Archive for February, 2008

Gran finale per TuttoDante su Rai Uno

Roma, 9 feb. (Adnkronos) – Roberto Benigni torna lunedi’ e mercoledi’ su Rai Uno con un doppio appuntamento a conclusione del ciclo delle letture dei canti della Divina Commedia: lunedì alle 23, infatti, recita il XXVI canto dell’Inferno e mercoledì e’ in prima serata con il XXXIII canto dell’Inferno. “Il Quinto dell’Inferno”, lo scorso 29 novembre in prima serata su Rai Uno è stato tra i programmi più visti nel 2007 dietro solo allo sport, al messaggio del Presidente della Repubblica e al festival di Sanremo.

Benigni, con le letture dantesche, ogni giovedì in seconda serata, ha registrato una media di 2.233 milioni di telespettatori, conquistato oltre 10 milioni di telespettatori e quasi il 36% di share. Le due trasmissioni di lunedi’ e mercoledi’ prossimo sono le registrazioni dello spettacolo “TuttoDante“, prodotto da Lucio Presta, realizzate a Firenze in piazza Santa Croce nell’estate 2006. Dopo aver accompagnato il telespettatore, da novembre fino ad oggi, nella “selva oscura”, davanti alla Porta dell’Inferno, nel limbo, nel girone dei lussuriosi, dopo aver fatto conoscere Paolo e Francesca, Ciacco, Farinata degli Uberti, Roberto Benigni scende nel più profondo dell’Inferno per raccontare con la forza delle “parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli” la storia del “fiero peccator”, il conte Ugolino.

Molti hanno commentato le ‘letture dantesche’ di Benigni. “Le letture popolari di Benigni sono state uno dei rari autentici eventi culturali di questi anni. Con centinaia di migliaia di persone, molti giovani, che non ascoltavano Dante dalla scuola dell’obbligo…” e’ stato scritto. E ancora: “Dante, nell’interpretazione di Benigni, diventa un fiume in piena…”.

Un rinnovato interesse verso il poeta fiorentino che trova riscontro nell’aumento, dall’inizio del tour “TuttoDante” fino alle trasmissioni televisive, delle vendite della Divina Commedia. “Un piccolo miracolo” sintetizza con un’efficace espressione Variety, riferendosi all’incredibile quantità di pubblico che Benigni è riuscito ad avvicinare alla Divina Commedia. 

Plausi ed elogi non solo dalla stampa ma anche dal mondo intellettuale.   “Lo spettacolo è singolarmente emozionante…si sospende per digradare verso il mondo dantesco, prendendo il pubblico per mano e per il cuore per portarlo nelle parole del divin Poeta” scrive Moni Ovadia.

Fino all’encomio da parte del cardinale segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone: “Roberto Benigni commenta Dante in tv come un alto teologo”.   Quasi una pubblica “beatificazione” che il premio Nobel per la letteratura Dario Fo ha particolarmente apprezzato : “Grazie a Roberto hanno santificato anche Dante…mi fa piacere, era ora…le sue letture sono chiare, pulite, meditate, adatte al grande pubblico”.

Stasera su Rai Uno: Il 10° Canto dell’Inferno

Appuntamento a questa sera alle 23.20 su Rai Uno con il 10° Canto dell’Inferno.

« Volgiti! Che fai?
Vedi là Farinata che s’è dritto:
de la cintola in sù tutto ‘l vedrai »

“Il pubblico e la gente che incontro in queste settimane a Firenze mi tratta come se fossi una rock star – ha detto Roberto Benigni - a cui si chiede urlando di cantare questa o quella canzone in testa alle hit-parade. Mi chiedono ‘quand’è che mi fai Ciacco? Fammi il Conte Ugolino e Farinata che piace alla mi’ moglie. Un autentico tifo da stadio, è meraviglioso è come se ci fosse una curva sud Dante Alighieri”.

Quel genio di Benigni…

Capital assegna il podio a Roberto Benigni tra i “Geni e Innovatori 2008“. 

Cinquecento anni dopo la vita di quello che è universalmente riconosciuto tra i sommi della storia, l’italica genialità si è reincarnata a pochi chilometri di distanza, quelli che separano Vinci dalla provincia di Arezzo, sotto le spoglie di un menestrello, al secolo Roberto Benigni.
Se il paragone, o anche solo l’accostamento, con il grande Leonardo può sembrare irriverente, se non blasfemo, è un dato di fatto che non ci sia stato circolo, contrada, cena o sondaggio in Italia nel 2007 in cui il nome dell’ultimo cantore di Dante non venga ricordato come «quel genio di Benigni…».
Nel bene o nel male il toscanaccio sta diventando il volto più emblematico della creatività italiana, nel secolo nato all’insegna del trionfo della comunicazione e dei media, e dei loro primi figli, cinema e televisione. In entrambi Benigni è riuscito a primeggiare come nessun altro, grazie a un’apparente non professionalità, all’improvvisione, alla sintesi, questa sì geniale, tra il sacro della commedia e il profano dello sberleffo e della battuta fulminante. Podio, quindi a lui, in questa carrellata di geni e innovatori con cui Capital ha voluto innaugurare l’anno nuovo, all’insegna di un messaggio di ottimismo e di fiducia nelle potenzialità dell’impegno personale, della creatività del lavoro, del piacere del successo.

Salendo dai gironi dell’Inferno alle gioie del Paradiso è riuscito a far appassionare tutti alla lettura, non più ostica, della Divina Commedia. Il giudizio universale pone Roberto Benigni ai vertici della popolarità, con una rendita di posizione per verve, innovazione, garbo e passione, che anche per il 2008 lo imporrà personaggio dell’anno.
La standing ovation ha visto in prima fila il Vaticano, con tanto di encomio solenne per la sua invocazione alla Vergine: «Colei che l’umana natura/nobilitasti sì, che ‘l suo Fattore/non disdegnò di farsi sua fattura».
La performance in tv ha fatto incassare a Benigni (e alla Rai) un’audience altissima. Ma Benigni da sempre sbanca i botteghini e riempie i teatri: La tigre e la neve ha incassato 15 milioni di euro (il precedente La vita è bella, oltre ad aver vinto l’Oscar, ne aveva guadagnati più di 31, 2° incasso di sempre in Italia dopo Titanic). Ma la nomination di Capital oggi è per quella straordinaria performance televisiva, per l’approccio tutt’altro che dotto e professorale con cui ha fatto entrare nei gironi danteschi casalinghe e intellettuali, giovani e antichi estimatori del Sommo Poeta. Incantando tutti e, con il suo entusiasmo, riuscendo a descrivere come mai nessuno prima la potenza dell’amore carnale, che Dante fa esplodere nel Quinto Canto dell’Inferno, e quella dell’amore spirituale, nell’ultima e più sublime delle cantiche.
Una cosa è certa: quel genio di Benigni è riuscito nel miracolo italiano, resuscitare la più pura e vera cultura nazionalpopolare.

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