Un Benigni da Nobel
Everything about Roberto Benigni-
March 31st, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteThe Italian comic is taking Dante on a world tour with his TuttoDante and London’s his next stop.
By Alastair Smart, 31 March 2009 - Telegraph.co.uk

He shot to movie stardom in 1998 with his concentration-camp comedy Life is Beautiful, and Italian funnyman Roberto Benigni is now attempting the improbable once again: a one-man, stage rendition of The Divine Comedy, Dante’s cosmos-bestriding, medieval epic of sin, salvation and the everlasting. The clown prince of Italy, famous for stripteasing on television and writing songs such as Hymn to Loosened Bowels, has spent the past three years reciting Dante’s theological terza rimas in arenas across Italy. And now there’s a world tour.
‘At heart, The Divine Comedy is popular entertainment not an academic text,’ says Benigni. ‘Besides the God, Virgin Mary and Thomas Aquinas stuff, there’s Laurel-and-Hardy farce in there, too. It’s not called a “comedy” for nothing.’ Because of the august, bowdlerised translations of Victorian times, Dante has come down to English-speakers today as a rather fustian, Christian moraliser but, in certain scenes in hell, he gets pretty ribald. One can only imagine what fun the goofy-grinned, gangly-bodied Benigni will have with Canto XXI, in which 10 devils try poking Dante up the ‘groppone’ with their pitchforks, and their leader – the aptly named Stinky Tail – breaks wind ‘like a trumpet’ to call them to attention.
‘Dante’s not just funny, though; he’s contemporary, too’, insists Benigni, trying to explain the huge popularity of his TuttoDante shows, which have been watched by one million Italians. By the early 14th century, Dante’s home city of Florence had become the international capital of trade and banking, and the poet lamented how many of his corrupted peers - especially popes - valued riches over religion. ‘He places the gluttonous and greedy in hell … [to wallow] in excrement like pigs,’ says Benigni. In this, the age of the fallen banker, ‘their story couldn’t be more modern’.
In a 90-minute show, Benigni hasn’t time to recount Dante’s entire poetic journey through Hell, Purgatory and Heaven, so he picks out and performs 10 passages instead, explaining the context and present-day parallels of each beforehand. In these secular times, it’s perhaps unsurprising the Inferno passages prove most popular: ‘They’re the most human’, says Benigni, ‘the ones in which we all see our weaknesses.’ But Italian audiences also love Hell for the modern celebs Benigni suggests sending there, notably his long-standing foe Silvio Berlusconi. The Italian PM has been the butt of countless Benigni barbs down the years, and there’s no let-up in TuttoDante - in a show last year, the comedian declared that the imperious Berlusconi would have a ‘circle to himself’ in Hell, with ‘his own set of laws’.
Benigni promises to make his targets more international on TuttoDante’s world tour, which comes to Drury Lane next Sunday, though he doesn’t know yet who they’ll be: ever the comic improviser – remember the mad clambering over seats, on his way to collect his Best Actor Oscar for Life is Beautiful? – all Benigni can confirm is that, Dante excerpts aside, he’ll deliver the show in English. But might the time also be right to readdress the hell of the Holocaust, which many felt Benigni trivialised, sentimentalised and pantomimed in Life is Beautiful? Benigni, a Catholic, played a jovial Jew who convinces his young son their death-camp travails are just an elaborate game. ‘My movie was actually a tragedy, about a father trying to save his son from horror; it had humour in it, but I wasn’t laughing at or diminishing the Holocaust,’ says Benigni. ‘The Jews are the world’s wittiest people, so if anyone can make a comedy about the Holocaust, it’s them.’
The Divine Comedy (1314-1320) is, in a sense, as old as the Italian language itself – it was Dante who broke the centuries-old tradition of writing in scholars’ Latin, to use vernacular Italian instead – but Benigni reckons he is well qualified to deliver it as freshly as ever: growing up in rural Tuscany, an hour outside Florence, he took up early the Tuscan tradition of publicly reciting poetry, especially that of the local hero Dante. ‘My grandma was better, though’ he says. ‘She could recite the entire Divine Comedy backwards.’
‘TuttoDante’, Theatre Royal Drury Lane, London WC2 (0844 412 4657) Apr 5
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March 23rd, 2009Roberto BenigniDalla Shoah a Dante, Benigni racconta 10 anni fantastici
di ROBERTO BENIGNI - La Repubblica (22 marzo 2009)
Tags: 10 anni, 21 marzo 1999, Academy Awards, cinema, La Vita è Bella, Life is beautiful, Oscar, Roberto Benigni, Stefano Bartezzaghi
Quanta paura, Madonna che scrupoli e che riserve ha sollevato, me lo ricordo ancora bene, un film come La vita è bella. Il dissenso più o meno manifesto partiva dai sostenitori della tesi che coi campi di concentramento non si può scherzare, non si può fare comicità. Errore. Perché quel film è una tragedia. Nel senso che c’è una storia che comincia bene e finisce male. Tutto il contrario della Divina Commedia di Dante, che inizia male con l’Inferno e termina benissimo col Paradiso. Voglio dire che quel film era sdrammatico. Finiva il primo tempo che gli spettatori avevano le lacrime agli occhi dalle risate e il secondo tempo che avevano le risate per le lacrime agli occhi. La vita è bella è anche un film estremo. Perché è lo stile che conta. Si può essere laidi e volgari parlando di una farfalla, e si può essere poetici parlando di Hiroshima con letizia. E Fellini diceva che le cose molto tragiche possono essere raccontate solo da un clown. Poi, come dice un altro, come dice Montale, tra l’orrore e il ridicolo il passo è un nulla. E sapete qual è l’anagramma che ha elaborato col mio nome Stefano Bartezzaghi? Birbone integro. Beh, mi ci trovo bene, via. -
March 22nd, 2009Roberto Benigni, Vincenzo CeramiDieci anni fa l’Oscar che lo ha reso famoso nel mondo
Oggi una tournée planetaria per regalare Dante a tuttidi RODOLFO DI GIAMMARCO - La Repubblica

“THANK YOU, thank you. This is a moment of joy, and I want to kiss everybody…” suonarono le prime parole del discorso di Roberto Benigni a Los Angeles, la notte del 21 marzo 1999, dieci anni fa, alla consegna dell’Oscar per il miglior film straniero attribuito al suo La vita è bella (uno dei tre Oscar riservati al film, assieme a quelli conferiti a Benigni stesso come migliore attore, e a Nicola Piovani per la colonna sonora).
E “Così discesi del cerchio primaio/ giù nel secondo, che men loco cinghia/ e tanto più dolor, che punge a guaio” suoneranno le parole iniziali dell’attore quando il 5 aprile prossimo, in scena a Londra, interpreterà la terzina d’avvio del quinto canto dell’Inferno della Divina Commedia, che è la partitura-guida del suo TuttoDante con tour mondiale già avviato e calendario fittamente disposto, in continua espansione, fino a giugno. Allora, all’Oscar, si fece prendere da un impeto di baci, ma anche adesso si fa cantore del cerchio dei Lussuriosi culminante col bacio grazie a cui Paolo infiamma i sensi di Francesca.
Sia che rilegga l’Olocausto dirigendo e recitando una storia scritta con Vincenzo Cerami, sia che rilegga Dante dicendolo a memoria come un commediante dell’arte, Benigni è sempre un artista che inquieta col fisico, è sempre un comico munito di sghignazzo epidermico, è sempre un uomo di spettacolo che necessita di effusioni, è e resterà sempre uno che scherza carnalmente, guancia a guancia, marcando stretto con le labbra.
In questo senso l’Oscar di dieci anni fa, al di là delle argomentazioni caute o scettiche degli intellettuali e delle personalità che si ergevano a depositarie dell’austerità tragica della Shoah, fu un superbo riconoscimento all’universalità della poesia del corpo di Benigni, alla sua poetica verbale, all’intuizione di un lirismo paterno, all’ideale di un’esistenza sentita come la sentì Primo Levi in Se questo è un uomo: “Pensavo che la vita fuori era bella e che avrebbe continuato a essere bella”.
E rovistando tra i suoi appunti gelosi - ottenuti solo dopo tenaci e infinite richieste perché lui non ama le autocelebrazioni e non indulge negli sguardi all’indietro - trascrivendo le sue note preparatorie del film, note quasi indecifrabili tanto la calligrafia di Benigni supera in vaghezza quella di certe ricette mediche, balza evidente come anche proprio una certa sua poesia bambina, quella caratterizzante i toni e i temi della fantasiosa e compagnona traduzione a braccio degli indottrinamenti nazisti nel lager, costituisca un linguaggio tragicomico incline a mimetizzare la morte con l’amore, con l’arguzia, col ridicolo.
“Si vince a mille punti, il primo classificato vince un carro armato… perdono punti quelli che si mettono a piangere, che vogliono vedere la mamma, che hanno fame e che vogliono la merendina” anziché il tenore minaccioso di un caporale da anticamera delle camere a gas. Battute a base di lecca lecca che aprirono i cuori. E l’onda benigna e benignana si sparse in tutto il mondo, se è vero che la Somalia giunse a coniare al volo nello stesso 1999 una moneta con la sua effigie di Oscar Winner.
Ma l’internazionalità di Benigni - casualmente o no a distanza d’un decennio da quel trionfo che autorizzò un confronto con Lawrence Olivier, riuscito nel 1948 a dirigere se stesso in un’interpretazione da Oscar - testimoniata oggi da una tournée teatrale cosmopolita, è qualcosa che fa anche storia a sé, con precedenti paralleli che risalgono agli anni a cavallo tra i due secoli.
La sua comicità prorompente s’era messa al servizio di Dante già nel 1991 all’Università di Siena (”dicendo” e non leggendo il quinto e l’ottavo canto dell’Inferno), perché in Toscana c’è vanto di sapere a memoria i versi della Commedia e il padre lo buttava sui palcoscenici a improvvisare coi poeti d’ottave (noi assistemmo anni e anni fa a una sua strepitosa gara a forza di versi improvvisati a Volterra).
E le sue lecturae Dantis, cresciute a Pisa, Roma, Padova e Bologna, ebbero una puntata propedeutica nel gennaio 1999 all’Università di Los Angeles. E tutta la sua struttura anatomica che impresta suoni, gorgoglii e onomatopee a Dante ecco che sconfina nel 2003 al Simphony Center di Chicago, e nel 2006 nell’anfiteatro romano di Patrasso. Finché nasce la mega-impresa TuttoDante in piazza Santa Croce a Firenze, con tredici canti, uno per sera, tournée italiana in quarantotto città, e messa in onda su RaiUno, operazione da cui scaturisce a sua volta lo spettacolo attuale incentrato sul quinto canto dell’Inferno.
Il TuttoDante che è salpato questo marzo per fare un giro del mondo, dopo le tappe già effettuate a Parigi e a Bruxelles, ha un calendario che farebbe invidia a molti o a quasi tutti i grandi attori italiani dell’Ottocento e del Novecento, mattatori che s’avvicendavano in Europa e nelle Americhe a costo di avventurosi e leggendari viaggi. Lui, Benigni, in un programma in via di completamento, è adesso atteso a Londra, Duisburg, Stoccarda, Monaco, Ginevra, Colonia, Francoforte, Baden Baden, Atene, Basilea, New York, Boston, Chicago, Buenos Aires.
Vale a dire che il “Benignaccio” capace dieci anni fa di fare uno show irrefrenabile danzando tra le poltrone sulle teste dei membri dell’Academy alla notizia dell’Oscar, è come allora e più di allora capace di ballare sulle teste degli spettatori di mezzo mondo recitando il suo amato Dante. Il nostro Chaplin toscano la sa lunga, in tema di risate che restano di traverso in gola, vuoi per inferni terreni, vuoi per inferni letterari, inferni che comunque trasmettono l’emozione di un buio che deve finire, come “‘a nuttata” di Eduardo.
(22 marzo 2009)
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March 21st, 2009Interviste, Roberto Benigni, Video, Vincenzo CeramiPubblicato da RepubblicaRadioTv
A 10 anni dalla notte degli Oscar al film di Roberto Benigni, ne parliamo con il suo sceneggiatore Vincenzo Cerami
L’INTERVISTA CON VINCENZO CERAMI
(di Chiara Ugolini - riprese di Stefano Cipullo e montaggio di Alice Vivona)Parte prima: * ‘E’ il primo film italiano che è arrivato in Cina’
Parte seconda: * Benigni-Cerami, una storia d’amore
*Clicca qui per vedere il terzo video: “La scheda critica di Paolo D’Agostini”
Tags: 10 anni, 1999, 21 marzo 1999, Academy Awards, cinema, intervista, La Vita è Bella, Oscar, Repubblica, Roberto Benigni, Vincenzo Cerami -
March 21st, 2009Nicola Piovani, Roberto Benigni, Video, Vincenzo CeramiTags: 10 anni, 1999, 21 marzo 1999, 21 marzo 2009, Academy Awards, Arezzo, Film, La Vita è Bella, Life is beautiful, Nicola Piovani, Notte degli Oscar, Oscar, Roberto Benigni, Vincenzo Cerami -
March 16th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteSabato 14 marzo su BBC Radio 4 è stata mandata in onda un’intervista a Roberto Benigni che ha parlato del suo show TuttoDante in scena a Londra domenica 6 aprile 2009.
Saturday 14 March 2009 (BBC Radio 4, London) - The Italian actor and comedian Roberto Benigni, who won an Oscar for his role in the film Life is Beautiful, is taking his one-man show TuttoDante (Everything About Dante) on tour. He explains the show, which is a satire inspired by Dante’s Divine Comedy. ——————————————-
TUTTODANTE live in London:
Date: Sunday, April 05, 2009
Opening times: show time: 08.30pm - doors: 07.00pm
Venue: Drury Lane Theatre, Catherine Street, London, WC2B 5JF
Tags: BBC, BBC radio 4, Dante Alighieri, Divina Commedia, Divine Comedy, England, English, Inghilterra, Inglese, interview, intervista, London, Londra, Radio, Roberto Benigni, Theatre Drury Lane, Tour mondiale, Tutto Dante, TuttoDante -
March 12th, 2009Roberto Benigni, TuttoDanteChristophe BERTI, lesoir.be - jeudi 12 mars 2009, 08:19
Expliquer, puis déclamer – en vieux florentin – des passages de « La Divine Comédie » de Dante Alighieri et faire salle comble partout en Europe: il faut s’appeler Roberto Benigni pour relever un tel défi.
[Foto di Roberto Benigni a Bruxelles tratte dal blog Il Furlanar]Mercredi, le comédien et réalisateur italien – qui se définit lui-même avant tout comme un « comique » – était à Bruxelles, au Palais des Beaux-Arts, pour l’étape belge de son spectacle qui a scotché devant la télé des millions d’Italiens. On connaît Benigni et on n’a pas été déçu: commentaires sur l’actualité, passages exaltés pour expliquer les finesses de l’œuvre de Dante, remerciements au public – «Je ne veux pas oublier de parler des milliers d’Italiens qui ont immigré en Belgique pour y travailler très durement» – on a eu droit à du «Benigni pur jus».
«J’aime bien la Belgique, elle a donné de grandes œuvres au monde. Et j’ai eu l’honneur, moi, d’être fait docteur honoris causa à la KUL. C’était sympa, mais chez vous, on fait des discours dans toutes les langues, ça a duré une journée entière…» En fait, la vraie surprise du spectacle, c’est qu’il a parlé… en français de part en part. Enfin le français de Benigni, évidemment, avec des mots à lui («insursautable» pour «insurmontable», etc.) mais très peu en italien et sans les surtitres annoncés. «La Divine Comédie, c’est la poésie la plus importante de la littérature. Enfin, c’est un livre italien et je suis italien: il y a peut-être conflit d’intérêt. Mais bon, je ne suis pas le seul Italien à être concerné par le conflit d’intérêt. Une chose est sûre: la Divine Comédie est un cadeau de Dieu fait à l’humanité.»Pendant un peu moins de deux heures, l’auteur de « La Vie est belle » décrypte le Chant V de l’Enfer, passage concernant la rencontre de Dante avec Paolo et Francesca dans le deuxième cercle de l’enfer. Et transmettra à un public conquis son amour sans limite pour une œuvre qui le berce depuis son enfance. Et surtout, après avoir expliqué le poème avec des métaphores surprenantes et déroutantes, le comique se fait grave, la scène devient rouge, le silence est absolu et, Benigni récite, comme un bon élève, le Chant dont il parle depuis le début, respectant l’accent toscan et la musique de l’œuvre. Standing ovation garantie.
Tags: Belgio, Belgium, Brussels, Bruxelles, Dante Alighieri, Divina Commedia, Divine Comédie, France, Palais des Beaux-Arts, Roberto Benigni, Tour, Tour mondiale, Tutto Dante, TuttoDante
[Per l'articolo tradotto in Italiano cliccate qui] -
March 11th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante
Ce spectacle «one man show» basé sur la Divine Comédie de Dante Alighieri met en scène Roberto Benigni pendant environ une heure et demi avec un mélange d’instants d’actualité et de souvenirs de racontés de manière ironique, pour ensuite entreprendre un voyage plein de poésie et de passion dans le monde de la Divine Comédie.
Le spectacle a débuté en juin 2006 dans le splendide théâtre Romain de Patrasso en Grèce où, devant un public extasié, Benigni a déclamé et expliqué le chant d’Ulysse, le XXVI Chant de l’enfer.
En Juillet 2006, le spectacle a fait une halte pour 13 soirs sur la magnifique Piazza de Santa Croce à Florence où, à côté de la statue de Dante et face à la basilique, a été montée la scène sur laquelle chaque soir Benigni récitait un chant différent.La place avait été aménagée avec des chaises et des tribunes pour une capacité totale de 4.200 places qui, était pleine tous les soirs, et a vu la présence d’un public hétérogène qui manifestait son enthousiasme.
Les 13 spectacles ont été enregistrés et retransmis sur la RAI UNO de décembre 2007 à Mars 2008 avec un si bonne part d’audience, qu’une version DVD a été mise en vente et a évidemment battu tous les records de vente pour un spectacle théâtral.Après la parenthèse fiorentine, le spectacle TuttoDante est devenu itinérant et a été représenté sur les places et dans les stades italiens pour un total de 130 spectacles avec un afflux de public estimé autour du million de spectateurs, dont 120.000 à Rome. A ceux-ci il doivent être ajoutés plus de 10 millions de téléspectateurs qui ont vu le spectacle télévisé « le V° de l’Enfer » diffusé sur la RAI le 29 novembre 2007, avec des rediffusions sur RAI International les jours suivants.
TuttoDante est un événement unique dans l’histoire du spectacle, un fascinant voyage qui passe de l’actualité à la Divine Comédie, d’instants purement comiques à des instants de grande poésie.
ROBERTO BENIGNI dans TUTTO DANTE
Production : Melampo Cinematografica
Organisation générale : Lucio Presta
Production exécutive : Arcobaleno Tre
Promoteur local : AJA ConcertsInformazioni:
Tags: Belgio, Belgium, Brussels, Bruxelles, Dante Alighieri, Divina Commedia, Palais des Beaux-Arts, Roberto Benigni, Tour, Tour mondiale, TuttoDante
Data: mercoledì 11 marzo 2009
Orari: Ore 20.00
Luogo: Palais des Beaux-Arts / Salle Henry Le Bœuf , 23 Rue Ravenstein
1000 Bruxelles -
March 10th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDantePar Séba Ministru - Télémoustique

Bonjour Roberto, vous allez bien?
Roberto Benigni. - Oh, quelle beauté d’enfin entendre parler italien! (L’interview se déroule en italien - NDLR.)Dites-moi, Roberto, pourquoi Dante?
Tu me demandes “Pourquoi Dante?”. Mais parce que, Roberto, voyons! Même si personne n’a lu La Divine Comédie, Dante a écrit une ouvre qui a tout changé. De temps en temps, c’est bien de le rappeler. Dante nous a montré la voie pour devenir immortels… Mais bien sûr, Sébastien, sur scène quand je parle de Dieu, je dois le faire en italien parce que avec mon accent français, ça ne va pas. Mais quand je parle de choses de moindre niveau comme Berlusconi, alors je parle en français.Mais quand vous parlez français, votre accent italien est très joli…
Merci beaucoup, Sébastien, et la prochaine fois que je viendrai en Belgique, je ferai le spectacle en “belgicien”.Mais ça n’existe pas.
Bien sûr que si, ça existe, le “belgicien”! C’est du “bruxellesse” avec un très fort accent.Qu’est-ce que vous connaissez de la Belgique?
Pas grand-chose. Je suis venu plusieurs fois, mais je connais peu. Mais quand même, à l’Université de Louvain (la KUL - NDLR), ils m’ont donné le titre de docteur honoris causa. Tu aurais dû voir! La cérémonie dans l’église gothique: magnifique! Mais c’est bien parce que ça nous ramène à La Divine Comédie qui parle aussi du Brabant et de la Belgique…Vous nous promettez de nous faire rire parce que Dante… ça fait peur!
Mais le premier qui voulait qu’on en rigole, c’est Dante lui-même, sinon il n’aurait pas appelé ça “comédie”.Juste!
Vous verrez, sur scène, c’est une vraie farce, vous aurez l’impression de voir Louis de Funès au milieu des diables. C’est une chose très belle, on parle de Dieu, de la Vierge. Ça fait du bien de parler de sujets incompréhensibles, du mystère de la vie et de la mort à l’époque des quiz télé. Dante voulait que ce soit mystérieux et populaire.Comment ça va se passer quand vous vous retrouverez devant Dieu?
J’espère m’en sortir avec une petite baffe.Il y a onze ans, lorsque vous avez reçu l’oscar pour La vita è bella, vous avez baisé les pieds de Martin Scorsese devant des millions de téléspectateurs. Qu’est-ce que ça fait de baiser les pieds de Scorsese?
Ah! C’était une émotion si belle qu’il me semblait que je devais l’exprimer avec mon corps. Je me suis jeté à terre pour prouver que j’étais vivant!Et quel goût ont les pieds de Martin Scorsese?
(Rire.) Un goût de cuir… et je crois qu’il chausse du 42.Vous n’êtes pas toujours aussi agité quand même?
J’aime l’exubérance, j’aime exprimer mes sentiments.Mais vous n’êtes pas tout le temps comme ça avec votre famille?
Dans la vie privée, je n’ai pas toujours cette énergie, sinon je mourrais. C’est comme Zidane, je ne pense pas qu’il joue au foot toute la journée, il doit aussi se reposer, ce pauvre garçon. Moi aussi, de temps en temps, je me repose.Vous êtes calme quand vous dormez?
Pas seulement. Pour avoir ces montées d’exubérance, il faut savoir s’économiser aussi.Pour vous, quelle est la chose la plus triste au monde?
L’indifférence. Quand nous sommes indifférents aux tragédies, quand il n’y a pas de compassion pour les grandes souffrances du monde. Etre indifférent, c’est comme n’être pas né. Nous avons l’occasion de ne vivre qu’une fois, donc participons.Et la chose la plus belle?
Le fait que nous soyons en vie. C’est un miracle et je crois aux miracles.Merci, Roberto…
Merci à vous…Le 11 mars. Palais des Beaux-Arts de Bruxelles. 02/507.82.00.
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March 7th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante‘L’Inferno’ alla conquista dell’Europa e più tardi traghetterà in America. L’attore e regista toscano non risparmia le battute sul premier e sulla sinistra. E alla fine standing ovation

Parigi, 7 marzo 2009 (QN)- Debutto trionfale a Parigi per Roberto Benigni e il suo ‘Tutto Dante’. L’attore e regista toscano ha inaugurato proprio dalla capitale francese il tour che porterà l’Inferno del grande poeta italiano in giro per l’Europa e quindi in America.
Il Grand Rex ha reso omaggio a Benigni con una prolungata standing ovation alla fine dello show che ha entusiasmato i circa 3.000 presenti che hanno costretto la direzione del teatro ad aggiungere posti all’ultimo minuto. Tra il pubblico anche l’attrice Carole Bouquet, l’architetto Renzo Piano, l’attrice Jane Birkin e molti italiani. La maggior parte dei presenti, però, era composta da fan francesi che ricordano ancora la sua indimenticabile esibizione sul palco del Festival di Cannes.
’’Bonsoir messieurs et dames’’, inizia ‘Robertò’, che esordisce annunciando che ‘’è la prima volta che sono in scena all’estero, così da vivo’’. Passano appena 5 minuti ed è già Berlusconi: “Credevo ridessero soltanto in Italia appena lo nomino, invece all’estero è peggio”. Si continua in crescendo: “In Sardegna ha stravinto, ma francesi state attenti, a lui interessa la Corsica, è come Napoleone”.
Il francese non è certo perfetto ed è condito con una specie di gramelot, ma tutti lo capiscono e applaudono: ‘’Vorrei scherzare anche sulla sinistra, ma appena comincio a scrivere uno spettacolo sull’opposizione, loro si sono già dimessi’’. Immancabile il riferimento alle recenti battute sulla Sorbona: ‘’Dante vi studiò, ma gli studiosi hanno dei dubbi. Io invece ho dei dubbi che ci abbia studiato Berlusconi”.
Poi spazio a Dante e alla lingua italiana, con sottotitoli francesi che scorrono sul fondo della scena ma non riescono a seguire il torrente di aneddoti, citazioni e battute di un Benigni irrefrenabile. Finisce con la lettura del V canto dell’Inferno, il protagonista è visibilmente emozionato e commosso, il pubblico applaude a scena aperta.
Dopo Parigi lo spettacolo toccherà Bruxelles, Londra, molte città della Germania e della Svizzera, poi Lubiana, per concludersi nel mese di giugno con tre date negli Stati Uniti e una chiusura a Buenos Aires.
Tags: Bruxelles, France, Francia, Grand Rex, London, Londra, Parigi, Paris, Roberto Benigni, Tour, Tour mondiale, TuttoDante -
March 7th, 2009Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDanteTutto esaurito e applausi alla prima francese di “TuttoDante”
Prossime tappe: Belgio e Germania, prima del salto negli Usa
PARIGI - Benigni ha sopreso ancora. A coloro, la maggioranza, italiani, che aspettavano un tuttobenigni a ruota libera, ha invece porto un “TuttoDante”, una vera serata sulla Divina Commedia e sul suo divino autore. Poco Berlusconi, poca situazione politica italiana, molta poesia.E alla prima, ieri sera al Gran Rex (una delle più belle sale parigine, già teatro, oggi il cinema più grande d’Europa, quasi tremila posti), davanti a un pubblico molto attento - nelle prime file un piccolo “parterre de rois” con Renzo Piano, Giuseppe Bertolucci, Jane Birkin, Carole Bouquet, la moglie Nicoletta Braschi con mamma, tra gli altri - si è scaraventato sul palco accompagnato da una musica circense, poi è uscito di scena, è rientrato, ha detto che voleva abbracciare tutti uno a uno, e ha iniziato a parlare di poesia che avvicina a Dio.
“Perché Dio? Sono andato troppo in alto. E allora scendiamo in basso: Berlusconi” ed è venuto giù il teatro. Soprattutto perché i sottotitoli (annunciati) non c’erano e il suo francese è davvero esilarante: “Quando dico Berlusconi in Italia tutti ridono. E allora mi sono detto, vado all’estero e chissà se ridono. Non sono più in Italia, ho voglia di dire quello che mi pare, tanto poi posso dire che c’è stato un malinteso, che sono stato frainteso”. Si rivolge alla Madonna: “Maria aiutami tu. Come? Neanche tu capisci il mio francese?”. Cerca di spiegare la situazione politica italiana. “In Sardegna ci sono state le elezioni e ha vinto lui. Ma in realtà è interessato alla Corsica. È convinto che lì siano le sue radici come Napoleone, che pare avesse un figlio che si chiamava Piernapoleone”. Ma nel Quinto Canto dell’Inferno Dante è nel girone dei lussuriosi. “L’amore, la lussuria. Berlusconi è stato fotografato in Sardegna con cinque donne sulle ginocchia, Viagra ortopedico”. E ancora: “Berlusconi ha vinto due volte: la prima ha detto che a sinistra erano tutti gay; la seconda ha tolto il bollo dell’auto e quello del motorino e la tassa sulla prima casa e ha vinto un’altra volta”.
I francesi ridono, come chi pensi l’abbia sparata grossa. Benigni racconta delle intercettazioni telefoniche con la celebre storia delle attricette da sistemare. E inizia una tirata piena di “gros mots” che in Italia sono espressioni correnti, qui molto meno. Ma il pubblico ride. Non parla del presidente francese e di sua moglie italiana. Se la prende piuttosto con il nostro re (che ha una nuora francese) “che un giorno è atterrato e ha chiesto una prostituta a buon mercato. Va bene la prostituta, ma ci pensate che avremmo un re che la vuole a buon mercato”.
Da questo momento in poi l’attualità finisce e inizia Dante. Benigni parla del Medioevo e del Rinascimento italiano, racconta di Firenze che al tempo di Dante era una città corrotta e perduta, cita Gerard de Nerval “che ha provato a rifare la Vita Nova”, Stendhal “che voleva essere italiano e che ha inventato la celebre sindrome”, Voltaire “che detestava Dante che ne ha parlato talmente male che lo ha reso celebre in tutta Europa”. Quando ha letto il Quinto Canto, il frastuono, il berciare, le risate, si sono mutati in silenzio. Infranto da caldissimi applausi finali. Il tour mondiale continuerà per tutto il 2009 dall’Europa agli Usa per finire in Argentina.
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(di LAURA PUTTI, La Repubblica) -
March 6th, 2009Interviste, Roberto Benigni, TuttoDanteLaurence Haloche - 06/03/2009 (Le Figaro Magazine)

«Les femmes sont les seules créatures que tu regardes dans les yeux en pensant toujours à voir au-delà. La femme est un moulage de la forme de Dieu.»
[Crédits photo : Stefano Schirato]Roberto Benigni fait une escale en France pour deux représentations exceptionnelles de son one-man-show «Tutto Dante».
Pas facile de retenir plus de vingt minutes le bondissant acteur et réalisateur de La vie est belle. Pour la promotion des deux représentations parisiennes de son one-man-show Tutto Dante -hier et ce soir, à 20 h 30, au Grand Rex -, Roberto Benigni compte son temps, mais ne musèle pas son énergie. L’homme est en interview comme sur scène ou à l’écran : souriant, virevoltant, volubile surtout lorsqu’il s’agit d’évoquer sa passion ancienne pour La Divine Comédie de Dante Alighieri. Depuis juin 2006, Roberto Benigni lui consacre un spectacle atypique où il offre sa vision très personnelle de L’Enfer et du chant d’Ulysse. Plus d’un million d’Italiens ont déjà applaudi ses commentaires ironiques et tendres sur le célèbre poème épique, ses digressions sur l’actualité ou sur ses propres souvenirs. Rencontre avec le Luchini italien né à Misericordia. Un signe.
Quels sont vos maîtres à penser?
Notre âme a besoin d’être nourrie. Tout ce qui évoque l’aventure de la vie, l’amour, la mort est salutaire, qu’il s’agisse des écrits de Dante ou de Shakespeare.
Pourquoi Dante?
Simplement parce que c’est le plus grand de tous : un cadeau de Dieu fait à l’humanité.
Qui mettez-vous à la droite de Dante?
Hugo, Stendhal, Nerval (ci-contre), Rabelais, Racine… La littérature française est la plus grande au monde.
Quelle place tiennent les femmes dans votre vie?
Ce n’est pas une place ! Les femmes sont la vie, elles portent la vie, non ?
Un regard féminin?
Les femmes sont les seules créatures que tu regardes dans les yeux en pensant toujours à voir au-delà. La femme est un moulage de la forme de Dieu.
Etes-vous croyant?
La vie elle-même est un miracle. Nous sommes faits de Dieu, chair et os.
Y a-t-il un paradis sur terre?
Peut-être est-ce la nostalgie des moments heureux.
Les Français n’ont pas le moral. Que dites-vous à un ami qui va mal?
«Lis de la poésie, mon ami.» Elle console, libère en nous montrant ce qui est beau : l’amour est plus rassurant encore que la foi.
Un endroit où la vie vous est douce?
En Ombrie, près de Pérouse. J’y suis particulièrement serein. Et aussi, à Rome, Florence, Paris…
D’où vous vient votre énergie?
Je suis un homme de spectacle. L’exubérance est l’une des lois de ce métier. Il se trouve que j’aime bien montrer mes sentiments publiquement, les partager avec les autres. C’est ma manière d’être généreux !
Que gardez-vous pour vous?
Ce qui, pour chacun, doit rester secret.
Un film à retenir?
La Dolce Vita, de Fellini avec Anita Ekberg (ci-contre).
Un livre de chevet?
La Divine Comédie, de Dante, est comme la Bible : on peut passer sa vie à la lire.
Qu’y a-t-il de gauche en vous?
Vous êtes le pays de la Révolution et des droits de l’homme, mais je dois le dire : je ne crois pas à l’égalité. Ça n’existe pas ! En revanche, je crois que la gauche essaye davantage de réduire les inégalités que la droite.
Qu’y a-t-il de droite en vous?
Penser qu’on a quand même besoin de la droite.
Une raison d’espérer?
Si tu es triste et que tu peux encore le dire, c’est que ça ne va pas si mal ! Les périodes difficiles font avancer l’humanité. La Renaissance est née du chaos du Moyen Age. Les crises sont aussi une opportunité pour évoluer.
Définition de l’Enfer?
L’absence de compassion pour la douleur du monde, l’indifférence, la lâcheté… Très moral, tout ça, non ?
Quel chef-d’œuvre vous tombe des mains?
Je ne suis jamais arrivé à la fin d’Ulysse, de Joyce. Un jour viendra, peut-être…
Au purgatoire, quelles fautes expierez-vous?
Nous ne sommes sur terre qu’une seule fois, une unique fois ! La pire faute serait de ne pas avoir été assez vivant.
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March 6th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante
(ANSA) - PARIGI, 6 MAR - Riparte oggi al Grand Rex di Parigi il tour mondiale di Roberto Benigni con il suo ‘TuttoDante’, spettacolo che nel 2006 e nel 2007 ha fatto il giro di 130 piazze, stadi e palasport italiani, accolto entusiasticamente da circa un milione di spettatori. Nella moderna versione del Rex, inaugurato negli anni Trenta sui Grand Boulevards parigini, Benigni proporrà in italiano il suo spettacolo-evento che viaggia attraverso la Divina Commedia sfiorando l’attualità e riservando, certamente, novità ad ogni occasione del giro mondiale che parte da Parigi.Dopo due giorni a Parigi - dove è tutto esaurito da tempo - Benigni si esibirà a Bruxelles la settimana prossima, per approdare a Londra il 5 aprile e di lì partire per nove date in Germania e Svizzera. A fine maggio e poi a giugno, il grande salto negli Stati Uniti e, infine, chiusura a Buenos Aires.
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March 6th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante
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(ANSA) - Dopo la rapida apparizione all’ultimo Festival della canzone italiana di Sanremo, Roberto Benigni è ripartito per il suo tour mondiale.
Il TuttoDante è atteso venerdì e sabato prossimi a Parigi, per poi spostarsi l’11 marzo a Bruxelles.
Lo spettacolo in base al calendario pubblicato sul sito ufficiale partirà quindi alla volta di Londra (5 aprile) per fare successivamente varie tappe in Germania, dall’8 al 25 aprile. Tra le molte città che verranno toccate dalla tournée figurano Stoccarda, Monaco, Colonia e Francoforte. L’attore toscano premio Oscar sarà in scena per circa un’ora e trenta, nel suo ‘one man show’, passando da temi di attualità ad un viaggio appassionante e poetico nella Divina Commedia.
TuttoDante è stato rappresentato nelle piazze, nei palasport e negli stadi italiani per un totale di 130 repliche con un’affluenza di pubblico attorno al milione di spettatori. A questi vanno aggiunti gli oltre dieci milioni di telespettatori che hanno seguito lo spettacolo televisivo ‘Il V dell´Inferno’ trasmesso da Rai uno il 29 novembre 2007 con replica su Rai International nei giorni successivi. -
March 5th, 2009Roberto Benigni, TuttoDante
Oscar-winning actor and director Roberto Benigni is set to take Dante around the world with a new tour beginning in Paris on Friday.
The Tuscan comic wowed Italy in 2006 and 2007 when he performed his TuttoDante show, combining wicked satire with fervent Divine Comedy readings, in 130 squares and stadiums around the country.
After two sell-out dates in Paris, he will take the updated version of the show to Brussels and London before nine dates in Germany and Switzerland.
The show will then move to the United States at the end of May and finish up in Buenos Aires in June.Benigni shot to international fame in 1999 with his Holocaust movie Life Is Beautiful, which he wrote, starred in and directed.
The picture won three Oscars, for best foreign film, best actor and best music, and Benigni’s exuberant clowning at the Academy Award ceremony won him fans around the world.After a televised version of his Dante spectacular in 2007, Dante Alighieri scholars were impressed by his unorthodox approach to the Divine Comedy, which is the most lauded work of Italian literature.
Benigni was awarded Italy’s highest civilian honour, the Cavaliere di Gran Croce, in 2005.
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March 5th, 2009Roberto Benigni, TuttoDantePar Eric MANDEL - Le Journal du Dimanche
Avec son one-man show Tutto Dante, Roberto Benigni revisite La Divine Comédie, l’oeuvre monumentale du poète. Après avoir parcouru l’Europe pendant trois ans, accumulant dix millions de spectateurs, le réalisateur de La vie est belle débarque au Grand Rex, à Paris, pour deux représentations exceptionnelles, vendredi et samedi, en italien sous-titré.
Longtemps, le petit Roberto s’est endormi bercé par la prose de Dante. Sa maman, analphabète, lui récitait par coeur des passages entiers de La Divine Comédie, l’oeuvre-fleuve et magistrale du poète florentin (1265-1321). “Je me prenais pour le héros de ce drame épique, poétique et spirituel. J’étais tour à tour Dante, le bon Dieu et le Diable. Evidemment, je m’endormais un peu effrayé, mais le matin j’étais tellement heureux de me réveiller bien vivant!” s’amuse le réalisateur de La vie est belle, sa voix sonore et théâtrale résonne tel un feu d’artifice de mots et de pensées débitées sans temps mort.Aujourd’hui, Roberto Benigni arpente le monde avec TuttoDante, un one-man-show dans lequel il revisite l’oeuvre monumentale de Dante. “Il a été le premier à écrire en italien quand la langue officielle du savoir était le latin, une langue réservée à l’aristocratie et l’Eglise. Il a popularisé la culture et, utilisé pour la première fois le ‘moi’, rappelé que l’homme était maître de son destin et élevé la femme au sommet de la création quand elle était considérée au pire comme une sorcière à brûler, au mieux comme le repos du guerrier.”
Vendredi et samedi prochains au Grand Rex
L’aventure dure depuis trois ans et Benigni affiche un enthousiasme inentamé: “Je me sens un peu comme un chanteur de rock, comme Johnny Hallyday… Le public me demande de chanter tel ou tel chant populaire de La Divine Comédie, c’est très exaltant“, s’emporte Benigni avec sa faconde toute méditerranéenne. Après ses récents insuccès au cinéma (Pinocchio, Le Tigre et la neige), Benigni renoue avec ses premières amours quand il arpentait les scènes underground du théâtre “d’avant-garde“. Le spectacle, présenté d’Athènes à Rome et diffusé sur la RAI, a rencontré un vif succès avec plus de 10 millions de téléspectateurs.
Vendredi et samedi prochains, le fantasque acteur italien présentera pour la première fois son spectacle au public français, dans un cinéma, le Grand Rex. Seul en scène, le réalisateur et comédien devrait montrer, durant une heure cinquante, l’étendue de son talent de saltimbanque: interpréter des chants populaires, jouer la comédie, réciter Dante dans le texte et bien sûr improviser, son péché mignon. Le one-man-show, en italien, sera sous-titré en français. “Je vais surtout parler dans ma langue natale, notamment quand j’aborde les thèmes de Dieu, la Vierge Marie, l’enfer, le paradis, le mystère de la vie et de la mort. J’aime la musicalité de sa langue, elle swingue comme un standard de Charlie Parker.”
Mais l’artiste francophone devrait également converser dans la langue de Molière, “notamment pour aborder de sujets plus terre à terre, comme l’actualité ou Berlusconi. Il est du devoir de tout humoriste de protéger le peuple contre ses gouvernants“, assure Benigni. Et de préciser avec un brin de mégalomanie savoureuse: “Quand on lit de la poésie, on devient un peu poète. Sur scène, je suis Dante !” Un peu comme dans ses rêves de gamin.
TuttoDante, vendredi et samedi au Grand Rex, 1, bd Poissonnière (2e). Tarifs: de 37,50 à 83,50 euros. Rens.: 0892.68.05.69.
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March 5th, 2009Roberto BenigniPar Laurence Liban, L’Express, publié le 05/03/2009 11:36

L’artiste et trublion italien poursuit sa tournée triomphale avec Tutto Dante, sa divine comédie à lui. Précisions sur un phénomène.
ON LE SAIT…
Roberto Benigni aime Dante. Elevé au lait de La Divine Comédie, comme tous les Italiens, Roberto a appelé Dante à son secours un jour de grisaille : « C’est un devoir de rigoler avec le pouvoir quand on exerce le métier de comique. Mais, avant l’avènement de Berlusconi, qui nous donne tant d’occasions de rire, je n’avais pas grand-chose à me mettre sous la dent… C’est alors que m’est venue l’idée de Tutto Dante… Pour me désennuyer… »
Il a commencé par le théâtre expérimental, les spectacles de rue et le cabaret. Mais c’est la série télévisée Ondes libres qui l’a rendu célèbre dans les années 1970, grâce à sa chanson des gogues, hymne joyeusement scatologique qui lui a valu sa première censure.
Il aurait pu faire carrière en Amérique. Il y a tourné trois films avec Jim Jarmusch, dont l’inénarrable Night on Earth, en 1991. Il a également joué dans Le Fils de la Panthère rose, de Blake Edwards. « Les Américains m’ont beaucoup donné, mais, par la suite, ils ne m’ont proposé que des rôles d’Italiens ! Seul Steven Spielberg m’a offert autre chose à jouer. Je n’en ai jamais eu le temps, hélas ! Et puis mes racines sont ailleurs. »
Le pape Jean-Paul II a regardé La vie est belle en sa compagnie. « C’était en 1999. Je l’ai rencontré à sa demande. Nous avons parlé du film, des camps de concentration en Pologne et de l’attitude des chrétiens polonais. Il m’a dit l’impact extraordinaire de La vie est belle là-bas. Je l’ai amusé, aussi. Il m’a gardé de 15 heures à 21 heures. Plus que le président des Etats-Unis ! Ce fut une émotion extraordinaire. Je crois en Dieu. De toute façon, si nous ne sommes pas faits par lui, nous sommes faits de lui, non ? »
ON LE SAIT MOINS…
Il pratique l’interview à la hussarde. Tutto Benigni en quinze minutes montre en main, mais quel style ! quel élan ! quelle générosité !
Il a pris dans ses bras le fameux chef du Parti communiste italien Enrico Berlinguer, lors d’une manifestation. « Berlinguer était l’image même de l’austérité et de la morale, explique l’auteur du film Berlinguer, je t’aime. Il représentait notre rêve à tous, et à moi aussi, qui fus élevé dans un petit village où tous étaient communistes par idéal romantique. J’ai embrassé ce mythe vivant pour apporter au PCI un peu d’allégresse. Je l’ai pris comme un petit enfant. Comme on a pris la Bastille. Berlinguer m’en a été reconnaissant toute sa vie. »
Il défend l’amour gay. En février dernier, à San Remo, l’acteur a pris la défense des homosexuels et de l’amour libre, avant de lire la célèbre lettre qu’Oscar Wilde, emprisonné pour homosexualité, écrivit à son jeune amant. « Qu’on polémique à ce sujet, en 2009, me sidère. Le vrai péché, ce n’est pas l’amour entre deux adultes libres, c’est la médiocrité ! »
Il a été interdit de télévision pendant un an pour avoir dit du mal du pape. « En fait, je l’avais traité de “Wojtylaccio”. Dans ma région d’origine, la Toscane, c’est une façon affectueuse de nommer les gens, du genre “Ce garnement de Wojtyla”. Mais, ailleurs en Italie, cela a fait un énorme scandale. J’étais devenu le blasphémateur, l’iconoclaste. Cela ne l’a pas empêché de me traiter comme un fils, à l’occasion de La vie est belle.»
TuttoDante, au Grand Rex, Paris (IIe). Les 6 et 7 mars.
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