Archive for January, 2008

Stasera su Rai Uno: Il 9° Canto dell’Inferno

Questa sera alle 23.20 su Rai Uno andrà in onda il Nono Canto dell’Inferno, puntata di TuttoDante che giovedì 24 gennaio è stata sostituita da Porta a Porta per la crisi di governo.

Incipit: « Canto nono, ove tratta e dimostra de la cittade c’ha nome Dite, la qual si è nel sesto cerchio de l’inferno e vedesi messa la qualità de le pene de li eretici; e dichiara in questo canto Virgilio a Dante una questione, e rendelo sicuro dicendo sé esservi stato dentro altra fiata. »

Lettera a Dante di Roberto Benigni

Vi presentiamo alcuni estratti della lettera che Roberto Benigni ha scritto a Dante.
La Lettera a Dante è stata presentata per la prima volta il 27 ottobre 2007 a Roma nell’ambito della cerimonia per il conferimento del Premio Le Cattedrali Letterarie Europee, e costituisce la prefazione a “The Divine Comedy”, edizioni Valdonega, di Robert e Jean Hollander. Inoltre è presentata in un video inedito di 15 minuti allegato al primo cofanetto dei Dvd di TuttoDante.

“Caro Dante,

prima di tutto spero che tu stia bene, che il macigno non ti pesi troppo e ti auguro di sentire il Gloria in excelsis Deo il più presto possibile. E anche ti voglio ringraziare perché con la tua Divina Commedia mi hai fatto innamorare della poesia, che è la cosa più bella del mondo. Mi hai fatto sentire il bene e il male, mi hai fatto andare a letto impaurito, mi hai fatto venire da piangere, mi hai portato con te dappertutto, sull’Oceano Atlantico, in Lunigiana, a Gerusalemme, a Monterriggioni. Mi hai fatto morire dal ridere, anche se hai scritto in una lingua difficilissima, misteriosa e incomprensibile, che per capirla, pensa, me la sono dovuta far spiegare dai miei nonni analfabeti.

Sei entrato nella mia vita di corsa, Dante, con un’allegria e una potenza strepitose, come quando ho conosciuto le albicocche. Ecco, per me Dante, tu fai parte della natura, come le albicocche, il sole, l’erba. E quando mi chiedono se sei moderno, è come se mi chiedessero se è moderna l’erba. Dopo un po’ che ti leggevo ho fatto un salto sulla sedia per davvero. Mi sono accorto che non ero io che leggevo te, eri tu che leggevi me come nessun altro mi aveva mai letto, con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra.

Mi hai fatto provare quella sensazione tremenda che come me nel mondo ci sono solo io e che però ero uguale a te. E che io e te eravamo uguali a tutti. Ogni cosa che avevo sempre sentito fin da quando ero nato, tu gli hai dato una forma memorabile. Quanto t’ho voluto bene, Dante.
 Entravo nel tuo libro come si entra in farmacia: leggevo due o tre terzine a voce alta e ammazzavo tutti i virus…

Però ora Dante ti scrivo per motivi tecnico-amministrativi e soprattutto finanziari. E per un dubbio. Ora, non so se in Purgatorio ti sono arrivate notizie. Io sto facendo una tournée in Italia e all’estero prodotta dalla mia società Melampo srl, lo spettacolo si chiama proprio “Tutto Dante”, pensa un po’ (più chiaro di così…). E ogni mattina il mio amministratore, il signor Mario Fucci, che è una persona molto onesta, discendente di un’antichissima famiglia pistoiese, persone onestissime, va all’ufficio della Siae per versarti i diritti che ti spettano, circa il 30% dell’incasso. Ora il dubbio è questo: ma questi soldi, Dante, ti arrivano o no? Te lo dico perché è una bella somma. Ti informo che a tutt’oggi lo spettacolo ha fatto quasi 800.000 spettatori solo in Italia. Ti dovrebbero essere già arrivati, secondo i calcoli di Mario Fucci, 4.725.302 euro, liquidi. Sarai il più ricco del Purgatorio. E solo per questo spettacolo. Tra l’altro, se ti sono arrivati, guarda dietro la moneta da due euro: avrai una sorpresa… Come chi è… Ma non ti sei riconosciuto? Sei te! Sei stato anche sulle 10.000 lire… Tra l’altro, anche per questo: ma te li pagano i diritti, ti mandano le royalties? (…)

….Dicono che la “Divina Commedia” sia l’opera più ardita dell’ingegno umano, che il suo insegnamento è così profondo che può essere disceso nel pensiero umano solo per rivelazione, e che per la prima volta, nella storia del mondo, ci hai fatto esplorare la remota regione dell’Eterno, “fisicamente, corporalmente” …
Con la Divina Commedia ci hai fatto capire…:

che Dio ha bisogno degli uomini;
che ogni volta che l’uomo fa del male, Dio trattiene il respiro;
che non c’è male che non possa essere consolato;
che ognuno di noi è qui per completare e complicare l’affresco;
che la poesia è canto e racconto;
che le donne sono l’apice della creazione, la rugiada dell’abisso;
che ti sei occupato di questo strano dono che abbiamo avuto in sorte: la vita;
che, dopo averti letto, non si guardano più le persone con distrazione ma come scrigni di un mistero, depositari di un destino immenso;
che l’arte si deve interessare alla vita;
che la vita è molto di più di quanto possiamo capire, per questo resiste;
che nessuno è troppo strano per essere capito;
che ognuno di noi è unico, e fa la differenza;
che si può parlare degli altri quando parliamo di noi;
che cosa ci rende felici;
che cosa amiamo e odiamo davvero;
che noi tutti siamo qui per il sì di una donna;
che siamo in crisi del duro desiderio di durare;
che ci hai reso possibile vivere in un mondo più grande;
che ci hai reso il mondo meno estraneo e nemico;
che ogni persona è l’eroe della propria storia, anche se i suoi giorni o le sue notti non appaiono eccezionali a nessuno;
che i fatti del mondo non sono la fine della questione;
che in poesia si usa lo stesso amore e lo stesso numero di parole per descrivere gli ordini angelici e il gesto di un sarto che con poca luce introduce il filo nella cruna di un ago;
che si può dare del tu all’ignoto;
che il paradiso è colmo dell’accecante bellezza del verbo essere;
che la vita è destino e viaggio, conoscenza e amore;
che qualcuno non distoglie mai lo sguardo da noi, perchè ci ama;
che la bellezza nasce terribilmente;
che l’arte è un dono…….”

Roberto Benigni

Stasera non ci sarà TuttoDante

Questa sera non ci sarà l’appuntamento settimanale con TuttoDante di Roberto Benigni. La calda situazione politica ha prevalso sulla Divina Commedia: alle 23.30 su Rai Uno, infatti, andrà in onda Porta a Porta.

La puntata di TuttoDante che sarebbe dovuta andare in onda questa sera, dedicata al Nono Canto dell’Inferno, andrà in onda giovedì 31 gennaio.

Slitta quindi a lunedì 11 febbraio la penultima puntata, dedicata al 26° Canto dell’Inferno, giusto in tempo per la serata conclusiva – senza sketch – in prime time prevista per il 13 febbraio.

Lecturae Dantis di Roberto Benigni tradotte in Persiano

«In Dante c’è l’avanspettacolo, proprio come Totò e Peppino, e insieme c’è l’altezza più sublime. E’ un’opera semplice e complicata, come la musica di Bach. Perché nessuno conosce così profondamente l’animo umano come Dante, che è sceso in profondità per dirci come siamo fatti. E’ per questo che la Commedia la capiscono tutti e piace tanto. Non per nulla la Lectura Dantis me l’hanno chiesta in Oriente». Così Roberto Benigni commentava l’universalità della Divina Commedia. Le Lecturae Dantis di Benigni sono ora più universali che mai.

Kaveh, un ragazzo che vive in Iran, ha aperto un blog dove ha tradotto, e continua a tradurre, le Lecturae Dantis di Roberto Benigni (trasmesse dalla Rai) in Lingua Persiana (parlata da più di 75 milioni di persone!). Si tratta di una straordinaria opera di divulgazione culturale per il popolo Iraniano, che ancora una volta ci fa capire l’importanza e il valore internazionale delle Lecturae Dantis di Roberto Benigni.

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Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

عشق که قادر است معشوق را به دوست داشتن وادارد
باعث شد چنان لذتی ازو ببرم که هنوز هم
در بند خود، اسیرم داشته و هرگز رهایم نخواهد ساخت

5 anni fa: Intervista a Benigni su Dante

 

di Paolo Di Stefano
Il Corriere della Sera19 gennaio 2003

Benigni, come si può lavorare a una vita in cui ci sono pochissimi dati certi, come dimostra per esempio la ricostruzione di Giorgio Petrocchi?

Lo so, Petrocchi si muove come un notaio bolognese, solo con ciò che è documentato. La sua biografia è una specie di caccia al tesoro, perché ci sono poche certezze nella vita di Dante, poche volte si incontra il suo nome e non si sa neanche se è lui. Ma questo è il bello, perché la si può ricostruire con fantasia. Se si riesce a unire tutto, le cose notarili con le cose autobiografiche della Vita nuova e con tutti gli aneddoti, potrebbe venire un film straordinario, anche perché quel poco che si sa è spettacolare. Poi, c’è il Medioevo, un’epoca in cui Firenze era la New York del momento… E’ un racconto cinematografico bellissimo da regalare agli italiani. Però bisogna divertircisi un po’.

Per esempio?

Bisogna metterci tutti gli aneddoti del Dante popolare. Quand’ero ragazzo in casa mia mi raccontavano delle cose straordinarie di Dante, storie incredibili. La mia mamma, che era analfabeta, raccontava che era tornato a Firenze e aveva incontrato sua moglie, che non l’aveva riconosciuto… Agnizioni, tutte agnizioni. Ci si potrebbe divertire proprio tanto, davvero: Campaldino, il tentativo a Gargonza di rientrare con gli aretini, sono cose da morir dal ridere. E il rapporto con Guido. E ser Brunetto, e Beatrice. Da ridere e da piangere, quando è innamorato… o mamma mia, altro che Shakespeare. Per intensità, altezza e profondità Dante non lo piglia nessuno.

Quali sono gli elementi che la attraggono di più nel personaggio Dante?

Attuale è un brutto aggettivo, perché son quei personaggi che stanno continuamente davanti a noi, ci guardano sempre di fronte, mai da dietro. Dunque, che vuoi attualizzare, è talmente potente… Siamo noi che dovremmo attualizzarci per vederlo bene. Sono quegli oceani in cui tuffarsi ogni volta per trovare nuovi tesori. Prima di tutto mi piace l’amore che aveva per le donne, che gli piacevano proprio come ci piacciono a noi. E poi c’è l’impegno politico, che è spettacolare. Una volta si diceva: Dante reazionario, ma sono sciocchezze. Bisogna inserirsi veramente nell’epoca per capire davvero. Già il concetto per cui bisogna dividere tra potere del Papa e potere dell’imperatore, già quello era modernissimo. E poi, l’impegno del priore, dell’ambasciatore. La sua è una vita da burattino.

Fisicamente come lo vede, esattamente come lo vediamo nell’iconografia vulgata?

Mah, Dante l’hanno incontrato in tanti, certo. Per esempio, Giotto l’ha visto da vicino e l’ha conosciuto proprio bene. Però io me lo immagino come una personcina piccolina, magro magro, una personcina proprio da volergli bene, con un’aria… e con quegli occhietti. Mamma mia, che si darebbe per vedere, che so, una mollica di pane che gli è rimasta sul mento. E poi, tutta la sua storia con Guido, e la storia con le donne, con la sua famiglia, il padre mezzo usuraio”.

E allora come ci si avvicina alla Commedia?

Va vissuta. E’ un’opera per la quale va bene tutto, va bene persino come l’ho fatta io in televisione, pensa un po’. La sua bellezza è che la si può strappare, sputarci sopra, prenderla a schiaffi e a calci, va bene tutto. Alla fine dici: guarda che bella storia m’ha raccontato… Leggere un libro è un dialogo con l’autore, sei lì come se stessi parlando con Dante, te lo senti vicino… Perché c’è l’aura del grande poeta, il più grande di tutti, ma c’è anche il racconto di una personcina come te, lo vedi fisicamente, lo senti. Io ne resto avvinghiato ogni volta. Vedo le debolezze di una personcina qualunque.

Quali debolezze?

La tenzone con Forese è bellissima, divertente, era un Dante burattinesco più giovane. Nel XXX dell’Inferno, succede a un certo punto che un personaggio dell’antica Troia si mette a battibeccare con un falsario fiorentino, Maestro Adamo. E’ spettacolare. Come se Cleopatra litigasse adesso con Letizia Moratti… Ecco, lì Dante si incanta a vedere l’alterco tra i due, che si offendono. In loro rivede il se stesso burattino, è come Pinocchio quando vede se stesso cadavere, vede le sue radici, di cui un po’ si vergogna, e cioè i sonetti della tenzone con Forese. Che era la felicità, la gioia, l’urlo vitale, burattinesco. A quel punto Virgilio si arrabbia, lo porta via, perché dice che si dovrebbe vergognare di quel suo passato, perché era “bassa voglia”. Ma Dante c’ha una nostalgia! Lo vedi andar via a testa bassa ed è come se desse un ultimo sguardo e dicesse tra sé: però, però, eran bei tempi, quelli. E’ da quelle cose basse che è venuta fuori la Commedia.

Ma lei si ricorda i contadini toscani che sapevano a memoria Dante?

Sì, qualcuno sapeva dei canti tutti un po’ stropicciati. Ma il mio babbo era affascinato dagli improvvisatori in versi, che un tempo erano aretini. Quand’ero piccolino mi fece salire per vedere se era vero, perché a lui sembrava impossibile che potessero improvvisare un’ottava, che è anche più difficile della terzina, perché l’eco del verso nell’ottava rimbomba. E’ un ritmo infernale, tremendo, infatti Tasso ne è diventato pazzo. Lo dice anche Borges che un poeta per cominciare dovrebbe fare l’ottava.

Dunque, ha cominciato con gli improvvisatori?

Loro si scaldavano con l’ottava. C’era uno di Carmignano che sapeva a memoria l’Aminta del Tasso, che roba… un poema pastorale a memoria. A me mi facevano scaldare specialmente con il secondo canto dell’Ariosto, perché erano tutti versi con accenti di seconda e settima e per prendere il canto erano spettacolari. Poi finiva che anche per chiedere il sale a tavola lo dicevi in versi, perché non c’era modo di fermarsi, era una cosa infernale, ti addormentavi e ti svegliavi con l’ottava nell’orecchio, tremendo. Quante ne ho cantate. Ero giovane e potevo permettermi anche qualche neologismo, qualche parolaccia e qualche rima equivoca.

E a scuola niente Divina commedia?

Io veramente ho fatto la scuola per segretari d’azienda, dopo essere stato qualche mese dai preti a Campo di Marte. L’alluvione mi salvò. Studiavo con tutte donne, bellissime tra l’altro, si faceva steno-dattilografia e calcolo meccanico. E poi c’era una specie di cultura generale, ma era poca cosa. Siccome non avevo nessun suggerimento, sono andato sulle cose sicure, quelle che si sa tutti che sono belle belle e mi sono letto il Vecchio e il Nuovo Testamento, la Divina Commedia, l’Orlando furioso, Rabelais, il don Chisciotte.

Ma la Divina commedia come va letta?

Non so. Leggere la Commedia per me è stato uno slancio d’amore, di passione. Ma si può fare in tutte le maniere. La Divina commedia è tutta un po’ stortignaccola, Dante non è Petrarca che non sbagliava mai e diceva: lascio Dante agli osti. Dante era segnato da qualcosa, non per fare mitologia, ma ci credo veramente che lui sia andato di là. Io mi ci diverto davvero, ci si può perdere. La Divina commedia è proprio scritta con le note, è una partitura musicale. I primi versi del VI dell’Inferno sono spettacolari, hanno dentro, proprio nella musica, ancora il pianto di Paolo del canto precedente, la commozione di Dante non è ancora passata, è come se si stesse ancora asciugando le lacrime. Allora io ho provato a leggere l’inizio del sesto piangendo. E tu non puoi sapere come ci sta bene, tiri anche un po’ su col naso, poco ma ci sta. Si rimane annichiliti.

Qual è il difetto peggiore nel leggere Dante?

E’ quello di voler scandire tutto per far capire bene. Allora rischi di perdere il ritmo e l’endecasillabo. Devi sporcarlo un po’, bisogna imbrattarsi, perdersi e lasciare che il fiume scorra senza impedimenti, a volte seguendo le rapide che Dante stesso ha scritto. Dante non vuole esser letto perfettamente. Anzi, in ogni endecasillabo lui dà una chiave di lettura, dice come bisogna leggere. Figurati se non ci aveva pensato!.

Si è accorto che nella Commedia ricorre più volte l’aggettivo “benigno”?

Come no. Specialmente da giovane sobbalzavo, mi piaceva che Dante mi nominasse: “O animal grazïoso e benigno”.

Appuntamento con l’Ottavo dell’Inferno

Questa sera su Rai Uno alle 23.20 andrà in onda l’Ottavo Canto dell’Inferno, nell’ambito della serie di puntate di Tuttodante registrate in Santa Croce nell’estate 2006.

Ricordiamo inoltre il consueto appuntamento con il Tg1 delle 20: ogni giovedì intorno alle 20.30 viene mandata in onda una nuova parte dell’intervista di Gianni Riotta, in cui Roberto Benigni presenta il Canto che andrà in onda la sera stessa.

 

Benigni torna in prima serata su Rai Uno il 13 Febbraio!

Roberto Benigni torna in prima serata, il 13 febbraio, a conclusione del ciclo di letture dantesche, registrate in Piazza Santa Croce a Firenze nell’estate 2006, che stanno andando in onda su Rai Uno in seconda serata da dicembre.

La tredicesima puntata (dedicata al 33° Canto dell’Inferno) del pacchetto realizzato dalla Melampo, la casa di produzione della famiglia Benigni, è stata promossa alle 21.30.

DIVINA COMMEDIA SUPERSTAR

(ANSA) – ROMA, 14 GEN – Il successo delle letture di Benigni la dice lunga. Applaudita in teatro e nelle piazze, la Divina Commedia continua ad emozionare. In Italia, certo. Ma anche all’estero, dove l’Opera del Sommo Poeta conquista il top nella hit del libro italiano più emozionante, che si rileggerebbe più volentieri.

Roma, 14 gen. – (Adnkronos Cultura) – E’ ‘La Divina Commedia’ il libro italiano più emozionante che, anche all’estero, si rilegge sempre volentieri. Lo rivela il sondaggio mensile della ‘Dante Alighieri’, società da sempre impegnata nella diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo. La notizia sorprendente è che, a piazzare l’opera del sommo poeta in cima alla classifica, non sono stati i voti degli italiani, in patria o residenti all’estero, ma soprattutto gli stranieri che si confermano, secondo Alessandro Masi, segretario generale della ‘Dante’, i principali ‘acquirenti’ di cultura italiana.

Secondo il segretario generale della società Dante Alighieri, l’amore per il sommo poeta rappresenta, dunque, una ”palla da prendere al balzo” perché è la testimonianza della vitalità della cultura italiana nel mondo, ”una cultura che nei valori più profondi e più universali ha ancora da dare molto al mondo”. ”Il sondaggio della ‘Dante’ – spiega Masi – rappresenta l’ennesima conferma, se mai ce ne fosse bisogno, di come la ‘Divina Commedia’ racchiuda in sé le componenti fondamentali della cultura Occidentale. D’altra parte, l’Europa non sarebbe quello che è oggi se non ci fosse stato Dante, che viene tradotto in tutto il mondo, in slovacco, in ucraino, in ebraico”.

”L’ambasciatrice della Slovacchia in Italia – ha ricordato Masi – una volta mi ha raccontato che, negli anni Settanta, Spadolini si recò in visita in Cecoslovacchia e, di ritorno in Italia, scrisse un articolo di fuoco criticando aspramente il Paese perché nelle librerie non aveva trovato la ‘Divina Commedia’. Non avevano fatto in tempo a spiegargli che le 25mila copie dell’opera appena pubblicate erano andate letteralmente a ruba”. Se in Italia la rivalutazione di Dante è passata attraverso personaggi come Roberto Benigni, che si sono impegnati a ricordare che Dante esiste, ”per gli stranieri Dante è l’equivalente di ciò che rappresenta per noi italiani Shakespeare – ha aggiunto Masi – non può esistere una libreria o una biblioteca in cui non ci sia almeno una copia della ‘Divina Commedia”’.

I risultati del sondaggio sono visibili sul sito http://www.ladante.it/: al primo posto, con il 9% dei voti complessivi, si piazza l’opera del ‘sommo poeta’ (9% delle preferenze totali), a distanza di pochi voti si collocano ‘Il nome della rosa’ (8%), ‘I promessi sposi’ e ‘Il Gattopardo’ (7%) e ‘Se questo è un uomo’ ( 6%), seguiti a distanza da ‘Cuore’, ‘La coscienza di Zeno’, ‘Le avventure di Pinocchio’, ‘Il barone rampante’, ‘La storia’ e ‘Và dove ti porta il cuore’. Gli accessi più numerosi si sono registrati dal continente americano, Argentina e Brasile su tutti, e dall’Europa (soprattutto Svizzera, Francia, Spagna, Polonia e Olanda). La novità assoluta arriva dal continente africano, in particolare dal Marocco, con un notevole incremento di contatti rispetto al passato.

Stasera su Rai Uno: il Settimo dell’Inferno

Questa sera alle 23 su Rai Uno andrà in onda il Settimo Canto dell’Inferno

Riporto una simpatica presentazione scritta da Simone Terreni, de L’Etrusco:

Vi volevo ricordare che stasera alle 23 c’è il settimo dell’Inferno. Si c’è Benigni alle 23 su Rai Uno. Lo so che è tardi come ora, ma stasera alle 23 c’è Benigni che recita Dante. Magari stasera avete anche da fare ma vi volevo rammentare che stasera alle 23 c’è Benigni che recita Dante. Il settimo. Certo non è famoso come il primo o come il quinto ma stasera Benigni alle 23 su Rai Uno recita Dante. Magari avete una riunione di condominio, un appuntamento galante o una importantissima cena, ma stasera c’è Benigni su Rai Uno che recita Dante. Prima fa la parafrasi (lo spiega) e poi lo recita. Alle 23. Su Rai Uno. Non capita tutti i giorni di sentirlo e magari voi dovete vedere qualche altro programma, in chiaro o sul satellite, ma stasera c’è Benigni che recita Dante su Rai Uno. Alle 23. Non per farmi gli affari vostri ma se proprio non potete registratelo. Bisogna durare fatica nella vita e con Dante si dura fatica. Molta. Ma se c’è uno come Roberto Benigni che lo spiega cosa volete di più? E guarda caso stasera su Rai Uno c’è Benigni che recita il settimo dell’Inferno. Perché se non lo sapete stasera c’è Dante recitato da Roberto Benigni. Su Rai Uno. Non avete visto gli altri canti? Non sopportate la poesia? Quella stronza della vostra professoressa del Liceo vi ha fatto odiare Dante a suon di cattivi voti? Non importa. Stasera Dante lo recita Benigni, alle 23 su Rai Uno. Se avete un impegno disdicetelo o rimandatelo. È importante. E non so se ve l’ho già detto ma stasera su Rai Uno c’è Benigni che recita il settimo dell’Inferno. Fossi in voi non me lo perderei. Devo ripetervelo ancora? Benigni- Dante- settimo- inferno- ore 23- Rai Uno.

Appuntamento con il Sesto dell’Inferno

Settimo appuntamento con le registrazioni di Tuttodante a Piazza Santa Croce, Firenze, dell’estate 2006. Questa sera su Rai Uno alle 23 andrà in onda il 6° Canto dell’Inferno.

Dal 25 luglio al 19 agosto 2006, Roberto Benigni ha portato Tuttodante in Piazza Santa Croce, Firenze. Sera dopo sera i primi dieci canti dell’Inferno, narrati e commentati; poi la lettura di Ulisse, del Conte Ugolino e per finire il Canto alla Madonna, per la prima volta riproposto dopo l’esaltante esperienza televisiva.
«Farlo a Firenze mi sembra la cosa in assoluto più bella, mi batte il cuore a tremila. - disse Benigni nella conferenza stampa del 3 luglio 2006 a Palazzo Vecchio - Dante è irresistibile, i suoi canti sono come le puntate di un serial, se senti la prima torni, perché vuoi sapere come andrà a finire. Nessuno come lui conosce le passioni umane. Va a scovare nel profondo di ogni uomo come nessuno aveva fatto dal tempo dell’Iliade, entra nella storia del mondo, storia di rabbia, odio, amore, sesso, politica, religione. Questo amore che ho per Dante è davvero spettacolare e la mia scommessa è poterlo raccontare ai ragazzi, alle nonne e ai bambini con il panino in mano. [...] La mia lettura non sarà come quella di Sermonti, di nuovo da parte mia è il tipo di commento che tende a prendersi delle libertà, mi piace imparare e sapere ma sono le passioni quelle che ci guidano. Con Dante ci possiamo commuovere e divertire, dentro la Commedia ci sono tutti i generi, c’è la visione di Dio e c’è l’avanspettacolo, ci sono anche Totò e Peppino. Non sarà una lettura classica, ma goduta, un soffiare in faccia alla gente la felicità. Per me sarà una festa, bisognava pur incontrarsi con Dante a Firenze».
 

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