor Aviat (oboe) e Guillhaume Santana (fagotto). Presenti le grandi prime parti della “Mozart” Giuliano Carmignola (violino), Wolfram Christ (viola), Walter Vestidello (violoncello) e Reinhold Friedrich (tromba).

    Il Dvd di “Pierino e il Lupo” è distribuito in Dvd da Cecchi Gori Home Video, dal 21 aprile.

    Scheda Tecnica
    Video: 1,85:1 letterbox
    Audio: DD 2.0 in italiano
    Regia: Stefanio Vicario
    Anno: 2008


    Lorenza Borrani, violinista dell’Orchestra Mozart nata a Firenze nel 1983, durante il concerto di “Pierino e il lupo” è stata coinvolta in un simpatico “valzer” con Roberto Benigni. Abbiamo contattato Lorenza per chiederle di raccontarci la sua esperienza.

    Ciao Lorenza, sappiamo che sei stata protagonista insieme a Roberto Benigni di un momento “particolare” del concerto. Puoi raccontarci come è nata l’idea del “Valzer”?
    «In realtà “siamo stati coinvolti” perchè l’idea è partita da Abbado durante una prova che l’orchestra ha fatto prima dell’arrivo di Roberto. Mentre ancora stavamo suonando si è rivolto a me con il suo sorriso e gli occhi brillanti chiedendomi se avrei accettato di ballare un walzer (suonando) se Benigni mi avesse invitata. Io, ancora suonando, ho risposto “assolutamente sì” senza il minimo dubbio di farlo nonostante la certezza assoluta di non essere minimamente in grado. Infatti io sono un disastro a ballare! Mi vergogno, non mi riesce…ma poi, come in tutte le cose create da Abbado e Roberto, tutto ha magicamente funzionato! Il mio sogno era sempre stato, fin dai tempi del liceo, di suonare Bach mentre Benigni leggeva Dante anche solo nel salotto di casa sua, ma mai mi sarei aspettata di ritrovarmi in una situazione del genere, tra le più divertenti che mi sian mai capitate.»


    Di seguito pubblichiamo un articolo scritto da Daniele Navacchia, che racchiude perfettamente l’essenza del concerto del 25 ottobre 2008.

    “IL GIULLARE E IL GIARDINIERE”

    Così diversi il comico toscano e il direttore d’orchestra milanese. Diciotto anni fa a Ferrara fu un colpo di fulmine intellettuale ed umano e Pierino e il lupo di Prokofiev fu la dimostrazione che la grande musica deve essere disciplina ma può anche essere spontaneità ed ironia. E così fu anche un successo discografico. Sabato scorso al “Paladozza” di Bologna si è rinnovato questo incontro davanti ad un pubblico di quattromila persone. Da allora diciotto anni di rispetto e di amicizia, ma anche di grandi trasformazioni. Roberto Benigni, giullare scomodo ed esuberante, diventa regista cinematografico di fama mondiale, vince l’Oscar, ma si impegna anche come divulgatore di Dante e della cultura italiana nelle Università e nelle Piazze. A Claudio Abbado invece non basta essere il direttore dei Berliner Philharmoniker; conosce la malattia, la vince grazie alla volontà, alla disciplina e alla musica, capisce in anticipo la crisi delle grandi orchestre e raccoglie intorno a sé musicisti straordinari ed amici. E così, oltre alle piante nel giardino della sua casa in Sardegna, Abbado “coltiva” orchestre come la Mahler Chamber, la Lucerne Festival e l’Orchestra Mozart, ed il suo modo di dirigere cambia, diventa più asciutto, ma anche più interiore, si direbbe pervaso di un laico misticismo.

    Quando, Sabato scorso, il giullare e il giardiniere sono saliti sul palco del “Paladozza” l’avvenimento non ha avuto nemmeno per un istante il sapore della replica di un successo passato, ma di un incontro tra due uomini di cultura che fanno dell’ironia - ciascuno a suo modo - una delle loro risorse vitali più preziose. Il giardiniere, mentre sale sul palco, inciampa, cade, si rialza. Sorride. Attacca la Marcia in SI bemolle di Prokofiev che diventa la sigla d’ingresso del giullare. Colpito il giorno prima dalla perdita del cognato, sprigiona ugualmente una carica umana travolgente che coinvolge il pubblico e non può lasciare indifferenti neppure i detrattori più accaniti. Ma prima di raccontare Pierino e il lupo, seguendo alla lettera (o quasi) Prokofiev, Benigni racconta della musica, della sua potenza taumaturgica - “è come una farmacia”, dice - ma soprattutto ci ricorda che l’abbiamo inventata noi uomini, perché in natura non esisteva. Si tratta di un messaggio preciso che ci ricorda, in sostanza, la forza demiurgica di cui siamo capaci, una forza “divina”, la stessa per la quale proprio l’amato Dante, nel momento della visione dell’immagine di Dio vede in realtà, con geniale intuizione, il suo stesso volto.

    Fare la musica, ma anche imparare ad ascoltarla, coltivarla dentro di noi con amore e ironia ed aiutare gli altri a conoscerla ci rende creativi e creatori. E’ questo il messaggio che l’altra sera ci hanno voluto dare il giullare e il giardiniere. Un messaggio di grande valore morale e intellettuale ma anche politico, naturalmente.

    Ed un messaggio politico assai significativo era sotteso anche alla seconda parte del programma. Abbado ha colto questa occasione per realizzare ancora una volta un progetto apparentemente impossibile. Il Te Deum di Hector Berlioz, prevede infatti un organico sterminato ed è già di per sé un’opera quasi irrealizzabile: un orchestra smisurata, un organo liturgico, un tenore, due cori composti da non meno di 200 elementi ciascuno ed un terzo coro di voci bianche composto da 600 bambini. In origine doveva essere parte di una grande opera sinfonico-corale dedicata a Napoleone Buonaparte che però non fu mai completata. Benché si tratti di una preghiera, Berlioz tratta il testo liturgico - che peraltro modifica in alcune parti - in modo assai personale con momenti di alta drammaticità, ma soprattutto con enfasi celebrativa tutta francese che Abbado piega alla sua sensibilità pervadendola di suggestivi echi mahleriani. In definitiva si tratta di un’opera “politica”, e non c’è dunque da stupirsi che il nostro giardiniere l’abbia scelta per un progetto di grande significato sociale e divulgativo: ricordare a tutti l’importanza dell’insegnamento della musica nelle scuole ed alimentare nello stesso tempo l’interesse verso la musica da parte delle giovani generazioni: “è importante “ascoltare” - spiega Abbado in un’intervista - ascoltare la musica ma anche le persone fa bene all’anima e alla comprensione tra gli uomini. Bisogna imparare a farlo bene ascoltando molto. La musica, grazie alle emozioni che suscita, può essere una vera terapia”.

    In un momento così difficile per la cultura e per l’istruzione nel nostro paese, sempre più stritolato dai media che impongono modelli di vita fondati sullo spreco e sul disimpegno, il giardiniere silenzioso coltivava la sua utopia che lentamente cresceva e prendeva corpo. Riesce così a far suonare insieme ben tre orchestre: la Cherubini di Riccardo Muti, la Giovanile Italiana di Piero Farulli, e la “sua” Orchestra Mozart, e questo fatto è già di per sé un mezzo miracolo. Non basta: chiama il Coro del Teatro Comunale di Bologna ed il coro sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, insieme ai 600 bambini dell’iniziativa “Un coro in ogni Scuola” sostenuta da Luigi Berlinguer, che riunisce in unica grande voce ben dodici cori provenienti dalle scuole dell’Emilia-Romagna.

    Così, mentre dirigeva con gesti ampi e dolci, lo Judex Crederis che conclude il Te Deum, non abbiamo fatto fatica ad immaginare il giardiniere come se guidasse un corteo immenso e pacifico idealmente partito da Bologna, dal luogo dove quasi mille anni fa sorse la più antica Università italiana. Un corteo il cui grido ancora risuona e che testimonia la gioia di far musica e di ascoltarla.

    Daniele Navacchia
    Associazione culturale Orfeo nella rete
    http://www.orfeonellarete.it/

    [ Fotografie di Marco Caselli Nirmal © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ]

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    April 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Terza tappa in terra Tedesca per il World Tour di Roberto Benigni.
    Questa sera alle 20.00 TuttoDante sarà rappresentato all’Alte Oper di Frankfurt.
    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

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    April 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Ringraziamo Frida Calvino per averci inviato questa recensione sullo spettacolo TuttoDante a Colonia di lunedì 20 febbraio 2009.

    In una piacevole sarata a Colonia, mentre l’imponenza del Duomo fa capolino tra cavi, tralicci e strutture moderne di questa cittá in continuo movimento, ti capita anche di assistere ad un momento di assoluta poesia.
    Di partecipare ad un raro evento con la sensazione di essere trasportato al di fuori di una realtá frenetica per ritrovarti in un mondo dove le parole hanno valore, dove il tuo cuore ancora palpita per il racconto di sentimenti che sembrano ormai sfuocati, dove riflettere ha ancora il suo spazio.

    Ieri sera Roberto Benigni e Dante ci hanno regalato questo. Netta in me era l’impressione di vederli entrambi camminare sottobraccio, lungo il fiume Reno, intenti a scambiarsi opinioni, a raccontarsi piccoli episodi di vita. Perché quando si ascolta Dante attraverso Roberto, si intuisce lo straordinario legame che li unisce, che va al di lá del tempo e dei costumi.

    E Roberto ieri sera non solo ci ha emozionato con il V Canto dell’Inferno ma ci ha fatto riflettere sulle nostre origini e da dove veniamo. Ha saltellato con le parole e la sua gestualitá dalla musica, alla pittura, dalla letteratura alla storia. Con tanto rispetto e delicatezza ha affrontato tutto ció di cui il mio Paese é stato la culla.
    Questa é la lezione più importante che abbiamo avuto ieri: una lezione che mi ha resa più orgogliosa dell’Italia.

    Grazie Roberto!


    Frida Calvino


    * Alcune foto di Roberto Benigni sul palco del Musical Dome di Colonia:
    (© Photo Joerg Carstensen - Corbis)

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    April 21st, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Von Gesa Mayr, 21.04.09, 10:12h - Kölner Stadt-Anzeiger

    Große Emotionen und Poesie von der Wiege der Kultur: Roberto Benigni war am Montagabend im Kölner Musicaldome. Zum Leidwesen seiner Zuschauer hieß sein Programm nicht “Tutto Italia”, sondern “Tutto Dante”.

    Innenstadt - Auf einer Terrasse in der Abendsonne drängen sich elegante Gestalten, nippen an ihrem Prosecco und ziehen an ihren Zigaretten. Frauen in schwarzen Cocktailkleidern reden in schnellem Italienisch auf einander ein, während Männer im lässigen Abendlook sich Begrüßungen zurufen. Doch diese Szenerie spielt sich nicht etwa vor dem Opernhaus einer mittelgroßen italienischen Stadt ab, sondern in Köln vor dem Musicaldome. Anlass: Der italienische Komiker, Schauspieler und Regisseur Roberto Benigni präsentiert seine Erfolgsshow „Tutto Dante“.

    Willkommen, willkommen, in Colonia, der nördlichsten Stadt Italiens.“ Roberto Benigni stolpert und springt in Don Camillo und Peppone-Manier auf die Bühne. Auf Deutsch begrüßt er das Publikum: „Fabelhaft hier zu sein, meine Freunde, wunderschön, alles klar.“ Das größtenteils italienische Publikum gluckst vor Freude. Doch dann ist genug deutsch geredet worden und Benigni beginnt seine Show – auf schnellem Italienisch. Eine Untertitel-Anzeige ist nirgendwo zu sehen.

    Von Silvio Berlusconi, amtierendem Regierungsoberhaupt und Besitzer von so ziemlich allem in Italien, will er heute Abend nicht reden. Tut er dann natürlich doch. Dass dieser Viagra einwerfe, um mit den vielen Frauen mithalten zu können. Dass dieser im Parlament nicht mehr an seinem angestammten, rechten Platz zu finden sei. Und dass Italiens großer Schuldenberg wächst, während Signore Berlusconi zu den reichsten Männern Italiens gehört.

    Doch sein Programm heute Abend heißt „Tutto Dante“, zu deutsch „Alles Dante“. Angelehnt an Dante Alighieries „Göttliche Komödie“ will Benigni das Meisterwerk des italienischen Poeten kommentieren. Keine leichte Kost also für den Entertainment-liebenden Zuschauer. Benigni geht beherzt an die Sache ran. Geduldig erklärt er dem Publikum Dante’s Welt aus Hölle, Bußkreisen, Paradies und Läuterungsbereichen. Man merkt, die Geschichte ist ihm wichtig. Mal verweilt er im zweiten Höllenkreis bei den Wollüstigen, mal macht er sich über Minotaurus lustig.

    „Alles Dante“ – der Name ist tatsächlich Programm. Das scheint auch dem Publikum langsam klar zu werden, nachdem Benigni nach nur 20 Minuten Berlusconi-Läuterung zur Besprechung der „Commedia“ übergegangen ist.
    Zum Schluss demonstriert Benigni, warum er wahrhaftig ein großer Rhetoriker und Schauspieler ist: Er zitiert den Originaltext mit einem solchen Gefühl, dass das Publikum vor Ehrfurcht den Atem anhält.
    In Italien feierte Benignis Show Riesenerfolge, mit dem laut Programmheft nur der heißgeliebte Fußball („Calcio“) mithalten konnte. Über eine Million Zuschauer verfolgten die ausverkauften Spektakel live und noch mal zehn Millionen sahen die TV-Aufzeichnung auf RAI Uno. An diese Erfolge kann die Kölner Show wohl nicht anknüpfen. Doch die Italiener sind ja loyal. Zum Schluss gibt es Standing Ovations und einige Frauen wischen sich die Augen.

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    April 21st, 2009SilviaPittRiconoscimenti, Roberto Benigni, TuttoDante

    Ieri sera, 20 aprile, presso la Casa del Cinema a Roma, ha avuto luogo la premiazione degli Italian Dvd Awards 2008, il riconoscimento più importante e prestigioso dedicato al mondo dell’home entertainment.
    Dopo le Nomination votate da oltre 500 giornalisti ed esperti di settore, le giurie hanno proclamato i vincitori.
    Un Premio Speciale è stato assegnato alla GENERAL VIDEO per TuttoDante di Roberto Benigni, il più importante evento edito in dvd nel 2008.

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Prosegue il tour Tedesco di TuttoDante. Questa sera Roberto Benigni sarà in scena al Musical Dome di Colonia (nella foto qui accanto si può notare il Musical Dome alla destra del Duomo di Colonia).
    Roberto Benigni präsentiert seine Erfolgsshow „TuttoDante“. Inspiriert von Dante Alighieris „Göttlicher Komödie“ unternimmt Roberto Benigni in seiner „One Man Show“ eine 90 minütige Reise voller Poesie und Leidenschaft, gepaart mit einer guten Portion Ironie.

    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo con piacere una bella riflessione che ci ha inviato M.Cristina Picciolini sullo spettacolo TuttoDante a Monaco di Baviera (16 aprile 2009).

    “Benigni l’alchimista”.

    Quando si parla di arte si parla di Storia, e quando si parla di storia in genere s’intende lo studio dei fatti. E cosi per essere aggiornati in maniera divertente e nello stesso momento in maniera “profonda” su come procede la storia della nostra cara Italia, eravamo tutti presenti, tedeschi compresi, il 16 Aprile alla sala della Philarmonia di Monaco per ascoltare il comico toscano Roberto Benigni, il quale non solo ci ha lasciato sorridere ma ci ha sorprendentemente illuminato, con uno sguardo all’indietro, concetti, valori e la contemporaneaità del passato, catapultandoci con un pizzico di saggezza in più, nel futuro.

    Un impatto scenico che in maniera sopraffina ci ha lasciato immaginare per un momento, un Benigni “alchimista” nel silenzio delle quinte, trasformato in un laboratorio di ampolle, bilancino, spatole e tante pietre dai cromatismi incredibili, che se ne stava intento a macinare polveri finissime per la creazione del suo affresco, che ci avrebbe presentato in una lingua universale.
    Un affesco che nel giro di 90 minuti si é creato, pezzetto per pezzetto davanti ai nostri occhi che qualche volta facevano fatica a seguirlo, per la velocità di espressioni miste di piacere, di dolore, di amore, e di presentazione di fatti reali agli occhi di tutti, ma sfuggenti allo spirito, spesso sopraffatto da materia calcarea.

    Nelle sue parole quasi nessuna metafora ! Egli è stato chiaro e limpido proprio come Giotto lo fú, nel “pittare” con il pennello più sopraffino, il “Giudizio universale”.
    Un espressivitá incredibile dove Benigni mescola e combina argomenti e fatti con la stessa astuzia e attenzione che usa l’artista per non “sporcare” i colori durante le mescolanze.
    Un opera che più si scopriva e più emanava una luce fresca e schietta, tipicamente toscana.
    Un Benigni di un dinamismo, che è sinonimo di libertá, di uomo libero e di libero pensatore, che avanza pensieri come l’onda del mare che viene spinta da un vento interiore fatto di passione e di sentimenti, che gli permettono di saltare gli ostacoli, per arrivare al podio più alto.

    Un viaggio perfetto, di un uccello compatto, che sfida le leggi della fisica di un deltaplano, desideroso di trascinarci tutti quanti nella comprensione della lettura più ardua della letteratura italiana, la Divina Commedia.

    Attraverso un tripudio di forme multicolori che compongono la celebrazione della grande tela umana dell’amore e della morte, Benigni recita il V canto dell’inferno di Dante mostrandoci il vero significato dell’amore che chiede pietá, illuminando per un attimo, il trionfo del bene sul male e della luce sulle tenebre.
    L’incontro del poeta con Paolo e Francesca “morti per amore” ce li lascia incarnare in un rito-gioco che odora solo di commozione e di spontaneitá di bambini…

    Una contaminazione, che con un sorriso ottimista è diventata dialogo, ardore, e ci ha toccato l’anima, incitandoci a lasciarsi trascinare da quell’energia speciale di cui siamo fatti, e alla quale dobbiamo chiedere qualche volta, solo un po’ di Silenzio, per lasciar ripiegare la mente su se stessa.

    Come quella lezione speciale del professore di liceo, che abbiamo tutti desiderato, egli ci ha inviato segnali che non possono essere ignorati, piuttosto una suggestione a cui vale la pena di cedere, per vedere dove ci porterá !

    Grazie Roberto, per averci mostrato il tuo affresco !

    M.Cristina Picciolini
    www.picciolini.de

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    April 20th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Pubblichiamo un commento sullo spettacolo di TuttoDante a Ginevra di sabato 18 aprile 2009 apparso su “Italians” di Beppe Severgnini (Il Corriere della Sera):

    Caro Beppe,
    mia moglie ed io siamo andati a vedere Benigni all’Arena di Ginevra, dove il comico ha tenuto il suo spettacolo “Tutto Dante” (di cui Michele Donolato ci ha riferito da Londra su “Italians”). Analogamente alla performance britannica, nonostante la locandina indicasse uno spettacolo “in italiano”, il comico ha recitato parzialmente in lingua francese ed il momento di maggior sorpresa è forse stato quando dalle gradinate uno spazientito spettatore ha interrotto chiedendo “più francese” mentre Benigni, effettivamente, stava parlando solo in italiano da alcuni minuti. Ma il comico ha saputo con esperienza trasformare la provocazione in un gesto d’affetto verso il pubblico, evitando un pericoloso effetto “stadio” tra italofoni e francofoni e continuando con sapienza ed ironia nella recitazione bilingue. Promosso con lode: uno spettacolo in italiano sarebbe un ghetto per italiani all’estero, ed uno unicamente in francese perderebbe in potenza espressiva e comicità. Ma ciò che vogliamo portare in cuore di questo spettacolo non è questa cronaca spicciola, o la schietta comicità, ma la superba abilità nel divulgare nel mondo la ricchezza culturale italiana e di proporre in modo affascinante e veritiero il contributo del cristianesimo e del medioevo nell’insuperabile poema dantesco. Come ha detto giustamente Benigni, Dante è così attuale che ci sta davanti, non dietro.

    Cesare Zavalloni


    (Roberto Benigni all’Arena di Genève, 18 aprile 2009 - Foto di Polly Mannall)

    Benigni renvoie les cuistres à leur médiocrité.
    Par Antoine Duplan - L’Hebdo

    C’est le bouffon qui est entré en scène. Berlusconi, la Lega, le roi d’Italie en prennent pour leur grade au gré d’improvisations étourdissantes. Le public s’esclaffe, mais, déjà, le satiriste s’efface. Roberto Benigni se rapproche du lutrin où repose un extrait de La divine comédie et se livre à une magistrale explication de texte. Il fait revivre Didon et Enée, Sémiramis de Babylone, Lancelot et Guenièvre ainsi que d’autres damnés de l’amour… Pour finir, transfiguré, il récite le Canto V de l’Enfer. Sa voix est grave, ses mains volent comme celles d’un chef d’orchestre, dessinant des nuées d’étourneaux et soulignant la structure des tercets. Le dernier vers tombe, «comme tombe un cadavre». Transporté, le public se lève. Immense ovation. Le comédien a l’élégance de ne pas ajouter un mot pour laisser résonner le verbe de Dante.

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    April 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante, Video

    Rencontre avec l’acteur Roberto Benigni, qui sera samedi à l’Arena de Genève 17 avril 2009, 19:30 L’artiste s’attaque à un monument de la littérature avec le spectacle “TuttoDante”. Le talent et la drôlerie de Benigni réinventent ce monument littéraire italien. La critique et le public saluent un grand moment de théâtre.

    Le «19:30» de vendredi dernier restera dans les annales de la TSR grâce à la rencontre du comique Roberto Benigni venu jouer «Tutto Dante» à l’Arena, et de son intervieweur, Darius Rochebin, dont le professionnalisme et le sang-froid ont été mis à rude épreuve.

    Entrée en matière du comédien italien : «Je suis fasciné de vous! (…) C’est ma première fois avec vous à la télé suisse! Mais laissez-moi vous embrasser…»

    Tout pouvait donc arriver pendant le JT mais le présentateur a réussi l’exploit de canaliser Benigni, enfin presque ! Le comédien et réalisateur a fini par prendre le pouvoir et présenté lui même la fin du journal en enlevant sa veste et son pull légué au journaliste pour sa “bravitude”.

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    April 18th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Par Antoine Duplan - L’Hebdo

    En récitant La divine comédie assortie de quelques commentaires sur l’actualité, le bouffon sublime remet la poésie au centre de la vie publique italienne. Rencontre avec un humaniste exubérant, bientôt en représentation à Genève.

    La maman de Roberto Benigni ne savait pas lire. Mais elle respectait les grandes œuvres de la littérature italienne. Elle invoquait Pinocchio et La divine comédie pour ramener son diablotin de fils sur le droit chemin. Elle criait: «Attention Robertino! Si tu dis des mensonges, Dante t’emmènera en enfer. Et tu auras un grand nez comme Pinocchio.» Sommé de lire La divine comédie et, qui plus est, d’écrire quelque chose d’aussi bien que Dante, le garnement s’exécutait. Bien sûr, en allant se coucher, il avait un peu peur parce que les visions du poète sont impressionnantes. «Mais quand je me réveillais, j’étais très content d’être au monde, parce que Dante m’avait pris la main, conduit avec lui jusqu’au ciel. Parce qu’il m’avait dit que j’étais d’essence divine…»
    Roberto Benigni n’a jamais abjuré les enseignements de la mamma. En 2002, il porte Pinocchio à l’écran. A la télévision et sur scène, il commence aussi à faire des lectures de La divine comédie, qu’il entrelarde d’improvisations hilarantes et de commentaires politiques cinglants.

    L’amour du beau. La rencontre du piccolo diavolo et du sommo poeta a un impact énorme dans une Italie que le berlusconisme dessèche moralement, intellectuellement et spirituellement. Humaniste exubérant, Benigni catalyse les retrouvailles entre un peuple et son texte fondateur, ramène la poésie au milieu de la piazza.
    Modeste, il buffo se contente de dire qu’il a mis sa «popularité au service de Dante». Les ventes de La divine comédie explosent. Les performances du comédien ont l’ampleur de concerts rock, 5000, 10 000 personnes dans un stade, qui hurlent «Roberto! Canto V! Canto XXXIII!» La police a même arrêté un voleur de voiture, livre à la main, en train de vérifier dans le premier cantique à quelle sauce les voleurs étaient mangés en enfer…
    Portée par Benigni, l’œuvre sublime se diffuse dans toutes les couches de la société italienne, en dépit de son indéniable complexité: l’italien du XIVe siècle est abstrus, les références historiques, symboliques, théologiques viennent à manquer. «Mais il est très bon pour la santé de parler de choses incompréhensibles, rugit le comédien. Je remercie Dante d’avoir écrit quelque chose de difficile. Merci! Nous vivons dans un monde où tout est tellement frivole. Quelle est la capitale de la France? Paris! Oh, très bien, bravo! 20 000 euros pour vous! Alors, quand on rencontre quelque chose comme La divine comédie, on dit “merci beaucoup”.» Le succès de l’entreprise Tutto Dante déborde de l’Italie. Benigni exporte la parole du Poète en France, en Allemagne. En Espagne, en Russie, aux Etats-Unis… Dans les pays non italophones, il s’appuie sur des sous-titres, recourt à ce français traviatant ou à ce toscanglais qu’il maîtrise parfaitement. Il réserve toutefois l’italien pour évoquer le sacré, car cet accent «serait un peu blasphématoire pour parler de Dieu et de la Vierge Marie. En revanche, il s’accorde très bien avec des sujets plus vils, comme Berlusconi», rigole-t-il.

    L’amour en enfer. Des trois chants qui composent La divine comédie, l’Enfer a toujours été le plus populaire. «Comme disait Mark Twain, je choisis le Paradis pour le climat; mais l’Enfer pour la compagnie… C’est plus intéressant. L’Enfer, qui pénètre très profondément dans la conscience humaine, est le plus célèbre des trois cantiques. Mais quand tu vois le Paradis… Mamma mia! Dante t’emmène voir Dieu. Il te dit que tu es Dieu, que nous sommes les dépositaires d’un destin immense! Après avoir lu La divine comédie, il n’est plus possible de regarder les hommes d’un œil distrait! Nous sommes un mystère! Un miracle!»
    A Genève, Roberto Benigni va se concentrer sur le Chant V, qui parle de l’amour et de la luxure. Guidé par Virgile, Dante s’avance dans le premier cercle de l’Enfer. Il s’y confronte à la toute-puissance et à la terreur de l’amour. Il s’entretient avec deux «âmes haletantes» charriées par le vent mauvais: Francesca de Rimini et Paolo Malatesta, qui ont succombé aux feux de la passion et ont été transpercés d’un coup d’épée par le mari jaloux. «Nulle douleur n’est pire que de garder du temps heureux mémoire dans le malheur», explique la réprouvée au Poète qui se pâme de pitié.

    L’amour des femmes. La modernité de Dante émerveille Benigni. Théologien et philosophe, activement engagé dans la vie publique, le poète florentin a tout inventé. La laïcité, puisqu’il voulait séparer l’Eglise et l’Etat. L’encyclopédie quelques siècles avant Montesquieu. La langue italienne. «Il a inventé la poésie et les instruments aussi. Il est comme un charpentier qui n’invente pas seulement la scie, mais aussi le bois!» Il a apporté la culture au peuple, il lui a proposé «la beauté et la béatitude éternelle. Dante ne dit pas comme au Moyen Age “Rappelle-toi que tu dois mourir”, mais plutôt “Rappelle-toi que tu dois vivre”…».

    «Après, Dante, l’éros a changé dans le monde. Il a eu le courage inouï de mettre Béatrice, une femme réelle, la femme qu’il aime, à la droite de Dieu, à la droite de la Vierge Marie. Et c’est encore Béatrice qui le guide à travers les sphères célestes… Mais c’est une idée inconcevable!»
    Les digues de l’enthousiasme cèdent. Dans ce petit salon d’un hôtel parisien, Benigni entre en transe: «Le premier nom cité dans La divine comédie est celui d’une femme, Sémiramis, reine de Babylone et grande luxurieuse. Toujours dans le Canto V, le premier monologue échoit à une femme. Tandis que Paolo reste muet, Francesca dit des choses sur l’amour d’une beauté irraggiungibile… Si, inaccessible! Hors d’atteinte! Et le dernier canto de l’œuvre, le 33e du Paradis, est dédié à la femme par excellence, la Vierge Marie! A une époque où les femmes étaient considérées comme des sorcières à brûler ou, dans le meilleur des cas, comme le repos du guerrier, Dante affirme que les femmes sont la Rose du Très-Haut, le sommet de la création! C’est un poème féministe!»

    L’amour du prochain. Aujourd’hui encore, La divine comédie fait résonner à l’intérieur des athées matérialistes que nous sommes «une nostalgie, comme cette lutte éternelle de Jacob et de la divinité dans la Bible». Benigni s’exalte, le verbe dantesque l’illumine. Le bouffon sublime qui nous a fait rire aux larmes dans Le petit Diable, Il Mostro ou La vie est belle s’est mué en prédicateur de la transcendance poétique. Sa première arme, le rire, tue la peur. Et la poésie? «La poésie nous console. Elle promet moins que la philosophie, mais respecte davantage ses engagements.»
    La divine comédie se termine sur l’idée que l’amour meut le monde. «L’amore che move il sole et l’altre stelle… C’est le dernier vers! Mais qu’est-ce qu’il a fait, Dante? Peut-on imaginer cadeau plus beau? Et fallait-il qu’il aime les hommes pour nous juger dignes de ce présent! Quand je récite La divine comédie, c’est un gaspillage de beauté. Toute cette beauté qui t’arrive dessus, comme une cascade, comme une pluie de beauté… La beauté nous sauvera! La poésie, elle est comme la mer. On peut vivre sans l’avoir jamais vue, mais c’est dommage. La poésie, de toute façon, elle est dans l’air. Nous avons La divine comédie en nous, pour l’éternité…»

    Arena de Genève. Sa 18, 20 h.

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    April 17th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Tribune de Genève - MAUD CARLUS | 07.04.2009 |

    SPECTACLE | Le comédien et réalisateur italien se produit à l’Arena (Genève) le 18 avril pour son spectacle «TuttoDante».

    Il vous a fait rire. Il vous a fait pleurer, avouez-le. Et puis bizarrement vous vous êtes mis à jeter des sorts avec les doigts, vous avez apostrophé toutes les femmes qui passaient avec un «Buongiorno principessa!» tout ça alors que vous vous débattiez avec une furieuse envie d’apprendre l’italien… Pas de doute, vous avez aimé La vie est belle. Douze ans après, le plus célèbre des trublions italiens, égal à lui-même, revient en fanfare avec TuttoDante, un one-man-show qui lui ressemble. 

    Exubérant, volubile et burlesque, Roberto Benigni l’est sur scène comme à la ville. Il en fait des tonnes et on adore ça. Parler avec lui, c’est comme rencontrer Laurel, Hardy et Charlot réunis. Et pour cause. Le clown en lui est né il y a bien longtemps.

    En novembre 1966, le jeune Roberto a 14 ans et étudie «dans une école pour devenir prêtre», à Florence. C’est à ce moment-là que de terribles inondations ravagent le cœur de la Toscane, le tirant au passage hors de son séminaire. «L’inondation m’a sauvé des eaux», plaisante-t-il.

    Le rire, «étincelle divine»

    Les inscriptions à l’école étant terminées, Roberto Benigni se fait engager dans un cirque, comme assistant du magicien. Là, tel Rabelais, il découvre toute la puissance de ce qui sera fondateur de son œuvre: le rire. «C’est une étincelle divine. Faire rire quelqu’un, c’est la plus belle émotion de ma vie. Depuis ce temps, j’ai envie de répéter cette émotion, encore et encore.»

    En 1972, il monte sur scène pour la première fois en interprétant L’inno del corpo sciolto, chanson paillarde qui fera rire l’Italie entière. Il ne quittera alors plus les planches, jusqu’à sa rencontre avec Giuseppe Bertolucci en 1975, qui le projettera devant la caméra dans Berlinguer ti voglio bene (1977).

    Il travaille par la suite avec des grands tels Costa Gavras (Clair de femme en 1979) ou encore Marco Ferreri (Pipicacadodo, en 1980), avant de se lancer dans la réalisation. En 1983 sort son premier film Tu mi Turbi, en quatre épisodes, bien reçu par le public et la critique.

    Benigni s’impose très vite dans le registre comique, mais n’hésite pas à aborder des sujets sérieux, comme dans Johnny Stecchino, sorti en 1991, dans lequel il s’attaque à la mafia.

    Vient ensuite la consécration internationale avec La vie est belle, en 1997, dans lequel il réussit la prouesse de traiter un sujet aussi délicat que l’Holocauste, avec une tendresse et un humour incroyables.

    La mort derrière le clown

    «Je me suis toujours souvenu des membres du cirque, qui, même épuisés, ne cessaient jamais de sourire. Ils ne laissaient rien paraître de leur fatigue. J’ai pris conscience que derrière chaque clown, il y a la mort», explique le réalisateur.

    La mort, il la chahute encore dans Le tigre et la neige (2005), en incarnant un poète amoureux qui va jusqu’en Irak pour retrouver sa bien-aimée, faisant fi de la guerre qui sévit.

    Mais Roberto ne s’arrête pas là et s’aventure sur la route du one-man-show avec TuttoDante , inspiré de la Divine Comédie de Dante Alighieri. Né sous le soleil grec en juin 2006, le spectacle mêle instants d’actualité, souvenirs cocasses et poésie. «Je pense que les gens ont besoin qu’on leur parle de choses belles et profondes, et Dante s’y prête très bien. C’est pour moi l’écrivain le plus moderne», raconte l’Italien. Et de conclure, «c’est un honneur pour moi de venir à Genève: je n’y ai jamais joué avant»!

    Tutto Dante», de et avec Roberto Benigni, le 18 avril à 20h30, à l’Arena (Genève). Billets dans les réseaux Fnac et TicketCorner.

    Bio express:
    Roberto Benigni
    27 octobre 1952: naissance à Castiglion Fiorentino, en Toscane.
    1983: réalise son premier film, «Tu mi Turbi».
    1997: «La Vita è bella».Le film remportera trois Oscars et le Grand Prix du jury du Festival de Cannes en 1998.
    2002: «Pinocchio».
    2006: début de la tournée de son spectacle «TuttoDante».
    22 février 2008: reçoit un César d’honneur pour l’ensemble de sa carrière.

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    April 16th, 2009SilviaPittRoberto Benigni, TuttoDante

    Questa sera TuttoDante di Roberto Benigni sarà in scena, per la prima volta in Germania, al Philarmonie Gasteig di Monaco di Baviera.
    *Per coloro che assisteranno allo spettacolo: inviateci i vostri commmenti e recensioni a info@unbenignidanobel.it ..Pubblicheremo tutto sul sito.

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    April 15th, 2009SilviaPittInterviste, Roberto Benigni, TuttoDante

    Von Michael Fuchs-Gamböck | 09.04.2009 | Oberpfalznetz

    Oscarpreisträger Roberto Benigni tourt mit seiner Ein-Mann-Show “Tutto Dante” erstmalig durch Deutschland - Am 16. April in München

    [Click here for the English translation by Google of this interview]

    Kaum zu glauben, aber wahr: Roberto Benigni ist auch im “wahren Leben” und nicht nur auf der Kinoleinwand oder Theaterbühne das quirlige, aufgedrehte Männchen, das stakkatohaft pausenlos geschliffene Pointen verstreut. Dabei ist er niemals ein Dampfplauderer, dafür stets unter Volldampf und intellektuell hervorragend gerüstet.

    Momentan hat der Mann aus der Toskana, der in Deutschland 1997 durch seinen mit drei Oscars preisgekrönten Film “Das Leben ist schön” bekannt wurde, seine das Hirn heftig fordernden Verbalattacken mit dem Thema “Die Göttliche Komödie” gespickt. Schließlich besteht seine aktuelle Show “Tutto Dante”, mit der er derzeit durch Deutschland tourt, exklusiv aus Texten dieses bedeutendsten Klassikers der italienischen Literatur aus dem 14. Jahrhundert von Autor Dante Alighieri. Darin wird in 99 Versen eine imaginäre Reise in die Hölle, ins Fegefeuer und am Ende ins Paradies beschrieben. Die Botschaft lautet: “Jeder schafft sich schon zu Lebzeiten seine eigene Hölle.”

    Aus diesem Werk trägt Dante-Kenner Benigni in seiner Ein-Mann-Show “Tutto Dante” voller Poesie, Weisheit und Leidenschaft, gepaart mit einer guten Portion Ironie und Komik vor. Er kommentiert die Verse und bezieht sie in bissigen Kommentaren auf heutige Verhältnisse. In Italien wollten diese Show über eine Million Menschen live sehen, die Stimmung glich der eines WM-Fußballspiels. 10 Millionen Zuschauer verfolgten die Aufzeichnung der Show im Fernsehen.

    Nun kommt das Programm, das der Oscarpreisträger ausschließlich in der Sprache seiner Heimat präsentiert, nach Deutschland.

    Wir sprachen mit Roberto Benigni darüber, warum er sich so leidenschaftlich mit Dante beschäftigt, was das Publikum in seiner Show erwartet - und was es für ihn bedeutet, in Deutschland aufzutreten.

    Sehen Sie sich als jemanden, der sein Publikum bei der Hand nimmt und wie in Dantes “Göttlicher Komödie” durch die diesseitige Hölle auf Erden führt?

    Benigni: Ich will niemanden mit meiner Arbeit bei der Hand nehmen, so ein Vorgehen ist nur etwas für Oberlehrer mit dauererigiertem Zeigefinger. Nein, ich war und bin kein Mann des Intellekts, sondern ein Mann des Spektakels. Mich hat der Besuch im Zirkus immer schon mehr fasziniert als der im politischen Theater. Tatsächlich möchte ich das Publikum mit einem Feuerwerk an Ideen, Gesten und Worten überschütten, selbst wenn ich bei dieser Aufgabe mutterseelenallein auf mich gestellt bin.

    Ist das diesseitige Leben für Sie eine höllische Angelegenheit, der man nur mit Humor begegnen kann?

    Benigni: Für mich ist das Leben Himmel und Hölle gleichermaßen, gerade weil ich Italiener bin und deshalb Drama statt Blut durch meine Adern pulsiert. Vor allem aber ist das Leben für mich eine göttliche Farce, da nichts irgendwie einen tieferen Sinn auszeichnet. Dennoch passieren Tag für Tag jede Menge Dinge, schreckliche und schöne, banale und bewegende. Und ganz klar: für mich als überzeugten Komödianten ist Humor das einzig probate Mittel, um dieses eigentlich Widersinnige namens Dasein zu meistern.

    Wie sind Sie mit Dantes Komödie in Kontakt gekommen? Was hat sie mit Ihnen angestellt? Warum haben Sie sich so intensiv damit beschäftigt?

    Benigni: In den 50er und 60er Jahren, in denen ich meine Kindheit und Jugend verbrachte, hat “Die Göttliche Komödie” an allen Ecken und Enden auf mich gelauert, in der Schule, zu Hause, bei meinen Freunden. Sie gehörte damals zum toskanischen Alltag. Ich wurde vollgesogen mit Dante Alighieris Klassiker, einfach weil ich immer schon eine Leidenschaft für poetische Sprache und philosophische Erkenntnisse in literarischem Rahmen hatte. “Die Göttliche Komödie” ist ja weit mehr als ein Buch, sie ist ähnlich wie die Bibel ein existenzielles Werk über die Menschheit per se. So etwas fasziniert natürlich, wenn man nur ein bisschen prädestiniert dafür ist, sich die Welt mit Worten zu erklären.

    Warum ist Ihre Dante-Show ein solcher Erfolg? Was reizt die Leute daran? Vielleicht, dass die Aussicht, in die Hölle zu kommen, durch Humor erleichtert wird?

    Benigni: Wie gesagt, “Die Göttliche Komödie” ist ein existenzielles Werk, behandelt werden darin Themen von zeitloser Bedeutung. Schrecken und Schönheit, Humor und Hass gehen hier Hand in Hand. Wenn man diese elementaren Inhalte in der richtigen Mischung zwei Stunden lang vorträgt, wird es kaum einen Zuschauer geben, den das kalt lässt.

    Denken Sie an eine Verfilmung der Göttlichen Komödie?

    Benigni: Nein, das macht in meinem Fall keinen Sinn! Da ich mich diesem Buch als Alleinunterhalter angenähert habe, wäre es für den Kinobesucher sicher befremdlich und langweilig, einer einzigen Person zwei Stunden lang auf der Leinwand zuzusehen. So ein Procedere funktioniert nur auf der Bühne.

    Man kann Dante so interpretieren, dass sich jeder zu Lebzeiten seine Hölle schafft und vorbereitet. Irgendwann büßt man für seine Taten. Denken Sie, dass solch ein Denken den Menschen heute bewusst gemacht werden sollte, damit z. B. Politiker anders agieren? Brauchen solche Leute, die unmoralisch handeln, mehr Demut und Gottesfürchtigkeit?

    Benigni: Ich habe mich noch nie als einen Moralisten gesehen, dafür halte ich das Leben als zu merkwürdig und undurchschaubar. Zumindest weiß ich selbst, warum ich Künstler und nicht Banker oder Politiker geworden bin: Ich habe meine eigene Ethik, die für mich - und hoffentlich auch für meine Umgebung - funktioniert. Doch ich werde mich hüten, jemandem vorzuschreiben, wie er sein Dasein zu gestalten hat.

    Sind Sie selbst ein gläubiger Mensch?

    Benigni: Zwangsweise, denn wenn ich nicht daran glauben würde, dass mein Leben irgendeinen Sinn macht - und genau das zeichnet den menschlichen Glauben für mich aus -, glaube ich überhaupt nichts mehr, was mich in tiefe Depressionen stürzen würde. Dann ist es in meinen Augen besser, gelegentlich in die Leere hineinzubeten, auf merkwürdige Weise gibt mir dieser Akt Kraft. Und wenn ich auf der Bühne stehe und mein “Tutto Dante”-Programm spiele, bin ich einer der gläubigsten Menschen auf der Welt, für zwei Stunden bin ich ein glühender Christ. Ohne diese Grundhaltung ist es völliger Quatsch, sich diesem Werk zu stellen.

    Warum wollen Sie Ihre Show in Deutschland zeigen? Ist es nicht ein ziemliches Risiko, Ihr Programm alleine auf einer Bühne und in italienischer Sprache in großen Hallen in Deutschland aufzuführen?

    Benigni: Auch Menschen, die kein Wort Italienisch verstehen, sind im Normalfall von meiner Darbietung angetan. Ich habe das Programm so konzipiert, dass es sich nicht ausschließlich auf die Kraft des Wortes, auf Inhalte stützt. Stattdessen muss man sich das Ganze wie ein burleskes Jazz-Konzert vorstellen, das auf Improvisation und der Lust auf den spontanen Moment basiert. Man kann viel lachen und leuchtende Augen bekommen, selbst wenn man nicht recht weiß, was auf der Bühne gerade passiert. Ich glaube, “Tutto Dante” ist ein kosmopolitisches Programm, das in jedem Land dieses Planeten verstanden wird - wenn auch in jedem Land anders.

    Haben Sie keine Abneigung gegenüber Deutschland wegen der Verfolgung Ihres Vaters durch die Nazis?

    Benigni: Nachdem mir mein Vater erstmalig als Jugendlichem erzählt hat, was ihm in den zwei Jahren Haft im KZ Bergen-Belsen widerfahren war, fühlte ich mich zunächst ungeheuer traurig und leer. Ich zweifelte an der Daseinsberechtigung der Menschheit. Doch mein Vater besaß das Talent, den eigentlichen Horror seiner Jahre im Konzentrationslager derart lebendig und gelegentlich lustig darzustellen, dass ich von Mal zu Mal mehr über diese und jene Schilderung lachen konnte, obwohl die Umstände, unter denen das Geschilderte erlebt wurde, grauenvoll waren. Mein Vater hat mich mit seinen KZ-Schilderungen auf den Weg gebracht, ein Komödiant zu werden, der sich der Tragik der menschlichen Existenz bewusst ist. Ich spiele diese Rolle gern. Es ist die einzige, die ich überzeugend spielen kann.

    Roberto Benigni - “Tutto Dante”: Donnerstag, 16. April, 20 Uhr in der Münchener Philharmonie Gasteig. Karten beim NT/AZ-Ticketservice unter 0961/85-550 und 09621/306-230.

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