Archive for December, 2007

UN 2007 SPETTACOLARE… Grazie Roberto!

Siamo giunti alla fine del 2007, un anno che per noi ha significato molto…

Il 2007, come direbbe Roberto, è stato un anno SPETTACOLARE!

Per questo abbiamo creato un video di “fine anno”, in onore di Roberto e del tour italiano di TuttoDante… Ci è sembrato il modo migliore per celebrare un anno intenso e ricco di emozioni…

Buon anno a tutti! Che il 2008 possa portarvi tanta gioia e serenità… Vi auguriamo di realizzare tutti i vostri sogni!

Silvia, Mariangela, Loredana

ROBERTO BENIGNI UOMO DELL’ANNO 2007!

L’uomo dell’anno 2007 è Roberto Benigni. Il premio Oscar ha fatto breccia nel cuore degli italiani, superando nettamente Beppe Grillo.

Roma, 28 dic (Velino) – Va a Roberto Benigni la palma di personaggio italiano dell’anno 2007. A incoronarlo è l’istituto di ricerca Ekma di Milano che ha svolto un sondaggio (per conto di Clandestinoweb) sulla figura simbolo del nostro paese per il 2007. Il “Piccolo Diavolo” toscano con il 10,9 per cento delle preferenze degli italiani ha preceduto nettamente un altro comico, Beppe Grillo, che ha raccolto l’8,7 dei consensi e Antonio Ricci e la banda di “Striscia la notizia” giunti terzi con il 7,7 per cento. [...]

Stasera su Rai Uno il 4° Canto dell’Inferno

Questa sera alle 23 su Rai Uno andrà in onda il 4° Canto dell’Inferno, quinto appuntamento della serie di Tuttodante a Firenze.

Ecco come Roberto Benigni aveva presentato le 13 serate di Tuttodante a Firenze, nella conferenza stampa del 3 luglio 2006: “Tutte le sere sarà uno spettacolo diverso – ha spiegato Benigni – I primi dieci canti dell’Inferno saranno come un’unica narrazione che non si può interrompere, li racconterò e li commenterò ed ogni sera sarà un argomento diverso, perché Dante parla di tutto, della vita, delle cose di oggi. E poi, dopo i primi dieci canti, come non leggere l’Ulisse, il Conte Ugolino e l’ultimo del Paradiso? E’ con loro che chiuderò. E sarà magnifico, con la statua di Dante in piazza, con la basilica alle spalle, in uno dei luoghi più belli del mondo… ”.

Un Natale speciale in compagnia di Roberto!

La Rai ha scelto di fare un bellissimo regalo di Natale a tutti gli Italiani inserendo una puntata di Tuttodante la sera di Natale.

L’appuntamento imperdibile è questa sera alle 23 su Rai Uno con il 3° Canto dell’Inferno!

Buona visione e Buon Natale!!!

Buon Natale!

Tantissimi auguri di Buon Natale!!!

Silvia, Mariangela, Loredana & tutto lo staff di unbenignidanobel.it

(wallpaper realizzato da Sheridan, Australia)

Stasera su Rai Uno: 2° Canto dell’Inferno

Terzo appuntamento con la serie di Lecturae Dantis registrate a Firenze, Piazza Santa Croce, nell’estate 2006.

Questa sera alle 23 su Rai Uno andrà in onda il 2° Canto dell’Inferno. Buona visione a tutti!

Inoltre vi segnaliamo che la Rai ha aperto un canale interattivo dedicato a Tuttodante dove è possibile rivedere i video dei momenti migliori delle serate dantesche di Firenze.

SCUOLA: FIORONI, ALLE SUPERIORI DVD DIVINA COMMEDIA LETTA DA BENIGNI

Roma, 16 dic. – (Adnkronos) – E’ necessario “stimolare la curiosita’ e la conoscenza. Per questo dal prossimo anno scolastico le scuole medie e superiori potranno ricevere come supporto didattico anche la lettura della Divina commedia letta da Roberto Benigni. Ad annunciarlo e’ il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni in un’intervista nel corso del programma televisivo ‘Domenica In’, su Rai 1. Fioroni ha precisato che l’accordo su questa iniziativa e’ gia’ stato stipulato. 

5 mesi fa…

15 dicembre 2007: 5 mesi fa iniziava un sogno…

15 luglio 2007, Tuttodante a Siena, Piazza del Campo: la prima volta che abbiamo issato lo striscione “E ora ci vuole il Nobel!”…

Roberto che indica il nostro striscione durante lo show di Siena

Articoli TuttoDante

ARTICOLI TRATTI DA  www.tuttodante.it 

 

 

 

 

[…] E’ proprio questa l’intenzione del Roberto nazionale: rendere la Divina Commedia un testo attuale in grado di parlare direttamente alla collettività e trasdurla alle problematiche odierne, affinché tutti ne possano cogliere l’estrema profondità che in sé racchiude. […] Ed a fronte di un Dante che cambia pelle diventando un Uomo, Benigni rivela tutta la sua versatilità cambiando vesti fino a trasformarsi, da comico quale è, a interprete penetrante e puntuale del I Canto dell’Inferno.
Emerge così una persona con una profonda comprensione del testo tale da riuscire a svelarne i segreti anche all’uomo della strada. E lo spettatore travolto senza accorgersene dalla musicalità dei versi, si trova immerso nello stesso cammino percorso da Dante. Si accorge di come la poesia sia in grado di carpire i sentimenti più profondi dell’animo umano e trasformarli in versi perfetti ed eterni. Non solo. E’ in grado di farlo con un’immediatezza e una semplicità tale da indurlo a provare a chiudere gli occhi e vedere se si è in grado di scorgere la selva oscura, le tre fiere e l’incontro con Virgilio. Ed, in un crescendo di pathos emotivo,
si è capaci non solo di vedere tutto questo ma anche di trasformarsi nello stesso Dante e vivere il suo stesso viaggio come se fosse il nostro viaggio. Grazie a Roberto Benigni il pubblico riesce a scoprire che l’attualità del poeta volgare non è data dai fatti storici che racconta, tipici della sua epoca; non è data dal sapere chi sia la vergine Camilla, Eurialo, Turno e Niso; bensì, è data dall’armonia di quei versi così forti da penetrare e descrivere nel profondo la psiche al punto da accorgersi che le emozioni ed i vizi ed i sentimenti di un uomo del medioevo sono gli stessi di un uomo contemporaneo. Questo dono ha fatto Roberto Benigni al suo pubblico, citando le sue parole: “cogliere la leggerissima forte arcana potenza dei versi di Dante”. Ed a lui vanno tutti i nostri applausi e complimenti.  – di Mario Mauro, http://www.ilmascalzone.it/, 26 Luglio 2006

 

È innamorato della Divina Commedia di “quell’amore che si prova per una donna”. Un amore pieno, totale, incondizionato che traspare da ogni sua parola, da ogni suo gesto e che Roberto Benigni riesce per questo a trasmettere al suo pubblico con quel suo modo di raccontare, di stare sul palco, scanzonato sì, ma nel fondo estremamente serio. […] E’ con la Divina Commedia che Benigni si esalta e fa esaltare il pubblico.
La sua spiegazione del quinto canto dell’Inferno, quello di Paolo e Francesca, è un inno all’amore, così come lo aveva inteso Dante che non a caso, di fronte al racconto della storia dei due amanti “venni men così com’io morisse. E caddi come corpo morto cade”. E quanto, al termine dello spettacolo, Benigni declama il canto a memoria, si raggiunge l’apice. L’artista “vive” il racconto del Sommo Poeta e lo fa vivere agli spettatori. Con la sua interpretazione riesce a portare il pubblico dentro la Divina Commedia,
al fianco di Dante, a rivivere quelle stesse sensazioni. “Se per un solo momento – dice l’artista nel suo spettacolo – sentiremo la bellezza della poesia di Dante, sarà successa una cosa grande”  -  (Sabato 25 Novembre 2006
“Toccate tutte le corde dell’anima”
(Tratto dalla rivista da http://www.giornaledicalabria.it/ )

Lieve come Chaplin, surreale e onirico come se fosse uscito da un film di Federico Fellini, marionetta vestita di scuro ma per niente Kantoriana, anzi di carne, sangue e sentimenti: scintillante d’intelligenza e d’irriverenza, geniale e irrefrenabile come può essere un bambino. […] Di Benigni ne nasce uno ogni secolo; è un genio italico, etroso, inafferrabile, oltre tutte le regole e tutte le scuole. – Benigni, la poesia che commuove (Tratto da Giornale di Brescia, Mercoledì 31 Gennaio 2007).
La poesia può andare d’accordo con lo sberleffo. Ce lo ha insegnato proprio Dante, che nella sua Divina Commedia, capolavoro assoluto, ha messo alla gogna i suoi avversari politici, ha spedito all’Inferno i grandi del suo tempo, papi compresi,
conficcati nella terra a testa in giù, o magari imprigionati nel ghiaccio, ha strigliato la decadenza dei costumi, ha ‘disegnato’ un mondo ultraterreno di castigo e redenzione. E sicuramente si è pure divertito a farlo. Si può essere un grande poeta e pure un grande comico. Si può andare verso il Paradiso e poi scendere fra le piccole, povere cose di questo mondo così malandato e spesso popolato da ‘macchiette’. Roberto Benigni lo sa perfettamente. Ed è per questo che, nel suo TuttoDante, il premio Oscar de La vita è bella fa incontrare la Divina Commedia e l’attualità politica e sociale del nostro Belpaese. […] Non è la classica lectura Dantis, quella di Gassman o di Sermonti, non è una lezione universitaria. Da Roberto Benigni dobbiamo aspettarci una sorta di ‘cerimonia laica’, dove si può ridere e ci si può commuovere. E dove ogni parola diventa «una cosa grande». Scolpita nella storia. – Benigni, il discolaccio per una serata divina (Tratto da Il Resto del Carlino”, Domenica 18 Febbraio 2007)
TuttoDante è un evento unico nella storia dello spettacolo, che riesce a raccogliere ogni sera circa 6000 persone nei palazzetti delle varie città d’Italia. Tecnicamente grandioso, è un affascinante viaggio che spazia dall’attualità alla Divina Commedia, da momenti di pura comicità e battute fulminanti a momenti di grande poesia. Un evento che, oltre alle emozioni dello spettacolo in sé, ha offerto l’occasione agli studenti della Locride di incontrare Roberto Benigni e Dante, ha creato fazioni da curva (“Roberto facci Fiacco! Facci Farinata!”), e striscioni: “Roberto santo subito”. “Un tripudio gigantesco” (La Nazione); “La risposta è oceanica, ardente” (Il Messaggero); “Benigni ha saputo incantare…spettatori estasiati, ammutoliti, forse stupiti dall’emozione” (La Repubblica); “…sentirlo dire in quel modo semplice e alto, buffo e commovente che è solo suo” (Corriere della Sera) “Quello tra Benigni e Dante è un sodalizio che ha in sé della magia” (L’Unità); “Quel che sembra fare adesso Benigni è portare Dante con le sue mani, in mezzo a questo pubblico” (La Nazione); “Dalla satira graffiante alle suggestioni delle celeberrime terzine” (Il Piccolo); “L’artista vive il racconto del Sommo Poeta e lo fa vivere agli spettatori” (Il Giornale di Calabria): sono solo alcuni dei commenti della stampa.
La lettura del canto inizia con un auspicio per gli spettatori: “Se sentirete l’inesprimibile, forte, arcana bellezza dei versi, stasera sarà accaduta una cosa grande”.
E, a giudicare dal tutto esaurito in ogni tappa, dai lunghi applausi e dalle standing ovation che chiudono ogni serata, questo accade davvero, perché “La poesia non sta in chi scrive ma nell’orecchio di chi ascolta”. – (Comunicato Stampa Ufficiale http://www.tuttodante.it/, Marzo 2007).

 

 

Una personalità poliedrica ed esuberante che con la creatività espressiva del suo linguaggio e le sue Lecturae Dantis nelle piazze ha contribuito più di tante e dotte dissertazioni alla conoscenza della grande letteratura da parte del pubblico e dei giovani. – Motivazione con cui l’Università degli Studi di Firenze ha consegnato a Roberto Benigni la Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (28 Giugno 2007)
Benigni sa quello che fa. Di questo spettacolo, […], resterà, crediamo, traccia nella storia d’Italia perhè questo leggerissimo poeta dei tempi grami ha messo a disposizione i denti della sua cultura e della sua arte per costruire una cerniera adatta a tenere assieme un paese che sembra non veda l’ora di perdersi in brandelli.
[…] “Voi neppure sapete – perdoni l’imprecisione, Benigni, ma proviamo a sintetizzare senza tradirlo – quante cose abbiamo dato al mondo: dalla musica, dal vocabolario della musica, alla letteratura, dal diritto a Dante, dall’arte figurativa all’architettura, e poi ancora Dante. […] Dante come antidoto all’autismo, alla indifferenza contemporanea, come innesto di passione in un mezzo sociale avvelenato dall’ignavia. Ma il laico Benigni – così come il grande Fo – non si ferma a Dante, affonda nella meravigliosa rivoluzione evangelica che fa vedere al mondo cosa sia la pietà, che fa vedere al mondo cosa sia la dignità dell’uomo, di qualsiasi essere umano, a partire da quella degli umili, degli ultimi, di chi non può, di chi non ha potere. […] Non sono letture nuove, ma è la prima volta che un uomo di spettacolo intreccia tanti sensi solidali con una mira così lontana dall’egoismo della retorica e dal sospetto opportunismo della politica. – Roberto Benigni, un’altra patria è possibile (tratto da L’Unità, Martedì 5 Giugno 2007)
[…] Il suo Dante, di carne e sangue, vinto dalla pietà per Paolo e Francesca, ti espugna, ti fa toccare il Cielo con un dito.”Dante non scrisse per essere famoso, – dice Benigni – scrisse per noi. Se sentiamo l’ala della bellezza che svolazza nei suoi versi, anche solo per un momento saremo uguali a lui. Perché la poesia è fatta anche da chi ascolta, dalla sua predisposizione ad ascoltare. […] Quando la Divina Commedia entra dentro di noi, cominciamo a guardare alle persone come  a uno scrigno di mistero. Dante ci mette davanti alla nostra vita, ci fa vedere la nostra parte orribile, ci fa toccare il buio, ma ci fa anche diventare liberi. Ci porta in Paradiso e quando ci voltiamo indietro l’Inferno è vuoto. Ci innalza ad altezze vertiginose, indescrivibili e ci dice “. – O’ Bischeri, solo Dante salverà questa povera Italia (Tratto da Oggi, Martedì 12 Giugno 2007)

 

[…] Il Dante di Benigni a me pare sommamente poetico. E molto coraggioso, e utile, e in un certo senso rivoluzionario. Un senso preciso: ripartire dalla bellezza, coglierla dal ramo più alto, e porgerla a chi altrimenti non ci sarebbe arrivato. Rendere tangibile l’intoccabile, condividere il sublime. Si sa: il sublime quando lo tocchi, un poco si corrompe al contatto: ma è forse meglio lasciarlo là sull’albero per la mano esangue dei dotti e dei sapienti? Benigni perde due chili ogni sera, nello sforzo. Li riprende. Li riperde. E’ ridotto a un’anima, e anche questo parla al pubblico. Non ce ne sono molti, di spettacolo così, di persone capaci di questo con tanta costanza e passione. – di Concita De Gregorio, “Paolo e Francesca, una storia vera” (tratto da D-La Repubblica, 16 Giugno 2007)

 

 

 

Vincenzo Mollica (Luglio 2007) : Roberto Benigni è grande come l’oceano,la sua arte è vasta e meravigliosamente poetica. TuttoDante verrà ricordato come uno dei momenti più alti della sua carriera. Solo lui poteva incarnare i versi di Dante unendo comicità e poesia, rivelando la potenza e la contemporaneità della Divina Commedia. Benigni ha ridato fiato ad un poema che ancora parla al mondo con voce squillante.

Lucia Poli (24 Luglio 2007): Dal punto di vista artistico Roberto ha trovato un suo modo personale di leggere Dante; non è il Dante sublime di Carmelo Bene o il Dante un po’ retorico e cantato di Gassman, né quello accademico di Albertazzi o quello di Sermonti che è un linguista e te lo porge in maniera semplice. Roberto , invece, lo dice col cuore in mano.
Si insinua in noi una sensazione inquietante in noi, che si trasforma almeno in me,nella paradossale certezza che insieme a Dante e Virgilio, in quel viaggio ci fosse anche l’irriverente presenza di una delle reincarnazione di un Benigni duecentesco.
Il tempo si sospende, si dilata, il pubblico è concentratissimo, Roberto ci ricorda che noi siamo gli eredi di un’arte, di una cultura e di una storia che tutto il mondo ammira e ci invidia.
E’ un monito per ritrovare la dignità e l’orgoglio. Dante diventa la bandiera di un possibile nuovo rinascimento e quando le parole si fanno materia emozionale, il pubblico erompe in un applauso discreto ma grato.
Inavvertitamente scivoliamo in un tempo lento e teso, Benigni non lo teme, questa sera, è la serata dei lussuriosi e di coloro che morirono per amore, siamo condotti con il fiato sospeso nell’iperbole erotica di Semiramide, nella sensualità di Didone, e da ultimo “Quali colombe dal disio portate”, Paolo e Francesca si librano sospesi davanti a noi con il loro amore assoluto e tragico,colpevole ma puro,la magia si crea solo grazie alle parole di Roberto che si fanno materia, sospiri, baci, amplessi, amori.
La tensione è al vertice, l’esegesi lascia posto alle inarrivabili terzine del canto Dantesco dette con l’autorevolezza del saltimbanco che sa coniugare l’estremo profano con il mistico, la sapienza del popolo con l’acume del dotto. Quando la bocca si chiude sull’ultimo parola del Canto rimangono solo le lacrime a fior di ciglio negli occhi di Roberto, un invito accorato a ripartire da Dante, a ripartire dalla grandezza della poesia.- di Moni Ovadia, Dante Benigni visto da Moni Ovadia (Tratto da L’Unità,  Mercoledì 9 Maggio 2007)

 

Appuntamento a stasera su Rai Uno…

Stasera su Rai Uno alle 23: Roberto Benigni in Tuttodante, Primo Canto dell’Inferno.

Questa serata in realtà fu la prima con cui iniziò il ciclo di Lecturae Dantis a piazza Santa Croce, Firenze, il 25 luglio 2006.

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