Un Benigni da Nobel
Everything about Roberto Benigni-
June 25th, 2008Roberto Benigni, TuttoDanteNoi e il nuovo striscione in prima fila in Prato della Valle a pochi minuti dall’inizio dello show di Roberto Benigni (foto pubblicata su Il Mattino di Padova il 24 giugno 2008).

Da sinistra: Marco Zanovello, Silvia Pittoni, Emily RicciardiPer leggere l’articolo completo de Il Mattino cliccate qui.
Lo striscione nella foto pubblicata da Il Gazzettino:
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June 25th, 2008Roberto Benigni, TuttoDanteLo staff di UnBenignidanobel.it era presente a Padova allo spettacolo di Roberto Benigni di lunedì 23 giugno 2008 (abbiamo avuto la fortuna di assistere anche alle prove di domenica 22 giugno 2008!)…
A breve saranno pubblicati tutti gli aggiornamenti sul sito…
Intanto cliccando qui potete vedere in esclusiva la Photogallery (in fase di aggiornamento) con tutte le foto di TuttoDante a Padova (scattate dalla prima fila sotto al palco!).
Se avete foto/video o qualsiasi materiale sullo show di Padova scrivete a unbenignidanobel@yahoo.it
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June 24th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante(Il Mattino di Padova, 24 giugno 2008)
Oltre cinquantamila persone davanti a un uomo solo, vestito di nero con una camicia bianca, un fazzoletto in mano per asciugarsi di tanto in tanto il sudore. Quaranta minuti a ruota libera su Padova, Zanonato e soprattutto tantissimo Berlusconi, tanto per non cambiare; quindi, il canto trentatreesimo del Paradiso di Dante fino alla fine.
Si fa vedere alle 21.18 Roberto Benigni, saltella come il suo Pinocchio, balla e saluta, prova a parlare al microfono ma non funziona, pochi secondi e il microfono va, mentre il pubblico applaude ancora: «Pensavo fosse una standing ovation, ma qui non ci sono neanche le sedie! Sindaco Zanonato, le sedie!», urla. E poi ci dà dentro con il dialetto veneto: «Ciao veci, come steo? Ghe voria na bea piova! Ciao Guizza, Cadoneghe, Abano! L’anno scorso son venuto a Padova e ho parlato male dell’opposizione, ora per par condicio parlerò male del governo».E infatti da Berlusconi a Bondi a Calderoli a La Russa è tutta una battuta (non sempre felici). Eccone qualcuna: «Silvio Berlusconi appena fa una legge capiamo subito che problemi ha. Per fortuna è tornato: mi ero inventato Dante perchè non avevo più battute»; «Abbiamo perso agli Europei con la Spagna. Loro avevano in tribuna il re Juan Carlos, noi Ignazio La Russa: si può vincere guardando quello?»; «Veltroni ha detto: ha vinto la Spagna? Sono contento, è una mia amica, canta bene»; «Bondi ha detto: non guarderò più Zorro»; «Quando guardo la partita, piuttosto che gridare Forza Italia grido Avanti Penisola».
Racconta dell’accoglienza ricevuta a Padova: «E magnate sta poenta e osei, mi fanno, e bevite sto spriss, e trovate na bea gnoca e va in leto!». Si sbaglia accennando al fatto che il Santo è alle sue spalle, e invece alle sue spalle c’è Santa Giustina. Poi apre un gustoso siparietto sul Sessantotto, il Sessantotto alla Casa del Popolo del suo paese toscano dove c’erano le Simca e le Prinz («vederle vicine era come incontrare oggi Calderoli e Bondi insieme), e dove c’era l’abitudine a bere il Vov (liquore all’uovo) per far capire che si era appena fatto del sesso.
Prima di passare a Dante, immagina una statua in Prato anche per Zanonato in bici e spara a zero su Albertino Mussato, letterato padovano «che ha scritto una tragedia che è una brutta scemenza e pensate che fecero a Padova una festa per incoronarlo sommo poeta e Dante niente. Dante che a Padova ha scritto il Paradiso!». Cita Galileo («un uomo che ha inventato la scienza: era a Padova») e saluta l’università (i tanti universitari gli rispondono con enfasi); cita Giotto che faceva i disegni belli e aveva i figli brutti («perché i disegni li faceva di giorno, i figli di notte»). Infine la lettura del Paradiso: il canto trentatreesimo che non aveva mai recitato prima.
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June 24th, 2008Dante, Divina Commedia, Roberto Benigni, TuttoDante«A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ‘l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.»Queste le ultime parole che risuonano nell’aria, in un silenzio assoluto e quasi irreale. Poco dopo lunghi minuti di standing ovation, cinquantamila applausi che si fondono insieme ad intessere il giusto tributo per una magistrale lettura del capolavoro dantesco. E’ l’epilogo di una calda ma emozionante serata di cultura letteraria, con la splendida cornice di Prato della Valle a Padova a fare da sfondo alla declamazione degli immortali versi del più grande poeta di sempre, quel Dante Alighieri e la sua Comedìa: divina per denominazione ma anche per bellezza, esaltata dall’estasiato entusiasmo con cui ce la racconta Roberto Benigni.

Uno striscione in prima fila lo incalza con un “Grazie Maestro!”, e il comico toscano maestro lo è davvero per come si insinua agile e curioso nelle pieghe più imponderabili del XXXIII del Paradiso: l’ultimo canto dell’opera dantesca, gli estremi versi che tentano di tratteggiare l’insondabile mistero divino, le musicali rime che penetrano nell’anima aiutate dall’accorta guida di Benigni che riesce dove tanti insegnanti (veri) hanno fallito. Non è facile ottenere l’attenzione di migliaia di giovani per la spiegazione della visione dantesca di Dio, ma Benigni lo fa con uno stile vivo e appassionato che inebria lo spettatore e attira allo stesso tempo sia gli ammiratori storici del poeta fiorentino sia chi, magari per approcchi scolastici poco coinvolgenti, non si può definire un cultore della prima ora.
Giovani e anziani, bambini e famiglie, a decine di migliaia: impressionante vedere come non necessariamente uniti dalla fede (anzi!) fossero ugualmente catturati dai versi spiegati con “amore” e con una passione contagiosa che è propria solo di chi veramente ha saputo immedesimarsi nella logica sovrumana del testo poetico. Accomunati prima da una sensibile emozione nell’ascoltare di Dante e Beatrice, di San Bernardo e della Madonna, e infine della visione di Dio, cinquantamila bocche si sono rese silenziose tutto d’un tratto per assaporare una dopo l’altra le dolci terzine conclusive del Paradiso e della Divina Commedia tutta.
Grazie Roberto!(Articolo tratto da http://kobayashi.netsons.org/blog/ )
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