Archive for November, 2007

Napolitano: bene Benigni su Dante

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(ANSA) – ROMA, 22 NOV – Benigni? L’ho sentito leggere Dante: mi sembra che contribuisca in modo straordinario ad avvicinare il pubblico‘ spiega Napolitano. Il capo dello Stato aggiunge: ‘Senza dare giudizi filologici, che non sono in grado di dare, ci sono pochi dubbi sul ruolo che lui svolge sul messaggio di Dante. Le letture di Dante fatte da Benigni, che il 29 novembre su Raiuno leggera’ il quinto canto dell’Inferno (quello di Paolo e Francesca), erano state criticate da Vittorio Sermonti.

Piovani: Roberto è un miracolo vivente

«Roberto è un miracolo vivente. Le letture su Dante rompono i canoni precedenti dello spettacolo».

(Nicola Piovani)

Cerami: «Benigni farà anche l’Eneide»

 

«Benigni sta studiando a memoria l’Eneide perché ha intenzione di leggerla e portarla in giro» scherza Vincenzo Cerami, dopo le critiche di Vittorio Sermonti sulla lettura di Dante fatta da Benigni, che arriverà su Raiuno il 29. Cerami aggiunge, parlando seriamente, che «Roberto legge meglio perché riesce a cantare gli endecasillabi di Dante, senza perdere la cadenza, ma senza far sentire i versi, cosa che a Sermonti non riesce. Senza contare che, a merito di Benigni, va il fatto che nelle librerie si sia cominciato a vendere la Divina Commedia come un libro normale».

Lanza: Lo snobismo di Sermonti non fermerà Benigni

 di Cesare Lanza
 

Oggi il Giornale dà notizia di forti critiche rivolte da Vittorio Sermonti a Roberto Benigni, considerato dall’illustre dantista inadeguato a raccontare, divulgare Dante. Cosa dire? E’ l’ennesima conferma che esiste purtroppo, oggi e da sempre, una classe di intellettuali colti ma egoisti, studiosi snob, che considerano la cultura un territorio di loro esclusiva proprietà: guai a chi, senza essere legittimato e qualificato da questo ristretto club (impresa peraltro pressoché impossibile) vi si avventuri con successo, confidando sulle sue capacità, con l’ambizione di conquistare la gente anziché una bonaria e condiscendente recensione. Mi dispiace davvero per Sermonti, che apprezzo per la sua cultura, ma in quel che scrive non solo c’è un odore sgradevole di invidia, di meschinità, di gelosia, ma anche, e soprattutto, c’è l’incapacità di capire che la cultura è un bene sociale da diffondere e per diffondere la cultura sono indispensabili operazioni divulgative che possano arrivare alle masse, stimolandone l’attenzione e la curiosità. Benigni, col suo genio creativo, e con la sua lunga tournèe in Italia (ma gliela chiedono in tutto il mondo: chissà perché, Sermonti!), è riuscito ad avvicinare Dante a decine di migliaia di persone che probabilmente neanche lo avevano studiato, o lo avevano studiato, a scuola. Nella serata televisiva del 29 novembre e in quelle successive quelle decine di migliaia, che si affollavano nelle piazze, diventeranno milioni, nelle case: questo non significa nulla, per la diffusione e la comprensione della Divina Commedia? Per me, sì: ecco perché, non certo per amicizia ma per stima e considerazione di questa gigantesca operazione culturale, sono stato il primo (trovando un buon seguito…) a scrivere che Benigni è degno del Premio Nobel. Al contrario, una conferenza nei circoli elitari di Sermonti o di qualsiasi altro dantista può contare sull’adesione di un centinaio di persone: niente di male, basterebbe anche un solo spettatore/ascoltatore, se realmente interessato. Ma, per aver assistito a conferenze analoghe, qualcosa mi dice che quel centinaio di persone interessate a Sermonti o al professore di turno, sono per lo più attratte dal gusto salottiero di far parte di una elite col naso all’insù che da una reale curiosità, o passione, per il più grande poeta d’ogni epoca. C’è una sola consolazione: lo snobismo efferato di Sermonti e di quanti (pochi) la pensano come lui darà qualche amarezza (forse) a Roberto, ma certo non lo fermerà. E il 29 novembre gli italiani in televisione assisteranno a una memorabile performance dell’artista e a una iniziativa esemplare da parte della Rai, istituzionalmente chiamata a svolgere un servizio pubblico.

 

Ricordando Enzo Biagi…

ROMA, 6 Novembre 2007 - ”Alla fine della vita rimangono solo i ricordi, cerca di averli belli”. E’ l’ultima cosa che mi hai detto. Caro Enzo, mi hai fatto sentire libero, senza mai parlarmi di liberta’, mi hai fatto sentire onesto, forte dignitoso e bello. Cosi’ Roberto Benigni, ricordando Enzo Biagi scomparso oggi a Milano. “Ci ha fatto tanto bene averti avuto tra noi - ha aggiunto l’artista toscano -. La tua figura sorridente e semplice sara’ uno di quei ricordi che mi hai suggerito di conservare“. Molte le interviste di Biagi a Benigni ma storica rimane quella per ‘Il fatto’ nel maggio del 2001. Berlusconi non la prese bene e il 18 aprile 2002 emise il famigerato “editto bulgaro” che porto’ all’allontanamento dalla Rai del grande giornalista. La sera stessa, Biagi replica: ”Questa potrebbe essere l’ultima puntata del ‘Fatto’ dopo 814 trasmissioni, ma non tocca a lei, Berlusconi, licenziarmi”.

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